Il paesaggio protagonista al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: nel terzo e ultimo incontro l’archeologa Daniela Costanzo su “Sacro, paesaggio, frontiera. Il santuario di Apollo Aleo” nell’antica città achea di Krimisa (oggi Cirò Marina), in un paesaggio naturale e culturale riconosciuto già in passato

Testa maschile con capelli scalpellati e buchi per fissare il diadema, dal santuario di Apollo Aleo, conservata al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
reggio-calabria_marrc_direttore-carmelo-malacrino_foto-marrc

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Terzo e ultimo appuntamento sul tema “Paesaggi della storia. La Calabria e il suo territorio attraverso le collezioni del MArRC” per i canali social del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. La conferenza, introdotta dal direttore Carmelo Malacrino, è stata tenuta da Daniela Costanzo, funzionario archeologo al MArRC, dedicata a “Sacro, paesaggio, frontiera. Il santuario di Apollo Aleo”. Una nuova occasione per conoscere meglio le straordinarie collezioni esposte al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, ricordando l’importanza di tutelare il paesaggio quale patrimonio non solo naturalistico, ma anche culturale. “L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività programmate per celebrare la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita dal ministro Dario Franceschini”, dichiara il direttore Malacrino. “In questi mesi abbiamo registrato il grande successo ottenuto da questi appuntamenti, che hanno consentito di mostrare al grande pubblico le straordinarie collezioni del Museo. Per questo motivo ci siamo impegnati a lavorare sul tema del paesaggio anche ben oltre i tempi delle cerimonie istituzionali. Da qualche settimana abbiamo finalmente riaperto il museo al pubblico, ma vogliamo continuare a promuovere il fascino della Calabria antica anche attraverso queste occasioni. Siamo convinti – conclude Malacrino – che anche attraverso il digitale sia possibile far crescere cultura e tutela del nostro patrimonio culturale”.

Sacro, paesaggio, frontiera. Il santuario di Apollo Aleo. “La scelta di trattare il santuario di Apollo Aleo, situato nel territorio dell’attuale Cirò Marina (KR), deriva sia dalle peculiarità del paesaggio antico sia dalle straordinarie testimonianze materiali che esso ha restituito, intimamente legate alla storia delle collezioni del Museo reggino”, commenta Costanzo. “Proprio nel nostro Museo sono, infatti, conservati i reperti provenienti dal tempio di Apollo Aleo, scoperto e indagato da Paolo Orsi quasi un secolo fa. Se l’acrolito in marmo è la testimonianza artistica sicuramente più pregevole, tutte le offerte del santuario e la sua stessa architettura narrano l’eccezionalità di un paesaggio naturale e culturale riconosciuta già in passato. La zona, nota in antico con il nome di Krimisa, rappresentava uno dei capisaldi territoriali e religiosi della potente colonia di Crotone: a nord l’Apollo Aleo di Krimisa, a sud l’Hera di Capo Lacinio definivano i limiti della città achea, ponendosi al tempo stesso come frontiera, luogo di scambio e interazione fra popolazioni diverse. Le popolazioni indigene attive nel territorio già dall’VIII secolo a.C., infatti, continuarono a mostrare una notevole strutturazione sociale anche dopo la fondazione di Crotone, frequentando inoltre questo luogo sacro. Non è un caso che nel complesso sistema mitico locale “la sacra Krimisa” fosse legata al culto dell’eroe tessalo Filottete: guarito da un’incurabile ferita grazie all’intervento di Apollo, dopo la guerra di Troia egli avrebbe proseguito le sue peregrinazioni fondando nell’odierna Calabria i centri indigeni di Petelia, Macalla e Chone. Prima di morire Filottete avrebbe fondato il tempio di Apollo a Krimisa, consacrando qui il suo invincibile arco e le frecce ricevuti da Eracle. Un personaggio emblematico dunque: greco, ma fondatore di vari centri indigeni, egli stesso eroe del margine, Filottete si poneva come figura di raccordo tra componenti etniche differenti e come tale particolarmente adatta a presidiare una realtà di “frontiera” come quella del santuario di Apollo Aleo”.

Tag:, , , , , , , ,

Una risposta a “Il paesaggio protagonista al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: nel terzo e ultimo incontro l’archeologa Daniela Costanzo su “Sacro, paesaggio, frontiera. Il santuario di Apollo Aleo” nell’antica città achea di Krimisa (oggi Cirò Marina), in un paesaggio naturale e culturale riconosciuto già in passato”

  1. Italina Bacciga dice :

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: