Lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum: cultura orientale e occidentale si incontrano

Lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum (foto pa-paeve)

Tornano per il terzo anno consecutivo le lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum, organizzate dall’associazione Madhava con il Parco Archeologico di Paestum e Velia. Dal 30 giugno 2020 cultura orientale e occidentale si danno appuntamento a Paestum, con lo yoga nei templi. In calendario sono state fissate due lezioni a settimana – ogni martedì e giovedì – dalle 18 alle 19; prima lezione il 30 giugno 2020, presso l’area del “Parco dei Piccoli” nell’area archeologica di Paestum. A seguire i partecipanti ai corsi, ci saranno gli insegnanti Luciano Bufano e Stefania Zerella, entrambi professionisti di esperienza ventennale, che gestiranno direttamente le prenotazioni per le lezioni nei templi; l’accesso all’area archeologica sarà consentito previo acquisto del biglietto di ingresso giornaliero o con l’abbonamento Paestum&Velia – ancora in promozione a 20 euro – con il quale si potranno visitare i due siti archeologici di Paestum e Velia liberamente per un anno intero. Prenotazione obbligatoria. Per le lezioni del martedì contattare Stefania: 3384777750. Per le lezioni del giovedì contattare Luciano: 3383491264.

“L’idea di coniugare due culture differenti in uno scenario così suggestivo come il Santuario meridionale di Paestum è nata qualche estate fa”, dichiara il maestro, Luciano Bufano. “L’energia positiva che si percepisce tra le antiche mura di Paestum aiuta a far maturare quella pace interiore necessaria per praticare una disciplina come lo yoga. Tutti coloro che hanno partecipato alle scorse lezioni di yoga nei templi sono ancora oggi entusiasti: l’esperienza che si vive in un luogo così pregno di sacralità è indescrivibile e rappresenta uno spunto di crescita per tutti, compresi gli insegnanti”.

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2 risposte a “Lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum: cultura orientale e occidentale si incontrano”

  1. Italina Bacciga dice :

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  2. MDD dice :

    Mmh, in pratica si tratta di una sovrapposizione di paganesimi diversi. Mi vien da dire una superstitio di simboli religiosi.

    Anche più in là della semplice esaltazione di una idea edonistica di “bellezza” che avrei immaginato essere superata da un più maturo concetto di patrimonio culturale e di sua fruizione pubblica nel senso più ampio possibile.
    Va bene usare il parco archeologico per un piacevole benessere dei suoi visitatori, anche per attività salutistiche perché no, ma qui non vorrei che si stesse strizzando l’occhio a qualcosa d’altro, con un eccesso di richiamo alla “sacralità”.

    Per carità, siamo in un Paese che garantisce le più ampie libertà: al massimo qualcuno esprimerà le proprie critiche se venisse un domani troppo sacrificato il principio di laicità; ma non so se sotto il profilo ideale sia davvero una così buona idea aprire la pista a certe possibili “fruizioni” confessionalmente orientate.
    Prossima iniziativa New Age?

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