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Paestum dedica un’intera giornata ai temi del volontariato, della donazione, della sicurezza stradale e dello sport: davanti al Tempio di Nettuno esibizione degli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato nella lotta, sport molto popolare anche nell’antica Poseidonia. Apertura straordinaria serale del Santuario Meridionale

La lotta fu uno sport molto popolare a Paestum così come in tutta l’antichità. Non a caso si trovano lottatori dipinti su vasi, scolpiti, ritratti su monete, e, soprattutto celebrati nella poesia e nella letteratura. La pratica atletica della lotta, come altre discipline sportive, aveva un carattere sacrale ed era fondamentale nell’educazione della mente e del corpo. Il rispetto delle regole d’ingaggio e la cura fisica sono i due pilastri del corretto esercizio della lotta. Proprio la lotta sarà protagonista domenica 29 agosto 2021  a Paestum che dedica un’intera giornata ai temi del volontariato, della donazione, della sicurezza stradale e dello sport. Inizierà al mattino con una raccolta sangue nel piazzale del Museo e proseguirà nel pomeriggio con un convegno nella Basilica Paleocristiana per poi concludersi, in serata, nell’area archeologica davanti al tempio di Nettuno con gli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato che si esibiranno nella lotta greco-romana e stile libero. Apertura straordinaria serale dell’area archeologica (solo Santuario Meridionale) dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.15). Costo biglietto di ingresso Paestum by night: 5 euro intero, 2 euro ridotto tra i 18 e i 25 anni, biglietto gratuito fino a 18 anni. Ecco il programma dettagliato. Dalle 8 alle 12 appuntamento nel piazzale del Museo per la raccolta sangue con l’autoemoteca del centro trasfusionale dell’Ospedale S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato in collaborazione con le associazioni “Giovanni Palatucci” e “Amici di Paestum”. L’associazione Donatori e Volontari Personale Polizia di Stato, che conta 14mila iscritti ed è presente in 13 regioni d’Italia, è stata costituita nel luglio del 2003 per iniziativa di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato con lo scopo di promuovere e sensibilizzare la cultura della donazione di sangue. Alle 10 saranno presenti all’iniziativa il questore di Salerno Maurizio Ficarra, il prefetto Francesco Russo, il consigliere di amministrazione del parco archeologico di Paestum e Velia Alfonso Andria e il sindaco della Città di Capaccio Paestum Franco Alfieri. Dalle 17.30 nella Basilica Paleocristiana si terrà un convegno dedicato alla sicurezza stradale dal titolo “…PER NON DIMENTICARE”. Saranno presenti al convegno il presidente nazionale DonatoriNati Claudio Saltari, il vice presidente nazionale associazione “Giovanni Palatucci” e responsabile nazionale eventi DonatoriNati Antonio Pagano, il consigliere di amministrazione del parco archeologico di Paestum e Velia Giovanni Garofalo e il dr. Vincenzo Busillo, neurologo e dirigente U.O.C. presso l’ospedale di Eboli. Alle 19.30 si terrà una Messa concelebrata da don Johny Kaitharath e da don Giuseppe Greco, cappellano della Polizia di Stato, in memoria di Sandro Battipaglia, figlio del presidente dell’associazione DonatoriNati Salerno, Vincenzo Battipaglia, morto 16 anni fa in un incidente stradale. Alle 21 davanti al Tempio di Nettuno si terrà l’esibizione degli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, che si sono recentemente distinti alle Olimpiadi di Tokyo. Le Fiamme Oro, gruppo sportivo della Polizia di Stato sono nate nel 1954 con la convenzione del ministero dell’Interno e il CONI. Lo scopo istituzionale del gruppo è quello di promuovere anche tra i giovani, nei centri giovanili, l’attività sportiva a livello agonistico per accrescere il patrimonio nazionale. in quest’ottica le Fiamme Oro si dedicano alla preparazione di atleti di alto profilo in 43 discipline sportive che vengono praticate in 9 centri nazionali e 28 centri giovanili con oltre tremila tesserati. Saranno presenti alla serata Giovanni Garofalo, consigliere di amministrazione del parco archeologico di Paestum e Velia, il sindaco della Città di Capaccio Paestum Franco Alfieri, il presidente nazionale associazione Palatucci e responsabile nazionale eventi DonatoriNati Antonio Pagano, il presidente nazionale associazione DonatoriNati Claudio Saltari, il vice questore Maria Petrone capo della segreteria del Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, il commissario P.S. Luca Colusso dirigente del Centro Nazionale Fiamme Oro. Sarà presente l’atleta delle Fiamme Oro Medaglia d’oro alle olimpiadi di Pechino del 2008 Andrea MINGUZZI ed il direttore tecnico Fiamme Oro Marco Arfe’. Durante tutta la giornata sarà possibile ammirare lungo via Magna Grecia la Lamborghini e altre auto d’epoca della Polizia di Stato.

Al via la programmazione estiva del parco archeologico di Paestum e Velia con aperture serali: dalla Notte dei Musei a Paestum & Velia by Night. Il programma

Con la Notte europea dei Musei, il 3 luglio 2021, parte la programmazione estiva del parco archeologico di Paestum e Velia che, anche quest’anno, apre i cancelli delle due aree archeologiche magno-greche oltre il consueto orario di apertura, dalle 20 alle 23, e si continua nei mesi estivi fino al 5 settembre 2021 con gli eventi “Paestum e Velia by Night”.  Gli eventi culturali saranno organizzati nel rispetto della normativa anti Covid-19. La partecipazione agli eventi è inclusa nel biglietto serale Paestum by night e Velia by night, nella card Adotta un blocco e dell’abbonamento PAESTUM&VELIA.

Il tempio di Nettuno a Paestum illuminato per le visite serali (foto pa-paeve)

Previste visite libere al Santuario meridionale di Paestum e alla città bassa di Velia e, su prenotazione, visite animate con ospiti d’eccezione. A Paestum torna Pulcinella che accompagnerà i visitatori in un tour tra i templi greci meglio conservati al mondo e spiegherà, con un linguaggio tipico della commedia dell’arte, la storia dell’antica città di Poseidonia-Paestum, questa volta con il naso all’insù, per scoprire le straordinarie storie del mito legate alle stelle. Nella splendida cornice di Velia, esclusivamente per la “Notte dei Musei”, i visitatori potranno ammirare, tra i resti delle antiche abitazioni veline, lo stesso cielo notturno che ha ispirato e accompagnato gli antichi filosofi di Elea-Velia: l’iniziativa “Le costellazioni di Elea. Osservazione delle stelle con telescopio”, unisce scienza e mitologia e tende a far immedesimare il visitatore nei panni di un antico abitante di Velia per poter comprendere il rapporto degli antichi con le costellazioni, oltre che a insegnare come si misura la distanza di una stella. Il tutto sarà arricchito dalla presenza dei telescopi del Centro Astronomico di Salerno “Neil Armstrong” messi a disposizione per tutti i partecipanti che potranno ammirare i protagonisti dello Zodiaco, ovvero lo Scorpione e il Sagittario, e le costellazioni del Cigno, dell’Aquila e della Lira, ma anche molto altro. Per le altre date del programma “Velia by night”, i visitatori verranno coinvolti in un viaggio affascinante, denso di emozioni che arricchirà le passeggiate al chiaro di luna con lanterne con l’iniziativa in programma “Velia al chiaro di luna. Musica & Parole nell’antichità”. Attori e musicisti interpreteranno brani del mondo classico accompagnando i visitatori in un tour unico, indietro nel tempo, rivivendo le antiche atmosfere della città magno greca, patria dei filosofi Parmenide e Zenone.

Paestum by night: visite serali e spettacoli (foto pa-paeve)

Il programma dettagliato per l’area archeologica di Paestum. Sabato 3 luglio 2021, Notte europea dei Musei: ingresso 1 euro, dalle 20 alle 23 (apertura biglietteria dalle 19.45 alle 22.15, emissione ultimo biglietto alle 22.15). Paestum by Night con visita libera al Santuario meridionale di Paestum nelle seguenti date: domenica 4 luglio; sabato 10 luglio; domenica 11 luglio; sabato 17 luglio; domenica 18 luglio; sabato 24 luglio; domenica 25 luglio; sabato 31 luglio; domenica 1°agosto; domenica 8 agosto; sabato 14 agosto; domenica 15 agosto; lunedì 16 agosto; sabato 21 agosto; domenica 22 agosto; sabato 28 agosto; domenica 29 agosto; sabato 4 settembre; domenica 5 settembre. Ingressi contingentati. Costo biglietto serale Paestum by night 5 euro. Nelle seguenti serate di aperture straordinarie si terrà l’iniziativa Pulcinella racconta Paestum. Storie di miti e costellazioni: 3 luglio, 4 luglio, 18 luglio, 25 luglio, 31 luglio, 1° agosto, 14 agosto, 15 agosto, 16 agosto, 22 agosto, 28 agosto, 5 settembre. Ore 20.30 e 21.30. Max 30 persone per gruppo. Prenotazione obbligatoria alla mail prenotazionipaestumevelia@gmail.com.

Velia by night: visite serali al parco archeologico di Velia (foto pa-paeve)

Il programma dettagliata dell’area archeologica di Velia. Sabato 3 luglio 2021, Notte europea dei Musei: ingresso 1 euro dalle 20 alle 23 (apertura biglietteria dalle 19.45 alle 22.15, emissione ultimo biglietto alle 22.15). Velia by Night con visita libera alla città bassa di Velia nelle seguenti date: domenica 4 luglio; sabato 10 luglio; domenica 11 luglio; sabato 17 luglio; domenica 18 luglio; sabato 24 luglio; domenica 25 luglio; sabato 31 luglio; domenica 1° agosto; domenica 8 agosto; sabato 14 agosto; domenica 15 agosto; lunedì 16 agosto; sabato 21 agosto; domenica 22 agosto; sabato 28 agosto; domenica 29 agosto; sabato 4 settembre; domenica 5 settembre.  Ingressi contingentati. Costo biglietto serale Velia by night 5 euro. Nelle seguenti serate di aperture straordinarie si terrà l’iniziativa Velia al chiaro di luna. Musica&Parole nell’antichità: 4 luglio, 17 luglio, 18 luglio, 24 luglio, 25 luglio, 31 luglio, 1° agosto, 14 agosto, 15 agosto, 16 agosto, 22 agosto, 28 agosto, 5 settembre. Ore 20.30 e 21.30. Max 30 persone per gruppo. Prenotazione obbligatoria alla mail prenotazionipaestumevelia@gmail.com.

Paestum. Aperta al museo Archeologico nazionale la mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini” che immortala gli angoli nascosti e le prospettive più belle dell’area archeologica con l’infrarosso andando oltre il visibile e toccando il punto in cui lo spettro dei colori è oramai cessato

La locandina della mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini” al museo Archeologico nazionale di Paestum

La maggior parte degli scatti di Marco Divitini è avvenuta nel giorno del solstizio d’estate a Paestum: alcune immagini celebrano la solenne magnificenza dei grandi alberi del Santuario meridionale (pini, cipressi, lecci), altre i colonnati dei templi dorici. Alle immagini di Paestum, Divitini ha poi aggiunto quelle di Porta Rosa a Velia. Sospeso in uno spazio e in un tempo che sembrano eterni, l’artista Marco Divitini esplora il mondo dell’archeologia pestana ed espone ventisette immagini realizzate con la tecnica dell’infrarosso nella mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini”, a cura di Dora Celeste Amato, aperta venerdì 16 ottobre 2020 al museo Archeologico nazionale di Paestum. La mostra offre ai visitatori l’opportunità di esplorare i monumenti dell’area archeologica andando oltre il visibile e toccando il punto in cui lo spettro dei colori è oramai cessato: l’infrarosso dà luce ai Templi di Paestum in ogni loro emozione attraverso la scenografia senza pari della natura circostante.

“È un grande onore per me poter varcare la soglia di Paestum e Velia, siti di unico valore da un punto di vista storico, artistico e architettonico”, interviene il maestro Marco Divitini. “Ho potuto immortalare gli angoli nascosti e le prospettive più belle, provandone a svelare il lato onirico. Ringrazio pertanto il direttore Gabriel Zuchtriegel, per aver creduto nella mia arte, per averne apprezzato il valore e, dunque, per avermi dato la possibilità di realizzare le mie opere. E un ringraziamento va alla curatrice della mostra, la dottoressa Dora Celeste Amato, per il supporto, l’impegno e la profonda competenza che ha profuso dedicandomi tempo ed energie”.

Il santuario Meridionale a Paestum nella magia della vegetazione (foto di Marco Divitini)

La mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini”, aperta fino al 16 gennaio 2021 (ingresso incluso nel biglietto di accesso al Parco, nell’abbonamento Paestum&Velia e nella card Adotta un Blocco), è racchiusa in un catalogo anch’esso curato dalla giornalista e scrittrice Dora Celeste Amato. Tra le pagine del volume, arricchito di altri scatti dell’artista non esposti in mostra, Divitini racconta la sua arte: guarda, vede, narra un modo passato e interiore di cui ognuno potrà sentirsi partecipe. “Un faro di luce onirica, le fotografie di Marco Divitini, un Tempo orizzontale che racchiude passato, presente, futuro”, sintetizza la curatrice Dora Celeste Amato.

 

Lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum: cultura orientale e occidentale si incontrano

Lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum (foto pa-paeve)

Tornano per il terzo anno consecutivo le lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum, organizzate dall’associazione Madhava con il Parco Archeologico di Paestum e Velia. Dal 30 giugno 2020 cultura orientale e occidentale si danno appuntamento a Paestum, con lo yoga nei templi. In calendario sono state fissate due lezioni a settimana – ogni martedì e giovedì – dalle 18 alle 19; prima lezione il 30 giugno 2020, presso l’area del “Parco dei Piccoli” nell’area archeologica di Paestum. A seguire i partecipanti ai corsi, ci saranno gli insegnanti Luciano Bufano e Stefania Zerella, entrambi professionisti di esperienza ventennale, che gestiranno direttamente le prenotazioni per le lezioni nei templi; l’accesso all’area archeologica sarà consentito previo acquisto del biglietto di ingresso giornaliero o con l’abbonamento Paestum&Velia – ancora in promozione a 20 euro – con il quale si potranno visitare i due siti archeologici di Paestum e Velia liberamente per un anno intero. Prenotazione obbligatoria. Per le lezioni del martedì contattare Stefania: 3384777750. Per le lezioni del giovedì contattare Luciano: 3383491264.

“L’idea di coniugare due culture differenti in uno scenario così suggestivo come il Santuario meridionale di Paestum è nata qualche estate fa”, dichiara il maestro, Luciano Bufano. “L’energia positiva che si percepisce tra le antiche mura di Paestum aiuta a far maturare quella pace interiore necessaria per praticare una disciplina come lo yoga. Tutti coloro che hanno partecipato alle scorse lezioni di yoga nei templi sono ancora oggi entusiasti: l’esperienza che si vive in un luogo così pregno di sacralità è indescrivibile e rappresenta uno spunto di crescita per tutti, compresi gli insegnanti”.

#iorestoacasa. Cinque nuovi “bollettini” di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia: dalle metope del santuario di Hera alla foce del Sele al santuario meridionale, da Eracle a Chirone, da Apollo ad Asclepio, in un viaggio di miti, di pratiche rituali e di guarigione, dall’Arcadia e dall’Acaia fino alle coste campane, nel lontano Occidente

Il tempio di Nettuno a Paestum (foto parco archeologico Paestum)

La comunicazione dal parco archeologico di Paestum e Velia non si ferma. Ecco altri cinque “bollettini” del direttore del parco, Gabriel Zuchtriegel, comunicazioni video realizzati fin dai primi giorni della chiusura per decreto e che in questi giorni sono stati messi in linea sul canale YouTube, con l’obiettivo – nell’impegno #iorestoacasa – di far conoscere Paestum da una prospettiva interna, quella di chi quotidianamente vive il museo e l’area archeologica. Ecco, dunque, il racconto di approfondimenti, aneddoti, anticipazioni e curiosità con riprese dagli scavi, dal museo, dagli uffici e dai depositi.

Nel bollettino numero 11 del Parco Archeologico di Paestum e Velia parla Claudio Ragosta, responsabile dell’Ufficio Bilancio: “In questi giorni stiamo liquidando tutti i fornitori, sia per quanto riguarda i servizi, sia i lavori, per contribuire in qualche modo al non decadimento dell’economia locale”. In questo momento così delicato, l’economia italiana va sostenuta e la direzione del parco spiega come “nel nostro piccolo siamo dalla parte di tutti i lavoratori”.

Nel bollettino numero 12 del Parco Archeologico di Paestum e Velia il direttore Gabriel Zuchtriegel parla di Eracle, il semidio figlio di Zeus, ammirato dagli antichi per la sua forza. Rappresentato sul fregio del tempio di Hera nel Santuario alla Foce del Sele. In una metopa, ad esempio, si vedono i due fratelli Cercopi catturati da Eracle, legati a una pertica a testa in giù. “È emblematico – spiega Zuchtriegel – che in uno dei primi templi, quello di Hera, che i Greci, appena arrivano intorno al 600 a.C. alle foci del Sele per fondare la città di Poseidonia-Paestum, costruiscono, Eracle abbia un ruolo centrale: ci sono le sue avventure, le vicende legate alla sua lunga vita che si conclude con il suo accoglimento nell’Olimpo”. Perché la centralità di Eracle? Per i Greci era un po’ il garante dell’ordine, della giustizia, della difesa contro ogni tipo di oltraggio. E soprattutto in queste terre lontane dalla madre patria, circondati da un mondo sconosciuto con altre culture, altre lingue, altri popoli, era rassicurante vedere l’eroe greco per eccellenza punire chi non rispettava l’ordine divino di Zeus”.

Nel bollettino numero 13 del Parco Archeologico di Paestum e Velia il direttore Gabriel Zuchtriegel ci guida alla scoperta di alcune metope provenienti dal tempio di Hera alla foce del fiume Sele, conservate nel museo Archeologico nazionale di Paestum. “Alcune metope provenienti dal tempio di Hera alla foce del fiume Sele sembrano non finite”, spiega Zuchtriegel. “In realtà esse erano completate con il colore”. In una metopa vediamo due figure con arco e frecce: sono Apollo e la sorella Artemide, due divinità. Apollo è raffigurato come sempre con i capelli lunghi, che erano aggiunti con la pittura. Stanno inseguendo Tizio, il gigante raffigurato nella metopa successiva, che tiene col braccio la loro madre Latona. Quindi stanno tentando di liberare la madre dal gigante. “Cosa ci fa Apollo sul fregio del tempio più antico di Hera?”, si chiede il direttore. “Apollo è l’unica divinità, insieme ad Artemide, presente sul tempio di Hera dove ci sono soprattutto episodi del mito, con Eracle, Achille, e altri. In realtà Apollo era un dio molto importante per i coloni: per l’oracolo di Delfi che era ospitato nel tempio a lui dedicato, ma anche per la medicina: il suo figlio, Asclepio, era il dio dei santuari Asclepiei, specie di ospedali dove la gente si recava, dove c’erano medici che curavano i malati. Questi Asclepiei esistevano probabilmente a Poseidonia, ma anche a Velia e in molti altri siti del Mediterraneo sono state scoperte strutture interpretate come Asclepiei. Apollo, il padre di Asclepio, è un po’ più ambivalente: è sì il dio della medicina e della guarigione, ma è anche quello che manda le piaghe quando qualcosa non va e comunica proprio attraverso la piaga. È quindi anche il dio della riflessione, una riflessione per certi versi etica di quello che sta succedendo. E anche per questo ha una grande importanza per tutto il mondo greco”.

Nel bollettino numero 14 del Parco Archeologico di Paestum e Velia il direttore Gabriel Zuchtriegel ci guida alla scoperta del centauro Chirone. Siamo sempre all’interno del museo Archeologico nazionale di Paestum, ma non più nella sala dedicata la tempio di Hera alla foce del Sele, ma a quella del santuario meridionale della città, nel centro urbano, santuario di Hera e forse anche di Apollo. Anche qui c’è l’elemento della salute, della medicina, solo che è presente in una forma totalmente diversa. C’è un cippo che porta un’iscrizione greca: “Cheironos”, cioè di Chirone, un centauro, il più saggio e benevolo dei centauri, metà uomo e metà cavallo, medico saggio ed esperto che utilizzava i poteri curativi di erbe e radici. “Questo cippo è particolare”, spiega Zuchtriegel: “è aniconico, quindi senza immagine, ben lontana da quel modello che ci viene dal mondo classico ricco di statue, esempi di bellezza e di arte realistica attenta ai dettagli e alla rappresentazione veristica del corpo. Qui invece abbiamo un monumento che sembra di un altro mondo, primitivo, aniconico, con cippi come conosciamo in altre culture. Eppure è più o meno dello stesso periodo delle metope e di altre opere. Quindi dobbiamo immaginare un mondo classico dove coesistevano varie forme di religiosità, di arte, di ritualità. Accanto a templi, a statue, a quello che nell’immaginario è il classico, c’era anche questa parte “sommersa” o meno presente per noi, così come lo era la medicina rappresentata da Chirone. I centauri sono esseri molto ambigui: da un lato sono selvaggi, vivono nei boschi, e non rispettano le regole della polis, della città, e perciò vengono cacciati, o uccisi da Eracle e da altri eroi. Alcuni sono anche dei rifugiati: secondo la tradizione, anche qui in Italia. Il capostipite degli Ausoni, la prima popolazione italica, quella che i greci avrebbero incontrato approdando sulle nostre coste, sarebbe stato il centauro Mares. Rappresentano quindi un po’ quella parte repressa della storia, che viene poi spazzata via dall’urbanizzazione, dalla colonizzazione. Ma c’è anche un centauro come Chirone: quindi i centauri rappresentano anche un antico sapere su come trattare uomini e animali (loro stessi sono un mix di uomini e animali), e perciò rappresentano un altro legame con la natura, con i boschi dove vivono, le montagne, gli animali. Loro sfruttano le risorse della natura, come radici ed erbe, per curare gli esseri viventi, siano essi animali o uomini”.

Nel bollettino numero 15 del Parco Archeologico di Paestum e Velia il direttore Gabriel Zuchtriegel ci porta a passeggiare nel santuario Meridionale della città antica alla scoperta di miti, leggende e pratiche rituali legate alla guarigione. Siamo sul luogo dove è stato trovato il cippo di Chirone che abbiamo visto esposto nel museo Archeologico nazionale di Paestum. Di fronte al tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, c’è un edificio ancora moto discusso, costruito sopra un grande spazio sotterraneo vuoto, probabilmente per la raccolta dell’acqua, importante per tutte le attività di guarigione e medicinali. “Da qui – spiega Zuchtriegel – viene il cippo di Chirone, e qui c’è ancora in situ un’altra stele in arenaria che faceva parte di un gruppo di cippi aniconici, quindi pietre lasciate più o meno grezze che popolavano lo spazio del santuario. Questo è riscontrato anche nel santuario di Hera alla foce del Sele, e a Metaponto, la colonia sorella di Poseidonia, dove davanti al tempio di Apollo c’erano questi pietre non lavorate. Dobbiamo immaginare questi cippi soprattutto davanti al tempio di Nettuno. Purtroppo spesso non sono stati documentati nella prima metà del Novecento quando furono effettuati degli scavi a Paestum. Comunque proprio da questa presenza scaturisce l’ipotesi che il tempio cosiddetto di Nettuno potesse essere in realtà un Apollonion, un tempio cioè di Apollo. In quel caso avremmo esattamente come a Metaponto Hera accostata a due divinità estremamente importanti”. Oggi davanti al tempio di Nettuno vediamo un edificio e, accostato, una piccola vasca, dove le analisi hanno dimostrato che qui l’acqua è stata presente per tempi prolungati. La vasca è strutturata in tre parti: una parte abbastanza larga, poi una – quasi un pozzetto – più profonda con degli scalini per immergervisi, e quindi una parte per i bagni rituali. Le donne si sedevano sul pilastrino centrale e poi su di loro veniva versata l’acqua: rito spesso illustrato con protagonista la stessa dea Afrodite. L’archeologo Mario Torelli ha ipotizzato che il tempio di Nettuno fosse dedicato ad Apollo, e che l’edificio più piccolo davanti ad esso fosse dedicato alla sorella Artemide. Quindi questo santuario riprenderebbe le forme del santuario di Artemide Hemera a Lusi, al confine tra Acaia e Arcadia, nella patria dei coloni di Sibari che poi hanno fondato Poseidonia. Siamo quindi in presenza di un lungo viaggio di riti, di miti, di pratiche rituali e di guarigione, dall’Arcadia – che era anche la terra nativa dei Centauri – e dall’Acaia fino alle coste campane, nel lontano Occidente”.