“Un municipium tra due colonie. La città romana di Claterna svela i suoi segreti”: per le Giornate europee del Patrimonio a Ozzano dell’Emilia visite guidate gratuite al museo e all’area archeologica di Claterna
Sabato 21 e domenica 22 settembre 2019 tornano le Giornate Europee del Patrimonio (GEP) declinate quest’anno sul tema “Uno, due, tre… Arte! – Cultura e intrattenimento”. Per iniziativa della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, a Ozzano dell’Emilia (Bo) l’appuntamento è per sabato 21 settembre con “Un municipium tra due colonie. La città romana di Claterna svela i suoi segreti”. Appuntamento al museo della Città Romana di Claterna alle 15, 16 e 17 per visite guidate gratuite al museo e all’area archeologica di Claterna. Max 25 partecipanti per ogni visita guidata, prenotazione obbligatoria allo 051 791315 – museo@comune.ozzano.bo.it. Le visite guidate condotte dalle archeologhe della soprintendenza Renata Curina, Silvana Sani e Rossana Gabusi e dagli archeologi dell’Associazione Culturale “Centro Studi Claterna Giorgio Bardella e Aureliano Dondi” iniziano nel rinnovato museo che illustra l’antica città romana attraverso i materiali recuperati negli scavi effettuati fra la fine dell’Ottocento e gli anni ’60 del Novecento. Il percorso espositivo parte dalla storia della città e della sua riscoperta, per poi passare a esaminare la struttura urbanistica e le caratteristiche dei principali spazi urbani, pubblici e privati, con un richiamo finale alle indagini ancora in corso. Gli oggetti esposti illustrano quale fosse la vita quotidiana nel municipium, dall’abbigliamento agli oggetti di uso personale, dai commerci alle produzioni di vasellame e artigianato in genere. Dopo la visita al museo, ci si sposta nell’area archeologica di Claterna, in stradello Maggio (angolo via Emilia), per concludere sul campo l’illustrazione di una della più interessanti realtà archeologiche della regione che da più di 1500 anni dorme intatta sotto i campi della frazione Maggio di Ozzano dell’Emilia.

L’area archeologica di Claterna a Ozzano dell’Emilia (Bo) con la ricostruzione della domus del Fabbro (foto Paolo Nanni)
Claterna raggiunse la piena dignità urbana nel I sec. a.C. (nel periodo sillano o al massimo sotto Cesare) quando fu elevata al rango di municipium di una vasta circoscrizione territoriale estesa tra i torrenti Idice e Sillaro, confinante ad Ovest con la colonia di Bononia (Bologna), e ad Est con quella di Forum Cornelii, l’odierna Imola. L’antica città romana che si estende oggi per 600 metri lungo la Via Emilia e per 600 e 300 metri a Nord e Sud della stessa consolare è quasi integralmente nota agli archeologi grazie alle recenti esplorazioni estensive realizzate con le più moderne tecnologie geofisiche. Oltre alle domus, al teatro e ad altri edifici pubblici portati alla luce, gli archeologi possono adesso fornire al pubblico il quadro pressoché completo dell’area urbana e di parte del suburbio, in particolare dell’intero comparto pubblico e della disposizione interna del tessuto urbano.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)

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