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Castelfranco Emilia (Mo). A Villa Sorra incontro con Luigi Malnati e presentazione del suo libro “La passione e la polvere”

Villa Sorra, immersa nel verde del parco, a Castelfranco Emilia (Mo)

Appuntamento a Castelfranco Emilia (Mo), nella prestigiosa sede di Villa Sorra, venerdì 15 ottobre 2021, dalle 15 alle 17, per la presentazione del libro “La passione e la polvere” di Luigi Malnati. Il Comune di Castelfranco Emilia, in qualità di ente capofila dei Comuni comproprietari (Castelfranco Emilia, Modena, Nonantola e San Cesario sul Panaro), sta attuando il progetto di conservazione e valorizzazione del parco Villa Sorra progetto che per la sua strategicità ha ottenuto finanziamenti non solo da parte dei Comuni comproprietari, ma anche della Regione Emilia Romagna. Parole-chiave del nuovo progetto sono fruizione pubblica, valorizzazione delle eccellenze culturali e territoriali e luogo di comunità. In attesa della realizzazione del progetto, stiamo costruendo un programma di iniziative culturali e ricreative per l’autunno 2021, che vanno ad illustrare la funzione di villa Sorra andrà ad assumere nel tempo. In questo programma si inserisce l’appuntamento di venerdì al 15 ottobre 2021 a Villa Sorra. Alle 15, saluti del sindaco.

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Luigi Malnati, già soprintendente archeologo (foto Mibact)

A seguire, il giornalista Stefano Luppi del Giornale dell’Arte – insieme a Valentina Di Stefano, funzionario della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara – intervista l’autore Luigi Malnati che è stato funzionario archeologo per Modena e Reggio Emilia, direttore del museo nazionale Etrusco di Marzabotto, poi soprintendente delle Marche, del Veneto, dell’Emilia-Romagna, della Lombardia e dal 2010 al 2014 direttore generale alle Antichità per il ministero dei Beni Culturali. Ha al suo attivo più di 150 pubblicazioni scientifiche, molte esposizioni anche di rilievo nazionale, la direzione di decine di scavi archeologici e si occupa di etruscologia, archeologia urbana e problemi relativi alla tutela. Al termine verrà proposto un brindisi in Villa.

La copertina del libro “La passione e la polvere” di Luigi Malnati (edizioni La Nave di Teseo)

La passione e la polvere. L’archeologia è fango, polvere, cemento, baracche prefabbricate in lamiera, bagni mobili, panini consumati in fretta. E l’emozione della scoperta. In una parola: l’archeologia. Declinata attraverso il suo sviluppo e la sua evoluzione in 250 anni di scavi in Italia, e l’esperienza personale di 40 anni di attività in prima linea dell’archeologo Luigi Malnati, autore di “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai nostri giorni”, edito da La Nave di Teseo, con l’introduzione di Vittorio Sgarbi (vedi Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai nostri giorni” di Luigi Malnati, per 40 anni in prima linea come archeologo e soprintendente: è il racconto di un mondo tanto affascinante quanto ancora poco conosciuto, con le parole di un testimone diretto | archeologiavocidalpassato).

Bologna. Presentazione del libro “Le saline romane e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche” che illustra la scoperta della salina romana, al momento l’unica in tutto il Mediterraneo con una documentazione archeologica completa

Ricostruzione della salina romana di Cervia (foto sabap-bo)

È il 2015 quando, in occasione della realizzazione di una rotatoria stradale, viene scoperta la salina romana di Cervia. Lo scavo ha infatti confermato che la coltivazione del sale a Cervia si può fare risalire all’età romana, retrodatandone quindi l’esistenza visto che il primo documento che ne fa menzione risale al 965. L’indagine archeologica ha portato in luce una serie di canali, vasche e strutture in legno dotate di paratie, oltre ad alcuni piani pavimentali in battuto. Lo scavo è stato affiancato da analisi geopedologiche, paleozoologiche e paleobotaniche (pollini, macroresti, taxa) che hanno consentito di determinare le caratteristiche naturali dell’area e di meglio inquadrarne l’evoluzione nel tempo, permettendo l’identificazione delle specie arboree e vegetali presenti nell’area ai fini della definizione dell’aspetto paesaggistico del territorio all’epoca (vedi A Cervia si presenta il libro di Chiara Guarnieri “La salina romana e il territorio di Cervia” scoperta nel 2015, uno dei pochissimi impianti documentati archeologicamente nel bacino del Mediterraneo | archeologiavocidalpassato).

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Copertina del libro “Le saline romane e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche”

Venerdì 8 ottobre 2021, alle 15.30, nella sede della Sabap-Bo, a Palazzo Dall’Armi Marescalchi, in via IV Novembre 5 a Bologna, presentazione del libro “Le saline romane e il territorio di Cervia. Aspetti ambientali e infrastrutture storiche” a cura di Chiara Guarnieri, Bologna 2019. Il volume, curato da Chiara Guarnieri, archeologa della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara,  illustra la scoperta della salina di età romana rinvenuta a Cervia, poco lontano gli attuali impianti di coltivazione del sale. Il rinvenimento è il frutto di un atto di tutela legato all’applicazione dell’archeologia preventiva nell’ambito della realizzazione di opere pubbliche, in questo caso una nuova rotatoria sulla statale Adriatica. Sebbene in antichità gli impianti salinari fossero molto diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo, sono peraltro pochissimi quelli attestati archeologicamente; Cervia è al momento l’unico che possa presentare una documentazione archeologica completa. Si tratta in particolare di strutture realizzate in legno, dotate di paratie che permettevano all’acqua salata di fluire entro i bacini di essiccazione. Di notevole interesse l’esistenza di molti frammenti di legno reimpiegato nelle strutture, provenienti per la maggior parte da imbarcazioni, sia del tipo a mortase e tenoni sia del tipo “cucito”: una vera e propria “scoperta nella scoperta”. Su una parte di legni, resti animali e suoli si sono compiute analisi del carbonio 14 che, accanto a considerazioni di tipo stratigrafico, hanno consentito di inquadrare la vita della salina tra la fine del III sec. a.C. e la metà del I d.C. In seguito l’area è stata occupata da alcune sepolture. Il meticoloso lavoro di registrazione dei dati svolto durante lo scavo ha dunque consentito di ipotizzare il funzionamento della salina e di delinearne le fasi d’uso sino al suo abbandono e alla successiva occupazione di quest’area. La presenza sullo scavo di diverse professionalità (geopedologo, archeobotanico, archeozoologo, antropologo) ha contribuito a delineare gli aspetti ambientali, faunistici e vegetazionali dell’area in età romana.

L’allestimento del museo del Sale a Cervia (foto musa)

La seconda parte del volume illustra la sezione dedicata alla storia del territorio, con particolare attenzione all’aspetto archeologico, che è stata recentemente inaugurata al museo del Sale di Cervia, tra cui i resti di una nave bizantina. È stato possibile portare alla pubblica fruizione materiali archeologici che diversamente erano conservati in disparati magazzini, ricostruendone i contesti di provenienza, e restituendo in questo modo alla comunità cervese, e non solo, aspetti inediti della storia del territorio.

Soprintendenza di Bologna per GEP 2021: a San Pietro in Casale (Bo) inaugurazione della sezione archeologica del Museo Casa Frabboni dopo gli interventi di riqualificazione”. A Comacchio (Fe) presentazione del libro “Un Emporio e la sua Cattedrale. Gli scavi in piazza XX Settembre e Villaggio San Francesco a Comacchio” e visite guidate agli scavi in corso al sito archeologico di S. Maria in Padovetere 

“Ritorno al Museo Casa Frabbroni – Riapertura dopo gli interventi di riqualificazione”: sabato 25 settembre 2021, alle 15, a San Pietro in Casale (BO), in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, inaugurazione della sezione archeologica del Museo Casa Frabboni che accoglie reperti provenienti dalla pianura settentrionale di Bologna e in particolare dal vicus romano di Maccaretolo. La riqualificazione del museo e l’allestimento permanente della sezione dedicata all’archeologia sono il frutto di una proficua collaborazione tra il Comune di San Pietro in Casale, l’Unione Reno Galliera e la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e sono stati realizzati grazie al sostegno finanziario di ministero della Cultura e con il contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del piano museale 2020 L.R. 18/2000.

Il programma. Alle 15, saluti istituzionali e inaugurazione della sezione archeologica “Pianura romana. Villa Vicus Via” e del nuovo percorso espositivo allestito con la mostra fotografica “Giulietta ritrovata”, nel centenario della nascita di Giulietta Masina. Alle 16, visite guidate contingentate  a cura del Gruppo Archeologico Il Saltopiano. Prenotazione obbligatoria, per info: musei@renogalliera.it, tel 051 890482. Alle 21, “Risponde Giulietta”, omaggio a Giulietta Masina nel parco del  Museo. Reading con Donatella Allegro, informazioni biglietteria.teatri@renogalliera.it 333 8839450. Per informazioni più dettagliate: www.renogalliera.com. Obbligo di Green Pass.

Sabato 25 Settembre 2021, alle 16, a ​Comacchio, nella sala polivalente San Pietro, in via Agatopisto 5, presentazione del libro “Un Emporio e la sua Cattedrale”, che racconta i risultati delle ricerche archeologiche condotte dall’università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Comacchio e la soprintendenza di Bologna tra il 2006 e il 2008 in piazza XX Settembre e in loc. Villaggio San Francesco. Gli scavi in piazza XX Settembre e Villaggio San Francesco a Comacchio” a cura di Sauro Gelichi, Claudio Negrelli, Elena Grandi. Interverranno: Pierluigi Negri (sindaco di Comacchio), Sara Campagnari (soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara), Maria Del Valle Ojeda Calvo (prorettrice alla Ricerca università Ca’ Foscari Venezia), Luigi Malnati (già soprintendente e direttore generale alle Antichità MIBACT), Sauro Gelichi (professore ordinario; dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari Venezia). Conclusioni: Emanuele Mari (assessore alla Cultura del Comune di Comacchio). Coordina: Caterina Cornelio (direttrice museo Delta Antico). L’accesso alla sala sarà soggetto al controllo del Green Pass.

cavi archeologici in piazza XX Settembre a Comacchio (foto unive)

Queste ricerche hanno rivelato un volto del tutto nuovo del passato di Comacchio. Tradizionalmente legata al periodo d’oro della fase etrusca, l’archeologia di Comacchio aveva lasciato in ombra un momento fondamentale per la storia di questo territorio, quando un insediamento, sorto sostanzialmente dal nulla, era diventato l’emporio più importante del nord Italia e tra i più vivaci e floridi dell’Adriatico. Diversi secoli dopo il collasso di Spina, la storia si riproponeva in queste terre con le medesime caratteristiche e dinamiche: come in epoca etrusca, nei secoli VIII e IX dopo Cristo i marinai comacchiesi tornavano ad essere gli indiscussi protagonisti del commercio del sale, del vino, dell’olio, del garum, delle spezie tra il Mediterraneo e l’entroterra padano. Gli scavi archeologici ci hanno rivelato questo e molto di più, facendoci toccare con mano le merci che venivano dall’Oriente, i preziosi cammei di vetro di una bottega artigiana (il primo caso noto in Italia) qui attiva nel VII secolo, le infrastrutture (magazzini, pontili) di uno spazio portuale (segno tangibile della precoce vocazione mercantile dei Comacchiesi), le sepolture della comunità. Uno spaccato di storia che rivive nella pagine di questo libro, ma anche nelle sale del Museo Delta Antico che espone i materiali di quello scavo.

Area archeologica di Pieve di Santa Maria in Padovetere (foto sabap-bo)

In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio 2021” il Comune di Comacchio, grazie al Progetto VALUE interreg Italia-Croazia, per venerdì 24 e sabato 25 settembre 2021, alle 9, 10, 11, 12, ha previsto visite guidate agli scavi diretti da Sauro Gelichi in corso al sito archeologico di S. Maria in Padovetere (Strada Fiume, Valle Pega) a cura degli archeologi dell’università Ca’ Foscari di Venezia saranno indagati parte dei resti dell’edificio e la zona immediatamente circostante, ricchissima di evidenze databili tra la Tarda Antichità e l’Alto Medioevo. Gli scavi intendono fare luce su una piccola comunità del primo entroterra comacchiese studiandone la vita – dunque l’abitare, le abitudini culturali, il commercio e il rapporto con il territorio – e la morte, attraverso lo studio della ritualità funeraria. Una comunità la cui comprensione si ritiene necessaria per cogliere pienamente le origini del nucleo più antico di Comacchio. Le visite guidate permetteranno di visitare lo scavo archeologico presso la pieve e di riflettere sui temi della ricerca attraverso l’osservazione delle tracce materiali del passato.

Per le Giornate europee dell’Archeologia 2021 Comacchio lancia una “tre giorni archeologica” tra la sala polivalente San Pietro, il pronao del museo Delta Antico e il parco archeologico Open Air di Stazione Foce nelle Valli di Comacchio

Per le Giornate europee dell’Archeologia 2021 Comacchio lancia una “tre giorni archeologica” (18- 20 giugno 2021), che si svolgerà tra la sala polivalente San Pietro, il pronao del museo Delta Antico e nel parco archeologico Open Air di Stazione Foce nelle Valli di Comacchio. La mission è quella di informare il grande pubblico sulle ultime scoperte archeologiche avvenute nel territorio comacchiese, aggiornarlo sulle pubblicazioni più recenti e coinvolgerlo nella scoperta dell’archeologia sperimentale con la ricostruzione delle abitazioni di Spina. Si inizia venerdì 18 giugno 2021, alle 16, nella sala polivalente San Pietro, via Agatopisto 7, con “Dialoghi con il territorio. Lo scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume, presentazione dei dati preliminari”. Interverranno: Sara Campagnari, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Claudio Negrelli, Roberto Rizzo e Marco Palmieri di Phoenix Archeologia S.r.l. Partecipazione su prenotazione (massimo 100 posti). Sabato 19 giugno 2021, alle 17.30, nel pronao dell’Ospedale degli Infermi, sede del museo Delta Antico, presentazione del volume “Ambiente e società antica. Temi e problemi di geografia storica padano-adriatica. Atti della Giornata di Studi in ricordo di Nereo Alfieri. Ferrara 10 dicembre 2015”, in “Atti e Memorie della Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria”, s. IV, vol. XXV (2020). Saranno presenti Franco Cazzola, presidente della Deputazione, e Alberto Andreoli, curatore del volume. Infine domenica 20 giugno 2021, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, a Valli di Comacchio, Stazione Foce – parco archeologico Open Air, visite guidate al cantiere del parco archeologico Open Air con la ricostruzione delle abitazioni dell’antica Città di Spina. A cura di Marco Bruni, archeologo del Comune di Comacchio. Collabora all’iniziativa Cogetour. Per ragioni di sicurezza e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie per partecipare alle GEA è necessaria la prenotazione all’Ufficio IAT di Comacchio 0533.314154. Informazioni e prenotazioni: IAT Comacchio / 0533.314154.

Giornate europee dell’Archeologia 2021. Gli eventi promossi a Bologna, Comacchio, Imola, Modena, Ferrara dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

La soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara quest’anno ha organizzato in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia 2021 (18-20 giugno 2021) vari eventi accomunati dal tema “Dialoghi col territorio”. Gli eventi della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara si trovano alla pagina: https://journees-archeologie.fr/c-2021/lg-it/Italia/le-giornate-dell-archeologia-in-Europa; http://www.archeobologna.beniculturali.it/agenda.htm​.

Bologna. Venerdì 18 giugno 2021, alle 10.30, nel salone d’Onore di Palazzo Dall’Armi Marescalchi, via IV Novembre 5. Presentazione del libro “Un arcipelago di storia. Archeologia e isole ecologiche interrate a Bologna”, pubblicato nel 2020 da AnteQuem con il contributo del Gruppo Hera. La pubblicazione, a cura di Renata Curina, Valentina Di Stefano e Cristian Tassinari, propone la sintesi dei dati archeologici raccolti durante la realizzazione delle mini isole ecologiche interrate nel centro urbano di Bologna, un’area che ha visto la crescita e lo sviluppo diacronico di una città a partire dall’VIII secolo a.C. fino ai giorni nostri. Il volume inaugura la nuova collana Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna, che rappresenta un importante momento di aggiornamento e di approfondimento dell’esito delle più importanti ricerche archeologiche condotte in Emilia-Romagna e a cui collaborano congiuntamente le tre soprintendenze ABAP della regione (Comitato di Redazione: Annalisa Capurso, Marco Podini, Annalisa Pozzi, Rossana Gabusi). Interverranno: Lisa Lambusier, soprintendente ABAP della Città metropolitana di Bologna e le province di MO-RE-FE e soprintendente ad interim della SABAP per le province di RA-FC-RN; Corrado Azzollini, direttore Segretariato regionale del ministero della Cultura per l’Emilia-Romagna e soprintendente ad interim della SABAP per le province di PC-PR; Cristina Ambrosini, responsabile servizio Patrimonio culturale Regione Emilia-Romagna; Alberto Aitini, assessore Comune di Bologna per Sicurezza urbana integrata, commercio, polizia locale, protezione civile, manutenzione del patrimonio e del verde pubblico; Raffaella Zanfini, responsabile Operations Servizi Ambientali Hera Group; Monica Miari, responsabile Area Funzionale Patrimonio archeologico soprintendenza ABAP Bologna; Renata Curina – Valentina Di Stefano – Cristian Tassinari, curatori del volume. Evento gratuito, posti limitati. Per prenotazioni: sabap-bo.stampa@beniculturali.it

Lo scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume a Comacchio (foto sapab-bo)

Comacchio (Fe). Venerdì 18 giugno 2021, alle 16, nella sala polivalente di Palazzo Bellini, via Agatopisto 5. Incontro “Dialoghi con il territorio. Lo scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume. Presentazione dei dati preliminari”. Presentazione pubblica dello scavo dell’edificio ellenistico di Strada Fiume a Comacchio (Fe). Programma: saluti istituzionali del Comune di Comacchio; interventi di Sara Campagnari, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Claudio Negrelli, Roberto Rizzo, Marco Palmieri, Phoenix Archeologia. Per prenotarsi: ufficio IAT di Comacchio 0533314154.

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Il rasoio con manico in bronzo che ha dato il nome alla Domus scoperta a Imola (foto sabap-bo)

Imola (Bo). Venerdì 18 giugno 2021, alle 17, a Palazzo Tozzoni, via Garibaldi 18. Incontro “Lo scavo della Domus del Rasoio”. Presentazione dei primi risultati scientifici e del progetto di allestimento e valorizzazione dell’area archeologica all’interno del Complesso del S. Domenico a Imola. Interverranno: Diego Galizzi e Laura Mazzini, Musei Civici di Imola; Valentina Manzelli, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Daniele Mazzitelli, Phoenix Archeologia; Roberta Michelini, archeologa libera professionista. L’ingresso è gratuito con posti limitati previa prenotazione, telefonando al 0542602609 dal lunedì al venerdì 9-13 o inviando una mail a musei@comune.imola.bo.it, scrivendo nome e numero di telefono per ricevere conferma. L’incontro sarà registrato e sarà visibile sui canali YouTube dei Musei Civici di Imola.

Locandina dell’incontro a Modena “Da San Geminiano alla Cattedrale romanica” (foto sabap-bo)

Modena. Venerdì 18 giugno 2021, alle 18, nella sala Ex-Oratorio, Palazzo dei Musei, largo Porta S. Agostino 337. Incontro “Da San Geminiano alla cattedrale romanica”. Presentazione del progetto di ricerca sulla topografia tardo antica e alto medievale di Mutina-città e del territorio di riferimento. Frutto dell’accordo quadro stilato tra SABAP-BO, Museo Civico di Modena, UNIMORE e UNIBO, Laboratorio di Antropologia fisica e DNA antico-sede di Ravenna. Interverranno: Cinzia Cavallari, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Francesca Piccinini e Silvia Pellegrini, Museo Civico di Modena; Giovanna Bosi e Stefano Lugli, UNIMORE – dipartimento di Scienze della Vita e dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche; Stefano Benazzi e Antonino Vazzana, UNIBO – Laboratorio di Antropologia fisica e DNA antico-sede di Ravenna. Posti limitati. Per prenotarsi: tel. 0592033125 – palazzo.musei@comune.modena.it

Ferrara. Sabato 19 giugno 2021, alle 10.30, al museo Archeologico nazionale, via XX Settembre 122. Giornata d’incontro “Tra terre ed acqua: prospettive di ricerca e ultimi rinvenimenti nel territorio ferrarese”. La giornata sarà dedicata all’illustrazione delle recenti scoperte archeologiche nel territorio ferrarese. Interverranno: Chiara Guarnieri, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Paola Desantis, direzione regionale Musei, museo Archeologico di Ferrara; Letizia Bassi, presidente GAF; Marco Bruni, Flavia Amato, Francesca Acqui, Simone Bergamini, Giulia Guidorzi, archeologi liberi professionisti. Per info tel. museo nazionale: 053266299. Programma: 10.30, Paola Desantis: presentazione; 10.45, Chiara Guarnieri: Tra terre ed acqua: prospettive di ricerca e ultimi rinvenimenti nel territorio ferrarese; 11, Letizia Bassi: L’attività del gruppo archeologico ferrarese; 11.15, Marco Bruni: Una pieve sepolta tra le centuriazioni affioranti. San Venanzio e l’Alto Copparese; 11.30, Flavia Amato: L’ultima mansio? Un edificio posto ai limiti tra terra ed acqua nel territorio argentano; 11.45, Francesca Acqui: Ritrovamenti monetali romani rinvenuti presso un sito dell’argentano: catalogazione e analisi; 12, Simone Bergamini: Dalla Terramara di Pilastri ai “pilastri della Terramara“ dallo scavo alla pubblicazione; 12.15, Giulia Guidorzi: Lungo i fiumi e per le strade. Sondaggi archeologici nell’alto bondenese.

giornate-europee-archeologia_2021_logo18-19-20 Giugno, canale YouTube Sabap-BO MO-RE-FE. Proiezione del video “Dialoghi col territorio. Il progetto di archeologia pubblica ad Argenta (Fe)”. Proiezione del video realizzato sul progetto di archeologia pubblica di Argenta (Fe), relativa alla villa/mutatio rinvenuta in località Frittelline. Le indagini sono state realizzate in collaborazione con il Comune di Argenta, il locale Gruppo Archeologico e l’istituto superiore Montalcini di Argenta nelle modalità scuola/lavoro. Sulla base della L.R. 18, Piano 2020 è stato presentato all’IBC il progetto Argenta romana, che ha trovato finanziamento. A cura di Chiara Guarnieri, funzionario archeologo soprintendenza ABAP Bologna; Flavia Amato, Marco Bruni, Gruppo Archeologico Ferrarese; Classi IV A e IV B, Istituto Superiore Rita Levi Montalcini Argenta; Servizio Patrimonio culturale ER.

Ferrara. Incontro a Palazzo Naselli-Crispi (con visita guidata del palazzo cinquecentesco) su “Le scoperte lungo il canale Naviglio. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti per la riscoperta del territorio” con i protagonisti delle ricerche archeologiche

Nel letto del canale Naviglio nei pressi di Coccanile, frazione di Copparo (Fe), sono venuti alla luce – era il 2019 – i resti di una delle più antiche pievi testimoniate nel territorio di Ferrara, databile al VI-VII secolo, intitolata a San Venanzio, e della necropoli ad essa associata. Quest’anno nuova campagna di scavi archeologici in via Ariosto a Coccanile. Dopo l’interventi di messa in sicurezza di un tubo dell’acqua da parte di Cadf, nella mattinata di martedì 27 aprile 2021 ha preso il via l’indagine per individuare l’estensione totale dell’antica pieve rinvenuta nel 2019 nel Canale Naviglio. La campagna di scavo, sostenuta dall’Amministrazione comunale di Copparo, è affidata all’archeologa Flavia Amato, affiancata dagli infaticabili e appassionati volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese, a cui ha fatto visita il sindaco Fabrizio Pagnoni. Le operazioni hanno subito riservato un primo inatteso ritrovamento: a una profondità di soli 50 centimetri è emerso un cippo che poggia su uno strato di interesse storico. Il cippo non è in relazione con l’edificio di culto, ma è più tardo: si ipotizza rinascimentale. Per determinarne la datazione si è provveduto alla pulizia del livello per individuare eventuali resti ceramici che ne attestino l’epoca di appartenenza. Si procederà quindi con le stratificazioni successive alla ricerca l’angolo del fronte dell’antica pieve di V – VII secolo, di cui erano già stati rinvenuti i resti dell’abside, con un plinto di colonna della navata centrale, e dodici sepolture a inumazione, i cui corredi hanno consentito di definire la pieve come una delle più antiche della Provincia di Ferrara.

La locandina dell’incontro “Le scoperte lungo il canale Naviglio” a Ferrara

Anche di questo si parlerà nell’incontro “Le scoperte lungo il canale Naviglio. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti per la riscoperta del territorio”, mercoledì 9 giugno 2021, alle 17, a Palazzo Naselli-Crespi in via Borgo dei Leoni 28 a Ferrara. Dopo i saluti di Riccardo Mantovani, amministratore del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara; Fabrizio Pagnoni, sindaco del Comune di Copparo; Letizia Bassi, direttrice del Gruppo Archeologico Ferrarese; Paola Desantis, direttrice del museo Archeologico nazionale di Ferrara; gli interventi: Chiara Guarnieri (soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio) su “San Venanzio: una pieve in cammino”; Flavia Amato e Marco Bruni (archeologi) su “Le prime attestazioni cristiane del ferrarese a Coccanile di Copparo​”. Per partecipare: prenotazioni obbligatorie, max 50 posti: segreteria.gaf@libero.it​.

L’affresco della Madonna con Bambino, opera di Girolamo da Carpi, l’unico originario del palazzo Naselli Crispi giunto fino ai nostri giorni (foto consorzio bonifica pianura ferrara)
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Il cortile interno di Palazzo Naselli-Crispi di Ferrara (foto consorzio bonifica pianura ferrara)

Segue la visita guidata del Palazzo Naselli-Crispi, palazzo cinquecentesco nel cuore rinascimentale di Ferrara. Palazzo Naselli Crispi fu progettato intorno al 1531 da Girolamo da Carpi (1501-1556), architetto e pittore ferrarese allievo del Garofalo. Questa “nobile abitazione alla Romanesca”, commissionata dal Canonico Giuliano Naselli, protonotario apostolico presso il Duca Ercole II d’Este, venne ultimata presumibilmente nel 1536. Nella seconda metà del secolo sedicesimo il fabbricato divenne di proprietà del Conte Giovanni Maria Crispi. Oggi il palazzo ospita la sede legale del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. Il cortile, di forma rettangolare, presenta cinque arcate nei lati lunghi e tre nei lati corti, disposte su due ordini, ad imitazione del Teatro Marcello in Roma. Nel portico di ingresso si può ammirare l’affresco della Madonna con Bambino, pure opera del Carpi: è l’unico affresco originario del palazzo Naselli Crispi giunto fino ai nostri giorni.

Comacchio (Fe). “Bocca delle Menate – L’archeologia di UniFe per il territorio”: conferenza on line per la presentazione dei risultati delle attività di campo nella villa romana di Bocca delle Menate

Il sito di “Bocca delle Menate” nella carta storica regionale 1:50.000, tratta dalla produzione topografica austriaca e piemontese della prima metà dell’800 del territorio italiano preunitario (foto unife)

Identificata come una villa romana sulle acque della foce del Po già nel 1956, la villa romana di Bocca delle Menate, a Comacchio (Fe), è rimasta a lungo nell’ombra del clamoroso ritrovamento dell’antica città etrusca di Spina. Oggi la vita del sito, che conta sull’innovativo allestimento del museo del Delta Antico a Comacchio, è animata dalle attività di ricerca del Laboratorio archeologico dell’università di Ferrara, che hanno preso il via a fine febbraio 2021 nell’ambito del progetto europeo VALUE – enVironmental And cuLtUral hEritage development. Le attività sul campo sono partite il 12 aprile 2021 con una nuova stagione di ricerche, a cavallo del ciclo agricolo che interessa oggi l’area, che vede impegnata l’équipe di specialiste/i, studentesse e studenti Unife in un’indagine di superficie. Non solo sono previste le ricerche nell’area ma il laboratorio archeologico Unife diventa una preziosa occasione di relazione con il territorio e la sua comunità: due settimane di indagini non invasive di superficie, dopo un intenso calendario di incontri seminariali in streaming, che hanno visto la partecipazione attiva di studentesse, studenti e cittadinanza.

Il sito di “Bocca delle Menate”, sede delle attività archeologiche di Unife sul campo (foto unife)

In linea con gli obiettivi di diffusione della cultura archeologica propri del progetto, nel rispetto dei limiti imposti dalla pandemia, tutte le attività svolte sul campo vengono condivise e raccontate dagli stessi protagonisti sui canali FB e IG di VALUE_Italy-Croatia, Comune di Comacchio e Unife. Nell’ottica di un coinvolgimento ampio del territorio e della comunità, i risultati delle attività sul campo verranno presentati in una conferenza stampa in diretta streaming nella giornata conclusiva di sabato 24 aprile 2021 da Palazzo Bellini sede del Comune di Comacchio.

Sabato 24 aprile 2021, alle 10, in diretta streaming: “Bocca delle Menate – L’archeologia di UniFe per il territorio” (Segui l’evento in diretta streaming). L’università di Ferrara, nell’ambito del progetto Interreg Value, torna sul sito della Villa Romana di Bocca delle Menate, dopo più di mezzo secolo dagli scavi, con nuove indagini archeologiche e geofisiche. Interverranno: Emanuele Mari, assessore alla Cultura del Comune di Comacchio; Sara Campagnari porterà i saluti della soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e  le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Roberto Cantagalli, dirigente Cultura e Turismo; Rachele Dubbini, dipartimento di Studi Umanistici dell’università di Ferrara; Enzo Rizzo e Carmela Vaccaro, dipartimento di Fisica e Scienze della Terra – Gruppo di Lavoro Università di Ferrara; Jessica Clementi, Francesca Romana Fiano, Giacomo Fornasari, Matteo Lombardi.

La raccolta di un frammento di laterizio romano inciso dall’aratro, durante le attività di ricognizione archeologica (foto unife)

Le attività archeologiche si svolgono nell’ambito del progetto europeo VALUE – enVironmental And cuLtUral hEritage development, di cui il comune di Comacchio è capofila e finanziato dal programma Italia-Croazia, che promuove un nuovo modello di sviluppo turistico incentrato sull’integrazione tra le filiere culturale, scientifica e produttiva nella forma distrettuale delle aree transfrontaliere. L’equipe del progetto, guidata dalla prof.ssa Rachele Dubbini e dalle dott.sse Francesca Romana Fiano e Jessica Clementi, è costituita da studentesse e studenti di diversi corsi di studio dell’Università di Ferrara, archeologia, architettura, scienze della terra, comunicazione, in un’ottica di forte interdisciplinarietà. A ogni attività si accompagna la didattica sul campo, propedeutica all’applicazione dei metodi e delle strategie già discusse durante il seminario.

Bologna. Causa emergenza sanitaria, annullata la presentazione del libro “Un arcipelago di storia. Archeologia e isole ecologiche interrate a Bologna”

Il Covid-19 torna protagonista. La presentazione del volume “Un arcipelago di storia. Archeologia e isole ecologiche interrate a Bologna” (edizioni Ante Quem) a cura di Renato Curina, Valentina Di Stefano, Cristian Tassinari era stata programmata per giovedì 29 ottobre 2020, alle 11, nel Salone d’Onore di Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, a numero chiuso (massimo 30 persone), ma con la possibilità di seguire l’incontro in videoconferenza. Tutto inutile. Come comunicato dalla soprintendenza “visto l’evolversi della situazione e in ottemperanza al DPCM del 18 Ottobre 2020, la presentazione è stata rimandata a data da destinarsi”. A poco più di due anni dalla conclusione dei lavori il volume presenta gli scavi condotti dalla soprintendenza a seguito della realizzazione di oltre cento isole ecologiche interrate all’interno del centro storico di Bologna che hanno portato ad acquisire una significativa mole di dati utili a riconoscere la crescita e lo sviluppo diacronico della città dall’VIII secolo a.C. ai giorni nostri.

Ritrovare l’antica città etrusca di Spina (le vaste necropoli sono state una delle scoperte più importanti del Novecento): è l’obiettivo del progetto Eos (Etruscans on the Sea) dell’università di Bologna all’interno del progetto interreg Value. A Comacchio la presentazione in streaming della prima campagna di scavo e le attività future. Intanto a Stazione Foce sta nascendo la ricostruzione dell’abitato di Spina

Locandina dell’evento in streaming da Comacchio “L’università di Bologna a Spina. Progetto Value. Prima campagna di indagini”

È stata una delle scoperte più importanti per l’archeologia italiana del Novecento. L’antico centro etrusco di Spina, situato nel Delta del Po, è rimasto sommerso per secoli nelle lagune. Poi, in seguito alle bonifiche che sono state realizzate in quella zona fra gli anni Venti e Sessanta del secolo scorso, sono venute alla luce vaste e ricche necropoli, insieme a parti dell’abitato. Ma le ricerche sono riprese col progetto EOS (Etruscans on the Sea) dell’Alma Mater Studiorum, università di Bologna volto alla riscoperta di Spina. Per saperne di più venerdì 23 ottobre 2020, alle 17.30, appuntamento in streaming con il Comune di Comacchio (basta collegarsi al sito comunale www.comune.comacchio.fe.it) per la Conversazione sull’archeologia “L’Università di Bologna a Spina e la prima campagna della missione archeologica EOS”. Interverranno Emanuele Mari, assessore comunale alla Cultura, che porterà i saluti da parte della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara; Roberto Cantagalli, dirigente Cultura e Turismo; Andrea Gaucci, dipartimento di Storia Culture Civiltà università di Bologna; e l’equipe Alma Mater Studiorum università di Bologna: Giacomo Mancuso, Enrico Zampieri, Anna Serra e Carlotta Trevisanello. Nell’incontro a cura di Andrea Gaucci e dell’equipe Unibo oltre alla presentazione dello studio della vasta necropoli di Valle Trebba, la chiusura della prima campagna della missione archeologica nel territorio dell’antica città etrusca permette di affrontare un preliminare bilancio e programmare le future attività nel sito.

Abitato di Spina: ricerche di superficie dell’equipe dell’università di Bologna nell’ambito del progetto Eos (Etruscan on the Sea)

Una nuova missione archeologica per riscoprire la città etrusca di Spina. Tre settimane di indagini archeologiche nelle valli attorno a Spina per riscoprire il tessuto urbano dell’antica città etrusca che dominava il mare Adriatico e aveva rapporti privilegiati con la Grecia. È la prima tappa del nuovo progetto EOS (Etruscans On the Sea), guidato dal dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. “Obiettivo primario di questa nuova missione archeologica è la comprensione dell’articolazione dell’antica città portuale di Spina, di cui oggi sappiamo ancora poco, a partire dalla localizzazione del porto e degli edifici sacri”, spiega la professoressa Elisabetta Govi, titolare della cattedra di Etruscologia dell’Alma Mater e direttrice della missione. “I dati raccolti consentiranno di programmare nuove attività di ricerca in aree mirate: questa è infatti solo la prima tappa, mentre un secondo intervento è già in programma per il prossimo inverno”. In questa prima campagna archeologica sono state infatti realizzate indagini preliminari e propedeutiche allo scavo vero e proprio, possibili grazie alla concessione di indagine autorizzata dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. “Queste indagini permetteranno di individuare tracce di strutture sepolte all’interno di un’area vastissima, ampia circa 28 chilometri quadrati”, dice il professor Andrea Gaucci, che coordina la missione sul campo. “Saranno realizzate ricognizioni sui campi con percorsi all’interno di griglie rigide, un’indagine geofisica e l’acquisizione di fotografie multispettrali attraverso l’utilizzo di droni: metodi oggi imprescindibili all’interno della più aggiornata ricerca archeologica”. Le operazioni sono realizzate in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e con l’università di Ferrara. La missione coinvolge ricercatori e tecnici di laboratorio, assegnisti di ricerca, dottorandi, allievi della scuola di specializzazione in Beni archeologici e studenti del corso di laurea magistrale in “Archeologia e culture del mondo antico” dell’Alma Mater.

Le Valli di Comacchio che conservano le tracce dell’antica città etrusca di Spina

L’università di Bologna ha una lunga tradizione di studi e ricerche nelle valli di Comacchio: dall’opera di Nereo Alfieri, prima direttore del Museo di Ferrara e poi professore di Topografia antica all’Alma Mater, fino alla recente impresa di studio e di edizione delle 1215 tombe della necropoli di Valle Trebba, progetto avviato dalla Cattedra di Etruscologia sotto il coordinamento del professor Giuseppe Sassatelli e continuato da Elisabetta Govi. Un impegno che prosegue ora con il progetto EOS (Etruscans On the Sea), che punta a far tornare alla luce in tutta la sua estensione l’antica città etrusca di Spina. L’iniziativa nasce all’interno di VALUE – enVironmental And cuLtUral hEritage development, progetto europeo Interreg che coinvolge cinque partner italiani (il Comune di Comacchio in qualità di capofila, la Regione Veneto, la Regione Emilia-Romagna, il Parco del Delta del Po regionale del Veneto e l’agenzia di sviluppo territoriale DELTA 2000) e tre partner croati (i comuni di Kastela, Korcula e Cres).

Progetto Value: ricostruzione dell’antico abitato di Spina a Stazione Foce nel parco delle Valli di Comacchio (foto http://www.rivadelpo.it)

Intanto col Progetto VALUE nelle Valli di Comacchio sta nascendo una ricostruzione di abitazioni dell’antica città di Spina (vedi www.rivadelpo.it). Nell’area di Stazione Foce, nelle Valli di Comacchio, sta nascendo un vero e proprio Parco Open Air, dove turisti, appassionati e cittadini potranno ammirare dal vivo la ricostruzione di uno spaccato dell’antica Spina. Il progetto, coordinato dal dipartimento Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater Studiorum università di Bologna, e seguito dal prof. Antonio Gottarelli, già esperto di queste ricostruzioni nell’abitato etrusco di Monte Bibele (Monterenzio, BO), permetterà, per la prima volta, di “apprezzare dal vivo” quello che un tempo doveva essere Spina. Si potrà infatti passeggiare tra due grandi abitazioni, in scala reale, interamente realizzate in legno e canne palustri, edificate seguendo gli indizi offerti dalle indagini archeologiche, mostrando così quello che nell’antica città giace oggi sepolto sotto 4 metri di terra e di storia. Il punto scelto dagli esperti per ricreare queste installazioni museali non è casuale. Il paesaggio che oggi si apprezza visitando le Valli di Comacchio, si avvicina molto all’ambiente che 2500 anni fa un greco o un etrusco potevano ammirare visitando il grande emporio Spinetico. Inoltre, l’attrattiva delle Valli, con un pubblico annuale che si aggira attorno alle 35.000 presenze, potrà fungere da attrattore per il museo Delta Antico a Comacchio. Non appena il Parco sarà ultimato il percorso di visita per le Valli inizierà proprio attraversando questa installazione, in un percorso immersivo che trasporterà i turisti in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Bologna. La soprintendenza per le Giornate europee del Patrimonio promuove visite guidate alle epigrafi romane, ai portici e al palazzo Dall’Armi Marescalchi

Ricco il programma delle iniziative organizzate dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara per le Giornate Europee del Patrimonio 2020. Le iniziative, completamente gratuite, sono a numero chiuso e devono essere prenotate ai recapiti forniti. Si raccomanda di fornire un numero di cellulare e di attendere la mail di conferma della prenotazione. Per informazioni: http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/gep_2020.htm. I visitatori dovranno compilare il modulo Covid per la tracciabilità che conterrà anche la dichiarazione di misurazione della temperatura da dover eseguire autonomamente a casa prima di recarsi all’evento, dovranno essere muniti di mascherina propria e dovranno procedere all’igienizzazione delle mani con il gel messo a disposizione dalla Soprintendenza. Sarà inoltre necessario mantenere la distanza interpersonale di sicurezza dagli altri partecipanti e dal personale della Soprintendenza di 1 metro.

Sabato 26 settembre: Siste, viator, et lege (Fermati, viandante, e leggi). Scrittura e alfabetizzazione attraverso le epigrafi romane e medievali di Palazzo Ancarano. Una “caccia al tesoro” alla scoperta dei reperti archeologici ed una visita guidata delle epigrafi conservate nel cortile del palazzo. Orario: 10-13. Ritrovo: Palazzo Ancarano, via Belle Arti 52. Laboratorio didattico per bambini dai 6 ai 10 anni (10-11,30) e visita guidata del cortile e del laboratorio di restauro per adulti (11,30-13). Prenotazioni: katia.miele@beniculturali.it (max 8 bambini per il laboratorio, max. 15 adulti per la visita guidata). La prenotazione sarà valida solo a seguito di una risposta di conferma.

Sabato 26 settembre: I portici di Bologna e la candidatura UNESCO. Una passeggiata lungo alcuni dei più significativi portici del centro storico di Bologna in occasione delle ultime fasi del lungo iter di candidatura alla lista del Patrimonio mondiale Unesco. Particolare attenzione sarà dedicata al portico della Banca d’Italia. I visitatori saranno accompagnati dai funzionari architetti Alessandra Alvisi, Maria Luisa Laddago e Valentina Oliverio; La visita di avvarrà del contributo del Comune di Bologna (arch. Federica Legnani), promotore della candidatura, e dell’Accademia di Belle Arti (prof. Daniele Fraccaro). Orario: 10-13.30. Ritrovo: Portico di Palazzo Dall’Armi, via IV Novembre 5. Visite guidate: ore 10, 11:15, 12:30 (durata di ciascuna visita: 1 ora) Evento gratuito con prenotazione obbligatoria: sonia.baldazzi@beniculturali.it (max 20 persone per visita). La prenotazione sarà valida solo a seguito di una risposta di conferma.

Sabato 26 settembre: Il Palazzo delle famiglie Dall’Armi e Marescalchi a Bologna. La visita rende per una giornata accessibile il palazzo sede degli uffici della Soprintendenza, di norma non aperto ai visitatori. Sarà possibile così ammirare i locali con affreschi di Guido Reni e della scuola dei Carracci, oltre alla raffinata sala ovale di impianto neoclassico ed altri ambienti con pregevoli decori. Orario visite: 9,30, 10,30 e 11,30 (3 turni da 45 minuti circa). Ritrovo: Palazzo Dall’Armi, via IV Novembre 5. Visita guidata al palazzo di 45 minuti circa con proiezione di una presentazione introduttiva. Prenotazioni: lara.sabbionesi@beniculturali.it (max 15 partecipanti per turno). La prenotazione sarà valida solo a seguito di una risposta di conferma.