Adria. Svelato il mistero della “olla dell’anguria”: tra le ossa combuste di una defunta di 2000 anni fa, la moneta per pagare Caronte, uno spillone in osso per capelli e un castone di anello in corniola. In autunno la olla protagonista sulla Rai

La direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, Alberta Facchi, con gli amministratori comunali adriesi Andrea Micheletti e Oriana Trombin

Cosa contiene la cosiddetta “olla dell’anguria”? è il gioco archeologico dell’estate 2018 lanciato dal museo Archeologico nazionale di Adria

Svelato il mistero della “olla dell’anguria” conservata “sigillata” da 150 anni nel museo Archeologico nazionale di Adria. Nell’affollata notte bianca di Adria di venerdì 13 luglio 2018, dedicata allo shopping, il personale del museo guidato dalla direttrice Alberta Facchi ha aperto le porte al pubblico di curiosi e appassionati (tanti i bambini emozionati di vivere in diretta lo svelamento del mistero), tra i partecipanti anche l’assessore Andrea Micheletti e la consigliera Oriana Trombin che hanno portato il saluto e la vicinanza dell’amministrazione comunale. per scoprire cosa c’era nella olla funeraria in vetro di età romana, nota come “olla dell’anguria” perché così l’aveva chiamata Francesco Antonio Bocchi, che nel suo catalogo manoscritto ci informa che “il contadino vi aveva fatto crescere dentro un’anguria, che io levai fresca”.

Le riprese della troupe Rai nei depositi del museo Archeologico nazionale di Adria per il programma “Italia. Viaggio nella bellezza”

La olla funeraria romana con i reperti trovati al suo interno

Ma allora, in che cosa consiste il mistero dell’Olla, detta dell’anguria? “Il mistero”, racconta la direttrice Facchi, “è nato qualche settimana fa, durante una sessione di riprese da parte di una troupe della RAI che parlerà del nostro museo in una puntata di “Italia. Viaggio nella bellezza” a settembre/ottobre. Durante le riprese si è scoperto, in modo molto “avventuroso”, che un bellissimo vaso ossuario di età romana in vetro, appartenente alla collezione di Francesco Antonio Bocchi dal 1872, non era mai stato indagato nel suo contenuto. Pensate, da 150 anni era in museo, sotto gli occhi di tutti, eppure conservava ancora il suo segreto… Durante le riprese, come in un vero reality di qualità, sono emersi tra le ossa combuste di una defunta di 2000 anni fa: una moneta di bronzo con la quale doveva pagare il mitico traghetto delle anime guidato da Caronte, uno spillone in osso lavorato che adornava i suoi capelli e una preziosa minuscola gemma lavorata, un castone di anello in corniola, che raffigura un simbolo di fortuna e potere, una doppia cornucopia con un globo orbis terracqueo”.

Il manoscritto di Francesco Antonio Bocchi, la olla dell’anguria e i reperti trovati al suo interno

“Una bella storia dunque, e a noi è piaciuto raccontarla al pubblico e ai bambini. Anche aiutati dal microscopio, attraverso il quale il pubblico presente ha potuto apprezzare il finissimo lavoro di glittica effettuato dagli orafi romani sull’incisione della gemma. Tutti però – conclude Facchi – avranno la possibilità di guardare la puntata del programma con le riprese dell’Olla. Sulla pagina Facebook del museo (@museoarcheologicoadria) tra settembre ed ottobre verrà segnalata la data di messa in onda del programma, che sarà anche nella piattaforma podcast della RAI. Quindi, stay tuned!”.

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Una risposta a “Adria. Svelato il mistero della “olla dell’anguria”: tra le ossa combuste di una defunta di 2000 anni fa, la moneta per pagare Caronte, uno spillone in osso per capelli e un castone di anello in corniola. In autunno la olla protagonista sulla Rai”

  1. Italina Bacciga dice :

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