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Adria (Ro). Al teatro Politeama, a conclusione di cinque giorni intensi e molto partecipati di Adrikà rassegna internazionale del cinema archeologico, proclamato il film vincitore del premio del pubblico “Città di Adria”: è il greco “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos. E già si pensa alla terza edizione

Gli organizzatori di Adrikà 2026: da sinistra, Emanuela Finesso, Lorenzo Daniele, Alberta Facchi, Sandra Bedetti, Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

Adrikà: cinque giorni di proiezioni, incontri, approfondimenti, visite guidate, spettacoli, scuola attiva, sotto lo sguardo incuriosito del Tritone a due code, conservato al museo Archeologico nazionale di Adria, simbolo e mascotte della rassegna elaborato dall’Agenzia Vassalli Associati, che ha portato fortuna. E lo dimostra la risposta di un pubblico attento, sempre partecipante, che ha sancito il successo della seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po e ha convinto gli organizzatori che la scommessa/sfida del 2025 è stata ampiamente vinta. E quindi è già tempo di pensare alla terza edizione. In qualche modo lo hanno fatto capire i protagonisti di Adrikà sul palco del teatro Politeama di Adria, novità prestigiosa di questa seconda edizione. A cominciare dai direttori artistici, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, forti dell’esperienza quindicennale a Licodia Eubea (Ct) dove curano il festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; per passare all’organizzazione di Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria e giungere alla direzione scientifica di Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria, e Sandra Bedetti, archeologa. Tutti visibilmente soddisfatti e pronti migliorare e rendere più ricca la prossima edizione.

Momento atteso dell’ultima serata di Adrikà, domenica 13 settembre 2026, la proclamazione del film vincitore del premio “Città di Adria” assegnato dal voto del pubblico alla fine di ogni proiezione. A leggere la classifica finale e proclamare il vincitore è stato il direttore artistico Lorenzo Daniele.

Frame del film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos

Al primo posto, vincitore di Adrikà 2026, con un voto di 4,72, il film “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos (Grecia Austria 2025, 53’). L’esercito degli amanti porta alla luce la storia perduta del Battaglione Sacro di Tebe, un’unità d’élite composta da 150 coppie di amanti che divennero tra i guerrieri più formidabili del mondo antico. La loro vicenda riaffiora quando gli archeologi scoprono prove sepolte da secoli, rivelando un capitolo dimenticato di amore, guerra e lotta per la libertà.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo

Al secondo posto, con un voto medio di 4,62 su 5, il film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mediterraneo, al largo della Corsica, riemerge dopo duemila anni un relitto romano con un carico straordinario di vetro grezzo e manufatti raffinati. Vitrum segue l’indagine di un team internazionale di archeologhe a bordo dell’Alfred Merlin, tra tecnologie avanzate e rotte antiche, per svelare il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nella storia della civiltà.

Frame del film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi

Al terzo posto, con un voto medio di 4,46 su 5, il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Una regista percorre le coste della Puglia inseguendo storie sepolte sotto la superficie. Tra Adriatico e Ionio il viaggio attraversa approdi, rovine e memorie affidate al mare. Gli incontri con archeologi e abitanti riportano alla luce tracce sommerse e identità in continua trasformazione. Il Mediterraneo diventa così un archivio vivente, dove il passato riaffiora nel presente e ogni luogo custodisce ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.

Il giornalista Graziano Tavan ritira simbolicamente il premio “Città di Adria” (foto aurora cassetta)

A ritirare il premio, in modo simbolico, è stato chiamato sul palco Graziano Tavan, giornalista e protagonista della masterclass di domenica mattina “Quando l’archeologia fa notizia”.

Adria (Ro). Gran finale per Adrikà – la rassegna del cinema archeologico Adria Delta del Po: nella terza giornata masterclass “Quando l’archeologia fa notizia”, ultimi film in concorso, incontro con Angela Ruta, Cinema e Note, e assegnazione del Premio Città di Adria al film più gradito al pubblico

Gran finale per Adrikà – la rassegna del cinema archeologico Adria Delta del Po che termina il suo viaggio ad Adria (Ro). La terza e ultima giornata ha la mattina impegnata in due sedi: al museo Archeologico nazionale di Adria alle 10.30, la masterclass “Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali, tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” col giornalista Graziano Tavan: seminario approvato dall’Ordine nazionale dei Giornalisti, valido per l’acquisizione dei crediti della formazione continua dei giornalisti. Al termine del seminario gli iscritti potranno partecipare a una visita guidata alla sezione museale della barca “cucita” di Corte Cavanella. Evento aperto a tutti.

Frame del film “Army of Lovers”

Al teatro Politeama, dalle 10, una nuova sezione di film in concorso: apre il film “Abiseo, il bosco culturale dei Chachapoya” di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 21’); segue il film “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53’); quindi il film “Saria. Isole ai margini” di Yorgos Savoglou, Dionysia Kopana (Grecia 2022, 27’); chiude la sessione il film “La colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’).

Copertina del libro “Le donne sono così” di Angela Ruta

Nel pomeriggio si torna al museo Archeologico nazionale di Adria: alle 16, per INCONTRI CON L’ANTICO, presentazione del libro “Sono così. Le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini. Interviene: Angela Ruta Serafini, archeologa, già direttrice del museo nazionale Atestino di Este. Dialoga con l’autrice Micol Andreasi, giornalista. Alle 16.30, presentazione della mostra “E l’immagine prese vita” di Silvia Nonnato.

Nuovo trasferimento al teatro Politeama dove alle 17, inizia l’ultima sessione di PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE. Si inizia con il film “Sardegna. La misteriosa civiltà dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 52’); quindi “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’).

Alle 19, CINEMA E NOTE: proiezione di film muti di inizio Novecento musicati dall’Ensemble del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica “Antonio Buzzolla” di Adria, diretto dal Maestro Simone Serafini.

Alle 20, CERIMONIA DI PREMIAZIONE: assegnazione del premio del pubblico “Città di Adria”. Consegnano il premio: Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, ed Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema di Adria “Carlo Mazzacurati”

Adria (Ro). Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria-Delta Po entra nel vivo: al Politeama il ricordo di Mazzacurati e le prime proiezioni, alla Fondazione Franceschetti e Di Cola la mostra “Fluide memorie” e l’Apericena

Il museo Archeologico di Adria una delle sedi di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico (foto drm-veneto)

Adrikà arriva ad Adria (Ro). Dopo le anteprime di Porto Viro e Loreo, la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria-Delta del Po entra nel vivo con l’inaugurazione ufficiale alle 17 al Teatro Politeama dove ci sarà spazio per un ricordo a Carlo Mazzacurati. Presentano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della Rassegna. Intervengono: Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema di Adria “Carlo Mazzacurati”; Massimo Barbujani, sindaco del Comune di Adria. Quindi “RICORDANDO CARLO MAZZACURATI”: interviene Marina Zangirolami Mazzacurati, produttrice cinematografica. Proiezione di “Storia di Ernesto” tratto dal film documentario “Sei Venezia” di Carlo Mazzacurati (Italia 2020, 15’).

Frame del film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro

Alle 18, PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE POMERIDIANE al Teatro Politeama: apre il film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 43’); quindi il film “Mary Lefkowitz e le donne nella Grecia antica” di Nikos Dayandas (Grecia 2024, 13’); chiude la sezione pomeridiana il film “Un’immersione nella storia egea” di Stelios Apostolopoulos (Grecia 2023, 12’).

Ci si sposta alla Fondazione Franceschetti e Di Cola, dove alle 19.30, presentazione della mostra “Fluide Memorie” di Antonio Lovison: una mostra che esplora il rapporto tra l’acqua e l’identità di un luogo attraverso materiali vivi come ottone, metalli ossidati e uno sguardo che fa del territorio un archivio stratificato, dove passato e presente si incontrano senza mai separarsi del tutto. Sarà possibile visitare la mostra presso Fondazione Franceschetti e Di Cola in via F. Cavallotti 13 ad Adria dall’11 al 18 settembre 2026 sab 12 e dom 13: ore 10–12, lun 14 – ven 18: ore 16–19. Ingresso gratuito. Un lavoro poetico e materico, in perfetto dialogo con il filo conduttore di Adrikà 2026.

Alle 20, Apericena a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria, venerdì 11 e sabato 12 settembre, negli spazi della Fondazione Franceschetti e Di Cola: un momento per stare insieme, tra una proiezione e l’altra, discutere di cinema e archeologia, arte e cultura. Costo: 20 euro a persona, 15 euro in caso di acquisto del biglietto dello spettacolo AquaDueO.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

Alle 21, PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE DELLA SERA al Teatro Politeama: apre il film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Alle 22, DOCUMENTARE IL RESTAURO: “Giovane cavaliere (Dioscuro?) sorretto da una sfinge, detto Cavaliere Marafioti” (museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria) di Stefano Zanni (Italia, Restituzioni 2016, 9’); “Letto di Fossa (II-I sec. a.C.)” (museo Archeologico nazionale d’Abruzzo) di Stefano Zanni (Italia, Restituzioni 2025, 7’). Interviene: Silvia Foschi, responsabile Patrimonio storico artistico e Attività Culturali, Intesa Sanpaolo

Loreo (Ro). Al teatro Sociale la seconda giornata di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta Po. Viaggio tra antiche imbarcazioni, rotte romane e documentari dedicati al mare, con una protagonista assoluta: la barca cucita di Corte Cavanella. Ecco il programma

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) (foto graziano tavan)

Giovedì 10 settembre 2026 Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta Po, arriva a Loreo con un viaggio tra antiche imbarcazioni, rotte romane e documentari dedicati al mare. Dopo l’anteprima di Porto Viro, Adrikà fa tappa al Teatro Sociale di Loreo, un territorio che custodisce una delle più importanti testimonianze archeologiche legate alla navigazione antica del Delta del Po: la barca cucita di Corte Cavanella. Quella di Loreo sarà una serata che dimostrerà come l’archeologia possa raccontare non soltanto il passato di un territorio, ma anche le connessioni tra culture lontane, unite dall’acqua, dalla navigazione e dagli scambi che per secoli hanno caratterizzato il Mediterraneo.

La serata si apre alle 20.30 con il saluto delle istituzioni e la presentazione della rassegna da parte del direttore artistico Lorenzo Daniele, insieme alla direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, alla presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, al sindaco di Loreo Moreno Gasparini e alla consigliera delegata alla Cultura Marilena Berto. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, del conservatorio “Buzzolla”,  del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’associazione Archeovisiva , del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale

Seguirà il secondo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato alla navigazione interna e para-litoranea nell’Italia nordorientale in età romana. A guidare il pubblico sarà Stefano Medas, tra i maggiori studiosi italiani di archeologia navale, docente dell’università di Bologna, che illustrerà le rotte, le tecniche di navigazione e le imbarcazioni utilizzate lungo la costa adriatica e nei corsi d’acqua dell’Italia romana.

Il tema dell’acqua, filo conduttore dell’edizione 2026 della rassegna, troverà una naturale prosecuzione con la presentazione di due contributi dedicati alla Mansio di Corte Cavanella, importante sito archeologico del territorio di Loreo. Saranno infatti proiettati il documentario dedicato al ritrovamento della celebre barca lignea “cucita” e la ricostruzione virtuale dell’antica mansio romana, testimonianze che raccontano uno dei più significativi ritrovamenti archeologici del Delta del Po degli ultimi anni.

Frame del film “Le barche cucite del Kerala” di Raymond Collet

La seconda parte della serata sarà dedicata alle proiezioni internazionali. Si inizia con il film “Le barche cucite del Kerala” di Raymond Collet (Egitto 2012, 26’). Le prime imbarcazioni cucite sono molto antiche. In Egitto, 4500 anni fa, questa tecnica venne adoperata per costruire la barca solare di Cheope, lunga 43 metri e mezzo. L’archeologo navale Patrice Pomay si è diretto in India, nello stato del Kerala, dove questa tradizione esiste ancora, per confrontarla con il dato archeologico. Questa ricerca ha consentito una migliore comprensione dei relitti rinvenuti nel Mediterraneo e di quelli recentemente scoperti nella costa egiziana del Mar Rosso. Segue il film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo (Italia 2021, 48’). In modo inedito il documentario diretto da Antonio Longo e scritto dallo stesso Longo con Salvatore Agizza, svela il percorso della ricerca archeologia nei mari del Sud Italia: alternando passato e presente grazie a filmati d’archivio Rai Teche e testimonianze di pionieri dell’esplorazione sottomarina, in dialogo con reperti riuniti per la prima volta in un’unica esposizione, “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” (MANN, Napoli).

Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.

A settembre l’archeologia torna protagonista in Polesine (Ro). Al via tre missioni archeologiche (Villamarzana, Frattesina e San Basilio) e la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po. Ecco il programma

A Villamarzana si torna a scavare la protostoria del Polesine (foto unipd)

Polesine, l’archeologia torna protagonista a settembre 2026: archeologia come ricerca, scavo, divulgazione; ma anche come comunicazione dell’Antico attraverso incontri e film. Al via infatti tre missioni archeologiche, una dell’università di Padova, una dell’università Ca’ Foscari di Venezia e una di Sapienza università Roma. Ed è al via la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po.

Sito protostorico di Villamarzana (Ro): allievi dell’università di Padova impegnati nella campagna 2024 (foto graziano tavan)

VILLAMARZANA (Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana diretta dal prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già state fissate le giornate SCAVI APERTI: saranno il 17 e 24 settembre 2026. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana

Campagna 2024: veduta d’insieme della capanna nel villaggio protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

FRATTTESINA (Fratta Polesine, Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 9 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel villaggio protostorico di Frattesina diretta dal prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine. In programma, oltre alle giornate SCAVI APERTI, per fine settembre una giornata di presentazione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dei nuovi video sul villaggio protostorico di Frattesina.

La prof.ssa Giovanna Gambacurta (UniVe) osserva la trincea settentrionale dello scavo preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto graziano tavan)

SAN BASIILIO (Ariano nel Polesine, Ro, basso Polesine). Dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel sito etrusco-preromano di San Basilio diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In programma gli Incontri di Archeologia e le giornate SCAVI APERTI.

ADRIA-LOREO-PORTOVIRO (Ro, basso Polesine). Tra Adria, Loreo e Porto Viro seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” diretto da Emanuela Finesso e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro. (vedi Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti | archeologiavocidalpassato). Un tema: l’acqua; e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). 

Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti

Conto alla rovescia per la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro.

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) (foto graziano tavan)

Cinque giorni di proposte; tre sedi: Portoviro, Loreo e Adria (con il museo Archeologico nazionale e il teatro Politeama: la novità di quest’anno) e il coinvolgimento di Fratta Polesine; un tema: l’acqua (“Acqua: un elemento che custodisce e trasforma il passato. Scorre, sommerge, restituisce. È in grado di annullare confini e, al tempo stesso, disegnarne di nuovi”, scrivono i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele); e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; incontri e proiezioni per le scuole; un evento speciale al Politeama con la Banda Osiris e Telmo Pievani con “AquaDueO. Un pianeta molto liquido”. E ancora: Antonino Varvarà su “Eracle nel Teatro”; Cinema e Note: il cinema muto del primo Novecento ritrova la propria voce attraverso la musica dal vivo; due mostre, una all’Archeologico (E l’immagine prese vita), l’altra alla Fondazione Franceschetti e Di Cola (Fluide memorie); visite guidate al museo Archeologico nazionale di Adria e al museo Diocesano della Cattedrale, e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). E per non farsi mancare niente, anche una masterclass “Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali, tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” con Graziano Tavan, giornalista, curatore dell’archeoblog archeologiaviocidalpassato.com, valido come corso di formazione continua dei giornalisti accreditato dall’Ordine dei Giornalisti, ma aperto a tutti gli interessati.

Oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo per unamanifestazione che mette in dialogo cinema, ricerca scientifica, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, trasformando il territorio del Delta del Po in un laboratorio internazionale di conoscenza, incontro e scoperta. Tutto ciò conferma quanto gli organizzatori credano in Adrikà, nata nel 2025 quasi come una scommessa e una sfida per un territorio dove l’archeologia continua ad arricchire le conoscenze sul passato del Polesine e sulle sue connessioni con culture e civiltà anche lontane, e il cinema vanta lunghe e radicate tradizioni. Concetti ribaditi lunedì 31 agosto 2026 nella presentazione ufficiale di Adrikà 2026 in municipio ad Adria con la partecipazione di Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema; Sandra Bedetti, direzione scientifica; Massimo Barbujani, sindaco del Comune di Adria; Marilena Berto, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Loreo; Pako Massaro, direttore Ente parco Delta del Po; Antonio Giolo per la Fondazione Cariparo; Mauro Giuriolo, presidente Banca Adria Colli Euganei; Marco Bonaldo, presidente Fondazione Franceschetti e Di Cola; Mara Bellettato, presidente CADA; Elena Passadore, presidente Fondazione Bocchi. Da remoto si sono collegati i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. E tra i collaboratori c’erano Renato Benvegnù, Fotoclub Adria; Letizia Guerra, presidente Pro Loco. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Polesine Terra Emersa, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

Adrikà 2025: da sinistra, Sandra Bedetti, Alberta Facchi, Lorenzo Daniele, Alessandra Cilio, ed Emanuela Finesso (foto graziano tavan)

“L’idea di una rassegna di cinema archeologico è nata dal Circolo del Cinema, nel 2025, nella convinzione che Adria e archeologia siano un binomio indissolubile e perché Adria è anche e soprattutto il suo Museo”, ha ricordato Emanuela Finesso. “Dopo il lusinghiero apprezzamento ricevuto per la prima edizione, questa seconda è ancora più colorata e multiforme, con un filo conduttore legato all’acqua, tema che si imponeva dopo l’inaugurazione al Museo della barca “cucita” di Corte Cavanella appena restaurata. E con il coinvolgimento di due comuni del Delta, Porto Viro e Loreo, siti di rinvenimenti archeologici importanti”.

“Una rassegna cinematografica è molto più delle sue proiezioni: è uno spazio di scoperta e di confronto, in cui pubblico, autori ed esperti condividono prospettive differenti. Adrikà”, hanno sottolineato Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, “vuole essere proprio questo: un luogo in cui immergersi nella Storia e nelle storie, per comprendere il passato e interrogare il presente”.

“Il linguaggio cinematografico con la sua capacità di suggerire ed evocare luoghi, storie e personaggi è stato visto già dalla prima edizione di Adrikà come un mezzo per intercettare un pubblico meno propenso ad approfondire i temi legati all’archeologia”, hanno ribadito Alberta Facchi e Sandra Bedetti. “Quest’anno, la nuova valorizzazione della barca cucita della Mansio Fossis di Corte Cavanella di Loreo, esposta al museo Archeologico di Adria, offre nuovi spunti di riflessione. La rassegna propone infatti molti film incentrati sui temi legati all’acqua e alla navigazione, con un focus sui linguaggi di comunicazione dell’archeologia. Un posto di rilievo va dato alla partecipazione delle scuole, con attività e proiezioni pensate specificamente per gli studenti e presentazioni di laboratori che li hanno visti protagonisti”.

Il Polesine fa rete e lancia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia: Adrikà ad Adria e Delta; Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine; festival internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo. Un ricco programma proposto dai musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine, dal museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, Comune di Rovigo, C.P.S.S.A.E., Circolo del Cinema di Adria e Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, col sostegno di Fondazione Cariparo

Il Polesine fa rete: da sinistra, Erika De Luca, assessore alla Cultura del Comune di Rovigo; Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (foto man-fratta polesine)

Il Polesine fa rete e annuncia un fine estate-autunno all’insegna dell’archeologia con un programma condiviso per valorizzare l’archeologia del territorio: si inizia nella prima metà di settembre con Adrikà – Rassegna del Cinema Archeologico ad Adria e Delta dal 9 al 13 settembre 2026; quindi a fine settembre con le iniziative delle Giornate Europee del Patrimonio a Fratta Polesine il 26 settembre 2026; infine a novembre col Festival Internazionale sulle Vie dell’Ambra a Rovigo dal 7 al 15 novembre 2026. I dettagli sono stati illustrati il 9 luglio 2026 a palazzo Cezza a Rovigo, presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Rovigo Erika De Luca; Chiara Vallini, conservatore del museo Grandi Fiumi di Rovigo; Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine; Sandra Bedetti, consigliera d’amministrazione di Fondazione Cariparo; Elisabetta Brusa, direttrice artistica del festival internazionale “Sulle vie dell’Ambra”, collegata da remoto; Paolo Bellintani, presidente del CPSSAE; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati di Adria; Andrea Cardarelli, presidente dell’Istituto italiano di Preistoria e protostoria, già docente di Protostoria europea all’università di Roma “La Sapienza”, presente con un intervento registrato.

Open day 2023 sullo scavo di Frattesina di Fratta Polesine (foto drm-veneto)

L’incontro è nato dalla volontà di rafforzare il lavoro di rete sul territorio, promuovendo una progettualità condivisa che valorizzi il patrimonio archeologico e culturale conservato nei tre Musei attraverso la collaborazione tra Enti, la messa in comune di competenze e la costruzione di un’offerta culturale coordinata e rivolta a un pubblico sempre più ampio. Pur mantenendo ciascuno la propria identità scientifica e culturale, i tre musei condividono infatti l’obiettivo di promuovere una visione unitaria del territorio, nella consapevolezza che la storia del Polesine costituisce un patrimonio comune, che trova forza proprio nella collaborazione tra enti, istituzioni, università, associazioni e comunità locali. L’incontro del 9 luglio 2026 rappresenta quindi non solo la presentazione di tre importanti appuntamenti culturali, ma anche il segno concreto di un percorso condiviso che intende rafforzare il sistema museale e archeologico del territorio, valorizzando il dialogo tra ricerca, tutela e divulgazione. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione CARIPARO, il cui contributo ha consentito di sviluppare progetti innovativi dedicati alla ricerca, alla valorizzazione e all’accessibilità del patrimonio culturale.

Tutti – ospiti e organizzatori – sul palco virtuale del museo Archeologico nazionale di Adria per la prima edizione di Adrikà 2025 (foto graziano tavan)

A quarant’anni dalla mostra “L’antico Polesine. Testimonianze archeologiche e paleoambientali”, che segnò una tappa fondamentale nella conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico provinciale, il Polesine continua a restituire nuovi dati e nuove prospettive di ricerca. È cambiato, però, anche il modo di raccontare l’archeologia: oggi, accanto ai risultati scientifici, si valorizzano il percorso della ricerca, le metodologie, il lavoro interdisciplinare e il ruolo della tutela, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico in una conoscenza più consapevole e partecipata del patrimonio culturale. In questo quadro, l’archeologia dialoga sempre più con altri linguaggi della cultura e dell’arte, sperimentando forme di comunicazione innovative capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il cinema, il teatro, la musica, la divulgazione scientifica, le nuove tecnologie, l’archeologia sperimentale e gli strumenti per una fruizione più accessibile e inclusiva diventano occasioni per avvicinare il patrimonio a una comunità sempre più ampia, trasformando il museo in uno spazio di esperienza, confronto e partecipazione. È in questa prospettiva che i musei Archeologici nazionali di Adria e Fratta Polesine-Direzione regionale Musei Veneto, insieme al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo-Comune di Rovigo, al C.P.S.S.A.E., al Circolo del Cinema di Adria e alla Fondazione per lo Sviluppo del Polesine e a tutti gli Enti e le Associazioni in partenariato e in collaborazione hanno scelto di presentare congiuntamente alcune delle principali iniziative che caratterizzeranno la programmazione culturale tra la fine dell’estate e l’autunno.

Adrikà 2026, il cinema archeologico torna nel Delta del Po. Dal 9 al 13 settembre 2026 appuntamenti tra Porto Viro, Loreo e Adria con film, incontri, spettacoli e grandi ospiti. Tra gli eventi speciali “AquaDueO” con la Banda Osiris e Telmo Pievani e i film muti accompagnati dal vivo dall’Ensemble Jazz del Conservatorio “Antonio Buzzolla”. La rassegna di cinema archeologico Adrikà torna a settembre con un programma che intreccia cinema, archeologia, divulgazione e spettacolo, coinvolgendo il territorio del Delta del Po in cinque giornate di eventi. Organizzata dal circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Adria e con la direzione artistica di ArcheoVisiva, la rassegna è realizzata con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e della Veneto Film Commission, con il sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Regionale del Delta del Po, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di Banca Adria Colli Euganei, del Rotary Club di Adria e dell’Associazione CADA.

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di SAdria (Ro) (foto graziano tavan)

La manifestazione prenderà il via con due appuntamenti di anteprima: mercoledì 9 settembre 2026 a Porto Viro e giovedì 10 settembre a Loreo 2026. Il cuore della rassegna sarà quindi ad Adria, dove l’11, 12 e 13 settembre 2026 si alterneranno proiezioni di film d’autore a tema archeologico, incontri con esperti ed eventi collaterali. Le proiezioni si svolgeranno al Cinema Teatro Politeama, recentemente restituito alla città, e al Teatro Pertini, mentre gli incontri e gli approfondimenti troveranno spazio nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare gratuitamente il museo, che ha recentemente arricchito il proprio percorso espositivo con una nuova installazione dedicata alla celebre barca “cucita” rinvenuta a Corte Cavanella di Loreo e recentemente restaurata.

La barchessa Nord di Villa Badoer a Fratta Polesine sede del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (foto drm-veneto)

Giornate Europee del Patrimonio 2026 a Fratta Polesine. Nuovi strumenti per raccontare Frattesina: accessibilità, ricerca e innovazione. Il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine è ospitato in una delle barchesse di Villa Badoer, capolavoro di Palladio inserito dal 1996 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo racconta la storia delle comunità che vissero sulle rive dell’antico Po di Adria durante l’età del Bronzo finale (1200-900 a.C.). I reperti più significativi provengono dal villaggio di Frattesina, scoperto poco fuori dall’attuale centro abitato di Fratta Polesine, e dalle sue necropoli (Narde e Fondo Zanotto). In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, in programma il 26 settembre 2026, il Museo presenterà al pubblico un insieme di nuovi strumenti di mediazione culturale pensati per migliorare la fruizione del percorso espositivo e rendere l’esperienza di visita sempre più accessibile, inclusiva e coinvolgente. L’iniziativa rappresenta un momento significativo nel percorso di rinnovamento del museo, che affianca alla ricerca archeologica nuove modalità di comunicazione del patrimonio, capaci di dialogare con pubblici diversi e di favorire una partecipazione attiva alla conoscenza. Una parte dei nuovi materiali è stata realizzata grazie ai finanziamenti del PNRR – M1C3-3 Intervento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche e archivi” del ministero della Cultura. Tra questi figurano ad esempio pannelli con testi in linguaggio facilitato, pensati per rendere i contenuti del percorso espositivo più accessibili. Tra i nuovi materiali, saranno presentati due importanti novità sviluppate nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in collaborazione con Sapienza università di Roma, C.P.S.S.A.E. e università di Padova, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha permesso la ripresa delle indagini nei siti di Frattesina e di Villamarzana dal 2022 al 2024.

La prima è un video di ricostruzione del villaggio di Frattesina, realizzato da Sapienza università di Roma sulla base dei dati emersi dalle campagne di scavo condotte negli ultimi tre anni. Attraverso una ricostruzione scientificamente fondata, il filmato permette di immergersi nell’antico abitato, illustrandone l’organizzazione degli spazi, le attività produttive e la vita quotidiana, offrendo ai visitatori una nuova chiave di lettura del sito archeologico e delle collezioni del museo. La seconda riguarda una serie di riproduzioni tattili di reperti provenienti dal villaggio di Villamarzana, realizzati con finanziamenti PNRR, ma grazie alla collaborazione con l’università di Padova che ha realizzato le scansioni dei reperti. Questi supporti ampliano le possibilità di fruizione del patrimonio museale, favorendo un’esperienza di visita più inclusiva e multisensoriale e rendendo accessibili anche reperti particolarmente significativi ma di difficile manipolazione. L’appuntamento delle Giornate Europee del Patrimonio rappresenta così un’occasione per mostrare come ricerca, tutela e innovazione possano tradursi in strumenti concreti di valorizzazione, rendendo il museo un luogo sempre più aperto, accessibile e capace di raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi contemporanei, senza rinunciare al rigore scientifico.

L’esterno del museo dei Grandi Fiumi a Rovigo (foto comune di ro)

Festival Sulle vie dell’ambra diretto da Elisabetta Brusa, al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo. Per vocazione e per missione museo di comunità, il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo coltiva progetti, collaborazioni e relazioni: oltre a studiarne e valorizzarne il patrimonio, queste risorse diversificano le proposte culturali, favoriscono la pluralità degli apporti disciplinari, ampliano l’accoglienza a pubblici con molteplici esigenze e caratteristiche. Un Festival dentro un Museo può assumere un significato particolarmente ricco. Può non trattarsi, infatti, di una semplice “offerta culturale”, ma di un dispositivo sociale capace di trasformare il Museo da luogo di conservazione a spazio vivo di produzione di identità e di legami, in grado di superare la visione della cultura e degli eventi come ambito separato per cominciare a leggerli, invece, come una modalità operativa necessaria per affrontare la complessità contemporanea con l’obiettivo di incidere sui processi di sviluppo del territorio e sulla qualità della vita della comunità. Questa è stata, fin dalle origini, l’ambizione del Festival Sulle vie dell’ambra, arrivato quest’anno alla sua terza edizione e, non a caso, “inquilino speciale” del museo dei Grandi Fiumi, grazie alla presenza nel Museo di questa preziosa resina, patrimonio del territorio polesano.

In questa terza edizione Ambra: oro del Baltico e del Polesine, che si svolgerà dal 7 al 15 novembre 2026, il Festival, sostenuto dalla Regione del Veneto, dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cariparo, si propone ancora una volta non solo di consolidare l’interesse e il successo ottenuto negli anni precedenti, ma di trasformare Rovigo in un crocevia culturale europeo. E se l’anno scorso il paese ospite era l’Estonia, quest’anno focalizzeremo l’attenzione sulla Polonia, cercando di approfondire la storia commerciale e culturale che si è sviluppata intorno al polacco “oro del Nord”, visto che anticamente l’ambra proveniente dai paesi baltici veniva paragonata all’oro. Il Festival svilupperà, inoltre, anche un progetto ulteriore, In cammino, percorso che si concentrerà sul tema dei “pellegrinaggi” che si effettuavano attraverso la via Romea Germanica, strada che nel Medioevo non servirà più per trasportare l’ambra, convertendo la “strada dei mercanti” nella “strada dei pellegrini”. Tra le varie attività promosse dal Festival: mostre, concerti, installazioni, spettacoli di danza e di teatro, conferenze, attività didattiche e ludiche -dentro e fuori il Museo-, sottolineiamo il Convegno internazionale Dal Baltico al Po. L’ambra nella Protostoria europea a cura del CPSSAE (14 novembre 2026, Museo dei Grandi Fiumi, Rovigo).

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Adria e Spina. Testimonianze del sacro” con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), e Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara, nono appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Giovedì 18 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, la conferenza “Adria e Spina. Testimonianze del sacro” con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), e Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara, nono appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. ​Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. L’incontro offrirà l’opportunità di approfondire il ruolo che la dimensione religiosa e cultuale ebbe nelle antiche città di Adria e di Spina, due importanti centri che contribuirono a plasmare la storia del territorio dell’alto Adriatico, mettendo in luce il valore storico e culturale di queste straordinarie testimonianze. La partecipazione alla conferenza è gratuita. Prenotazione consigliata: 0532 66299. In questa occasione il MAN-FE prolungherà eccezionalmente il proprio orario di apertura fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20.30).

Adria (Ro). A meno di tre mesi dall’inaugurazione, Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati”, presenta ad “archeologiavocidalpassato.com” la seconda edizione di Adrikà, rassegna internazionale del Cinema archeologico, con le prime anticipazioni sul programma

Il conto alla rovescia è partito. Il Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria (Ro) in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Adria, e con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (festival internazionale della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Euba) è al lavoro per organizzare la seconda edizione di Adrikà, rassegna internazionale di cinema archeologico Adria – Delta del Po, in programma ad Adria (Ro) l’11, 12 e 13 settembre 2026, con due anteprime: il 9 settembre a Porto Viro e il 10 settembre a Loreo. Con una novità assoluta: le proiezioni saranno al cinema teatro Politeama. Mentre gli incontri culturali e gli eventi collaterali saranno sempre al MAN-Adria. A fare il punto sulla situazione, con le novità e qualche anticipazione sul programma, è la presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati”, Emanuela Finesso, in questo intervento per archeologiavocidalpassato.com.

“La prima edizione di Adrikà, nel 2025”, esordisce Emanuela Finesso, “è stata una scommessa, vinta. Siamo state coraggiose, io e la direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, quindi il Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” che si è proposto a una istituzione nazionale e che ha accettato questa idea di fare una rassegna che coniuga l’archeologia al cinema. Siamo state molto appassionate per questa iniziativa, ma abbiamo avuto effettivamente dei riscontri molto lusinghieri. Quasi 500 persone sono transitate in questo luogo che è il museo Archeologico di Adria, apprezzando i 13 film che abbiamo proiettato. Abbiamo avuto la presenza di registi importantissimi, giornalisti, esperti del settore. È stato molto gradito, per esempio, il duo Laura Noviello e Mario La Rosa, archeologi della musica, che hanno fatto vedere come si suonava nell’antichità, che strumenti e che suoni c’erano nell’antichità.

Il cinema-teatro Politeama di Adria (Ro) ospiterà le proiezioni di Adrikà 2026, la rassegna internazionale di cinema archeologico (foto regione veneto)

“E quest’anno – continua Finesso -, motivati da questa esperienza che abbiamo giudicato molto positiva, riproviamo. E portiamo tutte le proiezioni di Adrikà – è la grossa novità, la più importante dal punto di vista del cinema – al cinema teatro Politeama, restituito alla città un paio di anni fa, poi reso agibile. E adesso trasferiremo là le nostre proiezioni, che saranno sempre tante e autoriali, film di qualità, addirittura alcuni inediti che non hanno partecipato a nessun tipo di rassegna o concorso. E invece le conversazioni, gli incontri con gli esperti saranno fatti qui, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale. Ovviamente il programma è ancora in fase di definizione. Abbiamo qualche conferma, di altre aspettiamo con ansia. Per esempio abbiamo la presentazione di un libro dell’ex direttrice del museo nazionale Atestino di Este sulle donne del Veneto antico. Abbiamo un’archeologa del miele che verrà a parlarci dell’uso del miele nell’antichità, e abbineremo a questa sua relazione una degustazione, perché abbiamo molti mielicoltori e apicoltori, di cui il Polesine è ricco, e quindi faremo anche questa associazione “gustosa”.

Campagna 2024: la fornace (la “fornacetta” negli scavi 2023, ndr) e dell’area antistante nel sito protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

“Abbiamo anche eventi collaterali, sicuramente anche questi importanti. Il primo dei quali è l’escursione a Frattesina, nel comune di Fratta Polesine, dove andremo a visitare questo sito protostorico importantissimo per la lavorazione del vetro, tra i più antichi.

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di SAdria (Ro) (foto graziano tavan)

“E quindi noi vi aspettiamo tutti, coloro che sono interessati o anche semplicemente curiosi, al nostro festival. Saremo ad Adria l’11, 12 e 13 settembre 2026. L’inaugurazione venerdì 11 settembre, al pomeriggio. Ma con anteprime nel comune di Porto Viro il 9 settembre, e nel comune di Loreo il 10 settembre. Porto Viro per noi è importante quest’anno per l’Eracle di Contarina che è una piccola statua di bronzo molto preziosa che attualmente è esposta a Palazzo Ducale a Venezia nella mostra “Etruschi e Veneti”. Noi avremo qua la copia nel museo, ma la porteremo anche a Porto Viro, dove potrà essere vista da vicino e toccata anche, accompagnata dalla proiezione di un film. Mentre a Loreo, che è protagonista con Corte Cavanella dove è stata rinvenuta la barca cucita (da maggio 2026 esposta al museo Archeologico nazionale di Adria), parleremo appunto di navigazione con un esperto archeologo, faremo vedere il video di Restituzioni di Banca Intesa. E quindi Loreo – conclude Finesso – merita un posto di rilievo. E saremo lì appunto il 10 settembre”.