La villa dei Papiri di Ercolano rivive a Madrid

La ricostruzione della Villa dei Papiri a Ercolano

La ricostruzione della Villa dei Papiri a Ercolano

La ricostruzione virtuale alla Casa del Lector con in mostra un centinaio di reperti

Conoscere tecniche e scritture degli antichi, per capire e assimilare il lungo percorso della lettura fino ai nostri giorni. È l’ambizioso progetto che il direttore della Casa del Lector di Madrid ed ex ministro della Cultura, Cesar Antonio Molina, ha concepito nella mostra “La villa dei Papiri” aperta fino al 23 aprile 2014 nella prestigiosa sede della fondazione spagnola German Sanchez Ruipierez, all’interno della cittadella culturale dell’ex matadero (mattatoio) di Madrid.

Così, insieme a un centinaio di preziosi reperti archeologici provenienti dagli scavi di Ercolano  – dai papiri agli affreschi staccati -, per la prima volta sarà possibile “vedere” , ma sarebbe meglio dire “vivere”, la grandiosa  villa dei Papiri, paragonabile per importanza e fama alla villa dei Misteri di Pompei, come neppure la visita agli scavi archeologici di Ercolano può regalare (l’accesso al pubblico è limitato), grazie a una ricostruzione virtuale in 3D. In questo percorso culturale è stata fondamentale la collaborazione  con il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, la Biblioteca nazionale e il Museo archeologico nazionale di Napoli, che insieme alla Casa del Lector di Madrid hanno concepito la mostra.

Una biblioteca unica di duemila anni fa

Ma perché proprio la villa dei Papiri? Già la sua denominazione ce lo fa intuire. Correvano gli anni alla metà del XVIII sec., periodo importante perché segna l’inizio della ricerca archeologica nel senso moderno del termine. I Borboni avevano promosso le ricerche a Pompei, rimasta sepolta nel 79 d.C. dalla cenere dell’eruzione del Vesuvio che fissò come in un’istantanea – talora dai risvolti drammatici – la vita quotidiana di un ricco centro urbano di duemila anni fa. Nello stesso periodo grazie a pozzi  e cunicoli scavati a fatica in quasi trenta metri di lava solidificatasi nei secoli sull’antico porto romano, iniziarono le ricerche anche a Ercolano.

L'ingresso della Villa dei Papiri a Ercolano

L’ingresso della Villa dei Papiri a Ercolano

L’esplorazione della villa dei Papiri, scoperta casualmente qualche tempo prima grazie all’apertura di un pozzo, iniziò nel 1750, sotto la  direzione di Rocque de Alcubierre, presto affiancato da Kark Weber che negli anni successivi avrebbe realizzato le uniche piante dell’edificio antico. In pochi anni furono esplorati alcuni ambienti, riportati in pianta con precisione nel 1764 (un anno prima della chiusura delle ricerche per presenza di gas velenosi, ricerche che sarebbero state riprese soltanto nel 1980): proprio su quest’ultima pianta Jean Paul Getty, costruì a Malibù a grandezza naturale una riproduzione della villa, che prima fu la sua abitazione privata e poi divenne il famoso museo a lui dedicato. Tra il 1750 e il 1765 fu riportato alla luce un gran numero di sculture: a oggi ne conosciamo 58 in bronzo e  29 in marmo. Ma la scoperta che più scosse gli studiosi di tutto il mondo fu annotata sui diari il 19 ottobre 1752: dalle viscere della terra, da un ambiente vicino al peristilio che poi si sarebbe rivelato come la biblioteca, emersero 1826 rotoli di papiro carbonizzati, custoditi in alcune casse e avvolti in scorze di legno, alcuni dei quali andati perduti o perché originariamente creduti semplice pezzi di carbone o perché irrimediabilmente danneggiato durante la fase di srotolamento per effettuarne una possibile lettura. Quella trovata nel 1752 a Ercolano è finora l’unica biblioteca classica giunta fino a noi: una scoperta straordinaria che ovviamente diede il nome alla villa.

La mostra: dagli stili e calamai ai papiri

Statua in bronzo di Mercurio proveniente dalla Villa dei Papiri

Statua in bronzo di Mercurio proveniente dalla Villa dei Papiri

La mostra di Madrid, come detto, propone un approccio al tema della scrittura e della lettura all’epoca degli antichi romani, sia in ambiente pubblico sia privato. «Un’iniziativa senza precedenti» per la sua tematicità, che «unisce al grande rigore scientifico la spettacolarità e la finalità didattica», come ha sottolineato Nicola Oddati, curatore dell’esposizione assieme allo spagnolo Carlos Garcia Gual. Il percorso espositivo – realizzato con il contributo del Museo Archelogico Nacional di Madrid, la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, il Patrimonio Nacional e il Museo di Scienze Naturali Csic – è articolato in due parti.

La prima parte, “Lectura, Herculano, ’79”, fissa il modo di leggere e scrivere nell’antica Roma, attraverso gli strumenti artigianali originali usati – stilus, tavolette cerate, calamai – e soprattutto, i papiri custoditi dalla Biblioteca nazionale di Napoli, i rotoli impilati a triangolo sopravvissuti sotto montagne di cenere. Straordinarie testimonianze del passato, che rivivono nella spettacolare ricostruzione virtuale e degli ambienti fatta dal Mav, con installazioni multimediali e interattive ad hoc. “La grandezza e la bellezza della mostra parlano da sole: innovativa e coraggiosa”, ha osservato il direttore del Mav, Ciro Cacciola. “Il primo esempio in Europa che fonde e integra perfettamente archeologia e tecnologia. E ricostruisce virtualmente la villa, che nella realtà è visibile solo in parte”.

Frammento di papiro da Ercolano

Frammento di papiro da Ercolano

La seconda parte dell’esposizione, intitolata ‘Relecturas, Herculano, 1750’, è una rilettura del passato, dedicata agli scavi archeologici voluti da Carlo III e ai libri del VIII secolo – con due esposizioni bibliografiche – che comunicarono quelle scoperte all’intera Europa. È in questa sezione che è esposto l’unico papiro che si conserva integro, il celebre Papiro Lungo, di ben 3,40 metri, che “ha lasciato per la prima volta la Sala Giacinto Gigante della Biblioteca Nazionale di Napoli, seguendo meticolose norme di sicurezza”, come ha ricordato il direttore della Biblioteca nazionale, Mauro Giancaspro. Ma c’è anche la macchina per srotolare i papiri, ideata dall’abate Antonio Piaggio, anche questa alla sua prima “escursione” all’estero.

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4 risposte a “La villa dei Papiri di Ercolano rivive a Madrid”

  1. Alberto Castellani dice :

    Ciao Graziano congratulazioni vivissime per la tua iniziativa che sto leggendo con grande interesse. Ti manderò anche qualche mia nota nel caso potesse inserirsi nel tuo blog. Saluti Alberto Castellani

  2. Lucio Rosa dice :

    Ciao Graziano, ho visto, ho letto, ho apprezzato. Può darsi che ti invierò qualche cosa, se vuoi e se ti interessa.
    Licius Libicus

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