Archivio tag | villa San Marco

Parco archeologico di Pompei. Lunedì 3 maggio riaprono tutti i siti del territorio: la villa di Poppea, villa Regina, villa Arianna, villa S. Marco, il museo Archeologico “Libero D’Orsi”. Riapre anche il castello di Lettere. A Pompei tariffa ridotta nel pomeriggio

Affresco conservato al museo Archeologico “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto Francesco Squeglia)

Dopo Pompei Scavi, riaprono al pubblico dal 3 maggio 2021 gli altri siti archeologici del parco archeologico di Pompei: Villa Regina a Boscoreale, la Villa di Poppea a Oplontis, Villa Arianna e Villa San Marco a Stabiae,  il museo Archeologico “Libero D’Orsi” alla Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia e il Castello di Lettere. Le splendide ville archeologiche vesuviane consentono una conoscenza ampia della vita quotidiana, dell’organizzazione sociale e delle attività produttive in epoca romana.

La ricca decorazione parietale della villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

Dalla maestosa villa di Poppea  a Torre Annunziata, attribuita alla seconda moglie di Nerone, alla poco distante villa Regina di Boscoreale che costituisce un esempio ben conservato di fattoria rustica adibita alla produzione del vino, con i numerosi dolia interrati, usati per la conservazione del vino.

Un affresco parietale della villa Arianna a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Mentre sulla collina di Varano a Castellammare predominano le grandi Ville di Stabia,  esempi di dimore aristocratiche con affaccio panoramico sul golfo e i cui pregiati affreschi e suppellettili assieme a tanti altri provenienti da tutto il territorio dell’antica Stabiae sono esposti e conservati al Museo archeologico Libero D’Orsi, presso la Reggia di Quisisana.

Il castello e le aree archeologiche del castello di Lettere (foto parco archeologico di Lettere)

Riapre al pubblico anche il Castello di Lettere nel Comune omonimo, con il suo percorso museale che racconta attraverso l’esposizione di vasellame e armi, la vita nel castello in età medievale.

Il foro romano della città antica di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Pompei introduce, dal 3 maggio 2021, la novità di una tariffa ridotta a 10 euro per l’accesso pomeridiano a partire dalle 15.30. L’ ingresso pomeridiano consentirà un’ampia visita del sito, con riduzione d’accesso in alcune domus a partire dalle 16.  L’elenco degli edifici visitabili è consultabile sul sito www.pompeiisites.org. Si conferma il giorno di chiusura del lunedì fino al 6 giugno 2021, e l’apertura tutti i giorni a partire dal 7 giugno 2021 per tutto il periodo estivo, fino a nuova comunicazione.

Il Palazzo Reale di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico Pompei)

I siti periferici osserveranno il giorno di chiusura del martedì con accesso nei consueti orari estivi (9 – 19 con ultimo ingresso 17.30/ ultimo ingresso Reggia di Quisisana 18.30). I biglietti di ingresso ai siti saranno acquistabili sul sito www.ticketone.it, unico rivenditore online autorizzato o presso le biglietterie di piazza Anfiteatro e di piazza Esedra per Pompei o di Oplontis per la Villa di Poppea. Per tutti i siti, il sabato e la domenica la prenotazione per l’ingresso sarà possibile esclusivamente con acquisto on line sul sito www.ticketone.it, da effettuarsi almeno il giorno precedente alla visita, come da DPCM del 2 marzo 2021 art.14. Nei giorni infrasettimanali l’acquisto on-line è, invece, possibile anche nella stessa giornata fino a esaurimento disponibilità.

Villa Regina a Boscoreale (foto parco archeologico di Pompei)
pompei_Castello di Lettere_museo_allestimento_foto-parco-archeologico-di-pompei

L’allestimento museale all’interno del Castello di Lettere (foto parco archeologico di Pompei)

Costo dei biglietti. Pompei + Villa Regina (Boscoreale): dalle 9 alle 15.30: intero 16 euro, ridotto 2 euro, gratuità e riduzioni come da normativa; dalle 15.30: intero 10 euro, ridotto 2 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile on-line o presso le biglietterie di piazza Esedra e piazza Anfiteatro. Il costo della prevendita on-line, al momento, è in aggiunta solo sul biglietto ridotto di 2 euro. Oplontis + Villa Regina (Boscoreale): 5 euro + prevendita on-line 1.50 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile on-line o presso le biglietterie di Oplontis. Villa Regina (Boscoreale): 2 euro + prevendita on-line  1.50  euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it. Ville di Stabiae: ingresso gratuito. Per la prenotazione del fine settimana: 081.8575347. Reggia di Quisisana: 6 euro + prevendita on-line 1.50 euro, gratuità e riduzioni come da normativa. Acquisto possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it. Castello di Lettere: 2 euro biglietto unico. Accesso gratuito esibendo il biglietto di Pompei. Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con chiusura dalle 13.30 alle 14.30, ultimo ingresso alle 12 per la mattina/ alle 18 per il pomeriggio. Per prenotare per il fine settimana:  tel. 081.8575347, veritas.onlus@alice.it.

Si torna a visitare gli scavi di Pompei in sicurezza (foto parco archeologico di Pompei)

Per il sito di Pompei permangono le fasce orarie per il contingentamento dei visitatori secondo le seguenti modalità: al momento dell’acquisto on-line il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 500 persone, fino alle 13. Dopo le 13 l’ingresso consentito è per un massimo 300 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta e poi conservato per registrarlo sul tornello in uscita. È tollerato un ritardo di 10 minuti massimo rispetto all’orario della fascia oraria indicata, tanto per i visitatori quanto per le guide. Per i possessori della card Pompei365, la validità dell’abbonamento sarà prorogata per il numero di giorni corrispondenti a quelli di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria. Per il sito di Oplontis e le Ville di Stabia il contingentamento dei visitatori è di 40 persone massimo ogni 15 minuti. Per Villa Regina 15 persone ogni 30 minuti. Per la Reggia di Quisisana di 15 persone ogni 15 minuti. In ciascun sito i visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner. Resta obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e aperti a prescindere dalla distanza interpersonale. Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da SARS-COV 2 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica. La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata nei singoli siti. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori. 

Azioni di legalità anti abusi. Acquisito fabbricato accanto a Villa dei Misteri a Pompei e casolare vicino a Villa San Marco a Stabiae: ciò permetterà al parco archeologico di Pompei di valorizzare i due siti e di estendere gli scavi archeologici

Il casolare accanto alla villa dei Misteri acquisito allo Stato dall’ufficio Tutela del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

A Pompei l’acquisizione al patrimonio dello Stato dell’area antistante l’antico ingresso di Villa dei Misteri, e a Castellammare la presa in possesso dell’immobile rurale in prossimità della Villa San Marco, abusivamente occupato da anni: sono due importanti azioni di legalità portate a termine in questi mesi dall’ufficio Tutela del parco archeologico di Pompei. Entrambi gli interventi concludono complesse e annose vicende, che oltre a eliminare abusi sul territorio, consentiranno di avviare, anche grazie alla proficua collaborazione con la Procura di Torre Annunziata, una adeguata attività di valorizzazione dei siti e di tutela dell’aree circostanti.

pompei_scavi_logo

Il logo del parco archeologico di Pompei

Le attività svolte  si incardinano nella più ampia azione dell’ufficio Tutela del Patrimonio Culturale del Parco che, a seguito della riorganizzazione del ministero, con il Decreto Ministeriale n. 44 del 23 gennaio 2016, ha assunto, nel territorio circostante i siti archeologici di propria competenza (Pompei, Torre Annunziata (Oplontis), Scafati, Castellammare di Stabia, Poggiomarino e Torre del Greco), tutte le funzioni di tutela di competenza delle soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. A partire dalle zone più prossime ai siti archeologici, sono attualmente in corso altre attività finalizzate al contrasto all’abusivismo ed alla riqualificazione del territorio, tra le quali l’abbattimento dello Chalet Paradiso, un chiosco abusivo situato in un’area privata all’interno degli scavi di Pompei e la riacquisizione del suolo circostante, la rimozione della cartellonistica abusiva e nelle aree di tutela indiretta, la riqualificazione di piazza Esedra e la sistemazione delle aree su cui si esercita il commercio ambulante. Attività per la quale il Parco auspica di poter contare sulla collaborazione dell’Amministrazione comunale e degli altri enti territoriali coinvolti.

La posizione del fabbricato acquisito allo Stato rispetto alla Villa dei Misteri (foto parco archeologico di Pompei)

Il 19 febbraio 2021, con l’immissione in possesso da parte del Parco, è stata acquisita al patrimonio dello Stato l’area sovrastante l’antico ingresso di Villa dei Misteri, che ospita un vecchio casolare, ampliato abusivamente nel corso degli anni. L’operazione è stata assistita e supportata dall’Arma dei Carabinieri. L’acquisizione delle aree era stata intrapresa sin dal 2006 senza giungere a conclusione, poi ripresa nel 2017 con l’avvio della procedura espropriativa e finalmente ad oggi terminata. Il Parco potrà finalmente riqualificare l’area circostante l’antica Villa, che è patrimonio Unesco, rimuovendo gli abusi, perpetrati sin dal 1989 e contrastati invano, ed avrà la possibilità di estendere lo scavo archeologico, esplorando e mettendo in luce le sue relazioni con la città di Pompei e il territorio circostante.

Casolare sequestrato presso villa San Marco a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Allo stesso modo, il 4 gennaio 2021 a Stabia è stata effettuata la presa di possesso del fabbricato rurale e del terreno di pertinenza situati in località poggio di Varano a Castellammare di Stabia. In tal caso si tratta di un vecchio casolare, che ricade in prossimità del sito archeologico di Villa San Marco, al di sopra delle strutture archeologiche di pertinenza del ninfeo della villa romana nel sito dell’antica Stabiae, in un’area dichiarata di particolare interesse archeologico sin dal 1951. A seguito della compravendita di tali beni da parte di privati, avvenuta nel 1992, il parco archeologico di Pompei aveva esercitato la prelazione, ma la presa di possesso dei beni era stata ostacolata dall’occupazione abusiva da parte degli acquirenti. L’occupazione si è conclusa grazie all’emissione di un ordine di sgombero e dalla successiva immissione nel possesso dei beni che, pur essendosi svolta con il prezioso supporto delle forze di Polizia, non ha reso necessario il ricorso allo sgombero coatto. Nell’ottica della valorizzazione del sito archeologico di Stabia, l’obiettivo per il prossimo futuro è quello di prevedere un intervento capace di conciliare la conservazione e il riuso del fabbricato, e al contempo l’estensione degli scavi di Villa San Marco.

Pompei. L’allerta meteo fa saltare le visite serali del sabato a Pompei, Oplontis e Boscoreale previste per le Giornate europee del Patrimonio. Confermato il programma di domenica

La locandina della mostra “VENUSTAS. Grazia e bellezza a Pompei” alla Palestra Grande di Pompei dal 31 luglio 2020 al 31 gennaio 2021

L’allerta maltempo fa saltare le aperture serali di sabato 26 settembre 2020 nei siti di Pompei, Oplontis e Villa Regina a Boscoreale nell’ambito del programma delle Giornate europee del Patrimonio. L’apertura serale sarà riproposta in data da definirsi, che sarà appositamente comunicata sul sito www.pompeiisites.org. Sono comunque confermate le iniziative diurne di domenica 27 settembre 2020. Il tema delle Giornate Europee del Patrimonio del 2020 è “Imparare per la vita” e prende spunto da quello proposto dal Consiglio d’Europa “Heritage and Education – Learning for Life”, per richiamare i benefici che derivano dall’esperienza culturale e dalla trasmissione delle conoscenze nella moderna società. L’intento è quello di riflettere sul ruolo che la formazione ha avuto, e continua ad avere, nel passaggio di informazioni, conoscenze e competenze alle nuove generazioni, e sul valore che il sapere tradizionale può assumere in rapporto alle inedite sfide del presente e al crescente peso della moderna tecnologia. Programma eventi diurni. Orari e costi di accesso consueti. Pompei: apertura a Pompei con visite guidate dei funzionari del Parco e di alcuni professori o studenti delle missioni Universitarie impegnati in ricerche e missioni di scavo. Le università illustreranno le loro ricerche nei seguenti edifici: Praedia di Giulia Felice – università di Pisa (domenica mattina; domenica pomeriggio); Foro Triangolare – università di Napoli Federico II (domenica pomeriggio); Tempio di Apollo – università della Campania “Luigi Vanvitelli” (domenica mattina); i funzionari illustreranno alcuni interventi di restauro di edifici o giardini nelle seguenti aree: vigneto della Casa della Nave Europa (domenica pomeriggio); Casa dei Mosaici Geometrici (domenica mattina); Venustas (domenica pomeriggio). Per le modalità d’accesso delle persone con difficoltà motoria si invita a consultare il sito istituzionale del parco: www.pompeiisites.org. Stabia: visita guidata da parte della missione di scavo attualmente operativa sul sito. Villa San Marco (domenica mattina) – università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Oplontis: visita guidata domenica mattina. Ingresso per persone con difficoltà motoria, con accompagnatore. Boscoreale: Villa Regina: accoglienza alla visita, ingresso per persone con difficoltà motoria, con accompagnatore. L’acquisto dei biglietti e le misure di contingentamento come da ordinaria apertura. Info su www.pompeiisites.org.

Giornate europee del Patrimonio. Al parco archeologico di Pompei visite guidate con archeologi del parco e delle università con tappe nella città antica e nei siti esterni. Percorsi serali a 1 euro a Pompei, Villa di Poppea e Villa Regina

Il parco archeologico di Pompei partecipa anche quest’anno alle Giornate europee del Patrimonio 2020, indette sabato 26 e domenica 27 settembre 2020, in tutti i luoghi statali della cultura dal ministero per i Beni e le Attività culturali, con approfondimenti su campagne di scavo e interventi di restauro a Pompei, visite guidate a Stabia, Oplontis e a Villa Regina e percorsi serali illuminati al costo simbolico di 1 euro. Il tema delle Giornate europee del Patrimonio del 2020 è “Imparare per la vita” e prende spunto da quello proposto dal Consiglio d’Europa “Heritage and Education – Learning for Life”, per richiamare i benefici che derivano dall’esperienza culturale e dalla trasmissione delle conoscenze nella moderna società. L’intento è quello di riflettere sul ruolo che la formazione ha avuto, e continua ad avere, nel passaggio di informazioni, conoscenze e competenze alle nuove generazioni, e sul valore che il sapere tradizionale può assumere in rapporto alle inedite sfide del presente e al crescente peso della moderna tecnologia.

Il grande complesso dei Praedia di Giulia Felice a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre 2020 il parco archeologico di Pompei propone un itinerario con tappe nella città antica e nei siti esterni, incentrato sull’importanza della ricerca scientifica e della trasmissione di saperi, teorici e pratici, indispensabili per garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Alcune università illustreranno i progetti di ricerca in corso: ai Praedia di Giulia Felice – università di Pisa (sabato e domenica intera giornata); al Foro Triangolare – università degli Studi di Napoli Federico II (domenica pomeriggio); al Tempio di Apollo – università della Campania “Luigi Vanvitelli” (sabato mattina e domenica mattina). Mentre i professionisti del Parco presenteranno alcuni significativi interventi di restauro che hanno consentito il recupero di antichi complessi, restituendo gli originari contesti alla pubblica fruizione: vigneto della Casa della Nave Europa (domenica pomeriggio), giardino della Casa degli Amanti (sabato pomeriggio), Terme Centrali (sabato mattina), Casa dei Mosaici Geometrici (domenica mattina), Venustas (sabato mattina, domenica pomeriggio). Sabato 26 settembre 2020 inoltre, dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22 e al costo simbolico di 1 euro, sono in programma passeggiate notturne a Pompei, con il percorso di suoni e luci Enel Sole che consentirà di ammirare l’area monumentale del Foro con i suoi principali edifici, e visite guidate alla Villa di Poppea a Oplontis (Torre Annunziata) e a Villa Regina a Boscoreale. Gli ingressi sono scaglionati ogni mezz’ora con i seguenti turni: 20; 20.30; 21; 21.30; 22. A Pompei sarà consentito ingresso per massimo 300 persone per turno. Nei siti esterni si seguono i contingentamenti già previsti durante le fasce diurne.

Il rigoglioso giardino della Domus della Nave Europa, tra le novità della riapertura (foto parco archeologico di Pompei)

PROGRAMMA EVENTI DIURNI. Orari e costi di accesso consueti. Pompei: apertura a Pompei con visite guidate dei funzionari del Parco e di alcuni professori o studenti delle missioni Universitarie impegnati in ricerche e missioni di scavo. Le università illustreranno le loro ricerche nei seguenti edifici: Praedia di Giulia Felice – università di Pisa (sabato mattina, sabato pomeriggio; domenica mattina; domenica pomeriggio); Foro Triangolare – università di Napoli Federico II (domenica pomeriggio); Tempio di Apollo – università della Campania “Luigi Vanvitelli” (sabato mattina e domenica mattina); i funzionari illustreranno alcuni interventi di restauro di edifici o giardini nelle seguenti aree: vigneto della Casa della Nave Europa (domenica pomeriggio); giardino della Casa degli Amanti (sabato pomeriggio); Terme Centrali (sabato mattina); Casa dei Mosaici Geometrici (domenica mattina); Venustas (sabato mattina, domenica pomeriggio). Per le modalità d’accesso delle persone con difficoltà motoria si invita a consultare il sito istituzionale del parco: www.pompeiisites.org. Stabia: visita guidata da parte della missione di scavo attualmente operativa sul sito. Villa San Marco (sabato mattina e domenica mattina) – università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Oplontis: visita guidata sabato mattina e domenica mattina. Ingresso per persone con difficoltà motoria, con accompagnatore. Boscoreale: Villa Regina: accoglienza alla visita, ingresso per persone con difficoltà motoria, con accompagnatore. L’acquisto dei biglietti e le misure di contingentamento come da ordinaria apertura. Info su www.pompeiisites.org.

La suggestiva visione notturna dell’area monumentale del foto di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

PROGRAMMA EVENTI SERALI. Costo 1 euro. Dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso alle 22). Pompei: apertura serale dalle 20 alle 23 a Pompei con percorso Enel Sole. Ingresso da Porta Marina Superiore, uscita da piazza Esedra; acquisto biglietti: on-line su www.ticketone.it e presso la biglietteria di Porta Marina Superiore. Ingresso e uscita per persone con difficoltà motoria, garantiti con ascensore dell’Antiquarium. Oplontis: apertura serale dalla 20 alle 23 con visita guidata. Acquisto biglietti on-line su www.ticketone.it e presso la biglietteria di Oplontis. Ingresso per persone con difficoltà motoria, con accompagnatore. Boscoreale: Villa Regina: apertura serale dalle 20 alle 23 con accoglienza alla visita. Acquisto biglietti: on-line su www.ticketone.it  o biglietto acquistabile presso la biglietteria di Oplontis. Ingresso per persone con difficoltà motoria, con accompagnatore. Tariffe e prenotazioni: aosto biglietti 1 euro; ingressi scaglionati ogni mezz’ora con i seguenti turni: 20; 20.30; 21; 21.30; 22. Ultimo ingresso alle 22. A Pompei sarà consentito un ingresso a massimo 300 persone a turno. Nei siti esterni si seguono i contingentamenti già previsti durante le fasce diurne.

La Reggia di Quisisana ospiterà il museo Archeologico di Castellammare di Stabia: firmato l’Accordo di Valorizzazione tra il Parco Archeologico di Pompei e il Comune di Castellammare. Sarà un polo museale che integra il circuito archeologico delle ville romane stabiane

La reggia borbonica di Quisisana a Castellammare di Stabia ospiterà il nuovo museo Archeologico di Stabia

Firma della convenzione tra Gaetano Cimmino (sindaco) e Massimo Osanna (dg Pompei) per allestire il museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana (foto parco archeologico Pompei)

Il museo Archeologico di Castellammare di Stabia non è più solo un bel progetto da libro dei sogni. Nel luglio 2018, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Alla ricerca di Stabia” all’antiquarium di Pompei, il direttore generale di Pompei, Massimo Osanna, l’aveva anticipato: “È imminente la concessione d’uso della Reggia borbonica di Quisisana a Castellammare di Stabia alla soprintendenza per allestirvi un museo dedicato a Stabiae e un centro di ricerca sull’area che è considerata di grande interesse” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2018/08/05/alla-ricerca-di-stabia-allantiquarium-di-pompei-una-mostra-sulla-necropoli-di-s-maria-delle-grazie-e-del-santuario-dei-privati-anticipa-il-progetto-multidisciplinare-per-l/). Sono passati quasi quindici mesi e quel progetto è realtà: il Palazzo Reale di Quisisana ospiterà il museo Archeologico di Castellammare di Stabia. Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei, e Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, hanno firmato mercoledì 15 ottobre 2019 nella sala convegni del Palazzo Reale di Quisisana la convenzione per l’istituzione del museo Archeologico nelle stanze dell’ex residenza borbonica, una location di prestigio per ospitare i reperti dal territorio stabiano, tra cui gli affreschi romani e gli oggetti provenienti dalle ville di Stabiae in parte già ospitati nell’Antiquarium stabiano, chiuso dal 1997. I recenti restauri e la riqualificazione degli spazi hanno permesso di recuperare il corpo di fabbrica del Palazzo Reale di Quisisana, che si colloca sulle pendici del Monte Faito, restituendo una testimonianza storica destinata a ricevere una fruizione di alto livello culturale e istituzionale. È evidente che la realizzazione di un polo museale di eccellenza a Castellammare di Stabia integra l’offerta culturale e il circuito archeologico dell’antica Stabiae, in rete con Villa San Marco e Villa Arianna, due importanti esempi di ville romane aristocratiche sul pianoro di Varano.

Il direttore generale Massimo Osanna illustra i reperti stabiani in mostra all’antiquarium di Pompei (foto Graziano Tavan)

Il Palazzo Reale di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico Pompei)

La convenzione definisce le modalità operative con le quali le parti intendono gestire, ciascuno per propria competenza, l’uso degli spazi destinati alla fruizione dei visitatori e degli utenti. Il sito è di proprietà del Comune di Castellammare di Stabia che ne gestisce la fruizione; le funzioni di tutela sono di competenza del parco archeologico di Pompei. “L’approvazione dello schema di convenzione tra il parco archeologico di Pompei e il Comune di Castellammare di Stabia per la realizzazione del museo Archeologico nel Palazzo Reale di Quisisana è stato il primo provvedimento della nostra giunta”, ricorda soddisfatto il sindaco Gaetano Cimmino, “testimonianza evidente della rilevanza che questo progetto assume per la nostra Amministrazione e per l’intera Città di Castellammare di Stabia. Abbiamo chiesto di intitolare il museo al professor Libero D’Orsi, che alla guida del comitato per gli scavi avviò nel 1950 le attività di riesplorazione delle ville romane. E in sinergia con il parco archeologico di Pompei continueremo a dare impulso al percorso per la valorizzazione degli scavi di Stabia, simbolo della nostra storia e della nostra cultura”. E il dg Osanna: “Questa firma rappresenta un traguardo importante per Stabia e il suo ricco patrimonio culturale. Dopo le travagliate vicende, che hanno accompagnato il processo di completamento di questa convenzione, finalmente possiamo attivarci per dare un’appropriata collocazione ai numerosissimi reperti stabiani. Lavoreremo per allestire, quanto prima, un’ampia collezione permanente oltre a prevedere mostre temporanee, al fine di dare un nuovo impulso alla conoscenza di questo patrimonio straordinario e al turismo. In tal senso, la collaborazione con il Comune di Castellammare è di fondamentale importanza per un’azione ad ampio raggio di valorizzazione del territorio. L’intervento di tutela e salvaguardia delle strutture archeologiche, che è naturalmente una nostra priorità, non è da solo sufficiente per il rilancio turistico dell’area. È mia volontà lavorare assieme, anche per migliorare l’accessibilità e raggiungibilità delle Ville di Stabia”.

Dalla Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia l’occhio spazia fino al Vesuvio (foto parco archeologico Pompei)

Antefissa in terracotta con la testa di Ercole dal luogo di culto in località Privati a Stabia (foto Graziano Tavan)

La Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia, fu costruita nel XIII secolo dai sovrani angioini come luogo di villeggiatura e di cura, ma fu solo con gli interventi condotti da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790 che il palazzo assunse l’aspetto attuale. Il complesso, che rispecchiava l’idea del “palazzo di caccia e villeggiatura”, ha una struttura a elle così da godere da un lato di una splendida vista sul golfo e dall’altro di essere meglio collegato a Castellammare. Nel periodo seguente anche il parco venne riammodernato e ingrandito sui modelli del giardino all’inglese con grandi viali, scale, fontane e giochi d’acqua che sfruttavano scenograficamente sia la ricca vegetazione delle pendici del Faito che le sorgenti d’acqua. La fama del Palazzo era tale da attrarre moltissimi viaggiatori e personalità straniere a soggiornare nell’area e il suo splendore ci è testimoniato dagli acquerelli e dalle incisioni di Hackert e Dahl nonché dalle vedute della Scuola di Posilippo. Dopo alcuni decenni di abbandono, il palazzo è stato oggetto all’inizio del 2000 di un grande intervento di restauro terminato nel 2009 e che ha restituito l’antico splendore. Oggi il complesso è al centro di un grande progetto di valorizzazione sotto la direzione del parco archeologico di Pompei che mira a renderlo sede di un museo dedicato alle ricche ville romane di Castellammare di Stabia e dove saranno esposti i magnifici affreschi e i reperti attualmente conservati all’Antiquarium. Il palazzo ospiterà anche un grande deposito visitabile per far entrare il pubblico nel “cuore” del museo stesso e al contempo per ospitare i nuovi reperti delle ricerche scientifiche che sono state riavviate nel territorio.

Passeggiate notturne nei siti archeologici vesuviani: dopo Stabia, ora tocca a Pompei e Oplontis, infine Boscoreale

“Passeggiate notturne” al via agli scavi di Pompei: il Capitolium (foto parco archeologico di Pompei)

Venerdì e sabato visite guidate in notturna a villa San Marco di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Con agosto i siti archeologici vesuviani acquistano la notte un’atmosfera magica: è tempo di “Passeggiate notturne” tutti i venerdì e sabato, dalle 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso alle 22) agli scavi di Pompei, alla villa di Poppea a Oplontis, alla villa San Marco a Stabia, all’Antiquarium di Boscoreale. Di un appuntamento già sappiamo: sono le “Noctes Stabianae” alla villa San Marco a Stabia, iniziate il 16 agosto, e che proseguiranno fino al 21 settembre 2019: una passeggiata suggestiva a ingresso gratuito in una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq, posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/08/15/noctes-stabianae-per-sei-settimane-il-venerdi-e-il-sabato-passeggiate-notturne-gratuite-con-visite-guidate-alla-villa-san-marco-tra-le-piu-grandi-ville-romane-residenziali-dellarea-vesu/). Ora è la volta di Pompei e della villa di Poppea ad Oplontis, dal 23 agosto fino al 28 settembre 2019. L’ultimo appuntamento sarà con l’Antiquarium di Boscoreale, dal 6 settembre fino al 12 ottobre 2019.

Il foro romano di Pompei è al centro delle “Passeggiate notturne” (foto parco archeologico di Pompei)

A Pompei le passeggiate notturne interessano uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, attraverso un percorso di suoni e luci che ha inizio da porta Marina. Oltrepassate le Terme Suburbane, poco fuori la cinta muraria e l’accesso dalla via del mare, le grida e le attività di artigiani e lavoratori provenienti dalle botteghe di via marina (la bottega del panettiere e il negozio di Furius), i rumori e le chiacchiere della padrona di casa nella Domus di Trittolemo, i suoni e le voci che accompagnano e raccontano i ludi (giochi) in onore di Apollo nel Santuario omonimo, e ancora il ritmo dei tamburi e delle musiche delle sacre cerimonie di culto per Giove, al Capitolium (o Tempio di Giove), la confusione del Mercato (il Macellum) e le attività dei fulloni (i lavandai) presso l‘Edificio di Eumachia, scandiscono le tappe di questo viaggio nel passato. Dopo la Basilica, l’antico palazzo di Giustizia, l’itinerario si conclude, uscendo dal Tempio di Venere, con la visita all’ Antiquarium e ai reperti esposti nelle mostre in corso. Il costo delle passeggiate notturne a Pompei è di 5 euro. Ingresso di Porta Marina.

La villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

A Oplontis le visite serali alla Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone, e all’Antiquarium di Boscoreale, con i suoi numerosi reperti, testimonianza della vita e dell’ ambiente dell’epoca romana nell’agro Vesuviano, hanno il costo di 2 euro.

Noctes Stabianae: per sei settimane – il venerdì e il sabato – passeggiate notturne gratuite con visite guidate alla Villa San Marco, tra le più grandi ville romane residenziali dell’area vesuviana

Villa San Marco a Stabia di notte (foto parco archeologico di Pompei)

“Noctes Stabianae”: la locandina

Villa San Marco a Stabia è una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq, posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia, villa nella quale si fondono le caratteristiche della domus di città e dell’abitazione di villeggiatura. Da venerdì 16 agosto 2019, tutti i venerdì e sabato fino al 21 settembre 2019, con ingresso gratuito al via le passeggiate notturne con un suggestivo percorso tra gli ambienti della villa. Sono le “Noctes Stabianae”: dalle 20.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22) sarà possibile visitare la Villa San Marco, appositamente illuminata. L’iniziativa fa parte delle aperture serali promosse dal ministero per i Beni e le attività culturali, nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2019. Per la fine di agosto e settembre i percorsi notturni interesseranno anche gli altri siti vesuviani del parco archeologico di Pompei.

Venerdì e sabato visite guidate in notturna a villa San Marco di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

La Villa San Marco – come si legge sul sito della fondazione Ras (Restoring Ancient Stabiae foundation) -, che prende il nome da una cappella che sorgeva nei suoi pressi nel 1700, si distende sull’area nord-orientale della collina di Varano, a circa 50 metri sul livello del mare. Fu la prima villa ad essere esplorata in età borbonica negli anni compresi tra il 1750 e il 1754, quindi, spogliata degli affreschi e delle suppellettili meglio conservati, fu riseppellita dopo che le sue strutture furono rilevate dall’ingegnere Karl Weber. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. nella villa erano in corso lavori di restauro dovuti ai danni causati dal terremoto del 62 d.C. e, più probabilmente ai fenomeni sismici che precedettero l’eruzione. La superficie globale del complesso è di 11mila mq., di cui 6mila in luce e si presenta articolata in cinque nuclei: quartiere del vestibolo e dell’atrio con annesso quartiere di servizio, quartiere termale, area del peristilio, area del loggiato superiore, ingresso monumentale sul decumano (attualmente interrato).

Le suggestive atmosfere degli ambienti di villa San Marco a Stabia illuminati la notte (foto parco archeologico Pompei)

L’ingresso della villa immette nell’atrio, dove il tetto aperto è sorretto da quattro colonne ioniche: su di esso si aprono il larario, l’altare della casa in onore dei Lari, che aveva un ruolo centrale nella vita delle famiglie romane, quattro cubicola ovvero le stanze da letto delle persone che vivevano effettivamente nella villa e una scaletta che conduce al piano superiore, probabilmente destinato ad ambienti servili. Il suo primo ingresso, noto grazie ai rilievi eseguiti dal Weber, consisteva in un ampio cortile circondato su tre lati da un porticato formato da pilastri. Dal lato occidentale si accedeva al tablino mentre sul lato meridionale si aprivano una serie di ambienti, tutti di dimensioni simili, molto limitate, forse utilizzati come celle o magazzini. Nell’angolo sud-occidentale del porticato c’era un unico grande ambiente al cui interno sembrerebbe essere stato ricavato un piccolo stanzino. Dall’atrio si accede alla cucina e a un ampio corridoio con larghe finestre che danno su un piccolo giardino triangolare, viridarium, che conduce al quartiere termale, la zona più privata della casa. Quest’ultimo, di notevoli dimensioni comprende il frigidarium, per i bagni in acqua fredda, il calidarium, destinato ai bagni in acqua calda e ai bagni di vapore e il tepidarium, per i bagni in acqua tiepida. L’intera superficie era coperta da cemento impermeabile all’acqua ed era riscaldata da una caldaia disposta al centro la quale veniva continuamente rifornita di legna dagli schiavi. Un bagno caldo nella propria villa era uno degli strumenti di cui il padrone potesse disporre per impressionare i clientes; esso aveva un sistema di porte doppie per trattenere l’aria calda all’interno e tenere fuori l’aria fredda. Accanto al frigidarium e al calidarium c’erano la palestra interna coperta e il tepidarium, il cui pavimento era sostenuto da suspensurae, ovvero pilastrini di sostegno, per il passaggio dell’aria calda.

L’ampio giardino porticato di villa San Marco a Stabia, ombreggiato da quattro file di platani che ripetono la posizione di originari platani antichi (foto parco archeologico di Pompei)

Da qui si accede alla parte più spettacolare della villa, un ampio giardino porticato ombreggiato da quattro file di platani che ripetono la posizione di originari platani antichi ed una piscina centrale lunga circa 30 metri. Sui tre lati del giardino vi è un portico colonnato, le cui pareti sono decorate da un alto zoccolo nero con al di sopra piccoli riquadri di ville marittime e scene di giardini segreti, molti dei quali sono stati staccati nel XVIII secolo dai Borbone. In fondo al peristilio si trovano alcuni ambienti di soggiorno, splendidamente affrescati e aperti con larghe finestre. Un’incredibile caratteristica di questa villa è che, dopo l’atrium, non ci sono stanze da letto private: era una sorta di parco di divertimenti, attrezzata con giardini, piscine e tantissime stanze splendidamente decorate per conversare e riposare. L’ultimo settore della villa è costituito da un ampio peristilio: un grande giardino con vista sul mare, circondato da un portico decorato con alcuni tra gli affreschi più belli fra quelli conosciuti del tempo dei Romani. Le pareti oggi conservano in situ poche tracce dell’originale decorazione, perché la maggior parte degli affreschi è stata spostata nei depositi dell’Antiquarium Stabiano. Se il tema principale delle pareti era rappresentato dall’amore, il soffitto invece era decorato in maniera particolarmente complessa, articolata e ricca: una serie di grandi quadri mitologici erano incorniciati da ricchissime fasce, al cui interno trovavano posto motivi floreali, motivi architettonici e fantastici. La villa, in origine, era collegata all’impianto urbano attraverso un ingresso monumentale che si affacciava sul decumano, scavato nel Settecento rilevato e interrato. Attualmente la possibilità di riportare in luce parte di questo settore costituisce un elemento fondamentale per una definitiva riorganizzazione dell’area archeologica.

“Alla ricerca di Stabia”: all’Antiquarium di Pompei una mostra sulla necropoli di Madonna delle Grazie e del santuario dei Privati anticipa il progetto multidisciplinare per lo studio, la riscoperta e la valorizzazione dell’antica Stabiae. Con l’antiquarium stabiano chiuso da anni, il nuovo museo di Stabia sarà nella reggia borbonica di Quisisana

Il manifesto che annuncia la mostra “Alla scoperta di Stabia” all’antiquarium di Pompei (foto Graziano Tavan)

Il team di archeologi della soprintendenza di Pompei tra i direttori generali Osanna (a sinistra) e Cipolletta (a destra) (foto Graziano Tavan)

Focus sull’antica Stabiae. Era ora, sarebbe quasi il caso di dire. E lo ha fatto ben capire e trasparire dalle sue parole Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei, nel presentare la mostra “Alla ricerca di Stabia”, aperta all’Antiquarium di Pompei fino al 31 gennaio 2019: un percorso di conoscenza della storia dell’antica Stabiae attraverso le testimonianze lasciateci dai ritrovamenti nella necropoli di Madonna delle Grazie, con le sue numerose sepolture, e nel santuario extraurbano in località Privati connesso, come rivelano i reperti votivi rinvenuti, al mondo femminile, alla protezione della fertilità e delle nascite. “Di solito”, esordisce Osanna, “le mostre archeologiche rappresentano il punto di arrivo di un progetto di ricerca archeologica. Stavolta, invece, vogliamo portare l’attenzione sulle necropoli di Stabiae, che raccontano la storia di una comunità aperta ai contatti con il Mediterraneo. La diversità dei materiali raccolti racconta un mondo fatto di mobilità, di migrazioni, di contatto tra culture, una cultura fatta di recezioni, di stimoli che vengono da aree culturali diverse. Questa mostra porta luce su un luogo troppo a lungo dimenticato che è l’antiquarium Stabiano, che è stato un luogo glorioso negli anni Sessanta per i materiali straordinari che conteneva, poi chiuso per problemi di agibilità dell’edificio. Così l’Antiquarium Stabiano è diventato il contenitore inadeguato di materiale non più fruibile da parte del pubblico”.

La reggia borbonica di Quisisana a Castellammare di Stabia ospiterà il nuovo museo nazionale di Stabia

Un grande ambiente affrescato di villa Arianna, la più antica villa d’otium di Stabiae

Un progetto scientifico e di valorizzazione ambizioso per l’antica Stabiae. “Di Stabiae si sa pochissimo”, ammette Osanna. “È per questo che abbiamo messo insieme un programma di ricerca a tappeto su tutto il territorio di Stabia e capire la nascita e lo sviluppo di questo insediamento e arrivare a una conoscenza da aprire alla comunità del territorio e ai visitatori. A seguire il progetto è stato chiamato un gruppo cui fanno parte l’università di Salerno, l’università di Napoli Federico II, l’università di Bologna e la Columbia University”. E ancor prima del “taglio del nastro”, è stato proprio il soprintendente, affiancato dal direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, a dare la prima importante notizia: “È imminente la concessione d’uso della Reggia borbonica di Quisisana a Castellammare di Stabia alla soprintendenza per allestirvi un museo dedicato a Stabiae e un centro di ricerca sull’area che è considerata di grande interesse”. L’antico ager stabianus è infatti finora noto per la diffusione, tra la conquista sillana dell’89 a.C. e l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., di ville residenziali e produttive, come sottolineava già all’epoca Plinio il Vecchio: insediamenti richiamati dai terreni favorevoli alla coltura della vite e dell’olivo, e un retroterra montuoso adatto all’allevamento del bestiame per la produzione di lana, latte e derivati. Le residenze di lusso furono edificate sul pianoro di Varano, in posizione panoramica sul mare: ville di grandi dimensioni, spesso su più livelli. Pensiamo alla villa Arianna e al cosiddetto Secondo Complesso, oggi visitabili; la villa del Pastore, attualmente interrata; e la villa San Marco, aperta al pubblico. Sui terrazzamenti collinari dei monti Lattari stavano invece le ville rustiche: le ricerche della soprintendenza archeologica di Pompei negli ultimi anni ne ha individuato una cinquantina.

Il direttore generale Massimo Osanna illustra i reperti in mostra all’antiquarium di Pompei (foto Graziano Tavan)

Quindi a Pompei una mostra per fare il punto sulle ricerche a Stabia con un focus su due contesti di grande importanza per la ricostruzione delle dinamiche insediative del territorio stabiano e per le sue vicende storiche in epoca preromana. La necropoli di Madonna delle Grazie, con circa 300 tombe distribuite su un’area di circa 15mila mq, datate tra la seconda metà del VII sec. a.C. e la fine del III sec. a.C., testimonia della più antica occupazione stabile del territorio e rappresenta dunque una fonte preziosa di informazione sugli abitanti degli antichi centri che circondavano Pompei. Il luogo di culto in località Privati documenta invece un aspetto inedito della storia di Stabiae e cioè la presenza di un santuario extra-urbano nella seconda metà del IV sec. a.C.
La necropoli di Madonna delle Grazie si trova in una zona pianeggiante lungo la moderna statale Stabia-Nocera, in un’area che oggi costituisce la periferia orientale di Castellammare di Stabia. Le indagini condotte tra il 1959 e il 1989 hanno restituito circa 300 sepolture che indicano un utilizzo ininterrotto della necropoli tra la seconda metà del VII sec. a.C. e la fine del III sec. a.C. Tombe a fossa, a cassa litica o coperte con tegole sono le principali tipologie di sepolture attestate Nei corredi troviamo oggetti legati al banchetto, tra cui vasi utilizzati per il consumo di bevande come il vino (coppe, brocche, anforette) e strumenti impiegati nella preparazione dei cibi (coltelli e alari per la cottura delle carni); fibule, anellini, bracciali e collane sono invece elementi distintivi dell’abbigliamento e dell’ornamento.

Corredi funerari in mostra a Pompei dalla necropoli di Madonna delle Grazie a Stabia (foto Graziano Tavan)

“Gli oggetti in mostra delineano l’identità del defunto e attestano l’adozione di forme di consumo del vino legate al mondo greco ed etrusco”, spiegano gli archeologi. “I reperti testimoniano, inoltre, la presenza in Campania di nuove genti come gli Etruschi che, tra la fine del VII e gli inizi del VI sec. a.C., innescano profonde trasformazioni negli assetti territoriali e nelle dinamiche insediative. In questo periodo, sollecitati anche dall’arrivo di genti straniere, le popolazioni locali delle aree più interne della piana del Sarno e dei Monti Lattari si spinsero infatti fino al golfo di Napoli e si aprirono a nuovi contatti. La necropoli di Madonna delle Grazie ci racconta questa complessa fase di trasformazione”. E continuano: “Una comunità aperta ai contatti con genti straniere tra il VII e il V sec. a.C. consolida la propria presenza nel territorio stabiano e seppellisce i propri morti proprio nella necropoli di Santa Maria delle Grazie. Nelle tombe troviamo i segni di queste molteplici relazioni: diverse tipologie di ceramiche, tra cui vasi di impasto legati alla tradizione locale, forme in bucchero caratteristiche del mondo etrusco e importazioni greche”. Tra la metà del V e la metà del IV sec. a.C. l’arrivo di popolazioni sannitiche in Magna Grecia porta profonde trasformazioni sociali e negli insediamenti. “Segni di cambiamento si osservano anche a Stabia: nella necropoli di Madonna delle Grazie aumenta il numero delle tombe e cambia la tipologia delle ceramiche nei corredi, costituiti ora soprattutto da vasi privi di decorazione, ceramiche a vernice nera e più raramente vasi a figure rosse”.

Antefissa in terracotta con la testa di Ercole dal luogo di culto in località Privati a Stabia (foto Graziano Tavan)

Di grande interesse, quanto poco conosciuto, il luogo di culto in località Privati. Il deposito votivo, su una terrazza dei Monti Lattari digradante panoramicamente verso il golfo di Stabiae, segnava anticamente il confine meridionale del territorio stabiano, in una strategica posizione di controllo del percorso che collegava la valle del Sarno e l’area sorrentino-amalfitana. Il santuario, a partire dal IV sec. a.C., era probabilmente legato alla sfera femminile e alla protezione della fertilità e delle nascite, come indicano le terrecotte con immagini femminili, di bambini: tante offerte votive ed ex voto, anche con ossa animali.

Deposito di ex voto e materiale votivo da una fossa al centro della terrazza del luogo di culto in località Privati di Stabia (foto Graziano Tavan)

Al centro della terrazza gli archeologi hanno individuato una grande fossa con materiale votivo, spesso frammentato intenzionalmente prima di essere depositato, frammisto a terreno bruciato e a offerte di ossa animali. “Gli ex voto”, spiegano, “vennero gettati probabilmente per far posto a nuove offerte in occasione di un rifacimento del santuario tra II e I sec. a.C.”. Tra i votivo predomina la ceramica, con forme legate all’uso rituale dell’acqua e all’offerta di liquidi. “Alcuni tipi di statuine, come la figura di Atena con berretto frigio e le antefisse con Atena ed Eracle inseriscono il santuario di Privati in una rete di luoghi di culto che costellavano la penisola sorrentina dal Tempio Dorico di Pompei all’Athenaion di Punta della Campanella.