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Creme, trucchi, bagni di profumo, specchi per ammirarsi, ornamenti per abiti e gioielli, amuleti, statuette e preziosi dedicati agli dei: apre alla Palestra grande di Pompei la mostra “VENUSTAS. Grazia e bellezza a Pompei”

La locandina della mostra “VENUSTAS. Grazia e bellezza a Pompei” alla Palestra Grande di Pompei dal 31 luglio 2020 al 30 gennaio 2021

Creme, trucchi, bagni di profumo, specchi per ammirarsi, ornamenti per abiti e gioielli, amuleti, statuette e preziosi dedicati agli dei. Oggetti di vezzo e di moda per inseguire un’ideale di perfezione e bellezza. Oggi come nell’antichità. VENUSTAS in una sola parola. Ovvero la “bellezza, la grazia, l’eleganza, il fascino”. Il termine latino riassume perfettamente questi ideali ricercati e ambiti, in particolare dal mondo femminile in ogni epoca, e dà nome alla ricca esposizione che apre al pubblico alla Palestra grande (portico orientale) degli scavi di Pompei, il 31 luglio 2020 fino al 30 gennaio 2021 (inaugurazione giovedì 30 luglio 2020, alle 12).

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L’allestimento della mostra “VENUSTAS. Grazia e bellezza a Pompei” alla Palestra Grande di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Un’immersione in quelli che erano i canoni e i gusti estetici delle popolazioni dell’area vesuviana in epoche antiche (dall’ VIII/VII sec a. C. al I sec. d. C.), sulla base dei reperti, circa 300, rinvenuti nei vari siti del Parco Archeologico di Pompei: il villaggio protostorico di Poggiomarino, le necropoli protostoriche di Striano e quella di Età Arcaica di Stabia, i santuari di Pompei e di Stabia, le ville di Oplontis e Terzigno, ed infine l’abitato dell’antica Pompei ed il suo circondario. Uno sguardo a un aspetto della vita quotidiana delle epoche passate, quello della bellezza e della gioia di vivere, interrotta con violenza dalla furia del Vesuvio.

La Casa degli Amanti di Pompei con il peristilio del secondo piano ancora integro (foto parco archeologico di Pompei)

Con l’occasione e in linea con il tema della mostra, si inserisce negli itinerari unidirezionali di visita previsti dal Parco, anche la casa degli Amanti, che prende nome dal verso inciso in un quadretto, rinvenuto nel portico del giardino: Amantes, ut apes, vitam melitam exigunt (Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele). La Domus era stata aperta al pubblico lo scorso novembre dopo gli interventi di messa in sicurezza (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/03/15/iorestoacasa-il-parco-archeologico-di-pompei-e-chiuso-ma-a-fine-emergenza-covid-19-si-potranno-ammirare-tre-nuove-domus-casa-degli-amanti-casa-della-nave-europa-casa-del-frutteto-riaperte-al-pu/). Al fine di consentirne la visita, nel pieno rispetto delle misure previste dalla attuale normativa sanitaria, l’accesso alla Domus è stato adeguato, prevedendo un  ingresso e un’uscita separati.

Novità per gli accessi al parco archeologico di Pompei. Parte l’APP MY POMPEII per una visita in tutta sicurezza. A Oplontis apre la Villa di Poppea con ingressi contingentati

Il foro romano della città antica di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Novità per l’accesso al parco archeologico di Pompei. Da mercoledì 8 luglio 2020 il sito di Pompei si prepara ad accogliere i visitatori con alcune nuove modalità finalizzate a migliorare la fruizione e la visita all’area archeologica. Sarà possibile accedere e uscire da tutti e 3 i varchi di Porta Marina, Piazza Esedra e Piazza Anfiteatro. Permangono le modalità di acquisto on-line sul sito http://www.ticketone.it, unico rivenditore autorizzato del Parco, mentre sarà possibile l’acquisto in contanti presso la biglietteria di Piazza Esedra, dove sarà garantito anche l’accesso ai possessori del biglietto gratuito e ridotto Artecard.

Mappa del sito di Pompei con ingresso e percorso dell’Itinerario n° 2 dal 9 giugno 2020

Mappa del sito di Pompei con ingresso e percorso dell’Itinerario n° 1 dal 9 giugno 2020

La visita al sito prevedrà sempre i due itinerari unidirezionali appositamente segnalati, con partenza da Porta Marina e da Piazza Anfiteatro, ma con possibilità di immettersi su uno dei due percorsi anche da Piazza Esedra. Resta il contingentamento del numero dei visitatori (150 ogni 15 minuti) e la doppia fascia tariffaria con biglietto ribassato per gli ingressi pomeridiani: dalle 9 alle 16.30, biglietto al costo di 16 euro (14.50 euro più prevendita 1.50 euro con l’acquisto on-line); dalle 16.30 alle 17.30, biglietto al costo di 11.50 euro (10 euro più prevendita 1.50 euro con l’acquisto on-line). Gratuità e riduzioni come da normativa. Presso l’ingresso di Piazza Anfiteatro e Porta Marina sarà possibile richiedere un servizio visite guidate, dalle 9 alle 13. Per i gruppi accompagnati da guide turistiche è consentito un numero massimo di 10 persone; per i gruppi, dotati di auricolari/whisper usa e getta, il limite massimo è di 25 persone.

Il dromos di ingresso all’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Per garantire una visita in tutta sicurezza, è consigliata la nuova applicazione MY POMPEII. L’app, disponibile sugli store ufficiali Apple App Store e Google Play Store, una volta scaricata consentirà di scansionare il QR code presente sul biglietto (acquistato tramite la piattaforma on-line TicketOne o presso la biglietteria di Piazza esedra) ed iniziare il tour all’interno del sito. Sarà possibile visualizzare su una mappa in real time il numero di persone presenti lungo il percorso. La mappa indicherà in modo intuitivo se, in alcuni momenti della visita, è presente un numero eccesivo di visitatori. All’interno della mappa sarà inoltre possibile visualizzare tutti i punti di interesse, arricchiti di approfondimenti, e tutte le strutture a supporto (guardia medica, servizi igienici e punti di ristoro).

Turisti contingentati nelal visita di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Nel pieno rispetto della normativa sanitaria i visitatori saranno sottoposti a misurazione della temperatura con termoscanner e saranno tenuti a rispettare la distanza fisica di 1 m all’aperto e 1,50 al chiuso, nel sito e al suo esterno. L’uso della mascherina resta obbligatoria in luoghi chiusi e spazi affollati e raccomandata all’esterno. Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da COVID-19 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica. La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata dal Parco. Sono garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori.

La ricca decorazione parietale della villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

Villa di Poppea a Oplontis. Riapre al pubblico anche la maestosa Villa di Poppea dopo alcuni lavori di sistemazione e miglioramento del percorso di visita. L’accesso, dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso possibile alle 17.30 avverrà in modo contingentato per fasce orarie, per massimo 40 visitatori ogni 15 minuti. Il sito rimarrà chiuso il martedì. Il costo del biglietto, acquistabile esclusivamente on line su http://www.ticketone.it , sarà di 7 euro (+ 1 euro di prevendita on-line). Lo stesso biglietto consentirà l’accesso a Villa Regina a Boscoreale. Per il solo sito di Villa Regina di Boscoreale è possibile anche l’acquisto singolo on-line su http://www.ticketone.it al costo di 2 euro (+ 1 euro di prevendita on-line). L’ingresso alle Ville di Stabia è gratuito.

Passeggiate notturne nei siti archeologici vesuviani: dopo Stabia, ora tocca a Pompei e Oplontis, infine Boscoreale

“Passeggiate notturne” al via agli scavi di Pompei: il Capitolium (foto parco archeologico di Pompei)

Venerdì e sabato visite guidate in notturna a villa San Marco di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Con agosto i siti archeologici vesuviani acquistano la notte un’atmosfera magica: è tempo di “Passeggiate notturne” tutti i venerdì e sabato, dalle 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso alle 22) agli scavi di Pompei, alla villa di Poppea a Oplontis, alla villa San Marco a Stabia, all’Antiquarium di Boscoreale. Di un appuntamento già sappiamo: sono le “Noctes Stabianae” alla villa San Marco a Stabia, iniziate il 16 agosto, e che proseguiranno fino al 21 settembre 2019: una passeggiata suggestiva a ingresso gratuito in una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq, posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/08/15/noctes-stabianae-per-sei-settimane-il-venerdi-e-il-sabato-passeggiate-notturne-gratuite-con-visite-guidate-alla-villa-san-marco-tra-le-piu-grandi-ville-romane-residenziali-dellarea-vesu/). Ora è la volta di Pompei e della villa di Poppea ad Oplontis, dal 23 agosto fino al 28 settembre 2019. L’ultimo appuntamento sarà con l’Antiquarium di Boscoreale, dal 6 settembre fino al 12 ottobre 2019.

Il foro romano di Pompei è al centro delle “Passeggiate notturne” (foto parco archeologico di Pompei)

A Pompei le passeggiate notturne interessano uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, attraverso un percorso di suoni e luci che ha inizio da porta Marina. Oltrepassate le Terme Suburbane, poco fuori la cinta muraria e l’accesso dalla via del mare, le grida e le attività di artigiani e lavoratori provenienti dalle botteghe di via marina (la bottega del panettiere e il negozio di Furius), i rumori e le chiacchiere della padrona di casa nella Domus di Trittolemo, i suoni e le voci che accompagnano e raccontano i ludi (giochi) in onore di Apollo nel Santuario omonimo, e ancora il ritmo dei tamburi e delle musiche delle sacre cerimonie di culto per Giove, al Capitolium (o Tempio di Giove), la confusione del Mercato (il Macellum) e le attività dei fulloni (i lavandai) presso l‘Edificio di Eumachia, scandiscono le tappe di questo viaggio nel passato. Dopo la Basilica, l’antico palazzo di Giustizia, l’itinerario si conclude, uscendo dal Tempio di Venere, con la visita all’ Antiquarium e ai reperti esposti nelle mostre in corso. Il costo delle passeggiate notturne a Pompei è di 5 euro. Ingresso di Porta Marina.

La villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)

A Oplontis le visite serali alla Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone, e all’Antiquarium di Boscoreale, con i suoi numerosi reperti, testimonianza della vita e dell’ ambiente dell’epoca romana nell’agro Vesuviano, hanno il costo di 2 euro.

Oplontis (Torre Annunziata): “Nerone e le Imperatrici”, visita spettacolarizzata alla Villa di Poppea. Musica, danza e performance per raccontare gli amori di Nerone

La villa di Poppea a Oplontis (Torre Annunziata) illuminata per le visite in notturna

Due week end con Nerone nella villa di Poppea a Oplontis (Torre Annunziata). Quattro serate evento agli scavi di Oplontis a Torre Annunziata, nella Villa di Poppea, seconda moglie dell’Imperatore Nerone. Il progetto, finanziato dalla Regione Campania e curato dalla SCABEC in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei e il Comune di Torre Annunziata, propone per le prime due settimane di ottobre un appuntamento speciale, con la visita nella villa Imperiale illuminata e “animata” dallo spettacolo prodotto da Casa del Contemporaneo / Le Nuvole dal titolo “Nerone e le Imperatrici”, con testo e regia di Rosario Sparno. Lo spettacolo porterà i visitatori alla scoperta di uno dei siti più affascinanti e preziosi dell’area archeologica vesuviana, con musica, danza e recitazione, alla scoperta di storie e miti di duemila anni fa. Il percorso si apre con una breve introduzione al sito e alla sua storia, per poi svilupparsi all’interno della Villa con gli attori che si muoveranno seguiti dal pubblico nelle antiche stanze e nei giardini, fino alla suggestiva piscina. Le visite serali spettacolarizzate ad Oplontis si tengono il 5/6/12/13 ottobre 2018 con tre turni a sera a partire dalle 19.45. Costo del biglietto 12 euro. È possibile acquistare i biglietti online sul sito di Ticketone oppure prenotare la propria partecipazione al numero 800 600 601 – da cellulari e estero +39 081 19737256, formalizzando l’acquisto la sera dell’evento. È consigliabile recarsi al sito 15 minuti prima del proprio turno di visita. La villa di Poppea, inserita tra i beni che l’UNESCO ha definito “Patrimonio dell’Umanità”, è una grandiosa costruzione residenziale della metà del I secolo a.C., ampliata in età imperiale e attribuita a Poppaea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone. Con la direzione di Imma Bergamasco, il sito di Oplontis fa parte del Parco Archeologico di Pompei.

Lo spettacolo “Nerone e le imperatrici” alla villa di Poppea a Oplontis (Torre Annunziata)

Nerone e le imperatrici. “Intendo parlare di Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico. Nerone. Semplicemente. Non intendo l’assassino. L’ incendiario. Non intendo il politico. Intendo l’uomo Nerone. L’uomo che ama. Come un bambino. L’uomo che si incollerisce. Per un niente”. Nella splendida Villa Imperiale di Oplontis si aggira Poppea Sabina seconda adorata moglie dell’imperatore Nerone. Si suppone che la Villa di Oplontis sia appartenuta a lei. Il suo volto si nasconde dagli occhi indiscreti che voglio sapere la verità, che vogliono ascoltare una storia dimenticata. Mai raccontata. Lo spettacolo è una produzione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole. Testo e regia Rosario Sparno; con Raffaele Ausiello, Chiara di Girolamo, Leonardo Guadagno, Marianita Carfora, Antonella Romano; danzatori Sara Lupoli, Loris De Luna, Antonio Nicastro, Francesco Russo; musica dal vivo Cristiano della Monica, Massimiliano Sacchi. Coreografo Antonello Tudisco; costumi Alessandra Gaudioso; disegno luci Enrico de Capoa e Gaetano di Maso, musiche originali di Massimiliano Sacchi. Assistente costumista Federica Gatto; assistenti tecnici Mario Plaitano, Dario Ragano, Mauro Varchetta.

Fine settimana magici nei siti archeologici vesuviani: per due mesi passeggiate notturne con percorsi illuminati a Pompei, Oplontis, Antiquarium di Boscoreale e, per la prima volta, villa San Marco di Stabia

Le magiche atmosfere di Pompei illuminata di notte

La notte rende magico il mondo antico. Le luci danno forza e spessore a ogni particolare, dalle colonne ai capitelli, e imponenza e volume a ogni monumento, dai templi ai palazzi alle terme. E se questo vale per la maggior parte dei siti archeologici, lo è ancora di più per i siti archeologici vesuviani: dal 27 luglio al 28 settembre 2018, Pompei, Oplontis, Antiquarium di Boscoreale, e per la prima volta la Villa S. Marco di Stabia con “Stabiae Nocte” aprono alle “passeggiate notturne”. Tornano infatti i percorsi illuminati nei siti archeologici vesuviani, nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2018 promossi dal ministero per i Beni e le attività culturali. L’appuntamento è il venerdì e il sabato dalle 20.30 alle 23.30. L’accesso ai percorsi notturni non richiede prenotazione.

A Pompei le passeggiate notturne interessano uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro

A Pompei le passeggiate notturne interesseranno uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, attraverso un percorso di suoni e luci che ha inizio da porta Marina. La suggestione e la bellezza di templi e edifici illuminati, ma anche la possibilità di rivivere attraverso voci, rumori e suoni gli attimi di vita quotidiana dell’antica città, accompagneranno il visitatore alla scoperta della storia. Da Porta Marina, oltrepassate le Terme Suburbane, poco fuori la cinta muraria e l’accesso dalla via del mare, le grida e le attività di artigiani e lavoratori provenienti dalle botteghe di via marina (la bottega del panettiere e il negozio di Furius), i rumori e le chiacchiere della padrona di casa nella Domus di Trittolemo, i suoni e le voci che accompagnano e raccontano i ludi (giochi) in onore di Apollo nel Santuario omonimo, e ancora il ritmo dei tamburi e delle musiche delle sacre cerimonie di culto per il supremo Giove, al Capitolium (o Tempio di Giove), la confusione del Mercato (il Macellum) e le attività dei fulloni (i lavandai) presso l‘Edificio di Eumachia, scandiscono le tappe di questo viaggio nel passato. Dopo la Basilica, l’antico palazzo di Giustizia, l’itinerario si conclude, uscendo dal Tempio di Venere, con la visita all’ Antiquarium e ai reperti esposti nelle mostre in corso. I percorsi al costo di 7 euro, 18 serate secondo il seguente calendario: 27 e 28 luglio; 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31 agosto; 1°, 7, 8, 14, 15, 21, 28 settembre.

A Oplontis passeggiate notturne alla villa di Poppea

L’Antiquarium di Boscoreale

Ad Oplontis le visite notturne alla Villa di Poppea, tra i più begli esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone, e all’antiquarium di Boscoreale, con i suoi reperti esposti, testimonianza della vita e dell’ ambiente dell’epoca romana nell’agro Vesuviano, avranno il costo di 2 euro. A partire da settembre le visite notturne di Pompei si ampliano con le performance musicali sulla terrazza dell’Antiquarium, organizzate in collaborazione con la Scabec – Regione Campania nell’ambito del progetto Campania by night. Performance musicali e suggestioni notturne di Campania by night anche a Oplontis e all’Antiquarium di Boscoreale.

Particolare di un affresco della villa romana di San Marco a Stabia

Partecipa all’iniziativa anche l’area archeologica di Villa S. Marco a Stabia, con l’apertura notturna “Stabiae Nocte”: 4 serate a ingresso gratuito il 28 luglio, 4 e 11 agosto, 1° settembre, che prevedono possibilità di visite guidate alle 21 e alle 22. Un suggestivo itinerario alla scoperta della villa romana di San Marco (I sec. a.C. – I sec. d.C.), nell’area archeologica di Stabiae, per la prima volta visitabile di sera grazie a installazioni luminose. Un percorso emozionante, accompagnati da una guida, che culminerà con l’ascolto della lettera di Plinio il Giovane a Tacito, letta dall’attore Luigi Vernieri, contenente il racconto degli ultimi istanti di vita dello zio, Plinio il Vecchio, morto proprio a Stabiae, vittima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Possibilità anche di visita libera dalle 20.30 alle 23.30.

Quattro sere a tu per tu con l’imperatore Nerone e le sue donne: visita notturna spettacolarizzata nella grandiosa villa di Poppea a Oplontis, l’odierna Torre Annunziata

Quattro sere di viste guidate spettacolarizzate nella villa romana di Poppea a Oplontis (l’odierna Torre Annunziata)

Metti una sera con l’imperatore Nerone e le sue donne. Dove? Agli scavi di Oplontis, ovviamente nella villa di Poppea. Nell’ambito del programma “Campania by night. Archeologia sotto le stelle” organizzato e promosso dalla Scabec, società campana per i Beni culturali, in collaborazione con il Mibact, la Regione Campania e il Parco archeologico di Pompei propongono “Nerone e le Imperatrici”, quattro serate a tema nella grande villa romana scoperta nell’odierna Torre Annunziata (Napoli) ancora nel Settecento e nell’Ottocento da saggi borbonici, ma studiata sistematicamente solo dal 1964 (e gli scavi archeologici non sono ancora terminati). L’anteprima di “Nerone e le Imperatrici”, visita spettacolarizzata alla villa di Poppea, è fissata per le 19.30 di mercoledì 6 settembre 2017. Seguiranno poi gli ingressi delle 21 e delle 22.15:  la visita spettacolo di circa 65 minuti è in gruppi di 50 persone. Le altre serate sono in programma giovedì 7, mercoledì 13 e giovedì 14 settembre 2017.  Prenotazione consigliata telefonando al numero 800600601 (da fisso) oppure al numero 08119737256 (da cellulare e dall’estero). L’acquisto del biglietto per i prenotati sarà possibile la sera stessa dell’evento presentandosi con un anticipo di almeno 30 minuti presso l’ingresso del sito da cui avrà inizio il percorso. Sarà comunque favorito l’eventuale acquisto del biglietto e l’accesso alle persone non prenotate fino ad esaurimento posti disponibili.

I grandiosi affreschi che decorano la villa di Poppea a Oplontis

La villa romana di Poppea “riemersa” tra i quartieri moderni di Torre Annunziata

La villa di Poppea – spiegano in soprintendenza -, grandiosa per dimensioni, qualità degli affreschi e adorna di numerose sculture in marmo, venne costruita intorno alla metà del I secolo a.C. e poi ampliata in età claudia. È stata attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone, per la presenza di un’iscrizione dipinta su di un’anfora, indirizzata a Secundus, liberto di Poppea: in ogni caso doveva appartenere al ricchissimo patrimonio della famiglia imperiale che, come molti altri esponenti del patriziato romano, prediligeva la costa campana, famosa già nell’antichità per la salubrità del clima e lungo la quale amava edificare sontuose ville residenziali (ville di otium). La villa era disabitata al momento dell’eruzione del 79 d.C.: non c’erano infatti suppellettili nelle stanze, né vasellame nella cucina. Molti oggetti rinvenuti, come colonne e lucerne, erano accantonati in poche stanze. Materiali edili e lavori in corso dimostrano che nella villa si stavano riparando i danni di uno dei numerosi terremoti che colpivano con frequenza l’area vesuviana. La villa, circondata da ampi giardini, è dotata, fra l’altro, di un quartiere termale; non mancano gli ambienti produttivi, come quello dove si pigiava l’uva per la produzione del vino. La decorazione pittorica, con finte porte e colonne . continuano a spiegare gli archeologi -, è correlata all’architettura reale, creando così giochi prospettici, corrispondenze fra reale ed immaginario. Numerosi e di grande qualità i particolari delle decorazioni pittoriche, costituiti da maschere, cesti di frutta, fiaccole, uccelli. La villa era originariamente adorna di numerose sculture, in prevalenza copie romane di originali di ambito ellenistico del III-II secolo a.C. La zona orientale è quasi interamente scavata , mentre quella occidentale non è stata del tutto posta in luce per la presenza della strada moderna e di un edificio militare, l’ antica Real Fabbrica d’Armi.

Visite serali all’Antiquarium di Boscoreale, ai piedi del Vesuvio, con un’opportunità eccezionale: ammirare l’affresco di giardino della casa del Bracciale d’Oro di Pompei, il più bello mai trovato nella colonia romana

Il grande affresco con la rappresentazione di un giardino dalla Casa del Bracciale d’Oro a Pompei

Metti una sera una passeggiata in giardino. Ma non un giardino qualsiasi; uno spazio verde speciale: l’eccezionale affresco di giardino recuperato a Pompei nella Casa del Bracciale d’Oro. L’opportunità fino al 30 settembre 2017 la offre l’Antiquarium di Boscoreale, ai piedi del Vesuvio, che il venerdì in agosto e il venerdì e il sabato in settembre, nel corso delle aperture serali, al costo di 2 euro, presenterà eccezionalmente la grande parete affrescata con scene di giardino proveniente dalla casa del Bracciale d’Oro di Pompei, rientrata il 14 agosto dal Grand Palais di Parigi dove era stata esposta dal 15 marzo al 24 luglio scorsi nella mostra “Jardins” assieme a  opere di Fragonard, Monet, Cézanne, Klimt, Picasso e Matisse.

L’Antiquarium di Boscoreale, vicino a Pompei

“L’Antiquarium, istituito nel 1991 ed ospitato in un edificio costruito su un terreno donato dal Comune di Boscoreale, nelle adiacenze dell’area archeologica di Villa Regina”, spiegano alla soprintendenza speciale di Pompei, “illustra, con l’ausilio di strumenti didattici, la vita e l’ambiente dell’epoca romana nell’agro Vesuviano particolarmente favorevole all’insediamento e allo sfruttamento umano. Vi sono esposti numerosi reperti di ogni genere, rinvenuti spesso in eccezionale stato di conservazione sotto la coltre di cenere e lava vesuviana durante gli scavi effettuati, tra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento, in alcune delle case di Pompei e nelle ville rustiche e signorili attestate in questa zona, i quali permettono di acquisire dati notevolmente precisi sul tenore di vita, sulle condizioni economiche, sugli usi e costumi degli abitanti di questo territorio in età romana”.

Il massiccio bracciale d’oro, che ha dato il nome alla casa di Pompei dove è stato trovato: oggi è conservato al museo Archeologico di Napoli

Il grande affresco decorava la zona centrale della parete a sinistra dell’ingresso della Casa del Bracciale d’Oro a Pompei. “La dimora”, ricorda l’archeologa Rosaria Ciardiello, “prende il nome dal rinvenimento di un bracciale d’oro dell’eccezionale peso di seicentodieci grammi. Nel corso dello scavo, nel settore di servizio, infatti, si rinvenne un piccolo nucleo familiare composto da due adulti ed un bambino in tenera età, che si erano rifugiati nel sottoscala dove trovarono la morte. Al braccio di uno dei due adulti fu rinvenuta la preziosa armilla costituita da una verga che termina con due teste di serpente i cui occhi sono composti da pietre preziose che reggono nelle fauci un disco sul quale è rappresentato un busto di Selene. La divinità, sormontata da un crescente lunare e da sette stelle, regge un velo rigonfio a forma di nimbo”. Vedi il video della soprintendenza sulla casa del Bracciale d’Oro

Le rose di Pompei in un affresco dalla domus del Bracciale d’Oro a Pompei

L’affresco della Casa del Bracciale d’Oro è tra le più accurate rappresentazioni di giardino di III stile, risalente al secondo venticinquennio del I secolo d.C. La cura dei dettagli con la quale è raffigurato il lussureggiante giardino fiorito, genera un effetto realistico che permette di riconoscere diverse specie di piante dell’epoca,  l’oleandro, il viburno, il vilucchione, la palma, la rosa, l’edera variegata, oltre alla varie tipologie di uccelli, volteggianti o posati sui rami degli alberi, come  il colombo, il colombaccio, la gazza ladra, il passero e la rondine. La decorazione rinvenuta negli anni ’70 in frammenti è stata ricomposta grazie ad un complesso intervento di restauro. Proprio Rosaria Ciardiello descrive l’affresco nei minimi dettagli: “L’oecus (la sala di rappresentanza) era decorato da bellissime pitture di giardino che, per l’ottimo stato di conservazione dei colori dell’intonaco, nonostante le condizioni di frammentarietà, cui si è ovviato con una attenta e curatissima opera di distacco e ricomposizione realizzata tra il 1979 e il 1983, si pongono al primo posto fra quelle ritrovate nelle città vesuviane. La decorazione, rinvenuta negli anni ‘70 in numerosi frammenti sotto il crollo della volta, è stata ricomposta a seguito di un delicato intervento di restauro. Essa riproduceva un bellissimo viridarium ricco di vari tipi di piante e ravvivato da erme marmoree ed uccelli di varia specie. Le pareti mostrano un giardino immaginario visto attraverso una grande finestra che si apre per tutta la sua larghezza. La fauna e la flora sono rappresentate con grande fedeltà. Tra gli uccelli si riconoscono l’alzavola, raffigurata mentre si leva in volo, l’usignolo, la cornacchia grigia, la garzetta. Tra le piante spiccano gli oleandri, i corbezzoli, il pino, le rose. Ad ogni elemento si accompagna anche un possibile significato simbolico. Sono state riconosciute, infatti, la palma da datteri, simbolo di vittoria e immortalità; l’alloro, sacro ad Apollo; il corbezzolo, simbolo di eternità; il papavero, caro a Demetra; il pino, simbolo di fecondità e sacro a Cibele; il viburno, consacrato nei trionfi; l’oleandro velenoso simbolo di morte, e la rosa, simbolo di amore e sacra a Venere. Allo stesso modo è stato possibile riconoscere anche nelle specie di uccelli raffigurati un significato simbolico, come nel caso della colomba sacra a Venere simbolo della fedeltà coniugale o della coturnice simbolo dell’amore. A sinistra di un bacino di fontana zampillante si riconosce l’usignolo poggiato su di una canna utilizzata come sostegno alle rose. Dall’alto pendono maschere dionisiache, in funzione di oscilla”.

Il foro di Pompei di notte

Le passeggiate notturne sono previste anche negli altri siti vesuviani: fino al 30 settembre 2017, dalle 20.30 alle 23, si può entrare nella Villa di Poppea a Oplontis e agli Scavi di Pompei in due diversi itinerari, l’uno con partenza da Porta Marina con proiezioni multimediali lungo il percorso fino al quartiere dei teatri  e l’altro da piazza Anfiteatro con visita alle mostre “Pompei e i greci”, “Pompei underground” sui Pink Floyd e all’esposizione sugli affreschi di Moregine alla Palestra grande.