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Padova. Al museo Eremitani la conferenza “L’invenzione della faience nell’Oriente antico… e una novità al Museo Archeologico” con Massimo Vidale, Andrea Squitieri e Valentina Famari dell’università di Padova

Giovedì 4 giugno 2026, alle 17.30, in Sala Romanino del museo Eremitani di Padova, la conferenza “L’invenzione della faience nell’Oriente antico… e una novità al Museo Archeologico”. Introduce Francesca Veronese, Musei Civici di Padova; intervengono Massimo Vidale, università di Padova; Andrea Squitieri, università di Padova; Valentina Famari, università di Padova. Ingresso libero fino a esaurimento posti: tel. (+39) 049 8204580, musei@comune.padova.it. Alla luce della recente acquisizione di un prezioso e antico reperto in faience di origine egizia, che proprio in quest’occasione sarà presentato al pubblico, il museo Archeologico propone un incontro per raccontare la storia di questa produzione, le cui origini affondano in tempi veramente molto lontani. Da settemila anni, infatti, il fuoco, il quarzo in polvere e colori brillanti sono usati per dare vita a ornamenti e oggetti preziosi inaspettati. È nato così il mondo delle antiche industrie della faience, inventato tra il Vicino Oriente, l’Egitto e l’India. La conferenza illustrerà le tappe di sviluppo di questa industria, il suo rapporto con l’uso di pietre semipreziose, come il lapislazzuli e il turchese, e le sue sottili implicazioni con i coevi cambiamenti sociali. 

Padova. Al Liviano giornata di studi dedicata al progetto “La Prima Fonderia di Padova Preromana. The earliest foundry of Pre-roman Padua. I primi risultati”. Ecco il programma

padova_liviamo_prima-fonderia-di-padova-preromana_giornata-di-studi_locandinaRiscoprire i gesti degli antichi vasai. È quanto si propone il progetto “La prima fonderia di Padova preromana” che comprende un sistematico approfondimento delle tecniche usate dai vasai che, nell’VIII secolo a.C., operavano nella prima Padova. Martedì 6 dicembre 2022, dalle 9.30, in sala Sartori, al Palazzo Liviano, in piazza Capitaniato 7 a Padova, appuntamento con la prima giornata di studi dedicata al progetto “La Prima Fonderia di Padova Preromana. The earliest foundry of Pre-roman Padua. I primi risultati”, occasione di scambio e dibattito sul tema. La giornata è promossa dal dipartimento Beni culturali dell’università di Padova (scuola di specializzazione in beni archeologici, corso di dottorato in storia, critica e conservazione dei beni culturali) ed è aperta a dottorandi, specializzandi, studenti e a tutti gli interessati.

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Valentina Famari sta sperimentando al LASeRT del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova diverse tecniche per la costruzione dei vasi trovati nella fonderia di Padova preromana (foto dbc-unipd)

Ricco il programma. Alle 9.30, i saluti istituzionali di Massimo Vidale. Quindi prima sessione con chairman Giovanni Leonardi. Alle 10, Marco Pacciarelli su “La prima siderurgia nel Mediterraneo centrale”; 10.50, Michele Cupitò e David Vincenzutto su “Padova pre e protourbana: processi formativi, trasformativi e riconsiderazione del problema dell’estensione e della demografia dell’abitato”. Dopo la pausa caffè, alle 12 riprende Mauro Rottoli su “L’alimentazione vegetale nell’età del Ferro dell’Italia settentrionale tra tradizione e innovazione”; 12.30, Gilberto Artioli su “Archaeometric evaluation of metallurgical activities”. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, seconda sessione con chairman Silvia Paltineri. Alle 14.30, Paolo Michelini, Mariangela Ruta Serafini su “Lo scavo di tutela presso la Questura di Padova (Riviera Ruzante), 2000-2001”; 15, Vanessa Baratella su “Microscavo in laboratorio di una sequenza di strutture produttive di VIII sec. a.C. dall’ambiente artigianale del sito della Questura di Padova (Riviera Ruzante)”; Andrea Giunto e Francesca Adesso su “Le tante facce della ceramica: analisi delle tecniche di realizzazione del vespaio fittile e ricostruzione 3D dei suoi vasi”; 16.10, Sofia Manfrin su “Il campione archeozoologico del sito della Questura di Padova (Riviera Ruzante)”; 16.40, Elena Mercedes Pérez Monserrat e Lara Maritan su “Analisi archeometriche della ceramica del sito della Questura di Padova (Riviera Ruzante)”; 17, Valentina Famari su “Repliche sperimentali del vaso del sole”.