Archivio tag | università La Sapienza di Roma

Un libro al giorno. “Tradurre e mettere in scena il teatro antico. Ippolito portatore di corona, Elena, Filottete, Eraclidi” di Anna Maria Belardinelli con le opere realizzate e messe in scena dal progetto Theatron

Copertina del libro “Tradurre e mettere in scena il teatro antico” di Anna Maria Belardinelli

È uscito per i tipi de L’Erma di Bretschneider il libro “Tradurre e mettere in scena il teatro antico. Ippolito portatore di corona, Elena, Filottete, Eraclidi” di Anna Maria Belardinelli. Il libro ospita le traduzioni dell’Ippolito, dell’Elena di Euripide, del Filottete di Sofocle e degli Eraclidi di Euripide, realizzate e messe in scena dal progetto Theatron. Teatro Antico alla Sapienza. Precedute da una premessa di A. M. Belardinelli, coordinatrice del progetto, le traduzioni sono introdotte da quattro brevi saggi in cui si dà conto delle linee ermeneutiche ispiratrici delle scelte traduttive, sempre comunque nell’ottica di rendere i drammi fruibili anche da un pubblico di non addetti ai lavori, in linea con l’ispirazione democratica e collettiva del teatro ateniese di V secolo a.C.

La prof.ssa Anna Maria Belardinelli (Sapienza Università di Roma)

Anna Maria Belardinelli è professore ordinario di Filologia classica alla Sapienza Università di Roma. L’ambito di ricerca privilegiato è il dramma attico, del quale studia vari aspetti, dalla storia e critica del testo, alla traduzione, alla tecnica drammaturgica, ai rapporti intertestuali tra i due generi, alla ricezione antica, alla fortuna. Particolare interesse è rivolto, in ambito tragico, a Eschilo e a Euripide; in ambito comico, ad Aristofane, e, soprattutto, a Menandro. Della produzione comica antica studia inoltre le opere frammentarie di commediografi del IV e del III secolo a.C. dei quali ha curato la redazione di alcune voci in The Encyclopedia of Greek Comedy pubblicata da A. Sommerstein (2019). Dal 2010 è coordinatrice del progetto Theatron. Teatro Antico alla Sapienza, con cui appronta e pubblica traduzioni dei testi teatrali antichi pensate per la messa in scena.

Civitavecchia. In Comune presentazione del progetto “Centumcellae – Litoralis. Conoscenza, formazione e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della costiera civitavecchiese” che punta a connettere in un unico circuito di conoscenza, formazione e turismo culturale i luoghi simbolo della storia antica del territorio. Fulcro del sistema il museo Archeologico nazionale al quale viene restituita dall’Etru una rara sors plumbea

Giovedì 4 dicembre 2025, alle 15, l’Aula Pucci del Comune di Civitavecchia diventa la porta d’ingresso a una nuova narrazione del litorale: il mare, i santuari etruschi, le ville romane e i paesaggi storici della costiera civitavecchiese vengono riuniti in un unico racconto grazie al progetto “Centumcellae – Litoralis. Conoscenza, formazione e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della costiera civitavecchiese”. In questa occasione farà ritorno in città anche un reperto raro e prezioso: la sors plumbea del santuario etrusco di Punta della Vipera. Promosso in partenariato da Comune di Civitavecchia, direzione regionale Musei nazionali Lazio – museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, DiSCo Lazio, Sapienza università di Roma, università della Tuscia, Consorzio Polo Universitario di Civitavecchia e Associazione Archeologica Centumcellae 1911, il progetto Centumcellae – Litoralis nasce per connettere in un unico circuito di conoscenza, formazione e turismo culturale i luoghi simbolo della storia antica del territorio. L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito del Bando DiSCo Lazio 2025 e dal Comune di Civitavecchia, con l’obiettivo di costruire una nuova offerta culturale e turistica fondata sulla conoscenza del contesto storico e ambientale della costiera: un’azione integrata che unisce ricerca scientifica, didattica universitaria, iniziative divulgative e itinerari di visita. L’appuntamento del 4 dicembre 2025, a Ingresso libero, senza prenotazione, rappresenta così il primo passo di un progetto più ampio, che mira a fare della costa civitavecchiese un laboratorio di buone pratiche per la tutela, la ricerca, la formazione e la valorizzazione condivisa del patrimonio culturale, in stretto dialogo tra istituzioni, università, enti locali e comunità.

Nella prima fase del progetto, il sistema mette in rete alcuni dei siti più significativi – e in parte ancora poco noti al grande pubblico – del litorale civitavecchiese: l’insediamento di Aquae Tauri, le Terme Taurine e la cosiddetta Villa Pulcherrima; la necropoli etrusca de La Scaglia; l’insediamento costiero de La Frasca, la villa costiera di Torre Valdaliga e il complesso costiero de La Mattonara; il santuario etrusco di Punta della Vipera e la Rocca di Civitavecchia. Fulcro del sistema è il museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, vero e proprio “faro culturale” della città, che conserva il patrimonio materiale dei siti coinvolti e che, entro il 2026, sarà protagonista di un percorso di rinnovamento del proprio allestimento per restituire in maniera ancora più efficace le molteplici valenze storico-archeologiche espresse dal territorio.

La giornata del 4 dicembre 2025 si apre con i saluti istituzionali del sindaco di Civitavecchia, dei rappresentanti di DiSCo Lazio, della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, dei vertici dei Dipartimenti e degli Atenei coinvolti e del Consorzio Polo Universitario di Civitavecchia. Segue la presentazione del progetto “Centumcellae – Litoralis”, del nuovo logo e delle attività previste, a cura del Comune, del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e dei docenti universitari partner dell’iniziativa. Un momento centrale dell’incontro sarà dedicato al santuario etrusco di Punta della Vipera, complesso sacro costiero dedicato alla dea Minerva con funzioni oracolari, in connessione con l’insediamento della Castellina del Marangone. Qui, alla metà degli anni Sessanta del Novecento, fu rinvenuta una rara sors plumbea (pedina oracolare), oggetto oggi di un significativo gesto di restituzione: grazie alla disponibilità del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la sors tornerà infatti al museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, rientrando nel suo contesto territoriale e museale originario. Nel corso del pomeriggio verranno presentate le vecchie e nuove ricerche sul santuario di Punta della Vipera, condotte in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e il nuovo riallestimento della sala museale dedicata al complesso sacro, che offrirà al pubblico un percorso aggiornato e immersivo sulla storia del santuario e sui materiali rinvenuti.

Roma. La 15.ma edizione di Musei in Musica alle università: dalla Sapienza a E-Campus alla Luiss. Il programma

Musei, spazi espositivi, istituzioni estere ma anche i luoghi del sapere e dell’istruzione. L’edizione 2025 di Musei in Musica arriverà ancora una volta nelle università pubbliche e private della città con un ampio programma di iniziative. Come quelle messe in campo dalla SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA che aprirà straordinariamente il proprio Polo Museale dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23 o, in alcuni casi, 23.30) consentendo di partecipare gratuitamente a concerti e a visite guidate. A dare il via all’iniziativa, alle 20 nel Nuovo Teatro Ateneo, il concerto inaugurale Pavane, contes et chansons con l’orchestra MuSa Classica diretta da Demetrio Moricca che guiderà il pubblico lungo un percorso dedicato alla raffinatezza della musica europea tra XIX e XX secolo, passando dal colore timbrico di Maurice Ravel al lirismo cantabile di Edward Elgar. Info orari e programmazione: http://www.uniroma1.it. Apertura straordinaria anche per l’UNIVERSITÀ TELEMATICA E-CAMPUS di via Matera (dalle 20.30 alle 23.30, ultimo ingresso ore 23) che aderisce all’iniziativa proponendo uno spettacolo di tango argentino, con la musica eseguita dal trio Daria Rossi Poisa (violoncello), Gabriela Gali (bandoneon), Antonella Neri (piano) e le performance di ballo affidate ai danzatori professionisti Juliana Figueredo, Fabiano Silveira, Arianna Aramini, Renato Serrecchia e al maestro Pablo Garcia. Ulteriore opportunità per i cittadini è l’apertura straordinaria della sede di Villa Alberoni dell’UNIVERSITÀ LUISS GUIDO CARLI (dalle 20.30 alle 22), i cui spazi saranno visitabili con due turni di ingresso (alle 20.30 e alle 21.15). Il percorso sarà accompagnato da un sottofondo musicale dei brani prodotti dalla casa discografica Luiss Baccano. Accesso gratuito previa registrazione.

Roma. A corollario della mostra “I Tesori dei Faraoni” già sold out i tre incontri su “Una sapienza egizia” con Angelo Colonna, Paola Buzi, Patrizia Piacentini, e le tre lectio magistralis con Christian Greco, Tarek el Awady e Gianluca Miniaci. Ma su YouTube ci saranno le registrazioni

Incontri sold out alle Scuderie del Quirinale a Roma per la mostra “I Tesori dei Faraoni”. Si tratta del ciclo di tre incontri “Una sapienza egizia” realizzato in collaborazione con il dipartimento di Storia Antropologia, Religioni Arte e Spettacolo dell’università La Sapienza di Roma e con il contributo di professori universitari di Egittologia e Civiltà Copta. E del ciclo di tre “Lectio Magistralis” tenute da grandissimi esperti in ambiti specifici: Tarek el Awady, curatore della mostra, Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino e Gianluca Miniaci, professore in Archeologia Lingua e Storia dell’Antico Egitto all’università di Pisa. Non è più possibile riservare dei posti per partecipare, ma è possibile rivedere le registrazioni complete di tutti i nostri incontri di approfondimento sul nostro canale YouTube (Scuderie del Quirinale) e sul sito web della pagina delle Scuderie del quirinale, qualche giorno dopo l’incontro stesso.

Giovedì 20 novembre 2025, alle 18: “Il mondo divino: segni, figure, miti” a cura di Angelo Colonna, professore di Egittologia e Civiltà Copta, in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma.

Giovedì 27 novembre 2025, alle 18: “Le parole degli dei: lingua e scritture nell’Antico Egitto” a cura di Paola Buzi, professoressa di Egittologia e Civiltà Copta, in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma

Giovedì 4 dicembre 2025, alle 18: “L’arte orafa tra tecnologia e simbologia” a cura di Patrizia Piacentini, professoressa di Egittologia e Civiltà Copta all’università di Milano Statale, in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma.

Giovedì 15 gennaio 2026, alle 18: lectio magistralis “Il viaggio nell’Aldilà nelle tombe regali del Nuovo Regno” a cura Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino.

Giovedì 22 gennaio (e non mercoledì 21 novembre) 2026, alle 18: lectio magistralis “I Tesori dei Faraoni” con Tarek el Awady, curatore della mostra Tesori dei Faraoni, che conduce i partecipanti, in conversazione con la professoressa Paola Buzi e il professor Angelo Colonna dell’università La Sapienza di Roma, in un viaggio attraverso i grandi tesori esposti nella mostra “Tesori dei Faraoni”.

Martedì 27 gennaio 2026, alle 18: lectio magistralis “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” a cura di Gianluca Miniaci, professore di Archeologia Lingua e Storia dell’Antico Egitto all’università di Pisa, col quale di andrà sulle tracce di una regina di nome Ahhotep, vissuta verso il 1550 a.C., un periodo particolarmente buio della storia dell’Egitto antico.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Dioniso. Il dio dei misteri” (Giunti editore) di Cristoforo Gorno

Martedì 18 novembre 2025, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione dell’ultimo libro di Cristoforo Gorno “Dioniso. Il dio dei misteri” (Giunti editore) che racconta la grande avventura del Dio più ribelle dell’Olimpo, signore dei misteri e della follia: Dioniso. Introduce Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dialogano con l’Autore: Laura Maria Michetti, professoressa di Etruscologia, Università La Sapienza di Roma; e David Riondino, poeta e autore. Ingresso libero in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Copertina del libro “Dioniso. Il dio dei misteri” di Cristoforo Gorno

Dioniso. Il dio dei misteri. Quando pensiamo a Dioniso, le prime cose che immaginiamo sono il vino, la dissolutezza, i rituali bacchici dove i partecipanti perdono la ragione per guadagnare l’estasi dei sensi. Ma il dio che conosciamo anche come Bacco è molto più di questo, ed è pronto a raccontare la sua storia. Figlio dell’amore clandestino tra Zeus e la giovane principessa tebana Semele, che muore nel metterlo al mondo, Dioniso viene respinto dalla famiglia della madre e perseguitato dalla gelosia di Era. In seguito, prende sempre più le distanze dalle altre divinità, rifiutandosi di andare a vivere sull’Olimpo e viaggiando tra i mortali, guidato dalla curiosità e dalla sua volontà di sedurre il mondo. Durante i suoi vagabondaggi conosce la bellezza dell’amore e il dolore della perdita, coltiva l’amicizia con gli uomini, gli animali e la natura selvaggia, diffonde il dono del vino e raccoglie intorno a sé un seguito di devoti, le Baccanti e i Satiri. Tuttavia, in molti dubitano di lui e del fatto che sia davvero un dio. La resa dei conti si avvicina sempre di più: Dioniso rischia di perdere tutto ciò che ha costruito…

Cristoforo Gorno, autore e divulgatore storico

Cristoforo Gorno, autore e divulgatore storico, dà voce al dio dei misteri in un romanzo appassionante tutto da scoprire: la verità, come insegna Dioniso, si nasconde nelle pieghe della follia, di cui solo lui conosce i segreti.

Santa Severa di Santa Marinella (Roma). Nell’area archeologica di Pyrgi la conferenza-spettacolo su un evento storico ben noto anche dalle ricerche archeologiche nel Santuario: “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il santuario di Pyrgi” a cura di Agostino De Angelis, con interventi di Lorenzo Guizzardi e Laura Maria Michetti

Sabato 6 settembre 2025, alle 18.45, apertura straordinaria dell’area archeologica di Pyrgi (Santa Severa di Santa Marinella, Roma) per ospitare la conferenza-spettacolo su un evento storico ben noto anche dalle ricerche archeologiche nel Santuario: “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il santuario di Pyrgi” a cura di Agostino De Angelis, e organizzata dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron. L’evento è promosso dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, nelle persone del soprintendente Margherita Eichberg e della funzionaria archeologa referente di zona, Rossella Zaccagnini, in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Comune di Santa Marinella. Patrocinato da Regione Lazio, LazioCrea e Città Metropolitana di Roma Capitale vanta il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Il sito è uno dei luoghi più importanti e suggestivi dell’Etruria e con l’area portuale, ha rivestito un ruolo cruciale nella storia del Mediterraneo antico, rappresentando sul mare la grande metropoli Caere (Cerveteri), che traeva le proprie ricchezze dal controllo dei traffici marittimi. Pyrgi, fondata a partire dal VII sec. a.C., in corrispondenza del promontorio oggi occupato dal Castello, e che fu l’espressione della potenza marittima di Caere, tra le maggiori del Mediterraneo sarà lo scenario di questa conferenza-spettacolo dedicata alla storia e al mito.

All’evento interverranno:  Lorenzo Guzzardi, archeologo, già dirigente del dipartimento Beni culturali Regione Siciliana e direttore scientifico Ventennale Unesco Siracusa, che parlerà di Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, che nel 384 a.C. saccheggiò il celebre sito etrusco portando via con sé un ricchissimo bottino; la professoressa Laura Maria Michetti, ordinaria di Etruscologia università “La Sapienza” di Roma, che da anni conduce campagne di scavo e di ricerca nell’area, che delineerà l’importanza dell’area sacra di Pyrgi e ciò che ha rappresentato per tutta l’Etruria. A corredo degli interventi scientifici la rappresentazione di una pièce teatrale, ideata dal regista De Angelis, incentrata proprio sull’assedio avvenuto in quel luogo da parte dei siracusani contro gli etruschi, interpretata dagli attori Alessandra De Antoniis, Riccardo Frontoni, Riccardo Dominici, Mariapia Gallinari, Catja Cuordileone, Monia Marchi, Aurelia Realgar, Luisa De Antoniis, Nerina Piras, Marta Soracco, Filippo Soracco, i cavalieri Stefano Ercolani, Simona Gennaretti, Massimo Peretti, Riccardo Paglialunga, Mirko Teloni, Samira Ercolani e la danza dell’Antica Danza del Ventre Zakiyyeh nur. Foto di scena Valerio Faccini, riprese video Mauro Zibellini. L’evento è a ingresso libero e gratuito.

Pompei. Dai reperti organici nuovi dati sulla gestione e sfruttamento delle risorse animali (allevamento di pecore, capre e suini, pesci) e vegetali (coltivazione di cereali e legumi) per l’alimentazione degli antichi pompeiani: i risultati pubblicati dello studio sulla rivista Scientific Reports

Cacciagione e risorse ittiche: dettaglio di un affresco della Casa del Tiaso a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Come erano allevati pecore, capre e suini, ma anche come erano sfruttate le risorse acquatiche e coltivati i cereali e i legumi nell’antica Pompei. Lo studio di diversi prodotti che erano alla base dell’alimentazione della popolazione della città di Pompei, ma anche delle pratiche di coltivazione e gestione delle risorse alimentari, è oggetto di analisi dettagliate condotte nell’ambito della collaborazione tra il Laboratorio di Ricerche Applicate “Annamaria Ciarallo” del parco archeologico di Pompei e il Laboratorio DistaBiF dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, con il significativo apporto scientifico dell’università La Sapienza di Roma e il dipartimento di Archeologia dell’università di York. I risultati di questa ricerca sono riportati nell’articolo Open Access appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports “Variabilità isotopica basale in piante e animali e implicazioni per la ricostruzione della dieta umana nel I secolo d.C. Pompei”, pubblicato il 3 agosto 2025, con contributi di Silvia Soncin, Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Chiara Assunta Corbino, Noemi Mantile, Simona Altieri, Maria Rosa Di Cicco, Valentina Giacometti, Jan Bakker, Marina Caso, Angela Trentacoste, Steven Ellis, Maria Anna Tafuri, Gabriel Zuchtriegel, Oliver Edward Craig, Carmine Lubritto (vedi https://www.nature.com/articles/s41598-025-12156-7).

Fichi recuperati dal sito di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“La ricerca continua anche dopo lo scavo; anzi, come mostra questo studio, un attento esame di testimonianze portate alla luce anche tempo fa, grazie all’uso di analisi e metodologie nuove, ci apre interi orizzonti di cui prima non avevamo idea”, sottolinea il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “Se un terzo della città antica di Pompei è ancora non scavato, la mole di dati potenzialmente ricavabile da analisi come queste non è nemmeno quantificabile, perché dipende dal progresso tecnologico e metodologico in corso. Sicuramente investiremo ancora nello studio dei resti umani e dei materiali organici a Pompei che riservono ancora molti segreti da svelare”.

Animali domestici e selvatici: dettaglio di un affresco della Casa del Tiaso a Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Mentre Pompei ha a lungo catturato l’immaginazione con la sua storia e la sua tragica fine”, scrivono gli autori nell’abstract del loro studio, “gli sforzi recenti si sono spostati verso la scoperta degli stili di vita quotidiana. Il nostro studio cerca di esplorare le pratiche agricole e di allevamento a Pompei, con l’obiettivo di esplorare la variabilità isotopica di diverse categorie di alimenti disponibili per i Romani all’interno di questa istantanea, scenario unico. A tal fine, utilizziamo l’analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto di piante e animali. I nostri risultati suggeriscono una diversità di pratiche, con variazioni isotopiche di carbonio in cereali e leguminose che indicano l’utilizzo di una maggiore varietà di tecniche colturali rispetto alle colture arboree. Evidenziamo i diversi regimi di gestione utilizzati per le diverse specie animali – continuano – e scopriamo uno spettro di ambienti acquatici, indicativi della diversità delle pratiche di pesca. Questi risultati forniscono un supporto diretto alle prove archeologiche e alle interpretazioni testuali dei sistemi alimentari romani a Pompei. Tuttavia, il nostro set di dati rivela anche i limiti degli approcci isotopici di massa nel rilevare questa diversità alimentare quando lo usiamo per interpretare la dieta umana locale attraverso modelli di miscelazione. Al contempo, i nostri risultati mostrano che una linea di base isotopica ampia e ben contestualizzata può aiutarci a comprendere gli antichi sistemi alimentari, rivelando anche le sfide per districare la complessità della dieta utilizzando solo i dati sugli isotopi stabili di massa”.

Pane recuperato dal sito di Pompei (foto parco archeologico pompei)

La ricerca riguarda le risorse alimentari di Pompei, partendo da una base scientifica – analisi degli isotopi (atomi che hanno numero atomico, ma massa atomica diversa) del carbonio e dell’azoto – al fine di indagare la dieta degli antichi pompeiani, l’accesso alle risorse vegetali e animali, le pratiche di agricoltura e allevamento. Pochi sono i siti archeologici che costantemente restituiscono una tale quantità e varietà di reperti organici come nel caso di Pompei. Dunque oltre alle informazioni che emergono circa l’alimentazione dei pompeiani, questo studio fornisce anche utili dati circa la diversificazione delle tecniche di allevamento e produzione delle specie animali e vegetali. Le conclusioni, che rimandano a un approfondimento scientifico relativo alla dieta degli esseri umani e degli stessi animali, evidenziano un apporto alimentare estremamente variabile nei suini, oltre a differenti pratiche di allevamento per capre e pecore. Le ricerche riguardano anche il consumo di legumi e cereali, alla base dell’alimentazione della popolazione della città.  Si conferma inoltre la presenza nella dieta di risorse marine variegate, attestate nelle fonti letterarie, che riportano l’evidenza di uno sfruttamento intensivo delle risorse acquatiche. La dieta dei pompeiani e tali linee di ricerca sono già state oggetto di approfondimento nell’ambito della mostra “l’Altra Pompei” tenutasi nella Palestra Grande di Pompei (dicembre 2023 – dicembre 2024):

Datteri recuperati dal sito di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“La nostra analisi dei resti botanici e faunistici di Pompei e dintorni”, concludono gli autori dello studio, “fornisce una visione nuova e diretta delle pratiche agricole e di gestione animale prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I nostri dati isotopici suggeriscono varie condizioni di crescita di carbonio in cereali e legumi, comprendenti eventualmente materiale di importazione, come ipotizzato dagli studiosi dell’economia romana. Le differenze tra lenticchie e fave suggeriscono che sono state acquistate e coltivate in condizioni diverse, allineandosi con le osservazioni archeobotaniche e offrendo un supporto diretto. L’analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto informa anche sulle pratiche di allevamento: i suini probabilmente ricevevano una dieta varia, mentre gli ovini e i bovini erano probabilmente allevati in pascoli diversi e foraggiati distintamente dalle capre. I polli, in modo unico, mostrano un segnale coerente del consumo di piante indicando un sistema di approvvigionamento distinto dagli altri animali. I pesci presentano una vasta gamma di variazioni di carbonio e azoto, valori indicativi di vari ambienti e comportamenti acquatici, coerenti con le evidenze archeologiche e letterarie dello sfruttamento intensivo delle risorse acquatiche nell’area”.

 

Denizli (Turchia). Nella campagna 2025 a Tripoli ad Maeandrum prova generale per l’anastilosi della volta monumentale nell’ambito del progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”, condotto dal CNR ISPC in collaborazione con l’università di Pamukkale

Il team del Cnr Ispc alla fine della prova di ricostruzione della volta monumentale del Ninfeo di Tripoli ad Maeandrum in Turchia (foto cnr ispc)

L’obiettivo principale della campagna 2025 era sperimentare la ricostruzione della volta monumentale del ninfeo dell’antica città di Tripoli ad Maeandrum, in Turchia. E l’esperimento sembra essere perfettamente riuscito. È il primo bilancio di una fase intensa – appena conclusa – della campagna 2025 del progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”, condotto dal CNR ISPC in collaborazione con l’università di Pamukkale, Denizli (Turchia).

Progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”: al centro Tommaso Ismaelli tra Giacomo Casa e Sara Bozza (foto cnr ispc)

Il progetto “Ninfeo Monumentale” è finalizzata allo studio del patrimonio architettonico di Tripolis, una grande città della Lidia meridionale. La città di Tripolis ad Maeandrum, situata ai confini delle regioni di Lidia e Frigia (Turchia), ha svolto un ruolo chiave al crocevia tra i fiumi Lykos e Meandro dal periodo ellenistico a quello bizantino. Dal 2012 la città è oggetto di scavi e restauri da parte della missione archeologica dell’università di Pamukkale (Tripolis Kazısı), diretta dal prof. dr. Bahadır Duman. Il progetto italiano, diretto da Tommaso Ismaelli (CNR SPC), è finalizzato allo studio, restauro, valorizzazione e anastilosi del Ninfeo Monumentale (II-V sec. d.C.), uno dei principali edifici pubblici della città. Nato come laboratorio archeologico congiunto tra i due Paesi, Italia e Turchia, finanziato durante il biennio 2019-2021 dal CNR, il progetto “Ninfeo Monumentale”, dal 2022, è riconosciuto ufficialmente dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI). Fanno parte del team di ricerca: Tommaso Ismaelli (Cnr-Ispc di Firenze), Sara Bozza (Cnr-Ispc di Lecce), Giacomo Casa (Sapienza università di Roma, associato ISPC), Lorenzo Kosmopoulos (Cnr-Ispc di Firenze). Le attività vedono la partecipazione congiunta di ricercatori, studenti e restauratori turchi e italiani di varie istituzioni, università e centri di ricerca.

Tommaso Ismaelli segue la catalogazione e lo studio dei frammenti lapidei del Ninfeo di Tripoli ad Maeandrum in Turchia (foto cnr ispc)

Durante la missione, il team ha proseguito lo studio e la digitalizzazione dei rivestimenti parietali del ninfeo. Sono stati analizzati centinaia di frammenti marmorei per ricostruire la configurazione originaria della decorazione.

Cuore della campagna è stata la prova di ricostruzione della grande volta in marmo e travertino, che un tempo dominava il settore nord del monumento e scavalcava la strada che conduce al teatro. Dopo la prova a terra dello scorso anno, è stata realizzata una nuova impalcatura su misura per il rimontaggio provvisorio di tutti gli elementi originali, integrati da 10 nuovi blocchi in travertino tagliati direttamente in cantiere.

Progetto “Il Ninfeo Monumentale di Tripolis ad Maeandrum. Archeologia, architettura e restauro”: una fase della ricostruzione della volta monumentale (foto cnr ispc)

Questa fase è fondamentale per verificare la posizione dei blocchi e definire gli accorgimenti tecnici per l’anastilosi definitiva, prevista nella prossima campagna di settembre. Un passo decisivo verso la ricostruzione del ninfeo, che unisce competenze archeologiche, architettoniche, conservative e artigianali in un lavoro corale tra professionisti italiani e turchi.

Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “La religione: santuari, divinità e culti” con Laura Michetti dell’università di Roma La Sapienza, settimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”

Settimo appuntamento del ciclo di conferenze “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, organizzato dall’Istituto di Studi Etruschi e Italici di Firenze e dalle Gallerie degli Uffizi, in collaborazione con la Regione Toscana. Mercoledì 23 luglio 2025, alle 17, all’Auditorium “Antonio Paolucci” delle Gallerie degli Uffizi, in piazzale degli Uffizi 6 a Firenze, toccherà a Laura Michetti dell’università di Roma La Sapienza, con la conferenza “La religione: santuari, divinità e culti”. Ingresso gratuito. Il calendario degli incontri proseguirà poi fino all’8 ottobre 2025, per celebrare degnamente il quarantesimo anniversario dell’Anno degli Etruschi e rilanciare la conoscenza di questo importante popolo dell’Italia preromana, la cui storia si intreccia con i fondamenti delle identità culturali italiana, mediterranea ed europea.

Firenze. Etruschi protagonisti agli Uffizi con la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche nuove scoperte nuove storie”, 15 incontri di approfondimento il mercoledì da giugno a ottobre. Apre Sassatelli con “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”. Ecco tutto il programma

Mercoledì 11 giugno 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze con la conferenza “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”, Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, apre la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”. A 40 anni dall’“Anno degli Etruschi”, il 1985, iniziativa della Regione Toscana alla quale hanno partecipato Università, Soprintendenze, Musei e, con un ruolo di coordinamento culturale, anche l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, con importanti mostre a Firenze, Arezzo, Siena, Volterra, Orbetello Cortona e Perugia nelle quali furono presentati e illustrati al pubblico monumenti e materiali degli Etruschi e della loro civiltà, sono moltissime le novità dovute a scavi e ricerche. Ecco dunque “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, rassegna di 15 incontri di approfondimento, con al centro gli Etruschi, i loro misteri, le loro origini e la loro storia, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici con sede a Firenze in collaborazione con la Regione Toscana. Le conferenze, ospitate nell’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi, si svolgeranno di mercoledì dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 (con inizio alle 17). A parlare saranno docenti universitari, specialisti ed esperti della misteriosa civiltà mediterranea. La partecipazione sarà a ingresso libero.

L’obiettivo del ciclo di incontri agli Uffizi è affrontare in modo organico e coerente tutte le principali novità sui più rilevanti aspetti della storia e dell’archeologia degli Etruschi, per offrire al pubblico interessato un quadro completo e aggiornato su questa civiltà, affrontandone e illustrandone i temi di maggiore importanza. Dal dibattutissimo problema delle origini, si passerà a quello altrettanto caldo della lingua, a quello delle città e della loro organizzazione interna, ai luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), ai culti e alla religione, alle manifestazioni artistiche (scultura, pittura, bronzistica), alla struttura politica e alle cariche magistratuali, alla loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, con una ampiezza maggiore rispetto a quanto solitamente si credeva, al loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, ai rapporti e alle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e alla loro fine nell’impatto con Roma.

CALENDARIO CONFERENZE, il mercoledì alle 17, all’auditorium Paolucci, piazzale degli Uffizi 6, a Firenze: 11 giugno, “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche” (Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici); 18 giugno, “La lingua: dal “mistero” alla conoscenza: nuovi testi, nuove letture” (Enrico Benelli, università di Roma Tre); 25 giugno, “L’architettura: Case e palazzi” (Simonetta Stopponi, università di Perugia); 2 luglio, “L’architettura: Le tombe” (Alessandro Naso, università di Napoli Federico II); 9 luglio, “Politica e istituzioni: i magistrati e le città” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 16 luglio, “La pittura: nuovi documenti e nuove interpretazioni” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 23 luglio, “La religione: santuari, divinità e culti” (Laura Michetti, università di Roma La Sapienza); 30 luglio, “Le arti: botteghe “locali” e artigiani “venuti da fuori” (Stefano Bruni, università di Ferrara); 6 agosto, “…Ancora sull’origine degli Etruschi” (Vincenzo Bellelli, direttore parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); 3 settembre, “Gli Etruschi e il Mediterraneo orientale” (Maurizio Sannibale, Musei Vaticani); 10 settembre, “Etruschi e Greci” (Maurizio Harari, università di Pavia); 17 settembre, “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” (Luca Cerchiai, università di Salerno); 24 settembre, “Etruschi e Italici” (Gianluca Tagliamonte, università di Lecce); 1° ottobre, “Gli Etruschi nella valle del Po” (Elisabetta Govi, università di Bologna); 8 ottobre, “La fine degli Etruschi” (Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena).