Egitto. Webinar promosso dall’istituto italiano di Cultura al Cairo su “Università del Salento a Soknopaiou Nesos (El-Fayyum): scavi dei templi” a cura di Paola Davoli dell’università del Salento (Lecce). Ecco come seguirlo

L’appuntamento è martedì 14 dicembre 2021, alle 17 ora italiana (18 ora egiziana) per il webinar “Università del Salento a Soknopaiou Nesos (El-Fayyum): scavi dei templi” a cura di Paola Davoli dell’università del Salento (Lecce), promosso dal Centro archeologico italiano dell’Istituto italiano di Cultura al Cairo in collaborazione con l’ambasciata italiana al Cairo. La conferenza potrà essere seguita attraverso Microsoft Teams al link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MTI5Mzg2MzktMGE5MC00MWYxLWE2ZWYtY2Y1OWI0ZGM3ZTE0%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%2234c64e9f-d27f-4edd-a1f0-1397f0c84f94%22%2c%22Oid%22%3a%22babdcf46-9524-4ae8-ae30-59e751a8a656%22%7d (istruzioni: 1- clicca sul link; 2- scegli “continua su questo browser”, non sarà necessario scaricare alcuna applicazione; 3 – fai clic su partecipa e sarai nella sala riunioni; 4- Se ti iscrivi da cellulare, dovrai installare l’app).


Paola Davoli (università del Salento)
Il progetto “Soknopaiou Nesos” del Centro di Studi Papirologici dell’università del Salento (Lecce), di cui Paola Davoli condivide la direzione, è nato nel 2001, con lo scopo di documentare il sito tramite moderne tecniche di indagine topografica ed archeologica, e si è ampliato grazie ai numerosi ritrovamenti coinvolgendo così specialisti in uno studio ampio ed interdisciplinare. Gli scavi, infatti, hanno portato alla luce significativi papiri ed edifici che rappresentano una delle più importanti fonti di informazione sull’Egitto Greco-Romano anche grazie al loro eccellente stato di conservazione.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA” appuntamento on line con l’archeologa Grazia Semeraro (università del Salento) su “Tra medicina ed archeologia. Nuove ricerche a Hierapolis di Frigia”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

Locandina dell’incontro on line “Tra medicina e archeologia. Nuove ricerche a Hierapolis di Frigia”
“Tra medicina ed archeologia. Nuove ricerche a Hierapolis di Frigia” è il titolo dell’appuntamento on-line di mercoledì 3 novembre 2021, alle 18, nell’ambito della rassegna dei “Mercoledì del MArTA”. A relazionare in diretta on line sui canali YouTube e Facebook del Museo, sarà Grazia Semeraro, ordinario di Archeologia classica dell’università del Salento e direttrice della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia in Turchia, introdotta dalla direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti.


Grazia Semeraro (università del Salento)
“Cosa sappiamo sui modi in cui nell’antichità si affrontavano le malattie? Cosa ci può dire l’archeologia sui sistemi di cura ed in particolare sui farmaci?”, dice la prof.ssa Grazia Semeraro. “L’intervento si focalizzerà su questi temi attraverso un aggiornamento relativo alle ricerche interdisciplinari condotte in una delle grandi città romane dell’Asia Minore, Hierapolis di Frigia, dove la Missione Archeologica Italiana guidata dall’Università del Salento ha appena terminato i lavori della campagna di scavo 2021. Il tema della cura della salute è presente in molti aspetti della documentazione archeologica di Hierapolis, dall’epigrafia alle pratiche rituali messe in evidenza dalla ricerca nei luoghi di culto della città romana e bizantina. Di notevole interesse sono le innovative ricerche su una classe di oggetti che, grazie al contributo delle analisi chimiche, risultano essere impiegati per il commercio di balsami ed unguenti per uso farmacologico, prodotti in Asia Minore ed ampiamente distribuiti su scala mediterranea.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA” appuntamento on line con l’archeologo Paolo Gull (Università del Salento) su “Convenzione di Faro: una sfida fra locale e globale”, introdotto da Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale

A quasi un anno dalla ratifica italiana della “Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società”, stipulata nella città portoghese di Faro il 27 ottobre del 2005, se ne torna a discutere in un luogo come il museo Archeologico nazionale di Taranto che dei processi partecipati ha fatto una sua mission. Appuntamento il 27 ottobre 2021, alle 18, nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, con la relazione del prof. Paolo Gull, professore associato di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica dell’università del Salento, su “Convenzione di Faro: una sfida fra locale e globale” che si terrà on-line, in diretta sui canali YouTube e Facebook del MArTA. “La Convenzione di Faro”, chiarisce la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, che curerà l’introduzione dell’appuntamento, “stabilisce un concetto chiave per il patrimonio culturale di un paese perché incoraggia a riconoscere che gli oggetti e i luoghi sono importanti per i significati e gli usi che le persone attribuiscono loro e per i valori che rappresentano. Essa offre una struttura per coinvolgere la società civile nei processi decisionali e di gestione relativi al contesto del patrimonio culturale”.


Paolo Gull (università del Salento)
La “convenzione” venne approvata nel 2005 nella città portoghese di Faro con l’intenzione di fare della cultura uno strumento di pace in linea di pensiero con le Convenzioni UNESCO del 2003 sulla protezione del patrimonio culturale immateriale e la promozione della diversità delle espressioni culturali. Il retroterra storico è rappresentato dalla guerra combattuta tra i paesi dell’ex Jugoslavia dal 1991 al 2001, durante la quale ricchezze del patrimonio culturale, come il ponte di Mostar o la Biblioteca di Sarajevo, vennero distrutte, in quanto simbolo della storia e dell’identità dell’etnia da debellare. E il prof. Gull: “La Convenzione quadro sul valore del patrimonio culturale per la società (Faro 2005) contiene numerosi concetti innovativi che hanno avuto però, nel nostro Paese, un’accoglienza contrastata. Tali principi sono in realtà profondamente radicati nei presupposti teorici e metodologici delle nostre discipline e pongono una serie di problemi rispetto alla gestione tradizionale dei beni culturali italiani (e non solo) che vanno affrontati, pena la perdita di contatto tra il patrimonio culturale e la società civile. Tuttavia, fare propri i principi della convenzione non può ridursi ad una loro accettazione acritica perché questi vanno a definire una nuova frontiera di sollecitazioni ponendo questioni inedite in cui la dimensione locale e territoriale del patrimonio culturale si confronta con lo scenario globale disegnato dal mondo del XXI secolo”.
Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Flavia Frisone, dell’università del Salento, sulla storia del colosso di Eracle: “Un eroe per la Magna Grecia. Eracle, Taranto e la politica dell’immagine”

Storia del colosso di Eracle e di una identità da ritrovare: è il tema affrontato il 31 marzo 2021 per l’ultimo appuntamento di marzo dei “Mercoledì del MArTa”. Alle 18, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del museo Archeologico nazionale di Taranto la prof.ssa Flavia Frisone, dell’università del Salento, introdotta dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, parlerà di “Un eroe per la Magna Grecia. Eracle, Taranto e la politica dell’immagine”. “La conferenza”, anticipa la direttrice Eva Degl’Innocenti, “permetterà di mettere in luce i processi socio-culturali e geo-politici della costruzione identitaria della città di Taranto in diverse fasi della sua storia”.


La prof.ssa Flavia Frisone dell’università del Salento
I leoni di San Marco a Venezia, il Colosseo a Roma, o l’Arena a Verona, ma anche la statua della libertà a New York e l’Opera House di Sidney. Da sempre le città vengono riconosciute soprattutto grazie ai simboli iconici espressi attraverso la statuaria o l’architettura. Accadde anche a Taranto, che – va ricordato – tra IV e III sec. a.C. è stata la capitale culturale del Mediterraneo occidentale: ebbene, nel IV a.C. i tarantini commissionarono proprio ad uno dei più grandi maestri di arte statuaria, Lisippo, la grande statua in bronzo di Eracle, alta circa 5 metri e posizionata sull’acropoli. L’Eracle bronzeo fu per tanto tempo il simbolo di una città che seppe raggiungere splendore e potenza, fino alla definitiva conquista da parte dei Romani con il generale Quinto Fabio Massimo: con la caduta sotto i Romani, Taranto fu spogliata anche di numerosi monumenti e ricchezze. Fu proprio in quegli anni che la statua dell’eroe, simbolo e immagine della potenza tarantina, finì per adornare l’area del Campidoglio, prima di arrivare con le crociate a Costantinopoli ed essere rifusa. “Seguiremo le testimonianze di quella che costituisce una vera e propria costruzione identitaria della città in diverse fasi della sua storia”, spiega Flavia Frisone, “per divenire, attraverso culti, nomi, immagini, una precisa strategia comunicativa e diplomatica che accompagnò l’affermazione di Taranto come città egemone dell’Italia meridionale greca e non greca. Il tema è solo apparentemente erudito e “antiquario” – conclude –. Esso pur parlandoci della specificità di linguaggio delle relazioni politiche e diplomatiche antiche, rivela la modernità di alcuni percorsi storici o, forse, il cuore antico di quelli che oggi chiamiamo processi di globalizzazione”.



















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