Roma. Riaperto il Passetto di Borgo, il suggestivo corridoio fortificato tra Vaticano e Castel Sant’Angelo tornato fruibile dopo sei anni con un programma permanente di visite guidate speciali. Entro gennaio accesso possibile anche ai disabili
Costruito nel Medioevo, ha svolto un ruolo cruciale per la sicurezza dei Papi nei momenti di crisi. Durante il Sacco di Roma del 1527, Papa Clemente VII fuggì attraverso questo corridoio cercando rifugio a Castel Sant’Angelo. Parliamo del Passetto di Borgo: dal 23 dicembre 2024, a poche ore dall’apertura del Giubileo 2025, il suggestivo corridoio fortificato tra Vaticano e Castel Sant’Angelo è tornato fruibile dopo sei anni con un programma permanente di visite guidate speciali. Oggi, percorrere di nuovo il Passetto significa rivivere uno dei capitoli più intensi della storia della città. La riapertura del Passetto è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Speciale di Roma, che ha curato i lavori di messa in sicurezza, conservazione e restauro, e la direzione generale Musei / Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma, responsabile del progetto di valorizzazione e della nuova narrazione museologica. All’inaugurazione erano presenti Luca Mercuri, dirigente delegato dell’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma; Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC; la soprintendente speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro; e l’on. Federico Mollicone, presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) alla Camera dei Deputati.
Le visite guidate, realizzate in collaborazione con Coopculture e acquistabili sull’app e la piattaforma Musei Italiani, permettono di percorrere l’intero tratto del Passetto, dalla Torre del Mascherino su piazza della Città Leonina, fino al Bastione San Marco a Castel Sant’Angelo. Il percorso alterna due livelli: il livello superiore, scoperto, offre una passeggiata panoramica con viste spettacolari sulla città; il livello inferiore, coperto, rappresenta invece il corridoio “segreto” che consentiva ai Pontefici di spostarsi in sicurezza dagli appartamenti papali al castello fortificato. All’arrivo al Bastione San Marco, i visitatori sono accolti in un ambiente allestito per l’occasione con opere e oggetti che raccontano le vicende storiche legate al Passetto e a Castel Sant’Angelo. Una installazione multimediale, realizzata in collaborazione con Studio Azzurro, offre ulteriori spunti per un’esperienza immersiva. Un virtual tour, infine, disponibile sul sito web di Castel Sant’Angelo, consente di poter fruire del Passetto da qualsiasi luogo e distanza.

Le visite guidate, per gruppi di 25 persone, prevedono 3 diverse formule: la visita guidata diurna al Passetto e al Bastione San Marco senza ingresso a Castel Sant’Angelo, la visita guidata diurna integrata con l’ingresso ordinario a Castel Sant’Angelo e la visita speciale notturna che include la visita guidata al Passetto e una suggestiva passeggiata all’interno di Castel Sant’Angelo tra Bastioni e Sala Paolina, senza altro pubblico presente. L’ingresso diurno al solo Passetto e al Bastione San Marco costa 4 euro (con riduzioni e gratuità di legge) + 12 euro per la visita guidata obbligatoria della durata di un’ora (gruppi di 25 persone, gratis fino a 6 anni, 2 euro fino ai 18 anni non compiuti). L’ingresso diurno integrato al Passetto + Castel Sant’Angelo prevede il costo del biglietto di accesso ordinario a Castel Sant’Angelo (16 euro con riduzioni e gratuità di legge) + 10 euro per la visita guidata al Passetto di Borgo e al Bastione San Marco della durata di un’ora (gruppi di 25 persone, gratis fino a 6 anni, 2 euro fino ai 18 anni non compiuti). L’ingresso speciale notturno prevede la visita guidata di un’ora al Passetto di Borgo e al Bastione San Marco e una passeggiata suggestiva all’interno di Castel Sant’Angelo, senza altro pubblico presente, che include il dromos, i bastioni e la Sala Paolina: costa 4 euro (con riduzioni e gratuità di legge) + 24 euro per la visita guidata speciale (gruppi di 25 persone, gratis fino a 6 anni, 2 euro fino ai 18 anni non compiuti).

“Sono particolarmente lieto”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei, “di celebrare la riapertura al pubblico del Passetto di Borgo, dopo anni di chiusura. Questo passaggio fortificato non è soltanto un elemento architettonico di rara suggestione, ma rappresenta un capitolo fondamentale della storia di Roma, capace di raccontare momenti cruciali della città e della sua dimensione universale. Oggi viene restituito ai cittadini e ai visitatori un luogo che invita alla scoperta e alla conoscenza, proponendo un dialogo tra storia, cultura e paesaggio urbano. Le nuove modalità di fruizione, con percorsi guidati diurni e serali, l’allestimento del Bastione San Marco e soluzioni accessibili, confermano l’impegno verso un patrimonio culturale che possa essere sempre più esperienza condivisa, capace di connettere passato e presente in una narrazione viva”. “Il grande intervento del Passetto di Borgo”, commenta Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma, “in collaborazione con la direzione generale Musei e il segretariato regionale del Lazio, non poteva non concludersi che con il restauro realizzato dalla Soprintendenza con i fondi del Giubileo di Porta Angelica, in epoca medioevale parte integrante delle Mura Leonine e oggi ingresso privilegiato a piazza San Pietro e alla Basilica Vaticana. Ma è con soddisfazione che sottolineo come questi interventi abbiano reso Passetto più accessibile, anche alle persone con difficoltà di deambulazione, grazie a due nuovi ascensori e alla riconfigurazione di alcune pendenze del percorso. Un grande traguardo che offriamo ai visitatori romani e di tutto il modo per il Giubileo”.

Questa riapertura del Passetto rappresenta un punto di partenza verso una fruizione sempre più ampia e inclusiva di un monumento tanto significativo e affascinante quanto, per sua natura originaria, concepito per essere impervio, segreto e inaccessibile. Un percorso che oggi si apre al pubblico con l’obiettivo di trasformare quella che era una fortificazione difensiva e una via di fuga in un luogo di scoperta e partecipazione. Grazie al nuovo elevatore installato presso la Torre del Mascherino, a partire da gennaio 2025 saranno attivate visite accessibili, pensate per garantire questa esperienza anche ai visitatori con difficoltà motorie. Dalla primavera, inoltre, saranno disponibili pacchetti e attività dedicate alle scuole, con percorsi didattici pensati per avvicinare i più giovani alla storia e al valore di questo luogo. Durante la prossima estate, grazie ai progetti di valorizzazione promossi dal ministero della Cultura, sarà anche avviato un programma di aperture speciali che permetterà l’accesso e la visita autonoma, offrendo un affaccio privilegiato sulla città eterna. Infine, finanziamenti pari a 2,5 milioni di euro, provenienti dalla programmazione straordinaria Lavori Pubblici, permetteranno all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con la soprintendenza speciale di Roma e la direzione generale Musei, di proseguire, nel prossimo triennio, con ulteriori interventi mirati alla valorizzazione e tutela del Passetto, consolidando così, sempre di più, questo ampio progetto di fruizione, accessibilità e condivisione del patrimonio culturale.

IL PASSETTO DI BORGO: TRA STORIA E MEMORIA. Il Passetto di Borgo, progettato per collegare il Vaticano con Castel Sant’Angelo, vanta una storia ricca e stratificata. Le prime fortificazioni dell’area risalgono all’impero del re ostrogoto Totila nel VI secolo d.C. Successivamente, papa Leone IV, nel IX secolo, ampliò le difese costruendo una cinta muraria a protezione del Vaticano e della Basilica di San Pietro, per contrastare i ripetuti attacchi dei Saraceni. Nel 1277, sotto papa Niccolò III Orsini, fu realizzato il collegamento tra il Passetto e Castel Sant’Angelo, con l’intento di garantire un passaggio sicuro per i Pontefici. Successivi interventi, come quello di Alessandro VI Borgia (1492-1503), aggiunsero un passaggio coperto, conferendo al Passetto l’aspetto che conosciamo oggi.

La funzione difensiva e strategica del Passetto divenne celebre durante il Sacco di Roma del 1527, quando papa Clemente VII riuscì a sfuggire alle milizie imperiali di Carlo V utilizzandolo come via di fuga verso Castel Sant’Angelo. Questa via sicura permise al Pontefice di mettersi al riparo e, successivamente, di progettare la sua fuga verso Orvieto. Nel 1565, sotto il pontificato di Pio IV Medici, furono realizzate ulteriori modifiche urbanistiche con la costruzione delle mura di Borgo Pio, Vittorio e Angelico, segnando il passaggio del Passetto da struttura difensiva a elemento urbano integrato. Oggi, grazie al completamento dei lavori di restauro e alla nuova proposta di valorizzazione, il Passetto di Borgo torna a raccontare le sue storie, accogliendo i visitatori in un percorso che intreccia passato e presente, offrendo un’esperienza unica di scoperta e conoscenza.
Capodanno a Roma con l’archeologia: aperture straordinarie delle Terme di caracalla, villa di Livia, Arco di Malborghetto e santuario Siriaco

Capodanno a Roma con l’archeologia. Apertura straordinaria di alcuni siti della soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma che aderiscono all’iniziativa del ministero della Cultura “Buone feste al Museo”.
Alle Terme di Caracalla sarà possibile visitare la mostra “Narciso. Fotografia allo Specchio”. Il 1° gennaio 2025 è attivo, con le sue fontane e le sue nebulizzazioni, lo Specchio d’acqua. Ingresso con biglietto ordinario. Orario: 9 – 16.30, ultimo ingresso 15.30
I siti archeologici della via Flaminia sono il simbolo di due momenti fondamentali della storia romana: la Villa di Livia era il rifugio dove Augusto e sua moglie Livia Drusilla trovavano riposo dagli impegni pubblici del fondatore dell’impero. Ingresso libero, via Villa di Livia 187 (all’interno del parco comunale di Prima Porta). Orario: 9 – 16.30, ultimo ingresso 15.30
L’Arco di Malborghetto, immerso nel verde e nella natura, è il luogo dove Costantino passò la notte prima della battaglia di Ponte Milvio. Ingresso libero, via Barlassina 1. Orario 9 – 16.30, ultimo ingresso 15.30
Alle pendici di Villa Sciarra, sul Gianicolo, il Santuario Siriaco è la testimonianza dei culti misterici di origine orientale dell’epoca tardo antica, un luogo pieno di fascino da poco riaperto dopo un restauro conservativo. Ingresso libero, via Dandolo 47. Orario 9.30 – 13, ultimo ingresso 12.15
Roma. Al Palazzo della Cancelleria convegno promosso dalla Pontificia Accademia Romana di Archeologia sulle recenti scoperte in piazza Pia della soprintendenza speciale di Roma

Veduta dello scavo archeologico nel cantiere della nuova piazza Pia a Roma (foto anas)
Le recenti scoperte avvenute in piazza Pia a Roma grazie all’intervento di archeologia coordinato dalla soprintendenza speciale di Roma (vedi Roma. Scoperte nel cantiere per il sottopasso della nuova piazza Pia, a un passo da San Pietro, una grande fullonica e una residenza di età imperiale: saranno smontate, e ricollocate entro due anni nei Giardini di Castel Sant’Angelo per essere musealizzate e valorizzate: così si rispetta anche il cronoprogramma del sottopasso per il Giubileo. Gli interventi di ministro, sindaco, soprintendente, curia e Anas | archeologiavocidalpassato) sono al centro del convegno promosso dalla Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Giovedì 19 dicembre 2024, alle 16.30, nella sala dei Cento giorni al Palazzo della Cancelleria a Roma, interverranno il soprintendente speciale di Roma Daniela Porro; l’archeologo Alessio De Cristofaro, responsabile del progetto, insieme all’archeologa Dora Cirone e l’archeologa Giovanna Di Giacomo. Tra i relatori Giuseppina Ghini che presenta un intervento sull’imperatore Caligola e il lacus Nemorensis. L’incontro sarà inaugurato dal ricordo di monsignor Michel Berger a cura di Valentino Pace e Roberta Durante. Ingresso libero fino a esaurimento posti-
Programma. Valentino Pace, Roberta Durante: “Commemorazione del Rev. Mons. Michel Berger”; Daniela Porro: “Gli scavi di Piazza Pia, tra archeologia e rigenerazione urbana”; Dora Cirone, Alessio De Cristofaro: “Horti Agrippinae, portico di Caligola, horti Domitiae. Nuovi dati dagli scavi di Piazza Pia”; Giovanna Di Giacomo: “Nuove fistulae acquarie per gli horti Agrippinae”; Giuseppina Ghini: “Caligola, l’imperatore che amava il lusso: il palazzo e il santuario galleggiante del Lacus Nemorensis”.
Roma. Apertura straordinaria del museo paleontologico La Polledrara di Cecanibbio. Due visite guidate e due dimostrazioni di taglio dell’industria litica e della levigatura dell’osso per un viaggio gratuito nel Pleistocene

Il museo Paleontologico La Polledrara di Cecanibbio, uno dei più ricchi depositi paleontologici d’Europa, a due passi da Roma (foto ssabap-roma)
Un viaggio nel Pleistocene a due passi da Roma. Tra le vie Aurelia e Boccea, nella campagna a nord-ovest di Roma, si trova il museo Paleontologico La Polledrara di Cecanibbio, uno dei più ricchi depositi paleontologici d’Europa. Domenica 15 dicembre 2024, la soprintendenza speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, promuove un’apertura straordinaria del museo dove si alterneranno visite guidate e dimostrazioni di taglio dell’industria litica e della levigatura dell’osso realizzati dalla soprintendenza speciale in collaborazione con Matrix 96, specialisti di archeologia sperimentale. Le visite di domenica 15 dicembre 2024 della durata di 45 minuti sono gratuite con prenotazione obbligatoria compilando gli appositi moduli: il turno di visita delle ore 10 a questo link https://forms.gle/dhWuNpj3LYo737m47; il turno di visita delle ore 11.45 a questo link https://forms.gle/71ER9k6UinmDpcqf8. Dopo ogni visita è prevista la dimostrazione sperimentale, dalle 11 alle 11.30 e dalle 12.45 alle 13.15.

Dettaglio dei resti di grandi mammiferi conservati nel museo Paleontologico La Polledrara di Cecanibbio, uno dei più ricchi depositi paleontologici d’Europa, a due passi da Roma (foto ssabap-roma)
Il Museo che diventerà uno dei luoghi centrali dell’Ecomuseo di Roma Ovest, progetto inserito nel PNRR Caput Mundi, è unico nel suo genere: al suo interno sono stati identificati migliaia di resti di animali, soprattutto grandi mammiferi, in particolare elefante antico, bue primigenio e cervo elafo oltre a resti di rinoceronte, cavallo, cinghiale, bufalo d’acqua, lupo e volpe. Le ricerche svolte nel sito hanno permesso di individuare ossa appartenenti ad almeno 30 individui adulti di elefante antico, tra questi alcuni esemplari mostrano gran parte dello scheletro ancora in connessione anatomica.
Roma. All’università di Roma Tre il convegno “Lungo l’acquedotto. L’Aqua Virgo nella sua storia passata e nel presente, dalla periferia al centro di Roma, tra archeologia e storia dell’arte”: storici dell’arte, archeologi, architetti, funzionari, ricercatori ne raccontano la forma, la storia, la fortuna, la funzione nella storia della città

Martedì 3 dicembre 2024, dalle 9.30 alle 19, al dipartimento di Studi umanistici (aula magna – via Ostiense 234-236), il convegno “Lungo l’acquedotto. L’Aqua Virgo nella sua storia passata e nel presente, dalla periferia al centro di Roma, tra archeologia e storia dell’arte” a cura di Silvia Ginzburg e Francesca Mari. Storici dell’arte, archeologi, architetti, funzionari, ricercatori, cittadini impegnati nella conoscenza, conservazione, tutela dell’acquedotto Vergine ne raccontano la forma, la storia, la fortuna, la funzione nella storia della città, nel legame tra il suo centro e le sue periferie, nel suo rapporto con il passato e nel presente. Aderiscono: Accademia di Francia-Villa Medici; Bibliotheca Hertziana-Max-Planck Institut für Kunstgeschichte; dipartimento di Studi umanistici, università di Roma Tre; museo di Roma; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma; soprintendenza Capitolina ai Beni culturali.

L’Acquedotto Vergine (Aqua Virgo) in via di Pietralata a Roma (foto sovrintendenza capitolina)
L’Acquedotto Vergine, fondato da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 a.C., alimenta ancora le maggiori fontane del centro storico. Attraverso un focus sugli umanisti che nel corso del XVI secolo hanno commissionato opere ad architetti, pittori, scultori, stuccatori per giardini e dimore lungo il percorso dell’Aqua Virgo, dalle sorgenti di Salone all’area del Nazareno, la ricerca mira a far percepire la continuità culturale che legava il centro e la periferia della Roma cinquecentesca. Si vuole così rendere fruibile attraverso diversi mezzi di disseminazione la dimensione diacronica dello spazio abitato, restituendo il senso di un contesto già unitario attraverso la conoscenza di opere d’arte ormai collocate in sedi distanti. Con il duplice obiettivo di un’indagine scientifica e della divulgazione dei suoi risultati, il progetto si avvale della collaborazione di prestigiosi istituti di ricerca e musei (Bibliotheca Hertziana – Max-Planck Institut, Accademia di Francia-Villa Medici, Archivio del Moderno, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Museo di Roma), della partecipazione di archeologi, storici dell’arte, architetti, restauratori della soprintendenza comunale e della soprintendenza speciale di Roma e di diverse università italiane e straniere, del dialogo con comunità patrimoniali e comitati popolari dei territori interessati. In un’ottica multidisciplinare si vuole ricostruire la storia della genesi e delle modifiche intervenute sui monumenti e sui paesaggi che insistono sul percorso dell’acquedotto, travolti da scelte urbanistiche spesso traumatiche, nel tentativo di ricostruirne la facies originaria, la fortuna, la vicenda conservativa e di ricostruire il significato di quegli episodi architettonici e decorativi cinquecenteschi nel rapporto con l’acquedotto allora, e oggi.
Programma. Alle 9.30, saluti: Alberto D’Anna (direttore del dipartimento di Studi umanistici, università di Roma Tre), Riccardo Santangeli Valenzani (università di Roma Tre), Ilaria Miarelli Mariani (direttrice del museo di Roma), Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Francesca Alberti (Accademia di Francia – Villa Medici), Silvia Ginzburg (università di Roma Tre). Interventi: alle 10, Francesca Mari (università di Roma Tre) “Agostino Steuco e l’acquedotto Vergine nel Cinquecento”; 10.20, Maria Elisa Amadasi (Scuola Normale Superiore di Pisa) “Aqua Virgo, duemila anni al servizio dell’Urbe. Storia del più antico acquedotto in funzione a Roma”; 10.40, Anna Ferrari Aggradi (Comunità Patrimoniale di Vigna Mangani) “L’acquedotto Vergine nel racconto della Comunità Patrimoniale di Vigna Mangani”; 11, pausa caffè; 11.20, Francesca Romana Cappa (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Valeria Trupiano (ministero della Cultura, Istituto centrale per il Patrimonio Immateriale) “L’acquedotto Vergine inVita”; 11.50, Flavio Fianco (Comitato Popolare Monti di Pietralata) “La scoperta del Vergine”; 12.10, Maria Luisa Mutschlechner (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “Alcune sistemazioni di paesaggio lungo il tracciato dell’Acqua Vergine fuori le mura”; 12.30, Maria Elisa Amadasi (Scuola Normale Superiore di Pisa), Cristina d’Agostini (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e paesaggio di Roma) “Le sorgenti dell’Aqua Virgo a Salone: nuove indagini in corso”; 13, discussione; 15, Andrea Bonavita (ricercatore indipendente) “Sui fonti dell’[Acqua] Vergine havea il suo bello Casalle. La villa del cardinale Trivulzio a Salone sotto nuova luce”; 15.20, Jana Zapletalová (Palacký University Olomuc), Grégoire Extermann (scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana) “Da Roma a Praga. L’eredità della Villa di Agostino Trivulzio in Europa centrale”; 15.50, Chiara Andreotti (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma), Ilaria Sgarbozza (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “La Villa Trivulzio, il vincolo di tutela e le trasformazioni della Campagna Romana”; 16.20, Serena Quagliaroli (università di Torino) “Stucco e tecniche antiche nelle dimore del Cinquecento: un itinerario lungo l’Aqua Virgo”; 16.40, pausa caffè; 17, Letizia Tedeschi (Archivio del Moderno dell’Accademia di Architettura di Mendrisio – università della Svizzera Italiana) “Giovanni Fontana (1540-1614) da bravissimo muratore a architetto delle acque. Un’ipotesi di ricerca”; 17.20, Enrico Da Gai (architetto e storico dell’architettura) “nella meglior aria di Roma”; 17.40, Monica Ceci (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Lorenzo Kosmopoulos (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale) “Le arcate di via del Nazareno e l’arco di Claudio”; 18.10, Silvia Ginzburg (università di Roma Tre) “Polidoro e Maturino per Angelo Colocci”; 18.30, discussione e chiusura lavori.
Roma. Nel Rione Testaccio passeggiata gratuita con visita guidata dagli archeologi del collettivo DecameRome nei sotterranei del Mercato di Testaccio e alla Porticus Aemilia

L’area archeologica ipogea al Mercato di Testaccio a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

Porticus Aemilia nel Rione Testaccio a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)
Il Rione Testaccio, popolare quartiere dell’area ovest di Roma, conserva significative testimonianze e presenze monumentali delle varie epoche e vanta una continuità funzionale dalla città antica alla città moderna per la singolare vocazione economico-commerciale periodicamente riemersa nel corso dei secoli. Per iniziativa della soprintendenza speciale di Roma, appuntamento sabato 23 novembre 2024 al Mercato di Testaccio in via Lorenzo Ghisberti 19 a Roma: sarà possibile partecipare a una passeggiata accompagnata dagli archeologi del collettivo DecameRome tra due aree archeologiche vicine ma diverse: i sotterranei del Mercato di Testaccio e la Porticus Aemilia. Il “sotto” che è invisibile nel quotidiano e i resti della Porticus che invece si confondono tra i palazzi moderni. Due visite guidate gratuite senza prenotazione alle 10 e alle 12 di un’ora ciascuna.
Roma. Week end di Ognissanti alle Terme di Caracalla con la mostra nel segno di Narciso e lo specchio d’acqua con i suoi giochi

Lo specchio d’acqua allestito alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)
La mostra “Narciso. La fotografia allo specchio” che raccoglie 35 maestri della fotografia internazionale, lo specchio d’acqua con i suoi giochi ricchi di suggestioni e la maestosa imponenza delle Terme di Caracalla. Un mix di storia, archeologia, innovazione e bellezza da scoprire e riscoprire nel segno di Narciso che aspetta i visitatori anche in occasione delle festività di inizio novembre: il 1° e il 2 novembre l’area archeologica è aperta dalle 9 alle 16.30, ultimo ingresso alle 15.30 con biglietto ordinario acquistabile sul sito di museitaliani; il 3 e il 4 novembre apertura gratuita per tutti dalle 9 alle 16.30, ultimo ingresso alle 15.30, anche i biglietti gratuiti sono disponibili sul sito di museitaliani; il 5 novembre chiusura settimanale.
Roma. In occasione dell’anniversario della battaglia di Ponte Milvio tra Costantino e Massenzio (28 ottobre 312) la soprintendenza speciale propone due eventi: tango e coraggio, e “In hoc signo vinces”

Il modellino dell’Arco quadrifronte inglobato nel Medioevo in una chiesa fortificata, esposto nell’Antiquarium dell’Arco di Malborghetto (foto ssabap-roma)
Il 28 ottobre 312 nei pressi di Ponte Milvio, dove la via Flaminia supera il Tevere, fu combattuta la battaglia, passata poi alla storia come la “battaglia di Ponte Milvio”, tra l’imperatore romano Costantino, che governava le regioni occidentali dell’impero, e l’usurpatore (imperatore in Italia e Africa, ma non riconosciuto dai colleghi della tetrarchia) Massenzio. A seguito della vittoria delle sue truppe, Costantino divenne l’unico sovrano della parte occidentale dell’impero, ulteriore passo nel suo percorso politico che lo portò a divenire imperatore unico e porre fine alla tetrarchia. Costantino, in vista della battaglia, era sceso col suo esercito lungo la via Flaminia, raggiungendo Roma ad autunno inoltrato, praticamente senza incontrare ostacoli. E con molta probabilità si era accampato col suo esercito in località Malborghetto, vicino a Prima Porta, sulla riva destra del fiume Tevere e a poca distanza dal Ponte Milvio: qui oggi vediamo il cosiddetto Arco di Malborghetto, un tetrapilo di epoca costantiniana che monumentalizza l’incrocio della Flaminia con un’altra strada.
Il 27 e 28 ottobre 2024, presso l’Antiquarium di Malborghetto sulla via Flaminia, in occasione della ricorrenza della Battaglia di Ponte Milvio e la vittoria di Costantino su Massenzio che segnò l’evangelizzazione dell’Europa e l’affermazione del Cristianesimo in Occidente, due giornate di eventi promossi dalla soprintendenza speciale di Roma nell’ambito delle attività di valorizzazione realizzate con Incontr’ARTI – Visioni di Terra e di Cielo. Domenica 27 performance e talk tra l’audacia del tango e la felicità del coraggio con l’attrice non vedente Luisa Stagni, i danzatori Paloma Dionisi ed Emiliano Naticchioni e l’intervento di Gregorio Iacopini sulla filosofia del coraggio. Lunedì 28, data cara al luogo ospitante. Per l’anniversario della vittoria di Costantino, In hoc Signo Vinces, un ensemble con il M° Fabio Lorenzi, la voce di Chiara Meschini, la danzatrice Elisa Carta Carosi e la partecipazione della giovanissima Benedetta Russo. Tutte le iniziative sono alle 17, l’ingresso è gratuito e fino ad esaurimento posti. Si prega prenotare al numero whatsapp 351.9072781.
Roma. Alle Terme di Caracalla “Narciso allo specchio”: due giorni di incontri sullo Specchio d’Acqua e visite guidate, promossi dalla soprintendenza Speciale Roma con Electa, a corollario alla mostra fotografica “Narciso. La fotografia allo specchio”

Riflessi nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto leandro lentini)
“Narciso sullo specchio”: due giorni di incontri e visite guidate, sabato 19 e domenica 20 ottobre 2024, promossi dalla soprintendenza Speciale Roma, diretta da Daniela Porro, alle Terme di Caracalla, a Roma, a cura di Maurizio Bettini e Massimo Fusillo; programma ideato e realizzato con Electa editore e Fondamenta, Fondazione per le arti e la cultura. Gli incontri si tengono sul grande palco dello Specchio d’acqua delle Terme di Caracalla e sono corollario alla mostra fotografica “Narciso. La fotografia allo specchio” curata da Nunzio Giustozzi, prorogata fino al 12 gennaio 2025. Tutti gli incontri e le visite guidate sono gratuiti, previo acquisto del biglietto d’ingresso al monumento. In caso di pioggia il programma si terrà negli antichi sotterranei anziché sullo Specchio d’acqua.


Daniela Porro, soprintendente speciale ABAP di Roma
“Dialoghi allo specchio è un impaginato di incontri e visite guidate che come la mostra”, spiega Daniela Porro, soprintendente Speciale di Roma, “rientrano nelle proposte di eventi che celebrano il ritorno dell’acqua nel complesso termale severiano. Lo Specchio d’acqua si sta dimostrando sempre più un catalizzatore di incontri, di iniziative culturali, di spettacoli, per rendere le Terme di Caracalla il luogo dove l’archeologia incontra il presente della città”. E proprio il mito e la sua fortuna in antico e nella nostra società sono i temi degli incontri, della durata di 40’ ciascuno, che si svolgono nel pomeriggio di sabato 19 ottobre con Silvia Romani (ore 16.30: Narciso allo specchio, luci e ombre dei riflessi) e Tommaso Braccini (ore 17.20: Sfortune di Narciso nei riflessi del folklore), e con Anna Chiara Corradino (ore 16.30: Narciso, Endimione e gli altri ephebi formossisimi tra Rinascimento e Barocco) e Alessandro Grilli (ore 17.20: Narcisetti, adoncini. Sedotti o seduttori?) il pomeriggio di domenica 20.

L’archeologa Mirella Serlorenzi, direttore delle Terme di Caracalla (foto ica)
“Se lo Specchio d’acqua è una evocazione dell’elemento fondamentale delle terme imperiali, con Dialoghi allo specchio”, secondo Mirella Serlorenzi, direttore delle Terme di Caracalla, “ritroviamo, evocandola, la funzione delle sale dedicate a diverse attività culturali, le biblioteche e gli auditoria che vennero realizzate nel recinto delle Terme di Caracalla. Un programma sotto il segno di Narciso – il giovane che, come narra Ovidio, si innamora del suo bel volto adorabile riflesso in una fonte – e alle variazioni contemporanee sul suo mito, che si dimostra sempre più attuale”.

Maurizio Bettini, filologo e antropologo (università di Siena)

Massimo Fusillo, professore di Critica Letteraria e Letterature Comparate (Scuola Normale Superiore di Pisa)
La prima giornata (sabato 19 ottobre) è curata da Maurizio Bettini, filologo e antropologo, che ha pubblicato numerosi studi e saggi sulla cultura greca e quella latina. Professore di Filologia classica, è direttore del centro interdipartimentale di studi “Antropologia del mondo antico”, di cui è stato cofondatore nel 1986. È la sua lectio magistralis (alle 18.10: Narciso e le immagini gemelle) a chiudere la prima giornata. La curatela per il ciclo di domenica si deve a Massimo Fusillo, professore di Critica Letteraria e Letterature Comparate alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Si occupa della ricezione contemporanea del mito antico, di teoria e storia del romanzo, del rapporto tra letteratura e psicanalisi e tra letteratura e cinema, della teoria queer. Tutti temi di numerosi suoi saggi e di pubblicazioni di carattere scientifico. Ed è l’universo virtuale il tema della sua lectio conclusiva del programma domenica 20 ottobre (alle 18.10: Lo schermo come specchio d’acqua. Narciso nella dimensione virtuale).

Copertina del catalogo Electa delal mostra “Narciso. La fotografioa allo specchio” alle Terme di Caracalla di Roma
In questa occasione Electa pubblica un libro costruito in modo speculare, in stretta aderenza al tema trattato. Una prima sezione, a cura di Mirella Serlorenzi direttrice delle Terme di Caracalla, indaga archeologicamente la presenza dell’acqua come elemento naturale del complesso termale, restituito da una vasta e raffinatissima installazione minimalista: lo Specchio d’acqua che accoglie gli eventi in programma. Nella seconda parte, catalogo della mostra, le immagini dialogano con citazioni poetiche classiche e moderne, restituendo la passione dello sguardo attraverso l’opera di alcuni fra i più illustri fotografi e fotografe del Novecento – da Capa a Scianna, da Eisenstaedt a Doisneau, da Schapiro a Newton, da Claude Cahun a Florence Henri, da Inge Morath a Lisetta Carmi –, ma anche di nomi più attuali.

Allestimento della mostra fotografica “Narciso. La fotografia allo specchio” alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)
Mostra fotografica “Narciso. La fotografia allo specchio. Il progetto espositivo è promosso dalla soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, e organizzato da Electa con la cura di Nunzio Giustozzi: 78 gli scatti iconici d’autore suddivisi in tre sezioni, allestiti in due ambienti coperti e nella natatio del monumento. Il visitatore può muoversi fra ritratti di celebrità, interni enigmatici e tranches de vie còlte nel tempo a diverse latitudini, duplici illusioni accostate per sintonia o per contrasto in un racconto teso, oltre l’occasione, alla storia di ogni singola immagine, soggetti e motivi che hanno continuato a ispirare autori anche molto distanti cronologicamente e nelle loro traiettorie o poetiche. In un cortocircuito visivo inedito e straniante, una sezione della mostra affronterà infine il topos dell’Autoritratto allo specchio, permettendo un ravvicinato confronto, occhi negli occhi, con i fotografi stessi, le cui sembianze sono divenute famose al pari dei loro memorabili scatti.
Roma. Ogni sabato di ottobre visite serali gratuite al mausoleo di Sant’Elena
È stata nominata Augusta, uno dei più alti riconoscimenti dell’impero, il suo volto è stato riprodotto in monete e sculture, e malgrado fosse di umili origini è stata una delle figure cardine della storia antica. A Elena, la madre di Costantino, è dedicato il ciclo di aperture serali straordinarie del Mausoleo di via Casilina 641 promosso dalla soprintendenza speciale di Roma. Il Mausoleo di Sant’Elena sarà aperto ogni sabato di ottobre 2024, dalle 19 alle 22, ultimo ingresso alle 21.30. Le visite serali sono libere, gratuite e senza prenotazione.

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