Ariano nel Polesine (Ro). Inaugurazione del nuovo allestimento del Centro Turistico Culturale San Basilio e dell’area archeologica di via Brenta
Nuovo allestimento del Centro Turistico Culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). L’inaugurazione mercoledì 17 gennaio 2024, dalle 11 alle 13, al Centro Turistico Culturale San Basilio, via San Basilio 12, San Basilio, Ariano nel Polesine (Ro). Inoltre dalle h16:00 alle h18:30 il Centro rimarrà aperto per accogliere tutti i visitatori. Si tratta di un evento che vede coinvolto il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova a conclusione di un lungo lavoro di riallestimento del prezioso museo Archeologico sul Delta del Po. È questa l’area dove il Dipartimento conduce ricerche archeologiche da molti anni, con il supporto del Comune, della Fondazione Cariparo, della Provincia di Rovigo e di molti altri soggetti. Le ricerche sono condotte in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia, con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza e con la direzione regionale Musei (museo archeologico nazionale di Adria). Il programma della mattinata. Alle 11, i saluti di Luisa Beltrame, sindaco di Ariano nel Polesine; Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo; Gilberto Muraro, presidente della fondazione Cariparo; Cristiano Corazzari, assessore Regione Veneto; Moreno Gasparini, presidente parco regionale veneto Delta del Po; Daniele Ferrara, direttore regionale Musei del Veneto; Fabrizio Magani, soprintendente ABAP di Verona Rovigo e Vicenza; Giovanna Falezza, direttore museo Archeologico nazionale di Verona. Alle 11.30, gli interventi di Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria; Nicola Nottoli, architetto progettista dei nuovi allestimenti; Jacopo Bonetto, dell’università di Padova. Alle 12, inaugurazione del Centro turistico culturale. Alle 12.45, inaugurazione dell’area archeologica di via Brenta. Seguirà un buffet nell’aula didattica dell’azienda agricola Forzello.
Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Prima Europa. La protostoria del Polesine. Risultati del secondo anno di indagini” promosso da soprintendenza, università di Padova e Roma, e CPSSAE nell’ambito del progetto “Prima Europa” finanziato dalla Fondazione Cariparo. Parleranno tutti i protagonisti delle ricerche. Per i bambini un laboratorio speciale

Non sono passati neppure due mesi dalla chiusura della campagna 2023 a Frattesina e Villamarzana, in Polesine, nell’ambito del progetto finanziato dalla Fondazione Cariparo “Prima Europa. La protostoria del Polesine”, ed è tempo di “rendere conto” agli abitanti di questi territori, prima ancora che agli studiosi, quanto emerso dalle ultime ricerche e quali prospettive ci sono per il futuro. Così, In linea con la mission del progetto, che mira a integrare l’aspetto della ricerca sullo straordinario patrimonio protostorico del Medio Polesine con quello della sua valorizzazione, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, il dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università di Roma La Sapienza e il CPSSAE in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) e le amministrazioni comunali di Fratta Polesine e Villamarzana, organizzano per sabato 18 novembre 2023, alle 16.15, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, la conferenza “Prima Europa. La protostoria del Polesine. Risultati del secondo anno di indagini”, con l’obiettivo di presentare alle comunità locali i risultati raggiunti nel corso delle campagne di scavo condotte nell’estate 2023. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it, 0425668523. Per i bambini, nella stessa giornata, alle 15.30, sarà organizzato sempre al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, un laboratorio didattico gratuito a cura della cooperativa sociale Scatola Cultura, dedicato allo scavo archeologico. Info e prenotazioni: visitmuseofrattapolesine@scatolacultura.it, 3891208491

Il professor Andrea Cardarelli (Sapienza università Roma) dirige gli scavi nel sito del villaggio protostorico di Frattesina (Ro) (foto graziano tavan)
Proprio grazie ai finanziamenti di fondazione Cariparo, Soprintendenza, Università di Padova e Roma, e CPSSAE hanno potuto riprendere gli studi sui grandi insediamenti della fine dell’età del bronzo e dell’inizio dell’età del ferro (XII-X secolo a.C.) di Frattesina di Fratta Polesine e di Villamarzana che, in quel periodo storico, rappresentavano uno snodo di importanza fondamentale nelle relazioni tra Europa, Italia peninsulare e Mediterraneo. In tal senso, il progetto “Prima Europa” prevede, oltre allo studio e alle analisi dei reperti provenienti da indagini pregresse, anche e soprattutto la ripresa delle ricerche sul campo, al fine di fornire un’immagine più precisa possibile delle caratteristiche dei due abitati e più in generale dell’organizzazione territoriale del Polesine.

Il prof. Michele Cupitò dell’università di Padova, direttore dello scavo del sito protostorico di Villamarzana, mostra alcune stratigrafie (foto graziano tavan)
Apriranno l’incontro i saluti istituzionali di Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo; Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo; Paolo Carafa, prorettore del Patrimonio archeologico della Sapienza-Università di Roma; Monica Salvadori, prorettrice con delega al Patrimonio artistico, storico e culturale e delega al sistema bibliotecario di Ateneo dell’università di Padova; Elena Biasin, consigliere del Comune di Rovigo per il museo dei Grandi Fiumi; Cinzia Mantovani, assessore alla Cultura del Comune di Fratta Polesine; Daniele Menon, sindaco di Villamarzana; e Adriano Azzi, presidente dell’associazione “Il Manegium”.

L’archeologo Paolo Bellintani del CPSSAE segue gli scavi nel sito del villaggio protostorico di Frattesina (Ro) (foto graziano tavan)
Seguiranno gli interventi dedicati ai risultati degli scavi archeologici tenuti da Andrea Cardarelli (uniroma), Paolo Bellintani (cpssae), Nicola Cappellozza (sap) e Ivana Angelini (unipd) per lo scavo di Frattesina (“Le indagini 2023 a Frattesina di Fratta Polesine: primi risultati e prospettive future”) e da Michele Cupitò (unipd) e Paola Salzani (sabap-vr) per lo scavo di Villamarzana (“Le indagini 2023 nel sito di Villamarzana: primi risultati e prospettive di ricerca”). Un contributo sarà infine dedicato alle attività di comunicazione e archeologia pubblica realizzate nell’ambito del progetto dal museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine con Maria Letizia Pulcini e Andrea Gardina (drm-veneto) su “Raccontare l’Archeologia. Attività di comunicazione e valorizzazione delle indagini 2023 a Frattesina e Villamarzana”.
Verona. Piero Gazzola: nuove letture”: nella sede della Sabap presentazione degli ultimi due recenti libri sull’operato di Piero Gazzola che è stato senza dubbio un protagonista della cultura architettonica e del restauro della seconda metà del Novecento, in Italia e in Europa

Piero Gazzola, protagonista della cultura architettonica e del restauro della seconda metà del Novecento, in Italia e in Europa (foto associazione archivio piero gazzola)
“Piero Gazzola: nuove letture”: la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza insieme all’Associazione Archivio Piero Gazzola organizza per il giorno 6 ottobre 2023, alle 17, nella propria sede, in piazza San Fermo 3/A a Verona, la presentazione di due novità editoriali dedicate all’operato di Piero Gazzola che è stato senza dubbio un protagonista della cultura architettonica e del restauro della seconda metà del Novecento, in Italia e in Europa. Le attività scientifiche e l’operato del soprintendente veronese sono state, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, oggetto di studi, pubblicazioni e convegni. A poco più di dieci anni dall’uscita dell’ultimo volume dedicato alla sua figura e al suo impegno di ricerca, didattico, istituzionale e politico, torna l’attenzione su di lui con due nuovi libri dati alle stampe, a distanza di pochi mesi, tra il 2021 e il 2022: “Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti” (Editori Paparo, Napoli) di Claudia Aveta e “Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli” (Marsilio Editori, Venezia) di Chiara Mariotti. La complessità del periodo nel quale vive e opera Gazzola è matrice stessa delle sfide culturali che è stato chiamato ad affrontare e alle quali ha fornito contributi di rilievo, sia sul piano teoretico che operativo, in ambito nazionale e internazionale: dalla ricostruzione dei monumenti danneggiati dalla guerra alla salvaguardia dei centri storici e dell’ambiente; dalla revisione dei principi alla base della tutela del patrimonio monumentale con la Carta di Venezia alla formazione del personale specializzato; dalla conservazione attiva del costruito, con particolare riguardo all’architettura fortificata, all’incontro legittimato tra preesistenza e progetto.

Ritratto di Piero Gazzola (foto associazione archivio piero gazzola)
Programma. Dopo i saluti di Fabrizio Magani, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Claudio Carcereri de Prati, presidente dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona; Fiorenzo Meneghelli, vice-presidente dell’istituto italiano dei Castelli; Pia Gazzola, presidente dell’associazione Archivio Piero Gazzola; Silvia Dandria, funzionario della SABAP Vr e coordinatrice dell’associazione Archivio Piero Gazzola; Bianca Gioia Marino, professoressa di Restauro architettonico all’università Federico II di Napoli; Andrea Ugolini, professore di Restauro architettonico all’università di Bologna; intervengono Daniela Esposito, professoressa di Restauro architettonico a Sapienza università di Roma; Annunziata Maria Oteri, professoressa di Restauro architettonico al Politecnico di Milano; Andrea Pane, professore di Restauro architettonico alla “Federico II”. Saranno presenti le autrici Claudia Aveta e Chiara Mariotti, e gli editori Paparo e Marsilio.

Copertina del libro “Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti” (Editori Paparo, Napoli) di Claudia Aveta
Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti. Tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso, nell’intenso e fecondo dibattito sul restauro e sulla conservazione del patrimonio architettonico ed ambientale avvenuto in Italia ed all’estero emergeva, tra gli altri esperti, una personalità colta e dinamica di alto rilievo, Piero Gazzola, di cui è ben noto anche l’apporto dato, con Roberto Pane, alla elaborazione della Carta di Venezia (1964). Sono anni nei quali nella disciplina del restauro si registra una straordinaria evoluzione, i cui innovativi concetti hanno rappresentato l’humus di studi e ricerche che si sono sviluppati negli ultimi decenni del secolo scorso e sono oggetto del dibattito attuale.

L’architetto Claudia Aveta dell’università “Federico II” di Napoli
Claudia Aveta, architetto, Ph.D. in Conservazione dei Beni architettonici, è ricercatore di Restauro architettonico dell’università di Pisa, ha dedicato a Gazzola il suo percorso formativo a partire dalla ricerca di dottorato e ha pubblicato su di lui due volumi: “Piero Gazzola. Restauro dei monumenti e tutela ambientale” (2007); “Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti” (2021). In quello più recente, la studiosa propone una riflessione critica su di una serie di scritti inediti, dallo stesso soprintendente intitolati Manuale del restauro architettonico, ritrovati e catalogati nell’Archivio a lui dedicato, in S. Ciriaco di Negrar. Un capitolo introduttivo è risultato utile a definire il coevo contesto storico-culturale nel quale si svolgeva l’attività di Gazzola, in ambito nazionale e internazionale. Poi, si ritrova il commento critico dell’autrice, con riferimento puntuale ai vari capitoli del Manuale. Il linguaggio di Gazzola risulta colto, ma diretto e divulgativo, coerente con un messaggio rivolto alle giovani generazioni di architetti, a cui intende disvelare le sue appassionate convinzioni, frutto di tante esperienze e di tante battaglie culturali.

Copertina del libro “Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli” (Marsilio Editori, Venezia) di Chiara Mariotti
Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli. Il saggio indaga il contributo di Piero Gazzola (1908-1979) alla tutela e al restauro dei castelli, o meglio, delle architetture fortificate. Approfondendo un capitolo inedito della ricerca dello studioso, offre una lettura della vicenda-fortificazioni attraverso la lente della conservazione, con particolare riferimento alle acquisizioni teoriche maturate negli anni sessanta. L’ambito dei castelli, solo apparentemente settoriale, si rivela un osservatorio privilegiato per descrivere un più ampio spaccato della disciplina nel secondo Novecento, e la stessa azione di Gazzola per le strutture munite risulta ricentrata a favore del costruito esistente. In generale, le riflessioni che il saggio elabora si collocano nell’alveo degli studi rivolti al tentativo di rendere attuale l’architettura del passato, sono incentrate sulla relazione tra la dimensione diacronica delle fabbriche storiche e il rapporto sincronico da istituire con la contemporaneità e bilanciano cultura della conservazione e progetto.

L’architetto Chiara Mariotti dell’università Politecnico delle Marche
Chiara Mariotti, architetto, Ph.D. in Architettura, è ricercatore di Restauro architettonico all’università Politecnica delle Marche e docente all’università di Bologna. Svolge attività didattica e di ricerca su aspetti teorico-critici e tecnici del restauro del patrimonio costruito; tra le sue linee di ricerca emerge quella sulla conservazione delle architetture fortificate, dai castelli medievali alle difese contemporanee, che affronta a partire dalla Tesi di Dottorato dal titolo “Il restauro dei castelli in Italia 1964- 2014”. In quella ricerca sono già presenti gli stimoli che porteranno, sulla scorta di approfondite ricerche nell’Archivio di San Ciriaco di Negrar, alla pubblicazione del volume “Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli”, edito da Marsilio nel 2022. Lo scritto si configura come rilettura critica e intenzionalmente diretta dell’opera teoretica, operativa e istituzionale di Gazzola, sotto la cifra specifica e singolare del “castello” o, meglio, dell’architettura fortificata; ne ripercorre l’attività e il ruolo presso gli Istituti castellani internazionali e nazionali (Internationales Burgen Institut e Istituto Italiano dei Castelli), parte dai castelli ma li assume a paradigma di riflessioni più generali, osservatorio privilegiato per descrivere un più ampio spaccato della disciplina nel secondo Novecento.
Villamarzana (Ro). Al teatro parrocchiale la conferenza “Nuove ricerche archeologiche nell’insediamento protostorico di Villamarzana. Acquisizioni recenti e prospettive”
Mercoledì 26 luglio 2023, all’interno del progetto “Prima Europa: La Protostoria del Polesine” con la collaborazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, “Sapienza” università di Roma e il Centro polesano di Studi storici archeologici etnografici, al teatro parrocchiale di Villamarzana (Ro), alle 21, è in programma la conferenza “Nuove ricerche archeologiche nell’insediamento protostorico di Villamarzana. Acquisizioni recenti e prospettive”. Intervengono Daniele Menon, sindaco di Villamarzana; Paola Salzani e Paola Bianchi, soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Michele Cupitò e David Vicenzutto, dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.
“Archeologia dietro le quinte”: per le giornate europee dell’archeologia la soprintendenza di Verona apre la sede per far scoprire l’attualità degli scavi, gli avanzamenti di alcune importanti ricerche e la diversità della disciplina

“Archeologia dietro le quinte”: la locandina dell’evento promosso dalla soprintendenza di Verona per le giornate europee dell’archeologia
“Archeologia dietro le quinte”: apertura serale straordinaria della propria sede di piazza San Fermo a Verona è quanto propone la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in occasione delle giornate europee dell’archeologia, durante la quale i funzionari incontrano il pubblico. Ai visitatori sarà presentata l’attività di tutela e di ricerca archeologica: un’occasione per scoprire l’attualità degli scavi, gli avanzamenti di alcune importanti ricerche e la diversità della disciplina con la possibilità di avvicinarsi d alcuni contesti archeologici e antropologici, approfondendo aspetti legati alla tutela e alla conservazione. Nell’occasione sarò offerta al pubblico la visita guidata al complesso monumentale di San Fermo, sede della soprintendenza scaligera.

La necropoli di Pradelle di Nogarole Rocca datata tra il Campaniforme e l’Età del Bronzo (foto Sabap-Vr)
Appuntamento venerdì 14 giugno 2019 con “Archeologia dietro le quinte”. Inizia, alle 17.30, Paola Salzani su “Storie del regno dei morti. Le necropoli di Nogarole Rocca, Arano, Olmo di Nogara, Terranegra”. Il recente scavo a Pradelle di Nogarole Rocca, nella bassa pianura veronese, ha portato alla luce, all’interno e sulle sponde di un antico paleoalveo, importantissime tracce di una necropoli che si configura come l’unica e più importante rinvenuta in Italia settentrionale per la quale si possa ipotizzare una continuità di utilizzo tra età Campaniforme (2500-2200 anni BC) ed età del Bronzo (2200-1150 BC). Lo scavo della necropoli di Nogarole Rocca ha portato alla luce più di 40 sepolture, probabilmente in antico sovrastate da tumoli di terra (circa 25), tipologia ben conosciuta in Europa in necropoli coeve dell’età del Rame e del Bronzo Antico. Il rito sepolcrale non è uniforme, sia per la fase Campaniforme che per l’età del Bronzo si può parlare di biritualismo: alcuni individui venivano infatti cremati, altri invece inumati in posizione anatomica diversa. Alle 18, Irene Dori su “Le ossa raccontano. Il mestiere dell’antropologo”. Non tutti sanno in che cosa consista il lavoro degli antropologi. Viene spontaneo immaginare che chi è impegnato in attività accademiche insegni, svolga ricerche e segua lavori di tesi, ma non è altrettanto facile figurarsi che cosa facciano gli antropologi che lavorano come consulenti nelle istituzioni e nei programmi di sviluppo pianificato.

Il centro di produzione di ceramica (I-III sec. d.C.) scoperto in piazza Arditi a Verona (foto Sabap-Vr)
Alle 18.30, Claudia Cenci su “Storie di terracotta. Verona, piazza Arditi: un quartiere artigianale di età romana”. La piazza Arditi a Verona è posta nelle immediate adiacenze di piazza Bra, corrispondenti in età romana alla zona occidentale dell’immediato suburbio, fortemente urbanizzato sin dall’età augustea. A seguito della realizzazione di un parcheggio pertinenziale, sono venuti in luce dati estremamente interessanti sull’organizzazione topografica e la destinazione artigianale del quartiere al limite ovest del settore residenziale compreso tra la via Postumia e l’anfiteatro. Il quartiere meglio esplorato era destinato prevalentemente alla produzione di ceramica comune figulina da mensa. Sulla base dei materiali che accompagnavano gli scarichi, esso appare attivo tra l’età augustea e la metà del III secolo d.C. Vi sono state rinvenute almeno 9 fornaci, alcune di dimensioni molto ridotte, 14 vasche per la decantazione dell’argilla, due pozzi a perdere, alcune fosse per la collocazione dei torni e il dispositivo in pietra per l’inserimento della base di un tornio.
Alle 19, Giovanna Falezza su “L’incendio di una domus: il larario di via Oberdan a Verona”. Nel corso di lavori di un privato in via Oberdan, è stata portata alla luce una domus romana in cui è stato individuato un larario con almeno 13 statuette in bronzo e una maschera. Alle 19.30, Brunella Bruno e Giulia Campanini su “Archeologia dietro le quinte: aree archeologiche e depositi”. Alla fine i funzionari architetti saranno disponibili ad accompagnare i visitatori fornendo informazioni sul complesso monumentale di San Fermo.

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