Archivio tag | soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso

Padova. A Palazzo Folco, sede della soprintendenza, conferenza “Padova, scavi urbani 2022: un’anteprima”: presentazione degli scavi archeologici alla Nuova Pediatria (contesti artigianali-produttivi) e in via Campagnola (necropoli con oltre 170 tombe, I-II sec. d.C.)

padova_palazzo-folco_scavi-urbani-2022_anteprima_locandinaInizialmente la conferenza era stata prevista per il 19 novembre, ma per cause di forza maggiore, era stata rinviata al 1° dicembre 2022, confermando le prenotazioni già effettuate. Ora ci siamo. Giovedì 1° dicembre 2022, alle 17, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco, in via Aquileia a Padova – sede della Soprintendenza – che sarà visitabile dalle 15 alle 18.30, si terrà la conferenza “Padova. Scavi urbani 2022: un’anteprima”. Sarà presentata un’anticipazione dei dati scientifici emersi da due scavi archeologici urbani tuttora in corso a Padova, presso la Nuova Pediatria e in via Campagnola, dove stanno venendo in luce, rispettivamente, contesti a carattere artigianale-produttivo affacciati su una strada e una importante necropoli di età romana con oltre 170 tombe del I e II secolo d.C. già scavate. Interverranno: Cinzia Rossignoli, funzionario archeologo, soprintendenza; Gaspare De Angeli, archeologo professionista; Michele De Michelis, archeologo professionista. L’ingresso alla conferenza è gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione.

Grazie al reportage di Angelo Cimarosti (ArchaeoReporter), ecco un video che offre un’anticipazione dei rinvenimenti dagli scavi archeologici urbani di Padova, che saranno presentati al pubblico appunto giovedì 1° dicembre 2022 in occasione della conferenza prevista alle 17 nella sede della Soprintendenza dal funzionario archeologo Cinzia Rossignoli, con l’apporto degli archeologi professionisti Gaspare De Angeli e Michele De Michelis. Il reportage completo di ArchaeoReporter sarà pubblicato a puntate dopo la conferenza.

Cervarese Santa Croce. “Cantiere aperto”: presentazione dell’intervento di restauro delle imbarcazioni monossili (piroghe) conservate al museo del Fiume Bacchiglione

cervarese-s-croce_museo-bacchiglione_imbarcazioni-monossili_foto-sabap-metr-ve-pd-bl-tv

Le imbarcazioni monossili conservate al museo del Fiume Bacchiglione a Cervarese Santa Croce (Pd) (foto sabap-pd)

cervarese_castello-vaneza_museo-fiume-bacchiglione_cantiere-aperto_locandina“Cantiere aperto: presentazione dell’intervento di restauro delle imbarcazioni monossili (piroghe) del Museo del Fiume Bacchiglione”: appuntamento sabato 26 novembre 2022, alle 16, al museo del Fiume Bacchiglione di Cervarese Santa Croce (Padova) nel castello di San Martino della Vaneza per l’illustrazione dell’intervento di monitoraggio e di recupero conservativo – finanziato con fondi ministeriali – delle due imbarcazioni monossili anticamente rinvenute nell’alveo del fiume Bacchiglione. Le operazioni sono risultate indispensabili in quanto il prodotto di consolidamento già utilizzato per stabilizzare il legno impregnato d’acqua è affiorato in superficie, provocando nel tempo colature, cristallizzazioni e velature, che nell’occasione sono state asportate. I professionisti Ilaria Bianca Perticucci e Giorgio Rea saranno a disposizione per raccontare al pubblico il lavoro finora svolto. Sarà inoltre possibile approfondire la conoscenza delle possibilità garantite dai modelli 3D con applicazione alla sfera dei beni culturali. La presentazione sarà accompagnata da una visita guidata a cura dell’associazione Memorabilia. Per partecipare all’iniziativa culturale (a pagamento: adulti 10 euro, bambino 5 euro, ridotto 3 euro), che prevede posti limitati, è obbligatorio prenotare inviando la richiesta a: info@castellosanmartinodellavaneza.it

cervarese-s-croce_museo-bacchiglione_imbarcazioni-monossili_scansione-3D_foto-martina-beggiato

Museo del Fiume Bacchiglione a Cervarese Santa Croce: esecuzione del rilievo 3D sulle imbarcazioni monossili (documentazione preliminare l’intervento): Aerariumchain Scansioni 3D (foto martina beggiato)

Durante la pulitura, condotta dalla restauratrice Ilaria Bianca Perticucci sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, si è proceduto alla rimozione degli accumuli di prodotto consolidante (Polietilen glicole/PEG), e contestualmente il dott. Giorgio Rea ha eseguito il rilievo fotogrammetrico digitale 2 e 3D per documentare lo stato di conservazione dei manufatti prima dell’intervento vero e proprio. La scansione tridimensionale ha richiesto l’ausilio di uno scanner a luce strutturata con densità di punti (precisione) 0,2 mm. La realizzazione del modello 3D permetterà un monitoraggio altamente tecnologico delle due imbarcazioni, in quanto consentirà di confrontarle con futuri modelli per comprendere al meglio i fenomeni di spostamento e dilatazione dei legni.

cervarese-s-croce_museo-bacchiglione_imbarcazioni-monossili_vaporizzazione_foto-martina-beggiato

Museo del Fiume Bacchiglione a Cervarese Santa Croce: intervento diretto sulle piroghe, mediante utilizzo di vaporizzatore per la rimozione degli affioramenti di PEG: Emanuele Dell’Aglio e Ilaria Bianca Perticucci (foto martina beggiato)

La prima scansione è perfettamente riuscita e ha permesso la creazione di una nuvola di punti densa finalizzata alla realizzazione di un modello 3D mesh (superficie poligonale unita in una rete) e in seguito di una texture perfettamente corrispondente alle dimensioni degli oggetti in questione. La seconda scansione è programmata per novembre 2023. Secondo quanto già anticipato, ha avuto inizio anche il monitoraggio microclimatico per acquisire dati approfonditi relativamente alle condizioni ambientali dello spazio espositivo, al fine di garantire parametri idonei alla conservazione dei reperti. L’elaborazione dei dati ottenuti durante il periodo di monitoraggio a medio e lungo termine sarà conclusa a novembre del prossimo anno.

Padova. Con l’apertura straordinaria di Palazzo Folco, sede della soprintendenza, presentazione del libro “Spineda. Il passato tra i ciottoli. Archeologia ai margini della centuriazione di Padova nord-ovest” di Matteo Frassine

padova_palazzo-folco_conferenza-spineda-il-passato-tra-i-ciottoli_locandinaSarà possibile addentrarsi in un territorio finora poco conosciuto dal punto di vista archeologico, localizzato nell’alta pianura trevigiana in località Spineda (comune di Riese Pio X). Giovedì 10 novembre 2022, alle 17, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco a Padova – sede della Soprintendenza – che sarà visitabile dalle 15 alle 18.30, conferenza di presentazione del libro “Spineda. Il passato tra i ciottoli. Archeologia ai margini della centuriazione di Padova nord-ovest”, a cura di Matteo Frassine. I lavori per la costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) hanno infatti messo in luce numerose tracce antropiche che raccontano di paesaggi agrari antichi, di un edificio rustico di epoca romana, dove veniva prodotta la pece, e di una popolazione forse gota, di cui rimangono ancora da scoprire le dinamiche insediative. Interverranno Massimo Dadà, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna; Matteo Frassine, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso. L’ingresso alla conferenza è gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. La richiesta va inviata esclusivamente on line al link: https://forms.gle/tvgCV19BsrJgvMiu8. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione.

libro_spineda_il-passato-tra-i-ciottoli_archeologia-ai-margini-della-centuriazione-di-padova-nord-ovest

Copertina del libro “Spineda. Il passato tra i ciottoli. Archeologia ai margini della centuriazione di Padova nord-ovest”

Spineda. Il passato tra i ciottoli. Nell’alta pianura trevigiana, presso il torrente Musone, i lavori per la costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), progettata per collegare le autostrade A4 e A27 da Montecchio Maggiore (Vicenza) a Spresiano (Treviso), hanno messo in luce in località Spineda (Riese Pio X) diverse tracce riferibili ad una frequentazione antropica estesa nel tempo. Le indagini documentano le progressive modifiche attuate nel paesaggio agrario antico, che vede nella centuriazione di Padova nord-ovest l’intervento di maggiore impatto, e la costruzione di un edificio rustico di epoca romana, improntato ad un’economia di autosussistenza. Fra gli aspetti più caratteristici di quanto emerso vanno annoverati la produzione della pece e alcune sepolture di bovini. Dopo un periodo di parziale abbandono, una nuova fase di vita è legata all’arrivo di una popolazione alloctona, forse gota, alla quale sono ascritte una Grubenhaus e una sepoltura di bambina con pregevole corredo. Le informazioni raccolte aggiungono, dunque, un significativo tassello nella conoscenza di questa porzione di territorio, finora sostanzialmente privo di rinvenimenti archeologici.

Padova. Apertura straordinaria di Palazzo Folco, sede della soprintendenza, e conferenza “La necropoli preromana orientale di Padova tra scavo, restauro e ricerca digitale”

padova_palazzo-folco_conferenza-necropoli-preromana-orientale_locandinaFocus sulla necropoli preromana orientale di Padova. Giovedì 3 novembre 2022, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco in via Aquileia a Padova – sede della Soprintendenza – che sarà visitabile dalle 15 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30), si terrà la conferenza “La necropoli preromana orientale di Padova tra scavo restauro e ricerca digitale”. Appuntamento alle 17. Interverranno: Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari, Venezia; Cecilia Moscardo, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, università di Bologna; Federica Santinon, funzionario restauratore, soprintendenza area metropolitana di Venezia e province di Belluno Padova Venezia; Angela Ruta Serafini, già soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. Ingresso alla conferenza gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Inviare la richiesta esclusivamente on line mediante il seguente link: https://forms.gle/ayTSCKZbLFd6MyLVA. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione. Il progetto di ricerca sulla necropoli tra via Tiepolo e via San Massimo indagata sul campo nel 1990-1991 prosegue con attività di laboratorio che hanno visto nel tempo la prosecuzione non solo dello scavo delle tombe ancora conservate nei pani di terra, ma anche con azioni che vanno articolandosi negli anni. Hanno preso avvio, contestualmente allo scavo, le seguenti attività: ricerche antropologiche, di restauro e tecnologia dei materiali, una nuova frontiera di ricostruzioni 3d dei contesti di scavo e dei materiali restaurati, oltre ad un lungo ma indispensabile processo di digitalizzazione della documentazione originale, che saranno oggetto dell’incontro di valorizzazione. Per tali iniziative si è contato sulla collaborazione del Centro di Digital and Public Humanities del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia (VeDPH).

Padova. Primi risultati delle indagini archeologiche preliminari nell’area dove sorgerà la nuova Pediatria: trovati un corso d’acqua, una strada glareata, magazzini o edifici per attività artigianali. Nuovi elementi per capire meglio il suburbio orientale della città antica

padova_nuova-pediatria_indagini-archeologiche-preliminari_1_foto-ditta Malvestio Diego & C. snc

Nuova Pediatria di Padova: l’area interessata dalle indagini archeologiche preliminari (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)

Lì dove sorgerà la nuova Pediatria di Padova le indagini archeologiche preliminari stanno dando nuovi elementi per capire meglio il suburbio orientale della città antica. I primi risultati hanno messo in luce principalmente: gli antichi tracciati di un corso d’acqua, attivo in età preromana, e di una strada romana glareata, ovvero con battuto in ghiaia e frammenti laterizi, giunta a noi in uno stato di conservazione molto residuale; tracce di fondazioni di strutture murarie, pertinenti a magazzini o a edifici produttivi per attività artigianali che necessitavano dell’uso del fuoco e di un’agevole commercializzazione dei prodotti. Con una sola eccezione (una tomba a inumazione in cassetta di laterizi) non sono state individuate sepolture, come invece è avvenuto in altre zone del comparto ospedaliero.

padova_nuova-pediatria_indagini-archeologiche-preliminari_4_vasellame_foto-ditta Malvestio Diego & C. snc

Nuova Pediatria a Padova: resti di edifici destinati ad attività produttive/artigianali (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)

Le indagini archeologiche. Lo scorso mese di aprile 2022 sono state avviate le indagini archeologiche preliminari alla realizzazione della nuova Pediatria del polo ospedaliero di Padova, insistenti sul sedime della demolita ex palazzina di Pneumologia. Questo edificio, costruito alla metà del XX secolo, era stato dotato di un piano interrato, la cui realizzazione – insieme alle opere fondazionali e alla fitta rete di sottoservizi – aveva comportato profondi sbancamenti, raggiungendo in alcune zone la stratigrafia alluvionale naturale, e in generale causando una forte frammentazione, tra i diversi interrati, dei risparmi di terreno con stratigrafia archeologica ancora intatta. Lo scavo archeologico è diretto dalla Soprintendenza competente e condotto dalla ditta Malvestio Diego & C. snc di Concordia Sagittaria (VE), con il coordinamento sul campo di Gaspare De Angeli. Il telerilevamento con droni è a cura della ditta Archetipo srl di Padova. L’analisi delle dinamiche idrografiche ha richiesto la consulenza specialistica del geoarcheologo Claudio Balista, mentre per le analisi sui resti inumati è intervenuta Lisa De Luca, antropologa fisica. Il progetto prevede inoltre che una parte del costruendo edificio si estenda verso ovest e verso nord, in zone esterne alla ex Pneumologia e dunque presumibilmente e almeno in parte meno manomesse da disturbi moderni, dove, nella fase attuale dei lavori, si sta effettivamente riscontrando una maggiore integrità della sequenza archeologica.

padova_nuova-pediatria_indagini-archeologiche-preliminari_5_foto-ditta Malvestio Diego & C. snc

Indagini archeologiche preliminari nell’area dove sorgerà la nuova Pediatria di Padova (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)

Dai primi anni ‘90 del secolo scorso, il comprensorio ospedaliero di Padova è stato interessato da interventi archeologici molteplici e di varia portata, correlati a specifiche necessità a carattere medico-sanitario. In particolare, nell’area prossima alla ex Pneumologia e alla vicina Clinica Ostetrica, alcuni interventi eseguiti negli anni Duemila hanno fatto emergere un quadro insediativo con una iniziale presenza antropica piuttosto rarefatta, a scopo coltivo, con canalizzazioni agrarie, databile tra la tarda età del Ferro e l’età di romanizzazione (III/II-I metà I sec. a.C.), seguita in età romana imperiale dall’impostazione di settori di necropoli e di insediamenti a carattere artigianale/produttivo, anche coesistenti tra loro. Rispetto a tale situazione pregressa, nel cantiere in corso il primo dato da evidenziare è l’assenza di sepolture, se si eccettua una inumazione infantile individuata in un punto marginale del cantiere e di epoca presumibilmente tardo-romana.

padova_nuova-pediatria_indagini-archeologiche-preliminari_3_vasellame_foto-ditta Malvestio Diego & C. snc

Vasellame fittile ritrovato durante le indagini archeologiche preliminari nell’area della nuova Pediatria di Padova (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)

È stata accertata la presenza in antico di un corso d’acqua, scorrente in senso ovest-est lungo tutta la fascia settentrionale del cantiere, attivo in età preromana; sulla sponda meridionale del fiume, già sensibilmente ridotto di portata o addirittura interrato, in età romana viene impostata una strada, con sottofondo in pezzame laterizio, giunta a noi in uno stato di conservazione molto residuale, limitato alle due opposte estremità del cantiere; lacerti della stessa strada erano già stati messi in luce in alcuni sondaggi eseguiti negli anni Duemila a ovest dell’attuale cantiere. Sull’asse viario si affacciavano su entrambi i lati strutture murarie, di cui rimangono tracce di fondazioni, probabilmente pertinenti a magazzini o a edifici produttivi per attività che necessitavano dell’uso del fuoco (piattaforme focate) e un’agevole commercializzazione dei prodotti (affaccio sulla strada). Alla fase attuale non sono emersi specifici indicatori del tipo di attività esercitata, come scorie o scarti di produzione (vasellame fittile, laterizi, scorie metalliche).

padova_nuova-pediatria_indagini-archeologiche-preliminari_2_settore-ovest_foto-ditta Malvestio Diego & C. snc

Nuova Pediatria a Padova: edificio a pianta quadrangolare di grandi dimensioni emerso nello scavo del settore Ovest (foto ditta Malvestio Diego & C. snc)

Per quanto riguarda l’area Ovest, è stato recentemente messo in luce lungo il fronte meridionale della strada un edificio di ampie dimensioni a pianta quadrangolare, suddiviso in vani, con massiccia presenza di prodotti di combustione (carbone, cenere), piccoli fornetti e alcuni drenaggi localizzati di anfore, che venivano collocati sotto i piani di calpestio con lo scopo di deumidificare e bloccare eventuali risalite dell’acqua di falda. Alcune “finestre stratigrafiche”, costituite da profonde fosse moderne che, ripulite in parete, lasciano intravedere in parete e sul fondo gli strati più antichi, sembrano mostrare la presenza di un deposito archeologico abbastanza spesso e stratificato. Come di prassi, le ricerche sul campo continueranno attraverso lo scavo manuale e la documentazione di quanto esposto, anche con l’ausilio di tecnologie avanzate come ortofotopiani, sorvoli con drone, consulenze e prelievi per analisi specialistiche. Non si segnalano, al momento, manufatti di particolare rilievo funzionale o in stato di conservazione più che frammentario, comprese le anfore utilizzate a scopo di bonifica. I reperti mobili verranno in ogni caso, come di prassi, classificati e studiati al fine di ottenere una puntuale datazione delle fasi del sito.

L’area di cantiere presso il bastione Cornaro. L’avvio dei lavori ha richiesto l’individuazione di una specifica area di cantiere che, stante l’impossibilità di occupare – per insuperabili motivi logistici e funzionali legati all’attività ospedaliera – l’ambito adibito a parcheggio presente sul retro della Clinica di Oncoematologia, sarà allestita al piede dello spiccato murario sito a margine del bastione Cornaro. L’apprestamento di tale area, ritenuto ammissibile in forza del carattere di assoluta temporaneità dell’impianto in parola, è stato comunque subordinato alla necessità di minimizzare qualsiasi alterazione percettiva e/o compromissione dell’area del vallo prossima al Bastione, predisponendo opportuni mascheramenti e individuando percorsi di accesso obbligati atti a ridurre le interferenze e garantire l’intangibilità dell’ampio scoperto circostante la struttura bastionata. La definizione del perimetro è stata ragionata in modo da consentire la massima reversibilità, salvaguardando le alberature presenti e prevedendo la posa a secco di fondi drenanti, opportunamente isolati in modo da non intaccare gli strati preesistenti. Al fine di perseguire, inoltre, un generale riordino dell’ambito interessato, al termine dei lavori, oltre ad essere garantito il perfetto ripristino dello stato dei luoghi, sarà cura dell’ente proprietario (ULSS 6 Serenissima) predisporre un complessivo progetto di riqualificazione vegetale dell’ambito volto a valorizzare le relazioni spaziali del sensibile contesto architettonico.

Veneto. Monitorato e georeferenziato il patrimonio culturale riemerso nelle acque interne per la siccità grazie alla collaborazione tra soprintendenza e carabinieri Tutela patrimonio culturale: ricognizioni nei fiumi Brenta, Bacchiglione, Piave e Adige, sul lago di Garda, e nel braccio di mare tra Malamocco ed Eraclea

venezia_sabap_monitoraggio-patrimonio-subacqueo_personale-tecnico_foto-sabap-veLa crisi idrica che ha colpito l’Italia e in particolare anche il Veneto ha esposto il patrimonio culturale sommerso nelle acque interne a una repentina esposizione. La proficua collaborazione tra il Servizio tecnico per l’Archeologia subacquea presso la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno Padova e Treviso, con il coordinamento del funzionario archeologo Alessandro Asta, i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Venezia, in aderenza al D.M. 05.03.1992 dell’allora ministero per i Beni culturali ed ambientali, con il supporto logistico ed operativo dei Nuclei elicotteri Carabinieri di Belluno e Bolzano, del Nucleo Carabinieri subacquei di Genova e del Nucleo natanti Carabinieri di Venezia, ha permesso di accertare lo stato del patrimonio conosciuto, acquisire elementi informativi su nuove emersioni ed effettuare attività preventiva sui siti. venezia_sabap_monitoraggio-patrimonio-subacqueo_attività-san-nicoletto-venezia_foto-sabap-veIl Servizio tecnico per l’Archeologia subacquea della soprintendenza per l’Area metropolitana di Venezia, diretto da Alessandro Asta (alessandro.asta@cultura.gov.it) e i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Venezia (tpcvenu@carabinieri.it), rimangono disponibili per la raccolta di ogni utile informazione/segnalazione nonché per la promozione di puntuali indicazioni per una pronta tutela dei siti subacquei, in questo momento particolarmente drammatico per i nostri corsi d’acqua, a fronte di un patrimonio culturale subacqueo capillarmente diffuso e di rilevante livello.

venezia_sabap_monitoraggio-patrimonio-subacqueo_fiume-brenta-a-limena_foto-sabap-ve

Affioramenti sul fiume Brenta a Limena (foto sabap-ve / Tpc)

Il dispiegamento dei mezzi aerei e dei natanti nei mesi di aprile, maggio e luglio 2022, per complessive 40 ore di navigazione aerea e navale e 12 ore di immersione, hanno supportato l’attività di ricognizione, documentazione fotografica e georeferenziazione delle installazioni oggetto di tutela nonché l’accertamento delle segnalazioni giunte alla soprintendenza da enti pubblici e cittadini. Le risultanze emerse sia a seguito dell’abbassamento del livello dei fiumi e dei laghi, in particolare sui tratti mediani e terminali dei fiumi Brenta, Bacchiglione, Piave e Adige e sul Lago di Garda, e relitti ricompresi nel braccio di mare tra Malamocco ed Eraclea, vengono ora valutati nelle loro attuali condizioni per la loro migliore tutela e valorizzazione.

venezia_sabap_monitoraggio-patrimonio-subacqueo_fiume-adige-a-albaredo_foto-sabap-ve

Affioramenti sul fiume Adige ad Albaredo (foto sabap-ve / Tpc)

venezia_sabap_monitoraggio-patrimonio-subacqueo_fiume-adige-a-roverchiara_foto-sabap-veUna particolare criticità è emersa lungo il fiume Adige, tra Verona e Legnago, dove sono stati documentati resti di strutture verosimilmente appartenenti sia ad età antica che medievale-rinascimentale, oltre a relitti di età moderna. Per quanto concerne i fiumi Brenta e Piave, le condizioni drastiche di secca non hanno condotto all’emersione di siti strutturati o di relitti ma rimane altissima la probabilità di ritrovamenti di minori dimensioni, in considerazione della vasta antropizzazione del territorio fin dall’età del Bronzo. Analogamente il corso del Bacchiglione, fra i comuni di Montegalda (Vi) e Selvazzano Dentro (Pd) è stato oggetto di monitoraggio per l’alta potenzialità archeologica dell’area, suscettibile di ulteriori disvelamenti nel medio termine in costanza di criticità idrica.

venezia_sabap_monitoraggio-patrimonio-subacqueo_rilievi-san-nicoletto-venezia_foto-sabap-veSul fronte marittimo le attività hanno riguardato il controllo della condizione di conservazione di relitti già conosciuti ed attività preventiva di documentazione della mancanza di condotte criminose in danno del patrimonio, in particolare in Venezia (loc. Santa Maria del Mare e San Nicoletto) ed Eraclea.

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare secondo appuntamento del ciclo di incontri “Storie riemerse – L’archeologia tra ricerca e racconto museale”: Alessandro Asta su “La memoria dell’Adriatico tra passato e futuro. Guida minima al patrimonio culturale subacqueo”

caorle_archeologico_storie-riemerse_memoria-dell-adriatico_locandinaDomenica 17 luglio 2022, alle 18.30, il museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle ospita il secondo appuntamento di “Storie riemerse. L’archeologia tra ricerca e racconto museale”. Per l’occasione, in via del tutto eccezionale e per la prima volta, sarà possibile visitare la prima sezione di archeologia subacquea e i depositi del Museo. Protagonista Alessandro Asta, funzionario archeologo della Sabap per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, con “La memoria dell’Adriatico tra passato e futuro. Guida minima al patrimonio culturale subacqueo”. L’ingresso per i partecipanti è gratuito e sarà consentito fino ad esaurimento dei posti a sedere disponibili. I tre appuntamenti in programma fino a settembre (17 luglio, 27 agosto, 24 settembre 2022) hanno come filo conduttore l’archeologia nella sua declinazione marittima/alto-adriatica, considerata sia sotto l’aspetto della tutela e della ricerca, sia sotto l’aspetto della valorizzazione museale e del racconto al grande pubblico dei dati e delle informazioni acquisite grazie agli scavi (subacquei e non). I tre incontri in programma (“La memoria dell’Adriatico”, “Un racconto a colori: il Man di Adria”, “Raccontare l’archeologia marittima: Caorle”) danno conto, con taglio divulgativo, di alcune avvincenti sfide passate, presenti e future, lanciate per far riemergere la storia e le vicende millenarie del nostro territorio, con particolare riguardo al rapporto tra l’uomo e il mare.

Mel (Bl). Tre aperture estive della necropoli paleoveneta (VIII-V sec. a.C.) a Borgo Valbelluna nell’ambito dell’iniziativa culturale “Frammenti d’arte in Valbelluna 2022”

mel_valbelluna_necropoli-paleoveneta_recinti-funerari_2_foto-sabap-ve

La necropoli paleoveneta di Borgo Valbelluna (Mel, Bl) con i recinti funerari (foto sabap-ve)

Tre opportunità per visitare la necropoli di Mel (Borgo Valbelluna, Bl) nell’ambito dell’iniziativa culturale “Frammenti d’arte in Valbelluna 2022”. Lo fa sapere la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso. Appuntamento domenica 10 luglio, domenica 31 luglio e domenica 21 agosto 2022, alle 15 e alle 18, in via Tempietto a Mel. La partecipazione alle visite è gratuita. La necropoli paleoveneta dell’età del Ferro è un’area archeologica statale i cui reperti sono conservati presso il museo civico di Borgo Valbelluna. Ingresso libero all’area archeologica.

mel_valbelluna_necropoli-paleoveneta_recinti-funerari_1_foto-sabap-ve

I recinti funerari della necropoli dell’età del Ferro di Borgo Valbelluna di Mel (Bl) (foto sabap-ve)

Del sepolcreto, utilizzato in modo continuativo dall’VIII al V secolo a.C., si conservano a vista quattro recinti funerari con diametro compreso tra i 2 e gli oltre 4 metri, al cui interno, così come nell’area circostante, sono state trovate un’ottantina di sepolture “a cassetta” costituite da lastre di pietra, contenenti il vaso-ossuario in ceramica o in bronzo con le ossa cremate del defunto e il corredo funebre composto da oggetti d’ornamento e utensili. I reperti archeologici provenienti dalla necropoli sono conservati al museo civico, che si trova a breve distanza, in Palazzo delle Contesse (Borgo Valbelluna, loc. Mel, Piazza Papa Luciani), e che è aperto il sabato e la domenica: orario 9-12 e 15-18.

Padova. “Sulle tracce dell’uomo alato”: apertura straordinaria del laboratorio di scavo della Soprintendenza per scoprire le sepolture preromane della necropoli orientale di Padova

padova_laboratorio-archeologico_sulle-tracce-dell-uomo-alato_locandina“Sulle tracce dell’uomo alato”: mercoledì 6 luglio 2022 apertura straordinaria del laboratorio di scavo della Soprintendenza per scoprire le sepolture preromane della necropoli orientale di Padova. In occasione del Piano di valorizzazione dei luoghi della cultura 2022, iniziativa promossa dal ministero della Cultura, la soprintendenza area metropolitana Venezia e province Belluno Padova Treviso apre le porte del proprio laboratorio di scavo archeologico in via Crimea, a Padova, per accompagnare il visitatore alla scoperta delle sepolture preromane della necropoli orientale patavina, rinvenute in via Tiepolo e via San Massimo. Lo scavo in laboratorio in essere si intitola “Sulle tracce dell’uomo alato”, un progetto che nasce attorno alla ricerca dell’università Ca’ Foscari di Venezia AWD (Another Way of Digging – Lo scavo in laboratorio delle sepolture preromane della necropoli orientale di Padova), attuata in collaborazione con la soprintendenza e giunta al suo quinto anno di attività. Il progetto prende il nome dall’immagine, unica in tutta l’arte delle situle e nel Veneto preromano, di un uomo alato su un gancio da cintura in bronzo, rinvenuto nella necropoli. Appuntamento dunque mercoledì 6 luglio 2022, dalle 15.30 alle 19.30, al deposito della Soprintendenza in via Crimea 68 a Padova. Ingresso gratuito su prenotazione. Massimo 20 persone distribuite nei seguenti turni di visita: alle 16, 16.45, 17.30, 18.15. Per prenotare, scrivere a sabap-ve-met.urp@cultura.gov.it entro martedì 5 luglio, indicando l’orario di visita scelto.

Padova. Per il ciclo “Tutta Padova ne parla” conferenza “Copie e falsi nell’archeologia e nell’arte” sull’esito del progetto dell’università di Padova per la conoscenza del patrimonio ceramico greco e magnogreco in Veneto

“Copie e falsi nell’archeologia e nell’arte” è il tema del prossimo appuntamento per il ciclo di conferenze “Tutta Padova ne parla”, promosso dalla soprintendenza e dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, che si terrà giovedì 23 giugno 2022, alle 17, al Complesso universitario patavino Beato Pellegrino, aula 5 dell’università di Padova (ingresso dalla piazzetta di via Elisabetta Vendramini, 13). Ingresso libero e gratuito, è raccomandato l’uso della mascherina. L’incontro a più voci è finalizzato a presentare in anteprima una pubblicazione che raccoglie l’esito di contributi multidisciplinari dedicati a un tema di singolare fascino e interesse, al quale l’università di Padova da anni dedica una specifica attenzione e cura con ricerche e studi specialistici di eccellenza, finalizzati alla conoscenza del patrimonio ceramico greco e magnogreco presente in Veneto. Il ritrovamento e l’identificazione di reperti falsificati presenti nelle collezioni museali pubbliche e private ha permesso di diversificare l’approccio allo studio e alla ricerca, coinvolgendo professionalità di varia provenienza e di formazione anche giuridica, competenti negli ambiti correlati della tutela e della legalità. Introduce Fabrizio Magani, soprintendente Abap area metropolitana Venezia e province Belluno Padova Treviso. Intervengono: Monica Salvadori, università di Padova; Emanuele Pellegrini, scuola IMT Alti Studi Lucca.