Archivio tag | soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Napoli

Napoli. A Palazzo Reale la giornata di studio “Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela del territorio di Pozzuoli con un’attenzione particolare al Rione Terra

napoli_palazzo-reale_giiornata-di-studi-Puteoli-e-il-suo-territorio-progetti-di-ricerca-e-attività-di-tutela_locandina

“Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” è il titolo della giornata di studio, a cura di Mariano Nuzzo e Maria Luisa Tardugno, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli lunedì 18 novembre 2024 nella sala Carbonara del Palazzo Reale di Napoli, per un momento di condivisione e approfondimento sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela che interessano il territorio di Pozzuoli, sviluppato grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza e le istituzioni accademiche delle regioni Campania e Molise.

napoli_palazzo-reale_giiornata-di-studi-Puteoli-e-il-suo-territorio_nuzzo-de-caro_foto-sabap-met-na

Giornata di studio “Puteoli e il suo territorio”: il soprintendente Mariano Nuzzo e l’archeologo Stefano De Caro (foto sabap-met-na)

“Questa giornata di studi”, dichiara Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, “rappresenta un’importante occasione per fare il punto sulle attività di ricerca e tutela che, negli ultimi vent’anni, hanno permesso di approfondire la conoscenza dell’antica Puteoli. Si tratta di un momento di confronto in cui passato e presente si riconnettono, fornendo una chiave per comprendere le dinamiche che sottendono le attività di studio e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un’attenzione particolare è dedicata al Rione Terra, luogo unico di sperimentazione, dove archeologia e architettura si intrecciano per restituirci un quadro vivo delle tecniche costruttive e delle strutture urbane antiche. Questo evento ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari – dall’archeologia all’architettura alle tecniche costruttive – uniti dal desiderio di contribuire alla conoscenza e alla tutela di un patrimonio che appartiene a tutti. La divulgazione, infatti, è parte integrante della conoscenza: è nostro dovere rendere accessibili i risultati delle ricerche e trasmettere la consapevolezza del valore di ciò che ci circonda. La conoscenza è un bene collettivo, e non possiamo permetterci di non condividerla”.

pozzuoli_rione-terra_panoramica_foto-sabap-met-na

Panoramica del Rione Terra di Pozzuoli (foto sabap-met-na)

L’incontro, aperto con i saluti di Fulvio Maria Soccodato e Luigi Manzoni, è stato moderato da figure di rilievo come Stefano De Caro e Teresa Elena Cinquantaquattro. Durante la giornata, esperti e studiosi di fama nazionale hanno approfondito numerosi aspetti del patrimonio puteolano e delle attività di ricerca ad esso collegate. Il Rione Terra di Pozzuoli, con le sue stratificazioni storiche, è stato al centro di numerose discussioni, grazie agli interventi di Maria Luisa Tardugno, Lucia Manuela Proietti, Carmela Capaldi, Marco de Napoli, Giuseppe Faella e Aldo Giordano. Inoltre, i partecipanti hanno avuto modo di approfondire gli aspetti archeologici relativi al territorio puteolano con gli interventi di Luigi Cicala, Carlo Ebanista, Emanuela Spagnoli, Marina Taliercio e Antonella Ciotola, oltre che riflettere sulle trasformazioni sociali e culturali attraverso i contributi di Giuseppe Camodeca, Carlo Rescigno, Michele Silani e Michele Stefanile, tra storia, archeologia e tutela del territorio.

Napoli. A Palazzo Reale la soprintendenza presenta i risultati delle campagne di scavo 2023-2024 della Villa Augustea di Somma Vesuviana. Il soprintendente Nuzzo: “Un’occasione per condividere con il pubblico i risultati del lavoro di tutela e ricerca con prestigiose istituzioni internazionali”

napoli_palazzo-reale_presentazione-campagne-di-scavo-2023-2024-della-Villa-Augustea-di-Somma-Vesuviana_locandinaMercoledì 13 novembre 2024, alle 17, nella sala “Giovanni Carbonara” del Palazzo Reale di Napoli, presentazione delle campagne di scavo 2023-2024 della Villa Augustea di Somma Vesuviana, un importante appuntamento per raccontare le scoperte e i progressi delle ricerche in questo sito archeologico di grande valore storico. All’evento parteciperanno il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, Mariano Nuzzo, e il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore di Sarno. Saranno presenti anche Antonio De Simone, responsabile della conservazione e del restauro del progetto per l’università Suor Orsola Benincasa, e Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, che offriranno approfondimenti sul contributo delle rispettive istituzioni al progetto. Dal Giappone interverranno Satoshi Matsuyama, direttore tecnico dello scavo, e Mariko Muramatsu, referente del progetto per l’Italia, entrambi rappresentanti della The University of Tokyo, insieme a Claudia Angelelli, archeologa responsabile scientifica dello scavo per la stessa università. Completeranno il parterre Luca Di Franco, funzionario SABAP NA-MET responsabile dell’area archeologica, e Daniele De Simone, funzionario archeologo SABAP NA-MET responsabile di zona. Questa occasione di confronto e dialogo tra esperti italiani e giapponesi offrirà al pubblico una visione completa sulle metodologie di scavo, sulle ultime scoperte e sulle prospettive future della ricerca. “La presentazione delle campagne di scavo della Villa Augustea”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo, “rappresenta un momento cruciale per condividere con il pubblico i risultati del lavoro di tutela e ricerca svolto in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali. È nostro impegno proseguire in questo percorso di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, al fine di restituire alla comunità e alle future generazioni un’eredità storica di inestimabile valore”.

Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno, la conferenza “La tutela del patrimonio culturale per la conservazione dei valori identitari dell’isola d’Ischia” con Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, ottavo e ultimo appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_lacco-ameno_progetto-kepos_conferenza-tutela-del-patrimonio-culturale-dell-isola-d-ischia_nuzzo_locandinaVenerdì 8 novembre 2024, alle 16, al museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia (Na), si svolge l’ottavo e ultimo appuntamento del Progetto Kepos, organizzato dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, in cui interviene il soprintendente Mariano Nuzzo, SABAP per l’area metropolitana di Napoli, su “La tutela del patrimonio culturale per la conservazione dei valori identitari dell’isola d’Ischia”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, e del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, si svolgerà la conferenza del soprintendente Mariano Nuzzo. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Il compito istituzionale della Soprintendenza è la tutela e la conoscenza del patrimonio archeologico, storico-artistico, architettonico e paesaggistico, la dichiarazione del suo interesse, le attività di manutenzione e restauro o il controllo su tale attività svolta da terzi, l’attività di inventariazione e catalogazione dei Beni culturali, oltre ad una vasta attività di valorizzazione e di gestione svolta in accordo con enti pubblici o privati, collabora e promuove iniziative volte a favorire l’accesso del pubblico al patrimonio attraverso il Servizio Educativo, pubblicazioni e progetti. L’isola d’Ischia con il suo ricco patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico e la sua forte vocazione turistica impone strategie di tutela e di valorizzazione sempre più innovative alla luce degli eventi di natura geologica che hanno interessato l’isola nella consapevolezza che i valori identitari possano essere tutelati grazie alla sinergia tra gli enti e alla presenza di una comunità, che si senta erede e custode di questo straordinario patrimonio.

Velia (Sa). Alle terme ellenistiche l’incontro “Memorie dal sottosuolo: Archeologia e Speleologia in dialogo a Paestum e Velia”. Presentazione del progetto di documentazione dei contesti archeo-speleologici dei siti di Paestum e Velia

velia_area-archeologica_incontro-Memorie-dal-sottosuolo-archeologia-e-Speleologia-in-dialogo-a-Paestum-e- Velia_locandinaIl 18 ottobre 2024, alle 11, alle terme ellenistiche dell’area archeologica di Velia, la conferenza “Memorie dal sottosuolo: Archeologia e Speleologia in dialogo a Paestum e Velia”. Intervengono Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Francesco Uliano Scelza, funzionario archeologo in servizio ai Parchi; Graziano Ferrari, presidente associazione Cocceius; Daniele De Simone, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi è nell’abbonamento Paestum&Velia. L’incontro è dedicato alla presentazione del progetto di documentazione dei contesti archeo-speleologici dei siti di Paestum e Velia. Tale attività è stata inaugurata attraverso l’intesa tra i Parchi archeologici di Paestum e Velia e l’Associazione Cocceius, un gruppo non accademico senza scopo di lucro, composto da speleologi, geologi, archeologi e naturalisti che, da vari anni, opera nel territorio campano applicando le tecniche speleologiche nell’esplorazione e nella documentazione del patrimonio culturale sotterraneo. In particolare saranno illustrate le ricerche sui sistemi idraulici antichi di Paestum e Velia, recentemente esplorati con l’impiego di tecniche di progressione in verticale e di modellazione 3D.

Somma Vesuviana (Na). Nel week end apertura straordinaria della Villa Augustea

somma-vesuviana_villa-augustea_il-sito_2_foto-sabap-na

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

Per iniziativa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli sabato 5 e domenica 6 ottobre 2024, il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana sarà aperto straordinariamente al pubblico con ingresso libero: al mattino, 9.30 – 11.30; nel pomeriggio, 15.30 – 17.30. Le visite guidate saranno curate dalla Pro Loco di Somma Vesuviana, per offrire una fruizione completa e approfondita del sito.

somma-vesuviana_villa-augustea_il-sito_1_foto-sabap-na

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

Il sito, di straordinaria importanza archeologica e storica, è noto per le imponenti stratificazioni vulcaniche che lo hanno ricoperto a seguito delle eruzioni del Vesuvio dal 79 d.C. fino al 472 d.C. La Villa Augustea, riconducibile all’epoca imperiale, rappresenta una testimonianza unica della vita romana in un’area di grande rilevanza per la cultura vesuviana.

somma-vesuviana_villa-augustea_il-sito_3_foto-sabap-na

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

“L’apertura della Villa Augustea”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo, “rientra nelle nostre iniziative volte a promuovere e valorizzare il patrimonio culturale dell’area vesuviana. Questo sito, di notevole valore storico-archeologico, merita di essere conosciuto e apprezzato dal pubblico per la sua rilevanza non solo locale, ma anche a livello nazionale e internazionale. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare a questa straordinaria opportunità di visita”.

Lacco Ameno (Ischia, Na). Aprono al pubblico gli scavi nel quartiere metallurgico di Mazzola con tre giornate di visite guidate su prenotazione. Ecco il programma

ischia_sito-archeologico-mazzola_campagna-2024_scavi_1_foto-sabap-na-met

Campagna di scavo 2024 al quartiere metallurgico (VIII sec. a.C.) di Mazzola a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (foto sabap-na-met)

ischia_sito-archeologico-mazzola_campagna-2024_scavi_2_foto-sabap-na-met

Campagna di scavo 2024 al quartiere metallurgico (VIII sec. a.C.) di Mazzola a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (foto sabap-na-met)

Sono passate tre settimane dalla ripresa degli scavi nel quartiere artigianale metallurgico di Mazzola diretti da Matteo D’Acunto, a Lacco Ameno (Ischia, Na) (vedi Lacco Ameno (Ischia, Na). Al via gli scavi nel quartiere artigianale metallurgico di Mazzola diretti da Matteo D’Acunto, progetto di ricerca triennale condotto in sinergia tra L’Orientale, l’Or.Sa., la Sabap di Napoli e il Comune, per la prima volta aperto alla cittadinanza. Gli interventi dei protagonisti | archeologiavocidalpassato), nell’ambito del progetto triennale di ricerca condotto in sinergia tra L’Orientale, l’Or.Sa., la Sabap di Napoli e il Comune, ed è giunto il momento di presentare i primi risultati alla cittadinanza. Venerdì 20 settembre, lunedì 23 settembre e martedì 24 settembre 2024 uno staff di archeologi accompagnerà i visitatori alla scoperta delle tracce dell’antico insediamento greco dell’VIII sec. a.C. I turni per le visite su prenotazione sono stati così suddivisi: venerdì 20 settembre: turno 1, ore 10; turno 2, ore 10.30; turno 3, ore 11; turno 4, ore 11.30; turno 5, ore 12. Lunedì 23 settembre: turno 1, ore 14; turno 2, ore 14.30; turno 3, ore 15; turno 4, ore 15.30. Martedì 24 settembre: turno 1, ore 10; turno 2, 10.30; turno 3, ore 11; turno 4, ore 11.30; turno 5, ore 12. Per partecipare è necessario prenotarsi chiamando il numero 081 996103, tutti i giorni dalle 9 alle 13. L’appuntamento è nell’area parcheggio del museo Archeologico di Pithecusae – Villa Arbusto, 10 minuti prima dell’inizio della visita.

Sorrento. In sala consiliare presentazione della “Carta Archeologica di Sorrento” e Ricostruzione Digitale della Sorrento Romana, frutto della collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli, il Comune di Sorrento e il museo Correale di Terranova

sorrento_sala-consiliare_libro-Surrentum-Sorrento-Studi-e-Ricerche-per-la-Carta-Archeologica-della-Città_presentazione_locandinaLunedì 16 settembre 2024, alle 17.30, in sala consiliare del Comune di Sorrento, presentazione ufficiale del libro “Surrentum/Sorrento: Studi e Ricerche per la Carta Archeologica della Città” a cura di Luca Di Franco, edito dal Comune di Sorrento e dalla soprintendenza Area metropolitana di Napoli: un’importante occasione per celebrare la storia millenaria di Sorrento e per condividere i risultati di anni di ricerche archeologiche condotte sul territorio. La partecipazione è aperta al pubblico fino ad esaurimento posti. La presentazione è frutto di una stretta collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli, il Comune di Sorrento e il museo Correale di Terranova. Questa sinergia ha portato alla realizzazione di un accordo mirato alla valorizzazione culturale della città, che include la creazione di una nuova sezione archeologica all’interno del museo Correale e l’avvio di esposizioni archeologiche in città. Inoltre, durante l’evento verranno svelati nuovi progetti per la fruizione del patrimonio culturale, nati dall’esperienza di ricerca della Carta Archeologica della città di Sorrento, avviata nel 2018 e ora pubblicata. L’evento sarà inaugurato da Massimo Coppola, sindaco di Sorrento; Mariano Nuzzo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli; e Gaetano Mauro, presidente del museo Correale di Terranova. Seguiranno gli interventi di Teresa Elena Cinquantaquattro, segretario Regionale MiC per la Campania, e Carlo Rescigno, professore dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, i quali presenteranno il volume “Surrentum/Sorrento: Studi e Ricerche per la Carta Archeologica della Città”, il quale rappresenta un aggiornamento e una continuazione delle ricerche archeologiche precedenti, fornendo una visione completa e sistematica della storia antica di Sorrento. Questo lavoro, realizzato da un team di archeologi e studiosi, vuole essere un punto di riferimento per futuri studi e un’opportunità per il pubblico di riscoprire la ricca eredità culturale della città.

sorrento_città-a-volo-d-uccello-con-aree-archeologiche_foto-sabap-met-na

Veduta a volo d’uccello di Sorrento: ben visibile l’impianto della città romana (foto sabap-met-na)

A seguire, verrà presentata la “Ricostruzione Digitale della Sorrento Romana”, un progetto innovativo che sarà un pilastro della nuova sezione archeologica del museo Correale. Questa ricostruzione è stata realizzata grazie al supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del Ministero della Cultura e mira a offrire ai visitatori un’esperienza immersiva e accessibile della Sorrento antica. Gli interventi su questo tema saranno curati da Fabio Mangone, professore dell’università di Napoli “Federico II”, e Luca Di Franco, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli.  Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di NextGenerationEU, con un contributo specifico per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, biblioteche e archivi, al fine di garantire un accesso più ampio e inclusivo alla cultura. L’iniziativa fa parte della Missione 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un particolare focus su digitalizzazione, innovazione e cultura.

sorrento_scavi-archeologici-urbani_foto-sabap-met-na

Scavi archeologici urbani a Sorrento (foto sabap-met-na)

“Siamo particolarmente orgogliosi di presentare questo volume, che rappresenta il culmine di un lungo percorso di ricerca e collaborazione tra istituzioni”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo. “Surrentum/Sorrento: Studi e Ricerche per la Carta Archeologica della Città è un’opera che non solo aggiorna le conoscenze sul patrimonio archeologico di Sorrento, ma che si propone anche come uno strumento fondamentale per la sua valorizzazione futura. Grazie alla collaborazione con il Comune di Sorrento e il museo Correale, abbiamo avviato un percorso che mira a rendere la storia e la cultura di questa città sempre più accessibili e fruibili per tutti. Inoltre, la Ricostruzione Digitale della Sorrento Romana offrirà ai visitatori un’esperienza innovativa e coinvolgente, permettendo loro di immergersi nella storia millenaria di questo territorio”.

sorrento_villa-agrippa-postumo_resti-ninfei-e-pescheria_foto-sabap-met-na

I resti delle ninfee e delle peschiere (seconda metà del II sec. a.C.) pertinenti alla villa di Agrippa Postumo a Sorrento (foto sabap-met-na)

“Sorrento non è solo un luogo di bellezze naturali, di mare e di svago, ma è anche, e soprattutto, un sito ricco di cultura e di storia”, sottolinea il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. “Il volume che presentiamo, insieme al progetto di ricostruzione digitale della Sorrento romana, rappresentano un prezioso contributo per la riscoperta del patrimonio archeologico della nostra città. Una vera ed efficace attività di promozione turistica, tra gli obiettivi prioritari di questa amministrazione, presuppone infatti la valorizzazione delle risorse culturali di Sorrento e dei suoi elementi identitari. Così come il senso di appartenenza della nostra comunità ritrova, nella storia, le sue radici più vere e profonde. Un plauso alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli per il lavoro minuzioso, condotto con precisione e grande rigore scientifico”.

sorrento_museo-correale_cisterna-romana_nuovo-allestimento_foto-sabap-met-na

Il nuovo allestimento del museo Correale di Sorrento nella cisterna romana (foto sabap-met-na)

“Nella predisposizione della Carta Archeologica di Sorrento”, aggiunge il presidente del museo Correale, Gaetano Mauro, “fondamentale è il ruolo che riveste il museo Correale, le cui collezioni di reperti archeologici e medievali rappresentano per la città l’unico sito espositivo dove poter studiare e visionare il patrimonio di antichità rinvenute a Sorrento. I reperti sono stati trasferiti quest’anno in un’ampia area corrispondente ad una cisterna di epoca romana con mura in cocciopesto, recuperata come nuovo spazio museale dotato delle più moderne soluzioni espositive per assicurarne una perfetta fruizione. Il riallestimento delle collezioni archeologica e medievali costituisce a tutti gli effetti un museo nel museo che va ad arricchire la già importante dotazione di opere del Museo Correale restaurate negli ultimi anni con la mia presidenza”.

Lacco Ameno (Ischia, Na). Al via gli scavi nel quartiere artigianale metallurgico di Mazzola diretti da Matteo D’Acunto, progetto di ricerca triennale condotto in sinergia tra L’Orientale, l’Or.Sa., la Sabap di Napoli e il Comune, per la prima volta aperto alla cittadinanza. Gli interventi dei protagonisti

ischia_lacco-ameno_quartiere-metallurgico-mazzola_sito-archeologico_2_foto-sabap-na

Area archeologica del quartiere metallurgico di Mazzola (Lacco Ameno, isola d’Ischia): scavi anni Sessanta del Novecento (foto sabap-na-met)

L’annuncio lo scorso novembre 2023: “Dopo quasi 50 anni dai primi scavi sono ripresi i lavori nell’area archeologica di Mazzola (Lacco Ameno, isola d’Ischia), sulla collina di Mezzavia, indagata negli anni Sessanta del Novecento dall’archeologo tedesco Giorgio Buchner. Le evidenze, costituite da strutture databili a partire dall’VIII sec. a.C., sono riferibili ad un quartiere metallurgico, come dimostrano le varie tipologie di oggetti rinvenuti (vedi Ischia (Na). Nell’area archeologica di Mazzola (Lacco Ameno) si torna a scavare dopo 50 anni il quartiere metallurgico (VII sec. a.C.) dell’antica Pithekoussai | archeologiavocidalpassato). Non è stato uno scavo occasionale. Da lunedì 2 settembre 2024 ripartono le indagini archeologiche a Ischia / Pithekoussai, l’antico insediamento localizzato nell’attuale comune di Lacco Ameno, primo insediamento greco in Occidente. Un importante progetto di ricerca nel quartiere artigianale di Mazzola, parte di un progetto di ricerca triennale fortemente sostenuto dal soprintendente Mariano Nuzzo, si apre alla cittadinanza grazie a un nuovo ed entusiasmante progetto di ricerca, condotto in sinergia tra l’università di Napoli L’Orientale, la Scuola di specializzazione in Beni archeologici “Or.Sa.” (università di Salerno e università di Napoli L’Orientale)”, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli e il Comune di Lacco Ameno.

ischia_lacco-ameno_quartiere-metallurgico-mazzola_sito-archeologico_1_foto-sabap-na

Area archeologica del quartiere metallurgico di Mazzola (dall’VIII sec. a.C.) (Lacco Ameno, isola d’Ischia) (foto sabap-na-met)

Si apre così un nuovo capitolo sulla storia, la struttura sociale, la produzione e i commerci di un centro che fu punto d’approdo e di transito imprescindibile lungo le rotte che collegavano le sponde opposte del Mediterraneo. La nuova campagna di scavo sarà realizzata sotto la direzione di Matteo D’Acunto, professore ordinario dell’università di Napoli L’Orientale, di Teresa E. Cinquantaquattro, direttrice del Segretariato Regionale del MiC per la Campania, e di Maria Luisa Tardugno, funzionaria archeologa della soprintendenza. Il lavoro sul campo sarà coordinato da Francesco Nitti (dottorando dell’università di Salerno), Marco Capurro (dottorando della Scuola Normale Superiore di Pisa), Chiara Improta e Cristiana Merluzzo (dottorande dell’università di Napoli L’Orientale).

ischia_lacco-ameno_quartiere-metallurgico-mazzola_sito-archeologico_sopralluogo-d-acunto-tardugno-nuzzo_1_foto-sabap-na

Area archeologica del quartiere metallurgico di Mazzola (Lacco Ameno, isola d’Ischia): sopralluogo con Matteo D’Acunto, Maria Luisa Tardugno e Mariano Nuzzo (foto sabap-na-met)

La missione archeologica sarà composta da giovani ricercatori e studenti dell’università di Napoli L’Orientale e della Scuola di specializzazione interateneo in Beni archeologici “Or.Sa.” (università di Salerno e università di Napoli L’Orientale). Le indagini previste offriranno nuove e preziose informazioni sulla vita quotidiana, le attività produttive, l’economia e l’organizzazione sociale degli antichi abitanti di Pithekoussai, creando un legame tangibile tra il passato e il presente. Inoltre, la missione dichiarata di questo progetto, con una connotazione di assoluta novità, è quella di presentarsi come uno scavo aperto alla cittadinanza, secondo un processo virtuoso che vede coinvolti gli enti di ricerca, di tutela, l’amministrazione comunale di Lacco Ameno e tutta la comunità locale.

ischia_lacco-ameno_quartiere-metallurgico-mazzola_sito-archeologico_3_foto-sabap-na

Area archeologica del quartiere metallurgico di Mazzola (dall’VIII sec. a.C.) (Lacco Ameno, isola d’Ischia) (foto sabap-na-met)

Il progetto è stato da subito sostenuto dal Comune di Lacco Ameno, e in particolare dal sindaco Giacomo Pascale e dal vice-sindaco e assessore alla Cultura Carla Tufano. Durante gli scavi saranno organizzate giornate aperte al pubblico (dalla seconda settimana di settembre, su prenotazione), durante le quali verranno mostrate le molteplici operazioni di indagine e saranno illustrate le evidenze archeologiche emerse e la storia del sito. Attraverso un accordo con il liceo classico Statale “G. Buchner”, saranno inoltre coinvolti nelle attività di studio, classificazione e interpretazione dei reperti alcuni giovani studenti, che avranno così la possibilità di toccare con mano la storia del proprio territorio. Infine, allo scopo di dare ampia pubblicità alle ricerche in corso, è previsto un incontro conclusivo della campagna, aperto al pubblico e ai media, durante il quale verranno resi noti i risultati dei nuovi scavi. La ripresa delle esplorazioni dell’antica Pithekoussai rappresenta una straordinaria opportunità per preservare e valorizzare il patrimonio storico dell’isola d’Ischia promuovendo al contempo il turismo culturale eco-sostenibile e favorendo il pieno coinvolgimento della comunità locale. Ci sono tutte le premesse perché il programma di ricerca conduca a importanti risultati: l’eccezionale interesse scientifico del progetto, che mira a proseguire il percorso virtuoso avviato dalle eccezionali scoperte di Giorgio Buchner, e l’entusiastico coinvolgimento e il supporto decisivo della comunità di Lacco Ameno.

napoli_orientale_roberto-tottoli-rettore_unior

Roberto Tottoli, rettore dell’università di Napoli L’Orientale (foto unior)

“Con l’apertura di questo nuovo scavo archeologico a Ischia la scuola archeologica dell’Orientale condurrà ricerche nelle due più antiche fondazioni greche d’Occidente, Pithekoussai e Cuma”, interviene il rettore dell’Orientale, Roberto Tottoli. “Le attività, coordinate da nostri docenti, permettono agli studenti del nostro Ateneo di lavorare sul campo e acquisire competenze avanzate nel campo della ricerca archeologica sotto l’aspetto delle tecniche di indagine, dell’analisi e della classificazione dei materiali e dello studio dei siti, nonché sotto il profilo teorico e interpretativo più generale. La scuola di archeologia dell’Orientale, attiva anche all’estero in Oman, Arabia Saudita, Afghanistan, Sudan, Egitto, Etiopia, ha una lunga storia di scoperte e anche in questo caso siamo certi che arriveranno grandi risultati”. E Mariano Nuzzo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli: “Sono particolarmente lieto di annunciare l’avvio della nuova campagna di scavi nel quartiere di Mazzola a Lacco Ameno, un’iniziativa che non solo rappresenta un’importante occasione di ricerca scientifica, ma che si propone anche di coinvolgere attivamente la comunità locale e i giovani studenti. La riscoperta dell’antico insediamento di Pithekoussai non è solo un’opportunità per approfondire la nostra comprensione delle origini della colonizzazione greca in Occidente, ma anche per valorizzare e preservare un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale. La partecipazione della cittadinanza e delle nuove generazioni alle giornate di scavo aperte al pubblico è un elemento centrale di questo progetto, poiché credo fermamente che la conoscenza e la tutela del nostro passato debbano essere condivise e vissute da tutti. Ringrazio le istituzioni e gli enti coinvolti per la loro preziosa collaborazione e sono convinto che, insieme, riusciremo a creare un ponte tra passato e presente che arricchirà non solo la nostra cultura, ma anche l’identità della comunità di Lacco Ameno”.

ischia_lacco-ameno_pascale-tufano_foto-ischia-mondo-blog

Comune di Lacco Ameno (Ischia): il vicesindaco Carla Tufano e il sindaco Giacomo Pascale (foto ischiamondo blog)

“Siamo entusiasti della ripresa dei lavori di scavo in località Mazzola, un’opportunità straordinaria che apre una nuova pagina, e una nuova stagione, per tutta l’isola d’Ischia”, dichiara il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale. “Crediamo da tempo che il futuro della nostra terra e lo sviluppo del territorio passino attraverso il binomio indissolubile di turismo e cultura. Investire nella valorizzazione di siti archeologici e, più in generale, nei beni di rilevanza storica è la manifestazione precisa di un impegno concreto, da parte di questa Amministrazione, che punta a un duplice risultato: arricchire l’offerta culturale del nostro patrimonio archeologico a turisti e studiosi e avvalerci di una tradizione scientifica di alto prestigio ed esperienza per la conoscenza e la conservazione della nostra memoria, della nostra storia e della nostra identità”. E il vice-sindaca e assessore alla Cultura Carla Tufano: “La nuova campagna di scavo è parte di un progetto più ampio di tutela, valorizzazione e fruizione collettiva dell’area archeologica di Pithekoussai che prevede il pieno coinvolgimento della comunità locale. Finalmente i cittadini di Lacco Ameno e i nostri ospiti scopriranno i tesori nascosti nell’antica area artigianale di Mazzola. Potranno ammirare i resti di una civiltà che ha inciso profondamente nella storia del Mediterraneo e delle sue dinamiche interculturali. Le visite pubbliche al cantiere archeologico e alle indagini sul campo, pur richiedendo sforzi organizzativi eccezionali, avverranno nella consapevolezza che le tracce preziose del nostro passato sono destinate a diventare patrimonio comune da trasmettere con slancio e convinzione alle nuove generazioni”.

 

Giugliano (Na). Nella Tomba del Cerbero scoperto un inumato in ottimo stato di conservazione in posizione supina. Nuzzo: “La Tomba del Cerbero continua a fornire preziose informazioni sul territorio flegreo nei pressi di Liternum”. Complesse e articolate le ricerche e le analisi in corso coordinate dalla soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli

giugliano_tomba-del-cerbero_sarcofago_inumato_foto-sabap-met-na

Tomba del Cerbero a Giugliano (Na): particolare dell’interno del sarcofago in corso di scavo, col sudario e alcuni elementi di corredo (foto sabap-met-na)

C’è un inumato in ottimo stato di conservazione in posizione supina dentro la Tomba del Cerbero a Giugliano (Na). All’indagine interna, a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, si è giunti dopo un’ispezione con microcamera. Anche in vista della ripresa degli scavi nella necropoli circostante e delle attività di restauro degli affreschi, finanziati dal ministero della Cultura, grazie anche all’interesse dimostrato dal ministro Sangiuliano in visita istituzionale al sito lo scorso novembre 2023. “La Tomba del Cerbero continua a fornire preziose informazioni sul territorio flegreo nei pressi di Liternum”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo. “Ampliando la conoscenza del passato, e offrendo opportunità per ricerche anche di carattere multidisciplinare”. La prosecuzione delle indagini archeologiche e delle attività di campionatura ed analisi in laboratorio nei prossimi mesi consentirà di raccogliere certamente ulteriori dati interessanti non solo dall’ipogeo ma anche dalla necropoli circostante, utili a ricostruire il panorama storico e sociale di una comunità antica che ha ancora tanto da raccontare.

giugliano_tomba-del-cerbero_formola-sangiuliano-nuzzo_foto-sabap-met-na

Necropoli di Giugliano (Na): sopralluogo a novembre 2023 del ministro Gennaro Sangiuliano tra l’archeologa Simona Formola e il soprintendente Mariano Nuzzo (foto sabap-met-na)

Dopo l’ispezione con microcamera, è stato dunque possibile aprire un varco all’interno del sarcofago, rimasto sigillato per oltre 2000 anni, ed entrarvi all’interno. Le attività di scavo, coordinate dal funzionario archeologo, Simona Formola, hanno portato alla scoperta eccezionale di una deposizione in ottimo stato di conservazione di un inumato in posizione supina, coperto da un sudario, probabilmente mineralizzatosi grazie alle particolari condizioni climatiche della camera funeraria, circondato da elementi di corredo, tra cui si segnalano diversi unguentari e strigili. La particolare cura rivolta all’inumato e la cronologia degli oggetti rinvenuti, lasciano ipotizzare che possa trattarsi del capostipite della famiglia per la quale è stato realizzato il mausoleo.

giugliano_tomba-del-cerbero_ingresso_foto-sabap-met-na

Il complesso della Tomba del Cerbero nella necropoli di Giugliano in Campania (Na) (foto sabap-met-na)

“Negli ultimi mesi – continua Nuzzo – le analisi di laboratorio condotte sui campioni prelevati in corrispondenza degli inumati e dei letti deposizionali, hanno restituito una notevole quantità di dati circa il trattamento del corpo dei defunti e il rituale funerario messo in atto, arricchendo notevolmente il panorama delle nostre conoscenze. Un lavoro di squadra guidato dalla Soprintendenza, che ha visto impegnati archeologi, tecnici, antropologi, paleobotanici, chimici, uniti nel comune obiettivo di interpretare i dati raccolti e svelare il sito nel tempo”. Procedure complesse sono state messe in atto, ad esempio, per le analisi sui tessuti dalla prof.ssa Margarita Gleba del laboratorio dell’università di Padova, per determinare la struttura dei filato, il tipo e la qualità dei tessuti, per trarne informazioni anche di carattere culturale e sociologico; osservazioni al microscopio sono state condotte dalla prof.ssa Maria Rosaria Barone Lumaga, ricercatrice al dipartimento di Biologia vegetale dell’università di Napoli Federico II – Real Orto Botanico di Napoli, su sostanze organiche presenti in alcuni contenitori; analisi polliniche condotte dall’archeobotanica Monica Stanzione in collaborazione con Marco Marchesini e Silvia Marvelli del CAA (Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli”) lasciano ipotizzare che il corpo degli inumati possa essere stato trattato con creme a base di chenopodio e assenzio per una migliore conservazione; analisi sul DNA degli individui sono invece tuttora in corso grazie alla bio-antropologa Barbara Albanese in collaborazione con Pontus Skoglund, Thomas Booth e Sarah Johnston dello Skoglund Ancient Genomics Laboratory al Francis Crick Insitute.

Pompei. Nuove scoperte fuori dalla città antica: nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato annesso alla stazione della Circumvesuviana, emergono campi arati (dove si coltivavano gli ortaggi che rifornivano i mercati di Pompei) e una necropoli preromana (già 35 sepolture). Il soprintendente Nuzzo: “Si deve proseguire e ampliare l’indagine archeologica”

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_fase-di-scavo_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: una fase delle ricerche archeologiche (foto sabap-met-na)

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_sepolture_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: scoperte sepolture di una necropoli preromana (foto sabap-met-na)

Pompei riesce a stupire anche al di fuori dell’area archeologica della città antica. A 400 metri ad Est da Porta Sarno del parco archeologico di Pompei, in via Fucci, alle spalle della stazione ferroviaria di Pompei Santuario, emergono campi arati (dove si coltivavano gli ortaggi che rifornivano i mercati di Pompei) e una necropoli preromana, quindi livelli di frequentazione precedenti alla deduzione coloniaria romana. L’occasione sono stati i lavori di “Ammodernamento della Circumvesuviana e degli Interventi di compatibilizzazione urbana della linea ferroviaria del Comune di Pompei”. L’area in cui doveva essere realizzato un parcheggio interrato in via Fucci, opera per la quale l’allora Soprintendenza di Pompei aveva espresso parere favorevole già nel 2007, riconfermato dalla Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei nel 2009 e nel 2010, era stata già interessata da indagini preliminari, soprattutto carotaggi geo-archeologici e trincee, in ragione del rinvenimento dei livelli del 79 d.C. a profondità superiori ai 6 metri dall’attuale piano di campagna ed immersi in falda.

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_istituzioni_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: istituzioni coinvolte nel progetto di ricerca (foto sabap-met-na)

“Visti gli eccezionali rinvenimenti”, ha dichiarato il soprintendente Mariano Nuzzo, “è necessario proseguire ed ampliare ulteriormente l’area di indagine per completare il quadro conoscitivo della necropoli e delineare la fisionomia del paesaggio antico che caratterizzava il suburbio orientale di Pompei, di cui ancora poco si conosce. Grazie all’archeologia preventiva e all’azione sinergica tra Soprintendenza, Comune ed EAV, che ha consentito di condividere procedure ed obiettivi, si stanno raggiungendo risultati importanti nell’ambito della tutela e valorizzazione di un territorio di rilevanza cruciale dal punto di vista storico ed archeologico. Contiamo di condividere a breve nuovi dati dal prosieguo degli scavi”.

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_tomba-a-semicappuccina_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: necropoli preromana con tombe a semi-cappuccina (foto sabap-met-na)

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_inumato_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: necropoli preromana, scavo di tomba a inumazione (foto sabap-met-na)

Il dato più interessante, emerso durante il sopralluogo congiunto del 22 luglio 2024, tra la soprintendenza ABAP per l’area Metropolitana di Napoli, nella persona del soprintendente Mariano Nuzzo e del funzionario archeologo Simona Formola, insieme al direttore generale EAV (Ente Autonomo Volturno srl) Umberto De Gregorio, al coordinatore delle opere civili del Consorzio Ferroviario Vesuviano ing. Mario Barbati e al sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, è il rinvenimento di una necropoli preromana, che copre un arco cronologico che va dal III al I sec. a.C., costituita, allo stato attuale delle conoscenze, già da 35 sepolture. Si tratta di inumazioni in semplice fossa terragna, a semi-cappuccina o con copertura di anfore (tutte di importazione nord-africana, alcune con bolli in lingua punica, e posizionate in alternanza collo/puntale, in numero ricorrente di 7), caratterizzate dalla presenza di pochi oggetti di corredo (essenzialmente unguentari e monete) e da un ottimo stato di conservazione dei reperti osteologici grazie proprio all’immersione delle sepolture nell’acqua di falda, che ha consentito di avviare una campagna di indagine pale-antropologica sui resti.

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperti-campi-arati_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: scoperti campi arati perfettamente conservati sotto la spessa coltre di pomici della grande eruzione vesuviana del 79 d.C. (foto sabap-met-na)

Scavi recenti, a partire dalla primavera del 2023, sotto la direzione della soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli, hanno poi confermato la presenza di estesi campi arati perfettamente conservati sotto la spessa coltre di pomici della grande eruzione vesuviana del 79 d.C.: un sistema di solchi e porche antiche (strisce di terreno comprese tra due solchi) orientati in senso N-S ed impostati direttamente sui livelli protostorici, con coltivazione prevalenti ad ortaggi, che rifornivano ogni giorno i mercati pompeiani, prossimi al percorso dell’antico fiume Sarno, che doveva essere molto più vicino alla città di quanto non appaia oggi. Sono in corso analisi dei macroresti e polliniche al fine di caratterizzare nel dettaglio il tipo di ortaggio coltivato, sebbene le dimensioni dei resti superficiali, la tipologia di distribuzione e le dimensioni degli apparati radicali, lascino già ipotizzare campi coltivati a piante pluriennali di carciofi.

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_copertura-di-anfore_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: scoperta di anfore usate per la copertura delle sepolture (foto sabap-met-na)

Realizzate le opere di contenimento, grazie all’utilizzo di pompe idrovore, sono stati eseguiti saggi di controllo a circa -7.50 m dal piano di campagna in corrispondenza dei sottoservizi funzionali all’autorimessa. Qui è stato individuato un canale, paleoalveo di origine antropica con andamento N/S all’interno del quale si è raccolto materiale di natura diversa pertinente a contesti funerari probabilmente devastati: centinaia di frammenti di tegole, un grosso quantitativo di frammenti di dolia e anfore, una ventina di columelle in pietra lavica locale – divelte in antico ed accumulate nel canale già in fase antecedente all’imposta dei campi arati romani –, tegole con bolli in lingua osca, reperti lignei di notevoli dimensioni.

pompei_via-fucci_scavi-circumvesuviana_scoperta-necropoli-preromana_tegola-con-bollo_foto-sabap-met-na

Cantiere di scavo di via Fucci a Pompei: tegola di copertura con bollo (foto sabap-met-na)

Si segnala il rinvenimento di una testa femminile in tufo grigio campano con tracce di colore rosso nell’acconciatura dei capelli. È probabile che il canale, caratterizzato per lo più da materiali pertinenti a contesti funerari devastati, sia da riferire al riassetto territoriale di età sillana, avvenuto dopo la deduzione coloniaria di Pompei nell’89 a.C. Le indagini sono tuttora in corso, così come le analisi archeobotaniche e paleoantropologiche, in un’ottica di documentazione multidisciplinare del contesto archeologico che sta restituendo una messe di dati di assoluto interesse