Archeologia in lutto. È morta a ottant’anni Marina Martelli, etruscologa di fama internazionale, compagna di vita dell’etruscologo Mauro Cristofani, morto prematuramente a 56 nel 1997

La copertina del libro “La ceramica degli Etruschi” di Marina Martelli

L’etruscologa Marina Martelli, morta a 80 anni (foto sabap-vt-em)
Archeologia in lutto. Il 24 dicembre 2023 si è spenta all’età di ottanta anni Marina Martelli, etruscologa di fama internazionale, già professore ordinario all’università della Tuscia, dove ha tenuto a battesimo più di una generazione di studiosi di archeologia e arte etrusca. Era nata a Bologna il 15 luglio 1943. Tra il 1969 e il 1982 aveva rivestito ruoli di ispettore archeologo, direttore e soprintendente aggiunto presso le Soprintendenze, in Sicilia, in Etruria e a Roma. A dare la notizia è stata la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Il suo ricordo in una breve nota: “Con lei se ne va una grande esperta di ceramica greca ed etrusca, di oreficeria glittica e arti minori, di storia dell’arte, storia degli studi e collezionismo, nonché soprattutto di antichità vulcenti, tarquiniesi e ceretane. Una studiosa a tutto campo, benemerita dell’Etruria Meridionale e autrice di innumerevoli contributi scientifici, mostre archeologiche e conferenze; accolta tra l’altro tra i membri dell’Accademia dei Lincei, dell’Istituto di Studi Etruschi ed Italici di Firenze, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, del Deutsches Archäologisches Institut e dell’Accademia Etrusca di Cortona. Oggi – conclude la nota – Marina Martelli ha raggiunto Mauro Cristofani, suo compagno di vita prematuramente scomparso nel 1997 a 56 anni, anche lui etruscologo di vaglia e protagonista degli studi del Novecento: sit vobis terra levis”. Così l’archeologo Massimiliano Valenti: “Borsista del CNR per due volte (1992 e 1994), nell’Istituto di Etruscologia allora diretto da Mauro Cristofani, suo marito, l’ho conosciuta in quel periodo. Tanto aperto e sorridente lui, altrettanto chiusa lei. Ma preparatissima e molto temuta da allievi e colleghi, per il suo rigore scientifico. Celebri le sue recensioni, analitiche e intransigenti”.
Graffignano (Vt). Al Castello Baglioni apre la mostra “LUNGO IL TEVERE. Testimonianze archeologiche dai territori di Graffignano e di Sipicciano al Castello Baglioni” con i più recenti rinvenimenti archeologici del territorio, nucleo di un Antiquarium articolato tra le sedi di Graffignano e di Sipicciano (di prossimo allestimento)
Al Castello Baglioni di Graffignano (Vt) sabato 2 dicembre 2023, alle 16.30, apre la mostra “LUNGO IL TEVERE. Testimonianze archeologiche dai territori di Graffignano e di Sipicciano al Castello Baglioni”. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale e l’amministrazione comunale di Graffignano, con il sostegno della Provincia di Viterbo e il contributo di sponsor locali, hanno organizzato all’interno del Castello Baglioni un’esposizione dedicata ai più recenti rinvenimenti archeologici del territorio, nucleo di un Antiquarium articolato tra le sedi di Graffignano e di Sipicciano (di prossimo allestimento). La mostra si articola in tre sezioni dedicate: alla Preistoria, con l’abitato del Casone; all’Età Romana, con la villa di campo la Noce e il complesso produttivo di Pian delle Frasche; alla fine dell’Evo Antico, con alcune novità sulla presenza ostrogota nel comprensorio; e infine al Medioevo e al Rinascimento, illustrato dalle testimonianze restituite dallo stesso Castello Baglioni, dove proprio in questa occasione i reperti faranno ritorno.
Marco Pacciarelli (università di Napoli “Federico II”), responsabile scientifico per la sezione dedicata al Casone, coadiuvato da Pasquale Miranda e Valentina Musella, presenterà i risultati dell’abitato dell’Età del Bronzo, indagato nel 2012 e oggetto di una recente pubblicazione (P. Miranda, V. Musella, L’abitato dell’età del bronzo del Casone di Graffignano e la facies di Belverde-Mezzano, Universitätsforschungen zur prähistorischen Archäologie, Bonn 2021): tra i materiali esposti figurano anche alcuni oggetti restaurati grazie alla liberalità di Archeomatica. Per l’Età Romana, i risultati delle indagini in concessione nel complesso residenziale in località Campo la Noce saranno curate da Francesca Letizia Rizzo (CNR ISPC), coadiuvata da Francesco Borsari e Simone Caglio. La stessa studiosa, che ha curato nel 2017 l’esposizione del complesso residenziale di Poggio la Guardia, inserita nell’attuale percorso di visita, presenterà nuovi dati sulla presenza ostrogota nel territorio partendo dalla nota fistula di Teodato. Cinzia Zegretti, con il supporto di Sergio Pregagnoli e Damiano Paoletti, illustreranno invece le testimonianze del complesso produttivo di Pian delle Frasche, indagato nel 2012 nell’ambito di un intervento di archeologia preventiva. Al prof. Giuseppe Romagnoli e alla sua équipe (Francesca Alhaique, Luca Brancazi, Flavia Marani, Lavinia Piermartini) è affidata la responsabilità scientifica della sezione più recente, in cui saranno illustrati gli aspetti della vita quotidiana nel Castello Baglioni, attraverso l’esposizione dei contesti rinvenuti all’interno della struttura nel corso dei lavori di restauro eseguiti a partire dal 2009.
Una parte dei reperti ceramici era già stata restaurata grazie al contributo del comune di Graffignano ed esposta nel 2020 a Viterbo a cura dello stesso Giuseppe Romagnoli (“Graffignano. Frammenti di vita quotidiana dai butti del Castello Baglioni”, museo della Ceramica della Tuscia, Viterbo 2020). Questa mostra è l’occasione per presentare al pubblico un nuovo nucleo di reperti restaurati grazie al contributo della soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, nell’ambito di un finanziamento destinato ai depositi dell’Istituto e al patrimonio culturale in essi conservato. Parte del percorso espositivo sarà invece costituito da pannelli didattici (storia del territorio in epoca antica e tardo antica, notizie sui complessi di Campo la Noce e di Pian delle Frasche) confidando, con il reperimento di ulteriori fondi, di poter al più presto ampliare l’offerta culturale alla cittadinanza e al mondo scientifico attraverso l’esposizione dei materiali restituiti da questi contesti.
Cerveteri (Rm). Apertura straordinaria e visite guidate: sabato alla Tomba Regolini – Galassi, domenica alla Tomba delle Cinque Sedie. Pomeriggi alla mostra “Il Patrimonio ritrovato a Cerveteri”. Prenotazione obbligatoria
Week end a Cerveteri (Rm). La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, il Comune Cerveteri e la cooperativa Artemide Guide organizzano un week end dedicato alla valorizzazione del Patrimonio culturale. Sabato 2 dicembre 2023, alle 11, apertura straordinaria e visita guidata alla Tomba Regolini – Galassi nella Necropoli del Sorbo; appuntamento alle 10.45 al parcheggio del Granarone (Cerveteri). È richiesta la prenotazione, la partecipazione è gratuita. Domenica 3 dicembre 2023, alle 10 e alle 11, apertura straordinaria e visita guidata alla Tomba delle Cinque Sedie nella Necropoli della Banditaccia; appuntamento al parcheggio del Campo della Fiera (via della Necropoli, Cerveteri). È richiesta la prenotazione, la partecipazione è gratuita. Mostra “Il Patrimonio ritrovato a Cerveteri” dalle 15 alle 18: racconto delle storie del Patrimonio ritrovato attraverso la mostra archeologica allestita alle Case Grifoni, nel centro storico medievale di Cerveteri. L’esposizione raccoglie oggetti trafugati dai clandestini nel secolo scorso e, attraverso le vie del mercato nero delle opere d’arte, giunti nelle collezioni private e musei di tutto il mondo. Grazie all’opera dei Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale, a quella del ministero della Cultura e all’Avvocatura dello Stato questi reperti sono finalmente tornati nei luoghi di appartenenza, contribuendo a ricostruire importanti frammenti della storia locale. Prenotazione Obbligatoria: info (+39)0652725945 – Whatsapp (+39) 3534107535 – (+39)0699552637 Punto Informazioni Turistiche (dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30) oppure pitcerveteri@gmail.com.
Parco di Veio. Per tre domeniche apertura straordinaria della Tomba dei Leoni Ruggenti, la più antica tomba dipinta d’Etruria. Prenotazione obbligatoria

Il fregio delle belve feroci all’interno della Tomba dei Leoni Ruggenti nel parco di Veio (foto sabap-vt-em)
Tre nuovi appuntamenti per vivere l’occasione imperdibile di visitare in via del tutto eccezionale la Tomba dei Leoni Ruggenti al parco di Veio. L’iniziativa nasce a seguito del grande successo di pubblico riscontrato in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio nel settembre scorso e grazie alla collaborazione con l’ente regionale Parco di Veio, il Municipio XV e il Corpo italiano di San Lazzaro – Gruppo Roma e Viterbo. Le aperture saranno effettuate nelle giornate di domenica 22 ottobre, 26 novembre e 17 dicembre 2023, dalle 10 alle 12, in concomitanza con i giorni di apertura al pubblico del Santuario di Portonaccio. Per prenotarsi occorre inviare una mail a: booking@csli-roma.eu lasciando il proprio recapito telefonico oppure inquadrando il QRcode che si trova nella pagina al seguente link Parco di Veio – Aperture straordinarie della Tomba dei Leoni Ruggenti – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale (beniculturali.it). La Tomba dei Leoni Ruggenti è la più antica tomba dipinta d’Etruria, databile tra il 700 e il 690 a.C. Scoperta nel 2006, con la collaborazione di un “tombarolo” pentito, la tomba, scavata nel tufo è preceduta da un corridoio di accesso con banchine laterali per lo svolgimento di cerimonie, deve la sua denominazione al fregio di belve feroci dipinto nella camera sepolcrale: quattro leoni con le fauci spalancate e denti aguzzi. Al di sopra si trova un fregio con animali acquatici. Vista la delicatezza della struttura, l’accesso potrà avvenire per gruppi di 5 persone per volta e per un totale di 50 persone in ogni giornata.
Ischia di Castro (Vt). Al museo civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” la mostra “Il ritorno della biga. Carri etruschi da Castro, Vulci e Tarquinia” per il ritorno a casa della celebre biga in bronzo rinvenuta nel 1967
Al museo civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” di Ischia di Castro (Vt) venerdì 4 agosto 2023, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Il ritorno della biga. Carri etruschi da Castro, Vulci e Tarquinia”, visitabile dal 5 agosto al 31 dicembre 2023, che vuole celebrare il ritorno, nella località da cui proviene, della celebre Biga in bronzo, datata al 530-520 a.C. e rinvenuta nel 1967 grazie alle ricerche condotte dal Centro belga di Studi etrusco-italici nella necropoli etrusca di Castro. La Tomba della Biga, che ha preso il nome del currus etrusco, è oggi visitabile nel parco archeologico Antica Castro e il video della scoperta si potrà ammirare al museo di Ischia di Castro. Insieme alla Biga di Castro sono esposti altri due esempi importanti di carri etruschi: il calesse femminile rinvenuto a Tarquinia, negli scavi dell’università di Torino, all’interno del Tumulo della Regina, risalente alla prima metà del VII secolo a.C. e quello proveniente dalla Tomba delle Mani d’Argento (640-630 a.C.), scavato dalla Soprintendenza insieme alla Fondazione Vulci, nella necropoli dell’Osteria a Vulci. Da questa ricca tomba provengono anche la testiera di cavallo con i preziosi finimenti bronzei, il collare e alcuni morsi equini in ferro, che completano l’esposizione. La mostra è stata fortemente voluta dal Comune di Ischia di Castro – museo civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” e ha visto il coinvolgimento della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, della direzione regionale Musei del Lazio – museo nazionale Etrusco Rocca Albornoz, della soprintendenza speciale di Roma, della Fondazione Vulci e della rivista Archeo, come media partner.
Tarquinia. Visita guidata in notturna alla Tomba degli Aninas nella necropoli di Monterozzi con l’archeologa Rossella Zaccagnini della Sabap Etruria meridionale
Cosa c’è di meglio in una notte estiva di luna crescente che scoprire i tesori del sottosuolo? Se lo chiede Rossella Zaccagnini, archeologa, responsabile di zona per la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, che invita tutti al nuovo appuntamento con le aperture straordinarie e le viste guidate in notturna a Tarquinia (Vt). Dopo la notturna di venerdì 28 luglio 2023, con moltissimi visitatori che si sono fatti affascinare dalla Tomba dell’Orco, nella necropoli di Monterozzi, Rossella Zaccagnini ora aspetta i nuovi ospiti con le sue spiegazioni venerdì 4 agosto 2023, alle 20.30, alla tomba della famiglia Aninas, una delle più illustri famiglie tarquiniesi di IV secolo a.C. che racconterà la sua storia. Prenotazione obbligatoria a: sabap-vt-em.tarquinia@cultura.gov.it. Trattandosi di passeggiate in notturna ed in terreni accidentati si consiglia vivamente di indossare calzature adatte (preferibilmente chiuse) e di giungere muniti di una torcia elettrica.
Tuscania. Nell’ambito del TAP – Tuscania Archaeological Project “Nuove scoperte dalla necropoli di Sasso Pinzuto”: presentazione dei risultati della campagna di scavo 2023
Sabato 22 luglio 2023, alle 16, all’Istituto Lorenzo de’ Medici (largo della Rocca 7) di Tuscania, “Nuove scoperte dalla necropoli di Sasso Pinzuto, Tuscania”: durante l’incontro si parlerà dei traguardi raggiunti in questa stagione di scavi del TAP – Tuscania Archaeological Project e si presenteranno i risultati della campagna di scavo dell’università di Napoli Federico II nella necropoli di Sasso Pinzuto. Si tratta di una campagna di scavo condotta da CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) e università di Napoli Federico II, su concessione ministeriale in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria, scrivendo a info@camnes.org o compilando il seguente form: http://bitly.ws/LAoy. A introdurre sarà la funzionaria della Soprintendenza, archeologa competente per zona, Simona Carosi. Saranno il prof. Alessandro Naso e la dott. ssa Martina Zinni (università Federico II) a illustrare la rilevanza della tomba indagata e del contesto di scavo.

Ingresso tomba a tumulo nella necropoli di Sasso Pinzuto a Tuscania (foto sabap-vt-em)
In questo 2023 è stata esplorata, nella necropoli di Sasso Pinzuto, una tomba a tumulo. Quest’ultima, con atrio trasversale e due camere, è compresa in un tumulo soprastante un tratto di via tagliata nel tufo, inglobato in epoca romana nel percorso della via Clodia. La particolarità del tumulo risiede nella crepidine rafforzata da filari di blocchi tufacei in opera quadrata, che completavano il monumento e il corridoio di accesso al sepolcro: una tecnica dettata dalle condizioni dello strato tufaceo naturale e impiegata a Tuscania anche nelle necropoli di Ara del Tufo e Guadocinto; e nella facciata della tomba a dado dei Maiali Neri, nella stessa necropoli di Sasso Pinzuto. L’esplorazione della tomba ha consentito di rinvenire resti dei corredi funerari che fanno risalire la sua datazione d’uso almeno all’inizio del VI sec. a.C.
Roma. All’università La Sapienza, in presenza e on line, il convegno “Archeologia preventiva. Norme, pratica e insegnamento”. E presentazione del nuovo Geoportale Nazionale per l’Archeologia
L’università “La Sapienza” torna a promuovere una riflessione sui nessi tra formazione e pratica della ricerca archeologica, nonché, nel caso dell’Archeologia preventiva, a sostenere l’applicazione consapevole, forte e significativa della normativa volta all’implementazione della tutela del patrimonio archeologico, nel pieno spirito della Convenzione de La Valletta (1992), in applicazione della normativa nazionale e in relazione con il Codice degli Appalti. Per il convegno “Archeologia preventiva. Norme, pratica e insegnamento” appuntamento lunedì 10 luglio 2023, dalle 9.30 alle 19, in presenza nell’Odeion – Museo dell’Arte classica al palazzo della facoltà di Lettere a Roma La Sapienza in piazzale Aldo Moro 5; e in streaming sulla piattaforma Zoom al seguente link: https://uniroma1.zoom.us/j92957700587. Si parlerà dell’archeologia preventiva in Italia, anche a fronte delle innovazioni normative e delle necessità legate alle realizzazioni del PNRR. Inoltre, si discuterà del modo e del livello formativo in cui sia più opportuno attuare l’insegnamento della materia, ormai imprescindibile per il mondo del lavoro degli archeologi. L’evento si propone di fare il punto sull’archeologia preventiva, ma sarà anche una importante occasione per consultare, guidati dai rappresentanti dell’Istituto centrale per l’archeologia, il nuovo Geoportale Nazionale per l’Archeologia progettato come punto di raccolta e di condivisione dei dati esito delle indagini archeologiche condotte sul territorio italiano. L’evento vede l’adesione e la partecipazione: degli organi del ministero della Cultura: direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio (ABAP), Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA), soprintendenze territoriali dal Nord, Centro e Sud Italia (Soprintendenze ABAP di CO-LC-MB-PV-SO-VA; di VT ed Etruria meridionale; per l’Area metropolitana di Napoli; di CS; per la Città metropolitana di Reggio Calabria-VV); delle Stazioni appaltanti nel campo delle grandi infrastrutture viarie e delle energie rinnovabili (ANAS, ENEL Green Power); delle ditte archeologiche (Cooperativa Archeologia; Cooperativa Arkeos); delle associazioni professionali di categoria (associazione nazionale Archeologi; confederazione italiana Archeologi; associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia); delle università del Nord, Centro e Sud Italia, in relazione all’insegnamento dell’Archeologia Preventiva nei corsi di studio magistrali e nelle Scuole di specializzazione in Beni archeologici (università Ca’ Foscari di Venezia, di Pisa, Sapienza di Roma, del Salento). Durante la sessione del mattino sarà possibile consultare il Geoportale nazionale per l’Archeologia (GNA), su una postazione dedicata, solo per i partecipanti in presenza.
PROGRAMMA: 9.30-9.45, Giorgio Piras, Paolo Carafa: saluti istituzionali; 9.45-10, Alessandro Vanzetti, Veronica Amatucci, Silvia Bucci, Sara Marino: introduzione “Archeologia preventiva e università”. PRIMA SESSIONE: Archeologia preventiva dal centro ai territori. 10-10.15, Luigi La Rocca, DG ABAP; 10.15-10.30, Elena Calandra, Valeria Acconcia, Valeria Boi, Annalisa Falcone, ICA: “Il Geoportale Nazionale per l’Archeologia”; 10.30-10.45, Barbara Grassi, soprintendenza ABAP CO-LC-MB-PV-SO-VA: “Archeologia preventiva e tutela: alcuni casi dalla Lombardia occidentale”; 10.45-11, Margherita Eichberg, Simona Carosi, Biancalisa Corradini, soprintendenza ABAP VT ed Etruria meridionale: “L’Archeologia preventiva sul campo. Il caso della Tuscia”. 11-11.30, pausa caffè. 11.30-11.45, Paola Aurino, Mariano Nuzzo, soprintendenza ABAP CS, Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli: “Il ruolo degli enti di tutela nei lavori pubblici: normativa, procedure ed esperienze a confronto. Il caso dell’Itinerario Napoli-Bari, variante Napoli/Cancello”; 11.45-12, Fabrizio Sudano, Paola Aurino, soprintendenza ABAP RC-VV, segretariato regionale Calabria, soprintendenza ABAP CS: “Archeologia preventiva in Calabria: problematiche e casi studio”; 12-13, discussione. 13-14.30, pranzo. SECONDA SESSIONE: Archeologia preventiva e università. 14.30-14.45, Daria Pasini, università di Pisa, Scuola di Specializzazione: “Archeologia preventiva: abilità e competenze del progettista archeologo”; 14.45-15, Diego Calaon, università Ca’ Foscari Venezia: “Insegnare il mestiere dell’archeologia preventiva oltre la “norma”: Teorie, CRM (Cultural Resource Management) e contesti internazionali”; 15-15.15, Sara Marino, università di Roma “La Sapienza”: “Archeologia preventiva e università: cosa facciamo in Sapienza”; 15.15-15.30, Paolo Gull, università del Salento: “Archeologia preventiva: una Babele”; 15.30-16, discussione; 16-16.20, pausa caffè. TERZA SESSIONE: Stazioni appaltanti, ditte sul campo, professionisti. 16.20-16.35, Derudas Pina Maria, ANAS Opere a rete strategiche: “Archeologia preventiva nella progettazione e realizzazione delle grandi infrastrutture a rete ANAS”; 16.35-16.50, Stefano Abbate, Enel Green Power Spa, energie rinnovabili: “Il ruolo dell’Archaeology Specialist in Enel Green Power”; 16.50-17.05, Stefano Coccia, Cooperativa Archeologia: “Archeologia preventiva: il ruolo e il contributo dell’impresa specialistica”; 17.05-17.20, Enrico Giannitrapani, Filippo Iannì, Cooperativa Arkeos: “Fare impresa in Sicilia tra archeologia preventiva, ricerca e didattica: l’esperienza di Arkeos”; 17.20-17.35, Alessandro Garrisi, ANA: “Stazione appaltante – Professionista – Soprintendenza: unicuique suum”; 17.35-17.50, Angela Abbadessa, Angela Clara Infarinato, – CIA – Archeologia preventiva fra tutela e sviluppo infrastrutturale: nuove norme, nuovi strumenti e nuove competenze”; 17.50-18.05, Ludovica Xavier De Silva, ADI: “Del difficile rapporto tra Università e mondo del lavoro: dall’archeologia preventiva alla valorizzazione del titolo”; 18.05-18.45, discussione complessiva.
“Da preventiva a pubblica. I risultati delle indagini di archeologia preventiva nei comuni del Lazio Settentrionale”: il 2 dicembre 2023, alle 10.30, al Castello di Santa Severa (Rm) giornata di studi incentrata sul racconto delle numerose indagini di archeologia preventiva svolte negli ultimi anni durante le attività di tutela della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale. Sarà un’occasione per mostrare al pubblico gli incredibili risultati ottenuti durante le lunghe campagne di scavo condotte preventivamente alla realizzazione di opere pubbliche e di pubblica utilità. Questi contesti consentono di gettare una nuova luce sul popolamento di zone oggi a vocazione prettamente agricola, ma che in antico erano densamente sfruttate e popolate. Insediamenti, ville, necropoli e strade disegnano un fitto reticolo che faceva capo ai centri abitati del litorale. In questi anni di transizione energetica e PNRR l’attività di tutela in ambito archeologico è una sfida quotidiana portata avanti dalla Soprintendenza e dalle società specializzate in ambito archeologico che operano sul campo. La mole di dati che sta emergendo è sempre più grande e renderli pubblici alle comunità ed agli studiosi è un impegno e un dovere che con piacere questo evento accoglie. Sarà inoltre inaugurata, presso i locali del nuovo antiquarium, una mostra temporanea di una selezione di reperti emersi durante le indagini.



L’abitato sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (Vt) verrà aperto eccezionalmente al pubblico di sera domenica 16 luglio 2023, dalle 19 alle 22. L’evento è dedicato ad appassionati che verranno guidati a visitare l’area dove si stanno svolgendo le ricerche subacquee da parte della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, sia sott’acqua che in snorkeling. L’immersione sarà preceduta da una breve conferenza introduttiva in cui verranno illustrate le ultime scoperte alla luce del tramonto sul lago di Bolsena. Ad accogliere i visitatori ci sarà il personale afferente al Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza, i subacquei esperti del Centro Ricerche di Archeologia Subacquea, e i restauratori subacquei della C.S.R. Restauro Beni Culturali. Il sito è raggiungibile dal km 107,2 della Via Cassia lungo la strada sterrata che porta sulla riva del lago di Bolsena. Si raccomanda a tutti i partecipanti di munirsi di maschera, pinne, e attrezzatura propria in caso di immersione (potrà essere fornita bombola su richiesta). Se possibile portare una torcia subacquea. Per i più freddolosi potrà essere fornita una muta secondo disponibilità. Per una migliore organizzazione è gradita la prenotazione, anche eventualmente per prenotare un piatto di pasta dopo l’immersione. Per informazioni è possibile contattare la dott.ssa Barbara Barbaro all’indirizzo
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