Udine. A Palazzo Clabassi, per SABAP100, incontro, in presenza e on line, “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, e a seguire il concerto Concerto del Viozzi Guitar Duo, nel centenario della nascita di Bruno Tonazzi, chitarrista e musicologo
Giovedì 14 novembre 2024 si concludono le giornate di studio organizzate nell’ambito delle iniziative volte a celebrare i 100 anni di vita della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Il terzo incontro, organizzato in collaborazione con il Segretariato Regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia, intitolato “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, si terrà il 14 novembre a Palazzo Clabassi (via Zanon, 22 – Udine) dalle 10.30 alle 18. Sarà possibile seguire la giornata di studio anche da remoto collegandosi al seguente link: https://teams.microsoft.com/l/team/19%3AkP2cVRebdtei69HujfQ-Z1d6gnbRjFUSTP9QvI2nyFM1%40thread.tacv2/conversations?groupId=8ca5cefb-f4e1-47de-813b-8ea3ecaadede&tenantId=2ce1fa22-bde8-436d-b238-a0540d4f21d6. L’incontro di chiusura porrà l’accento sulle pratiche di tutela e conservazione del patrimonio del contemporaneo, caratterizzato da una duplice fragilità: quella intrinseca delle componenti materiche costituenti la costruzione, come il cemento armato, le pellicole polimeriche e i “nuovi” materiali sperimentati durante tutto il corso Novecento, e quella legata alla componente culturale, che spesso sembra dimenticarsi dell’apporto dell’architettura contemporanea alla definizione di quell’apparato socio-culturale al quale apparteniamo, negandone spesso quella dignità riconosciuta alle opere di un passato più remoto. All’incontro parteciperanno studiosi, professionisti e funzionari del ministero della Cultura che racconteranno esperienze diversificate per la tutela e la valorizzazione dell’architettura contemporanea, su scala nazionale e locale.

Navarons di Spilimbergo (Pn): oratorio di Nostra Signora di Lourdes di G. Gresleri – S. Varnier (foto sabap-fvg)
PROGRAMMA 10.30 -13.30: saluti istituzionali. Modera Valentina Minosi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Interventi: Luciano Antonino Scuderi, Direzione Generale Creatività Contemporanea, “Il censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi come strumento di conoscenza”; Ugo Carughi, Past-President DOCOMOMO Italia – Member of the ICOMOS Italian National Council, “Procedure di tutela dell’architettura contemporanea in Italia e all’estero”; Paolo Nicoloso, università di Trieste, “Vecchie città e piani urbanistici: contrasti e accordi a Trieste, Udine, Gorizia e altrove. 1925-1941”; Sara di Resta, università IUAV, “Il restauro dei materiali dell’architettura contemporanea tra teoria e prassi”. 15 -18: Sergio Pratali Maffei, università di Trieste, “L’architettura contemporanea in Friuli Venezia Giulia: conoscenza e conservazione nelle attività dell’Università degli Studi di Trieste e di Do.Co.Mo.Mo. FVG”; Alessandro Bertoli, Comune di Udine, “TRA incantesimo e TRAsformazione”; Giulio Avon, Raggi e ArchiTetture, “La Città di Lignano come laboratorio di sperimentazione dell’architettura degli anni ’50 e ’60 del Novecento”; Vincenzo Giampaolo, SABAP FVG, “L’importanza della lettera d). Alcuni casi di tutela del contemporaneo in Friuli Venezia Giulia”; conclusioni.

A conclusione della giornata di studio organizzata dalla soprintendenza ABAP FVG, alle 19.30, per Centenario in Note, in occasione del centenario della nascita di Bruno Tonazzi, chitarrista, musicologo e insegnante, è in programma il Concerto del Viozzi Guitar Duo, a cura della Camerata Strumentale italiana. Il concerto è aperto al pubblico e gratuito. I posti sono limitati, è richiesta la prenotazione al seguente link: https://sabapfvg.cultura.gov.it/attenzione-fragile-riflessioni-sulla-tutela-dellarchitettura-del-xx-secolo-giornata-di-studio-e-concerto/. Fabio Cascioli e Giulio Chiandetti sono i protagonisti del Viozzi Guitar Duo che, formatisi nel 1981 nella classe di Bruno Tonazzi, si sono esibiti nelle principali città italiane, europee e sono stati invitati dalla prestigiosa Università californiana UCLA di Los Angeles (USA). Bruno Tonazzi, una fra le più importanti personalità della civiltà musicale triestina del XX secolo, ha dato un indispensabile contributo alla rinascita e alla diffusione di musiche per chitarra, pubblicando per importanti editori italiani, svizzeri e germanici. Ha curato, fra le altre cose, la trascrizione in notazione moderna, la revisione e la diteggiatura di centinaia di composizioni per liuto e per chitarra di vari autori, antichi e moderni, e la pubblicazione di numerose opere a scopo didattico.
Trieste. Un raro pugnale risalente all’età del Rame di più di 4000 anni fa è stato rinvenuto nella grotta Tina Jama nel Carso Triestino a Sgonico, insieme ad abbondanti resti ceramici e manufatti in pietra grazie: i risultati della campagna di scavo condotta dall’università Ca’ Foscari Venezia. Nuova luce sulla preistoria dell’Alto Adriatico

Pugnale in rame a codolo risalente alla seconda metà del III millennio a.C. al momento del rinvenimento nella grotta Tina Jama nel Carso Triestino a Sgonico (foto di Federico Bernardini)
Un raro pugnale risalente all’età del Rame di più di 4000 anni fa è stato rinvenuto nella grotta Tina Jama nel Carso Triestino a Sgonico, insieme ad abbondanti resti ceramici e manufatti in pietra grazie alla campagna di scavo condotta dall’università Ca’ Foscari Venezia, in concessione di scavo per il ministero della Cultura – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Institute of Archaeolgy – Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam e l’università di Siena. L’eccezionale scoperta è stata presentata mercoledì 23 ottobre 2024, a Trieste a Palazzo Economo, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, alla presenza di Monica Hrovatin, sindaca di Sgonico; Andrea Pessina, segretario regionale del MiC per il FVG; Roberto Micheli, funzionario per la soprintendenza ABAP FVG; Federico Bernardini, professore di Metodologia della ricerca archeologica al dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari Venezia; ed Elena Leghissa, dell’Institute of Archaeolgy, Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts.

La campagna di scavo nella grotta di Tina Jama (Ts) è condotta dall’università Ca’ Foscari Venezia, in concessione di scavo per il ministero della Cultura – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia (foto unive/sabap fvg)
Le nuove indagini hanno permesso di ricostruire con metodologie di scavo moderne, la storia delle regioni dell’Adriatico nord-orientale in un lungo arco cronologico compreso tra circa 9000 e 4000 anni fa. “Lo scavo presso la grotta Tina Jama, condotto da un team italo-sloveno”, ha affermato il direttore dello scavo Federico Bernardini, “mira a chiarire diversi aspetti della preistoria recente delle regioni adriatiche nord-orientali, adottando un approccio moderno e rigoroso. Al contempo, offre un’importante esperienza formativa per studenti italiani e internazionali”. Ed Elena Leghissa ha aggiunto: “Gli scavi presso la grotta Tina Jama hanno rivelato strati dell’età del Bronzo e del Rame finale, risalenti alla seconda metà del III millennio a.C., cruciali per comprendere le trasformazioni tecnologiche, culturali e sociali dell’Europa di quel periodo. Il proseguimento degli scavi approfondirà le relazioni tra le diverse facies culturali del III millennio a.C. nell’area del Caput Adriae”. Secondo Federico Bernaridini ed Elena Leghissa “Il ritrovamento di un raro pugnale in rame, risalente alla seconda metà del III millennio a.C., è un evento eccezionale che solleva interrogativi sull’uso della grotta, dato che manufatti così preziosi sono generalmente rinvenuti in contesti sepolcrali”.

L’ingresso della grotta Tina Jama nel Carso Triestino a Sgonico – Zgonik, non lontano dalla cima del monte Lanaro/Volnik (foto unive / sabap fvg)
I risultati degli scavi e il pugnale in rame. Non lontano dalla cima del monte Lanaro/Volnik, nella grotta Tina Jama, nel Comune di Sgonico – Zgonik, nel Carso triestino, le ricerche italo-slovene in corso stanno permettendo di ricostruire con metodologie di scavo moderne la storia delle regioni dell’Adriatico nord-orientale in un lungo arco cronologico compreso tra circa 9000 e 4000 anni fa. Sta infatti per concludersi la seconda campagna di scavi, condotta su concessione ministeriale sotto la direzione di Federico Bernardini del Venice Centre for Digital and Public Humanities e del Centro Studi Archeologia Venezia dell’università Ca’ Foscari Venezia, in collaborazione con l’Institute of Archaeolgy, Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam, l’università di Siena e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Le ricerche sono state realizzate anche grazie alla collaborazione con i proprietari del terreno Marino Pernarcich e Paola Zivec, nonché le aziende agricole Marucelli Omar e Milič Zagrski, che con il loro entusiastico supporto e il fondamentale sostegno logistico hanno reso possibile l’attività di ricerca sul campo.

Fase della campagna di scavo nella grotta di Tina Jama (Ts) è condotta dall’università Ca’ Foscari Venezia, in concessione di scavo per il ministero della Cultura – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia (foto unive/sabap fvg)
Gli scavi, che segnano una ripresa delle indagini archeologiche nelle grotte del Carso dopo alcuni decenni di inattività, hanno permesso di raggiungere livelli attribuibili all’età del Rame nei quali è stato rinvenuto un raro pugnale in rame risalente a più di 4000 anni fa, oltre ad abbondanti resti ceramici e manufatti in pietra. È stata scoperta inoltre una struttura in lastre e blocchi di pietra che chiudeva l’ingresso della grotta in un periodo probabilmente compreso circa tra il 2000 e il 1500 a.C., la cui funzione è ancora misteriosa ma forse connessa a scopi funerari, come potrebbero far pensare alcuni frammenti di crani umani in parte ad essa associati. Tuttavia la struttura potrebbe essere stata creata anche per riparare l’interno della grotta dai venti di bora.

Resti ossei rinvenuti nello scavo della grotta di Tina Jama (Ts) condotto dall’università Ca’ Foscari Venezia, in concessione di scavo per il ministero della Cultura – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia (foto unive/sabap fvg)
Prima della creazione di questa struttura, i materiali ceramici raccolti e la presenza di un focolare suggeriscono che la cavità venne frequentata da gruppi la cui cultura materiale suggerisce stretti contatti con l’area dalmata nella seconda metà del III millennio a.C. (cultura di Cetina). Il pugnale in rame proviene da questi livelli; esso presenta una lunghezza di poco meno di 10 cm e una forma a foglia con codolo. Simili reperti non trovano confronti puntuali in Italia mentre il manufatto della Tina Jama può essere confrontato con simili reperti provenienti da un famoso sito palafitticolo nei pressi di Ljubljana in Slovenia, le palafitte di Dežman/Deschmann.

Punta di freccia in selce rinvenuta nello scavo della grotta di Tina Jama (Ts) condotto dall’università Ca’ Foscari Venezia, in concessione di scavo per il ministero della Cultura – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia (foto unive/sabap fvg)
Materiali portati in superficie da animali, tra cui punte di freccia in selce, lunghe lame dello stesso materiale prodotte a pressione, un manufatto in ossidiana (vetro vulcanico importato dal sud Italia o dal centro Europa), asce in pietra levigata, altri manufatti litici e ceramici e ornamenti in conchiglia dimostrano che la grotta è stata frequentata per millenni e fanno ben sperare per le future campagne di scavo.
Aquileia (Ud). Chiusa la campagna di scavo 2024 dell’università di Verona nell’area ex fondo Pasqualis: nuove importanti informazioni sull’area del mercato di Aquileia tardo-antica. Ma non solo: ecco i risultati

Il team dell’università di Verona impegnato nella campagna 2024 nell’area del mercato tardo-antica, ex fondo Pasqualis, ad Aquileia (foto fondazione aquileia)
L’area del mercato di Aquileia tardo-antica rivela ogni anno nuove informazioni importanti per la storia del sito e dell’intera città. Anche la campagna di scavo 2024 nell’area ex fondo Pasqualis, posta all’estremità sud-orientale di Aquileia, dell’équipe dell’università di Verona, dipartimento di Culture e Civiltà, sotto la direzione di Patrizia Basso in collaborazione con Diana Dobreva, conclusasi pochi giorni fa, non ha deluso le aspettative. I lavori sono condotti su concessione ministeriale, in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e sulla base dell’accordo di collaborazione scientifica e finanziaria con la Fondazione Aquileia, che fin dal 2018 sostiene generosamente i lavori. Le indagini si sono protratte per tre mesi – tra luglio a ottobre 2024 – e hanno coinvolto una ventina di studenti, dottorandi e giovani dottori di ricerca dell’ateneo veronese, permettendo così di investigare più di 700 mq di terreno mai scavato in precedenza e di ottenere nuovi importanti dati.
Di particolare interesse e novità per la storia degli studi dell’areale è la complessa stratificazione emersa nel terreno con la campagna 2024. Quest’anno lo scavo ha in effetti raggiunto i più antichi livelli pavimentali finora evidenziati nel terreno e in particolare un solido battuto databile al I sec. d.C. e correlabile a poderosi pilastri.

Aquileia, fondo ex Pasqualis: l’allineamento di anfore trovate nell’area del mercato dall’università di Verona (foto fondazione aquileia)
Si tratta di strutture il cui significato funzionale andrà definito con il prosieguo della ricerca, ma che risultano in fase con la prima banchina di sponda settentrionale di un fiume Natissa ben più ampio dell’attuale, messa in luce già in passato nel terreno di indagine. A queste fasi di frequentazione dell’area precedenti al mercato tardoantico, va attribuito anche l’allineamento di anfore poste in posizione verticale e segate all’altezza della spalla che era già cominciato a emergere nel 2023 e che quest’anno è arrivato a contare 23 esemplari.

Aquileia, fondo ex Pasqualis: tratto di strada acciottolata trovata nell’area del mercato dall’università di Verona (foto fondazione aquileia)
Un altro dato di interesse della campagna 2024 relativamente al mercato è la messa in luce di un ulteriore, lungo tratto di strada acciottolata, già individuata nel 2023 fra due dei suoi sei edifici: staccandosi dal decumano posto a nord del complesso, essa permetteva il passaggio dei numerosi avventori che quotidianamente popolavano questi spazi e dei carri per il trasporto delle merci, come confermano anche i solchi lasciati dalle ruote sul suo piano di calpestio.
Gli scavi 2024 hanno, inoltre, evidenziato un settore del crollo del portico occidentale di uno degli edifici del mercato, permettendo il recupero di altre numerose cariossidi di cereali combuste, oltre a quelle già raccolte negli scorsi anni di indagine: si tratta di dati di grande interesse anche per studiare l’alimentazione del tempo. Infine, va citato il rinvenimento di alcune strutture di età altomedievale che attestano la frequentazione dell’area dopo l’abbandono del mercato: si tratta dei resti di due piccole strutture abitative, dotate di focolari, con muri realizzati reimpiegando nelle fondazioni elementi costruttivi del mercato e alzati lignei.
Durante i mesi di lavoro, lo scavo è sempre rimasto aperto al pubblico, che ogni giorno è stato coinvolto in visite guidate da parte degli studenti veronesi. Di particolare interesse fra le attività di comunicazione e racconto dei dati raccolti, vanno menzionati i due open day organizzati il 15 giugno e il 28 settembre 2004 dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia-Giulia, il museo Archeologico nazionale di Aquileia e altri enti che lavorano per la valorizzazione della città.
Gep 2024 ad Aquileia: Open-day dei cantieri di scavo, aperture straordinarie, visite guidate, archeologia sperimentale, musica e quest’anno una novità assoluta, la prima edizione della rievocazione storica “Aquileia splendida civitas” all’epoca della battaglia del Frigido. Ecco il ricco programma della tre giorni aquileiese
Il 28-29 settembre 2024 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, Aquileia si anima con gli Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 28, 10-13 / 15.30-18), aperture straordinarie, visite guidate, archeologia sperimentale, musica e quest’anno una novità assoluta, la prima edizione della rievocazione storica “Aquileia splendida civitas” che ci porterà nel IV secolo all’epoca della Battaglia del Frigido, realizzata nell’ambito del progetto RIMROM finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 gestito dal GECT GO. Le attività sono realizzate grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione Nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica. Le aree archeologiche dell’Open Day quest’anno saranno: Foro romano, Decumano di Aratria Galla e Mura a zig-zag, Grandi Terme, Teatro romano, Antico Porto Fluviale, Sponda orientale del Porto Fluviale, Domus dei Putti Danzanti, Antichi Mercati (Fondo Pasqualis), Domus romane (Fondo CAL).

Il programma si aprirà con l’anteprima di venerdì 27 settembre alle 15 con l’incontro di presentazione di EducA, il nuovo dipartimento educativo del sito Unesco di Aquileia. L’incontro è riservato agli insegnanti e si terrà al Museo archeologico nazionale. Alle 20.30 l’archeologo Cristiano Tiussi e il teologo Andrea Bellavite guideranno una speciale visita notturna alla Basilica di Aquileia, alla Domus e Palazzo Episcopale, al Battistero cromaziano con la sua Südhalle, con particolare attenzione alla scoperta e alle simbologie dei mosaici nelle aule teodoriane (biglietto e inizio visita: bookshop della Basilica in piazza Capitolo, euro 7.50 -fino a 18 anni gratuito).

Open day ad Aquileia: visite guidate nel foro romano (foto fondazione aquileia)
Le attività entreranno nel vivo sabato 28 settembre con gli open day delle aree archeologiche, quando dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle Università accolgono i visitatori per raccontare le nuove scoperte, i reperti emersi nelle ultime campagne di scavo, le storie e i costumi dell’Aquileia antica. Saranno aperte gratuitamente le aree: Foro, Decumano e Mura a zig-zag, Grandi Terme, Teatro romano, Antico Porto Fluviale, Sponda orientale del Porto Fluviale, Domus dei Putti Danzanti, Antichi Mercati (Fondo Pasqualis), Domus romane (Fondo CAL). Dalle 10 alle 19 nell’area degli antichi mercati la lavorazione sperimentale del vetro nell’antico forno romano, dove più maestri vetrai muranesi si alterneranno, nell’evento speciale “Un soffio per Giovanni” in ricordo del maestro Giovanni Nicola, protagonista delle precedenti edizioni.

Statue in prospettiva nel museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto fondazione aquileia)
Alle 10.30 la visita alle collezioni del museo Archeologico nazionale con la direttrice Marta Novello (attività compresa nel costo del biglietto di ingresso. Prenotazione obbligatoria: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it). Alle 15 (per fascia d’età 5-9 anni) e alle 16.30 (per 10-14 anni) la passeggiata teatralizzata per bambini e ragazzi “Il triumviro Titus Annius Luscus e le origini di Aquileia” (partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a: +39 375 6562461 – didattica@discoveraquileia.com. Fascia d’eta: 5-9 anni accompagnati da un adulto. Durata: 1 ora).

Visite guidate a Casa Bertoli ad Aquileia (foto fondazione aquileia)
Dalle 15 alle 18 visita guidata alla casa e al giardino di Giandomenico Bertoli, fondatore della scienza archeologica di Aquileia, con illustrazione degli affreschi medievali e dei materiali lapidei reimpiegati (Ingresso gratuito in via Popone 6, a piccoli gruppi, senza prenotazione Per informazioni: assaquileia@libero.it). Alle 15 visita guidata Benvenuti nelle Domus Romane di Aquileia (Biglietto: 15 euro visita guidata + 5 euro ingresso Domus e Palazzo Episcopale + 5 euro Domus di Tito Macro. Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Per informazioni e prenotazioni contattare InfoPoint PromoTurismoFVG: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Alle 16 al museo Archeologico “Medusa dove sei? Caccia al tesoro in Museo!”, attività per bambini dai 7 anni (durata: 1h e mezza ca., Attività compresa nel costo del biglietto di ingresso. Gratuito sotto i 18 anni. Per info e prenotazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it).
Alle 18.30 al museo Archeologico il concerto per pianoforte. Recital “Poesia musicale e virtuosismo: un viaggio nel mondo di Franz Liszt” (M° Diego Vrech) con conferenza introduttiva ed esibizione del coro giovanile “Natissa”( Ingresso libero previa prenotazione. Per info e prenotazioni: www.cedim.org). Il Museo sarà aperto fino alle 22 con ingresso a 1 euro a partire dalle 19. Chiusura biglietteria e bookshop alle 21.30. Domenica 29 settembre in programma dalle 10 alle 17.30 nell’area degli antichi mercati (fondi Pasqualis) la lavorazione sperimentale del vetro nell’antico forno romano, dove più maestri vetrai muranesi si alterneranno, nell’evento speciale “Un soffio per Giovanni” in ricordo del maestro Giovanni Nicola, protagonista delle precedenti edizioni.
Dalle 10 alle 14 è prevista l’apertura straordinaria del museo Paleocristiano, alle 11 al museo Archeologico il concerto per pianoforte “Matinée romantica” con musiche di F. Schubert e R. Schumann con Agnese La Boria e Alberto Nocera ed esibizione del coro giovanile “Natissa” e sempre alle 11 la visita guidata “Viaggia con noi nella storia di Aquileia” (Biglietto: 15€ visita guidata + 5 euro ingresso Basilica – Gratis con FVGCard e FVGCardAquileia. Per informazioni e prenotazioni contattare InfoPoint PromoTurismoFVG: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it).

RIMROM – Storia romana transfrontaliera. Due workshop formativi alla scoperta della Tarda Antichità. Aquileia, 27-28 settembre. Nell’ambito del progetto europeo RIMROM / Storia romana transfrontaliera, a cui partecipa anche Občina Ajdovščina (Comune di Aidussina), Fondazione Aquileia organizza due workshop gratuiti con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della storia dei siti coinvolti nel progetto (Aquileia e Aidussina/Ajdovščina); agevolare il processo di interpretazione del patrimonio da parte del pubblico; evidenziare il potenziale del patrimonio archeologico; incentivare la partecipazione attiva del pubblico all’evento di rievocazione storica.
Un viaggio transfrontaliero nell’Aquileia Tardo-Antica, venerdì 27 settembre. 9.45-10: benvenuto e registrazione dei partecipanti (ritrovo: sarà comunicato via email agli iscritti alcuni giorni prima dell’evento); 10-11: breve introduzione sul progetto RIMROM / Storia romana transfrontaliera. Presentazione: Il contesto storico e il patrimonio archeologico di Aquileia (e Aidussina/Ajdovščina) della Tarda Antichità a cura di Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia; Andrea Bellavite, direttore della Basilica di Aquileia; Luca Villa, presidente dell’Associazione Nazionale per Aquileia; 11-13, visita guidata ai siti archeologici e culturali di Aquileia della Tarda Antichità.
Una giornata tra gli accampamenti dell’Aquileia Tardo-Antica, sabato 28 settembre. 9.45-10, benvenuto e registrazione dei partecipanti (ritrovo presso Domus e Palazzo Episcopale); 10-10.30, percorso didattico sui giochi da tavolo; 10.30-11, percorso didattico su l’elaborazione di fibbie; 11.30-12, percorso didattico sull’artiglieria nell’antichità; 12-12.30, percorso didattico sull’arcieria nell’antichità; 12.30-13, sessione di approfondimento delle tecniche di lavorazione sperimentale di vetro con un forno “romano”

Rievocazione storica “Aquileia splendida civitas”. Sabato 28 e domenica 29 settembre 2024 si terrà ad Aquileia la prima edizione della rievocazione storica “Aquileia splendida civitas” e la città si tufferà nel IV secolo all’epoca della Battaglia del Frigido per due giornate ricche di attività animate da un centinaio di rievocatori: coinvolgenti didattiche nell’accampamento romano, danze antiche, ludi gladiatori e appassionanti spettacoli per vivere in prima persona un importante tassello della storia romana di Aquileia e non solo.
Sabato 28 settembre 2024. Dalle 10 alle 19. Area accampamento romano-Piazza Patriarcato. Apertura accampamenti e didattiche: Armature gladiatori; Artiglieria nell’antichità, giochi da tavolo, racconti su diversi oggetti del tardo antico, disegni per bambini, elaborazione di fibbie, meridiane; percorsi didattici con cenni sulla Religione Romana dal Paganesimo al Cristianesimo, sull’arte romana (mosaico e ritrattistica), sulla topografia romana, sul diritto romano, sull’arcieria e i tipi di tiro con l’arco in antichità, sugli armamenti militari nell’antichità attraverso i diorami, sulla cucina romana, sui giochi di epoca romana, sulla storia, l’armamento e la religione dei Goti, sul mosaico, sull’abbigliamento ed equipaggiamento militare del IV secolo, sulla scrittura romana, sullo spazio e tempo nel mondo romano (meridiane, astrolabio, misure), sul viaggio nel mondo antico. Dalle 10.30 alle 11.30. Piazza Capitolo. Addestramento, manovre esercito tardo antico. Dalle 14 alle 15. Area archeologica degli antichi mercati-Fondo Pasqualis. “Ludi Aquileiesi” – un rievocatore per associazione si cimenterà nelle tre prove: Tiro con l’arco, Lancio della plumbata, Lancio del giavellotto. Il vincitore sarà celebrato come il campione dei giochi di Aquileia. Dalle 16 alle 16.30. Piazza Capitolo. Rappresentazione storica: La strage di Tessalonica e l’incontro tra Ambrogio e Teodosio. Dalle 16.30 alle 18. Area archeologica degli antichi mercati-Fondo Pasqualis. Esercitazioni di tiro con l’arco. Dalle 18 alle 19. Piazza Capitolo. Gladiatura e danze.
Domenica 29 settembre 2024. Dalle 10 alle 16. Area accampamento romano-Piazza Patriarcato. Apertura accampamenti e didattiche: Armature gladiatori; Artiglieria nell’antichità, giochi da tavolo, racconti su diversi oggetti del tardo antico, disegni per bambini, elaborazione di fibbie, meridiane; percorsi didattici con cenni sulla Religione Romana dal Paganesimo al Cristianesimo, sull’arte romana (mosaico e ritrattistica), sulla topografia romana, sul diritto romano, sull’arcieria e i tipi di tiro con l’arco in antichità, sugli armamenti militari nell’antichità attraverso i diorami, sulla cucina romana, sui giochi di epoca romana, sulla storia, l’armamento e la religione dei Goti, sul mosaico, sull’abbigliamento ed equipaggiamento militare del IV secolo, sulla scrittura romana, sullo spazio e tempo nel mondo romano (meridiane, astrolabio, misure), sul viaggio nel mondo antico. Dalle 10.30. Dall’area dell’accampamento romano (Piazza Patriarcato) a piazza Capitolo. Parata militare dei rievocatori. Rappresentazione storica: La Battaglia del Frigido. Dalle 13.30 alle 15. Area archeologica degli antichi mercati-Fondo Pasqualis. Esercitazioni di tiro con l’arco. Dalle 15 alle 16. Piazza Capitolo. Gladiatura e danze. L’evento è organizzato da Fondazione Aquileia in collaborazione con Comune di Aquileia, Basilica di Aquileia, Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio del FVG, Associazione Legio VI Ferrata, Pro Loco Aquileia, Associazione Imprenditori Aquileia – nell’ambito del progetto RIMROM ed è finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO.
Udine-Trieste. Per i cento anni della soprintendenza, apre la mostra fotografica “100xSABAP100” con molte altre iniziative. Ecco il programma tra settembre e novembre

Mercoledì 18 settembre saranno presentati al pubblico, contemporaneamente nelle due sedi istituzionali di Trieste e Udine, la mostra fotografica “100xSABAP100” e il programma delle iniziative organizzate tra settembre e novembre 2024, in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero della cultura per il Friuli Venezia Giulia, per celebrare i 100 anni della fondazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi a Palazzo Economo a Trieste della soprintendente, Valentina Minosi, e a Palazzo Clabassi a Udine del Segretario regionale del Ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia, Andrea Pessina. All’evento udinese interverranno anche Luciano Nonis, direttore della Fondazione Friuli, che ha sostenuto gli interventi di conservazione degli archivi, e Federico Angelo Pirone, assessore Istruzione, Università e Cultura del Comune di Udine. Gli eventi programmati nel corso dei tre mesi si pongono l’obiettivo di illustrare alla collettività le attività della Soprintendenza per stimolare una riflessione sulle dinamiche di tutela e conservazione del patrimonio culturale attuate durante un secolo di storia, anche mettendo a confronto modalità, pratiche ed esperienze di conservazione.

Le due sedi della Sabap Fvg: a sinistra, il salone nobile di Palazzo Clabassi a Udine, e a destra il salone PIemontese di Palazzo Economo a Trieste (foto sabap-fvg)
La mostra fotografica. L’esposizione fotografica, aperta dal 18 settembre al 14 novembre contemporaneamente nella sede di Trieste (orario 10-13) e nella sede di Udine (orario 10-15), racconta, attraverso 100 immagini selezionate delle raccolte dell’archivio della soprintendenza e suddivise per decennio, la storia e le attività dell’istituzione, dalla sua fondazione ad oggi, illustrando il lavoro svolto in questi primi cento anni nella nostra regione, nei vari ambiti disciplinari che interessano i beni culturali che interessano i beni culturali, come l’archeologia, l’architettura, il paesaggio e il patrimonio storico-artistico sia materiale che immateriale. La mostra permetterà al visitatore di ripercorrere le fasi salienti della storia della tutela in un viaggio attraverso le 100 immagini scelte per i pannelli e molte altre che sono state selezionate e montate in un video (che sarà messo a disposizione anche sul sito web https://sabapfvg.cultura.gov.it), a corredo dell’esposizione. che racconta storie di vita, di insediamenti, di passato, di culture e popoli che si intrecciano, di costruzioni, di drammatiche distruzioni, di restauri e ricostruzioni.

Un’immagine esposta all amostra fotografica “100xSABAP100” (foto sabap-fvg)
Le fotografie scelte riportano la memoria verso un tempo lontano in cui gli uffici preposti alla tutela, tra le difficoltà delle guerre, delle emergenze e degli eventi calamitosi, si sono sempre occupati, con impegno e sacrificio, della salvaguardia della nostra cultura materiale e immateriale, per tramandare ai posteri le tracce del passato e per consolidare, al contempo, le nostre radici. La mostra, oltre che per celebrare il centenario, nasce dall’esigenza di valorizzare il lavoro sistematico di riorganizzazione dei fondi dell’archivio fotografico della Soprintendenza, suddivisi tra le due sedi di Trieste e Udine, che conservano materiali storici di grande interesse a documentazione delle attività della Soprintendenza, fin dalle sue origini. Questo progetto, finanziato in parte con fondi ministeriali, in parte con il contributo della Fondazione Friuli, prevede di intervenire sull’intero patrimonio fotografico con attività di censimento, inventariazione, conservazione e digitalizzazione dei fondi fotografici storici, che annoverano alcune migliaia di immagini, per garantirne la conservazione e facilitarne la consultazione e la pubblica fruizione.

Le giornate di studio e i concerti. Oltre all’esposizione, le iniziative volte a celebrare i 100 anni di vita della Soprintendenza si articoleranno anche in tre giornate di studio (19 settembre, 10 ottobre e 14 novembre) finalizzate a ricordare le fasi salienti della nascita e della prima formazione dell’istituzione dedita alla tutela in regione, le sue attività nel corso di questo secolo di storia e le prospettive per il futuro. Il primo incontro, che si terrà il 19 settembre 2024 (Udine, Palazzo Clabassi, ore 10.30-18.00), intitolato “La difesa del patrimonio artistico tra guerre e calamità naturali”, vedrà la partecipazione di funzionari, studiosi e rappresentanti delle istituzioni che affronteranno i temi della tutela nelle situazioni di emergenza anche con uno sguardo attento alla storia della regione durante le fasi più salienti e drammatiche dei due conflitti mondiali e del terremoto del 1976. Seguirà, il 10 ottobre 2024 (Trieste, Palazzo Economo, ore 10.30-18), una giornata di studi dedicata a “La tutela nel Terzo Millennio”, nella quale sono previsti gli interventi di esperti che delineeranno i confini, le prospettive, le problematiche e le esperienze di tutela recenti. Da ultimo, a conclusione delle iniziative, il 14 novembre 2024 (Udine, Palazzo Clabassi, ore 10.30-18), è in programma una giornata dedicata alla tutela dell’architettura contemporanea con l’incontro dal titolo “Attenzione: fragile! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, che vedrà a confronto studiosi ed esperti delle problematiche connesse alla salvaguardia dell’arte e dell’architettura contemporanea, in continuo dialogo con il contesto urbanistico.

Ogni incontro sarà chiuso da un concerto aperto al pubblico, in programma a partire dalle 19.30, rispettivamente nelle sedi che ospitano la giornata di studi. I concerti sono organizzati dalla Camera Strumentale italiana (posti limitati, si consiglia la prenotazione al seguente link https://sabapfvg.cultura.gov.it/sabap-100-1923-2023-100-anni-di-patrimonio-culturale-in-friuli-venezia-giulia/). Il primo concerto si svolgerà il 19 settembre, dopo la prima giornata di studio. Per l’evento si esibirà a Udine il duo T4TWO, con Tatiana Donis all’arpa celtica ed Elia Vigolo al violino, in un concerto dal titolo “Incanto d’Irlanda”. Il 10 ottobre è previsto invece a Trieste il concerto di fisarmonica di Roberto Daris, “Atmosfere sensuali” e per finire, il 14 novembre a Udine, si esibiranno alla chitarra Fabio Cascioli e Giulio Chiandetti del Duo Viozzi in “Concerto per il centenario di Bruno Tonazzi”.
Ovaro (Ud). Riapre al pubblico, dopo i lavori di recupero e restauro, la chiesa di San Martino Vescovo e l’adiacente area archeologica: inaugurazione con visita guidata e concerto. Il programma delle aperture da luglio a settembre

L’area archeologica annessa alla chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Ad Ovaro (Ud) riapre al pubblico, dopo i lavori di recupero e restauro, la chiesa di San Martino Vescovo e l’adiacente area archeologica, un contesto di eccezionale valore, che fa di Ovaro uno dei più grandiosi complessi battesimali rurali rinvenuti sino ad oggi in Italia, un sito di grande rilievo non soltanto per il territorio della Carnia. I restauri saranno visitabili, con guida gratuita, nei mesi di luglio e agosto 2024 dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18; a settembre 2024, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.

2019: lavori d’urgenza all’area archeologica annessa alla chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Mercoledì 10 luglio 2024, alle 17.30, nella chiesa di San Martino Vescovo del Comune di Ovaro l’inaugurazione del recupero e del restauro della Chiesa e dell’adiacente area archeologica, dove a partire dagli anni ‘90 scavi stratigrafici portarono alla luce i resti di un complesso architettonico paleocristiano di V secolo d.C., con una vasca battesimale di notevole interesse, impostato su resti di una villa tardoromana (IV-V sec. d.C.) e sepolture di età altomedievale (V-VIII sec. d.C.). Gli impegnativi lavori di restauro si sono resi necessari a causa degli ingenti danni avvenuti in località San Martino, e in particolare nel sito archeologico, a seguito dell’esondazione del torrente Degano e dei fenomeni alluvionali provocati alla tempesta Vaia del 2018. I lavori hanno previsto il risanamento della copertura e il restauro delle strutture dell’area archeologica, all’interno della chiesa il restauro del fonte battesimale e il ripristino del relativo sistema di illuminazione e ventilazione, nonché il restauro degli intonaci e delle superfici lapidee interessate dall’alluvione. I lavori iniziati nel 2020 sono stati effettuati tramite la convenzione stipulata tra la Protezione civile della Regione Autonoma FVG e la soprintendenza ABAP FVG (nell’ambito del finanziamento del Piano interventi VAIA 2020 e con il contributo di donazioni di privati cittadini) e grazie alla fattiva collaborazione con il Comune di Ovaro e la Pieve di S. Maria di Gorto. Hanno inoltre contribuito con diverse donazioni alcuni gruppi di alpini del Friuli e svariate associazioni. Gli interventi sono stati curati dalla soprintendenza ABAP FVG come Soggetto ausiliario del Commissario delegato dal gruppo di lavoro composto dal dott. Roberto Micheli, arch. Mirko Pellegrini, dott.ssa Morena D’Aronco, dott.ssa Elisabetta Francescutti. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta “L’Unione Soc. Coop”, “VS Impianti”, Diego Malvestio e C. snc, Della Mora Restauri; lo studio L.A.I.R.A., che aveva progettato e realizzato nel 2004 la copertura e la valorizzazione del complesso paleocristiano, ha coordinato invece gli aspetti della sicurezza nel cantiere.

Interno della chiesa di San Martino Vescovo a Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Programma. Saluti e interventi delle autorità Lino Not, sindaco di Ovaro; Valentina Minosi, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio del FVG; Amedeo Aristei, Direttore centrale della Protezione civile del FVG; Riccardo Riccardi, assessore regionale con delega alla Protezione Civile del FVG. Dopo l’inaugurazione seguirà il concerto della JM Jazz World Orchestra, a ingresso libero, in collaborazione con Puntozero soc. coop. La Jeunesse Musicale World Big Band può essere considerata la più importante orchestra internazionale di jazz giovanile al mondo, composta da 21 talentuosi musicisti jazz, selezionati da una giuria internazionale attraverso un’audizione globale. A seguire, a cura di Roberto Micheli, funzionario archeologo soprintendenza ABAP FVG.
Trieste. Open day agli scavi archeologici di via di Crosada/via dei Capitelli nella Cittàvecchia con gli archeologi: a tu per tu con la Tergeste romana e bizantina
Nelle giornate di giovedì 20 e venerdì 21 giugno 2024, il cantiere di scavo e riqualificazione dell’area di via di Crosada/via dei Capitelli a Trieste sarà aperto a cittadini e turisti con visite guidate nel corso delle due giornate. Sarà così possibile osservare da vicino il lavoro degli archeologi, che condurranno i visitatori in un viaggio attraverso il tempo per riscoprire, laddove insistevano le case ottocentesche di “Contrada Crosada”, frammenti della Tergeste bizantina (VI e VII secolo d.C.) e romana (I – IV secolo d.C.). La visita agli scavi consentirà di vedere anche i resti di un’imponente costruzione che costituì negli anni centrali del IV secolo d.C. “un punto di svolta” nella storia architettonica della città e nel suo assetto topografico ovvero le mura di fortificazione di età tardoantica. Le visite su prenotazione saranno realizzate dagli archeologi operanti sullo scavo e si svolgeranno nei seguenti orari: mattino, 10, 10.30, 11, 11.30,12; pomeriggio, 14, 14.30, 15, 15.30, 16. Per ragioni di sicurezza e viste le specificità dell’area di cantiere, questa grande opportunità sarà offerta a piccoli gruppi di massimo 20 persone per volta. La prenotazione è obbligatoria tramite il sito della Soprintendenza al link: https://sabapfvg.cultura.gov.it/open-day-visita-agli-scavi-di-crosada-a-trieste/. Sarà possibile prenotarsi fino alle 9 del giovedì e del venerdì. Il punto di ritrovo per l’accesso all’area di scavo e alle visite è l’ingresso al cantiere di scavo in via del Teatro romano. A partire dal mese di ottobre 2023 sono iniziati i lavori di scavo e riqualificazione dell’area di via di Crosada/via dei Capitelli, che prevedono il completamento delle indagini archeologiche stratigrafiche in un’area importante del centro storico di Trieste nell’ottica di assumere maggiori informazioni sui livelli di frequentazione più antichi attraverso la messa in luce dei contesti di epoca romana, tardoantica e altomedievale. I lavori sono finanziati dal ministero della Cultura con la direzione scientifica della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG e la realizzazione sul campo da parte dei professionisti della Società Cooperativa Archeologica A.R.A. di Siena e di ArcheoTest S.r.l. di Trieste. Gli scavi in corso nell’area di via di Crosada/via dei Capitelli, in stretta associazione con i resti della zona sovrastante al di sotto delle case ATER scavati in precedenza, si collocano pertanto in un settore del centro storico della città di Trieste molto importante per la comprensione dello sviluppo storico della Tergeste romana, tardantica e altomedievale a motivo della ricchezza e complessità dei ritrovamenti archeologici e per la quantità di informazioni che queste evidenze possono fornirci.

Scavi archeologici in via di Crosada / via dei Capitelli nella Cittàvecchia di Trieste (foto sabap-fvg)
GLI SCAVI. Gli scavi hanno restituito nuove informazioni sulla struttura della Tergeste romana, tardo-antica e altomedievale, in particolare sul tracciato delle mura di IV sec d.C. L’imponente struttura, che conserva nel sottosuolo una delle sue porte fortificate, definì dopo cinque secoli uno spazio “dentro” ed uno spazio “fuori” alla città, modificando per sempre quello che era stato uno dei punti chiave della Tergeste romana: l’incrocio tra la via “litoranea” affacciata sul porto e quella che risaliva il colle di San Giusto, verso l’arco cosiddetto di Riccardo e verso i territori dell’Histria. Le indagini archeologiche in corso sembrano confermare che nell’area di via di Crosada/via dei Capitelli, tra I e IV secolo, esistesse una piazza, un “foro commerciale” complementare a quello politico arroccato sul colle di San Giusto, enfatizzato dalla presenza di monumenti: particolarmente impressionante è il basolato in lastroni di arenaria, del quale è stato portato alla luce un buon tratto, visibile in più zone dello scavo. L’area congiungeva infatti in età romana la zona portuale alla parte più residenziale della città di Tergeste. Altrettanto interessanti e “nuovi” per la città sono, infine, gli squarci che la visita agli scavi propone della Tergeste bizantina: un grande edificio affacciato sulla via lastricata e un “banco” per la vendita del pane cancellano il trascorrere dei secoli, offrendo uno spaccato della vita quotidiana di pieno VI secolo d.C. Testimone silenzioso del passare del tempo e delle trasformazioni della storia è l’imponente colonnato scoperto tra il 2000 ed il 2004 alla base di via dei Capitelli: da monumento isolato, elemento di spicco della piazza alto-imperiale, fu impiegato come porta fortificata interna, in seguito inglobato nelle mura di V secolo d.C., fino a diventare torre, quando, dopo il VII secolo d.C., due alte strutture in muratura ne chiusero per sempre le luci.

2017: scavi archeologici in via di Crosada / via dei Capitelli nella Cittàvecchia di Trieste (foto sabap-fvg)
GLI INTERVENTI PRECEDENTI. Nel 2000, nel corso della realizzazione del basamento per una gru, fu rinvenuto un monumento di età romana, realizzato in calcare di Aurisina, a pianta rettangolare, risalente al I secolo d.C. Si trattava del monumento noto come tetrapilo, costituito da quattro pilastri, con decorazioni a girali vegetali, provvisti di colonne scanalate addossate di spigolo. I pilastri-colonna su base attica poggiano, attraverso un’articolata serie di modanature di base, su di un zoccolo liscio sovrapposto, mediante una cornice aggettante, ad un dado di base. Dal gennaio 2002 al giugno 2004 l’area, dove era stato rinvenuto il monumento tetrapilo, fu oggetto di uno scavo archeologico stratigrafico, effettuato con la direzione scientifica della Soprintendenza, nella persona di Franca Maselli Scotti, ed interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste. Nell’occasione fu indagato un settore della città vecchia documentandone le fasi di vita dal I sec. d.C. alla metà del XX sec., momento in cui il quartiere fu abbandonato. Lo scavo del terrazzo superiore raggiunse i livelli tardi e post-antichi, mentre nella parte inferiore l’indagine si concentrò nell’area antistante il monumento tetrapilo. Nel 2017, un secondo progetto di scavo archeologico stratigrafico, con successivi interventi di restauro e valorizzazione del monumento tetrapilo di via dei Capitelli furono portati a termine. Gli interventi di scavo si concentrarono nell’area posta a monte del monumento, attualmente interessata da importanti resti di edifici d’abitazione databili tra il periodo tardo antico e l’alto medioevo (VI sec. d.C.). Tra i resti delle abitazioni furono inoltre individuate alcune tombe, tutte infantili, che si collocano in una fase di abbandono o comunque di manutenzione del sistema abitativo.
Trieste. Al via al museo civico di Storia Naturale “Preistoria 2024”: otto incontri dedicati ai temi dell’archeologia preistorica e protostorica regionale, promossi dalla Società per la Preistoria e la Protostoria della Regione Friuli Venezia Giulia
Al via a Trieste “Preistoria 2024”: otto incontri dedicati ai temi dell’archeologia preistorica e protostorica regionale per divulgare e far conoscere i risultati delle ultime ricerche, le nuove scoperte e i grandi temi che alimentano il dibattito sulle principali tematiche preistoriche e protostoriche, grazie al coinvolgimento dei principali studiosi che se ne occupano. Il ciclo di conferenze, a ingresso gratuito sino ad esaurimento dei posti, che si tiene tra marzo e dicembre 2024, sempre alle 17, al museo civico di Storia Naturale di Trieste, via dei Tominz 4, è realizzato dalla Società per la Preistoria e la Protostoria della Regione Friuli Venezia Giulia, in co-organizzazione con il museo civico di Storia Naturale del Comune di Trieste. La SPP-FVG, fondata a Trieste il 22 dicembre 1970 da Benedetto Lonza con Gabriella Pross-Gabrielli, Luigi Parentin, Manlio Peracca, Nicolò Romani e Francesco Stradi, ha voluto sin dalla sua nascita dedicare particolare attenzione alla divulgazione scientifica delle principali tematiche preistoriche e protostoriche della nostra regione. Con tali obiettivi, la Società ha coinvolto in numerose circostanze i principali studiosi che si occupano di problematiche archeologiche preistoriche – prevalentemente regionali, ma non solo – cercando di diffondere tra gli appassionati locali ed i cultori della materia le principali novità che continuamente emergono grazie alle ultime ricerche nel campo archeologico. Il ciclo “Preistoria 2024 darà ampio spazio a diversi punti “caldi” con un focus in particolare sui numerosi aspetti ancora problematici che riguardano la nascita e lo sviluppo di quei particolari abitati fortificati su altura che chiamiamo “castellieri” e che sono l’elemento fondamentale del paesaggio antropico antico dell’Istria, del Carso e della Pianura Friulana, a partire dall’Età del Bronzo e sino alla conquista romana della regione. Ecco il programma.
Mercoledì 13 marzo 2024: “Abitare nei castellieri tra Bronzo finale ed età del Ferro: evidenze da Tabor presso Vrabce e ŠStanjel (Carso)”, con Manca Vinazza, archeologa, università di Lubiana.
Mercoledì 17 aprile 2024: “La colonizzazione neolitica della pianura friulana: nuovi dati e prospettive di ricerca” con Andrea Pessina, archeologo, segretario regionale del Mic per il Friuli Venezia Giulia e soprintendente ad interim della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.
Mercoledì 15 maggio 2024: “Vita e morte di un cacciatore mesolitico. La sepoltura di Mondeval de Sora (San Vito di Cadore) alla luce delle nuove indagini” con Federica Fontana, professoressa associata di Preistoria e Protostoria all’università di Ferrara.
Mercoledì 12 giugno 2024: “Le sculture preromane di Nesazio. Una revisione stratigrafica e archeologica” con Paolo Paronuzzi, professore di Geologia applicata all’università di Udine e geoarcheologo.
Mercoledì 18 settembre 2024: “Ricostruzione dell’esodo biblico secondo Emmanuel Anati in epoca persiana ed ellenistica” con Fabio Crosilla, già professore ordinario di Topografia all’università di Udine, dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura.
Mercoledì 16 ottobre 2024: “Connessioni tra Slovenia e Carso nel terzo millennio a.C.” con Elena Leghissa, ricercatrice associata di archeologia dell’università di Lubiana, accademia slovena di Scienze ed arte, istituto di archeologia.
Mercoledì 13 novembre 2024: “Uomini, bronzo e vetro sul versante meridionale delle Alpi durante l’età del Bronzo medio e tardo” con Peter Turk, curatore della Preistoria e Archeologia del museo nazionale della Slovenia di Lubiana.
Mercoledì 18 dicembre 2024: “Tra cacciatori e pastori: la Grotta dell’Edera e il Carso durante le prime fasi dell’Olocene” con Francesco Boschin, professore associato, dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, università di Siena.
Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 15 giugno 2024), aperture straordinarie, passeggiate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale e visite guidate per il fine settimana delle Giornate Europee dell’Archeologia. Il ricco programma di attività è realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, associazione nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica, Consorzio di Bonifica Pianura Friulana.









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