Archivio tag | Snam

Enna. Alla Soprintendenza giornata di studi in presenza su “Età del Bronzo. Nuovi dati dall’archeologia preventiva nella Provincia di Enna nel contesto della tarda preistoria in Sicilia”: saranno illustrate le ricerche archeologiche preliminari alla realizzazione del Metanodotto Snam Gagliano-Termini Imerese

Con una giornata di studi su “Età del Bronzo. Nuovi dati dall’archeologia preventiva nella Provincia di Enna nel contesto della tarda preistoria in Sicilia” riprendono le attività culturali in presenza. Nella sala convegni della soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Enna, giovedì 7 aprile 2022, alle 9.30, la soprintendenza organizza, con il supporto di SNAM e di SICILSALDO, una Giornata di studi che avrà come tema l’Età del Bronzo nel territorio ennese, alla luce dei nuovi dati scientifici emersi nel corso delle recenti ricerche e indagini archeologiche sul campo, effettuate nell’ambito dell’archeologia preventiva, sotto la direzione scientifica della Sezione per i beni archeologici, le quali stanno portando ad acquisire risultati e dati molto importanti per la Storia e l’Archeologia della Sicilia. L’intento è quello di avviare un confronto tra gli studi provenienti da indagini archeologiche effettuate sugli Erei e i Nebrodi e sui siti dell’Età del Bronzo Medio siciliani da parte di archeologi e accademici nazionali e internazionali che hanno curato le ricerche sul campo. Nell’occasione saranno illustrate le ricerche archeologiche preliminari effettuate ai fini della realizzazione dei lavori del Metanodotto Snam Gagliano-Termini Imerese che hanno consentito di portare alla luce i resti di vari insediamenti e beni isolati di rilevanza archeologica tra Nicosia e Gagliano Castelferrato lungo il tracciato del gasdotto. Tra questi, le tracce di un insediamento dell’età del Bronzo Medio in Contrada da Piane nel territorio di Gagliano Castelferrato, e, tra i primi resti, emersi una capanna di forma ovoidale del II millennio a.C., una piastra fittile integra utilizzata per la cottura all’interno di un fondo di un’altra capanna ovoidale, molti resti archeobotanici che testimoniano coltivazioni di cereali e attività di allevamento e vari frammenti ceramici tra i più interessanti ed originali della Sicilia. Grazie a questa prima fase di indagine, attuata tramite accurati scavi stratigrafici, sarà possibile ottenere nuovi dati che, una volta studiati ed approfonditi, daranno informazioni scientifiche importantissime per la comprensione dei fenomeni insediativi nel periodo del Bronzo Siciliano, in un contesto poco o per nulla indagato. In programma quattro sezioni: alle 10, La Soprintendenza di Enna e la ricerca archeologica nella provincia di Enna; alle 10.40, I recenti dati dell’Archeologia preventiva in provincia di Enna; alle 15.30, I dati delle nuove ricerche nel contesto dell’Età del Bronzo tra gli Erei e i Nebrodi; alle 17.15, I dati delle nuove ricerche nel contesto della Sicilia dell’Età del Bronzo.

La terramara di Ponticelli di Malalbergo: a quattro anni dalla scoperta viene presentato un libro che illustra lo scavo e i risultati sull’abitato del II millennio a.C. e le successive trasformazioni del territorio

La locandina della serata di presentazione del libro “Ponticelli di Malalbergo. Un abitato del II millennio a.C. e le successive trasformazioni del territorio”

Dalla scoperta a Ponticelli di Malalbergo (Bo) della terramara del II millennio a.C. (“intercettata” nel 2015 dal cantiere di un metanodotto della Snam) alle successive trasformazioni del territorio: è quanto descritto nel libro “Ponticelli di Malalbergo. Un abitato del II millennio a.C. e le successive trasformazioni del territorio” a cura di Rossana Gabusi, Monica Miari e Tiziano Trocchi che sarà presentato martedì 14 maggio 2019, alle 20.30, in sala Zucchini di piazza Caduti della Resistenza n. 1 a Malalbergo (Bo). Il volume, edito nel 2018 per i tipi di Ante Quem di Bologna, fa parte della collana DEA – Documenti ed evidenze di Archeologia (n. 11). La presentazione, a ingresso libero e gratuito, è promossa da soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Comune di Malalbergo, HYDRIA associazione di promozione sociale-archeologica e gruppo archeologico “Il saltopiano” di San Pietro in Casale, con la collaborazione di Snam. Intervengono alla serata due rappresentanti dell’amministrazione comunale, gli archeologi della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Rossana Gabusi, Monica Miari e Tiziano Trocchi, curatori del volume, e Claudio Calastri di Ante Quem srl.

Disegno ricostruttivo di una tipica Terramara con il villaggio fortificato circondato da un terrapieno o un fossato

La terramara di Ponticelli di Malalbergo (Bo) a fine scavo

In località Ponticelli di Malalbergo, la Snam doveva attraversare un canale di regolamentazione delle acque e per fare ciò sono state realizzate due ampie e profonde buche ai lati per consentire il passaggio delle tubature al di sotto dell’alveo. Questa operazione, effettuata tra l’estate 2015 e la primavera 2016 sotto la direzione scientifica di Paolo Boccuccia, ha permesso di intercettare ed indagare per oltre 400mq – e a una profondità media di circa 5,50 m dal piano di calpestio – i resti di una terramara databile, a un primo esame, a un periodo compreso tra il XIV e il XII sec. a.C. “Le Terramare”, spiegano gli archeologi della soprintendenza, “rappresentano una delle civiltà più complesse dell’Europa del II millennio a.C., un fenomeno economico e sociale di una tale portata storica da non aver precedenti non solo in Italia ma nemmeno in buona parte del continente. Nessuna società aveva mai prodotto in così pochi secoli (dal XVII al XII a.C.) un impatto così profondo sul territorio, in questo caso l’ampia e fertile pianura padana, trasformandolo radicalmente in un paesaggio “moderno”: un paesaggio in cui l’opera umana, dai villaggi -con un’organizzazione spaziale interna molto ben definita- alle fortificazioni, dai luoghi sacri alle infrastrutture ad uso agricolo, incide profondamente sulla componente naturale. Dal territorio centrale della pianura attraversata dal Po, abbiamo testimonianze di decine e decine di villaggi. Ma la presenza di una terramara all’interno del territorio comunale di Malalbergo rappresenta una novità nel panorama delle nostre conoscenze in quanto viene a colmare un vuoto nella distribuzione geografica di tali insediamenti. Si può ora ipotizzare che tale assenza fosse da attribuire prevalentemente alla loro profondità rispetto al piano di campagna attuale a causa della spessa copertura dovuta all’apporto di terreno alluvionale legato alle attività del bacino del Po e dei suoi affluenti”. L’ottimo stato di conservazione del sito -dovuto alla profondità alla quale è stato rinvenuto il deposito archeologico- ha consentito anche di indagare le ultime fasi di vita dell’abitato i cui resti raramente sono conservati a causa dell’uso del suolo nelle epoche successive: ciò potrà contribuire a far luce sul periodo finale della civiltà terramaricola tra XII e XI sec. a.C.