Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” apre la mostra “ORO ARGENTO E…TRUSCHI” di Tiziana Pisano in occasione de “Le Notti dell’Archeologia”

Per “Le Notti dell’Archeologia” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) venerdì 17 luglio 2026, alle 19, inaugurazione della mostra “ORO, ARGENTO E…TRUSCHI” di Tiziana Pisano. Saranno presenti l’artista Tiziana Pisano e Simona Rafanelli, direttrice scientifica del MuVet. “Oro, Argento E…truschi” propone un percorso espositivo in cui la pittura contemporanea dialoga con l’anima etrusca della Maremma. Ispirate a reperti, metalli preziosi, ornamenti e simboli della civiltà etrusca, le opere trasformano la memoria storica in una nuova visione artistica. Protagonista è l’oro, simbolo non solo di ricchezza, ma anche di evoluzione spirituale e di connessione tra il mondo terreno e quello divino. Per l’occasione il Museo resterà aperto con ingresso libero fino alle 21. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del museo fino al 30 luglio 2026.
Vetulonia (Gr). Per “Le Notti dell’Archeologia” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” la conferenza “Ceramica etrusca a figure rosse: una storia di bassi e alti” con Vincent Jolivet, approfondimento sulla mostra “Un Mecenate e i suoi Tesori. La collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona a Roma”

Partono mercoledì 8 luglio 2026, alle 21, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr), “Le Notti dell’Archeologia”, appuntamenti serali dedicati all’archeologia e ai temi della mostra “Un Mecenate e i suoi Tesori. La collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona a Roma” a cura di Simona Rafanelli e Vincent Jolivet (vedi Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro falchi” apre la mostra evento “Un Mecenate e i suoi Tesori. La collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona a Roma” a cura di Simona Rafanelli e Vincent Jolivet con una selezione della collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, per la prima volta fuori dalla residenza romana in un dialogo tra Arte Antica e Arte Contemporanea | archeologiavocidalpassato). L’8 luglio 2026, in piazza Vetluna a Vetulonia, la conferenza “Ceramica etrusca a figure rosse: una storia di bassi e alti” con Vincent Jolivet, archeologo ed etruscologo del CNRS di Parigi, che da molti anni lavora e conduce importanti campagne di scavo in Italia. Ingresso gratuito.
Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” inaugurazione della mostra “Ombre”, la nuova mostra personale dell’artista grossetana Anna Capanni

Domenica 10 maggio 2026, alle 16.30, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) inaugurazione della mostra “Ombre”, la nuova mostra personale dell’artista grossetana Anna Capanni, da anni legata a Vetulonia e al suo patrimonio culturale. Un percorso suggestivo ispirato alle statuette votive etrusche, dove arte contemporanea e intarsi lignei si incontrano in opere dal forte valore simbolico ed evocativo. La mostra allestita nelle sale del MuVet sarà visitabile fino al 24 maggio 2026 negli orari di apertura del museo. All’inaugurazione saranno presenti l’artista e Simona Rafanelli, direttrice del museo. Evento gratuito. Info: 0564 927245, museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it
Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro falchi” apre la mostra evento “Un Mecenate e i suoi Tesori. La collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona a Roma” a cura di Simona Rafanelli e Vincent Jolivet con una selezione della collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, per la prima volta fuori dalla residenza romana in un dialogo tra Arte Antica e Arte Contemporanea
Bronzi etruschi, terrecotte votive, raffinate ceramiche di produzione etrusca, greca e magno greca, si sveleranno permettendo di ammirare un patrimonio archeologico tanto prezioso quanto sino ad oggi inedito, accompagnando i visitatori in una riflessione che, dal concetto di “Collezione” si estende a quello strettamente complementare di “Museo”, un’evoluzione, semantica e storica, dall’Antiquarium diretto discendente dalla settecentesca “Wunderkammer” o “Camera delle meraviglie”, al Museo dei nostri giorni, a matrice archeologica, ove confluiscono oggetti recuperati attraverso la ricerca scientifica, i quali ricostruiscono rigorosamente il passato dei nostri territori e dei popoli che li hanno abitati. Tutto questo è la mostra evento “Un Mecenate e i suoi Tesori. La collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona a Roma” che si inaugura sabato 16 agosto 2025, alle 19, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Gr) con la quale celebra i 25 anni dalla nascita e la sua ininterrotta attività espositiva partita dal giugno del 2000. L’esposizione, che rimarrà aperta dal 16 agosto 2025 al 9 aprile 2026, porterà a Vetulonia una prestigiosa selezione della collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, che per la prima volta esce dalle stanze private della sua residenza romana e si offre all’incontro con il pubblico. È il frutto di un accurato percorso di ricerca coordinato da Simona Rafanelli, direttrice scientifica del museo, e da Vincent Jolivet del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi. Un lavoro che ha permesso, per la prima volta, di svelare al grande pubblico reperti mai usciti finora dalle stanze private del collezionista. In continuità con i progetti espositivi del biennio 2022-2023, la Mostra 2025 si propone di abbattere ancora una volta, nell’idea e nella sua traduzione in percorso espositivo, ogni tipo di barriera spazio-temporale.
La cerimonia di inaugurazione sabato 16 agosto 2025, alle 19, in piazza Vetluna a Vetulonia. Dopo i saluti istituzionali di Elena Nappi, sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia, interverranno Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, collezionista; Giulio Paolucci, direttore MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona; Paolo Bruschetti, Accademia Etrusca di Cortona; Vincent Jolivet, CNRS-Parigi; Simona Rafanelli, direttrice scientifica MuVet. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Apertura straordinaria serale del museo con visite guidate alla mostra temporanea. Info e contatti: 0564 927245, museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.
“Quella che presentiamo quest’anno”, spiega la direttrice scientifica del MuVet Simona Rafanelli, “è una mostra dalla prospettiva insolita, che alza il sipario su una collezione poliedrica come la personalità che l’ha messa insieme: da un lato esemplari vascolari dalla fase villanoviana a quella ellenistica, dal geometrico e orientalizzante al corinzio, dal periodo arcaico al classico, dall’altro lato opere di artisti moderni che elaborano una propria, personale visione dello spirito classico. Chi poteva riunire in un unico sguardo opere in apparenza così eterogenee è Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, che introdotto precocemente nel panorama effervescente delle avanguardie internazionali, si è poi appassionato agli antichi ceramografi quando si trovò a ereditare la collezione archeologica Ruggi d’Aragona. Non si tratta del solito collezionismo frutto di motivazioni culturali ed estetiche o di sensibilità storiografica fine a se stessa”.
Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, è un mecenate trasversale: le sue raccolte non hanno carattere privato ma nascono orientate verso una fruizione pubblica, partecipando allo sviluppo di musei preesistenti e promuovendo la formazione di nuove istituzioni culturali. I suoi progetti sperimentali sono, dunque, diretti all’interazione con la collettività, con progettualità etica e senso di responsabilità verso il territorio. Con ampia visione e altrettanta determinata passione ha creato iniziative divenute riferimento tra antico, moderno e contemporaneo. Una rete immersiva che traccia le coordinate di un’interpretazione della cultura come valore pubblico. Ha compreso il passato e immaginato il futuro attraverso opere nelle quali ha riconosciuto qualcosa di sé, compiendo quasi un percorso interiore alla ricerca della propria anima in collaborazione con artisti e istituzioni. “Ogni scoperta è da condividere con la collettività”, dichiara Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, “ed è per questo che l’attività di musealizzare le opere da me raccolte è diventata una missione di vita, “portare l’arte dove non c’è” mettendo le mie competenze al servizio pubblico. È con immenso piacere che ho accettato l’invito di Simona Rafanelli e del Comune di Castiglione della Pescaia di far conoscere al pubblico questa mia collezione”.
“Una soddisfazione dietro l’altra”, afferma la sindaca Elena Nappi: “questo è l’effetto MuVet, che ogni anno ci regala perle di una ricchezza culturale sorprendente frutto del lavoro di ricerca e studio della nostra direttrice e del suo staff. Gli innumerevoli amici del nostro museo archeologico sparsi in tutta Italia ci permettono di avere ad ogni mostra-evento reperti unici e spesso poco conosciuti al grande pubblico, proprio per questo ancora più preziosi da mostrare ai nostri visitatori. Inauguro sempre con grande orgoglio il progetto realizzato, ma quest’anno il mio apprezzamento personale, e quello di tutta l’amministrazione comunale, è ancora maggiore, non solo per il contenuto della mostra, ma soprattutto per la nostra direttrice, Simona Rafanelli, che ha portato avanti questo progetto in un momento molto particolare della sua vita. Per questo voglio dedicare ad Adriano, studioso e archeologo di fama internazionale, ma soprattutto grande amico di Vetulonia e compagno di vita della nostra direttrice, scomparso recentemente, questo nuovo successo di cui anche lui sarebbe stato fiero con il suo tenue sorriso a fior di labbra”.

Bronzetti a confronto: Culsans etrusco (a destra) con opera di Gino Severini (a sinistra) (foto fondazione rovati)
Il percorso espositivo propone anche quest’anno un prezioso dialogo tra Arte Antica e Arte Contemporanea, incarnati da alcuni capolavori scultorei bronzei del Futurismo che, provenienti dalla sezione di Arte contemporanea della stessa collezione privata, dialogano con la piccola plastica etrusca in bronzo di età ellenistica. Protagonisti di questo incontro sono in particolare il Giano di Gino Severini e il bronzetto del dio Culsans, corrispettivo etrusco di Giano, straordinario capolavoro ellenistico, generosamente in prestito a Vetulonia dal MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona. Due interpreti privilegiati, Severini e l’ignoto artista etrusco, del Contemporaneo e dell’Antico, si fronteggiano da un capo all’altro della sala espositiva, instaurando un dialogo di Stupore e Conoscenza senza luogo e senza tempo, in cui viene coinvolto il visitatore, che si trova ad essere, egli stesso, protagonista di un eterno racconto, quello della Memoria e della Storia, che si pone come fine supremo la salvaguardia e la celebrazione dell’Arte e della Bellezza.
Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” presentazione del libro “La vita cambia” di Gian Carlo Lenzi, sulle peripezie di Vel, etrusco di Vetulonia: è l’ultimo appuntamento della rassegna “Primavera letteraria al MuVet”
Domenica 25 maggio 2025, alle 17, al museo civico Archeologico “Isidoro Falci” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Gr), presentazione del libro “La vita cambia”, il primo romanzo di Gian carlo lenzi, con prefazione di Elena Nappi, edito nel 2024 da Extempora, quarto ed ultimo appuntamento della nuova rassegna del museo dal titolo “Primavera letteraria al MuVet”. Intervengono Elena Nappi, sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia: e Simona Rafanelli, direttore scientifico del MuVet. Ingresso gratuito e libero. Dopo la presentazione piccolo brindisi di saluto. Gian Carlo Lenzi è nato a Grosseto nel 1950. Dopo aver frequentato il Liceo Classico decide di iscriversi all’Università di Siena, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. Dopo la laurea svolge attività di medicina generale fino alla pensione. Negli ultimi anni, in seguito ad un episodio che lo ha minato nel fisico ma non nello spirito, ha deciso di dedicarsi alle altre sue passioni tra cui la scrittura, la ricerca storica, lo studio della civiltà Etrusca.
Nasce così il suo primo romanzo “La vita cambia”, che racconta le peripezie di Vel, etrusco di Vetulonia. Vel viene preso prigioniero dai Siracusani nella battaglia di Cuma del 474 a.C. e diviene schiavo. Riesce a riacquistare la libertà vincendo un’Olimpiade, ma l’invidia scatena l’odio e in fin di vita, viene gettato dalla nave che lo trasportava. Grazie a mani pietose riesce a salvarsi e comincia il suo lungo ritorno a casa. La moglie nel frattempo si era dedicata con successo al commercio e si era fatta amici i Romani, dopo alcune vicende negative. Quando Vel riesce a tornare a casa, non la trova, perché insieme alla figlia è stata presa prigioniera da un malfattore di Rusel (Roselle, altra città etrusca), che vuole impadronirsi delle loro proprietà. Vel con astuzia riuscirà a liberarle e a riunire la famiglia. I periodi storici sono tutti documentabili, come i luoghi dove si svolge il racconto.
Santa Marinella (Rm). Nell’area archeologica di Pyrgi a Santa Severa la conferenza-spettacolo “L’Etrusca Pyrgi da Eschilo a Dionigi I di Siracusa” di e con Agostino De Angelis nell’ambito della IV edizione della manifestazione “Sulla Strada degli Etruschi”
Nell’ambito della IV edizione della manifestazione “Sulla Strada degli Etruschi”, l’area archeologica del Santuario di Pyrgi ospita la conferenza spettacolo di e con Agostino De Angelis “L’Etrusca Pyrgi da Eschilo a Dionigi I di Siracusa”, promossa dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e organizzata dall’associazione culturale ArchéoTheatron. Appuntamento giovedì 29 agosto 2024, alle 18.30, a Santa Severa-Area Archeologica di Pyrgi di Santa Marinella (Rm), uno dei luoghi più importanti e suggestivi dell’Etruria. L’area del santuario di Pyrgi che ha giocato, insieme all’area portuale, un ruolo di fondamentale importanza nella storia del Mediterraneo antico, rappresentando sul mare la grande metropoli etrusca di Cisra/Caere (Cerveteri), che traeva le proprie ricchezze dal controllo dei traffici marittimi, sarà il degno fondale per la messa in scena, per la prima volta nel sito archeologico, della conferenza spettacolo dedicata alla storia e al mito. Ingresso gratuito. Abbigliamento comodo con scarpe o sandali senza tacchi. Info: Tel 0766-570194, prenotazione obbligatoria: archeotheatron.ass@gmail.com; 349-4055382.

L’attore Agostino De Angelis (dal profilo Fb)
L’evento sarà strutturato nella rappresentazione di momenti puramente teatrali, con attori e cavalieri, tratti dalla tragedia di Eschilo “Sette contro Tebe”, prendendo spunto proprio dall’immagine raffigurata sull’altorilievo che decorava il frontone posteriore del Tempio A di Pyrgi, oggi conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. La famosissima scena rappresenta un cruento episodio della mitica guerra tra le polis di Argo e di Tebe, conflitto causato dalla rottura da parte di Eteocle del patto stretto con suo fratello Polinice, concernente l’annuale alternanza tra i due sul trono tebano. Altri momenti saranno dedicati ad alcune divinità etrusche tra le quali la bella Leucotea (la “dea bianca”), a cui le fonti greche attribuiscono la dedica del tempio A del Santuario di Pyrgi. Ad arricchire e approfondire la storia degli Etruschi dal punto di vista culturale e religioso sarà l’intervento della etruscologa Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, mentre a ricordare l’importanza che l’area sacra di Pyrgi rappresenta per tutta l’Etruria, sarà la professoressa Laura Maria Michetti, docente di archeologia alla Sapienza Università di Roma ed attuale direttrice dello scavo che dal 1957 interessa continuativamente l’area del Santuario.









Domenica 2 febbraio 2025 chiude la mostra “Il ritorno del condottiero. Principi etruschi nella Tomba del Duce di Vetulonia”, tappa centrale della stagione espositiva 2024 del museo civico Archeologico “Isidoro Franchi” di Vetulonia, realizzata in partenariato e in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze, già interlocutore principe del museo vetuloniese e custode dei principali “tesori” restituiti sin dalla fine del XIX secolo dal sito di Vetulonia. In occasione del finissage della mostra, a coronamento di uno stimolante percorso con il museo fiorentino e con la direzione scientifica di Daniele Federico Maras, domenica 2 febbraio 2025, alle 11, verrà presentata al pubblico la riedizione del catalogo (pubblicato vent’anni fa, per la mostra del 2004) che illustra il progetto scientifico e di allestimento dell’esposizione curato dal MuVet e l’avanzamento degli studi e delle ricerche. Il volume racchiude, infatti, la più recente lettura esegetica della tomba che distingue due sepolture, riconducibili a due principi condottieri, l’uno locale e l’altro immigrato da Caere (l’attuale Cerveteri), i cui resti, entrambi cremati, erano custoditi all’interno di un vaso di bronzo e nella celeberrima e sontuosa arca d’argento, perno ideale e materico del racconto archeologico e del percorso espositivo.



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