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Ariano nel Polesine (Ro). Per “Progetto San Basilio” la conferenza di Jacopo Bonetto (unipd) e Giovanna Falezza (sabap-vr) apre gli “Incontri di archeologia” legati allo scavo dell’abitato romano e di quello etrusco di San Basilio. Ecco il programma delle conferenze e delle visite sui cantieri di scavo

Con la conferenza di giovedì 22 maggio 2025, primo degli “Incontri di archeologia”, torna l’archeologia a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro). Grazie alla collaborazione dell’università Ca’ Foscari di Venezia e all’università di Padova, impegnate nelle diverse attività di scavo archeologico, sono in cantiere numerose iniziative nell’ambito del Progetto San Basilio per andare alla riscoperta della ricchissima storia antica del sito di San Basilio. Appuntamento dunque il 22 maggio 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la prima conferenza sul “Progetto San Basilio”, tenuta da Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e da Giovanna Falezza, direttrice del museo Archeologico nazionale di Verona e ispettrice della soprintendenza ABAP di Verona. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.

Come si diceva, la conferenza del 22 maggio è la prima degli “Incontri di archeologia” che si tengono sempre al Centro Turistico Culturale San Basilio, alle 18.30. Gli “Incontri” continuano il 6 giugno 2025 con Caterina Previato (università di Padova); il 27 giugno 2025 con Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari); l’11 settembre 2025 con Silvia Paltineri (università di Padova); il 7 novembre 2025 con Jacopo Turchetto (università di Padova). Affiancano gli “Incontri di archeologia” le visite al cantiere “Scavi aperti”, in programma il sabato mattina alle 10, con ritrovo al Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Si inizia il 24 maggio 2025 con la visita all’abitato romano a cura dell’università di Padova che promuove anche la successiva del 7 giugno 2025. Invece il 21 giugno 2025 la visita a cura dell’università Ca’ Foscari è all’abitato etrusco, come quella del 12 settembre 2025, ma quest’ultima a cura dell’università di Padova.

Padova. Al Liviano la giornata di studi “L’immaginario delle cose. Raffigurazioni di oggetti nell’Italia preromana”. Ecco il programma

Mercoledì 16 aprile 2025, dalle 10, nell’aula Diano di Palazzo Liviano, in piazza Capitaniato 7 a Padova, giornata di studi “L’immaginario delle cose. Raffigurazioni di oggetti nell’Italia preromana” promossa dal dipartimento Beni culturali dell’università di Padova all’interno del Progetto PRIN “De Rerum Figura. Things inside Images in pre-Roman Italy – DRF”. Si inizia alle 10 con i saluti istituzionali della direttrice del dipartimento Giovanna Valenzano; alle 10.15, apre i lavori Silvia Paltineri dell’università di Padova. I parte: OGGETTI STATICI, OGGETTI IN MOVIMENTO, OGGETTI IN SCENA. Alle 10.30, Silvia Paltineri, Michele Cupitò (università di Padova), “Vesti, ornamenti e mobilio nella scena nuziale dello specchio di Castelvetro”; 11, Micol Masotti (università di Padova), “I carri nel corpus delle stele figurate di Padova preromana”; 11.30, Paolo Rondini (università di Pavia), Alberto Marretta (parco archeologico di Seradina-Bedolina, Capo di Ponte), “Il carro nel patrimonio figurativo protostorico camuno fra realtà e rappresentazione”; 12, Elena Pontelli (Scuola IMT Alti Studi Lucca), “Oggetti messi in scena: il caso delle “cose” appese nella pittura tombale etrusca”; 12.30, pausa pranzo. II parte: OGGETTI IN MUTAMENTO. Alle 14, Federico Prandoni (università di Pavia), “La coroplastica a stampo e le sue trasformazioni. Aggiunte e modifiche di elementi figurativi nelle versioni tarantine”; 14.30, Stefano Ordanini (università Statale di Milano), “Abiti e ornamenti nella coroplastica tarantina: indizi di mutamento semantico?”; 15, Andrea Giunto, Silvia Paltineri (università di Padova), “Attributi in mutamento nei votivi figurati di Villa di Villa… e oltre”; 15.30, discussione; 16, Maurizio Harari (università di Pavia), conclusioni; 16.30, chiusura dei lavori

Padova. Al via il ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, in programma tra aprile e dicembre 2025 allo Stabilimento Pedrocchi e ai Musei Eremitani. Aprono i promotori Michele Cupitò e Silvia Paltineri del DBC dell’università di Padova

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Al via martedì 8 aprile 2025 a Padova il ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, in programma tra aprile e dicembre 2025 allo Stabilimento Pedrocchi e ai Musei Eremitani di Padova.

padova_dbc_luigi-pigorini_fondo-pigorini_locandina_foto-unipdPerché commemorare Luigi Pigorini a Padova? Nel 1923, Luigi Pigorini, fondatore dell’archeologia preistorica e protostorica italiana, lasciò Roma, dove aveva svolto la parte più importante della sua carriera scientifica, accademica e politica, e si trasferì a Padova presso il figlio Luciano, dal 1919 direttore della locale Stazione Bacologica, e ivi morì il 1° aprile 1925. Le esequie dello studioso furono un vero evento per la città e tutte le istituzioni vi parteciparono ai massimi livelli. L’Università, tuttavia, ebbe un ruolo particolare. Carlo Anti, infatti, di lì a poco Magnifico Rettore dell’Ateneo patavino, fu non solo allievo diretto di Pigorini alla Scuola di Archeologia Italiana di Roma ma, per diverso tempo, anche suo assistente al museo Preistorico ed Etnografico, al tempo ospitato presso il Collegio Romano, come responsabile delle collezioni africane. E lo stretto legame tra Pigorini e Anti è anche la ragione per la quale, dopo la morte dello studioso, gli eredi donarono il suo grande e preziosissimo archivio privato all’allora Istituto di Archeologia dell’Università (https://pigorini.beniculturali.unipd.it). Queste vicende, tutto sommato casuali, non rappresentano però l’unico legame tra Pigorini e Padova. L’intensa corrispondenza intercorsa tra lo studioso e le grandi personalità dell’archeologia preistorica e protostorica patavina della seconda metà dell’’800 e i degli inizi del ‘900 – da Giovanni Canestrini, a Gherardo Ghirardini, a Federico Cordenons – dimostra infatti che egli nutrì un profondo e costante interesse per le fasi più antiche della storia della città e del suo territorio e prova ne sia il fatto che prima stratigrafia e i primi materiali riguardanti Padova preromana – cioè quelli recuperati nel 1874 durante lo scavo delle fondazioni per il nuovo Palazzo delle Debite, progettato da Camillo Boito – furono pubblicati nel Bullettino di Paletnologia Italiana del 1877 proprio da Pigorini.

IL PROGRAMMA

8 aprile 2025, Stabilimento Pedrocchi, Sala Rossini, alle 17: saluti, Francesca Veronese, direttrice dei Musei Civici di Padova; Giovanna Valenzano, direttrice del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP per la Città Metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno Padova e Treviso. Conferenza “La nascita dell’archeologia preistorica e protostorica in Italia e il ruolo di Luigi Pigorini” con Michele Cupitò e Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

6 maggio 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Pigorini e le ‘selci strane’ di Breonio (Verona). Una storia di falsi nell’archeologia preistorica della fine dell’800” con Massimo Tarantini, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le province di Prato e Pistoia.

3 giugno 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “La preistoria e la protostoria a Padova ai tempi di Pigorini: dal Paleolitico all’Età del Bronzo” con Michele Cupitò del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

7 ottobre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “L’archeologia del Veneto preromano e del mondo italico a Padova ai tempi di Pigorini” con Silvia Paltineri del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

13 novembre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia… e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

2 dicembre 2025, Musei Eremitani, Sala del Romanino, alle 17.30: conferenza “Pigorini e la preistoria dell’Egeo: i rapporti con Heinrich Schliemann e con la Missione Archeologica Italiana a Creta” con Massimo Cultraro dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Catania; e Nicola Cucuzza del dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia, università di Genova.

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Ritratto di Luigi Pigorini ormai anziano (foto unipd)

Chi era Pigorini? Luigi Pigorini, nato a Fontanellato (Parma) il 10 gennaio 1842, può essere a buon diritto considerato il fondatore dell’archeologia preistorica e protostorica italiana. Numismatico di formazione, iniziò giovanissimo la sua attività scientifica sotto la guida di Pellegrino Strobel, insigne geologo e naturalista parmense, e, in pochi anni, grazie alle sue straordinarie capacità tanto di studioso, quanto di organizzatore, assunse un ruolo centrale nella nascente comunità scientifica dei paletnologi italiani ed europei: fu infatti tra i principali organizzatori di due eventi chiave per l’affermazione della nuova disciplina, cioè la mostra di oggetti preistorici allestita all’interno dell’Esposizione Universale di Parigi del 1867 e il V Congresso di Antropologia e Archeologia Preistoriche – fortemente voluto da Cesare Correnti, allora ministro della Pubblica istruzione – svoltosi a Bologna nel 1871. Fu tuttavia tra il 1875 e il 1877 che Pigorini, anche in virtù della comunanza di vedute con Ruggero Bonghi, nuovo ministro della Pubblica istruzione, pose le basi per la realizzazione del suo ampio e lungimirante disegno di politica culturale, disegno che, tra l’altro, identificava nella ricostruzione della più remota storia dell’Italia un passaggio fondamentale anche per il consolidamento della nuova coscienza nazionale.

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Una rara immagine del museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

Nel 1875, infatti, assieme a Strobel e a Don Gaetano Chierici, altra figura determinate per l’affermazione della pre-protostoria in Italia, fondò il Bullettino di Paletnologia Italiana, prima rivista scientifica specializzata a livello europeo, e inaugurò, presso il Collegio Romano, il Regio Museo Preistorico ed Etnografico del quale fu direttore fino all’uscita dal ruolo; nel 1877, invece, attivò, all’università di Roma, la prima cattedra – anche in questo caso a livello europeo – di Paletnologia. La straordinaria carriera pigoriniana, svoltasi prevalentemente nella Capitale, si mosse sempre sul triplo binario della ricerca, della didattica universitaria e della musealizzazione come strumento chiave sia per la formazione dei giovani studiosi di preistoria e protostoria – e, quindi, con essi, anche i quadri universitari e ministeriali –, sia, come detto, per educare gli Italiani alla storia della Nazione. Fu membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dal 1912 Senatore del Regno e, infine, Vicepresidente del Senato.

 

Bologna. Al museo civico Archeologico Silvia Paltineri (università di Padova) in dialogo con Elisabetta Govi (università di Bologna) su “Venuti da molto lontano. Stranieri e straniere tra Etruria padana e Italia settentrionale” per il ciclo “Sì, viaggiare… identità e mobilità culturale in Etruria Padana e in Italia settentrionale”

bologna_archeologico_sì-viaggiare_paltineri-govi_locandina“Sì, viaggiare… identità e mobilità culturale in Etruria Padana e in Italia settentrionale” dopo Padova approda a Bologna. Giovedì 20 marzo 2025, si parte con il ciclo di incontri “Sì, viaggiare…”, organizzato in collaborazione con la sezione Etruria padana e Italia settentrionale dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e Italici, durante i quali due studiosi si confronteranno su argomenti riconducibili al tema dell’identità nell’Italia antica, in una sorta di “botta e risposta” tra Etruschi di area padana e popolazioni delle regioni settentrionali. Appuntamento in sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, alle 16.30, con Silvia Paltineri (università di Padova) che dialoga con Elisabetta Govi (università di Bologna) su “Venuti da molto lontano. Stranieri e straniere tra Etruria padana e Italia settentrionale”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prossimi appuntamenti: giovedì 3 e giovedì 10 aprile 2025.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Adria, San Basilio, Corte Cavanella. La rete per Una storia antica nella terra più giovane d’Italia” e presentazione del numero LVIII della rivista “Padusa”

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Sabato 15 febbraio 2025, alle 10.30, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) l’incontro “Adria, San Basilio, Corte Cavanella. La rete per Una storia antica nella terra più giovane d’Italia” e presentazione del numero LVIII della rivista “Padusa”. Alle 10.30, saluto delle autorità; 11, Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria, “Sintesi di 3 anni di attività del progetto di educazione all’archeologia”; 11.20, Giovanna Falezza, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, “Nuove modalità di fruizione del patrimonio archeologico con strumenti e ricostruzioni 3D”; 11.40, Paolo Bellintani, CPSSAE, presentazione del numero LVIII della rivista “Padusa”; 12, Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari, e Silvia Paltineri, università di Padova, “I risultati della ricognizione nell’area dell’insediamento etrusco”.

Rovigo. A Palazzo Roncale, l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive”: novità sul progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche in provincia di Rovigo sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Ecco il programma

rovigo_palazzo-roncale_convegno-archeologia-in-polesine-progetti-in-corso-novità-prospettive_locandinaSabato 1° febbraio 2025, alle 9, a Palazzo Roncale a Rovigo, la Fondazione Cariparo ospita l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive” che presenterà risultati e prospettive del progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche di grande rilievo situate in provincia di Rovigo. Un progetto ambizioso, sostenuto dalla Fondazione Cariparo, che vede coinvolti la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, l’università di Padova, l’università Sapienza di Roma, l’università Ca’ Foscari di Venezia, la direzione regionale Musei nazionali Veneto, il CPSSAE di Rovigo e il Comune di Ariano nel Polesine. Un intervento che ha un forte valore scientifico e può contribuire alla valorizzazione culturale e turistica di tutta l’area polesana. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti, previa registrazione al seguente link: https://fondazionecariparo.it/…/archeologia-in…/

IL PROGRAMMA. INTRODUZIONE. Alle 9, saluti istituzionali e introduzione alla giornata: Giuseppe Toffoli, vice presidente, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Andrea Rosignoli, soprintendente, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Daniele Ferrara, direttore, direzione regionale Musei nazionali Veneto. PROGETTI IN CORSO PER L’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 9.30, Paolo Bellintani, Andrea Cardarelli, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Frattesina e Grignano Polesine”; 9.50, Michele Cupitò, David Vicenzutto, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Villamarzana”; 10.10, Giovanna Gambacurta, Silvia Paltineri, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: l’abitato etrusco”; 10.30, Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetto, Wieke De Neef, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: il vicus romano”; 10.50, pausa caffè. ARCHEOLOGIA PUBBLICA IN POLESINE: RICERCA E DIVULGAZIONE: 11.20, Raffaele Peretto, “Monitorare il territorio: gruppi archeologici attivi nella ricerca e il ruolo del CPSSAE”; 11.40, Enrico Maragno, “Quarant’anni di ricerche e divulgazione del Gruppo Archeologico di Villadose”; 12.10, Alberta Facchi, Marco Bruni, Maria Letizia Pulcini, “I Musei nazionali e locali: Adria, Fratta Polesine, San Basilio”; 12.30, Chiara Vallini, “Il Museo dei Grandi Fiumi oggi: eredità ed evoluzione”. PRESENTE E FUTURO DELL’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 12.50, Giovanna Falezza, Paola Salzani, “Archeologia in Polesine: dal presente al futuro”. Conclusione lavori.

Milano. Alla fondazione Rovati il convegno “Gian Francesco Gamurrini (1835 – 1923). L’Archeologo e la sua eredità a 100 anni dalla morte”, che chiude la serie di iniziative scientifiche per la celebrazione del centenario dalla morte dell’archeologo aretino

milano_fondazione-rovati_convegno-Gian-Francesco-Gamurrini-l-archeologo_locandina“…il Gamurrini non vedeva né voleva barriere davanti a sé: tutto lo interessava, di tutto si occupava e tutto avrebbe voluto conoscere da solo”, Bartolomeo Nogara, direttore generale dei Monumenti, Musei e Gallerie pontifici. Lunedì 21 ottobre 2024 alla Fondazione Luigi Rovati si apre il convegno “Gian Francesco Gamurrini (1835 – 1923). L’Archeologo e la sua eredità a 100 anni dalla morte”, che chiude la serie di iniziative scientifiche per la celebrazione del centenario dalla morte di Gian Francesco Gamurrini (Arezzo 1835-1923). Il convegno, promosso dall’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, è sostenuto dalla direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del ministero della Cultura e patrocinato dall’istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, e fa seguito alle giornate di studio organizzate ad Arezzo nel dicembre 2023. Il convegno è gratuito, si consiglia la prenotazione (link Biglietti – Fondazione Luigi Rovati). Il biglietto non include l’accesso al Museo d’arte. Nel convegno a Milano si analizzano il contesto scientifico e politico nazionale e internazionale in cui opera lo studioso e le sue relazioni con le maggiori istituzioni scientifiche del tempo, ma anche il suo ruolo nella costituzione e organizzazione dei Musei dell’Etruria e la realizzazione della Carta Archeologica d’Italia.

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Rilievo di Gamurrini posto ad Arezzo, nei pressi della sua abitazione (foto etru)

Gian Francesco Gamurrini nacque ad Arezzo il 18 maggio 1835, discendente da una famiglia nobile aretina. Studioso ecclettico, dedicò la vita all’archeologia e alla difesa dell’eredità culturale del territorio aretino dalle razzie di speculatori e mercanti d’arte nella fase cruciale della storia risorgimentale. Lo studioso fu anche un appassionato bibliotecario, contribuendo con il suo esempio alla crescita di una coscienza nazionale.

PROGRAMMA LUNEDÌ 21 OTTOBRE 2024. Alle 14, registrazione; 14.30, saluti istituzionali. Il contesto scientifico e politico nazionale e internazionale: 14.45, Laura Ambrosini, Consiglio nazionale delle Ricerche: “G. F. Gamurrini e il grande rinnovamento dell’archeologia italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento”; 15.15, Silvia Paltineri, università di Padova: “Rapporti tra Pigorini e Gamurrini sulla base della documentazione conservata nel Fondo Pigorini dell’Università di Padova”; 15.45, Margherita Gilda Scarpellini, etruscologa: “Gamurrini e gli archeologi tedeschi nel carteggio conservato presso il museo Archeologico nazionale di Arezzo”; 16.15, pausa; 16.30, Valeria Capobianco, Istituto Archeologico Germanico di Roma: “Gian Francesco Gamurrini e l’Instituto di Corrispondenza Archeologica”; 17, Ingrid Edlund-Berry, The University of Texas at Austin, e Cristiana Zaccagnino, Queen’s University: “Gamurrini outside Italy: International contacts with Scholars and Museums” (L’intervento sarà in lingua inglese, senza traduzione). Modera: Ulf R. Hansson, Istituto Svedese di Studi Classici a Roma; 17.30, visita al museo d’Arte.

PROGRAMMA MARTEDÌ 22 OTTOBRE 2024. 9, registrazione; 9.30, Marie-Laurence Haack, Université de Picardie Jules Verne: “Gamurrini e la Francia”. Città e Musei d’Etruria: 10, Luisa Migliorati, Sapienza Università di Roma: “Gian Francesco Gamurrini e la Carta Archeologica d’Italia”; 10.30, Giuseppe M. Della Fina, fondazione per il Museo Claudio Faina: “L’istituzione di un Museo palesa il carattere di un popolo altamente civile. Gian Francesco Gamurrini e la sua idea di museo”; 11, pausa; 11.30, Giulio Paolucci, Fondazione Luigi Rovati: “Gamurrini e le antichità di Orvieto”; 12, Sara de Angelis, direzione regionale Musei nazionali Lazio: “L’Agro Falisco e il museo Archeologico nazionale di Civita Castellana”; 12.30, Filippo Delpino, Pontificia Accademia Romana di Archeologia: “Un fil rouge dal Museo Italico al Museo Falisco di Civita Castellana al Museo di Papa Giulio”. Modera: Giovanna Bagnasco Gianni, università di Milano; 13, pausa; 14.30, Antonella Magagnini, già Sovrintendenza Capitolina: “Gamurrini, Bonghi e il Museo Italico al Collegio Romano: progettare Musei per costruire l’Italia”; 15,  Gabriele Baldelli, istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici: “Gamurrini e le Marche: non solo bagni di mare, ma anche i musei e l’archeologia”; 15.30, Fabrizio Paolucci, Gallerie degli Uffizi: “Gian Francesco Gamurrini: un archeologo agli Uffizi (1867-1875)”; 16, Barbara Arbeid, museo Archeologico nazionale di Firenze: “Gian Francesco Gamurrini e il Museo Etrusco di Firenze, dal Cenacolo del Fuligno al Palazzo della Crocetta”; 16.30, Monica Salvini, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, e Sara Faralli, Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze – Arezzo: “Firenze Capitale e Gian Francesco Gamurrini: grandi opere e rinvenimenti archeologici, continuità tra passato e presente”. Modera: Giuseppe Sassatelli, istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici. 17, discussione generale.

Esclusivo. Con la prof.ssa Silvia Paltineri primo bilancio della campagna 2024 nel sito etrusco-preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro): tra le scoperte, una tavola di legno e dei vinaccioli che aprono nuovi scenari per le future ricerche

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Campagna di scavo 2024: l’area di scavo del sito etrusco-romano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) allagata (foto unipd)

La campagna di scavo 2024 nel sito etrusco-preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro), diretto da Silvia Paltineri del dipartimento di Beni culturali dell’Università di Padova, nell’ambito del progetto “San Basilio – Archeologia e Natura sul Delta del Po” si è chiuso da poche settimane. È tempo di un primo bilancio sui risultati raggiunti e sulle prospettive di questa ricerca che gode del sostegno economico di Cariparo. La professoressa Paltineri ne parla in esclusiva ad archeologiavocidalpassato.com.

CAMPAGNA 2024. “Quest’anno a San Basilio abbiamo scavato dal 29 aprile al 24 maggio e ci siamo concentrati in un’area che era quella nella quale l’anno scorso avevamo messo in luce completamente uno strato costituito principalmente da materiale edilizio frammentato, le cosiddette “mattonelle” o lastrine cotte, rotte e depositate intenzionalmente su una vasta superficie. Non potevamo scavare tutto, e quindi abbiamo deciso di concentrarci in un saggio di scavo limitato. Abbiamo scavato un’area di 3 metri per 8 e abbiamo incominciato a lavorare su questo strato, abbiamo asportato lo strato delle mattonelle e abbiamo messo in luce un deposito antropico (perché interessato da una frequentazione) con ceramica, resti ossei, resti botanici.

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San Basilio (Ariano nel Polesine): Battuto pavimentale in cocciopesto, con canalette basali per sostenere l’alzato in graticcio e buche di palo (foto unipd)

Lo scavo ha visto un progressivo approfondimento della stratigrafia in quest’area e abbiamo capito alcune cose. Per esempio, ristudiando le sezioni dello scavo – quindi proprio le pareti della nostra trincea – abbiamo capito che lo strato soprastante, cioè il primo che abbiamo tolto, quello delle mattonelle, era uno strato sicuramente ricavato da materiale di risulta che era stato depositato con la finalità di creare una superficie ben isolata, estesa, sulla quale successivamente riportare degli strati prevalentemente sabbiosi sui quali poi impostare l’ultima pavimentazione, in coccio pesto, che avevamo rinvenuto fin dalla campagna 2019.

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Sito etrusco-preromano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro): lo svuotamento della trincea di scavo allagata durante la campagna 2024 (foto unipd)

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Un’anforetta in ceramica depurata riaffiora nel sito etrusco-preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto unipd)

Al di sotto di questo strato di mattonelle, che quindi in un certo senso segna l’inizio di una fase seriore della frequentazione di san Basilio, ci siamo approfonditi su questo strato antropico che poi anche il prossimo anno continueremo a scavare e direi anche più in estensione, perché si tratta di un livello di frequentazione precedente, con materiale che copre un arco cronologico tra il VI e il V secolo sulla base dei rinvenimenti effettuati e che probabilmente è da riferire a un’area che presumiamo fosse all’aperto, perché non abbiamo evidenze di pavimentazioni.

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Sito etrusco-preromano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro): la tavola di legno posta verticalmente ed emersa svuotando dall’ acqua un settore della trincea completamente allagato (foto unipd)

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Sito etrusco-preromano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro): lo svuotamento della trincea di scavo allagata durante la campagna 2024 (foto unipd)

Ci sono poi altre novità significative da un’altra zona dello scavo, posta più a Ovest. Poiché quest’anno siamo stati perseguitati dalla risalita della falda e dai temporali, abbiamo avuto tutta una serie di disavventure con l’acqua. E nel continuare a svuotare la trincea dall’acqua – cosa che ha comportato anche l’acquisto di due pompe perché altrimenti non saremmo riusciti a lavorare serenamente – ci siamo resi conto che liberando dalla falda e dall’acqua dei temporali l’area Ovest della trincea di scavo emergeva, in corrispondenza della quota a cui altrove si trovano le famose mattonelle, una lunga tavola di legno posta di taglio, verticalmente. Probabilmente era un contenimento costituito da questa lunga tavola che è conservata per circa due metri e mezzo. L’abbiamo campionata. E poi sicuramente di un elemento strutturale di questo tipo faremo le datazioni.

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I vinaccioli ritrovati nel sito etrusco-preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto unipd)

CURIOSITÀ: I VINACCIOLI. Tra i materiali che abbiamo trovato nello scavo di quest’anno, direi che la maggior parte delle classi ci conferma il quadro degli anni precedenti. Quindi abbiamo trovato molta ceramica etrusco-padana, frammenti di bucchero, frammenti di ceramica zonata veneta, alcuni frammenti di ceramica attica a figure nere. Tra le curiosità, le novità più interessanti, che meriteranno un approfondimento, vi è il rinvenimento di vinaccioli che provengono proprio dallo strato antropico che sta sotto le mattonelle. Li abbiamo identificati, li abbiamo campionati, e la studiosa che collabora con noi per lo studio proprio dei resti botanici, poi farà tutta una serie di analisi che ci diranno di che tipo di vite si tratta, e questo poi aprirà il campo a tutta una serie di ipotesi di lettura sul consumo delle bevande, sulla produzione di determinate bevande, e più in generale sulle abitudini alimentari e non solo della società multietnica di San Basilio preromano.

IL FUTURO: LA RICERCA CONTINUA. Due parole sul futuro. Innanzitutto dobbiamo assolutamente allargare l’area di indagine e quindi mettere in luce gli strati antropici che stanno sotto le mattonelle n tutta l’area dello scavo. Quest’anno abbiamo fatto un saggio abbastanza grande, ma che non copriva tutta l’area nella quale appunto le mattonelle erano stese e quindi vogliamo vedere in estensione se quell’antropico che noi riteniamo riferibile alla frequentazione di un’area aperta è davvero esteso per una superficie molto ampia. E poi abbiamo già impostato un nuovo saggio di scavo proprio in corrispondenza di quella tavola lignea che siamo riusciti a vedere, a intercettare togliendo l’acqua di falda da un’area della trincea che era completamente allagata. Lì faremo un altro saggio di scavo che ci consentirà di mettere in relazione le evidenze che abbiamo scoperto e scavato tra il 2019 e oggi, e quello che probabilmente stava più a Ovest che potrà essere approfondito aprendo anche magari un’area nuova, forse già nel 2025, e si spera nel 2026, perché sicuramente l’insediamento aveva una continuazione. Doveva essere un insediamento abbastanza grande e quindi sarà importante aprire nuove aree e poi provare anche a fare un discorso di tipo urbanistico-funzionale.

Ariano nel Polesine (Ro). Nel giardino delle scuole Silvia Paltineri (università di Padova) nella seconda conferenza sulle scoperte della campagna di scavo 2024 a San Basilio

ariano-nel-polesine_san-basilio_conferenza-17-maggio_paltineri_locandinaPer il “Venerdì archeologico” nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze legate agli scavi archeologici di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). Venerdì 17 maggio 2024, alle 18.30, nel giardino delle scuole di Ariano nel Polesine seconda conferenza sugli sviluppi della campagna di scavo 2024 tenuta dalla professoressa Silvia Paltineri dell’università di Padova. In caso di maltempo l’incontro si tiene nella vicina sala della Cultura in via Matteotti 42. “Nell’incontro – anticipa Paltineri – presenterò un bilancio dei risultati delle due precedenti campagne e i primi risultati di quella attuale. Quest’anno abbiamo formulato una spiegazione convincente per la grande stesura di blocchetti fittili su tutta la superficie dello scavo”. Al termine della conferenza sarà offerto un’apericena per tutti i partecipanti. È consigliata la prenotazione allo 392.9259875.

Ariano nel Polesine (Ro). Con gli scavi archeologici a San Basilio riprende anche il “Progetto San Basilio. Alla riscoperta del passato”: si inizia con “Scavi aperti” al sabato, poi “Conferenze. Il venerdì archeologico” e “Laboratori didattici dagli etruschi ai romani”

ariano-nel-polesine_san-basilio_scavi-aperti_2024_sito-etrusco-unipd_locandinaA San Basilio di Ariano nel Polesine sono tornati gli archeologi per la campagna di ricerche 2024 (vedi Padova. Nella giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità” presentati i risultati e le anticipazione della stagione 2024 del progetto “Prima Europa. La protostoria nel Polesine” a Frattesina e Villamarzana, e del progetto “San Basilio”. Ecco le voci dei protagonisti | archeologiavocidalpassato), a cominciare dalla San Basilio preromana con il team dell’università di Padova coordinati da Silvia Paltineri (vedi Esclusivo. A pochi giorni dall’avvio della campagna 2024 al sito preromano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) l’archeologa Silvia Paltineri anticipa gli obiettivi delle nuove ricerche e fa il punto sulle scoperte fin qui acquisite nel centro del delta, primo grande approdo dei greci e luogo di incontro con Etruschi padani e Veneti tra VI e V sec. a.C. | archeologiavocidalpassato), e già tornano gli appuntamenti con un ricco programma di incontri con gli archeologi nei mesi di maggio e giugno. “Progetto San Basilio. Alla riscoperta del passato”: grazie al contributo della fondazione Cariparo, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, il museo Archeologico nazionale di Adria e il Comune di Ariano nel Polesine hanno dato vita a un progetto congiunto con le università di Padova e Venezia per la ripresa delle indagini archeologiche volte alla riscoperta del sito dell’antica San Basilio. Un luogo che fu in epoca antica importantissimo crocevia di genti e commerci trovandosi a breve distanza dal fiume Po e dal mare Adriatico.

ariano-nel-polesine_san-basilio_scavi-aperti_2024_locandinaSi comincia con “Scavi aperti”, la giornata dedicata al pubblico sullo scavo dell’antica San Basilio, realizzato in collaborazione tra il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia e il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Un programma di cinque incontri, al sabato mattina dalle 10 alle 12, aperti al pubblico pensati per mostrare e raccontare le diverse attività di scavo che interessano il sito archeologico. Il primo appuntamento è in programma sabato 4 maggio 2024: sarà possibile accedere allo scavo etrusco condotto dall’università di Padova. L’appuntamento è alle 9.45 in via San Basilio 12, località San Basilio, Ariano nel Polesine (Ro). E per unire l’utile al dilettevole, oltre alla visita sarà offerta una degustazione di degustazione di prodotti tipici del territorio. Per info e prenotazioni contattare la proloco di Ariano del Polesine: cel. 392.9259875, mail presidente.prolocoariano@gmail.com. Gli altri appuntamenti sono: 10 maggio 2024, scavo etrusco condotto dall’università di Padova; 1° giugno 2024, scavo romano dell’università di Padova, scavo etrusco dell’università Ca’ Foscari di Venezia; 8 giugno 2024, scavo romano dell’università di Padova; 22 giugno 2024, scavo etrusco dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

ariano-nel-polesine_san-basilio_conferenze-2024_locandina“Conferenze. Il venerdì archeologico”: si potranno ascoltare in prima persona i racconti dei protagonisti dalle 18.30 alle 20, al termine verrà offerto un’apericena organizzato in loco; è consigliata la prenotazione al 392.9259875. Si inizia il 10 maggio 2024 al centro turistico culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine con l’incontro con il prof. Jacopo Turchetto dell’università di Padova. Per le altre conferenze ci si sposta nel giardino delle scuole di Ariano nel Polesine (in caso di maltempo si va nella vicina sala Cultura in via Matteotti 42 ad Ariano nel Polesine): il 17 maggio 2024, incontro con la prof.ssa Silvia Paltineri dell’università di Padova; il 7 giugno 2024, incontro con la prof.ssa Caterina Previato dell’università di Padova; il 21 giugno 2024, incontro con la prof.ssa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

ariano-nel-polesine_san-basilio_laboratori-didattici-2024_locandina“Laboratori didattici dagli etruschi ai romani” per toccare con mano l’antica San Basilio. I laboratori didattici sono rivolti ai circoli didattici del territorio e prevedono sia un approccio diretto di manipolazione guidata con reperti originali si attività con riproduzioni di manufatti e contesti archeologici per sperimentare da vicino la storia del territorio.