Un libro al giorno. “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni con i risultati delle prime ricerche scientifiche sui resti ceramici quando l’insediamento milanese era probabilmente il principale oppidum dei Celti Insubri

Copertina del libro “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni
È uscito per i tipi di Sap Libri il libro “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni. Tra i setti radiali che sostenevano le strutture dell’arena di Milano si sono ritrovate porzioni di terreno che conservavano giaciture stratigrafiche precedenti (IV‐III secolo a.C.) alla costruzione del monumento romano. Le fondazioni di quest’ultimo non hanno infatti comportato lo sbancamento completo dell’area, ma solo lo scavo in corrispondenza delle trincee fondazionali, lasciando miracolosamente inalterate alcune “isole stratigrafiche” tra una trincea e l’altra, nei cosiddetti “interradiali”. I risultati degli scavi hanno dunque confermato una frequentazione antropica del sito risalente ad epoche più antiche. A partire dai ritrovamenti degli scavi della fine degli anni ’90 del secolo scorso, con le indagini condotte nel corso degli ultimi quattro anni (2019‐2023) si è avuta ampia riprova della frequentazione della zona nella seconda età del Ferro. Questo piccolo ma ricco volume presenta quindi i risultati delle prime ricerche scientifiche sui resti di contenitori ceramici del periodo in cui l’insediamento milanese era probabilmente il principale oppidum dei Celti Insubri. Grazie ad una paziente opera di ricomposizione bicchieri, vasi, olle, patere, mortai, ciotole, bacili e coperchi sono tornati in vita, con tutta la forza dei racconti che portano con sé: racconti di tecniche, di materiali, di mercati, di scambi commerciali, di usi, di stili, di decorazioni.
Este (Pd). Al museo nazionale Atestino per “1984-2024: a 40 anni dalla riapertura. Work in progress” Elisabetta Govi dell’università di Bologna presenta il libro “Aria di famiglia. Identità e società nel Veneto preromano” (Sap libri) di Fiorenza Bortolami dell’università Ca’ Foscari di Venezia

Per il ciclo di incontri “1984-2024: a 40 anni dalla riapertura. Work in progress” del museo nazionale Atestino in collaborazione con l’istituto nazionale di Studi etruschi ed italici – sezione Etruria padana e Italia settentrionale, Elisabetta Govi dell’università di Bologna presenta il libro “Aria di famiglia. Identità e società nel Veneto preromano” (Sap libri) di Fiorenza Bortolami dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Appuntamento al museo nazionale Atestino di Este (Pd) venerdì 7 giugno 2024, alle 17.30. Ingresso libero.

Copertina del libro “Aria di famiglia. Identità e società nel Veneto preromano” (Sap libri) di Fiorenza Bortolami
Aria di famiglia. Come si è modificata la struttura sociale dei Veneti antichi durante l’età del Ferro? Questo volume esamina la forma dei gruppi familiari attraverso un’analisi approfondita della documentazione funeraria di quattro siti: Padova, Este, Altino e Oderzo. Mette in luce lo sviluppo nel corso dei secoli ed evidenzia le differenze tra i diversi comparti della regione. La ricerca si articola attraverso l’esame di tumuli e nuclei di sepolture selezionati, caratterizzati da una notevole continuità d’uso nel tempo e composti da soggetti diversi per genere ed età. Queste caratteristiche suggeriscono legami interpersonali che, in vita, coinvolgevano le persone, enfatizzati da pratiche peculiari come le deposizioni plurime e la riapertura delle tombe per il ricongiungimento dei defunti. L’analisi stratigrafica e planimetrica delle sepolture, insieme alle similitudini nei corredi e ai dati osteologici, rivelano l’adozione di costumi funerari condivisi all’interno delle stesse famiglie. Questi elementi costituiscono la chiave di lettura per approfondire le relazioni ereditarie ed affettive tra gli individui, contribuendo a ricostruire l’articolazione dei gruppi di parentela e a delineare l’evoluzione delle comunità venetiche nel I millennio a.C.
Verona. A due anni dalla sua inaugurazione il museo Archeologico nazionale presenta la Guida breve alla sezione di Preistoria e Protostoria (SAP libri), e rinnova il sito web. La presentazione della direttrice Giovanna Falezza

Giovanna Falezza, direttrice del museo Archeologico nazionale di Verona, davanti a una vetrina della sezione dell’Età del Ferro (foto graziano tavan)

Il prof. Umberto Tecchiati (università di Milano) con la direttrice Giovanna Falezza al museo Archeologico nazionale di Verona (foto graziano tavan)
In occasione dell’incontro con il prof. Umberto Tecchiati (università di Milano) su “Ricerca archeologica e valorizzazione” al museo Archeologico nazionale di Verona è stata presentata la guida breve sulla sezione di Preistoria e Protostoria allestita all’ultimo piano del museo nell’ex caserma asburgica di San Tomaso, a pochi passi dall’Adige e dal cuore della città scaligera. E insieme alla guida anche il nuovo sito web del museo. La pubblicazione arriva a neppure due anni da quella “storica” apertura dell’Archeologico, la prima istituzione statale in città, dopo un iter andato avanti almeno vent’anni: il 17 febbraio 2022, infatti, è stata inaugurata la prima parte dell’allestimento dedicato “Agli albori della creatività umana” (vedi Verona. Il museo Archeologico nazionale è una realtà: le due protagoniste – l’ex direttrice Federica Gonzato e la nuova Giovanna Falezza – ci introducono alla nuova istituzione culturale, con un breve excursus sulla storia della sede e sull’allestimento. Apertura completa entro il 2025 | archeologiavocidalpassato), seguita, pochi mesi dopo, il 26 ottobre, con la seconda parte “Entrando nella storia. L’Età del Ferro nel Veronese” (vedi Verona. Al museo Archeologico nazionale apre la sezione dell’Età del Ferro che completa il percorso espositivo della Preistoria e Protostoria: tra le star in mostra i “Cavalli delle Franchine” di Oppeano e la tomba del “principe bambino” dalla necropoli celtica di Lazisetta a Santa Maria di Zevio | archeologiavocidalpassato). A illustrare per i lettori di archeologiavocidalpassato la guida breve, edita da Sap, è la direttrice del museo, Giovanna Falezza.

Copertina del libro “Museo Archeologico nazionale di Verona. Sezione di Preistoria e Protostoria. Guida breve” (foto graziano tavan)
La guida breve. “Oggi presentiamo la guida breve della sezione di Preistoria e Protostoria del museo Archeologico nazionale di Verona”, spiega Giovanna Falezza. “È il frutto del lavoro degli ultimi mesi ma è anche un atto dovuto per i visitatori perché è stata pensata proprio come uno strumento agile – è un libricino che si tiene facilmente in mano – e che ha lo scopo proprio di accompagnare il visitatore lungo le sale ed è stata impostata proprio come una passeggiata, una guida cartacea che spiega vetrina per vetrina e racconta la storia che c’è dietro gli oggetti esposti. Abbiamo lavorato perché il linguaggio sia il più possibile accessibile, semplice, comprensibile, perché l’obiettivo nostro è di dare modo a tutti quelli che vengono in museo di poter fruire appieno quello che vede in vetrina, che vede nelle sale. Quindi l’impostazione è molto semplice, segue proprio il percorso lungo le sale, spiega le scelte espositive che sono state fatte – come i colori, perché sono messi in quel modo -, l’esposizione, le vetrine, il contenuto e anche le storie che son dietro gli oggetti, i contesti, gli scavi – quando sono stati fatti. Cerca di dare una cornice, di far parlare ancora di più l’oggetto che viene mostrato al visitatore. Il tutto corredato da foto. Abbiamo fatto una campagna fotografica apposita per fare in modo – una cosa che ritenevamo importante – che poi il visitatore insieme alla guida e tutta la storia che viene raccontata degli oggetti portasse a casa anche qualcosa di bello. Le foto si possono fare liberamente nelle sale, ma queste foto fatte dal nostro collaboratore Francesco Anti, che devo ringraziare perché ci ha dedicato tantissime ore di lavoro, sono foto di altissima qualità e consentono anche di rendere bene ingranditi la bellezza, le particolarità tecniche degli oggetti. Ecco quindi uno strumento molto semplice, agile, che speriamo possa piacere – anzi ne siamo sicuri. In realtà – conclude – devo dire anche che era tempo che i visitatori ci chiedevano una guida per portarsi a casa anche un ricordo di questo bel museo. Quindi questo è un primo passo dovuto. Speriamo sia soddisfacente”.

L’home page del nuovo sito web del museo Archeologico nazionale di Verona
Nuovo sito web. La direttrice Giovanna Falezza: “Presentiamo anche un’altra piccola cosa che siamo riusciti a fare, che sembra banale ma è importante sempre in ordine alla sempre maggiore valorizzazione e conoscenza di questo museo: siamo cioè riusciti a creare il nostro sito internet dedicato, nuovo, anche questo organizzato nella maniera più semplice, funzionale e chiara, costantemente aggiornato. Quindi tutti possono trovare tutte le notizie non solo sui biglietti, l’apertura, ma anche su tutte le attività che facciamo – devo dire sono molte – e in questo modo uno molto facilmente riesce a recuperare tutte le informazioni per la visita”.
Cividate Camuno (Bs). Al museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, nell’apertura serale, presentazione del libro e del progetto “Intorno a Minerva. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità” (Sap libri)
Venerdì 1° settembre 2023, il museo Archeologico nazionale della Valle Camonica di Cividate Camuno (Bs) sarà aperto dalle 19 alle 23. In occasione di questa apertura straordinaria del Museo alle 20.30 si terrà l’evento “Intorno a Minerva. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità” (Sap libri). La presentazione del libro e del progetto saranno a cura di Carlo Cominelli (Coop. Soc. K. Pax Breno) e di Serena Solano (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia).

Copertina del libro (e progetto) “Intorno a Minerva” (Sap libri)
Il libro “Intorno a Minerva”, disponibile in open access sul sito www.saplibri.it, raccoglie i contributi del convegno “Intorno a Minerva. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità” tenutosi a Breno (BS) il 16 ottobre 2021 per celebrare la ricorrenza dei 35 anni della scoperta del santuario di Minerva svoltosi in coincidenza con i 10 anni della firma ufficiale del progetto pubblico e locale di micro accoglienza diffusa per i profughi dell’Emergenza Nord Africa in Valle Camonica. Al di là della contingenza cronologica delle due ricorrenze, diversi sono i fattori che hanno ispirato una particolare esperienza di collaborazione fra enti apparentemente molto distanti: da una parte la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia che si occupa della tutela del patrimonio culturale e archeologico nel territorio, dall’altra la Cooperativa Sociale K-Pax con il suo ruolo di gestore del Sistema di Accoglienza e Integrazione per il Comune di Breno in collaborazione con altre municipalità della Valle Camonica. Sul territorio di Breno è dal 2007 aperto al pubblico il parco archeologico del Santuario di Minerva in località Spinera. Un bene di straordinaria rilevanza archeologica, collocato in un suggestivo e unico contesto paesaggistico. Non solo una propaggine della Civitas Camunnorum più a Valle, ma anche un luogo dove si coglie in maniera esemplare il contatto tra la cultura camuna e quella romana durante le fasi di romanizzazione delle terre alpine. Sotto il segno della splendida statua di Minerva, fortuitamente scoperta 35 anni fa, si sviluppa una narrazione di grande importanza sull’incontro tra culture in antico. Culture diverse che si incontrano, dialogano, forse confliggono ed infine proseguono nel tempo la loro storia avvicinandosi sempre di più. Un moto dal respiro storico e dalle tempistiche doverosamente distribuite negli anni e nei secoli. Un percorso che a questo punto entra nel vivo nei temi della contemporaneità: nel Comune di Breno la Cooperativa Sociale K-Pax che cerca strumenti nel mondo di oggi per promuovere l’incontro tra culture diverse, capirne i tempi, i ruoli degli attori impegnati, i rischi e le opportunità. Incontro di culture, che in questa sede viene focalizzato in un suo particolare aspetto: il contatto.






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