Roma. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali la mostra “1350. Il Giubileo senza papa”: viaggio nella Roma del Medioevo tra storia, arte e devozione, a cura di Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Massimiliano Munzi e Simone Pastor. In mostra sessanta opere, tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali

La mostra “1350. Il Giubileo senza papa” ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali a Roma (foto roma capitale)
Il primo Giubileo della storia è quello indetto da papa Bonifacio VIII nel 1300. Ma cinquant’anni dopo, nel 1350, la situazione della Città eterna è ben diversa. Il Papa è ad Avignone. Ma Clemente VI concesse comunque “il perdono generale”. In chiusura del Giubileo 2025, dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali a Roma ospitano la mostra “1350. Il Giubileo senza papa”: un viaggio all’origine della tradizione giubilare attraverso gli eventi legati al secondo Anno Santo della storia, segnato dall’assenza del papa da Roma. La mostra è curata da Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Massimiliano Munzi e Simone Pastor, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. In esposizione circa sessanta opere, tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali e rare testimonianze di valore storico e documentario. Alcune di queste opere, inedite, saranno presentate al pubblico per la prima volta. Il progetto espositivo si avvale di prestiti d’eccezione da istituzioni nazionali e internazionali e di opere delle collezioni capitoline.

La mostra “1350. Il Giubileo senza papa” ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali a Roma (foto roma capitale)
Allestito negli ambienti della Grande Aula al piano terra, il percorso si articola in otto sezioni tematiche che offrono uno sguardo a tutto campo sulla storia del Giubileo del 1350: dal primo Anno Santo del 1300 al ritorno del papa nell’Urbe nel 1377, passando per la Peste Nera e il terremoto del 1349, con un focus su Cola di Rienzo e Francesco Petrarca, appassionati cultori dell’antica magnificenza di Roma e sostenitori del ritorno del papa in città. La mostra racconta uno spaccato di Roma nel Trecento, intrecciando storia, arte, politica e fede.

Dettaglio dell’affresco di Giotto in San Giovanni in Laterano a Roma con papa Bonifacio VIII che indice il Giubileo del 1300 (foto graziano tavan)
Introduce il percorso la sezione dedicata alla figura di Bonifacio VIII Caetani, il papa che indisse il primo Giubileo nel 1300. Alla sua famiglia apparteneva il Castello delle Milizie con l’altissima Torre costruito nel XII-XIII secolo inglobando i Mercati di Traiano. Lo stemma di Bonifacio VIII figura sulle misure per l’olio e il vino, che il Comune di Roma, già istituito nel 1143, utilizzava per garantire il regolare funzionamento degli scambi e dei commerci. Tra le rare testimonianze dei simboli di Roma nel Medioevo, la pianta di Roma a forma di leone contenuta nel Liber Ystoriarum Romanorum, codice di fine Duecento-inizi Trecento di cui in mostra è presente una riproduzione. La notizia che a Roma si sarebbe svolto il “perdono generale” ebbe un’eco tale da richiamare un grande afflusso di pellegrini da ogni parte del mondo cristiano, come attestato dall’epigrafe commemorativa da Roccalanzona, nel parmense, rara testimonianza diretta del primo Giubileo.
Il periodo successivo alla morte di Bonifacio VIII apre la cosiddetta “Cattività Avignonese” (1309-1377), durante la quale sette pontefici, tutti francesi, risiedettero presso lo splendido Palais des Papes di Avignone, di cui è in esposizione un modellino in legno. Quello intercorso tra i due Giubilei non fu solo un periodo di tensioni e depressione economica ma fu anche una fase di fiorente produzione artistica. Ne è un esempio il grande affresco con la Santissima Trinità, della metà del Trecento, proveniente dalla chiesa di San Salvatore delle Tre Immagini nel rione Monti e ora conservato al Museo di Roma, una rara antichissima testimonianza di questa iconografia, nata a seguito dell’istituzione della festività della SS. Trinità, promossa da papa Giovanni XXII nel 1334.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: calco frontale della Lastra dell’Aracoeli raffigurante la “Visione di Augusto” (foto roma capitale)
Il nucleo tematico della mostra affronta gli anni che seguono all’elezione di Clemente VI, presso il quale, nello stesso anno, il Comune inviò un’ambasceria per chiedergli di tornare a Roma e anticipare il secondo Giubileo al 1350. Il papa non avrebbe riportato la Curia a Roma ma concesse il Giubileo, stabilendo che avrebbe avuto luogo ogni cinquant’anni anziché cento. In mostra è esposto un frammento dell’epigrafe della statua dedicata a Clemente VI per l’occasione, dal complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia, unica parte che resta della scultura oggi perduta. Nella preparazione e gestione di questo evento di straordinaria portata religiosa e sociale emerge il ruolo svolto da tutta la città di Roma, dalla piccola e grande nobiltà al popolo, dalle istituzioni ecclesiastiche all’autorità comunale: insieme riuscirono a organizzare un’accoglienza molto efficiente per i pellegrini, come documenta la presenza, all’epoca, di quasi trenta ospedali. In mostra è possibile osservare un calco dell’epigrafe di fondazione dell’ospedale di San Giacomo in Augusta, costruito per volontà del cardinal Pietro Colonna nel 1339, dal museo Storico dell’Arte Sanitaria di Roma.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: statua di San Michele arcangelo (foto azienda ospedaliera san giovanni – addolorata)
Gli anni che precedettero il secondo Giubileo furono funestati da eventi tragici. Nell’estate del 1348 dilagò a Roma la Peste Nera. In mostra è esposta la statua in marmo dell’Arcangelo Michele, invocato contro la peste, raffigurato con le ali spiegate nell’atto di uccidere il drago, prestito eccezionale dall’antico Ospedale di San Giovanni in Laterano. L’anno successivo, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1349, la città fu colpita da un violento terremoto che causò crolli e danni a numerosi edifici, comprese la Torre delle Milizie e la Torre dei Conti, che persero le loro sommità.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: Cola di Rienzo che spiega le antiche epigrafi ai Romani in un disegno di Palagio Pelagi (foto Galleria Carlo Virgilio di Roma)
Contemporaneamente alla delegazione del Comune ad Avignone ne partì un’altra, promossa dal Governo popolare della città e capeggiata dal carismatico e controverso portavoce della fazione popolare, Cola di Rienzo, destinato a diventare presto il protagonista della scena politica romana. La sua figura è rappresentata in mostra da opere del XIX secolo, che raccontano episodi, tratti principalmente da quello straordinario testo che è la Cronica dell’Anonimo Romano: Cola di Rienzo che arringa il popolo romano nel grande dipinto di Carlo Felice Biscarra dai Musei Reali di Torino e Frate Acuto che annuncia a Cola di Rienzo la resa di Francesco dei Prefetti di Vico, un bassorilievo in gesso di Ettore Ferrari dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, o ancora Cola di Rienzo che spiega le antiche epigrafi ai Romani in un disegno di Palagio Pelagi dalla Galleria Carlo Virgilio di Roma. In mostra sono inoltre esposte due monete dagli scavi del Mausoleo di Augusto battute dal Senato nella prima metà del Trecento e due denari emessi nei mesi del suo Tribunato, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: busto di Petrarca e Globo in bronzo dorato che coronava l’obelisco Vaticano (foto roma capitale)
Roma vista e sognata, con il suo glorioso passato imperiale, è al centro della sezione dedicata ai Mirabilia, che presenta alcune leggende riportate negli scritti di Petrarca e nelle colte descrizioni elaborate a partire dal XII secolo: quella legata al Globo in bronzo dorato che coronava l’obelisco Vaticano, ritenuto essere l’urna delle ceneri di Giulio Cesare, e quella connessa alla Lastra dell’Aracoeli, di cui in mostra è presente il calco frontale, raffigurante la “Visione di Augusto”, davanti alla quale Cola di Rienzo si inchinò per deporre le insegne tribunizie dopo la vittoria sui Colonna del 1347.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: statua raffigurante il ritorno del pellegrino accolto dall’abbraccio della moglie, dal Musée Lorrain di Nancy (foto roma capitale)
Veri protagonisti del Giubileo, i pellegrini sostenevano lunghi viaggi per visitare Roma. Con il loro tipico abbigliamento – un corto mantello, il bordone e la bisaccia, come rappresentato su una placchetta in bronzo dorato dal museo nazionale del Bargello, o nella statua raffigurante il ritorno del pellegrino accolto dall’abbraccio della moglie, dal Musée Lorrain di Nancy –, portavano con sé le insegne di pellegrinaggio, acquisite presso i santuari e i luoghi sacri per attestare il pellegrinaggio: avevano questa funzione le due insegne in piombo da Chioggia, raffiguranti i santi Pietro e Paolo, e quelle dai Fori Imperiali, con san Nicola e san Michele.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: statua di Santa Veronica dal Musée des Beaux-Arts di Digione (foto roma capitale)
Un eccezionale tesoro di reliquie è custodito nelle chiese di Roma. La più preziosa, autentico simbolo del Giubileo del 1350 e il cui culto era già esploso nel Duecento, è la Veronica, “vera icona” di Cristo conservata in San Pietro in Vaticano. La Veronica è rievocata su un ducato in oro emesso dal Senatus romano a metà del Trecento, in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e tra gli oggetti di più alto valore documentario presenti in mostra, oltre che nella statua di Santa Veronica, databile allo stesso periodo, dal Musée des Beaux-Arts di Digione. A questi anni risalgono anche i primi dibattiti sulla Sacra Sindone: la più antica menzione è contenuta nei Problemata di Nicola d’Oresme, vescovo di Lisieux tra il 1377 e il 1382, di cui in mostra è presente un raro codice quattrocentesco dalla Biblioteca nazionale di Napoli.
Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: bozzetto raffiguranti la decorazione pittorica del catino absidale. Santa Caterina da Siena accoglie il papa Gregorio XI di Laurent Pecheux (1769) (foto venerabile arciconfraternita di santa caterina da siena a roma)
Protagonisti dell’ultima sezione, dedicata al ritorno del Papa e della Curia a Roma nel 1377, sono papa Gregorio XI e santa Caterina da Siena. La santa accompagna il pontefice nel rientro in città in una stampa di metà Ottocento dal Museo di Roma e nei modellini settecenteschi per la decorazione dell’abside della chiesa di Santa Caterina da Siena a via Giulia, conservati presso la Venerabile Arciconfraternita di Santa Caterina da Siena. Alla santa senese è dedicata anche la chiesa di Santa Caterina a Magnanapoli, costruita nel XVI secolo nell’area dei Mercati di Traiano, che dopo il castello delle Milizie accolsero un convento di suore domenicane. A testimonianza di questa ultima fase del monumento che ospita oggi la mostra, è un acquerello di Ettore Roesler Franz dal Museo di Roma in Trastevere. Si riferisce a eventi disastrosi che interessarono Roma in quegli anni, ma anche alla sua capacità di reazione, un’epigrafe in tre frammenti, recante il nome del cittadino che offrì una donazione in denaro per la ricostruzione di due colonne dopo il disastroso incendio che colpì la basilica di San Giovanni in Laterano nel 1361: una testimonianza di grande valore scientifico, ritenuta dispersa fino a oggi, identificata nei depositi capitolini in occasione della mostra e per la prima volta presentata al pubblico contemporaneo.

Mostra “1350. Il giubileo senza papa”: la lastra della tomba di papa Clemente VI (foto roma capitale)
Sullo sfondo dello scisma tra il papato romano e i filoavignonesi, crisi che si sarebbe ricomposta solo nel 1417, la mostra si conclude con la figura di una giovane nobildonna romana, Jacopa dei Prefetti di Vico, prelevata dal convento e data in sposa al fratello di papa Bonifacio IX, Andrea Tomacelli, molto più grande di lei. In mostra è possibile ammirare da vicino il sarcofago usato per la sepoltura della giovane, oggi conservato ai Musei Capitolini. Salito al soglio pontificio nel 1389, Bonifacio IX restaurò l’autorità papale finendo con il sopprimere l’autonomia comunale conquistata nel corso del XIV secolo, sia nei confronti delle ingerenze baronali sia di quelle della Chiesa: finisce così, a Roma, l’epoca del Comune medievale.
Roma. I lavori per la Metro C in piazza Venezia rivelano una stratigrafia che consente di indagare la topografia del centro di Roma dall’età repubblicana al Novecento. La soprintendente Daniela Porro: “Ancora una volta la costruzione di una stazione della metropolitana ci fa riscoprire il passato della nostra città”
Ancora una volta l’opera della Metro C diventa un cantiere di archeologia: piazza Venezia restituisce un palinsesto complesso che consente di indagare la topografia del centro di Roma; una straordinaria stratigrafia che tramanda edifici risalenti al periodo tardo repubblicano, residenze di età imperiale, strutture medievali e quello che resta dei palazzi moderni abbattuti tra Ottocento e Novecento. L’intervento condotto sotto la direzione scientifica della soprintendenza speciale di Roma procede in piena sinergia con Metro C e Roma Metropolitane senza ritardi rispetto ai tempi previsti. I rinvenimenti di questa estate 2025 sono ancora oggetto di indagine e di studio da parte degli archeologi coordinati dalla responsabile scientifica dello scavo Marta Baumgartner.
“Ancora una volta la costruzione di una stazione della metropolitana ci fa riscoprire il passato della nostra città”, spiega Daniela Porro, soprintendente speciale. “È nel sontuoso palinsesto di varie epoche che torna sotto i nostri occhi e dovrà essere valorizzato al meglio nella futura stazione che risiede il grande fascino di questo scavo, che la Soprintendenza sta conducendo all’interno dei lavori per la realizzazione della Linea C, commissionati da Roma Metropolitane, per conto di Roma Capitale e realizzati dalla società Metro C, guidata da Webuild e Vianini Lavori”.
Roma. All’area archeologica del Circo Massimo torna “Il cosmo al Circo Massimo”: in un affascinante viaggio virtuale tra stelle, storia e mito
Sabato 12 e domenica 13 luglio 2025, “Il cosmo al Circo Massimo”: l’area archeologica del Circo Massimo torna a fare da cornice a due serate speciali curate dagli astronomi del Planetario di Roma, che accompagnano il pubblico in un affascinante viaggio virtuale tra stelle, storia e mito. La partecipazione alle due serate, con biglietto d’ingresso all’area archeologica, avviene da viale Aventino. Si assiste agli spettacoli seduti sul prato. Ingresso a partire dalle 21.30. Inizio spettacoli alle 21.45; durata circa 1 ora e 30 minuti. Biglietto: intero 7 euro, ridotto 4 euro. Per i residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): intero 4 euro, ridotto 3 euro. L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC card, con prenotazione consigliata al contact center 060608 (attivo tutti i giorni 9-19). L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, è a cura degli astronomi del Planetario di Roma, con
l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
Nella serata di sabato 12 luglio 2025 il pubblico è coinvolto in un viaggio virtuale di osservazione del cielo stellato, accompagnato dal racconto a più voci degli astronomi del Planetario di Roma, Gabriele Catanzaro, Gianluca Masi, Stefano Giovanardi e Luca Nardi. L’esperienza è arricchita e resa più vivida dalle stupende immagini catturate dal Virtual Telescope e da un telescopio allestito in loco, proiettate su due megaschermi.Durante la serata, si ha modo di comprendere quanto l’inquinamento luminoso delle città limiti il nostro sguardo verso l’universo, ma anche di apprezzare quanto è ancora possibile ammirare. Guardando infine al passato e alla storia di Roma e dei suoi monumenti, si scopre come, fin dai tempi antichi, l’essere umano abbia sempre rivolto lo sguardo al cielo per sognare, studiare e comprendere i meccanismi di ciò che lo circonda.
Nella serata di domenica 13 luglio 2025, dedicata alle famiglie e ai più piccoli, è previsto uno spettacolo di marionette astronomiche e l’utilizzo di un telescopio digitale, che permette di ripercorrere l’affascinante storia della vita delle stelle attraverso l’osservazione del cielo profondo di una notte d’estate. Gli spettatori possono godersi lo spettacolo condotto dal vivo da Gabriele Catanzaro, proiettato in contemporanea su un maxischermo e sull’esterno della Torre della Moletta.
Roma. “Viaggi nel passato”: apertura serale della Villa di Massenzio sulla via Appia antica con tre postazioni didattiche
Sabato 28 giugno 2025 apertura serale della Villa di Massenzio, nel parco archeologico dell’Appia antica, dalle 19 alle 21.30 (ultimo ingresso alle 21.30 con chiusura alle 22]. “Viaggi nel passato”: a partire dal tramonto, quando la Villa di Massenzio è catturata dall’illuminazione artistica, tre postazioni didattiche, dislocate nei punti chiave del complesso monumentale, raccontano in Italiano e in inglese, la vita della grande villa Imperiale. Tra il secondo e il terzo miglio della via Appia antica si estende una delle aree archeologiche più belle della campagna romana, la villa dell’imperatore Massenzio, lo sfortunato avversario di Costantino il Grande nella battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. Il complesso archeologico, è costituito da tre edifici principali: il palazzo, un circo e un mausoleo dinastico. Il monumento più noto del complesso è il circo per le corse dei carri, molto bel conservato. Il mausoleo dinastico, allineato lungo la via Appia, era un edificio a pianta circolare, chiuso all’interno di un quadriportico. Si può visitare la camera sepolcrale, nella quale fu sepolto il figlio di Massenzio, Romolo Augusto, morto prematuramente.
Roma piange la morte di Papa Francesco. Annullata per rispetto LA FESTA DI ROMA e tutti gli eventi di Roma Capitale
Roma Capitale piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco e si unisce al lutto della Chiesa universale e del mondo intero. “Roma, l’Italia e il mondo piangono un uomo straordinario, un pastore umile e coraggioso che ha saputo parlare al cuore di tutti. Papa Francesco ha segnato un’epoca con il suo esempio di semplicità, il suo infaticabile impegno per la pace, la vicinanza e l’amore per gli ultimi, la cura per il creato. Il suo magistero e il suo esempio resteranno vivi per sempre”, ha scritto il sindaco, Roberto Gualtieri. “Ci stringiamo con affetto alla Chiesa e a tutti coloro che hanno trovato in lui una guida e un punto di riferimento. Roma, la città che ha amato profondamente e in cui è stato “Vescovo tra la gente”, lo ricorderà sempre con immensa gratitudine e con un affetto sincero. Nel nostro cuore resterà la sua voce, il sorriso paziente, la forza quieta delle sue parole. A chi resta, il compito di custodirne l’eredità più preziosa: uno sguardo sul mondo fatto di misericordia, ascolto e tenerezza”. In segno di rispetto e di lutto per la scomparsa del Santo Padre tutti gli eventi pubblici di Roma Capitale previsti per oggi e domani sono annullati. E quindi anche LA FESTA DI ROMA (vedi LA FESTA DI ROMA 2025: nel giorno del suo 2778° compleanno Roma Capitale celebra l’anniversario della fondazione dell’Urbe con spettacoli, concerti, lezioni, performance, attività per bambine e i bambini, apertura musei, visite guidate. Ecco il ricco programma | archeologiavocidalpassato)
LA FESTA DI ROMA 2025: nel giorno del suo 2778° compleanno Roma Capitale celebra l’anniversario della fondazione dell’Urbe con spettacoli, concerti, lezioni, performance, attività per bambine e i bambini, apertura musei, visite guidate. Ecco il ricco programma
È una festa per tutte le cittadine e i cittadini romani quella che si appresta a vivere la Città di Roma nel giorno del suo 2778° compleanno. Lunedì 21 aprile 2025, Roma Capitale celebra l’anniversario della fondazione dell’Urbe con LA FESTA DI ROMA, un grande rito celebrativo che invita le visitatrici e i visitatori a raggiungere uno dei luoghi simbolo della Città, il Colle Capitolino, per una giornata all’insegna del divertimento e dell’approfondimento. La vasta area del Campidoglio si trasforma, per un giorno, in un grande palcoscenico diffuso e a cielo aperto dove prende vita, dalle 15 alle 22, un’ampia programmazione gratuita di attività culturali e di intrattenimento di ogni tipo: dai concerti alle performance di danza, dagli happening poetici e teatrali alle lezioni sulla storia di Roma, dall’arte di strada alle attività ricreative per bambine e bambini. Senza dimenticare l’apertura straordinaria dei Musei Civici di Roma Capitale (con bigliettazione ordinaria) e l’aggiunta eccezionale della gratuità per i Musei Capitolini riservata alle residenti e ai residenti a Roma e nella Città metropolitana. Un’offerta molto articolata che saprà affiancare l’omaggio doveroso alla millenaria storia della Città agli altrettanto necessari momenti di svago offerti dalle tante realtà artistiche e intellettuali del nostro territorio. LA FESTA DI ROMA è un evento promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Programma a cura di Davide Dose per Spaghetti Art.
Momento culminante dell’intera giornata sarà il concerto serale de IL MURO DEL CANTO, l’iconica folk-rock band dal sangue romano che, alle 20.45 in piazza del Campidoglio, porterà la sua potente miscela di tradizione e modernità, con la voce graffiante di Daniele Coccia Paifelman accompagnata dai ritmi travolgenti del gruppo e dalla presenza di ospiti speciali. Sarà un’immersione nelle radici profonde della musica popolare romana, reinterpretata con un sound contemporaneo e coinvolgente dalla band che farà ballare ed emozionare il pubblico con l’esecuzione di alcuni dei brani più amati come L’amore mio non more, Figli come noi o Ciao core. Le loro potenti note daranno la degna conclusione a una festa iniziata nel primo pomeriggio e proseguita per il resto della giornata. Sette ore dense di avvenimenti da scoprire e ricercare lungo l’asse viario del colle e nei tanti spazi che lo compongono, tutti profondamente legati alle storie e alle mitologie antiche: dalla Rupe Tarpea fino al Belvedere di piazzale Caffarelli, dai giardini di Sisto IV fino alla stessa Piazza del Campidoglio, dove affacciano i Musei Capitolini e il Palazzo Senatorio, sede dell’Amministrazione Capitolina che aprirà eccezionalmente le sue porte permettendo di visitare l’Aula Giulio Cesare attraverso visite guidate gratuite della durata di 30’. L’appuntamento per i visitatori è all’ingresso Sisto IV, in prossimità della colonna con la scultura della Lupa, alle 15, 15.45, 16.30, 17.15, 18 e 18.45 (prenotazione obbligatoria allo 060608).
Non lontano dalle bellezze del museo pubblico più antico del mondo sorge la Sala della Protomoteca, altro spazio aperto al pubblico e deputato a ospitare la parte di programmazione prettamente dedicata all’approfondimento delle vicende dell’antica Roma. ROMA ETERNA. LEZIONI PUBBLICHE SULLA NASCITA DELLA CITTÀ DI ROMA – questo il titolo del segmento – vedrà la partecipazione di eminenti accademici che si alterneranno, dalle 16 alle 19, per declinare alcune tematiche specifiche sulla storia di Roma: alle 16, Paolo Carafa (Sapienza Università di Roma) si dedicherà ad approfondire le questioni legate alla fondazione con la lezione “Quando è nata Roma”; a seguire, alle 17, grazie a Claudio Cerreti (Società Geografica Italiana) e al suo intervento “Le geografie della nascita di Roma” si tenterà di definire il contesto topografico e il quadro regionale alla base della scelta localizzativa precedente alla fondazione; alle 18, invece, Domenico Palombi (Sapienza Università di Roma) passerà in rassegna le diverse versioni delle storie narrate intorno alla morte cruenta e alla misteriosa scomparsa di Romolo nella lezione “Che fine ha fatto il fondatore? Note intorno alla scomparsa di Romolo”. In chiusura, alle 19, un salto temporale ci porterà molto avanti nel tempo con la lezione di Umberto Longo (Sapienza Università di Roma) dal titolo “La Roma medievale e il suo fiume”. Per tutte le lezioni sarà presente il servizio di traduzione in Lingua dei segni italiana-LIS del Dipartimento Politiche Sociali e Salute svolto dalla Cooperativa Segni di Integrazione Lazio.
Dall’antico al contemporaneo, con uno sguardo alla Roma del futuro. Lasciandosi alle spalle la Sala della Protomoteca e percorrendo la lunga scalinata del Vignola che conduce in piazza del Campidoglio, il pubblico avrà l’occasione di proiettarsi in una Roma avveniristica ammirando le opere di ROMA 2.0, il progetto artistico a cura di ROMA ID che vuole re-immaginare l’identità visiva della città attraverso lo stile di 10 designer, illustratori e artisti. Un’ambiziosa idea che intende rafforzare il legame delle persone con i propri luoghi di appartenenza attraverso il linguaggio dell’arte. Rapporto tra arte e città che è anche al centro di uno dei luoghi di sosta che i visitatori potranno incontrare sul Colle durante la giornata. Risalendo da via Monte Tarpeo, infatti, alla sommità del rettilineo e in corrispondenza della prima curva, nell’arco dell’intero pomeriggio, il pubblico potrà assistere alla creazione di ROMA DIPINTA, un’opera dedicata alla Città, realizzata dal vivo dalle artiste Emanuela Sandu e Costanza Lettieri.
Uno degli angoli più affascinanti del Colle Capitolino è sicuramente il belvedere di piazzale Caffarelli, spazio verde che avrà il piacere di ospitare LI MEJO FIJI DE ROMA, una programmazione di spettacoli dedicati ad alcune delle più significative personalità della storia romana: Belli, Petrolini, Trilussa, Gabriella Ferri. Ad inaugurare il pomeriggio, alle 15, sarà Adriano Bono chiamato a interpretare I sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli. Dopo di lui, alle 16.00, Enoch Marrella, con l’accompagnamento musicale di Paolo Panfilo, sarà in scena con il suo Petrolini infinito, tributo al grande mimo italiano e giocoliere della parola Ettore Petrolini. Alle 17, Ariele Vincenti e Manfredi Rutelli porteranno in scena La Tovaglia di Trilussa, una rilettura emozionale e coinvolgente delle opere del grande poeta romano Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa, arricchita dalle musiche dal vivo del Maestro Pino Cangialosi e con la supervisione registica di Nicola Pistoia. Alle 18, salto nell’antica Roma con Matteo Fasanelli e Enrico Ottaviano che racconteranno le vicende degli Imperatori Giulio Cesare, Augusto, Nerone e Traiano; mentre alle 19, Giulia Ananìa sarà la protagonista dello spettacolo Da l’amore è un accollo a…Bella, Gabriella!, che ripercorre i momenti più significativi di un’icona della cultura romana e romanesca: Gabriella Ferri.
Da un giardino all’altro. Poco distante dal belvedere Caffarelli si trova il giardino di Villa Caffarelli, con la riproduzione della statua colossale di Costantino, che sarà aperto a tutti e pronto a ospitare nel pomeriggio UNA CITTÀ DI MUSICA E TEATRI, IMPRESE E MAGIE, la porzione di programmazione dedicata all’arte scenica. In calendario tre spettacoli: alle 15, con Ruma, Lavinia Mancusi porterà in scena una narrazione viscerale e magica di questa città, della sua storia combattente e della sua tradizione musicale. Il suo progetto di teatro canzone costituisce un’esperienza culturale intensa in cui la recitazione in dialetto romanesco si mescola ai canti realizzati dalla stessa Mancusi (voce, chitarra e tamburo a cornice) e da Mauro Menegazzi (fisarmonica). Alle 16.30, invece, andrà in scena “TROPS – Lo sport da un’altra prospettiva” con Matteo Cirillo, Simone Giacinti, Giovanni Bonacci e Munendo, reading musicale che svela il lato nascosto dei personaggi sportivi romani entrati nell’immaginario collettivo. La chiusura di giornata, alle 18, sarà affidata a Raffaella Misiti & Le Romane, una formazione tutta al femminile composta Raffaella Misiti (voce cantante), Arianna Gaudio (voce recitante), Annalisa Baldi (chitarra) e Désirée Infascelli (fisarmonica/mandolino) che celebrerà l’incontro tra le serenate e i canti popolari romaneschi, le musiche di compositori come Rota, Trovajoli (e altri) e i versi di grandi autori come Pasolini, Strehler, Gadda, Belli e Trilussa.
Poesie, racconti, aneddoti, giochi di lettere e di accenti. Continuando sull’asse viario che percorre il Campidoglio si raggiungerà via del Tempio di Giove e lo slargo adiacente all’Avvocatura. Qui, il viaggio nella tradizione romanesca continuerà con il segmento LE PAROLE DI ROMA e le esibizioni di alcuni importanti personaggi della Roma odierna che hanno fatto della parola un’arte con cui raccontare pregi e difetti, vizi e virtù dei romani e della romanità. Alle 16 darà il via Er Pinto, autore, scrittore e poeta famoso per i suoi versi di Street Poetry appesi sui muri della città, seguito alle 17.30 da Pietro Martinelli, meglio conosciuto come Johnny Palomba, autore televisivo e radiofonico divenuto celebre per le sue dissacranti “recinzioni”. Alle 19 sarà la volta di Josafat Vagni, attore di cinema e teatro che porterà il suo “Rapine a mano amata, poesie e racconti di una Roma che spara, spera e ama”. Alle 20 chiuderà Leonardo Bocci, anch’egli attore di cinema e teatro, celebre per i suoi tanti sketch divenuti virali sul web.
Percorrendo via del Tempio del Giove e raggiungendo via Monte Tarpeo con il celebre belvedere che affaccia sul Foro Romano, il viaggio nella tradizione romanesca abbandonerà l’arte oratoria per lasciarsi affabulare dalle note scanzonate del varietà. In questa piazzola dedicata prettamente allo spettacolo ci si immergerà nella programmazione di QUANTO SEI BELLA ROMA, segmento costituito dall’alternanza di diversi momenti di intrattenimento: alle 15 si comincerà con Le più belle canzoni romane eseguite da Agnese Valle, cantautrice e clarinettista romana, accompagnata alla chitarra da Annalisa Baldi; alle 16 (e alle 18), si proseguirà con il collettivo degli Stornell’attori e il loro viaggio nella storia delle poesie e degli stornelli romaneschi, dall’800 a oggi; alle 17 (e alle 17.30), sarà la volta di We make a Rhythm, uno show di Tip Tap con il ballerino Danilo Muscarà accompagnato dalle percussioni di Eduardo Ricciardelli. Chiusura alle 19 con l’omaggio alle musiche del maestro Morricone e non solo, eseguite dal Quartetto d’archi “Festa di Roma”, composto da Amalia Candido (violino), Leonardo Ranucci (violino), Luicelis Vasquez (viola) e Francesca Lovotti (violoncello).
Ma in una giornata di festa non possono mancare i momenti di intrattenimento dedicati alle famiglie e a tutti i loro componenti, da quelli più grandi a quelli più piccoli. È per questo che, prima dell’atto finale della serata, la piazza del Campidoglio accoglierà l’arte di strada con BUSKEROLO ROMANO, contenitore pomeridiano che metterà insieme giocolieri, musicisti, suonatori di strumenti speciali e artisti circensi. L’apertura delle 15 sarà affidata a “Stradeaperte”, show elettrizzante con artisti di strada e strumenti colorati; alle 16 in programma l’intervallo musicale in compagnia di Canuto, a cui farà seguito, alle 17, “GiocolElia”, lo spettacolo di giocoleria comica, clownerie ed equilibrio di e con Elia Bartoli. Dopo l’intervallo musicale di Caffa delle 18, il programma proseguirà alle 19 con Warner Circus, spettacolo di circo contemporaneo di e con Warner Carlacci che fonde tecnica, poesia e comicità visiva. Chiusura alle 20 con Il “Fuoco cammina con me”, di e con Grazia Palermo, esperienza sensoriale intensa che fonde fachirismo, danza rituale e manipolazione del fuoco. Dedicata esclusivamente ai più piccoli sarà, invece, la programmazione PICCOLA ROMA! realizzata in collaborazione con l’associazione Zip_Zone nei giardini di Sisto IV vicino a piazza del Campidoglio e al Palazzo Senatorio. Qui si alterneranno attività ludiche come la caccia al tesoro a cura di Archeoroad dal titolo “Storia e leggenda di Giulio Cesare” (dalle 15 – Prenotazione obbligatoria su comunicazionezipzone@gmail.com), il laboratorio “Cartoni Animali” a cura di Officine Perfareungioco, per dipingere grandi animali di cartapesta (dalle 15 alle 18.30) e lo spettacolo di clownerie e magia “Alla ricerca dell’applauso perfetto” di e con Paolo Scannavino e Laura Donzella della compagnia Endaxi (ore 18).
Roma. A Palazzo Altemps presentazione del restauro di alcuni degli affreschi della cosiddetta Villa del Giurista, insieme al libro “La retorica dei frammenti” di Giorgio Sobrà e al video “La retorica dei frammenti” di Edoardo Mariani e Francesco Scognamiglio
Nel 2013 gli scavi di archeologia preventiva condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito dei lavori di ampliamento dell’Autostrada A24 portarono alla luce, in corrispondenza del Cavalcavia di Salone (IV Municipio di Roma Capitale), i resti di un’importante complesso residenziale di età tardo-repubblicana. Grazie al rinvenimento di frammenti di intonaco dipinto con la raffigurazione di temi e formule del diritto romano la proprietà della villa è stata attribuita, da Felice Costabile, al giurista Quinto Mucio Scevola (140-82 a.C.). Il restauro di alcuni degli affreschi della cosiddetta Villa del Giurista è protagonista dell’evento che si tiene venerdì 28 marzo 2025, alle 18.30, al teatro di Palazzo Altemps e che vede coinvolti la soprintendenza Speciale di Roma, il museo nazionale Romano, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Fondazione Paola Droghetti Onlus. Intervengono Edith Gabrielli, direttrice generale delegata del museo nazionale Romano; Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma; con Fabrizio Santi, funzionario archeologo responsabile del territorio; Luigi Oliva, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro; e Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti onlus. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Copertina del libro “La retorica dei frammenti. I dipinti murali di età repubblicana dalla “Villa del Giurista” in via di Salone – Studi e restauri” a cura di Giorgio Sobrà
Nell’occasione verranno presentati il video “La retorica dei frammenti” di Edoardo Mariani e Francesco Scognamiglio, prodotto dalla fondazione Paola Droghetti onlus, e il libro “La retorica dei frammenti. I dipinti murali di età repubblicana dalla “Villa del Giurista” in via di Salone – Studi e restauri” a cura di Giorgio Sobrà (Gangemi editore), XXXII volume della collana INTERVENTI d’arte sull’arte, che racconta e documenta un progetto di restauro di straordinaria importanza: il recupero e la valorizzazione di alcuni preziosi frammenti architettonici dipinti appartenenti a una villa romana di epoca repubblicana detta “la villa del Giurista” scavata in occasione della costruzione del Cavalcavia di Salone sul GRA dell’A24. “Le pagine di questo volume”, scrive nell’Introduzione Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti, “non solo ripercorrono le fasi del restauro, ma offrono anche uno sguardo sulle scelte metodologiche adottate e sulle sfide affrontate. La complessità di questo lavoro si è rivelata in tutta la sua difficoltà quando i restauratori e gli studiosi si sono trovati di fronte a centinaia di frammenti, ognuno portatore di una storia, ma privato del proprio contesto originale. Ogni frammento era un tassello di un intricato puzzle in cui la pazienza e la competenza delle restauratrici si intrecciavano per restituire forma e significato a ciò che il tempo aveva frammentato”
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “PERSISTENZE – L’Acqua, la Donna, La Morte e l’Oblio tra poesia del passato e poesia contemporanea”, riflessioni e confronti verso la Giornata mondiale della Poesia a cura di Marco Colletti
Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e Il Talento di Roma promuovono “PERSISTENZE – L’Acqua, la Donna, La Morte e l’Oblio tra poesia del passato e poesia contemporanea”, riflessioni e confronti verso la Giornata mondiale della Poesia a cura di Marco Colletti, organizzazione a cura de Il Talento di Roma e il patrocinio del Municipio II di Roma Capitale. Appuntamento sabato 1° marzo 2025, alle 15, in Sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail iltalentodiroma@gmail.com. PERSISTENZE vuole esplorare l’influsso più o meno consapevole di alcuni aspetti della poesia storicizzata sulla poesia contemporanea nelle sue varie forme, da quella lirica alla più sperimentale, attraverso alcuni temi fondamentali del patrimonio culturale del Museo. Un pomeriggio di incontri e di studio con vari relatori (critici, professori, poeti), come percorso propedeutico all’evento del 21 marzo 2025, Giornata Mondiale della Poesia, organizzata da Marco Colletti e Chiara Mazza per Il Talento di Roma nella medesima sede. Tra i relatori: Sonia Gentili, Dario Pisano, Francesca Barbi Marinetti, Luisa Cappuccio, Fabrizio Fantoni, Mariella De Santis, Iolanda La Carruba, Ilaria Palomba, Silvio Raffo. Con gli interventi poetici di Silvia Bre, Carla De Bellis, Anna Segre, Alexandra Zambà, Tiziana Colusso, Anna Maria Curci, Ilaria Giovinazzo, Luciana Raggi. A concludere il pomeriggio un emozionante reading di Irene Santori.
Cosa ci porta il 2025? Ai musei Capitolini di Roma è in arrivo una grande mostra “I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una collezione”, una delle più importanti espressioni del collezionismo italiano ed europeo

Cosa ci porta il 2025? Ai musei Capitolini di Roma è in arrivo una grande mostra “I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una collezione”, una delle più importanti espressioni del collezionismo italiano ed europeo. Ospitata ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli, dall’11 febbraio al 18 maggio 2025, la mostra “I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una collezione”, a cura di Claudio Parisi Presicce e Chiara Rabbi Bernard, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei, costituisce uno degli eventi di punta organizzati dalla sovrintendenza Capitolina all’interno dell’intervento “#Amanotesa” (PNRR CAPUT MUNDI), finalizzato a favorire l’inclusione sociale attraverso l’incremento dell’offerta culturale.
Piazza del Campidoglio a Roma, progettata da Michelangelo su commissione Papa Farnese (foto roma capitale)
Il progetto espositivo è dedicato al momento di profonda trasformazione urbanistica della città di Roma, promossa da Paolo III Farnese (r. 1534-1549). All’indomani del tragico Sacco del 1527, la città si ritrova di fronte alla necessità di una rinascita rapida e vigorosa. All’impulso di Papa Farnese, si devono alcuni grandiosi interventi, tra cui la monumentalizzazione della piazza del Campidoglio, affidata al genio di Michelangelo; la celebre statua equestre in bronzo di Marco Aurelio, trasferita nel 1538, per volontà del papa, dalla piazza del Laterano, diventa il centro del colle capitolino; attorno, simbolo del passato grandioso di Roma, Michelangelo progetta una quinta scenografica e monumentale.

L’Ercole Farnese, statua monumentale conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Paolo III avvia anche la più importane collezione di arte e di antichità della Roma del Cinquecento. Risale al 1545-1546 il rinvenimento nelle Terme di Caracalla di alcuni colossi in marmo, tra cui l’Ercole, il Toro e la Flora Farnese. Le statue sono subito trasferite nel cortile del Palazzo Farnese in Campo de’ Fiori. Erede della collezione alla morte del papa è il nipote Alessandro (1520-1589), che trasforma Palazzo Farnese in una residenza raffinatissima, espressione suprema del potere farnesiano a Roma, in cui convivono sculture, iscrizioni e gemme antiche, preziosi elementi di arredo, disegni, incisioni, dipinti e affreschi dei maggiori artisti del tempo, tra cui Tiziano e i fratelli Carracci. Se il Campidoglio monumentalizzato da Michelangelo costituisce la massima manifestazione dell’incisività “pubblica” dei Farnese, il palazzo in Campo de’ Fiori ne rappresenta il potere privato.
Ospitare una mostra sulla collezione Farnese ai musei Capitolini (Villa Caffarelli), dunque, diventa una occasione preziosa per presentare e spiegare questa dinamica pubblico/privato in un momento solo apparentemente remoto, gli anni centrali del Cinquecento, ma in realtà molto più vicino a noi di quanto possiamo immaginare. Come negli anni Quaranta del Cinquecento, alla vigilia del Giubileo indetto da Paolo III, anche oggi Roma si rinnova, spinta dalla necessità di cambiare e trasformarsi, tra molti conflitti e molte incertezze.

La statua in bronzo di Camillo, scultura del I sec. d.C. conservata ai musei Capitolini (foto roma capitale)
Articolata in sei sezioni, la mostra, ospitata negli spazi espositivi di Villa Caffarelli, è il risultato di una complessa campagna di prestiti che ha visto coinvolti numerosi musei italiani e stranieri. Il percorso espositivo prende l’avvio con la presentazione, attraverso planimetrie e incisioni, degli interventi di trasformazione della città alla vigilia del Giubileo del 1550. Il confronto tra il Camillo in bronzo delle collezioni capitoline, parte del nucleo dei bronzi lateranensi donati al “Popolo Romano” da Sisto IV nel 1471, e la sua copia in bronzo realizzata da Guglielmo della Porta per il Cardinale Alessandro Farnese negli anni Sessanta del Cinquecento, offre lo spunto per una prima riflessione sul rapporto tra collezione pubblica e collezione privata.

Ritratto di Papa Paolo III Farnese di Tiziano Vecellio (1543) conservato al museo e real bosco di Capodimonte a Napoli (foto capodimonte)
Segue una preziosa galleria di ritratti dei protagonisti della collezione negli anni del suo maggiore splendore, da papa Paolo III ai nipoti Alessandro e Ottavio (1524-1586). I grandi marmi rinvenuti nelle Terme di Caracalla, tra le prime sculture antiche a trovare posto nel cortile di Palazzo Farnese a Campo de’ Fiori, sono evocati da preziosi bronzetti, disegni e incisioni, nella sezione, intitolata “I Farnese e la passione per l’antichità”.

La “Venere Callipigia”, uno dei capolavori conservati al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)
Il visitatore è quindi invitato a “entrare” nell’allestimento originario dell’antica collezione di Palazzo Farnese, percorrendo la “Sala dei Filosofi”, caratterizzata nel Cinquecento dalla presenza di statue, come la celebre Venere Callipigia del museo Archeologico di Napoli, e la splendida Galleria affrescata dai Carracci, qui evocata da importanti disegni preparatori degli affreschi e da alcune delle sculture più importanti esposte nel grande ambiente di rappresentanza, oggi conservate al museo Archeologico di Napoli, che tornano ad essere visibili a Roma dopo il loro trasferimento nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo. Il percorso virtuale all’interno del palazzo riprende attraverso la ricostruzione del “Camerino” e della Galleria dei Quadri di Palazzo Farnese. La mostra si chiude con una stanza dedicata a un confronto tra due collezioni, quella dei Farnese e quella Orsini, appartenuta al celebre antiquario vicino alla nobile famiglia, accomunate entrambe da un comune destino di dispersione.
Roma. “Natale nei Musei”: fino all’8 gennaio 2025 il Sistema Musei di Roma Capitale propone un ricco cartellone di iniziative culturali con percorsi guidati, concerti e laboratori. Ecco il programma
Torna l’appuntamento di “Natale nei Musei”, dal 21 dicembre 2024 all’8 gennaio 2025 nel Sistema Musei di Roma Capitale, a ingresso gratuito con Roma MIC Card. Un ricco cartellone di iniziative culturali per impreziosire le festività natalizie con percorsi guidati per tutte le età nei musei e sul territorio, concerti e laboratori per i più piccoli alla scoperta di Roma città del mondo. È il programma di eventi “Natale nei Musei”, promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, che si svilupperà per tutto il periodo delle Feste. Diverse attività sono previste con traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS a cura del Dipartimento Politiche Sociali e Salute (Direzione Servizi alla Persona) con la cooperativa Segni d’Integrazione Lazio. Il 24 e il 31 dicembre 2024 tutti i Musei Civici e le aree archeologiche saranno aperti fino alle 14. Resteranno chiusi invece il 25 dicembre, e riapriranno con orario ordinario il 26 dicembre. Inoltre il 1° gennaio 2025, in occasione della quarta edizione di Roma Capodarte, i Musei e le aree archeologiche saranno aperti a ingresso gratuito.
VISITE GUIDATE E LABORATORI
Fino al 6 gennaio 2025, l’iniziativa Natale nei Musei propone una ricca offerta di attività didattiche, visite guidate e laboratori adatti a tutta la famiglia, attraverso i quali scoprire in modo inusuale e divertente la storia di Roma e delle sue collezioni museali. Giovedì 26 un viaggio esplorativo per famiglie tra arte e teatro è in programma al Museo Carlo Bilotti (ore 10), mentre al Museo di Casal de’ Pazzi (ore 11) i bambini saranno condotti alla scoperta del giardino segreto del Pleistocene. Infine ai Musei Capitolini (ore 16) i bambini tra i 6 e gli 8 anni saranno accompagnati nella sperimentazione del colore partendo dall’osservazione di famose opere pittoriche, con traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS. Venerdì 27 un itinerario si snoderà tra i luoghi della Repubblica Romana, dentro e fuori il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina (ore 11), mentre alla Galleria d’Arte Moderna (ore 16) i più giovani scopriranno i capolavori della Galleria in cui Roma è protagonista. Ancora, attività per i più giovani si svolgeranno al Museo Napoleonico (ore 16) con un laboratorio ispirato dalla mostra Giuseppe Primoli e il fascino dell’Oriente per un Natale interculturale e al Museo di Roma a Palazzo Braschi (ore 17) dove bambini tra i 6 e i 12 anni realizzeranno i propri autoritratti dopo aver osservato quelli delle artiste forestiere” venute a Roma tra XVI e XIX secolo. Sabato 28 un invito nel salotto di Casa Moravia (ore 11) si rivelerà occasione per conoscere non solo la collezione libraria ma anche i cimeli dei viaggi intorno al mondo dello scrittore. Al Museo della Repubblica romana e memoria garibaldina (ore 15.30) una visita laboratoriale con accompagnamento musicale alla riscoperta di Goffredo Mameli e Giuseppe Verdi, con attività distinte e contemporanee per bambini e i loro accompagnatori adulti), mentre ai Musei Capitolini (ore 16) una caccia al tesoro alla ricerca dei capolavori, riservata a bambini tra i 7 e i 13 anni, stimolerà la voglia di stare insieme e la creatività. Domenica 29: tombola pleistocenica al Museo di Casal de’ Pazzi (ore 10) con piccoli gadget per tutti i partecipanti e possibilità di decorare l’albero di Natale del museo. Al Museo Giovanni Barracco (ore 10) una visita guidata con interprete LIS sarà dedicata a grotte e misteri e al Museo dell’Ara Pacis (ore 11) si ricorderanno i Saturnalia, festività romane legate al solstizio d’inverno, con una visita guidata con interprete LIS. Una visita guidata alla Casina del Cardinal Bessarione (ore 15:15), appuntamento in Via di Porta San Sebastiano 8) illustrerà le testimonianze di una storia plurimillenaria, mentre al Museo Napoleonico (15.30) un appuntamento aperto a tutte le età sarà dedicato alla figura cosmopolita del fondatore del museo Gegè Primoli. Lunedì 30 al Museo dei Mercati di Traiano (ore 11) un’attività per famiglie con bambini tra i 4 e gli 11 anni, che potranno trasformarsi in disegnatori di antichità partendo dall’osservazione di disegni e ricostruzioni grafiche di architetti e artisti rinascimentali, mentre ai Musei Capitolini (ore 16), attraverso giochi enigmistici, i bambini tra i 6 e i 10 anni ricercheranno i principali animali che “vivono” nelle sale del museo. Giovedì 2 gennaio una passeggiata per vie, vicoli e piazze del centro con traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS (ore 11.30, appuntamento in piazza Benedetto Cairoli) per scoprire leggende e segreti di angoli meno noti della città. Per i più piccoli torna ai Musei Capitolini (ore 16) “Un museo a colori”, un’opportunità per sperimentare con tavolozza e pennelli i segreti dei colori osservando i capolavori della Pinacoteca con interprete LIS. Venerdì 3 gennaio torna l’attività di disegno per bambini ai Mercati di Traiano (ore 11) mentre una visita guidata per tutte le età sarà dedicata all’arte del ‘900 e alla dimensione cosmopolita del Museo Carlo Bilotti (ore 10.30) Al Museo della Repubblica romana e memoria garibaldina (ore 12) la camicia rossa garibaldina sarà protagonista di alcuni degli episodi salienti del cammino verso la realizzazione dell’unità d’Italia. Al Museo Giovanni Barracco (15.30) visita guidata alla scoperta degli animali presenti nelle sculture del museo e al Museo di Roma (17) a Palazzo Braschi visita guidata con interprete LIS alla mostra Laudato Sie, esposizione che restituisce uno sguardo inedito sul mondo culturale e scientifico francescano. Tradizioni occidentali e orientali si mescoleranno nella creazione di piccoli doni in un laboratorio al Museo Napoleonico (ore 16.00) che sarà replicato anche sabato 4 (ore 11) Sabato 4 gennaio visita laboratoriale con accompagnamento musicale per famiglie al Museo di Casal de Pazzi (ore 11) mentre al Museo di Roma a Palazzo Braschi (ore 16) torna l’attività sull’autoritratto pensata nell’ambito della mostra in corso dedicate alle donne artiste a Roma nei secoli XIV e XVIII. Domenica 5 gennaio sarà la volta della tombola pleistocenica al Museo di Casal de’ Pazzi (ore 10) e una visita guidata alla Villa di Massenzio (ore 11), una delle immagini più iconiche della campagna romana. Al Museo Napoleonico (ore 12) di scena una visita guidata teatralizzata alla scoperta dei protagonisti del museo e ai Musei Capitolini (ore 16) i più piccoli cercheranno gli animali nascosti nelle sale. Lunedì 6 gennaio il programma didattico di Natale nei Musei si concluderà con un itinerario a Villa Borghese (ore 11.30, appuntamento a Piazzale Scipione Borghese) tra animali reali e fantastici e con una visita ai Mercati di Traiano (ore 15). Tutte le attività sono gratuite e con biglietto d’ingresso a tariffazione vigente, ove previsto. Ingresso gratuito nei Musei Civici con la Roma MIC Card, prenotazione obbligatoria allo 060608.
CONCERTI
All’attività didattica si affiancherà un programma dei concerti di musica classica e leggera a cura della Roma Tre Orchestra che si terranno nei musei con ingresso gratuito. Si partirà giovedì 26 dicembre, alle ore 12, al Museo Canonica con Schubertiade (F. Schubert: Trio n. 2 op. 100), con Leonardo Spinedi (violino), Alessandro Guaitolini (violoncello) e Francesco Micozzi, (pianoforte). Venerdì 27 dicembre, alle ore 12, al Museo Barracco, di scena Trame d’archi (E. Wolf – Ferrari: Trio per archi in la minore, F. Schubert: Trio per archi in si bemolle maggiore D471, Cras: Trio per archi) eseguito da Gloria Santarelli (violino), Chiara Mazzocchi (viola) e Tommaso Castellano (violoncello). Venerdì 3 gennaio, alle ore 12, al Museo Canonica Ritratti intimi, tra Ottocento e giorni nostri (F. Schubert: Drei Klavierstücke, D. 946, F. Chopin: Studio n. 7, op. 25; Ballata n. 4, op. 52, L. De Migno: Notturno), eseguito al pianoforte da Lidia De Migno. Sabato 4 gennaio, alle ore 12, al Museo Bilotti sarà la volta de Il salotto Ottocentesco (C. Saint Saens: Souvenir d’Italie Op. 80, F. Busoni: Sonatina n. 3 “Ad usum infantis”, F. Chopin: Variazioni Op. 12, R. Schumann, Gesange der Frühe, F. Liszt, Reminiscences de Simon Boccanegra) con il pianoforte di Chiara Boldrini. Il programma si concluderà martedì 7 e mercoledì 8 gennaio, sempre alle ore 12, al Museo Bilotti rispettivamente con Improvvisazioni e fantasie su colonne sonore e celebri canzoni natalizie con Emanuele Stracchi al pianoforte e If the Beatles had been Impressionists: le più celebri canzoni dei Beatles per trio con pianoforte, interpretato dal Trio Musikanten (Raffaello Galibardi, violino, Roberto Vecchio, violoncello, Guido Carpentiere, pianoforte).
MOSTRE IN CORSO NEL PERIODO NATALIZIO
Le tante mostre da visitare nei Musei durante le festività si aggiungono come sempre al grande patrimonio di collezioni permanenti. Ai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) si potrà ammirare, nelle sale terrene del Palazzo dei Conservatori, “Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino. Capolavori della Pinacoteca di Ancona”, una selezione di grandi opere provenienti dalla Pinacoteca Civica ‘Francesco Podesti’ di Ancona. Nella Sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori, “Agrippa Iulius Caesar, l’erede ripudiato”. Un nuovo ritratto di Agrippa Postumo, figlio adottivo di Augusto, tre ritratti di Agrippa Postumo. Nelle sale di Palazzo Clementino “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli. Nel giardino di Villa Caffarelli, l’imponente ricostruzione in dimensioni reali del Colosso di Costantino, una statua alta circa 13 metri realizzata attraverso tecniche innovative, partendo dai pezzi originali del IV secolo d.C. conservati nei Musei Capitolini. Al Museo dell’Ara Pacis Franco Fontana. “Retrospective”, un progetto espositivo che ripercorre per la prima volta l’intera carriera artistica del fotografo modenese, con opere selezionate dal suo vasto archivio. Al Museo di Roma in Trastevere (piazza S. Egidio 1/b) l’esposizione “Roma ChilometroZero”, un lavoro fotografico di ricerca in cui 15 fotografi romani documentano la complessità, i cambiamenti e le particolarità della città, realizzando dei “racconti visivi” secondo singoli e specifici progetti. Nelle sale al primo piano “Testimoni di una guerra – Memoria grafica della Rivoluzione Messicana”, 40 fotografie provenienti dal prestigioso Archivio Casasola, che percorrono le tappe fondamentali della Rivoluzione Messicana, mentre sempre nelle sale al primo piano, prosegue “Dino Ignani. 80’s Dark Rome”, il ritratto della Roma ombrosa e scintillante, sotterranea e plateale, degli anni Ottanta del secolo scorso. Al Museo di Roma (piazza San Pantaleo, 10 e piazza Navona, 2) “Roma pittrice. Le artiste a Roma tra il XVI e XIX secolo”, che si focalizza sulle artiste donne che lavorarono a Roma a partire dal XVI secolo, con un percorso che giunge fino al 1800; “LAUDATO SIE! Natura e scienza. L’eredità culturale di frate Francesco”, esposizione che, nell’ottavo centenario della composizione, che si celebra nel 2025, prendendo le mosse dal più antico manoscritto del Cantico di frate Sole o Cantico delle creature. Nelle sale del terzo piano “L’incanto della Bellezza. Dipinti ritrovati di Sebastiano Ricci dalla Collezione Enel”, esposizione inedita di due tele, raffiguranti Il trionfo di Venere e Bacco e Arianna. Negli spazi della Galleria d’Arte Moderna (via Francesco Crispi 24), la mostra “Estetica della deformazione. Protagonisti dell’Espressionismo Italiano”, mentre nelle sale al secondo piano prosegue la mostra “La poesia ti guarda”. Omaggio al Gruppo 70 (1963-2023). Sarà inoltre ancora possibile ammirare “L’allieva di danza” di Venanzo Crocetti. Ai Musei di Villa Torlonia (via Nomentana 70) al Casino dei Principi “Titina Maselli nel centenario della nascita”, una grande mostra antologica a una delle artiste italiane del Novecento più conosciute, mentre nelle sale della Casina delle Civette l’esposizione “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi”. Al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese (via Fiorello La Guardia 6 – viale dell’Aranciera 4) la mostra “Sandro Visca – Fracturae”, (www.museocarlobilotti.it), mentre al Museo Napoleonico (piazza di Ponte Umberto I 1) si potrà ammirare “Carolina e Ferdinando. E non sempre seguendo il dopo al prima”, e “Giuseppe Primoli e il fascino dell’Oriente”. Aperto anche il Bunker e rifugi antiaerei di Villa Torlonia, con visite guidate straordinarie giovedì 26 e sabato 28 dicembre 2024 e sabato 4 gennaio 2025. Il 24 dicembre Circo Maximo Experience, la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale, sarà fruibile dalle 10 alle 14 con ultimo ingresso alle 12.50. Ingresso ridotto per i possessori di MIC Card. Inoltre, per tutto il periodo natalizio proseguono gli appuntamenti a tema astronomico al Planetario di Roma per bambini e famiglie: Gabriele Catanzaro, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium, guiderà i più piccoli a scoprire il mondo delle stelle con gli spettacoli “Accade tra le stelle” (21 dicembre alle 12) e “Vita da stella” (27 dicembre alle 12). Torna il 22, 24, 26 e 28 dicembre alle 12, lo spettacolo giocoso e interattivo “Girotondo tra i Pianeti”. Infine il 21 e 27 dicembre alle 17 e il 29 dicembre alle 12 e alle 17, andrà in scena “Il Dottor Stellarium e la stella del primo Natale”, uno speciale spettacolo per tutta la famiglia alla scoperta dei simboli del Natale nascosti nel cielo stellato, inseguendo la stella più famosa della storia. Il Planetario sarà aperto anche il 1° gennaio, dalle 14 alle 19 con spettacoli alle ore 16, 17, 18. Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it.
ORARI E BIGLIETTI
Il 24 e il 31 dicembre tutti i Musei Civici e le aree archeologiche saranno aperti fino alle ore 14. Resteranno chiusi invece il 25 dicembre, e riapriranno con orario ordinario il 26 dicembre. Il 1° gennaio Musei e le aree archeologiche saranno aperti a ingresso gratuito per tutti con i seguenti orari: dalle 11 alle 20 Musei Capitolini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma-Palazzo Braschi, Centrale Montemartini, Musei di Villa Torlonia (tranne Serra Moresca), Museo di Roma in Trastevere, Museo Civico di Zoologia, Galleria d’Arte Moderna; dalle 11 alle 16 Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo delle Mura, Museo di Casal de’ Pazzi, Serra Moresca, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Villa di Massenzio, Area archeologica del Circo Massimo, Area Sacra di Largo Argentina, Parco archeologico del Celio, Museo della Forma Urbis; dalle 14 alle 19 Technotown e Planetario (con spettacoli alle ore 16, 17, 18) dalle 8.30 alle 16.30 Area Archeologica dei Fori Imperiali; L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima dell’orario di chiusura. L’ingresso nel Sistema Musei di Roma Capitale è sempre gratuito per i possessori di Roma MIC Card, fatta eccezione per le mostre “Franco Fontana. Retrospective” (Ara Pacis), “Roma pittrice. Le artiste a Roma tra il XVI e XIX secolo” (Museo di Roma), Rifugio antiaereo e bunker di Villa Torlonia e Circo Maximo Experience, per cui è previsto invece il biglietto ridotto. Il programma è suscettibile di variazioni Per info e aggiornamenti 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19).
















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