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Natale di Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il grande racconto di Roma Antica e dei suoi sette Re” di Giulio Guidorizzi che invita a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi

roma_villa-giulia_natale-di-roma_libro-roma-antica_presentazione_locandinaIn occasione del Natale di Roma 2022, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma ospita la presentazione del volume “Il grande racconto di Roma Antica e dei suoi sette Re” (Il Mulino) di Giulio Guidorizzi con Arianna Ghilardotti. Appuntamento giovedì 21 aprile 2022, alle 17, nella sala della Fortuna. Presentano il volume Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Sabrina Alfonsi, assessore all’Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Sarà presente l’autore. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo 21aprile@anticoemoderno.org. Per partecipare all’evento è necessario il Super Green Pass e la mascherina FFP2.

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Copertina del libro “Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re” di Giulio Guidorizzi

Giulio Guidorizzi dischiude, con garbata sapienza, un mondo prodigioso, e ci invita a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi. “Infine Enea arrivò a quella terra d’Italia che è chiamata Laurento, dal nome dell’alloro, su cui regnava Latino… Quello era dunque il luogo che il fato indicava per fondare una città”, Origine del popolo romano, 10-11. Favolosi, intemporali: ogni città ha i suoi miti di fondazione, costellati di profezie e oracoli, il suo parterre di eroi. I Romani, che pure attingono a piene mani dalla mitologia greca – appena cambiando i nomi: Ermes/Mercurio, Atena/Minerva, Herakles/Ercole… –, dispongono di un ampio repertorio di racconti autoctoni, che parlano delle origini del loro popolo. Vi si narra di ninfe dei boschi; del fondatore Enea, straniero e designato; dei gemelli abbandonati Romolo e Remo, della lupa che li allattò; del pastore Faustolo che li raccolse; di un fratricidio, a ricordarci che gli albori scontano sempre un atto barbarico; di una serie di re, Romolo appunto e i restanti sei. Tra mito e storia, accanto agli eroi entrano in scena le donne, con il ratto delle Sabine, la sventurata Tarpea, Egeria che dettò le leggi a Numa, Lucrezia e il suo nobile senso dell’onore, le vestali, Clelia e le giovani romane. Un mondo prodigioso, quello che Giulio Guidorizzi dischiude con garbata sapienza, invitandoci a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi.

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Il prof. Giulio Guidorizzi

Giulio Guidorizzi ha insegnato Letteratura greca e Antropologia del mondo antico nelle università di Milano e Torino. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo: per il Mulino “La trama segreta del mondo. La magia nell’antichità” (2015), “Il grande racconto della guerra di Troia” (2018) e “Sofocle, l’abisso di Edipo” (2020); per Einaudi “Enea, lo straniero” (2020); per Cortina “Il mare degli dei” (con S. Romani, 2021).

Roma. Forum Pass SUPER, riapre il percorso di visita unitario per Foro Romano/Palatino e Fori Imperiali: dal 1° marzo di nuovo attivo il biglietto unico per la visita integrata all’area archeologica centrale di Roma

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Il parco archeologico del Colosseo visto dalla colonna Traiana (foto PArCo)

Dal 1° marzo 2022 torna il Forum Pass SUPER, il biglietto unico che consente – tutti i giorni, dal lunedì alla domenica – la visita integrata delle aree archeologiche dei Fori Imperiali, del Foro Romano e del Palatino, incluse le mostre in corso. “Ritornano oggi nuovamente fruibili in un unico percorso di visita il Palatino, il Foro Romano e i Fori Imperiali”, dichiara il direttore del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, “ricostituendo un unico racconto lungo 3000 anni. Si riconferma la collaborazione tra il ministero della Cultura e Roma Capitale con un unico obiettivo condiviso: restituire ai romani il cuore pulsante della città, quale luogo da vivere e non solo come spazio musealizzato”.  “La possibilità di poter di nuovo acquistare, grazie alla collaborazione con il Ministero della Cultura, un biglietto unico con il quale poter visitare il cuore archeologico della Roma classica”, prosegue l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor, “è una notizia bellissima, un segno tangibile del fatto che il cammino verso una fruibilità nuova del nostro immenso patrimonio storico e artistico è ricominciato. È un primo passo del grande lavoro che abbiamo in mente di portare avanti in quest’area della città e non solo”. Dopo una prova a Capodanno 2016 (vedi Capodanno speciale a Roma: fori senza confini. Aperti gratuitamente i fori imperiali (del Comune) e il foro romano (dello Stato) in un’unica passeggiata grazie a un accordo tra sovrintendenza capitolina e soprintendenza ministeriale. Prova generale per il futuro? | archeologiavocidalpassato), il Forum Pass SUPER è nato nel 2019 dalla collaborazione tra ministero della Cultura e Roma Capitale, attraverso un importante protocollo d’intesa siglato tra la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (che gestisce l’area dei Fori Imperiali) e il parco archeologico del Colosseo (che ricomprende tra l’altro anche il Foro Romano e il Palatino), ma è stato successivamente sospeso a causa dell’emergenza sanitaria. Da oggi, 1° marzo 2022, il biglietto unico è dunque riattivato: con un solo ticket da 16 euro (12 euro per i possessori di MIC Card) valido per l’intera giornata, si potrà accedere nuovamente al percorso che, in circa due ore, consente di visitare il cuore archeologico di Roma.

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Veduta generale dal Campidoglio del foro romano e dei fori imperiali

Il percorso di visita nei Fori Imperiali, seguendo la passerella presente nel sito, è privo di barriere architettoniche. Attraversa una parte del Foro di Traiano, passa sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino e, dopo aver attraversato il Foro di Cesare per la sua intera estensione, in prossimità del Foro di Nerva raggiunge la Curia Iulia nel parco archeologico del Colosseo, per entrare nel Foro Romano. L’accesso all’area è consentito anche dai varchi della via Sacra/Arco di Tito, via di S. Gregorio e, a breve, via del Tulliano, di fronte al Carcere Mamertino: in questo caso il percorso terminerà alla biglietteria della Colonna Traiana in piazza della Madonna di Loreto.

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La “Stanza delle Maschere” nella Casa di Augusto sul Palatino, con decorazione pittorica in tardo secondo stile, che evoca la facciata di una scena teatrale (foto PArCo)

Inclusa nel biglietto anche la visita dei siti SUPER nel Foro Romano e sul Palatino, luoghi unici al mondo la cui visita speciale permette di entrare nel vivo dell’arte e della civiltà romana, anche attraverso tecnologie immersive e narrazioni virtuali. Così il visitatore sarà condotto alla scoperta della pittura antica dall’età augustea, con la casa di Augusto (dal martedì alla domenica), a quella tardo antica e alto medievale, con il Tempio di Romolo, Santa Maria Antiqua e l’oratorio dei Quaranta Martiri. Sabato, domenica e lunedì sarà anche possibile accedere alla Curia Iulia, l’antica sede del Senato Romano.

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Veduta generale dell’area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Gli accessi ai siti SUPER sono contingentati, in quanto conservano preziose pitture che potrebbero risentire dell’eccessivo affollamento. Fino al 30 aprile 2022 sarà aperta al pubblico anche la mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” che include anche la sezione permanente ospitata nella sede di Santa Maria Nova. Il biglietto può essere acquistato sia nella biglietteria presso la Colonna Traiana sia online su https://parcocolosseo.it e www.coopculture.it. Per i giovani sono previste particolari agevolazioni: ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea fino ai 18 anni e biglietto a 2 euro dai 18 ai 25 anni. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura e Electa – CoopCulture. Maggiori informazioni ai numeri 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19) e 06 39967700 (tutti i giorni dalle 10 alle 15).

Roma. Prorogata al 27 febbraio 2022 la grande mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori” a Villa Caffarelli-musei Capitolini: 92 opere greco-romane selezionate tra i marmi della più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo

Nuova proroga. Proseguirà fino al 27 febbraio 2022 la mostra “I marmi Torlonia Collezionare Capolavori” – ospitata dall’ottobre 2020 nella sede espositiva dei Musei Capitolini, Villa Caffarelli – con gli oltre 90 capolavori della statuaria classica appartenenti alla più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo. La mostra è il risultato di un’intesa del ministero della Cultura con la fondazione Torlonia e nello specifico, per il Ministero, della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la Soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione dell’esposizione. Il progetto di allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, nei rinnovati ambienti del nuovo spazio dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita grazie all’impegno e al progetto della Sovrintendenza di Roma Capitale. La fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche main sponsor della mostra. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. L’esposizione si articola come un racconto, in cinque sezioni, in cui si narra la storia del collezionismo dei marmi antichi, romani e greci, in un percorso a ritroso che comincia con l’evocazione del Museo Torlonia, inaugurato nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia, e visitabile fino agli inizi del Novecento (vedi Roma. Prorogata al 9 gennaio 2022 la grande mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori” a Villa Caffarelli-musei Capitolini: 92 opere greco-romane selezionate tra i marmi della più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo | archeologiavocidalpassato).

‘Nascimento. Ispirazione Romana’ e ‘AmoR che move…’: il valore dell’arte per far rinascere Roma

Fino al 6 gennaio 2022 Roma presenta una serie di proiezioni artistiche che, illuminando con immagini e luci Palazzo Senatorio ed alcuni edifici di piazza Navona, offriranno una straordinaria occasione per ricordare come l’arte rappresenti una risorsa preziosa dalla quale ripartire perché la nostra città torni ad essere una Capitale capace di accogliere chiunque venga a visitarla. Si tratta di progetti promossi da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, attraverso i quali si potrà restituire a Roma quella dignità culturale che le appartiene rispettandone il valore e le ineguagliabili bellezze. Partendo dai disegni dei protagonisti del Rinascimento romano, il viaggio visivo ‘Nascimento. Ispirazione Romana’ proietterà sulla facciata di Palazzo Senatorio le immagini di un modello di città fondato sui concetti dell’armonia, della simmetria e della proporzione. Uno spettacolo di luci e di suggestioni realizzato da Unità C1 che, partendo da palazzo Senatorio, accoglieranno l’osservatore in un abbraccio virtuale permettendogli di scoprire, attraverso le immagini proposte, nuove prospettive di rinascita guidandolo nella direzione dell’essenzialità e della centralità dell’individuo. Si muove invece nella prospettiva del legame tra l’intensità delle opere e il valore dell’incontro, il progetto ‘AmoR, che move…’ della Sovrintendenza Capitolina curato dall’arch. Livia Cannella; sulla facciata di palazzo Braschi e di palazzo Pamphilj a piazza Navona, è prevista la proiezione di 14 opere simbolicamente riconducibili ad una ’natività’ che è rigenerazione e strumento di incontro, metafora perfetta di quella difficile condizione emotiva cui il Covid-19 ci ha costretto per lungo tempo.

Roma. Il parco archeologico del Colosseo ha inaugurato il nuovo impianto di illuminazione delle pendici meridionali del Colle Palatino realizzato grazie alla collaborazione con Acea Gruppo-Areti

Nuova luce sul Palatino. Il parco archeologico del Colosseo, in collaborazione con Acea Gruppo-Areti e con il Municipio Roma I Centro di Roma Capitale, ha presentato alla città il nuovo impianto di illuminazione delle pendici meridionali del Colle Palatino, realizzato grazie alla collaborazione di Acea-Areti, che ha voluto offrire al parco archeologico del Colosseo, e quindi alla città di Roma, una visuale rinnovata delle pendici meridionali del Colle Palatino. “Rispetto al precedente impianto”, spiegano al parco archeologico del Colosseo, “l’attuale presenta un innovativo sistema integrato di protezione contro le sovratensioni elettriche. Mantenendo inalterato il concept illuminotecnico originale, tutti i proiettori sono stati sostituiti con apparecchi di ultima generazione, dotati di appositi apparati aventi la funzione di filtro di rete per le sovratensioni fino a 10 kV e i campi elettrici generati da scariche atmosferiche. La cura per l’arte e per i monumenti ha portato all’impiego di elementi a ridotto impatto estetico, ideati e ingegnerizzati su misura per l’intervento. L’impianto realizzato, oltre a garantire maggiore resistenza ai fenomeni atmosferici, consentirà una diminuzione dei consumi elettrici pari al 15%. Il progetto, segno di come la luce possa essere strumento di conoscenza e di comunicazione emotiva di una realtà archeologica dalla forte componente monumentale, esalta la grandiosità delle cosiddette arcate severiane del palazzo imperiale palatino che si affacciava sul Circo Massimo, facendole emergere, di notte, dal fondo scuro e avvolgente della pendice del colle. Una prospettiva notturna profondamente identitaria che viene restituita alla città”.

Roma. Aperture serali straordinarie della mostra “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915” al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria e sconto del 20% alla caffetteria del museo

L’ingresso della mostra “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915” al Museo di Roma a Palazzo Braschi (foto Alessandro Nanni)

Dal 28 luglio 2021 aperture straordinarie serali della mostra “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, ospitata fino al 26 settembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Dal 28 luglio al 28 agosto, ogni mercoledì e sabato, l’orario di apertura della mostra sarà prolungato eccezionalmente fino alle 22 (ultimo ingresso alle 20.40) e saranno offerte visite guidate gratuite alle 19 e alle 20 per un massimo di 15 persone a turno. Per le visite la prenotazione, con acquisto del biglietto, è obbligatoria allo 060608. I cittadini e i turisti che prediligono la visita serale potranno godere anche dello sconto del 20% sulla consumazione presso la caffetteria del museo, Il Bras Cafè. La riduzione sarà valida sia nella stessa serata, sia nei giorni successivi, previa presentazione del biglietto acquistato per l’ingresso in orario straordinario.

La presa di Porta Pia, 1870, tela di Michele Cammarano. Collezione privata (foto courtesy Galleria W. Apolloni Roma)

Ideata in occasione delle celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale, la mostra “Roma. Nascita di una capitale” ripercorre gli eventi storici e le profonde trasformazioni urbanistiche della Terza Roma e illustra anche l’immagine più quotidiana della nuova Capitale, attraverso opere d’arte, sculture, fotografie, filmati d’epoca, documenti. L’esposizione, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e a cura di Flavia Pesci, Federica Pirani e Gloria Raimondi, si avvale di un comitato scientifico presieduto da Vittorio Vidotto, di cui fanno parte Maria Vittoria Marini Clarelli, Bruno Tobia, Elisabetta Pallottino, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Nicoletta Cardano, Rita Volpe. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato il Comitato Roma 150, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, la Fondazione Cineteca di Bologna, la Fondazione Primoli, l’Istituto Luce – Cinecittà, il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, il Museo Ebraico di Roma, il Dipartimento di Architettura e il Dipartimento delle Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Un particolare ringraziamento va alla Camera dei Deputati per la gentile concessione di importanti prestiti. Il catalogo curato da Federica Pirani, Gloria Raimondi e Flavia Pesci è edito da De Luca Editori D’Arte.

Manifesto di Aleardo Terzi per l’Esposizione internazionale di Roma 1911 conservato al Castello Sforzesco di Milano (foto Civica Raccolta Stampe A. Bertarelli)

Nel percorso espositivo svolto in un arco temporale che va dalla Breccia di Porta Pia alla Prima Guerra Mondiale, si sviluppano tre principali nuclei tematici raccontati attraverso episodi emblematici che illustrano, insieme agli eventi storici, le trasformazioni urbanistiche e le nuove architetture della nuova Capitale, in dialogo con i mutamenti socio culturali. Nel racconto, le circa 600 opere tra dipinti, sculture, disegni, grafica, fotografie e materiale documentario provenienti da raccolte pubbliche e private sono poste in continuo dialogo con le suggestive immagini tratte da filmati originali che descrivono Roma nel passaggio tra Otto e Novecento e, a chiusura del percorso, nel momento dei festeggiamenti per la fine del primo conflitto mondiale. Una presenza costante e significativa lungo il percorso è rappresentata dalle immagini fotografiche di straordinaria qualità realizzate dal conte Giuseppe Primoli tra 1888 e 1903, che al valore documentario uniscono quasi un carattere di reportage ante-litteram. Apparati didattici, installazioni immersive, supporti multimediali e video, a volte accompagnati da citazioni di scrittori italiani e stranieri, illustrano i tanti aspetti legati a politica, arte, commercio, industrie nascenti, turismo, sport, vita sociale e mondana che costituirono l’impalcatura su cui costruire l’immagine di una città rivolta alla modernità.

Roma Capitale. Riapriranno il 1° settembre le aree archeologiche e ai monumenti della Sovrintendenza Capitolina chiuse dal marzo 2020. Al via le prenotazioni per le visite di associazioni e singoli cittadini. Ecco le modalità, e il calendario delle aperture

Il Mitreo dell’Ara Massima di Ercole a Roma riapre al pubblico il 1° settembre 2021 (foto sovrintendenza capitolina)

Al via le prenotazioni per singoli cittadini e associazioni per le visite alle aree archeologiche e ai monumenti della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che riapriranno di nuovo al pubblico a partire dal 1° settembre 2021. Chiusi dall’8 marzo 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, apriranno nuovamente al pubblico, con ingressi contingentati: Acquedotto Vergine: 5 visitatori max; Auditorium di Mecenate: 25 visitatori max; Area archeologica del Sepolcro degli Scipioni: 12 visitatori max; Area Sacra di S. Omobono: 15 visitatori max; Fontanone dell’Acqua Paola: 15 visitatori max; Insula dell’Ara Coeli: 12 visitatori max; Ludus Magnus: 15 visitatori max; Mausoleo Monte del Grano: 15 visitatori max; Mausoleo Sacrario Garibaldino: 25 visitatori max; Mitreo dell’Ara Massima: 5 visitatori max; Monte Testaccio: 15 visitatori max; Mura Aureliane di via Campania: max 10 (prenotabili dal 1° ottobre 2021); Mura Aureliane di viale Pretoriano: max 15 (prenotabili dal 1° ottobre. Ingresso gratuito); Necropoli Ostiense (Sepolcreto Ostiense): 15 visitatori max. Accessibile ai disabili; Porta Asinaria: 10 visitatori max; Sepolcri repubblicani di via Statilia: 10 visitatori max; Trofei di Mario: 10 visitatori max. Accessibile ai disabili.

Il Sepolcreto degli Scipioni sulla via Appia apre il 1° settembre 2021 (foto sovrintendenza capitolina)

Per la visita ai siti del territorio è necessario indossare scarpe comode. Non sarà consentito accedere ai siti se: sono stati effettuati viaggi o soggiorni all’estero in zone o Paesi a rischio epidemiologico, come individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; sono intercorsi contatti con un caso probabile o confermato di Covid-19; sono state effettuate visite presso strutture sanitarie ove sono ricoverate persone affette da Covid-19; la temperatura corporea risulta superiore ai 37,5°. È obbligatorio: mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro; utilizzare le radio guide; indossare la mascherina al chiuso e, quando all’aperto, non si è certi di poter rispettare la distanza interpersonale sopra indicata. È obbligatoria la prenotazione dei biglietti (4 euro intero e 3 euro ridotto) al contact center 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19). Ogni associazione può prenotare la visita, da effettuare tramite guida propria, per un massimo di cinque appuntamenti a trimestre (2 nel fine settimana e 3 infrasettimanali); la disdetta della prenotazione deve avvenire con almeno 7 giorni di anticipo; è richiesto l’acquisto di minimo 5 biglietti da pagare sul posto; quando le associazioni non manderanno l’eventuale disdetta nei tempi previsti, dovranno riconoscere all’Amministrazione, attraverso Zètema, il pagamento di 5 biglietti interi. Qualora non lo facciano, saranno esclusi dalla prenotazione del trimestre successivo. 

La Necropoli Ostiense a Roma riapre al pubblico il 1° settembre 2021 (foto sovrintendenza capitolina)

Per i visitatori singoli ogni mercoledì è prevista l’apertura di un sito del territorio secondo il seguente calendario: 1° settembre, Acquedotto Vergine; 8 settembre – Auditorium di Mecenate; 15 settembre, Area archeologica del Sepolcro degli Scipioni; 22 settembre, Area Sacra di S. Omobono; 29 settembre, Fontanone dell’Acqua Paola; 6 ottobre, Insula dell’Ara Coeli; 13 ottobre, Ludus Magnus; 20 ottobre, Mausoleo Monte del Grano; 27 ottobre, Mausoleo Sacrario Garibaldino; 3 novembre, Mitreo dell’Ara Massima di Ercole; 10 novembre, Monte Testaccio; 17 novembre, Necropoli Ostiense; 24 novembre, Porta Asinaria; 1° dicembre, Sepolcri repubblicani di via Statilia; 8 dicembre, Trofei di Mario; 15 dicembre, Mura Aureliane di via Campania; 29 dicembre, Mura Aureliane di viale Pretoriano. Nel caso in cui il sito sia indisponibile sarà proposto un cambio orario o il rimborso. Le riaperture sono promosse da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Roma. Aperti per la prima volta al pubblico i camminamenti nei tratti delle Mura Aureliane di via Campania e di viale Pretoriano. Fino al 26 settembre visite guidate gratuite il sabato e la domenica con prenotazione obbligatoria

Veduta aerea del tratto di camminamento di via Campania delle mura Aureliane a Roma (foto roma capitale)

roma_mura-aureliane_apertura-camminamenti_locandinaRoma Capitale apre per la prima volta al pubblico i camminamenti nei tratti delle Mura Aureliane di via Campania, da Porta Pinciana a via Marche, e di viale Pretoriano, tra via dei Frentani e via dei Ramni: visite guidate il sabato e la domenica dalle 9 alle 12, dal 3 luglio al 26 settembre 2021, eccezionalmente in modo gratuito nell’ambito dell’Estate Romana 2021, con prenotazione obbligatoria. Erette a difendere il cuore dell’Urbe, nell’antichità. Danneggiate e in parte demolite, dopo la proclamazione di Roma Capitale del Regno d’Italia. Oggi, al centro di un articolato progetto di valorizzazione a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dell’Ufficio di Scopo “Mura Aureliane” istituito lo scorso febbraio con Ordinanza della Sindaca. Sono storia e storie a rincorrersi e intrecciarsi lungo le Mura Aureliane.  E proprio nuove storie e punti di vista – sulle Mura e dalle Mura – si offrono ora ai cittadini.

Un passaggio del camminamento di via Campania sulle Mura Aureliane a Roma (foto roma capitale)

Come e quando visitare le Mura. Camminamento viale Pretoriano (accesso tra via dei Frentani e via dei Ramni) – Ingresso contingentato (max 15 persone per volta); camminamento via Campania (accesso via Campania di fronte al civico 31) – Ingresso contingentato (max 10 persone per volta). Orari: dal 3 luglio al 26 settembre 2021, ogni sabato e domenica dalle 9 alle 12 (ultimo ingresso alle 11.30). Durata 30 minuti circa. Biglietto per singoli visitatori: ingresso gratuito fino al 26 settembre 2021, comprensivo di visita guidata con prenotazione obbligatoria su www.sovraintendenzaroma.it; orari visite guidate 9, 10 e 11. Gruppi con guida propria: ingresso gratuito fino al 26 settembre 2021 con prenotazione obbligatoria al numero 060608; orari visite guidate 9.30, 10.30 e 11.30.

Uno scorcio del camminamento di via Campania nelle Mura Aureliane di Roma (foto roma capitale)
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Un tratto del camminamento di viale Pretoriano sulle Mura Aureliane (foto roma capitale)

Per la prima volta dunque i visitatori potranno ammirare la maestosità del tratto murario in via Campania, conservatosi con due ordini di arcate risalenti, nell’impianto originario, all’epoca dell’imperatore Onorio (401-403 d.C.), poi divenuto muro di confine della Villa Boncompagni-Ludovisi e, dai primi decenni del Novecento, sede di studi d’artista. Ma anche il tratto, dall’aspetto meno imponente, in viale Pretoriano, modificato per l’interro di almeno 5 metri – realizzato per livellare l’antica orografia alle quote della città moderna – e per la costruzione di Villa Gentili, poi Dominici, che portò alla trasformazione dell’antico camminamento in una passeggiata con vista su città e campagna, cui oggi il restauro della Sovrintendenza Capitolina ha restituito la situazione esistente nel XVIII secolo.

Uno scorcio del camminamento di viale Pretoriano nelle Mura Aureliane a Roma (foto roma capitale)

L’apertura dei due tratti del settore Nord del monumento segna la prima tappa di un iter di valorizzazione dell’intero circuito teso a rendere percorribili i circa sei chilometri del camminamento di ronda, tuttora conservato. L’obiettivo, è duplice. Da un lato, una più incisiva valorizzazione e fruibilità del più rilevante complesso monumentale e architettonico della città. Dall’altro, offrire agli osservatori, romani ma non solo, la percezione del legame vivo che le Mura rappresentano tra la città antica e quella moderna, proponendo una passeggiata da un osservatorio privilegiato sull’Urbe e sulle Mura stesse, in un nuovo approccio conoscitivo e divulgativo, che guarda al circuito difensivo come protagonista di un racconto attraverso secoli di storia della città.

Suggestivi scorci del camminamento di via Campania nelle Mure Aureliane a Roma (foto roma capitale)

Imponente cornice dell’Urbe, le Mura Aureliane portano i “segni” del suo sviluppo, a partire dalla loro edificazione, voluta dall’imperatore Aureliano tra 271 e 275 per salvaguardare la città da possibili attacchi delle popolazioni barbariche provenienti dall’Europa del Nord, fino ad arrivare ai nostri giorni, attraverso trasformazioni, danneggiamenti, restauri. Il circuito, che originariamente correva per 18,837 chilometri, oggi rimane per una lunghezza di poco più di dodici. Edificate, inglobando monumenti preesistenti che si trovavano lungo il loro tracciato, le Mura sono diventate rapidamente uno dei simboli della città, tanto da attirare l’attenzione dei Papi che, dal XV secolo, hanno lasciato gli stemmi del proprio casato sulla cortina, “firmando” così ogni intervento effettuato.

Edicole monumentali inserite nei secoli sulle Mura Aureliane di Roma (foto roma capitale)

Nel 1847, in seguito al motu proprio di Pio IX, il monumento è pervenuto all’Amministrazione Capitolina. La proclamazione di Roma Capitale del Regno d’Italia, il 20 settembre 1870, ha però segnato l’inizio del declino delle Mura che, persa la loro funzione difensiva, hanno comunque mantenuto quella daziaria fino agli inizi del XX secolo. Ad essere mutati, però sono stati soprattutto gli sguardi. Le Mura sono state vissute come “un ingombrante residuato dell’Era pontificia”. Lo sviluppo edilizio della città ha fatto il resto. L’urgenza di nuovi spazi e abitazioni ma anche questa interpretazione politica del loro valore simbolico, ha fatto sentire “stretta” la cornice delle Mura Aureliane che così, nel pieno dell’espansione edilizia della Capitale, sono state in parte demolite e frammentate in vari segmenti con l’apertura di numerosi varchi e strade per unire il centro storico e i nuovi quartieri previsti dal Piano Regolatore del 1883. L’interesse scientifico e conservativo per il monumento si è riacceso solo a partire dai primi anni del Novecento, quando però ormai le Mura erano state ampiamente danneggiate e trasformate.  

“Veio: Lost City”, è il progetto di ricerca, tutela e valorizzazione condiviso dal ministero della Cultura con la Sapienza Università di Roma e l’Ente Regionale Parco di Veio. Nuova edizione della “Guida Archeologica del Parco di Veio”

L’Apollo di Veio (510-500 a.C.): statua acroteriale, terracotta policroma plasmata a mano, dal santuario del Portonaccio, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Si chiama “Veio: Lost City”, titolo che richiama l’aura leggendaria di una città scomparsa, da riscoprire e valorizzare e non da esplorare e saccheggiare alla maniera dei ‘cercatori di tesori’, è il progetto di ricerca, tutela e valorizzazione condiviso dal ministero della Cultura con la Sapienza Università di Roma e l’Ente Regionale Parco di Veio, che da molti anni spende impegno ed energie per la promozione del territorio (www.parcodiveio.it). Le problematiche relative al sito archeologico di Veio sono tornate di attualità all’indomani del servizio di Striscia la notizia che ha denunciato l’intrusione di estranei nell’area archeologica dell’antica Veio, nonostante che penetrare nelle aree archeologiche chiuse e recintate senza autorizzazione della Soprintendenza e manomettere i beni archeologici (sia pure con buone intenzioni) sia un reato e metta a rischio proprio quelle testimonianze di arte e di cultura che si intendono apprezzare e proteggere. Il pianoro urbano della città di Veio è un sito archeologico e naturalistico di grande estensione, compreso nel Parco di Veio e incuneato nel XV Municipio di Roma Capitale, che spesso viene trascurato e dimenticato dai normali percorsi turistici. Ma il territorio riserva ancora scorci meravigliosi e paesaggi sorprendenti per i visitatori che vi si avventurano, magari come pellegrini lungo la Via Francigena.

La copertina della “Guida archeologica del Parco di Veio”

Progetto “Veio: Lost City”. La collaborazione dei dipartimenti della Sapienza di Architettura e Progetto e di Scienze dell’Antichità fornisce le competenze necessarie a programmare un piano strategico di riqualificazione dell’area archeologica e naturale, alla quale prendono parte attiva la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, competente per territorio; la direzione dei Musei statali della Città di Roma, titolare del santuario di Portonaccio; e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove le maggiori testimonianze archeologiche di Veio sono esposte. i interventi di progetto coniugano gli obiettivi di riqualificazione e valorizzazione con le esigenze di messa in sicurezza e accessibilità delle aree archeologiche attualmente chiuse al pubblico. A tempo debito saranno coinvolti nella progettazione, anche gli enti locali interessati al territorio di Veio, che si estende su diversi comuni e arrivava nell’antichità fino alla riva destra del Tevere. Un primo risultato è stato già ottenuto dal Parco di Veio, che in accordo con la Soprintendenza ha portato a termine la nuova edizione della “Guida Archeologica del Parco di Veio”, che a breve verrà presentata nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, inaugurando così la nuova stagione di valorizzazione della “città scomparsa” etrusca e romana.​

Roma. Al via le passeggiate serali nell’area archeologica dei Fori Imperiali con video sulla Colonna Traiana al museo multimediale sotto Palazzo Valentini. Visita guidata itinerante in sicurezza con ingressi contingentati. Gratuita con MIC Card

Il Foro di Cesare nel percorso serale dell’area archeologica dei Fori Imperiali (foto roma in comune)

Dal 24 giugno 2021 al via le passeggiate serali nell’area archeologica dei Fori Imperiali a Roma. Grazie a un protocollo d’intesa tra la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha messo a disposizione del pubblico l’accesso al museo multimediale sotto Palazzo Valentini, dal 24 giugno al 26 settembre 2021, tutte le sere dalle 18.30 alle 21.50 (ultimo ingresso), i visitatori, con l’acquisto del solo biglietto dei Fori Imperiali, potranno fruire di una passeggiata serale in una delle aree archeologiche più suggestive di Roma. I servizi museali e l’organizzazione sono di Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei per l’apertura di Palazzo Valentini. La visita della durata complessiva di circa 1 ora e 30 minuti, con accesso dalla biglietteria dei Fori Imperiali in prossimità della Colonna Traiana, è itinerante e condotta da guide in lingua italiana.

Il museo multimediale sotto Palazzo Valentini al Foro di Traiano a Roma (foto palazzo valentini)

Il percorso inizia dal museo multimediale sotto Palazzo Valentini, dove i visitatori potranno vedere un filmato, a cura di Piero Angela e Paco Lanciano, con la ricostruzione virtuale della Colonna Traiana che permette di osservare da vicino i bassorilievi e la campagna militare che essi raccontano: la conquista della Dacia, l’attuale Romania, da parte dell’imperatore Traiano. Un racconto straordinario che si conclude con la morte del re Decebalo e il trionfo dell’imperatore (durata 13 minuti circa). Dopo la visione del filmato, i visitatori proseguiranno con la visita guidata itinerante che dal Foro di Traiano, attraverso il passaggio sotto via dei Fori Imperiali, conduce al Foro di Cesare con uscita da via Bonella su via dei Fori Imperiali, in prossimità di largo Corrado Ricci / via della Salara Vecchia.

La Colonna Traiana dominava il foro di Traiano a Roma (foto Graziano Tavan)

Nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19, è previsto l’ingresso contingentato all’area (max 9 persone ogni 20 minuti), la misurazione della temperatura (non è possibile accedere con temperatura uguale o superiore a 37,5°), il distanziamento interpersonale. Obbligatorio l’uso della mascherina. La visita è compresa nel biglietto dei Fori Imperiali. Consigliato il preacquisto on line sul sito www.sovraintendenzaroma.it oppure al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19), con 1 euro di prevendita. I biglietti sono acquistabili anche sul posto, nella biglietteria posta in prossimità della Colonna Traiana: intero, 4 euro; ridotto, 3 euro. Riduzioni e gratuità secondo tariffazione vigente. Per i possessori della MIC card ingresso e visita gratuiti, con prenotazione consigliata allo 060608. Gruppi con guida propria (max 13 persone + la guida): potranno prenotare l’ingresso allo 060608 ma non potranno accedere al museo multimediale di palazzo Valentini per motivi di capienza. Il percorso riguarderà quindi solo l’area archeologica.