Aquileia. Aperte le prenotazioni (obbligatorie) on line gratuite per la XIII edizione dell’Aquileia Film Festival: sette serate tra archeologia, storia e attualità dal 26 luglio al 2 agosto
Al via le prenotazioni per la XIII edizione dell’Aquileia Film Festival: sette serate tra archeologia, storia e attualità. Il 26 luglio 2022 prende infatti il via la tredicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, che animerà Aquileia con film, conversazioni e libri fino al 2 agosto, sul palcoscenico naturale di piazza Capitolo. Tutte le serate iniziano alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria: si può già scegliere e prenotare il posto su https://www.eventbrite.it/o/fondazione-aquileia-46011520753. Il Festival è organizzato dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Fondazione So.Co.Ba., Scuola Mosaicisti del Friuli e il sostegno di Solaris Yachts. Apertura con omaggio a Pasolini. Conflitti e patrimonio culturale a rischio al centro del film e dell’incontro con la scrittrice e architetto palestinese Suad Amiry ospite il 29 luglio. Ampio spazio alle produzioni girate in Friuli Venezia Giulia. “Il cinema è uno strumento potente per entrare in connessione con le persone”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “per trasmettere il valore della storia attraverso l’emozione del racconto. Questa edizione del Festival propone un programma variegato con due tematiche principali e di stretta attualità: l’acqua, risorsa quanto mai preziosa e fondamentale per lo sviluppo delle antiche civiltà e il patrimonio culturale a rischio durante i conflitti bellici. Come Festival e come sito UNESCO rinnoviamo il nostro impegno a diffondere e condividere la bellezza, la consapevolezza e il valore del nostro patrimonio”.
Prato Carnico (Ud). Serata speciale per la Festa della Musica con tanta musica e archeologia: Paola Selva (musicista) & Roswitha Del Fabbro (archeologa) in “Mi ritrovai per una Selva…”; e concerto di Francesco Sgrò
Serata speciale a Prato carnico (Ud) per la Festa della Musica. Appuntamento il 21 giugno 2022, nella piazzetta della Fontana della frazione di Prato (in caso di pioggia Auditorium di Pieria) per due eventi con ingresso gratuito organizzati dall’associazione culturale CulturArti (A.C.CulturArti) in partenariato con il Comune di Prato Carnico e la Pro Loco Val Pesarina, e sono finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli. Alle 19: PAOLA SELVA & ROSWITHA DEL FABBRO in concerto “Mi ritrovai per una Selva…” (chitarra acustica), nell’ambito del progetto “Anche le statue parlano”: la incontriamo nei primi versi della Divina Commedia di Dante Alighieri: la Selva. Un bosco fitto, buio e misterioso è il La da cui prende spunto lo spettacolo di Paola Selva, giocando sull’evidente omonimia. Un’archeologa (Roswitha Del Fabbro) e una musicista (Paola Selva) cercano di uscire dalla metaforica selva densa di falsi storici, enigmi, svarioni, bufale ed errate interpretazioni, ma anche di reperti eccezionali della storia dell’archeologia. Mistero, ironia e musica s’intrecciano in un unico spettacolo che racconta l’archeologia da un’angolazione inconsueta, scavando in tutto ciò che nella Storia ufficiale è difficile trovare. Alle 20, FRANCESCO SGRO’ in concerto (voce e chitarra), nell’ambito del Festival Frattempi/2: Passeggeri del tempo: intimo, analogico, riflessivo ed emotivo. Questo è Sgrò. Attualmente sta promuovendo il suo disco d’esordio, Macedonia, uscito a fine 2021, un disco pieno di frutta acerba ma coloratissima. Negli ultimi due anni si è esibito al Lumen Festival di Vicenza, al MEI di Faenza, al WOM di Lucca, al Ripartire Festival di Lucca, al Passatelli in Bronson di Ravenna e al Viareggio Music Festival. Inoltre la scorsa estate ha organizzato il Manchi solo tour, un tour per strada, chitarra e voce, lungo la riviera adriatica dall’Emilia fino alla Puglia. Quest’anno ha suonato a Casa Sanremo, selezionato da Rockit e Officine Buone. Di recente ha suonato per Sofar Bologna. A luglio suonerà al Lets Festival a Castelfranco di Sotto e all’Alborelle Music Festival. Nel 2021 è risultato vincitore della residenza artistica per giovani cantautori “Mille anni al mondo mille ancora” (Festival Frattempi), che si è tenuta dal 27 al 29 agosto in Val Pesarina.
Udine. Webinar “Archeomafie e dintorni – mappe e organizzazioni del traffico illecito di materiali archeologici” organizzato dall’associazione A.C.CulturArti nell’ambito del 3° Festival dell’Archeologia Pubblica “senzaConfini”. Tra i relatori: Lucio Milano, Massimo Vidale, F. Mario Fales

La sottrazione di opere d’arte e reperti archeologici non solo procura un danno patrimoniale allo Stato di inestimabile valore, ma depaupera anche ogni singolo cittadino. Questa forma di arricchimento illecito molto spesso è gestita da organizzazioni malavitose. Se ne parla lunedì 20 dicembre 2021, dalle 15.30 alle 18, nel webinar “Archeomafie e dintorni – mappe e organizzazioni del traffico illecito di materiali archeologici” organizzato dall’associazione A.C.CulturArti di Udine in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Aquileia ed è inserito nel programma del 3° Festival dell’Archeologia Pubblica “senzaConfini”, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’evento si tiene in diretta sulla piattaforma Zoom (iscrizione gratuita https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN__f16BRo3QGyc67yw7AJ8bw) e sulla pagina Facebook di A.C.CulturArti (www.facebook.com/A.C.CulturArti/videos), in differita sul canale YouTube di A.C.CulturArti (https://www.youtube.com/channel/UCBErWhQdXqcP8w6UvCJvyew). Sono definite “archeomafie” le organizzazioni che operano nel campo degli scavi clandestini, del furto e del traffico illecito internazionale di reperti archeologici. Di questi argomenti di riconosciuto interesse, si occuperà il convegno “Archeomafie e dintorni”. L’evento, attraverso relazioni tenute da studiosi di fama internazionale, sarà in grado di concorrere all’aggiornamento degli operatori del settore, arricchendo le loro competenze e contribuendo a illustrare gli strumenti e metodi tuttora in atto per monitorare e contrastare la vasta gamma di atti e traffici criminosi connessi.

PROGRAMMA. Alle 15.30, saluti e presentazioni d’apertura: Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia; Roswitha Del Fabbro, presidente di A.C.CulturArti; F. Mario Fales, direttore scientifico di A.C.CulturArti. Parte prima: Perché “Archeomafie e dintorni” nell’archeologia pubblica: punti di vista. Interventi: Lucio Milano, università Ca’ Foscari di Venezia: “Lo scenario italiano: incontri recenti e implicazioni future”; Carlo Pavolini, università della Tuscia: “Riorganizzazione del Ministero e tutela del territorio – visuali a confronto”. Parte seconda: scorci d’Oriente. Interventi: Stefano Campana, università di Siena: “Alcune considerazioni sui primi risultati delle valutazioni dei danni provocati dall’ISIS al patrimonio archeologico iracheno: Hatra”. Massimo Vidale, università di Padova: “Alcune considerazioni sui primi risultati delle valutazioni dei danni provocati dall’ISIS al patrimonio archeologico iracheno: Ninive”. Parte terza: “Archeomafie e dintorni”. Interventi: Tsao Cevoli, direttore rivista “Archeomafie”: “I risultati e l’impatto delle indagini pluriennali della rivista”; Lidia Vignola, direttore Osservatorio Internazionale “Archeomafie”: “Il database e i risultati accessibili presso l’Osservatorio”. F. Mario Fales: “Saxa nondum loquuntur? Conclusioni parziali e provvisorie”.
Udine. “Nuove scoperte dell’università di Udine nel Kurdistan iracheno: acqua, vino e divinità dell’antica Mesopotamia”: incontro in presenza a Palazzo Antonini e on line in diretta streaming
Dodici imponenti rilievi rupestri raffiguranti il sovrano e i grandi dei d’Assiria lungo un grande canale d’irrigazione scavato nella roccia rappresentano l’ultimo eccezionale risultato delle ricerche della missione archeologica dell’università di Udine e della direzione delle Antichità di Duhok guidata dal professor Daniele Morandi Bonacossi e dal dottor Hasan Ahmed Qasim in una terra, la Mesopotamia del nord, cruciale per la storia rimasta inesplorata per decenni a causa della complessa situazione politica che l’ha caratterizzata fino ad anni recenti. Era il dicembre 2019 quando il progetto di ricerca, tutela, restauri, valorizzazione, formazione e cooperazione internazionale fu presentato a Roma nella sede di rappresentanza della Regione Friuli-Venezia Giulia. Una scoperta che non passò inosservata tanto che nel 2020 la giuria internazionale dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” le ha assegnato il premio di scoperta, consegnato solo a fine novembre 2021 (causa Covid) alla XXIII Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (vedi Paestum, XXIII Borsa mediterranea del Turismo archeologico: assegnato alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto” la 7ma edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, scelta tra le cinque più importanti del 2020. A novembre sarà consegnato anche il premio della 6° edizione (saltato per il Covid) andato alla scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia presso il sito di Faida (Iraq) | archeologiavocidalpassato).


Il logo del progetto archeologico regionale “Terre di Ninive” (“Land of Nineveh Archaeological Project”)
Giovedì 9 dicembre 2021, alle 16, a cura del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive (PARTEN), incontro su “Nuove scoperte dell’università di Udine nel Kurdistan iracheno: acqua, vino e divinità dell’antica Mesopotamia”: in presenza nella sala Gusmani di Palazzo Antonini a Udine (per partecipare di persona – max 60 posti – scrivere una mail a francesca.simi@uniud.it); oppure on line con la diretta streaming: https://youtu.be/x5kL1NRmcD8. Programma. Saluti di Roberto Pinton, magnifico rettore dell’università di Udine; Linda Borean, direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale; Fabrizio Cigolot, assessore Cultura del Comune di Udine; Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli; Guido Giordano, Dipartimento di Scienze, sezione Geologia, università Roma Tre; Francesco Zorgno, ArcheoCrowd srl; Paolo Girardi, ceo di 3DTarget; Alessia Rosolen, assessore Lavoro, Ricerca e Università della Regione Friuli Venezia Giulia. Seguono gli interventi; Daniele Morandi Bonacossi, direttore del Progetto PARTEN e professore di Archeologia del Vicino Oriente antico, università di Udine, su “Presentazione dei risultati e delle nuove scoperte del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive 2019-2021”; Francesca Simi, vicedirettrice del Progetto PARTEN e assegnista di Ricerca, università di Udine, su “Archeologia Pubblica e protezione del patrimonio archeologico in uno scenario post-bellico”; Alessandro Cecili, responsabile Tecnico di Lab GIS, Dipartimento di Scienze, Università Roma Tre, su “Presentazione della visita virtuale di Faida”.


Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione dell’università di Udine, davanti al rilievo 4 scoperto a Faida, nel Kurdistan iracheno (foto Alberto Savioli / LoNAP)
Durante l’incontro saranno presentati i più recenti risultati dell’attività di scavo che vede gli archeologi del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive del DIUM impegnati nell’investigazione della regione di Duhok, nel Kurdistan iracheno settentrionale. Si tratta del frutto di un paziente lavoro di documentazione, analisi e conservazione di un patrimonio culturale di straordinaria rilevanza, che ci ha restituito testimonianze di uno dei più antichi acquedotti noti, di un’area di produzione vinaria su scala “industriale” di 2700 anni fa (probabilmente, di nuovo, la più antica che conosciamo, almeno per quel che riguarda la Mesopotamia). L’area di produzione messa in luce comprendeva 14 vasche di grandi dimensioni scavate nella roccia: l’uva veniva spremuta in quelle superiori, di forma rettangolare, e il succo così ottenuto scorreva verso il basso e veniva raccolto in pozzetti circolari posti al di sotto. Da qui veniva poi versato in grandi giare, dove lo si lasciava fermentare. Il ritrovamento rappresenta una conferma importante del forte aumento della domanda di vino da parte delle élite assire tra VIII e VII secolo a.C., fino ad ora documentato solo dalle fonti scritte e dall’analisi di resti archeobotanici di vinaccioli rinvenuti in numerosi siti coevi nella vasta regione un tempo appartenuta all’impero assiro. Il ritrovamento ha permesso soprattutto di recuperare i dodici rilievi rupestri monumentali appartenenti al complesso di Faida che, come detto, è valsa al coordinatore del progetto, il prof. Daniele Morandi Bonacossi, l’edizione 2019 dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”. Durante l’evento sarà lanciata la visita virtuale dei rilievi assiri di Faida: The Virtual Tour of Faida to be launched soon! – Terra di Ninive.
Al via la XII edizione di Aquileia Film Festival con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto. E la conversazione con Paolo Mieli che presenta il libro “La terapia dell’oblio”

Con una serata-evento dedicata al centenario del Milite Ignoto il 27 luglio 2021 prende il via la dodicesima edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Regione FVG, Fondazione So.Co.Ba. e il prezioso sostegno di Solaris Yachts (vedi XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato | archeologiavocidalpassato). “Evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. L’evento per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia. La prenotazione è obbligatoria su www.fondazioneaquileia.it.

Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” ( Italia 1921, durata 77’. Federazione Cinematografica Italiana e Unione Fototecnici: formato originale 35mm (4/3), lunghezza 1680 m.; lingua: muto) in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli nel 2006-2007 a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il film sarà accompagnato dal vivo dalle note di Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. Il 28 ottobre 1921 Maria Bergamas, madre di un fante italiano disperso sul fronte della prima guerra mondiale, sceglie tra undici bare con le salme di soldati non identificati quella del Milite Ignoto, in una cerimonia che si tiene all’interno della Basilica di Aquileia. Il feretro, caricato su un convoglio speciale, parte alla volta di Roma, dove viene tumulato il 4 novembre al Vittoriano. Riprese effettuate dal 28 ottobre al 4 novembre 1921 a Trieste, Aquileia, Grado, Udine, Codroipo, Pordenone, Sacile, Conegliano, Venezia, Mestre, Montegrotto, Pontelagoscuro, Ferrara, Firenze, Arezzo, Orvieto, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bergamo, Catania, Messina, Torino.


Paolo Mieli, giornalista e storico
La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si partirà dai temi del film, dal Milite Ignoto, e poi si parlerà del suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli. I percorsi storici, le vie della storia sono costellate di manipolazioni e dimenticanze, talvolta casuali, ma più spesso determinate dalla volontà di legittimare ideologie e giustificare regimi. Talvolta prevale il bisogno di dimenticare perché il ricordo è insopportabile: sono i meccanismi psicologici di difesa che ognuno porta dentro di sé e che ci aiutano a liberarci di un passato troppo invadente che non ci consente di vivere annullando i vincoli costrittivi. C’è poi un contrasto insanabile fra storia e memoria, ovvero fra il ricordo personale dei fatti e una ricostruzione più oggettiva e riflessa. Della “terapia dell’oblio” fanno parte delle curiose amnesie, come quella della Rivoluzione napoletana del 1799 che la restaurazione della monarchia borbonica condannò alla distruzione di tutti i documenti, in modo da non lasciarne traccia. In questo caso, come in tanti altri, si trattò di una “terapia dell’oblio” utile alla conservazione di un potere che si autolegittima. La “terapia dell’oblio” indispensabile nelle persone, pericolosa quando viene esercitata dalle istituzioni, e comunque utile contro gli “eccessi della memoria” che possono rovinare le vite personali come quelle dei popoli. Oggi sembra necessaria una somministrazione sapiente di dimenticanza anche in ambito storico e politico. Alla fine del Purgatorio di Dante, le anime dirette in Paradiso lavano i propri peccati nel fiume Lete per rimuovere le cose cattive del passato. Ma attenzione: riconoscono prima i loro peccati.
XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato

Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto 2021 nella XII edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, fondazione So.Co.Ba. e PromoTurismoFvg con il sostegno di Solaris Yachts. Per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. È obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Tutte le serate, tranne sabato 31 luglio, saranno trasmesse anche in streaming sul sito www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista), Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Serata-evento. “Il Festival si apre martedì 27 luglio 2021 con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dal vivo suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli che presenterà anche il suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.


L’archeologo navale Francesco Tiboni

Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

Star di Aquileia Film Festival sarà anche quest’anno Alberto Angela che chiuderà la kermesse intervistato da Piero Pruneti (foto Massimo Goina)
Le serate dell’archeologia. Ospiti delle serate dell’archeologia nei giorni successivi e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Francesco Tiboni, archeologo navale (28 luglio), Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia (29 luglio), Alberto Angela in diretta streaming (30 luglio). Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con la proiezione del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente, dove per la prima volta nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. A seguire la conversazione-intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e in chiusura il cortometraggio “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville sugli Incas, che nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. Giovedì 29 luglio 2021, alle 21, il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane ci porterà alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Ospite della serata Cristiano Tiussi, archeologo, che approfondirà l’importanza strategica del porto fluviale di Aquileia per la storia della città. In chiusura grazie al cortometraggio “Elarmekora” di Clément Champiat seguiremo una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo. Venerdì 30 luglio 2021, alle 21, la serata si apre con il cortometraggio “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol che segue una squadra di archeologi al largo delle coste di Tolone, in Francia, che sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One”. Protagonista della serata Alberto Angela in diretta streaming con la presentazione dei suoi due ultimi libri della trilogia di Nerone “L’ultimo giorno di Roma” e “L’inferno su Roma” editi da Harper Collins.

Il gruppo Maram Oriental Ensemble
Il concerto. Sabato 31 luglio 2021, alle 21, la musica di MARAM Oriental Ensemble ci porterà lungo la sponda orientale del Mediterraneo, partendo dal Marocco percorrendo tutto il Nord Africa, passando per l’Egitto, fermandosi in Palestina, Libano, Siria, Iraq e arrivando fino alla Turchia. L’evento è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” e alterna musica, lettura scenica e proiezioni.

Fuori concorso – Il Patriarcato di Aquileia e Le città ideali. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti: lunedì 2 agosto ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini, prodotto da All e Arlef. “Patriae” è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Il film è in lingua friulana sottotitolato in italiano. A seguire la conversazione con il regista D’Agostini e con Angelo Floramo. Martedì 3 agosto, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” con la regia di Amir Muratović: nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, infatti, in un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica, città create a partire da un progetto unitario.
Friuli-Venezia Giulia. Ad Aquileia riaprono il museo Archeologico nazionale, il porto fluviale e la Domus e Palazzo episcopale. Chiuse le altre aree archeologiche per lavori. A Cividale il museo Archeologico nazionale

La Regione Friuli-Venezia Giulia passa in zona gialla, così la Fondazione Aquileia può annunciare le prime riaperture. Si comincia da lunedì 26 aprile 2021 con il porto fluviale dell’area archeologica e il passaggio di collegamento attraverso il fondo Cossar: apertura tutti i giorni dalle 9 alle 18. Le altre aree archeologiche rimangono chiuse in quanto interessate da cantieri di lavoro. La Domus e Palazzo episcopale sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, il sabato dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 10 alle 18. Il sabato, la domenica e i giorni festivi l’accesso è consentito su prenotazione da effettuare con 24 ore di anticipo telefonando al 3317481796. Il museo Archeologico nazionale di Aquileia aprirà invece martedì 27 aprile 2021, dalle 10 alle 18. La domenica e i festivi è obbligatoria la prenotazione.

Da lunedì 26 aprile 2021 apre anche il museo Archeologico nazionale di Cividale con ingresso contingentato. Questo l’orario di apertura: lunedì, 9-14; da martedì a domenica, 8.30-19.30. Per prenotazioni tel. 0432 700700. “Chi se non lui, il nostro cavaliere, come migliore portafortuna per un tuffo nel giallo oro? Quello inossidabile e inattaccabile, quello che dura nel tempo”, è il commento beneaugurante postato sui social del Man di Cividale. “Alla vigilia di una zona gialla e dentro un 25 aprile che ci vede un po’ cambiati, un grande in bocca al lupo da tutto il personale del Man-Cividale per le ripartenze di domani, quando saremo tutti in prima linea nell’impegno di una ripresa responsabile e duratura. Buon 25 Aprile e godiamoci bene questa benedetta zona gialla”.
Il ritrovamento dei dieci rilievi rupestri di Faida nel Kurdistan iracheno da parte dell’università di Udine premiato come la scoperta archeologica più importante del 2019 con l’assegnazione della sesta edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” promossa dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e da Archeo
La scoperta dei “dieci rilievi rupestri assiri nel Kurdistan Iracheno” ha vinto la sesta edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e da Archeo, e assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia) e da quest’anno anche con British Archaeology (Regno Unito) la testata del prestigioso Council for British Archaeology. E queste testate hanno segnalato la scoperta in Kurdistan, rispetto alle altre finaliste candidate alla vittoria per il 2020: Cambogia: la città perduta di Mahendraparvata capitale dell’impero Khmer nella foresta sulle colline di Phnom Kulen a nord-est di Angkor; Israele: a Motza a 5 km a nord-ovest di Gerusalemme una metropoli neolitica di 9.000 anni fa; Italia: a Roma la Domus Aurea svela un nuovo tesoro, la Sala della Sfinge; Italia: nell’antica città di Vulci una statua di origine etrusca raffigurante un leone alato del VI secolo a.C. Il Premio sarà consegnato a Daniele Morandi Bonacossi, direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’università di Udine, venerdì 9 aprile 2021 (non più venerdì 20 novembre 2020, dopo i provvedimenti restrittivi dovuto all’emergenza sanitaria da Covid-19) alla presenza di Fayrouz, archeologa e figlia di Khaled al-Asaad, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. I rilievi rupestri del Kurdistan Iracheno si aggiudicano anche lo “Special Award”, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della BMTA. L’importanza della scoperta archeologica compiuta dall’università di Udine è stata riconosciuta anche da Aliph, l’unico fondo globale dedicato esclusivamente alla protezione e riabilitazione del patrimonio culturale in aree di conflitto e post-conflitto, che ha finanziato la documentazione dei rilievi assiri di Faida e l’elaborazione di un progetto di restauro e protezione di questo monumentale complesso di arte rupestre gravemente minacciato da vandalismo e dall’espansione delle attività produttive del vicino villaggio (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/12/10/grandi-dei-e-sovrani-scolpiti-nella-roccia-lungo-un-imponente-canale-dirrigazione-la-grande-scoperta-delluniversita-di-udine-nel-kurdistan-iracheno-illustrata-a-roma-il-team-di-dan/).

L’International Archaeological Discovery Award, il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. Nella 1ª edizione (2015) il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri per la Tomba di Amphipolis (Grecia); la 2ª edizione (2016) all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del Presidente Dominique Garcia, per la scoperta della Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner Direttore della missione archeologica che ha scoperto la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, Responsabile degli scavi, per la scoperta della “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, Responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo.

“Da oltre 25 anni il nostro ateneo opera nel Vicino Oriente, prima in Siria e ora nel Kurdistan iracheno, con un gruppo di lavoro di archeologi, studenti e specialisti di varie discipline guidato dal prof. Morandi Bonacossi”, dice il rettore, Roberto Pinton. Gli importanti riconoscimenti di oggi sono frutto del pieno e convinto sostegno dell’intero Dipartimento, dell’Università, di tutti i rettori che si sono succeduti e, aspetto assolutamente non irrilevante, di un intero sistema regionale e nazionale. Il premio per l’eccezionale scoperta dei rilievi assiri di Faida e l’importante finanziamento ricevuto da parte di ALIPH per garantire protezione e conservazione di questo patrimonio culturale dell’umanità sono per l’università di Udine motivo di grande orgoglio e soddisfazione”. E Daniele Morandi Bonacossi sottolinea: “L’attribuzione dell’autorevole premio della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico intitolato a Khaled al-Asaad alla scoperta dei rilievi assiri di Faida e la nuova collaborazione con ALIPH, che ha come obiettivo proprio la tutela di questi straordinari monumenti di arte rupestre sono traguardi molto importanti per il nostro progetto, frutto di una stretta collaborazione con i colleghi e le autorità del Kurdistan e di una sinergia sistemica fra il nostro Ateneo, il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli e ArcheoCrowd, cui si aggiunge ora anche ALIPH. Questi due riconoscimenti rafforzano la convinzione che l’università di Udine, sede del primo dipartimento in Italia dedicato alla storia e tutela dei beni culturali, possa e debba dare un importante contributo internazionale allo studio, documentazione, protezione e valorizzazione del patrimonio culturale dell’umanità minacciato da conflitti e degrado. Il sostegno di ALIPH, infatti, consentirà di elaborare un progetto di tutela e restauro dei rilievi assiri di Faida”.

Il progetto Kurdish-Italian Faida Archaeological Project (KIFAP) è diretto da Daniele Morandi Bonacossi e da Hasan Ahmed Qasim, rispettivamente per l’università di Udine e la direzione delle Antichità di Duhok. Lo scavo dei rilievi assiri di Faida si svolge in una terra, la Mesopotamia del nord, cruciale per la storia e rimasta inesplorata per decenni a causa della complessa situazione politica e d’instabilità che l’ha caratterizzata fino ad anni recenti. Ricerca, tutela, restauri, valorizzazione, formazione e cooperazione internazionale sono i cardini del progetto, che è sostenuto anche da Repubblica dell’Iraq, Governo Regionale del Kurdistan – Iraq, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Consolato d’Italia a Erbil e Ambasciata d’Italia a Baghdad, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd srl e Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “Il Faida Salvage Project incarna molti dei valori di ALIPH, ovvero la realizzazione di azioni concrete per proteggere un sito culturale unico che è stato minacciato da conflitto. Il successo di questo progetto, coordinato dal team dell’Università di Udine diretto dal Prof. Daniele Morandi Bonacossi, è il risultato di vari anni di impegno e collaborazione con le comunità, le autorità e gli esperti locali”, afferma il direttore generale Valéry Freland. “Il riconoscimento assegnato ai rilievi di Faida dallo International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è la conferma del loro valore e importanza e ALIPH si congratula calorosamente con l’intero team per questo eccezionale riconoscimento. Quando il lavoro di valutazione e contenimento dei danni al sito sarà completato, auspichiamo che si possa procedere rapidamente alla progettazione e realizzazione delle misure di protezione del complesso archeologico. ALIPH sostiene questo importante progetto che non solo migliora la nostra comprensione di uno dei momenti chiave del passato dell’umanità, ma contribuisce anche a porre le basi per una ripresa culturale, sociale ed economica sostenibile in Iraq”.


Il logo del progetto archeologico regionale “Terre di Ninive” (“Land of Nineveh Archaeological Project”)
“L’assegnazione dello International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2020 al prof. Daniele Morandi Bonacossi per la scoperta dei rilievi assiri di Faida”, dichiara l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università Alessia Rosolen, “è motivo di orgoglio e successo per tutta la Regione Friuli Venezia Giulia. Abbiamo sostenuto sin dall’inizio l’importanza del Progetto Archeologico Regionale Terre di Ninive in un’ottica di valutazione non solo squisitamente scientifica, ma anche in rapporto ad una crescita del livello reputazionale del nostro Paese e, nello specifico, del nostro Sistema Regione, ricordandoci che la cura e la ricerca del settore archeologico riportano in essere le radici e le origini della nostra Storia Moderna. La costante sinergia messa in atto fra l’Università di Udine e la Regione FVG ha fortemente contribuito a fortificare il legame a favore della cooperazione culturale ed umanitaria nella complessa realtà dell’Iraq settentrionale e del Kurdistan iracheno”. “La Fondazione Friuli, che dal 2005 è a fianco dell’ateneo udinese a sostegno dei suoi progetti di ricerca archeologica prima in Siria e poi in Iraq”, afferma il presidente Giuseppe Morandini, “è orgogliosa del premio internazionale assegnato al prof. Morandi Bonacossi per la scoperta dei rilievi assiri di Faida e del sostegno garantito dalla Fondazione Aliph alla protezione di questo complesso di arte rupestre unico al mondo. Questo successo testimonia come l’Università di Udine, voluta dalla popolazione e dalle istituzioni del Friuli nel 1978, con il sostegno dell’intero sistema regionale abbia saputo proiettarsi ai vertici della ricerca scientifica, della cooperazione internazionale e della tutela del patrimonio culturale minacciato da conflitti”. E il presidente di ArcheoCrowd, Francesco Zorgno, conclude: “ArcheoCrowd è orgogliosa di far parte della squadra che ha reso possibile questo progetto. L’elevatissimo valore di questo riconoscimento sarà uno stimolo importante a quegli imprenditori privati che, come noi, intendono affiancare il pubblico nel sostegno della ricerca archeologica”.
I rilievi rupestri di Faida. Nell’estate e autunno del 2019, la missione congiunta italo-curda “IAMKRI Italian Archaeological Mission to the Kurdistan Region of Iraq”, coordinata da Daniele Morandi Bonacossi dell’università di Udine con la direzione delle Antichità di Duhok guidata da Hasan Ahmed Qasim, ha individuato presso il sito archeologico di Faida, a 50 km da Mosul, dieci imponenti rilievi rupestri di epoca assira (VIII-VII secolo a.C.) scolpiti nella roccia lungo un antico canale d’irrigazione di 8,5 km di lunghezza. Il canale di Faida, alimentato da un sistema di risorgenti carsiche, fu fatto probabilmente scavare dal sovrano assiro Sargon II (721-705 a.C.) alla base di una collina. Oggi, il canale, che ha una larghezza media di 4 metri, è quasi completamente sepolto sotto spessi strati di terra depositati dall’erosione del fianco della collina. Dal canale principale si diramavano canali più piccoli, che consentivano di irrigare i campi circostanti e di aumentare la produzione agricola della campagna ubicata nell’entroterra di Khorsabad e Ninive, le ultime due capitali dell’impero assiro.

I pannelli rinvenuti sono imponenti, lunghi quasi 5 metri e alti 2. Sulla roccia è raffigurato un campionario straordinario di divinità e animali sacri. Le figure divine rappresentano il dio Assur, la principale divinità del pantheon assiro, su un dragone e un leone con corna, sua moglie Mullissu, seduta su un elaborato trono sorretto da un leone, il dio della Luna, Sin, anch’egli su un leone con corna, il dio della Sapienza, Nabu, su un dragone, il dio del Sole, Shamash, su un cavallo, il dio della Tempesta, Adad, su un leone con corna e un toro, e Ishtar, la dea dell’Amore e della Guerra su un leone. I rilievi, ripetuti in dieci esemplari (e altri sono verosimilmente ancora sepolti sotto ai detriti che colmano il canale), furono fatti eseguire dal sovrano assiro per celebrare la costruzione del canale d’irrigazione. I pannelli scolpiti a bassorilievo rappresentano una scena di profondo significato religioso e ideologico incentrata sull’adorazione delle divinità da parte del re e sulla celebrazione della creazione di questa importante infrastruttura idraulica destinata a garantire fertilità al territorio circostante potenziandone la produttività agricola.


“Un palinsesto di eventi così ricco di proposte – continua il sindaco – è frutto di una straordinaria collaborazione tra enti e associazioni del territorio a cui va riconosciuta la capacità di fare rete: Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, associazione nazionale per Aquileia, associazione Il Pozzo d’Oro, associazione culturale musicale San Paolino e Fondazione Radio Magica”. Le Giornate del Patrimonio coincidono anche con l’ultimo fine settimana di apertura della mostra “Da Aquileia a Betlemme” (6 euro incluso ingresso in Basilica) visitabile a Palazzo Meizlik dalle 10 alle 19.









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