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Pompei. Il parco archeologico riapre il 26 maggio con un percorso prestabilito in sicurezza. Ecco quello che si può vedere con alcune novità in anteprima

Riapre il parco archeologico di Pompei con percorsi in sicurezza (foto parco archeologico di Pompei)

L’annuncio “generico” qualche settimana fa: Pompei pronta alla riapertura. Ora c’è la data. Si parte il 26 maggio 2020 con una prima fase di due settimane che consentirà una passeggiata lungo le strade della città antica, per tornare ad ammirare i luoghi più rappresentativi del sito e godere delle loro atmosfere uniche, secondo un percorso prestabilito, su fasce orarie, e con le necessarie misure di distanziamento previste dal Ministero della Salute. Già in questa prima fase sarà possibile accedere ad alcune case dotate di ampi spazi, e scoprire alcune novità in anteprima, come la Domus di Cornelio Rufo dal bel peristilio (giardino colonnato) che ingloba il florido giardino, di recente restaurata. Dal 9 giugno 2020 seguirà una seconda fase, con due itinerari accessibili dagli ingressi di Porta Marina e Piazza Anfiteatro, con l’apertura di ulteriori spazi inediti e domus, dotate di ingresso e uscita separate, e con il supporto della tecnologia per organizzare e monitorare i flussi.

Il peristilio con florido giardino della domus di Cornelio Rufo a Pompei (foro parco archeologico di Pompei)

La casa degli Amorini Dorati a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

“Siamo lieti di annunciare finalmente la riapertura di Pompei”, dichiara il direttore generale Massimo Osanna, “e di consentire il riavvio delle attività turistiche, che daranno respiro a tante categorie che di cultura e turismo vivono. Le attività di manutenzione, grazie al lavoro dei tanti restauratori, operai e tecnici del Parco, non si sono mai fermate in questo periodo, al fine di garantire la tutela e la salvaguardia del sito ed essere pronti alla ripartenza. Riapriamo nel pieno rispetto della normativa, ma anche con novità che arricchiranno gli itinerari, trasformando le limitazioni di una visita con percorsi contingentati e obbligati, in un’opportunità di approfondimento. Sarà una Pompei da godere senza fretta e con maggiore tranquillità. Inoltre, già nella prima fase sarà possibile attraversare tutta la città, dall’Anfiteatro al Foro, anche con possibilità di seguire un itinerario del verde dei giardini pompeiani. Dai Praedia di Giulia Felice, agli Amorini dorati, alla Casa di Cornelio Rufo, riaperta dopo lungo tempo, ai giardini della Palestra grande e alla stessa necropoli di Porta Nocera o al vigneto dell’orto dei fuggiaschi. La prima fase sarà occasione, soprattutto, per le comunità dell’area vesuviana di tornare in un luogo, Pompei, che più di ogni altro rappresenta l’identità di un territorio e che si trasforma in un vero Parco urbano. Dalla seconda fase speriamo di poter accogliere visitatori da più parti di Italia e riprendere le numerose iniziative in programma, dalle mostre alle riaperture di ulteriori domus restaurate, ma anche di proseguire in maniera spedita con i vari cantieri in corso e avviare i nuovi progetti di scavo”.

La pianta dell’area archeologica di Pompei con i percorsi in sicurezza alla riapertura dopo il lockdown

La palestra grande di Pompei (foto di Pier Paolo Metelli)

Il biglietto di ingresso in questa prima fase, avrà un prezzo agevolato di 5 euro (fino all’8 giugno) e sarà acquistabile esclusivamente on-line sul sito http://www.ticketone.it ( gratuità e riduzioni come da normativa). Gli orari di visita saranno i seguenti: 9-19 (ultimo ingresso alle 17.30), con un giorno di chiusura settimanale, il lunedì. La prenotazione sarà possibile anche nella stessa giornata, fino a esaurimento disponibilità. Al momento dell’acquisto on-line il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 40 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta. L’abbonamento Pompei365 sarà prorogato per il numero di giorni, corrispondenti a quelli di chiusura connessi all’emergenza sanitaria. Il biglietto gratuito per l’accesso singolo dovrà essere richiesto sul sito http://www.ticketone.it I visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner e dovranno indossare la mascherina obbligatoriamente anche durante tutta la presenza nel sito, oltre rispettare la distanza fisica di 1 m all’aperto e 1,50 al chiuso, nel sito e al suo esterno.

La palestra grande e l’anfiteatro di Pompei (foto di Pier Paolo Metelli)

Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da COVID-19 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica. La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata dal Parco. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori. L’ingresso unico sarà quello di Piazza Anfiteatro, con possibilità di uscita, attraverso il tempio di Venere, da Piazza Esedra o da Porta Marina. La visita si svilupperà lungo un percorso a senso unico, segnalato all’interno del sito. Sarà possibile passeggiare all’interno dell’Anfiteatro, nel giardino della Palestra grande e nei Praedia di Giulia Felice, ma anche attraversare la necropoli di Porta Nocera, l’Orto dei fuggiaschi, arrivare al quartiere dei teatri e al Foro triangolare. Da via dell’abbondanza, inoltre, si potrà raggiungere il Foro con tutti i suoi edifici pubblici e religiosi, visitare lo spazio esterno delle Terme Stabiane o risalire via Stabiana fino a via del Vesuvio dove ammirare la casa di Leda e il cigno, la domus gli Amorini Dorati e le Terme centrali. Presso l’ingresso di Piazza Anfiteatro sarà possibile richiedere un servizio visite guidate, dalle 9 alle 13, a cura delle guide della Regione Campania e nazionali. I visitatori con difficoltà motoria potranno, entrando dall’ingresso di piazza Anfiteatro, seguire il percorso facilitato “Pompei per tutti”. In questa fase, è previsto il ritorno, rispettando le distanze e le precedenze di visita, verso il varco di piazza Anfiteatro, unica uscita in questa fase.

Parco archeologico di Pompei. Al ministro Franceschini in visita presentato il bilancio del Grande Progetto Pompei: conclusa la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III. Risultati raggiunti e scoperte in cifre

Il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini con il direttore generale Massimo Osanna a Pompei (foto parco archeologico Pompei)

Pompei, obiettivo raggiunto: si è conclusa con la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche della città antica, avviato nel 2014 con il Grande Progetto Pompei. In cinque anni sono stati eseguiti 76 interventi relativi ai 5 piani di intervento previsti dal Grande Progetto Pompei, di cui 51 per il piano delle opere (interventi su strutture archeologiche), 8 per il piano della conoscenza, 2 per il piano della sicurezza, 7 per il piano della capacity building, 8 per la fruizione e comunicazione. 75 sono gli interventi conclusi, di cui su 5 cantieri sono in corso le fasi di collaudo. Resta in via di conclusione il cantiere “di intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo” (GPPM), ovvero dei 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Di questo grande cantiere è stato già portato a termine l’intervento sui fronti di via del Vesuvio, di recente restituita alla fruizione con l’apertura della casa di Leda e il cigno, e nell’area del cosiddetto “cuneo”, dove sono venute in luce due domus di pregio con suggestivi affreschi, mosaici e reperti e il vicolo dei balconi, che ha ricongiunto il vicolo delle Nozze d’argento con l’arteria principale di via di Nola. Il totale della spesa al 30 gennaio 2020 è di 92 milioni di euro. “Pompei è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari”, commenta Dario Franceschini, ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, in visita ufficiale nell’area degli scavi. “Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari che sono sotto gli occhi di tutti e che sono motivo di orgoglio per l’Italia“. E il direttore generale Massimo Osanna: “A Pompei non è più il tempo delle emergenze. Abbiamo davanti a noi nuove e importanti sfide per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione degli scavi e del territorio”.

Il grande cantiere di via dell’Abbondanza a Pompei dove si affacciano le sei domus restaurate (foto parco archeologico Pompei)

Messa in sicurezza nelle Regiones I, II e III. Il cantiere diretto da un team di architetti, archeologi, ingegneri e restauratori si è concluso dopo quindici mesi di lavoro, interessando una vasta area – le Regiones I e II nel quadrante sud orientale della città e la Regio III, solo parzialmente scavata, che si sviluppa tra via dell’Abbondanza a Sud e via di Nola a Nord, comprendente le botteghe e i numerosi thermopolia lungo la via Stabiana, le domus poste tra via dell’Abbondanza e via di Castricio, le grandi dimore urbane di Octavio Quartio e Giulia Felice, la casa del Triclinio all’aperto e il Foro Boario con gli annessi vigneti fino all’Anfiteatro. I lavori hanno attuato interventi specifici di restauro strutturale delle murature, messa in sicurezza degli apparati decorativi e rifacimento delle coperture, oltre che nella messa in opera controllata di presidii per salvaguardare situazioni specifiche di instabilità delle strutture murarie. In particolare, l’utilizzo di presidii statici sempre più snelli e sofisticati ha consentito di liberare le strade e le antiche strutture da ingombranti puntelli. Il rifacimento dei battuti dei pavimenti ha poi migliorato il livello di fruizione delle aree. Resta in via di completamento il grande intervento di consolidamento dei fronti di scavo, con i 3 chilometri di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei con il cosiddetto cuneo nella Regio V. Già alla fine del 2018, lungo via del Vesuvio, la restituzione alla fruizione della strada ha permesso di rendere visibile per la prima volta al pubblico la domus di Leda e il cigno, uno dei ritrovamenti più recenti e suggestivi dei nuovi scavi della Regio V.

Il Grande Progetto Pompei doveva essere ultimato entro il dicembre 2019

Pompei in cifre. Ecco alcuni dati che danno un’idea dell’impegno e della misura degli interventi nel cuore del parco archeologico di Pompei che, in questi anni, ha visto crescere progressivamente il numero di visitatori, dai 2.668.178 del 2014 ai 3.937.468 del 2019, pari a un +47,5%. Il Grande Progetto Pompei ha contato su un importo complessivo di 105 milioni, il 75% del quale coperto da un cofinanziamento Ue e il 25% da una quota nazionale, con il quale sono stati finanziati 76 interventi. La messa in sicurezza del sito archeologico ha interessato 50 km di colmi murari, con 30mila mc di murature e 10mila mq di intonaci. E la messa in sicurezza ha interessato 2,7 chilometri di fronti di scavo, con l’indagine archeologica di oltre 2mila mq, noti come il “cuneo”. Per il GPP sono state coinvolte 781 imprese. E oggi, nell’ambito del progetto “Percorso Pompei per tutti”, sono disponibili 4 chilometri di itinerario facilitato per persone con difficoltà motoria.

Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei, illustra gli scavi nell’area mai indagata della Regio V (foto parco archeologico Pompei)

Mappa dell’area mai indagata della Regio V di Pompei: è il cosiddetto cuneo

Scoperte nella Regio V. È stata portata in luce un’ulteriore parte della città antica, con vicoli e domus, rivelando apparati decorativi (affreschi, mosaici) di grande pregio oltre a numerosi reperti (tra cui diversi oggetti di uso quotidiano) e a ritrovamenti di vittime dell’eruzione. Nell’area del cosiddetto cuneo, posto tra la casa delle Nozze d’argento e il vicolo di Marco Lucrezio frontone sono emerse 2 domus e “il vicolo dei balconi”, che ha permesso di ricongiungere la grande arteria di via di Nola, già alla luce e visitabile dai turisti, con il vicolo delle Nozze d’argento, finora non interamente riportato in luce. Durante l’intervento sono stati rimossi 30mila mc di materiale di scavo (lapilli, cenere e terreno), con la scoperta di 1167 cassette e 168 colli di reperti archeologici (tra frammenti di intonaci, marmi, gocciolatoi, vasi in vetro, oggetti in bronzo e altro ), 73 anfore di cui 52 integre, 7 ricomponibili e 14 tagliate e riutilizzate per altri scopi. Nelle ricerche sono stati coinvolti archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, geologo, vulcanologo, antropologo, paleobotanico, zooarcheologo. E nei cantieri di scavo sono state utilizzate tecniche di rilievo (Drone, asta telescopica, laser scanner, georadar); Indagini di conoscenza delle strutture e tecniche murarie (endoscopia, prove soniche, prelievo di campioni di malte nella fase immediatamente successiva allo scavo); indagini sui reperti durante le attività di scavo (indagini paleobotaniche sui reperti rinvenuti nei giardini, analisi morfologiche e chimico fisico per la determinazione dei materiali utilizzati, analisi palinologiche); analisi antropologiche.

Natale a Pompei: ingressi gratuiti, mostra “Gli arredi di Giulio Polibio” all’Antiquarium, itinerari tra giardini dipinti e grandi spazi verdi interni alle domus, per i ragazzi in regalo il 24 dicembre il fumetto Vulcanalia

All’Antiquario di Pompei la mostra “Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio” (foto parco archeologico Pompei)

Il logo del parco archeologico di Pompei

Natale al parco archeologico di Pompei. Dal 24 dicembre e per tutte le festività natalizie i visitatori di Pompei potranno visitare l’area archeologica con alcune proposte speciali. All’Antiquarium di Pompei è allestita la mostra “Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio”. Il racconto di una famiglia, di un personaggio pubblico, di individui strappati alla vita. Le loro abitudini, il vezzo e il desiderio di mostrare la propria ricchezza, attraverso il lusso negli arredi e negli oggetti di vita quotidiana. Oltre 70 oggetti, tra lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura degli alimenti (pentole per bollire, tegami per friggere, olle per la bollitura di focacce e verdure), coppe per banchetti e bottiglie in vetro, scaldavivande, candelabri, un anello con sigillo in bronzo con il nome di C.IVLI PHILIPPI, forse il vero proprietario della casa, il calco perfetto di un cesto in vimini, un salvadanaio in terracotta, dadi da gioco e altro ancora. Ma anche il tentativo di dare un aspetto agli abitanti della casa, raccontato attraverso i volti ricostruiti di 3 delle vittime rinvenute. Il viso di una ragazza di meno di 20 anni, agli ultimi mesi di gravidanza al momento dell’eruzione, quello di un uomo adulto tra i 25 e i 35 anni e quello di un uomo anziano, intorno ai 60 anni di età.

Il giardino della Casa degli Amorini dorati (foto parco archeologico Pompei)

Il giardino delal Casa dell’Ancora (foto parco archeologico Pompei)

Il giardino affrescato nella Casa della Venere in conchiglia (foto parco archeologico Pompei)

I visitatori potranno, poi, seguire un suggestivo itinerario nel verde dell’antica Pompei per visitare in maniera inedita gli scavi e comprenderne il modo di vivere, sotto diversi aspetti. I giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città. Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze. Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus con ampi giardini interni meritano una visita: la Casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.

Una tavola del fumetto il fumetto Vulcanalia, realizzato da Bianca Bagnarelli (foto parco archeologico Pompei)

Ingresso gratuito a tutti i siti archeologici vesuviani nei giorni 24, 26 e 31 dicembre 2019, nell’ambito dell’iniziativa del Mibact #IoVadoAlMuseo, secondo il consueto orario di visita. Il 24 dicembre, inoltre, i bambini e i ragazzi potranno ritirare gratuitamente all’Ufficio informazioni di Porta Marina il fumetto Vulcanalia, realizzato dalla fumettista Bianca Bagnarelli, nell’ambito del progetto “Fumetti nei Musei” promosso nel 2018 dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo e quest’anno rinnovato per la seconda edizione. L’iniziativa, attraverso l’arte del fumetto, è finalizzata a promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico e museale, facendo leva sull’immaginazione e la fantasia. Bianca Bagnarelli si ispira all’antica festa dei Vulcanalia celebrati con un rito: piccoli pesci e altri animali erano gettati in un grande falò, a simboleggiare la vita di chi compiva il sacrificio, chiedendo di essere ancora una volta risparmiati. Come ogni anno i pompeiani avevano eseguito il rito, ignari della sorte che li attendeva.

Per le Giornate europee del Patrimonio che il parco archeologico di Pompei dedica alle terme, vengono riaperte al pubblico le Terme del Foro dopo un delicato restauro

Villa Regina a Boscoreale, l’unica villa rustica (fattoria) del I sec. a.C. – I sec. d.C. interamente scavata (foto parco archeologico di Pompei)

Sono le terme il tema scelto dal parco archeologico di Pompei per le Giornate europee del Patrimonio 2019 del 21 e 22 settembre 2019. Luogo prediletto dagli antichi romani per trascorrere il tempo, conversare e rilassarsi, le terme sono presenti in più punti dell’antica città di Pompei, ma anche nelle Ville di Oplontis e Stabia. In tutti i siti, funzionari del Parco saranno a disposizione nel corso della mattinata per illustrare gli ambienti. All’Antiquarium di Boscoreale, oltre alle sale del Museo e all’esposizione dedicata al Villaggio Protostorico di Longola, sarà visitabile Villa Regina, villa rustica incentrata sulla produzione del vino, appena riaperta dopo gli interventi di restauro (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/09/17/restauri-conclusi-a-boscoreale-riapre-villa-regina-lunica-villa-rustica-romana-interamente-visitabile-al-via-anche-le-visite-guidate-serali-alla-villa-e-allantiquarium/). L’ingresso ai siti nelle due giornate, è al costo consueto. A Pompei l’orario di apertura degli edifici interessati (Terme del Foro, Terme dei Praedia di Giulia Felice, Casa del Criptoportico, Casa di Trittolemo, Casa dell’Ancora) è 9.30-17.15. Apertura serale di sabato 21 settembre 2019: costo simbolico di 1 euro con gratuità di legge.

Terme del Foro a Pompei: i telamoni, le figure maschili in terracotta che decoravano le nicchie per riporre abiti e oggetti per il bagno (foto parco archeologico di Pompei)

A Pompei saranno visitabili i Praedia di Giulia Felice, con accesso contingentato al complesso termale privato della Domus, la Casa del Criptoportico, anche essa dotata di un pregiato ambiente termale, la Casa di Trittolemo e la Casa dell’Ancora. Per l’occasione riapriranno al pubblico le Terme del Foro dopo i restauri. Il complesso termale è stato infatti interessato, nell’ultimo anno, da interventi di messa in sicurezza e consolidamento degli ambienti della sezione maschile, inclusa la palestra, restauro degli appartati decorativi, revisione e sostituzione delle coperture, previsti dal Grande Progetto Pompei. Ubicate alle spalle del Tempio di Giove, e portate in luce negli anni 1823-24, si trattava del più centrale degli impianti termali della città, posto in prossimità del Foro. Vennero costruite nei primi anni della colonia sillana (secondo quarto del I secolo a.C.) e presentavano due sezioni separate per uomini e donne con ingressi indipendenti.

Terme del Foro a Pompei: il grande labrum marmoreo (bacino con acqua fredda) nel calidarium (foto parco archeologico di Pompei)

La sezione maschile, visitabile, che apriva su via delle Terme presenta la tipica sequenza di ambienti che includeva: l’apodyterium (spogliatoio), utilizzato anche come tepidarium (per i bagni di media temperatura), il frigidarium (per il bagno freddo) e il calidarium (per il bagno caldo). Come molti edifici a Pompei, le terme subirono gravi danni durante il terremoto del 62 d.C. Lo stato attuale è in gran parte il risultato dei successivi lavori di restauro. Di particolare pregio la decorazione degli ambienti, tra cui le figure maschili in terracotta (telamoni) che decoravano le nicchie per riporre abiti e oggetti per il bagno e la volta con elaborati stucchi a rilievo dell’apodyterium-tepidarium. Nello stesso ambiente si può̀ notare un grande braciere in bronzo con zampe e teste bovine, che serviva per il riscaldamento. Di rilievo nel calidarium, e oggetto di recente restauro, è il grande labrum marmoreo (bacino con acqua fredda) utilizzato per rinfrescarsi, che presenta un’iscrizione in bronzo lungo l’orlo, con il nome dei magistrati che ne finanziarono la realizzazione. La parte femminile, più piccola, era in ristrutturazione al momento dell’eruzione e attualmente è adibita a deposito di reperti. Più di 500 lucerne trovate nella zona d’ingresso della parte maschile dovevano servire per l’illuminazione durante le aperture serali.

L’Antiquarium di Boscoreale

A Boscoreale, inoltre, saranno per l’occasione distribuiti degli opuscoli realizzati nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro 2018-19, promossa dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l’Istituto Superiore Cesaro-Vesevus sede di Boscoreale con gli alunni della IV B del Liceo Scienze Umane, coordinati dalla prof.ssa Lucia Oliva e dalla dott.ssa Anna Maria Sodo responsabile dell’Antiquarium.

Pompei. Dal 1° novembre aprono al pubblico la Casa dei Ceii e i Praedia di Giulia Felice, che si aggiungono alle altre importanti dimore che si possono visitare tutti i giorni

L’interno ricco di affreschi della Casa dei Ceii a Pompei

L’atrio della Casa di Giulia Felice a Pompei

1° novembre speciale per i visitatori di Pompei. Dal 1° novembre 2018 riaprono infatti al pubblico due importanti dimore pompeiane, la Casa dei Ceii, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi e i Praedia di Giulia Felice, grande complesso residenziale con ampi spazi verdi, ricche decorazioni e il lussuoso quartiere termale privato. Così, le due nuove domus, al parco archeologico di Pompei, si aggiungono alle domus la cui apertura è garantita per tutta la giornata (fino al 31 marzo 2019, l’orario di apertura del sito archeologico di Pompei sarà 9-17, con ultimo ingresso alle 15.30; sabato e domenica apertura alle 8.30), che sono la Casa di Championnet, la Casa di Romolo e Remo, la Casa di Trittolemo, la Casa del Marinaio, la Casa dei Vettii, la Casa della Fontana Piccola, la Casa del Principe di Napoli, il Lupanare, la Casa di Sirico, la Casa dell’Orso Ferito, la Casa dell’Efebo, la Fullonica di Stephanus, la Casa del Menandro, la Casa del Criptoportico, la Casa del Frutteto, la Casa della Venere in conchiglia, Domus e Botteghe, la Casa del Larario Fiorito, la Villa dei Misteri.

Il grande complesso dei Praedia di Giulia Felice a Pompei

Dettaglio degli affreschi sulla parete del giardino della Casa dei Ceii a Pompei

La Domus dei Ceii era chiusa da diversi anni, mentre i Praedia di Giulia Felice erano stati in parte riaperti dopo il restauro degli apparati decorativi effettuato tra il 2015-2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei. I due complessi sono, di recente, stati oggetto di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resisi necessari a causa di una progressiva perdita di funzionalità delle stesse, che negli anni stava esponendo a un serio rischio degrado gli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio. Gli interventi realizzati fanno parte del progetto “Italia per Pompei” finanziato con fondi della Comunità Europea POR-FESR 2007 -2013, che già aveva interessato altre case della Regio I e II, tra cui la Domus del Larario Fiorito e la Domus del Triclinio all’aperto, riaperte lo scorso anno.

Dettaglio degli affreschi sulla parete del giardino della Casa dei Ceii a Pompei

Nel nuovo allestimento della Casa dei Ceii anche il calco del mobilio

La Casa dei Ceii. Torna nuovamente visibile la grande scena di caccia con animali selvatici che orna la parete di fondo del giardino, e i paesaggi egittizzanti popolati di Pigmei e di animali tipici del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali attigue: soggetti che spesso ricorrono nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani, per ampliare illusionisticamente le dimensioni di tali spazi ed evocare all’interno degli stessi un’atmosfera idilliaca e suggestiva. “In questo caso”, sottolineano gli archeologi della soprintendenza, “con ogni probabilità, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città. Il grande affresco sarà presto oggetto di uno specifico restauro, che sarà realizzato “a vista” del pubblico”. La proprietà della domus è stata attribuita al magistrato Lucius Ceius Secundus, sulla base di una iscrizione elettorale dipinta sul prospetto esterno della casa. La facciata della domus, con il suo rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici, è esemplificativa dell’aspetto severo che doveva avere una casa di livello medio d’età tardo sannitica (II sec. a.C.). Al centro dell’atrio tetrastilo peculiare è la vasca dell’impluvio, realizzata con frammenti di anfore posti di taglio, secondo una tecnica diffusa in Grecia ma che Pompei trova solo un altro confronto nella casa della Caccia Antica. Nella casa è riproposto parte dell’allestimento originario della dimora, con la ricollocazione del tavolo in marmo e della vera di pozzo nell’atrio, dove è anche visibile il calco di un armadio e il calco della porta di accesso della casa. Mentre nella cucina è visibile una piccola macina domestica.

Il triclinio estivo della Casa di Giulia Felice a Pompei, rivestito a mo’ di grotta, con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali e aperto sul portico

Il lungo canale (euripo) al centro del giardino della Casa di Giulia Felice a Pompei

Il grande complesso dei Praedia Di Giulia Felice, sorto alla fine del I sec. a.C. dall’accorpamento di costruzioni preesistenti, si presenta invece come una sorta di “villa urbana”, provvista di ampi spazi verdi e articolata in quattro diversi nuclei con ingressi indipendenti: una casa ad atrio, un grande giardino su cui si aprono gli ambienti residenziali, un quartiere termale riccamente decorato e un vasto parco. Il complesso deve il suo nome a un’iscrizione dipinta in facciata (ora al museo Archeologico nazionale di Napoli), in cui l’ultima proprietaria, Giulia Felice, dopo il disastroso terremoto del 62 d.C., annunciava la locazione di parte della sua proprietà. Al periodo post- sisma risale un unitario rinnovamento decorativo che interessò gran parte degli ambienti, tra i quali spicca il triclinio (sala da pranzo) estivo, rivestito a mo’ di grotta, con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali e aperto sul portico scandito da pilastri marmorei. Il giardino munito di un euripo centrale (lungo canale) ricreava nel suo allestimento originario uno spazio idillico-sacrale. La casa, scavata e poi ricoperta al termine delle esplorazioni di età borbonica, è stata interamente portata alla luce negli anni ’50 del Novecento.