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Al parco archeologico di Pompei al via “Black Med, POMPEII” di Invernomuto, progetto aperto al pubblico con due interventi sonori nella Casa degli Amorini Dorati (per arredare gli spazi ed espandere alcune simbologie presenti nella Casa) e in Via Marina/Foro (richiamo al raccoglimento)

Maschera di marmo nella Casa degli Amorini Dorati a Pompei: “Black Med, POMPEII, 2021” di Invernomuto (foto archivio Black Med)

“Black Med, POMPEII” è il nuovo progetto aperto al pubblico dall’1° ottobre al 3 novembre 2021. “Black Med, POMPEII” di Invernomuto, risultato tra i progetti vincitori del bando Italian Council (VII edizione, 2019, si compone di due interventi sonori all’interno dell’area archeologica di Pompei – nella Casa degli Amorini Dorati e in Via Marina/Foro. Accessibile con i seguenti orari: installazione in Via Marina/Foro: attiva ogni ora, dalle 10 alle 15, durata 10 minuti; installazione presso la Casa degli Amorini Dorati: aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 16.30. L’opera – realizzata grazie al sostegno di Italian Council (VII edizione, 2019), progetto della direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura, su presentazione di Fondazione Morra Greco (Napoli) con donazione al parco archeologico di Pompei – entra a far parte della nuova collezione d’arte contemporanea (Collectio) del Parco all’interno del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche.

Ammanati’s Neptune Fountain in mid-January, Florence, di invernomuto , image from Black Med archive,

“Black Med, POMPEII” rappresenta il culmine della ricerca del duo di artisti italiani Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi intorno alle riflessioni teoriche sul Black Mediterranean (“Mediterraneo nero”), in riferimento alle ricerche di Alessandra Di Maio (Università di Palermo) che ha utilizzato questa definizione nell’ambito degli studi postcoloniali, migratori, transnazionali e della diaspora nel campo dell’africanistica contemporanea. L’opera rientra nel più ampio processo di ricerca in corso di Invernomuto intitolato “Black Med”, il cui fulcro è la piattaforma web blackmed.invernomuto.info e che si articola, oltre che in un ciclo di opere che ne condividono i risultati provvisori, come accadrà a Pompei, anche in una pubblicazione cartacea che espande il progetto attraverso una serie di contributi teorici (Humboldt Books, Milano) e un programma di presentazioni performative e listening sessions che si sono succedute durante la lavorazione del progetto presso varie istituzioni, tra cui le due istituzioni internazionali partner del progetto: The Green Parrot (Barcellona) e Centre d’Art Contemporain Genève (Ginevra).

Affreschi parietali della Casa degli Amorini dorati (foto parco archeologico di pompei)

L’intervento nella Casa degli Amorini Dorati si basa su una sezione dell’archivio di Black Med chiamata SEASCAPE. In essa sono raccolti brani di varie epoche e generi, accomunati da ampie texture sonore; l’intervento – diffuso attraverso 4 speaker flessibili (Anakonda) – mira ad arredare gli spazi e ad espandere alcune simbologie presenti nella Casa: i riferimenti egittologici ed in particolare il culto di Iside.

Le colonne nel foro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

L’intervento in Via Marina/Foro diffonde invece l’output della piattaforma blackmed.invernomuto.info per sei volte al giorno, per una durata di 10 minuti, come fosse un richiamo al raccoglimento, un modo per scandire il tempo e prenderne coscienza.

La casa degli Amorini Dorati a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Casa degli Amorini Dorati. Riportata alla luce agli inizi del novecento, la casa – in età imperiale sicuramente tra le abitazioni più eleganti della città – deve il suo nome agli Amorini incisi su laminette d’oro, ora conservati a Napoli, che ornavano uno degli ambienti che si affacciano sul peristilio, nel quale è forse da riconoscere la stanza da letto dei padroni di casa. Ampliata e modificata in varie fasi, fino a raggiungere l’attuale disposizione, si articola attorno al grande peristilio in cui la presenza di un giardino di tipo rodio – con il colonnato del lato occidentale più alto rispetto a quello presente sugli altri tre e sormontato da un frontone. Tale caratteristica indica la volontà dei proprietari di conferire a tutto l’insieme una particolare sacralità, confermata dalla presenza, nel peristilio stesso di ben due larari: in apparente contraddizione, sono in realtà, espressione della naturalezza con cui i romani creavano un proprio pantheon, mescolando alle divinità tradizionali quelle del Vicino Oriente.

Specchio in ossidiana nella Casa degli Amorini dorati a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il primo larario, in muratura, nella classica forma a tempietto, collocato lungo il lato settentrionale del peristilio, ospitava le divinità tradizionali dei romani: accanto alla triade capitolina, culto “politico” per eccellenza, trovano spazio i Lari, protettori della famiglia, e Mercurio, dio dei commerci ma anche “accompagnatore” delle anime nell’aldilà. Il secondo larario, dipinto nell’angolo sud-orientale del peristilio era invece dedicato alle divinità egizie: su di un alto zoccolo che accoglie due serpenti benauguranti – che convergono verso due altari su cui uova sono appoggiate come offerta – è raffigurata la famiglia divina isiaca, costituita da Iside, Serapide ed Arpocrate, a cui è affiancato Anubi, il dio dei morti, dalla testa di sciacallo, che rege un caduceo a rimarcare l’avvenuta assimilazione con Mercurio. Accanto sono raffigurati gli oggetti del culto di Iside, che rimandano ad una pratica devozionale anche domestica; si riconoscono un sistro, strumento musicale utilizzato per evocare la dea; una cista; un secchio d’argento a forma di mammella destinata a contenere il latte sacro; un piatto, anch’esso d’argento. A loro guardia si erge l’uraeus, il cobra sacro.

“Mediterranean Sea Water, Not Suitable for Drinking” di Invernomuto (courtesy of the artists and Pinksummer, Genova)

Invernomuto prova a intercettare le traiettorie sonore che attraversano la complessa e stratificata area del Mediterraneo registrandone i continui movimenti e assecondando l’intreccio dei suoi accadimenti e delle sue narrazioni. Black Med naviga quindi senza seguire una cartografia regolare e categorica ma, al contrario, si lascia attraversare dalle rotte e identità multiple di cui ascolta e archivia i ritmi e le sonorità. Le traiettorie seguite da Black Med valicano l’area perimetrale del Mediterraneo in senso propriamente geografico, per prendere in considerazione geografie più ampie, informali e non ufficiali, procedendo da Marsiglia a Barcellona, da Napoli e Pompei a Palermo, da Belgrado a Brindisi, da Il Cairo, il Canale di Suez e la Nubia al Lago Vittoria, includendo le rotte migratorie che storicamente mettono in relazione la sponda africana, asiatica ed europea del Mediterraneo. La piattaforma blackmed.invernomuto.info (progettata per essere accessibile sia online – a partire dal 28 ottobre 2021 – che offline, in formato di installazione sonora) ha raccolto, allo stato attuale della ricerca, oltre 30 ore di contenuti e contributi musicali selezionati da Invernomuto e da una serie di partecipanti fra cui Paul Gilroy, Rabih Beaini, Donato Epiro, Kareem Lotfy, Ma’an Abu Taleb e altri musicisti e ricercatori a cui gli artisti hanno chiesto di proporre una selezione musicale che rispondesse alla ricerca di Black Med.

Ercolano. Al parco archeologico il terzo Regional Workshop for Europe “Role of Visitor Centres in UNESCO Designated Sites. Working with Communities” con focus sulle maggiori potenzialità dei Centri visitatori quando sviluppate con la comunità e per la comunità

“Role of Visitor Centres in UNESCO Designated Sites. Working with Communities” è il titolo del terzo Regional Workshop for Europe in programma al parco archeologico di Ercolano dal 29 settembre al 2 ottobre 2021. La città romana di Ercolano è infatti iscritta dal 1997 nella Lista del Patrimonio Mondiale come parte di un bene seriale insieme a Pompei e le ville romane di Torre Annunziata. Il focus dell’iniziativa Unesco è sul ruolo dei Visitor centres e sul loro potenziale contributo nel miglioramento degli obiettivi di gestione delle proprietà del Patrimonio Mondiale. Il workshop è organizzato dall’Unesco attraverso l’Ufficio regionale dell’Unesco per la scienza e Cultura in Europa insieme al parco archeologico di Ercolano, in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, parco nazionale del Vesuvio, il Packard Humanities Institute nel contesto dell’Herculaneum Conservation Project, il museo Archeologico Virtuale di Ercolano – MAV, la Fondazione Ente Ville Vesuviane, la Reggia di Portici e la cooperativa Sociale Giancarlo Siani.

Il direttore Francesco Sirano illustra agli ospiti il sito archeologico (foto paerco)

logo_unescoPrenderanno parte al Workshop 23 professionisti da 16 diversi Paesi, in rappresentanza di centri visitatori/informazioni di siti designati dall’Unesco in Europa. I partecipanti sono stati selezionati attraverso un bando da rappresentanti degli organizzatori, partner locali, parti interessate e altri esperti selezionati appositamente. Tra i paesi rappresentanti la Turchia, la Bosnia Herzegovina, la Spagna, il Regno Unito, la Norvegia, solo per citarne alcuni. In particolare, la tappa ercolanese pone l’accento sulle maggiori potenzialità dei Centri visitatori quando sviluppate con la comunità e per la comunità. Un approccio maggiormente inclusivo, partecipativo e integrato nella gestione del sito. Saranno inoltre approfonditi il ruolo e il contributo dei Centri Visitatori rispetto alle tematiche relative alla conservazione e all’uso continuativo dei luoghi dei paesaggi culturali e delle aree protette. Lo scopo è rinnovare l’esperienza dei visitatori di tutti i tipi e favorire diversificazione nelle forme di avvicinamento e di accesso al patrimonio, di applicare approcci che portino a opportunità socio-economiche eque a livello locale, in linea con principi di sviluppo sostenibile. 

Al Parco Maiuri di Ercolano molto frequentati i Mercati della Terra (foto paerco)
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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Il parco archeologico e l’intera città moderna di Ercolano costituiranno il caso di studio che utilizzerà due livelli di interazione sia on-line che on-site. “Il parco archeologico di Ercolano è uno dei pochi grandi siti archeologici collocati dentro la città moderna della quale ha condiviso le oscillazioni e le spinte involutive che condussero, tra la fine del ‘900 e i primi anni di questo secolo, ad un generalizzato degrado della comunità. Negli ultimi anni il panorama socio economico e culturale ha evidenziato vivacità e protagonismo civico, esiste oggi un nuovo terreno fertile nel quale far crescere rigogliosamente senso identitario, valori culturali condivisi e sviluppo sostenibile”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Il Workshop con la partecipazione di colleghi provenienti da tutta Europa sarà un’immersione totale per interrogarci sul come e sul dove i Visitors centers possono diventare luoghi di comunità”. Sono previsti scambi facilitati di conoscenze, lavori di gruppo e presentazioni, abbinati a visite in loco e incontri con attori locali.

Il progetto “Herculaneum 3D SCAN” è curato dal parco archeologico di Ercolano in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute (PHI) (foto Paerco)
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Jane Thompson, manager dell’HCP per le fondazioni Packard

“Ercolano, le due città, quella antica e quella moderna, accolgono questa iniziativa Working with Communities in un momento molto importante per il territorio”, dichiara Jane Thompson, senior manager dell’Herculaneum Conservation Project. “Non solo nel 2021 celebriamo il sostegno ventennale da parte del Packard Humanities Institute al patrimonio archeologico ercolanese – che tra l’altro continua a rafforzarsi- ma, negli ultimi anni, stiamo assistendo all’incoraggiante sviluppo, come mai prima, dei rapporti tra le istituzioni e i numerosi attori che rappresentano la società civile sul territorio.  Questo Workshop quindi arriva in un momento particolarmente fertile: sarà una spinta per rendere le reti e la sinergia tra gli attori a Ercolano protagoniste nel delineare nuovi approcci al ruolo del patrimonio nella società in questo mondo stravolto dalla pandemia”.

Pompei. Nel Teatro Grande al via il progetto didattico “Sogno di volare”: accolti dal direttore Zuchtriegel e dal regista Martinelli, 400 studenti nell’anno scolastico rielaboreranno “Uccelli” di Aristofane raccontando la città in cui vivono

Al Teatro Grande di Pompei presentazione del progetto didattico “Sogno di volare” (foto parco archeologico di pompei)

Quattrocento studenti dell’area vesuviana, provenienti dall’istituto liceale Pascal di Pompei e dall’istituto tecnico Pantaleo di Torre del Greco hanno riempito la mattina di martedì 28 settembre 2021 il Teatro Grande di Pompei per l’avvio del progetto didattico “Sogno di Volare” che prevede la messa in scena a fine anno scolastico della commedia “Uccelli” di Aristofane, in coproduzione con Ravenna Festival. A parlare con i ragazzi e le ragazze delle IV classi delle scuole partecipanti, sono stati il direttore generale Gabriel Zuchtriegel e il drammaturgo e regista Marco Martinelli. L’opera “Uccelli”, messa in scena nel 414 a. C. da Aristofane, viene oggi considerata un’opera di evasione e fantasia, per la presenza di uccelli parlanti che accentuano il tono favolistico della storia. In realtà svela i retroscena dell’Atene democratica e dell’ideologia “colonizzatrice” dell’epoca. Racconta di due ateniesi che, disgustati dal comportamento dei loro concittadini, decidono di lasciare la città per fondarne una nuova con l’aiuto degli uccelli,  inizialmente ostili all’idea, poiché non si fidano di nessun uomo. Le loro diffidenze saranno superate e inizieranno i lavori. Ai ragazzi verrà chiesto di raccontare delle città in cui vivono attraverso la rielaborazione del testo antico.

Quattrocento studenti alla presentazione del progetto didattico “Sogno di volare” nel Teatro Grande di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il progetto si inserisce in un  protocollo di intesa stipulato, in attuazione del Piano strategico, lo scorso aprile tra il parco archeologico di Pompei, il parco archeologico di Ercolano, il Grande Progetto Pompei/Unità Grande Pompei e l’ufficio scolastico regionale della Campania – finalizzato a coinvolgere le scuole del territorio e stabilire un legame concreto tra le antiche testimonianze e i giovani fruitori, in un percorso volto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Nell’ambito di questo Protocollo, il parco archeologico di Pompei è promotore del percorso formativo presentato questa mattina, a cui sono stati chiamati a partecipare i ragazzi che su base volontaria saranno coinvolti settimanalmente. A conclusione del lavoro svolto durante l’anno scolastico, sarà messo in scena lo spettacolo al Teatro grande di Pompei nel mese di maggio 2022. I giovani attori saranno coadiuvati da artisti e professionisti di fama internazionale, provenienti dal mondo del teatro, come Ambrogio Sparagna per le musiche e Vincent Longuemare per il disegno luci.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, nel Teatro Grande accoglie gli studenti (foto parco archeologico di pompei)

“Il progetto vuole seminare e lasciare un segno nel futuro di tanti giovani, affinché comprendano che tutto viene dalla conoscenza dei propri territori e del loro patrimonio culturale”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Il confronto con il passato può cambiare la visione della realtà a partire dai luoghi in cui viviamo. Luoghi, spazi, parole e consuetudini del mondo antico entreranno a far parte della quotidianità dei ragazzi a cui, spesso, tali testimonianze appaiono lontane per attribuirgli un significato. Sarà una esperienza di conoscenza, arricchimento personale e divertimento. E in questa avventura saranno accompagnati da un regista d’eccezione quale Marco Martinelli, bravissimo a lavorare con i ragazzi e a coinvolgerli con passione”. E Marco Martinelli: “L’incontro di oggi, con centinaia di studenti nel Teatro Grande, è stato entusiasmante: ci hanno già regalato una grande energia, l’elemento primo e necessario per “mettere in vita” il capolavoro di Aristofane”.

Studenti nel Teatro Grande di Pompei presenteranno “Uccelli” di Aristofane (foto parco archeologico di pompei)
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Il regista Marco Martinelli (foto parco archeologico di pompei)

Il regista Marco Martinelli, fondatore insieme a Ermanna Montanari del Teatro delle Albe, è noto per la sua esperienza di lavoro teatrale con gli adolescenti, che gli ha fruttato premi e riconoscimenti a livello internazionale. Nella Regione Campania in particolare Martinelli nel 2006 a Napoli ha dato vita ad Arrevuoto, un’iniziativa del Teatro Mercadante, per la quale ha ricevuto il Premio dell’associazione nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Ubu come “progetto speciale”. Nel 2007 ha diretto Punta Corsara, col sostegno della Fondazione Campania Festival. Nel 2017 ha pubblicato, per Ponte alle Grazie, “Aristofane a Scampia”, che ha vinto il premio dell’associazione nazionale dei Critici francesi come “miglior libro sul teatro” pubblicato in Francia nel 2021. Nell’estate 2022 Martinelli debutterà a Ravenna Festival con il “Paradiso dantesco”, ideato e diretto insieme a Ermanna Montanari, coinvolgendo nell’allestimento l’intera città, come in una sacra rappresentazione medievale. Il regista sarà coadiuvato dagli assistenti alla regia Valeria Pollice e Gianni Vastarella del Collettivo LaCorsa.

Dall’anfiteatro di Pompei il concerto “InCanto di un Mito. Omaggio a Ennio Morricone”: l’incanto della musica di Ennio Morricone e la bellezza eterna di Pompei unite in un concerto in esclusiva per ITsART

L’incanto della musica di Ennio Morricone e la bellezza eterna di Pompei unite in esclusiva per ITsART nel concerto “InCanto di un Mito. Omaggio a Ennio Morricone”, in piattaforma dal 24 settembre 2021 alle 21. ITsART e Dream Solutions in collaborazione con il Parco archeologico di Pompei rendono omaggio alla musica di Ennio Morricone con un concerto esclusivo dall’anfiteatro di Pompei che raccoglie i brani tratti dalle colonne sonore più celebri firmate dal Maestro –  Metti una sera a cena, Maddalena, La Califfa, Sacco e Vanzetti, Il segreto del Sahara, La Piovra, C’era una volta in America, Mission, Malena, La Leggenda del pianista sull’oceano, Nuovo Cinema Paradiso, Giù la testa, C’era una volta il west, Il buono, il brutto e il cattivo – cantati dal soprano Silvia Dolfi accompagnata dall’orchestra diretta da Aidan Zammit.

Locandina del concerto “InCanto di un Mito. Omaggio a Ennio Morricone” nell’anfiteatro di Pompei

“ITsART rappresenta un’ulteriore opportunità per far conoscere al grande pubblico lo straordinario patrimonio e l’offerta culturale del Parco archeologico di Pompei ”, dichiara il direttore generale, Gabriel Zuchtriegel. “È un vero e proprio palcoscenico virtuale che viene incontro alla domanda, sempre più crescente, da parte del pubblico di prodotti culturali digitali di qualità, che si aggiunge all’attività ordinaria di fruizione del Parco. Abbiamo intenzione di investire sempre più su questa piattaforma anche per valorizzare gli altri siti del circuito vesuviano”. Giano Biagini, manager incaricato di gestire la fase di set up di ITsART commenta: “Tra ITsART e il Parco Archeologico di Pompei si è instaurata una collaborazione basata su un obiettivo comune: la promozione delle bellezze di Pompei e delle splendide iniziative culturali che si svolgono all’interno di uno scenario unico su una piattaforma di distribuzione di contenuti digitali come ITsART, nata per la promozione del patrimonio culturale italiano nel mondo. Una collaborazione che, oltre ai contenuti già presenti in piattaforma quali Oplontis di Alessandro D’Alatri, sono certo porterà presto ad altri grandi eventi come questo concerto”.

Artisti e staff tecnico protagonisti del concerto omaggio a Morricone nell’antiteatro di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il concerto, alle musiche di Morricone, alterna contributi di alcuni suoi collaboratori storici, registi, attori, musicisti e cantanti che hanno regalato agli spettatori le loro testimonianze dedicate all’uomo, oltre che all’artista: Giuliano Montaldo, Leo Gullotta, Bruno Battisti D’Amario ed Edda Dell’Orso a cui si aggiunge il trombettista Nello Salza, collaboratore del Maestro in studio e nei concerti dal vivo dal 1984, che nell’arena è interprete solista di alcuni quadri musicali. I biglietti sono acquistabili al link IT: Omaggio a Ennio Morricone – InCanto di un Mito Streaming – Guarda in HD – ITsART Arte e Cultura Italiana. Disponibili anche in UK al link: Tribute to Ennio Morricone – InCanto di un Mito Streaming – Watch in HD – ITsARTItalian Art and Culture.

Silvia Dolfi che ha ideato e scritto lo spettacolo all’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico di pompei)
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Aidan Zammit, direttore del concerto (foto parco archeologico di pompei)

Lo spettacolo, nato per i palchi teatrali (con la regia di Fabrizio Angelini) e ideato e scritto da Silvia Dolfi, è prodotto nella forma di un docu-concerto in 4k da Lamberto Stefanelli e Dream Solutions; protagonisti sono i temi cantati più amati di Morricone, sia quelli nati sotto questa forma sin dal principio, sia quelli trasformati dal Maestro stesso in questa veste in occasione delle collaborazioni con Milva, Joan Baez, Amii Stewart e Dulce Pontes. La regia offre al pubblico una visione privilegiata e ne accompagna lo sguardo intorno all’orchestra, sulle gradinate, nei passaggi interni dell’Anfiteatro e in splendide vedute aeree, esaltando la bellezza del sito archeologico con un allestimento sobrio e privo di sovrastrutture. 

Roma. Al museo nazionale Etrusco per le GEP 2021 nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”: momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate

I Principi di Palestrina fanno ritorno a Villa Giulia per “Festa Etrusca!”. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal ministero della Cultura il 25 e 26 settembre 2021, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma fine settimana all’insegna della cultura con momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate per conoscere usi e costumi degli Etruschi e delle genti che hanno popolato il Lazio antico. Punti di forza del ricco programma sono il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”. Orari: 25 settembre 2021, 9 – 23 (ultimo ingresso alle 22.30); 26 settembre 2021, 9 – 19 (ultimo ingresso alle 18.30). Ingresso compreso nel biglietto del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU). Info e prenotazioni: le visite guidate, i laboratori didattici (i laboratori didattici all’esterno e le visite guidate al museo prevedono un massimo di 15 partecipanti, mentre i laboratori didattici all’interno del museo un numero massimo di 8) e la presenza alle tavole rotonde potranno essere prenotati all’indirizzo info@festaetrusca.info e, durante la manifestazione, direttamente al Museo presso la segreteria organizzativa di Festa Etrusca (fino a esaurimento posti).

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto Federico Rubini / associazione SUODALES

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” è una manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. Il progetto è prodotto e finanziato interamente da Entertainment Game Apps, Ltd., con il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales.

Il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina a villa Poniatowski (foto etru)

FESTA ETRUSCA! è l’occasione per svelare al pubblico il nuovo allestimento permanente delle tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina conservate a Villa Poniatowski, scoperte nell’800 ed entrate nelle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia sin dai primi del ‘900. Si tratta senza dubbio di due tra i più importanti corredi principeschi del periodo Orientalizzante, risalenti all’inizio del VII secolo a.C. Ciascun corredo è composto da decine di oggetti di inestimabile valore e da alcuni capolavori assoluti dell’oreficeria, della bronzistica e della scultura in avorio di questo periodo. Materiali provenienti dal vicino oriente e dall’Egitto figuravano insieme a gioielli e vasellame di produzione etrusca, rendendo i “principi” che li indossavano e li utilizzavano simili ai monarchi più influenti del mediterraneo orientale. Questa è una peculiarità del periodo Orientalizzante ed è manifestata ad altissimo livello dalle due sepolture prenestine che, pur provenendo da un’area culturale di influenza latina, beneficiavano del controllo delle vie di transito e delle risorse ad esse connesse per rappresentarsi al massimo livello di sfarzo possibile come e anche in modo più esuberante dei loro vicini Etruschi sull’opposta sponda del fiume Tevere.

Gli straordinari corredi delle tombe principesche di Palestrine esposti a villa Poniatowski (foto etru)

I due corredi sono esposti dal 2012 nelle dieci sale di Villa Poniatowski, incluse nel percorso espositivo di Villa Giulia ma, dal 2013, in seguito al furto di una parte degli ori Castellani, per motivi di sicurezza gli oggetti più preziosi sono stati prelevati dalle vetrine, privando il pubblico di una visione di insieme dei due importanti contesti. Grazie a una proficua collaborazione con il parco archeologico di Pompei (e dell’allora direttore Massimo Osanna) e con il museo Archeologico nazionale di Napoli (e del direttore Paolo Giulierini) e al prestito dei corredi per due importanti mostre dedicate agli Etruschi nel 2018 e nel 2020/21, il museo di Villa Giulia ha potuto contare sul supporto dei partner nella realizzazione di due nuove vetrine con le quali è stato possibile migliorare la sicurezza e la qualità dell’esposizione. I due corredi torneranno così, per la prima volta dopo oltre 8 anni, ad essere ammirati dal pubblico nella sala a loro dedicata a Villa Poniatowski che sarà eccezionalmente aperta al pubblico e il ritorno dei “Principi” di Palestrina costituirà una ulteriore occasione per festeggiare le iniziative intraprese negli ultimi anni dal Museo al fine di arricchire e migliorare l’esperienza dei visitatori, nello spirito del tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”.

La copertina della Guida archeologica del Parco di Veio

Il festival archeostorico FESTA ETRUSCA! propone un ricco programma di eventi, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore e il pubblico dei visitatori. Gli editori (Arbor Sapientiae, MMC Edizioni, Campi di carta, D’Abruzzo Edizioni Menabò, Valtrend Editore, Tored, L’Erma di Bretschneider, Archeoares, Edizioni Efesto, Gangemi Editore e Castelvecchi editore) presenteranno le proprie novità e i libri di maggior successo. La manifestazione si apre, infatti, con l’attesissima presentazione della Guida archeologica del Parco di Veio. roma_villa-giulia_concerti-di-musicainsieme_locandinaQuattro focus didattici indagheranno la ceramica, la pittura, la tessitura e la musica nel mondo antico; e quattro tavole rotonde, ispirandosi alle Giornate Europee del Patrimonio 2021, offriranno spunti di riflessione su vari temi: gli Etruschi patrimonio dell’Umanità; il racconto dei musei del Lazio, della Toscana e dell’Umbria; i videogames per la cultura (con tutti i giochi di EGA) e la rievocazione nei musei. Per allietare il pubblico dopo una intensa prima giornata di festa, l’associazione Musicaimmagine, in occasione dell’apertura serale del Museo a 1 euro, darà vita a La Vigna di Papa Giulio e il Palestrina, concerto-conversazione sui madrigali di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)
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Home page di un videogame della Entertainment Game Apps Ltd

Non mancheranno laboratori dedicati ai bambini! Cinque le divertenti e interessanti tipologie proposte da associazione culturale ChissàDove, associazione culturale Suodales, Valter Fattorini: Caro Larth ti scrivo: la scrittura degli Etruschi; Etrusca disciplina: la scuola degli aruspicini; Kottabos che passione! Giochiamo come gli antichi Etruschi; Il Mestiere del Restauratore; Gli ori etruschi. Il pubblico, inoltre, potrà prendere parte a visite guidate (a cura del Museo) e assistere a rievocazioni storiche (organizzate dall’associazione culturale Suodales e dall’associazione culturale Herentas – I passi del tempo).

Per le Giornate europee del Patrimonio, nei siti del parco archeologico di Pompei visite gratuite per bambini, visite per persone con disabilità, iniziative digitali, aperture serali. Ecco tutto il ricco programma

Visite gratuite per bambini, visite per persone con disabilità, iniziative digitali, aperture serali: i siti del parco archeologico di Pompei aderiscono sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 alle GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), manifestazione che, a livello europeo, vedrà iniziative a aperture straordinarie nei luoghi statali della cultura. Quest’anno ispirate al tema “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”. Per l’occasione nei siti del Parco sono state previste visite gratuite. È necessario acquistare il consueto biglietto di ingresso ai siti. I visitatori potranno accedere al parco archeologico di Pompei solo previa esibizione della certificazione verde covid / green pass (vaccino o certificato di tampone antigenico con esito negativo – https://www.dgc.gov.it/web/checose.html) in ottemperanza al decreto legge n. 105 del 23 luglio 2021.

Ludus in fabula: giocattoli degli antichi romani (foto coopculture)

Visite gratuite per bambini. POMPEI. Visite gratuite per famiglie e bambini a cura di Coopculture. Un percorso tematico “Ludus in fabula”, per grandi e piccini, che ricostruisce l’infanzia nel mondo romano ed incentra la narrazione sulla vita di due amici pompeiani, Lucio e Vinicio, l’uno schiavo, l’altro aristocratico che si trovano a condividere la vita di tutti i giorni, con destini differenti, accomunati solo dai giochi. L’operatore archeologo avrà con sé una borsa con riproduzioni di giocattoli antichi per mostrare ai bambini la dinamica di gioco e gli oggetti, unitamente alla descrizione del sito. Sono previsti due turni di visita sabato 25 e domenica 26 settembre 2021, per massimo 20 persone alle 12 e alle 15. Lo stesso tema sarà riproposto on line, per chi è a distanza, utilizzando la piattaforma Live culture: alle 12 sia il 25 e che il 26. Prenotazione obbligatoria sul sito www.coopculture.it e info edu@coopculture.it.

Una sala del nuovo museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” (foto parco archeologico di Pompei)

STABIA: Villa San Marco e Villa Arianna, museo Archeologico Libero D’Orsi. Visite gratuite per famiglie e bambini a cura del Comitato per gli scavi di Stabia. Le visite dedicate a tutto il territorio di Stabia, con le sue ville nobiliari e i tanti reperti ritrovati e conservati al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi, saranno raccontate in chiave ludica e con un linguaggio accessibile e capace di incuriosire il pubblico dei più piccoli dai 6 ai 12 anni, ma anche gli adulti. Si svolgeranno al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi sabato 25 alle 11 per gruppi di massimo 10 bambini. Prenotazione obbligatoria (solo whastapp) al seguente numero: 3478304358. E a Villa San Marco (ingresso gratuito), domenica 26 alle 11 per gruppi di massimo 20 persone. Prenotazione obbligatoria (solo whastapp) al seguente numero: 3337375689.

Panoramica della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)

OPLONTIS: Villa di Poppea. Al sito di Oplontis saranno proposte in collaborazione con il Gruppo Storico Oplontino visite gratuite per famiglie e bambini dedicate ai Giochi e giocattoli dei piccoli oplontini. Domenica 26 settembre 2021, alle 10 e alle 11. Gruppi di max 20 persone. Prenotazione obbligatoria al seguente numero: 3914737154. Visita straordinaria alla Villa B di Oplontis: dopo il successo delle visite straordinarie alla cosiddetta Villa B, nota anche come Villa di Lucius Crassius Tertius, e prima di quest’anno mai aperta al pubblico, saranno riproposte ulteriori visite in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, secondo i seguenti turni: sabato 25, dalle 15,30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12,30.  Prenotazione consigliata ai seguenti numeri: +39 333 307 8635 e +39 081.8612704 o via mail: mirella.azzurro@gmail.com.

BOSCOREALE: Villa Regina. Visite gratuite per famiglie e bambini a cura della Pro Loco Villa Regina di Boscoreale, sabato 25  ore 10 e  ore 11. Non è necessaria la prenotazione. 

LONGOLA. Nel sito protostorico in località Longola Poggiomarino, insediamento perifluviale frequentato dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., sono previste visite per famiglie e bambini, domenica 26 settembre alle 10 e alle 18. Non è necessaria la prenotazione.

Danilo Ragona e Luca Paiardi sulla loro carrozzina attraversano una strada di Pompei sui passaggi pedonali sopraelevati (foto parco archeologico di Pompei)

Visite per persone con disabilità. POMPEI. Il sito archeologico di Pompei è stato tra le prime aree archeologiche a disporre di un percorso per la visita senza barriere che consente di  attraversare tutta l’area archeologica dall’ingresso di Piazza Anfiteatro al Foro, seguendo il percorso di oltre 3 km “Pompei per tutti”. Oltre al percorso “Pompei per tutti” sempre percorribile, il Parco metterà a disposizione per la giornata di sabato 25 e domenica 26 settembre 2021 alle 11, visite “silenziose” in linguaggio LIS. Le visite saranno a cura delll’ENS (Ente Nazionale Sordi) su prenotazione obbligatoria alla seguente mail: napoli@ens.it. Ingresso da Piazza Anfiteatro.​

L’affresco di Arianna e Teseo che ha dato il nome alla Villa Arianna di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

STABIA: Villa San Marco e Villa Arianna, museo Archeologico Libero D’Orsi. Visite per non udenti con servizio di interpretariato LIS anche a Villa San Marco e Villa Arianna, sabato 25 settembre alle 15 e alle 17 (gruppi di massimo 15 persone) e al museo Archeologico di Stabia Libero D’orsi, domenica 26 settembre in due turni di visita alle 10 e alle 12 (gruppi di massimo 10 persone), a cura dell’Associazione Disabili di Gragnano e dell’Associazione Sordi Campani. Prenotazione obbligatoria al 3337300908 o 3383718016.

Iniziative digitali. Nell’ambito del Protocollo Campania tra le mani, itinerari inclusivi nei luoghi d’arte, coordinato dal Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’università Suor Orsola Benincasa, a cui aderiscono numerose istituzioni dei beni culturali campane e le maggiori associazioni delle persone con disabilità, sono stati realizzati alcuni supporti esplicativi di alcuni luoghi significativi di Pompei con strumenti  e linguaggi adeguati al superamento delle limitazioni sensoriali. Per l’occasione sarà proposto un video racconto introduttivo al sito, con un focus sull’edificio dell’anfiteatro. Il video si aggiunge agli altri video già realizzati nelle stesse modalità e presenti sul sito del Parco nella sezione accessibilità http://pompeiisites.org/info-per-la-visita/pompei-per-tutti/accessibilita-pompei/. Il testo della narrazione è stato realizzato con la supervisione dell’associazione FIADDA Campania, mentre la registrazione audio è stata curata del Centro Nazionale del Libro Parlato intitolato a Francesco Fratta, su iniziativa del Presidente dell’Unione nazionale ciechi, Mario Barbato. La voce narrante conduce l’utente alla scoperta dei luoghi , attraverso un audio e un linguaggio visivo che è in grado di raggiungere con la massima immediatezza chiunque, superando le varie limitazioni sensoriali. E ancora per Stabia è stato realizzato un video racconto in linguaggio LIS della  Villa San Marco, a cura del Parco archeologico di Pompei, disponibile sul sito web istituzionale.

Una suggestiva immagine del cuore di Pompei, il foro, illuminato per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Aperture serali. La sera del 25 settembre 2021 sono previste aperture notturne straordinarie dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) nei siti di Pompei, Villa di Poppea, Villa Regina, museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi- Reggia di Quisisana e sempre al costo simbolico di 1 euro. Prenotazioni consigliate sul sito www.ticketone.it  (costo prenotazione on-line 1,50 euro). In aggiunta, in tutti i siti è possibile richiedere visita accompagnata dedicato al tema della donna, a cura di Scabec al costo di 5 euro. Le visite sono per massimo 20 persone (10 per il museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi – 15 per Villa Regina). L’acquisto dei biglietti per i siti esterni è possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it o presso la biglietteria di Pompei e Oplontis. Possibilità di acquisto del biglietto per Villa Regina e il museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi- Reggia di Quisisana anche presso la biglietteria di Pompei. A Pompei si potrà accedere dall’ingresso di porta Marina all’area del Foro e oltre alla visita accompagnata a cura di Scabec, sarà anche possibile in alternativa scegliere una visita straordinaria gratuita ai depositi/granai del Foro. Gruppi di massimo 10 persone. Prenotazione consigliata sul sito www.ticketone.it (+ 1,50 euro di prevendita on-line). L’accesso per i disabili è da piazza Esedra con utilizzo dell’ascensore dell’Antiquarium, da segnalare al personale all’ingresso. Per il 25 sera a Boscoreale sono, inoltre, previsti due momenti musicali blues con chitarra e basso alle 20,30 e 21,30 a cura della Pro Loco Villa Regina. Inoltre, il 24 settembre sarà prevista una ulteriore apertura straordinaria serale di Pompei, dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) che prevede solo accesso all’area del Foro. Costo di ingresso al sito 5 euro.

Parco archeologico di Pompei. Al via il progetto RePAIR (con l’università Ca’ Foscari partner coordinatore): grazie a una infrastruttura robotica d’avanguardia, saranno ricomposti le migliaia di frammenti degli affreschi della Casa dei Pittori al lavoro e della Schola Armatorarum

Esempio di ricomposizione dei frammenti di un affresco dalla Casa dei Pittori al lavoro di Pompei con il progetto RePAIR (foto parco archeologico di pompei)
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La scansione dei frammenti di affresco da Pompei con il progetto RePAIR (foto parco archeologico di pompei)

 

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L’elaborazione al computer dei dati raccolti con il progetto RePAIR (foto parco archeologico di pompei)

A Pompei per la prima volta una tecnologia d’avanguardia sarà utilizzata per la ricostruzione fisica di manufatti archeologici, in gran parte frammentati e di difficile ricomposizione. È partito il 1° settembre 2021 il progetto “RePAIR”, acronimo di Reconstruction the past: Artificial Intelligence and Robotics meet Cultural Heritage. Migliaia di frammenti, come piccole tessere di un puzzle, saranno risistemati con l’ausilio di una infrastruttura robotica, dotata di braccia meccaniche in grado di scansionare i frammenti, riconoscerli tramite un sistema di digitalizzazione 3D e restituirgli la giusta collocazione. Mentre i frammenti vengono riconosciuti e scansionati, le braccia e le mani di precisione meccaniche li manipolano e movimentano con l’ausilio di sensori avanzatissimi in grado di evitarne il minimo danneggiamento. Partner del progetto “RePAIR”, assieme al parco archeologico di Pompei sono: l’università Ca’ Foscari di Venezia (ente coordinatore), la Ben-Gurion University of the Negev di Israele, la IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, l’Associacao do Instituto Superior Tecnico Para a Investigacao e Desenvolvimento del Portogallo, la Rheinische Friedrich Wilhelms Universitat di Bonn in Germania e il ministero della Cultura. Il progetto ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea, nell’ambito della Grant agreement n. 964854.

Oggetto di questa sperimentazione saranno gli affreschi del soffitto della Casa dei Pittori al lavoro nell’Insula dei Casti Amanti, danneggiati nel corso della eruzione del 79 d.C. e poi ridotti in frantumi in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Su tale straordinario contesto lavora già a partire dal 2018 il gruppo di esperti di pitture murali dell’università di Losanna, guidato dal professor Michel E. Fuchs, con un programma di studio e di ricomposizione manuale che si fonda sull’analisi dei diversi aspetti morfologici, stilistici e tecnici dei frammenti. L’attivazione del nuovo progetto, che procederà parallelamente e in modo coordinato con quello in corso da parte dell’équipe svizzera, consentirà di confrontare dunque due metodologie di lavoro e i rispettivi risultati. 

Progetto RePAIR a Pompei: i frammenti vengono riconosciuti e scansionati, le braccia e le mani di precisione meccaniche li manipolano e movimentano con l’ausilio di sensori avanzatissimi (foto parco archeologico di pompei)

Il secondo caso di studio sarà inoltre costituito dai frammenti degli affreschi della Schola Armaturarum, determinati dal crollo dell’edificio nel 2010 e in parte ancora non ricollocati. Due esempi iconici di grandi affreschi del patrimonio culturale mondiale che si trovano in stato frammentario e sono conservati nei depositi del parco archeologico di Pompei. L’attività si avvale dell’apporto interdisciplinare di istituti scientifici e di ricerca che operano nel campo della computer vision, della robotica, dell’Intelligenza Artificiale, con il contributo fondamentale dell’Archeologia e della Conservazione di Beni culturali.

Esempio di ricomposizione dei frammenti di un affresco dalla Casa dei Pittori al lavoro di Pompei con il progetto RePAIR (foto parco archeologico di pompei)

“Le anfore, gli affreschi, i mosaici, vengono spesso portati alla luce frammentati, solo parzialmente integri o con molte parti mancanti”, dichiara il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. “Quando il numero dei frammenti è molto ampio, con migliaia di pezzi, la ricostruzione manuale e il riconoscimento delle connessioni tra i frammenti è quasi sempre impossibile o comunque molto laborioso e lento. Questo fa sì che diversi reperti giacciano per lungo tempo nei depositi archeologici, senza poter essere ricostruiti e restaurati, e tantomeno restituiti all’attenzione del pubblico. Il progetto RePAIR, frutto di ricerca e competenza tecnologica, grazie all’ausilio della robotica, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, si pone l’obiettivo di risolvere un problema atavico”. Aggiunge il prof. Marcello Pelillo, coordinatore del progetto e professore di Intelligenza artificiale all’università Ca’ Foscari Venezia: “Dal punto di vista scientifico e tecnologico, il progetto pone sfide importanti per affrontare le quali utilizzeremo le più avanzate tecniche nel campo dell’Intelligenza Artificiale, della Visione Artificiale e della Robotica”.

Parco archeologico di Pompei. Dal 3 settembre visite teatralizzate e musica a Stabia, Oplontis e Boscoreale con il programma “Campania by night: rivivi l’arte di notte”. Nuove visite guidate a tema a Pompei

Campania by night: rivivere l’arte di notte al parco archeologico di Pompei. Dal 3 settembre 2021 nei siti del parco archeologico di Pompei (Villa Arianna e Villa San Marco a Stabia, Villa di Poppea a Oplontis e Villa Regina a Boscoreale e il museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”) prendono il via gli appuntamenti serali del Campania by night, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale promosso dalla Regione Campania, ideato e curato dalla Scabec. Per partecipare alle visite guidate è necessario acquistare biglietto su  https://www.ticketone.it/eventseries/campania-by-night-serali-scabec-2976371/, non sarà disponibile biglietteria in loco, tranne che per le serate a Oplontis; nei giorni precedenti agli eventi sarà possibile acquistare i biglietti presso le biglietterie del  sito di Pompei e di Oplontis. È obbligatorio presentarsi 20 minuti prima dell’inizio del proprio turno di visita. Info su www.campaniabynight.it. Sarà possibile partecipare agli eventi in programma solo se si è in possesso di una Certificazione verde Covid-19 (Green Pass) che attesti di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle ultime 48 ore, o di essere guariti da Covid-19. Campania By Night è programmato e finanziato dalla Regione Campana attraverso Scabec SpA con fondi POC (Programma operativo Complementare) 2014-2020, organizzato in collaborazione con il parco archeologico di Pompei.

L’ampio giardino porticato di villa San Marco a Stabia, ombreggiato da quattro file di platani che ripetono la posizione di originari platani antichi (foto parco archeologico di Pompei)

A Stabia, sono in programma quattro appuntamenti a cura di Casa del Contemporaneo / Le Nuvole: venerdì 3 e sabato 4 settembre 2021 a Villa San Marco visita teatralizzata “Stabiae Liberata – Libero Sopra”, dedicata alla figura di Libero D’Orsi. A partire dalla storia personale del celebre preside di Castellammare appassionato sin da bambino al mondo dell’archeologia, fino alla sua riscoperta di Stabiae. Gli anni della scuola, l’eruzione del 1906, i soccorsi agli sfollati, il suo percorso di formazione, il “perdersi” e il suo peregrinare per vent’anni di scuola in scuola in giro per l’Italia e il suo “ritrovarsi” con il ritorno a Stabia e il compimento del suo destino, della sua impresa. Sono previsti tre turni di visita alle 20, 21 e 22.

L’affresco di Arianna e Teseo che ha dato il nome alla Villa Arianna di Stabia (foto parco archeologico di Pompei)

Venerdì 10 e sabato 11 settembre 2021 sarà invece la volta di Villa Arianna con la visita teatralizzata “Stabiae Liberata – Libero Sotto”. Lo spettacolo sarà incentrato sull’uomo Libero D’Orsi più che sulle sue vicende: l’uomo di lettere e filosofia quale era il D’Orsi. Il tema stesso della villa, il mito di Arianna e il Labirinto ci daranno la chiave di lettura del suo destino, saranno lo specchio che riflette sotto altra luce la sua storia, svelando così la poesia preziosamente racchiusa nella sua anima, spirito guida della sua esistenza. Sono previsti tre turni di visita: alle 20, 21 e 22.

La villa di Poppea by night a Oplontis (Torre Annunziata) (foto parco archeologico di Pompei)

A Oplontis (Torre Annunziata), dal 5 settembre 2021 e per i due sabato successivi (11 e 18 settembre 2021) visita guidata alla Villa di Poppea  “Le memorie di Oplontis” , con l’ausilio di app, smartphone e QR codes a cura di ShowLabs. I visitatori saranno accompagnati da un esperto Cicerone all’interno della maestosa villa, attribuita alla seconda moglie di Nerone. Ma, come per ogni viaggio nel tempo che si rispetti, ci sarà bisogno di una macchina del tempo supportata dalle moderne tecnologie: un’applicazione che funge da mappa in questa immensa e labirintica Villa. Sono previsti tre turni di visita: alle 20, 21 e 22. Per questo evento è necessario disporre di uno smartphone con connessione a internet e con un QR reader.

Veduta d’insieme di Villa Regina a Boscoreale, illuminata per le visite notturne (foto cesare abbate)

Visite alla Villa Regina di Boscoreale e a seguire il concerto di Giuseppe Di Capua con Marina Bruno e Peppe Lapusata a partire da domenica 12 settembre 2021, e i successivi 19 e 26 settembre 2021. Dopo la visita a cura di un archeologo all’antica fattoria romana tra gli ambienti dedicati alla trasformazione dei prodotti agricoli, con particolare predilezione per la vinificazione, ed alla loro conservazione, un’immersione nella musica napoletana ricca di teatralità e dalle melodie indimenticabili con Partenoplay. Sono previsti tre turni di visita: alle 20, 21 e 22.

Visite serali anche al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto Francesco Squeglia)

1, 2, 8, 9 ottobre al museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” visite teatralizzate dal titolo “Storie di uomini”, con attori che racconteranno e interpreteranno  le storie degli uomini che hanno abitato le ville di età romana dell’antica Stabiae, mediante le testimonianze scritte e le  suggestioni  dei reperti esposti lungo il percorso di visita. Il Museo custodisce numerosi reperti, alcuni mai esposti prima in Italia, tra affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, terrecotte, vasellame da mensa, oggetti in bronzo e in ferro, in parte già ospitati nell’Antiquarium stabiano, allestito nel centro cittadino da Libero d’Orsi e chiuso al pubblico dal 1997.

A Pompei le passeggiate notturne interessano uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro

A settembre aperture serali anche a Pompei nelle seguenti date: il 3 e 4, 10 e 11, 25 settembre 2021 (Giornata Europea del Patrimonio). L’offerta prevede: accesso all’area del Foro al costo di ingresso di 5 euro (+1,50 euro prevendita on-line; riduzioni e gratuità come da normativa). Sarà possibile accedere dall’ingresso da Porta Marina all’area del Foro, uno dei luoghi più monumentali del sito, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, con i principali monumenti della vita pubblica, il Tempio di Giove, il Macellum, il Tempio di Apollo, la Basilica e con uscita dal tempio di Venere, dal quale sarà possibile accedere all’Antiquarium, di recente inaugurato nel suo rinnovato allestimento. Visite accompagnate sul tema della donna nell’antichità Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Gruppi di massimo 20 persone. Prenotazione consigliata sul sito ticketone.it. Sarà possibile prenotare una visita della durata di 45 minuti dell’area monumentale del Foro, a cura di Scabec, e dedicata al tema della donna, con particolare riferimento alle grandi figure femminili, come la sacerdotessa Eumachia dell’omonimo edificio sul Foro o la dea Fortuna del tempio vicino, ma anche sulla vita e le attività delle donne comuni. Visite straordinarie ai depositi/granai del Foro. Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Gruppi di massimo 10 persone. Prenotazione consigliata sul sito www.ticketone.it. Per chi è interessato ad effettuare entrambe le visite, sarà possibile acquistare la seconda visita presso la biglietteria di Pompei, salvo disponibilità di posti. L’accesso per i disabili è da Piazza Esedra con utilizzo dell’ascensore dell’Antiquarium, da segnalare al personale all’ingresso. Il programma dettagliato anche degli altri eventi estivi presso tutti i siti del Parco archeologico di Pompei, è disponibile al seguente link: http://pompeiisites.org/comunicati/estate-2021-programma-degli-eventi-serali-del-parco-archeologico-di-pompei/

Nuova importante scoperta a Pompei nell’area della necropoli di Porta Sarno: trovata la sepoltura di Marcus Venerius Secundio. Il suo corpo mummificato rappresenta un giallo archeologico. E la lastra marmorea sul frontone attesta per la prima volta lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca

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Particolare del corpo inumato trovato nella tomba di Marcus Venerius Secundio a Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Nuove scoperte a Pompei. Lo annuncia Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, che in un video descrive l’ultimo ritrovamento di Pompei, avvenuto nel corso di una campagna di scavo promossa nell’area della necropoli di Porta Sarno dal parco archeologico di Pompei e dall’università Europea di Valencia: una antica sepoltura, rinvenuta presso la necropoli di Porta Sarno, a Est dell’antico centro urbano di Pompei, che si è rivelata importante per due motivi. Prima di tutto, perché ha restituito resti umani mummificati, capelli e ossa di un individuo inumato: un fatto insolito, un piccolo giallo archeologico da chiarire, visto che all’epoca il rito più comune era quello dell’incinerazione, e per di più – in questo caso – un’inumazione con tracce di mummificazione.

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L’iscrizione commemorativa del proprietario Marcus Venerius Secundio sulla lastra marmorea, posta sul frontone della tomba scoperta nell’area della necropoli di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

E poi, secondo elemento importante, c’è la prima conferma di rappresentazioni teatrali in greco a Pompei, una consuetudine ipotizzata ma mai dimostrata. Sulla lastra marmorea, posta sul frontone della tomba, un’iscrizione commemorativa del proprietario Marcus Venerius Secundio richiama infatti, straordinariamente, lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca, attestati dunque per la prima volta in maniera diretta. “Pompei non smette di stupire”,  dichiara il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “e si conferma una storia di riscatto, un modello internazionale, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie alle tante professionalità dei beni culturali che, con il loro lavoro, non smettono di regalare al mondo risultati straordinari che sono motivo di orgoglio per l’Italia”. Le attività di scavo e di recupero da parte dell’università di Valencia sono state coordinate dal prof. Llorenç Alapont del Dipartimento di Preistoria e Archeologia, mentre come funzionari responsabili del Parco Archeologico sono intervenute l’archeologa Luana Toniolo, la restauratrice Teresa Argento e l’antropologa Valeria Amoretti.

La tomba di Marcus Venerius Secundio, con recinto in muratura, scoperta nell’area della necropoli di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

La struttura sepolcrale, risalente agli ultimi decenni di vita della città, è costituita da un recinto in muratura, sulla cui facciata si conservano tracce di pittura: si intravedono piante verdi su sfondo blu. Il personaggio di Marcus Venerius Secundio – che compare anche nell’archivio di tavolette cerate del banchiere pompeiano Cecilio Giocondo, proprietario della domus omonima su via Vesuvio – era uno schiavo pubblico e custode del tempio di Venere. Una volta liberato, aveva poi raggiunto un certo status sociale ed economico, come emergerebbe non solo dalla tomba piuttosto monumentale, ma anche dall’iscrizione: oltre a diventare Augustale, ovvero membro del collegio di sacerdoti dediti al culto imperiale, come ricorda l’epigrafe, “diede ludi greci e latini per la durata di quattro giorni”.

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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, legge l’iscrizione della tomba di Marcus Venerius Secundio a Porta Sarno (foto parc

Ludi graeci è da intendere come spettacoli in lingua greca”, commenta il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel: “è la prima testimonianza certa di esibizioni a Pompei in lingua ellenica, ipotizzate in passato sulla base di indicatori indiretti. Abbiamo qui un’altra tessera di un grande mosaico, ovvero la Pompei multietnica della prima età imperiale, dove accanto al latino è attestato il greco, all’epoca la lingua franca del Mediterraneo orientale. Che si organizzassero anche spettacoli in greco è prova del clima culturale vivace e aperto che caratterizzava l’antica Pompei, un po’ come l’esibizione straordinaria di Isabelle Huppert nel Teatro Grande poche settimane fa, in lingua francese, ha dimostrato che la cultura non ha confini”.

L’urna cineraria in vetro di Novia Amabilis trovata nella tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Non meno eccezionale dell’iscrizione risulta la sepoltura di Marco Venerio Secundio. Si tratta di uno degli scheletri meglio conservati ritrovati nella città antica. Il defunto fu inumato in una piccola cella di 1,6 x 2,4 metri posta alle spalle della facciata principale, mentre nella restante parte del recinto sono state riscontrate due incinerazioni in urna, una in un bellissimo contenitore in vetro appartenente a una donna di nome Novia Amabilis.

Il cranio dell’inumato della Tomba di Porta Sarno a Pompei: sono ancora visibili i capelli e un orecchio (foto parco archeologico di pompei)
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Due ampolle in vetro (unguentari) nel corredo della Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Nella fase romana di Pompei, il rito funerario prevedeva di norma l’incinerazione, mentre solo bambini piccoli venivano inumati. La sepoltura di Marco Venerio è dunque altamente insolita anche per il rito funerario adottato, considerando che si trattava di un uomo adulto di più di 60 anni, come emerge da una prima analisi delle ossa ritrovate nella camera funeraria. Le caratteristiche della camera funeraria, che consisteva in un ambiente ermeticamente chiuso, hanno creato le condizioni per lo stato di conservazione eccezionale in cui è stato trovato lo scheletro, con capelli e un orecchio ancora visibili. Inoltre, sono stati recuperati elementi di corredo, tra cui due unguentaria in vetro e numerosi frammenti di ciò che sembra essere un tessuto.

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I rilievi del corpo inumati della Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“Bisogna ancora comprendere se la mummificazione parziale del defunto è dovuta a un trattamento intenzionale o meno”, spiega il professor Llorenç Alapont dell’università di Valencia. “In questo l’analisi del tessuto potrebbe fornire ulteriori informazioni. Dalle fonti sappiamo che determinati tessuti come l’asbesto venivano utilizzati per l’imbalsamazione. Anche per chi come me si occupa di archeologia funeraria da tempo, la straordinaria ricchezza di dati offerti da questa tomba, dall’iscrizione alle sepolture, ai reperti osteologici e alla facciata dipinta, è un fatto eccezionale, che conferma l’importanza di adottare un approccio interdisciplinare, come l’università di Valencia e il Parco Archeologico hanno fatto in questo progetto”.

Archeologi, antropologi e restauratori impegnati nella Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
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La camera interna della Tomba di Porta Sarno a Pompei con la sepoltura a inumazione (foto parco archeologico di pompei)

I resti umani e organici trovati nel recinto funerario di Porta Sarno sono stati trasportati al Laboratorio di Ricerche Applicate nel sito di Pompei dove sono stati sottoposti a interventi di analisi e di conservazione. Al tempo stesso, il parco archeologico ha avviato una serie di interventi di messa in sicurezza, volti a garantire la manutenzione della necropoli di Porta Sarno nelle more della definizione di un più ampio progetto di restauro e fruizione dell’area. La necropoli attualmente non è visitabile in quanto ubicata al di là della linea ferroviaria della Circumvesuviana, ma il Parco ha avviato uno studio di fattibilità per includerla nell’area aperta al pubblico.

Pompei. Vediamo da vicino il Termopolio della Regio V alla fine di un restauro a tempi di record, la Casa di Orione e la Casa del Giardino i cui cantieri di scavo non si sono ancora conclusi: dal 12 agosto sono aperti al pubblico con visite straordinarie. Zuchtriegel: “Si tratta di un approccio integrato tra conservazione, ricerca e fruizione”

Il termpolio scoperto durante gli scavi della Regio V a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
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Il termopolio della Regio V a Pompei apre al pubblico dopo un restauro a tempo di record (foto parco archeologico di pompei)

Apre al pubblico dal 12 agosto 2021 il Termopolio della Regio V, l’antica tavola calda di Pompei, portata in luce durante gli ultimi scavi in un’area della città antica mai prima indagata, con visite straordinarie al cantiere della Casa di Orione e della Casa del Giardino. L’annuncio una settimana fa da Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, e Massimo Osanna, già direttore del Parco oggi direttore generale dei Musei (vedi Pompei. Dal 12 agosto apre al pubblico il termopolio della Regio V, l’antica tavola calda di Pompei, tra le scoperte degli ultimi scavi. E contestualmente visite guidate al cantiere della Casa di Orione e della Casa del Giardino | archeologiavocidalpassato). Le visite del termopolio saranno possibili tutti i giorni dalle 12 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30), con accesso da via di Nola e uscita dal vicolo delle Nozze d’argento. Non è necessaria la prenotazione. Contestualmente alla visita del Termopolio saranno previste visite straordinarie anche al cantiere della casa di Orione e del Giardino – con accessi contingentati e percorsi differenziati per una visita accompagnata in sicurezza – dove sono in corso i lavori di sistemazione in vista degli interventi definitivi di restauro e coperture propedeutici all’apertura permanente dell’intera area. Entrambe le dimore, dalle straordinarie decorazioni, sono emerse e sono state messe in sicurezza nel corso degli scavi della Regio V, connessi al più ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo previsto dal Grande progetto Pompei. Le visite saranno possibili tutti i giorni dalle 16 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30). L’accesso è previsto ogni 20 minuti, per gruppi di massimo 5 persone per volta accompagnati da personale del Parco. Ingresso da via di Nola e uscita dal vicolo delle Nozze d’argento. L’accesso gratuito è fino ad esaurimento disponibilità; è consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it (costo prenotazione on-line 1,50 euro).

Massimo Osanna e Gabriel Zuchtriegel nel termopolio della Regio V a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“Sono molto lieto di vedere aperto al pubblico il termopolio al termine di tempestivi lavori di restauro dell’edificio rinvenuto nei nuovi scavi della Regio V”, dichiara Massimo Osanna. “Per consentirne la pubblica fruizione è stato necessario procedere alla messa in sicurezza delle strutture, al restauro dei delicati affreschi e garantire la protezione di tutto l’ambiente con adeguate coperture. Ai visitatori che stanno tornando ad affollare le strade dell’antica città si restituisce una nuova esperienza di visita in un’area del tutto inedita. La scoperta, avvenuta nell’ambito di un sistematico intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, al fine di prevenire la minaccia del dissesto idrogeologico sulle strutture già in luce, ha costituito una occasione unica di ricerca interdisciplinare che ha portato a nuove acquisizioni sulla dieta e sulla vita quotidiana dei pompeiani. Un ringraziamento a tutto il team che ha contribuito alla straordinaria scoperta, alle successive ricerche e al bel progetto di fruizione”.

Gabriel Zuchtriegel e Massimo Osanna nella Casa del Giardino, Regio V, a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“L’apertura del thermopolium si pone in piena continuità con l’approccio adottato dal Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, che ringrazio insieme a tutta la squadra per il lavoro eccezionale che è stato svolto”, aggiunge Gabriel Zuchtriegel. “Si tratta di un approccio integrato tra conservazione, ricerca e fruizione, che con l’apertura al pubblico giunge al suo compimento, mentre stiamo lavorando sulla progettazione del restauro della casa di Orione e della casa del Giardino. Il progetto di scavo e restauro del thermopolium, che è partito da esigenze di tutela e di messa in sicurezza dei fronti di scavo, ha portato a scoperte straordinarie che ci aiutano a comprendere meglio anche i circa ottanta thermopolia già noti a Pompei. Con le visite accompagnate alle case ancora da restaurare vogliamo sensibilizzare il pubblico per il fatto che Pompei è un grande cantiere dove ricerca, conservazione e restauro continuano sulla base dell’innovazione e della collaborazione con importanti enti di ricerca nazionali e internazionali”.

I termopoli, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura, erano molto diffusi nel mondo romano, dove era abitudine per il ceto medio e basso consumare il prandium (il pasto) fuori casa. Sebbene nella sola Pompei se ne contino almeno una ottantina, il termopolio della Regio V si distingue per l’eccezionale decorazione del bancone dipinto, con le immagini della Nereide a cavallo di un ippocampo e di animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale. L’impianto commerciale era emerso in due momenti diversi. Era stato indagato solo in parte nel 2019, durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici. Considerate l’eccezionalità delle decorazioni e al fine di restituire la completa configurazione del locale – ubicato nello slargo all’ incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi- nel 2020 si è deciso di predisporre un ulteriore intervento finalizzato al completamento dello scavo, al restauro degli ambienti e degli apparati decorativi presenti. Al contempo è stata realizzata una nuova copertura lignea a protezione del bancone dipinto, e si è proceduto al rifacimento dell’antico meniano (balcone) a sbalzo, su cui è stata collocata parte dell’originaria pavimentazione in cocciopesto rinvenuta nel corso dello scavo.

Il mosaico di Orione nella Casa di Orione a Pompei (foto da drone del parco archeologico di Pompei)

La Casa di Orione prende nome dal mosaico pavimentale presente in un ambiente della domus, e raffigurante una tra le più raffinate e inedite iconografie rinvenute a Pompei, quella  del mito di Orione. La scena rappresenta il catasterismo dell’eroe Orione, ovvero la sua trasformazione in costellazione, ed è probabilmente connessa a quella di un secondo mosaico della casa. Entrambi i mosaici, denotano un notevole livello culturale e probabili rapporti del proprietario con il mondo mediterraneo orientale, da cui  potrebbero provenire.

La pulizia da parte dei restauratori del mosaico di Orione a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

La dimora, era stata già intercettata nel corso degli scavi ottocenteschi, tra il 1891 e il 1893 e nel 2017 è stata interamente portata in luce. Presenta una struttura con atrio centrale,  circondata da stanze decorate con pregiate pitture di I stile e mosaici pavimentali. E’ molto probabile che la casa abbia volutamente mantenuto, negli spazi di rappresentanza, questa più antica decorazione in I stile che, in altre dimore pompeiane, era stata frequentemente sostituita da decorazioni più moderne. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. l’abitazione era in corso di ristrutturazione. Gli scavi attuali hanno consentito di individuare diversi cunicoli, praticati in passato prima degli scavi ufficiali, allo scopo di recuperare oggetti preziosi, che hanno purtroppo compromesso in più punti la struttura della casa.

Dettaglio di affresco della Casa del Giardino a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
Italia, l’iscrizione scoperta a Pompei_foto-parco-archeologico-pompei

L’iscrizione scoperta nella V Regio di Pompei che avvalorerebbe la datazione dell’eruzione a ottobre del 79 d.C. (foto parco archeologico Pompei)

La Casa del Giardino, cosiddetta per la presenza di un giardino con portico affrescato, è nota per il rinvenimento dell’iscrizione a carboncino che cambia la data dell’eruzione. Sul portico affaccia la bella sala delle megalografie, raffiguranti in un riquadro Venere con una figura maschile (Paride o forse Adone) e  Eros, e in un altro Venere in atto di pescare, assieme a Eros. Sempre nello stesso ambiente è presente un raffinatissimo ritratto femminile, probabilmente la domina. Sull’atrio si affaccia la stanza degli scheletri, dove sono stati ritrovati i resti di una decina di individui che qui si rifugiarono nel vano tentativo di salvarsi, e i cui resti sono oggetto di studio e analisi del DNA. In alcuni ambienti di servizio, invece, è stata ritrovata una cassetta in legno contenente monili femminili e amuleti contro la malasorte, probabilmente appartenenti ad una delle vittime rinvenute nella casa e oggi esposti nell’Antiquarium di Pompei.