Ercolano. Rinnovati e trasformati gli spazi di accoglienza per il pubblico. Aumento esponenziale dei visitatori nei primi tre mesi dell’anno. Sirano: “Risultato oltre le aspettative, che ripaga gli sforzi profusi”

Panorama del sito archeologico di Ercolano, l’antica Herculaneum (foto paerco)
Il parco archeologico di Ercolano è pronto a ricevere i visitatori per i ponti di aprile e maggio (25 aprile e 5 maggio, ingresso gratuito) con la nuova fase di accoglienza del pubblico con ambienti di ricezione open e più vicini ai turisti che hanno fatto registrare un boom di presenze nel primo trimestre dell’anno. A Ercolano, infatti, è stata avviata la fase della trasformazione degli spazi di accoglienza dei visitatori con una rete di customer services in evoluzione. La grande hall che accoglie i turisti si basa su un approccio open e concepisce i servizi come proiettati verso il pubblico senza alcuna barriera divisoria. Rinnovati gli spazi guardaroba per gli effetti personali, dove i visitatori possono riporre zaini e borse che oltre ad essere di intralcio durante la visita, con l’ingombro potrebbero danneggiare le antiche pitture parietali. A disposizione del pubblico il servizio Informazioni multilingue (081 0106490) attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 17. I visitatori si sentiranno inoltre accolti sin dal loro arrivo grazie ai totem digitali che riportano informazioni utili per orientare sull’acquisto dei biglietti, le iniziative in corso al Parco e ogni novità che ci sarà in corso. Intanto si registra che il numero dei visitatori cresce in maniera esponenziale con un aumento, nei primi tre mesi dell’anno, da gennaio a marzo, pari a +36% rispetto al 2023, +108% rispetto al 2022, +45% rispetto al 2019, anno di pre-pandemia. “Un risultato di numeri e gradibilità da parte del pubblico”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “che supera ogni aspettativa, ma ripaga degli sforzi profusi”.
#domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di aprile, seguita dal Colosseo. Il ministro Sangiuliano: “Cittadini e turisti hanno risposto ancora una volta con entusiasmo alla proposta della gratuità nella prima domenica del mese, affollando musei e parchi archeologici statali”

Grande affluenza di visitatori al Colosseo e al Foro romano (foto graziano tavan)
La Reggia di Caserta con 17182 ingressi scalza dallo scalino più basso del podio il Foro romano, mentre Pompei supera il Colosseo per il gradino più alto per il numero di visitatori di domenica 7 aprile 2024, la prima domenica del mese, quindi con ingresso gratuito. “Cittadini e turisti hanno risposto ancora una volta con entusiasmo alla proposta della gratuità nella prima domenica del mese, affollando musei e parchi archeologici statali”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi dati provvisori dell’appuntamento con la #domenicalmuseo di aprile, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. “L’abitudine a frequentare i luoghi della cultura consentita dall’accesso libero che ora abbiamo esteso anche importanti ricorrenze nazionali come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, aiuta a riscoprire le proprie radici grazie alla contemplazione del patrimonio culturale ereditato dal passato, contribuendo a consolidare la nostra identità e la nostra appartenenza all’Italia. Ringrazio tutto il personale che ha collaborato a questo nuovo, importante successo della #domenicalmuseo”.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 32.870; Colosseo. Anfiteatro Flavio 26.253; Foro Romano e Palatino 12.086; Pantheon 12.000; Area archeologica di Paestum 6.256; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.721; Terme di Caracalla 5.694; Villa Adriana 5.416; Parco archeologico di Ercolano 5.164; museo Archeologico di Venezia 2.110; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 2.032; Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione 1.626; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.566; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.533; Museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.391; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.304; parco archeologico di Cuma 1.294; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.240; museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA 1.230; parco archeologico delle Terme di Baia 1.030; Museo delle Civiltà 1.027.
Ercolano. Le festività di Pasqua aprono le visite di primavera: aperti a Pasqua e Pasquetta, orario prolungato per una piacevole visita tra booksharing e Giardino dell’ozio. La Casa della Gemma aperta fino all’11 aprile
Le festività di Pasqua rappresentano il vero avvio di primavera e per i siti archeologici, in quanto all’aperto, corrispondono a visitatori ancora più partecipi e soddisfatti della visita. Il parco archeologico di Ercolano accoglie i propri visitatori in questo periodo con le aperture nei giorni di Pasqua e Pasquetta dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo accesso alle 18) e invita a sperimentare la modalità di visita “slow” presso il c.d. giardino dei melograni della Casa del Rilievo di Telefo concedendosi una pausa sulle sdraio a disposizione, leggendo e consultando volumi in diverse lingue.

La Casa della Gemma al parco archeologico di Ercolano è aperta al pubblico fino ad aprile 2024 (foto paerco)
Nel Parco Maiuri cittadini di Ercolano e visitatori potranno inoltre continuare ad approfittare dell’iniziativa “LIBeRI al Parco” progetto di booksharing lanciato ormai da quasi un anno. Lo staff del Parco suggerisce inoltre ai visitatori di approfittare dell’apertura, fino all’11 aprile 2024, della Casa della Gemma, gioiello del parco archeologico di Ercolano, tra le più famose per i preziosi mosaici pavimentali.

Visitatori al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
“Il numero di visitatori che cresce in modo esponenziale”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “rappresenta la vera primavera di questo periodo, le persone sono interessate, appassionate e consapevoli: noi poniamo i visitatori al centro con le iniziative che proponiamo in modo ciclico durante l’anno e ci ripagano per l’impegno profuso”.

Giardino dell’ozio a Ercolano nel cosiddetto giardino dei melograni della Casa del Rilievo di Telefo (foto paerco)
I visitatori in questi giorni incontreranno nel Parco i giovani delle scuole del territorio (“Adriano Tilgher” di Ercolano, “Eugenio Pantaleo” e “Gaetano De Bottis” di Torre del Greco, e “Francesco Saverio Nitti” di Portici) che svolgono qui i percorsi della ex alternanza scuola-lavoro che avvicinano i ragazzi delle superiori all’esperienza sul campo per applicare le conoscenze apprese in modo dinamico anche in ambito lavorativo. Gli studenti, affiancati dai funzionari e dal personale di accoglienza dell’istituto, saranno impegnati nell’accoglienza dei visitatori in diversi punti del sito archeologico, potranno relazionarsi con i turisti in più lingue, fornire indicazioni sul sito, e vigilare sul rispetto delle strutture e dei manufatti antichi, oltre che effettuare monitoraggio dei gruppi con guide turistiche.
Ercolano. Al parco archeologico al via la sesta edizione di “Close up cantieri. Dentro il laboratorio della conoscenza”, il venerdì mattina fino a marzo: i visitatori vengono in contatto con i protagonisti dei lavori in corso. Sirano: “Quest’anno offriremo una scelta di luoghi di eccezionale importanza”

Il venerdì mattina al parco archeologico di Ercolano appuntamento con “Close up cantieri. Dentro il laboratorio della conoscenza” (foto paerco)

Restauratori al lavoro al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
E siamo a sei! Dal 16 febbraio al 22 marzo 2024 torna “Close up cantieri. Dentro il laboratorio della conoscenza”, il fortunato format del parco archeologico di Ercolano, giunto al 6° anno, che dal 2018 rende i visitatori protagonisti del dietro le quinte dei lavori di restauro tra domus, monumenti e reperti dell’antica città, con l’apertura stabile di alcune tra le più suggestive domus di Ercolano. Tutti i venerdì, con cadenza settimanale, dalle 10 alle 12, per 3 turni di visita, l’offerta del Parco si arricchisce della possibilità di curiosare e approfondire un percorso in compagnia di restauratori e professionisti alla scoperta dei cantieri di restauro che stanno progressivamente cambiando il volto della città, ampliando significativamente le aree restituite alla fruizione. I visitatori del venerdì mattina potranno rivolgersi alla biglietteria per registrare la propria prenotazione dalle 8.30 alle 11, venendo inseriti in uno dei tre turni di visita (10 – 11 – 12), verranno poi condotti nei siti dove incontreranno restauratori e responsabili di cantiere.

Veduta d’insieme dell’area archeologica di Ercolano (foto paerco)

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
“La storia di “Close up cantieri” del Parco di Ercolano nasce nel 2018 quando si avviò la progettazione della partecipazione diretta e dal vivo dei visitatori all’interno dei cantieri in corso”, ricorda il direttore Francesco Sirano. “I visitatori vengono in contatto con i protagonisti dei lavori in corso e si lasciano coinvolgere dal loro appassionato e competente racconto. L’esperienza degli scorsi anni ci ha dimostrato come tutti entrino in sintonia con la serietà e la delicatezza di quello che facciamo per preservare questo straordinario patrimonio e inondano di domande, curiosità, commenti i nostri operatori diventando amici ed ambasciatori del Parco. Quest’anno offriremo una scelta di luoghi di eccezionale importanza, alcuni inaccessibili da decenni e ora oggetto di restauri per la loro definitiva riapertura. Un percorso di condivisione da non perdere”.
Londra. Al British Museum apre la mostra “Legion, life in the Roman army / La vita della legione nell’esercito romano” che esplora la vita nelle comunità militari stanziali dalla Scozia al mar Rosso. Da Ercolano preziosi reperti tra cui lo scheletro di un soldato col suo corredo

Al British Museum di Londra la mostra “Legion, life in the Roman army / La vita della legione nell’esercito romano” dal 1° febbraio al 23 giugno 2024

Elementi del cinturone di un soldato romano in partenza da Ercolano per Londra (foto paerco)
Ercolano in mostra al British Museum di Londra. Lo scheletro di un soldato con un suggestivo corredo, alcune monete, un gladio, un pugnale e un cinturone prestati dal parco archeologico di Ercolano, oltre agli arnesi da lavoro, questi ultimi di ritorno dalla mostra “Materia” appena conclusa alla Reggia di Portici, dal 1° febbraio 2024 e fino al 23 giugno 2024, nella stanza 30 Sainsbury Exhibitions Gallery del British Museum sono esposti nella mostra “Legion. Life in the Roman army / La vita della legione nell’esercito romano”, una delle più attese dell’anno. Scriveva Vegezio nel IV secolo: “Pochi uomini nascono coraggiosi. Molti lo diventano per la cura e la forza della disciplina”.

Elmo in lega di rame da Londra (1-100 d.C.) e guancia dal Tamigi a Kew (Inghilterra) (1-100 d.C.) conservati al British Museum di Londra (foto british museum)

Moneta trovata nella sepoltura di un soldato romano a Ercolano in partenza per Londra (foto paerco)
Com’era la vita nell’esercito romano dal punto di vista di un soldato? Che cosa pensavano le loro famiglie della vita nel forte? Come reagì il neo-conquistato? “Legion” esplora la vita nelle comunità militari stanziali dalla Scozia al Mar Rosso, racconta dalla vita familiare nel forte alla brutalità del campo di battaglia, facendo rivivere la macchina da guerra di Roma attraverso le persone che la conoscevano meglio: i soldati che vi hanno prestato servizio. L’impero romano si estendeva per più di un milione di miglia quadrate e doveva la sua esistenza alla sua potenza militare. Promettendo la cittadinanza a coloro che ne erano sprovvisti, l’esercito romano – la prima forza combattente moderna e professionale dell’Occidente – divenne anche un motore per la creazione di cittadini, offrendo una vita migliore ai soldati sopravvissuti al loro servizio.

Copertina del catalogo della mostra “Legion, life in the Roman army” di Richard Abdy (foto british museum)
La mostra trasporta i visitatori attraverso l’impero, così come attraverso la vita e il servizio di un vero soldato romano, Claudio Terenziano, dall’arruolamento e dalle campagne all’occupazione e infine, nel caso di Terenziano, al pensionamento. Gli oggetti includono lettere scritte su papiri da soldati dell’Egitto romano e le tavolette di Vindolanda, alcuni dei più antichi documenti manoscritti sopravvissuti in Gran Bretagna. Le tavolette, provenienti dal forte vicino al Vallo di Adriano, rivelano in prima persona com’era la vita quotidiana dei soldati e delle donne, dei bambini e degli schiavi che li accompagnavano.

Paio di scarpe per bambini in pelle da Vindolanda, vicino al Vallo di Adriano (Inghilterra) (43-110 d.C.) (foto vindolanda trust)
La storia militare romana risale forse al VI secolo a.C., ma fu solo con il primo imperatore, Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), che il soldato divenne una scelta di carriera. Mentre le ricompense della vita militare erano allettanti – coloro che facevano parte delle legioni potevano guadagnare una pensione sostanziosa e coloro che entravano nelle truppe ausiliarie potevano ottenere la cittadinanza per se stessi e le loro famiglie – i pericoli erano reali. I soldati erano visti con timore e ostilità dai civili – non aiutati dai loro abusi casuali e dai loro ruoli extra come carnefici e esecutori dell’occupazione – e potevano fare una brutta fine sia sul campo di battaglia. I ritrovamenti in Gran Bretagna includono i resti di due soldati probabilmente assassinati e sepolti clandestinamente a Canterbury, suggerendo una resistenza locale.
Ercolano. Dopo un 2023 eccezionale, per il parco archeologico anche il 2024 si annuncia altrettanto ricco: riaperta la Casa della Gemma e a febbraio riparte il format Close Up cantieri. Il direttore Sirano: “Questi risultati gratificano il lavoro quotidiano di tutto lo staff”

Al parco archeologico di Ercolano registrati nel 2023 quasi 600mila visitatori: un record (foto paerco)
Se il 2023 per il parco archeologico di Ercolano è stato un anno eccezionale, il 2024 non sarà da meno. Parola del direttore Francesco Sirano. È già partita la prima delle tante iniziative del 2024 dedicate all’ampliamento della fruizione con l’apertura della Casa della Gemma, gioiello tra le più grandi dell’intero sito archeologico, famosa per i preziosi mosaici pavimentali; aperta al pubblico in questi giorni, sarà visitabile fino all’11 aprile 2024. La visita alla domus, accessibile dalle 9 alle 13, è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco – per info e orari https://ercolano.beniculturali.it/oraricontatti/. Dal mese di febbraio 2024 verrà riproposto inoltre Close up cantieri, format caro al pubblico del Parco, visita guidata ai cantieri in veste di diretti protagonisti per immergersi nel dietro le quinte dei cantieri di restauro.

Visitatori alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” nella Reggia di Portici (foto musa)
Bilancio 2023. Il 2023 al parco archeologico di Ercolano si è chiuso con 563.165 visitatori, il numero di accessi più alto di sempre, superato il numero di visitatori del 2019, anno di pre-pandemia. Ai precedenti bisogna aggiungere anche i dati di visita alla mostra “Materia” sui legni dell’antica Ercolano svoltasi presso la Reggia di Portici, con i quali si arriva a sfondare il tetto dei 600mila ingressi. Un successo che conferma anche dal punto di vista quantitativo la proiezione del Parco verso una crescita qualitativa dell’offerta culturale.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
Piena soddisfazione espressa dal direttore del Parco, Francesco Sirano, che dichiara: “Per un archeologo dirigere un parco archeologico come quello di Ercolano è la fortuna della vita! Poi superare certi traguardi rappresenta l’appagamento per le giornate lavorative che, insieme ad uno staff eccezionale e appassionato, viviamo sempre con grande gratificazione. Dall’inizio del mio mandato, negli anni noi tutti del Parco siamo stati spettatori/attori di una nuova impostazione dell’offerta culturale alla quale è corrisposta una progressiva crescita del numero dei visitatori, bloccato solo dalla poco felice parentesi del Covid. Il 2023 per il Parco rappresenta il giro di boa; con iniziative culturali (quali la mostra “Materia”, i Close Up cantieri, I Venerdì di Ercolano, gli Ozi di Ercole, visite al teatro antico, Il Giardino degli Ozi), offerte diversificate e numeri che hanno superato ogni anno e ci aspettano solo nuove soddisfazioni e appagante impegno, consolideremo questa crescita con offerte culturali sempre più attente, confermando l’attenzione posta per la comunità territoriale e gli enti circostanti”.

La Casa della Gemma al parco archeologico di Ercolano è aperta al pubblico fino ad aprile 2024 (foto paerco)
La Casa della Gemma prende il nome dal ritrovamento di una gemma con l’immagine di Livia erroneamente attribuita a questa casa, mentre in realtà viene dalla Casa di Granianus, che un tempo era parte di un’unica grande domus con affaccio panoramico sul mare, probabilmente appartenente alla famiglia di Marco Nonio Balbo, e presenta nel triclinio uno dei più bei mosaici geometrici in bianco nero dell’intera Ercolano. “L’insula Orientalis I, nella quale si trova la Casa della Gemma, presenta mosaici di eccezionale valore”, spiega il direttore Francesco Sirano: “con questo progetto, che ha riguardato anche le Case del Rilievo di Telefo, di Granianus e dei Cervi, abbiamo ripristinato i mosaici più delicati del sito. Inoltre il lavoro certosino nella Casa della Gemma ha consentito di recuperare completamente le superfici pavimentali in modo da consentire la visita, sia pure in modalità sperimentale. Stiamo creando le condizioni per ampliare il percorso nel sito archeologico e condividere elementi e spazi della città antica per troppi anni sottratti alla diretta esperienza da parte dei visitatori. L’obiettivo del nostro lavoro è valorizzare il sito per un pubblico sempre più ampio, curioso e consapevole dei valori culturali e della delicatezza del patrimonio UNESCO”.
Roma. Al Teatro Argentina la decina edizione di “Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà”: sette incontri con approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente
“Luce sull’Archeologia” dal titolo “La “villeggiatura” nell’antica Roma: l’otium come sentimento sublime di bellezza ed esperienza di civiltà” torna per la decima edizione sul palcoscenico del Teatro Argentina che, dopo i successi delle passate edizioni, continua ad alimentare la sete di conoscenza e la grande passione per la millenaria storia di Roma. Sette appuntamenti, dal 14 gennaio al 14 aprile 2024, alle 11, per approfondire il rapporto dei romani con la terra e la natura, quando alla fine dell’età repubblicana ragioni storico-politiche e culturali determinarono la trasformazione della mentalità e del costume dell’élite sociale romana, che prediligeva sempre più una vita lontano dalla città e dal centro del potere. Si desiderava vivere una vita agiata e i piaceri del paesaggio in contesti extra urbani: otium cum dignitatem tempo libero da poter dedicare, con tranquillità, alle proprie attività intellettuali, ma anche al disbrigo degli affari politici e degli interessi economici. Residenze che nel tempo si sono arricchite di nuovi spazi, destinati non solo al piacere del corpo, come gli impianti termali, ma anche dello spirito, come i giardini per passeggiare, conversare, leggere.

Massimo Osanna direttore generale Musei, protagonista del primo incontro di “Luci sull’Archeologia” (foto graziano tavan)
Come per le precedenti edizioni, ogni incontro si comporrà come un viaggio di testimonianze, ricerche, riflessioni e immagini con il contributo esclusivo di storici, archeologi e studiosi d’arte, che guideranno il pubblico. “Luce sull’Archeologia” è un progetto del Teatro di Roma – Teatro Nazionale in collaborazione con la direzione generale Musei del ministero della Cultura e con il contributo dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, del periodico mensile Archeo e di Dialogues Raccontare L’arte. La decima edizione arricchisce i sette incontri di un nuovo contributo per una prospettiva multifocale, dal titolo La parola oltre il sipario, un momento di riflessione e approfondimento del tema da un punto di vista letterario, teatrale, giornalistico e con rimandi al tempo presente. Introduce Massimiliano Ghilardi con le anteprime del passato di Andreas M. Steiner e con i contributi di storia dell’arte di Claudio Strinati.
GLI INCONTRI. 14 gennaio 2024: Maurizio Bettini, università di Siena, su “Villa rustica: il paesaggio sonoro di un otium campestre”; Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC, su “Tiberio a Capri. Nuovi progetti”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il fondale è un paesaggio”. 21 gennaio 2024: Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, su “La sublime bellezza di Baia, tra memorie emerse e patrimoni sommersi”; Francesca Rohr, università di Venezia, su “Tra villeggiatura e politica: soggiornare in campagna nella tarda repubblica”; Fabio Pierangeli, università di Roma Tor Vergata, su “Le vacanze di Palomar – Itinerari d’otium di Italo Calvino”; 11 febbraio 2024: Ivano Dionigi, università di Bologna, su “Lucrezio: un rivoluzionario a Roma”; Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, su “Elogio del tempo perso: la Villa dei Papiri di Ercolano”; Dacia Maraini, scrittrice, su “L’ozio della lettura con lo sguardo contemporaneo”. 25 febbraio 2024, Alberta Campitelli, storica dell’arte e dei giardini, su “L’eredità del passato nelle ville romane tra Rinascimento e Barocco: modelli e stili di vita”; Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, su “Dal piacere al potere: l’evoluzione dei giardini alla Reggia di Caserta”; Lina Bolzoni, Scuola Normale Superiore di Pisa, su “L’ozio creativo della lettura e della conversazione”. 3 marzo 2024: Francesca Romana Berno, università di Roma La Sapienza, su “Le smanie per la villeggiatura. Seneca in vacanza, tra ville al mare e riflessione filosofica”; Filippo Demma, direttore della direzione regionale Musei Calabria e del parco archeologico di Sibari, su “Eno/oìno. E dove non è vino non è amore, né alcun altro diletto hanno i mortali”; Ritanna Armeni, scrittrice, su “La rivoluzione dell’ozio femminile”. 10 marzo 2024: Francesca Ceci, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, su “Bellezza e otium attraverso i capolavori dei Musei Capitolini”; Emanuele Papi, università di Siena e direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, su “Erode Attico e le ville di un milionario in Grecia”; Matteo Nucci, scrittore, su “Perdere tempo per vivere il tempo: la scholè che vince la morte”. 14 aprile 2024: Giuliana Calcani, università di Roma Tre, su “Immagini dell’otium. Tra realtà e ricerca della perfezione”; Monica Salvadori, università di Padova, su “L’otium e l’arte di vivere nelle case romane”; Paolo Di Paolo, scrittore, su “Il tempo pieno e vuoto del teatro”.
Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella quarta e ultima puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire il meraviglioso tetto della Casa del Rilievo di Telefo, esposto alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici

Lacunare del soffitto in legno della Casa del Rilievo di Telefo a Ercolano (foto graziano tavan)
Quarta e ultima puntata de “Le Schegge del PAE”, la nuova serie social del parco archeologico di Ercolano dedicata alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” in esposizione al MUSA – musei della Reggia di Portici fino al 31 dicembre 2023, dal martedì alla domenica dalla 9.30 alle 18, ultimo ingresso in biglietteria alle 16.30. I biglietti sono acquistabili alle biglietterie fisiche della Reggia e del Parco oppure online su https://materiainreggia.okticket.it/i… Sottotitoli a cura dell’Herculaneum Conservation Project. Dopo aver avere descritto lo sgabello della Casa dei due Atri, le tavolette di legno di Ercolano, e il larario della Casa del salone nero (vedi Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella terza puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire il larario della Casa del salone nero, esposto alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici | archeologiavocidalpassato), il direttore del parco Francesco Sirano ci porta alla scoperta del meraviglioso soffitto della Casa del Rilievo di Telefo.
“Sacra dimora chiusa da cardini altisonanti, io ti vidi quando ancora era in piedi la potenza barbarica con i soffitti intarsiati e intagliati, regalmente adorna d’oro e d’avorio. Mi trovo ora in una bella città, una vera bella città. I suoi palazzi si susseguono fitti. Passando per le vie si scorgono grandi soffitti patrizi, tutti dipinti e dorati”. “Per definire l’anatomia del lusso a tanti secoli di distanza l’uno dall’altro Quinto Ennio e Gustave Flaubert”, spiega Sirano, “usano gli stessi elementi per denotare questa caratteristica. Il soffitto della Casa del Rilievo di Telefo suggeriva una serie di piani sovrapposti, mano a mano che si guardava in alto disegni geometrici che erano resi ancora più spettacolari dall’uso dei tanti colori, colori vivaci tutti diversi, coronati poi dalla presenza di foglie d’oro al centro di ogni decorazione. La tecnica di realizzazione era estremamente raffinata e precisa, non si ammetteva errore. Doveva essere tutto calcolato al centimetro, e non si usavano chiodi ma solo una serie di incassi. Il senso della luxuria in questo caso nasceva dal soffitto di legno splendidamente intarsiato con applicazione in oro, dai marmi alle pareti e dal pavimento fatto di marmi policromi”.

L’atrio corinzio della Casa del rilievo di Telefo a Ercolano (foto paerco)
Il direttore del parco archeologico di Ercolano si sposta sul cardo quinto dove si aprivano le porte della Casa del Rilievo di Telefo. “La casa apparteneva alla famiglia dei Noni Balbi, una delle più importanti della città antica”, continua Sirano. “Il lusso e la grandezza ricorreva dovunque: l’ingresso splendidamente decorato da colonne, i muri affrescati, i rilievi alle pareti”.
Ercolano. Apertura straordinaria del parco archeologico a Natale e Capodanno. Gli auguri del direttore e dello staff

Veduta aerea dell’area archeologica di Ercolano: una delle foto di Pier Paolo Metelli contenute in “Ercolano. Guida (breve)” edita da arte’m
Apertura straordinaria del parco archeologico di Ercolano a Natale e Capodanno. Il parco archeologico di Ercolano partecipa infatti all’iniziativa del ministero della Cultura e offre l’opportunità di visitare il sito nei giorni di Natale e Capodanno. Turisti e appassionati del Parco potranno approfittare di questa straordinaria possibilità e trascorrere delle ore all’interno dell’antica Ercolano respirando l’aria di festa tra le strade e le case della città romana. Il parco sarà accessibile nei consueti orari di visita: dalle 8.30 alle 17 (ultimo ingresso 15.30). I biglietti di ingresso sono acquistabili alla biglietteria e online al sito www.coopculture.it.
Intanto dal direttore Francesco Sirano e tutta l’equipe del parco archeologico di Ercolano arrivano gli auguri di Buone feste, aspettando un altro anno ricco di eventi, scoperte e novità: “Il 2023 è stato un anno bellissimo. Ci avete regalato tante emozioni. Grazie a tutti i 540mila visitatori che ci hanno onorato”.
Vinta la sfida della delocalizzazione dell’esposizione dei reperti, conferma dell’importanza della rete per lo sviluppo territoriale. All’indomani della chiusura della mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano”, prodotta dal parco archeologico di Ercolano con il consueto affiancamento del Packard Humanities Institute, nella settecentesca Reggia di Portici, residenza estiva della famiglia reale borbonica e sede del Herculanense Museum, tra i primi musei archeologici al mondo e meta dei viaggiatori del Grand Tour, si esulta per il successo del progetto culturale che non è solo la risposta del pubblico, più di 50mila visitatori, ma anche l’efficacia della partnership che ha soddisfatto tutti. La mostra è nata infatti da una straordinaria collaborazione interistituzionale con la Città metropolitana di Napoli, il dipartimento di Agraria e del Musa (Centro museale Reggia di Portici) dell’università di Napoli “Federico II” e con un finanziamento della Regione Campania. 




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