Cerveteri (Vt). Regalo di Natale: riaperto al pubblico il piano terra del castello Ruspoli, l’ultima parte del museo nazionale Archeologico Cerite interessata dai lavori PNRR
Regalo per tutti i visitatori sotto l’albero di Natale di Cerveteri (Vt). Il 23 dicembre 2025 ha riaperto al pubblico anche l’ultima parte del museo nazionale Archeologico Cerite, ospitato nel Castello Ruspoli, interessata dai lavori PNRR di efficientamento energetico e di accessibilità, ovvero il piano terra con le sezioni villanoviana, orientalizzante e arcaica.

Preziosi corredi esposti al piano terra del museo nazionale Archeologico Cerite di Cerveteri (Vt) (foto pact)
Fanno parte del nuovo allestimento alcuni materiali finora conservati in deposito (corredo principesco di Monte dell’Oro) e complessi funerari recentemente restaurati, di grande importanza per la conoscenza della fase etrusca della storia di Cerveteri (deposizione villanoviana con urna a capanna, da Montetosto, corredo della tomba con carro da Campo della Fiera).
L’attività degli archeologi e degli architetti del Pact – parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia prosegue adesso alacremente per dotare le sale espositive di apparati didattici rinnovati nei contenuti e nel linguaggio, in grado di comunicare al pubblico in maniera efficace, moderna e adeguata la portata delle novità emerse dall’attività di riordino delle collezioni
Cerveteri. Nell’atmosfera suggestiva della necropoli della Banditaccia (sito Unesco) al via “Un’Estate in Musica”: tre sabati di concerti
L’estate si accende di musica e storia in uno degli scenari più suggestivi dell’Etruria. Il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Renzo Rossellini e l’assessorato al sito UNESCO del Comune di Cerveteri, presenta “Un’Estate in Musica”: tre sabati consecutivi, immersi nell’atmosfera unica del sito UNESCO della Banditaccia, con un brindisi di benvenuto offerto alle 20.45 prima di ogni concerto. Il programma: sabato 21 giugno 2025, ore 21, concerto del Giampaolo Ascolese Trio; sabato 28 giugno 2025, ore 21, serata dedicata al talento di Daniele Adornetto in un concerto di pianoforte solo; sabato 5 luglio 2025, ore 21, un duo d’eccezione con Gianluigi Durando al flauto e Giacomo Bellucci al pianoforte. Biglietto d’ingresso: 12 euro (include l’ingresso alla Necropoli, il brindisi e il concerto). I posti sono limitati, si consiglia vivamente la prenotazione: concertiallanecropoli@gmail.com, SMS: 3478325416. In caso di maltempo, la Direzione si riserva la possibilità di rinviare il concerto.
Firenze. Etruschi protagonisti agli Uffizi con la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche nuove scoperte nuove storie”, 15 incontri di approfondimento il mercoledì da giugno a ottobre. Apre Sassatelli con “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”. Ecco tutto il programma
Mercoledì 11 giugno 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze con la conferenza “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche”, Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, apre la rassegna “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”. A 40 anni dall’“Anno degli Etruschi”, il 1985, iniziativa della Regione Toscana alla quale hanno partecipato Università, Soprintendenze, Musei e, con un ruolo di coordinamento culturale, anche l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, con importanti mostre a Firenze, Arezzo, Siena, Volterra, Orbetello Cortona e Perugia nelle quali furono presentati e illustrati al pubblico monumenti e materiali degli Etruschi e della loro civiltà, sono moltissime le novità dovute a scavi e ricerche. Ecco dunque “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, rassegna di 15 incontri di approfondimento, con al centro gli Etruschi, i loro misteri, le loro origini e la loro storia, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici con sede a Firenze in collaborazione con la Regione Toscana. Le conferenze, ospitate nell’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi, si svolgeranno di mercoledì dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 (con inizio alle 17). A parlare saranno docenti universitari, specialisti ed esperti della misteriosa civiltà mediterranea. La partecipazione sarà a ingresso libero.
L’obiettivo del ciclo di incontri agli Uffizi è affrontare in modo organico e coerente tutte le principali novità sui più rilevanti aspetti della storia e dell’archeologia degli Etruschi, per offrire al pubblico interessato un quadro completo e aggiornato su questa civiltà, affrontandone e illustrandone i temi di maggiore importanza. Dal dibattutissimo problema delle origini, si passerà a quello altrettanto caldo della lingua, a quello delle città e della loro organizzazione interna, ai luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), ai culti e alla religione, alle manifestazioni artistiche (scultura, pittura, bronzistica), alla struttura politica e alle cariche magistratuali, alla loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, con una ampiezza maggiore rispetto a quanto solitamente si credeva, al loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, ai rapporti e alle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e alla loro fine nell’impatto con Roma.
CALENDARIO CONFERENZE, il mercoledì alle 17, all’auditorium Paolucci, piazzale degli Uffizi 6, a Firenze: 11 giugno, “Gli Etruschi tra luoghi comuni e realtà storiche” (Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici); 18 giugno, “La lingua: dal “mistero” alla conoscenza: nuovi testi, nuove letture” (Enrico Benelli, università di Roma Tre); 25 giugno, “L’architettura: Case e palazzi” (Simonetta Stopponi, università di Perugia); 2 luglio, “L’architettura: Le tombe” (Alessandro Naso, università di Napoli Federico II); 9 luglio, “Politica e istituzioni: i magistrati e le città” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 16 luglio, “La pittura: nuovi documenti e nuove interpretazioni” (Daniele Federico Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze); 23 luglio, “La religione: santuari, divinità e culti” (Laura Michetti, università di Roma La Sapienza); 30 luglio, “Le arti: botteghe “locali” e artigiani “venuti da fuori” (Stefano Bruni, università di Ferrara); 6 agosto, “…Ancora sull’origine degli Etruschi” (Vincenzo Bellelli, direttore parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); 3 settembre, “Gli Etruschi e il Mediterraneo orientale” (Maurizio Sannibale, Musei Vaticani); 10 settembre, “Etruschi e Greci” (Maurizio Harari, università di Pavia); 17 settembre, “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” (Luca Cerchiai, università di Salerno); 24 settembre, “Etruschi e Italici” (Gianluca Tagliamonte, università di Lecce); 1° ottobre, “Gli Etruschi nella valle del Po” (Elisabetta Govi, università di Bologna); 8 ottobre, “La fine degli Etruschi” (Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena).
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del fascicolo XXXII del 2023 di “Ostraka. Rivista di Antichità”
Martedì 10 giugno 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del fascicolo XXXII del 2023 di “Ostraka. Rivista di Antichità” che accoglie i contributi delle giornate di studio in ricordo di Mariolina Cataldi Dini che si sono tenute a Roma e a Tarquinia dal 14 al 16 ottobre del 2021. Introduce Luana Toniolo, direttrice del Museo. Intervengono Fausto Zevi, Accademia nazionale dei Lincei; Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Fondata nel 1992 con l’esplicita volontà di richiamarsi all’esperienza intellettuale e metodologica dei Dialoghi di Archeologia, storico periodico di archeologia inaugurato nel 1967, sin dal primo numero lo scopo dichiarato dei fondatori della rivista Ostraka è stato quello di sviluppare una «scienza globale», promuovendo un sapere interdisciplinare e inclusivo. Il periodo storico e l’area geografica considerati spaziano dalla protostoria al tardoantico, con un focus specifico sulle civiltà greca, etrusca e romana, senza trascurare le rilevanti interazioni con il Vicino Oriente. La rivista, pubblicata da Loffredo Editore (Napoli) dal 1992 al 2012, è edita dal 2013 da Edizioni ETS (Pisa).
Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico per il ciclo “Attualità degli Etruschi” la conferenza “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito” con i professori Maurizio Harari e Vincent Jolivet che riprende il catalogo dell’omonima mostra sulla scoperta del vaso a figure rosse di Marce Atie
Nella Sala dei Capolavori del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, Palazzo Vitelleschi, quarto incontro del primo ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi”, con i professori Maurizio Harari e Vincent Jolivet su “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito”. Ingresso gratuito. Nel luglio 2022 la Tuscia è stato il teatro di una scoperta archeologica di straordinaria importanza. Nel corso dello scavo di un ambiente parzialmente inesplorato della famosa tomba Lattanzi, nella necropoli monumentale di Norchia, centro “minore” del territorio tarquiniese, una équipe di archeologi francesi, coordinata dal prof. Vincent Jolivet, ha portato alla luce un vaso etrusco dipinto nella tecnica a figure rosse, istoriato con scene ispirate all’epica greca. Una di queste iscrizioni restituisce il nome del proprietario e committente del vaso, Marce Atie. L’opera può essere attribuita, in base all’analisi stilistica, all’officina vulcente cui è associato il gruppo stilistico detto dell’Imbuto e si può datare alla fine del IV sec. a.C. I professori Maurizio Harari e Vincent Jolivet parlano di questa importantissima scoperta. Il libro “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito”, pubblicato nel 2024, costituisce il catalogo scientifico di una mostra organizzata dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e ospitata nel museo di Tarquinia da dicembre 2023 a maggio 2024.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Tecnica e conservazione della pittura funeraria etrusca nel Parco Acheologico di Cerveteri e Tarquinia” di Maria Cristina Tomassetti, quarto appuntamento del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo”
Dalla sua istituzione, avvenuta 3 anni fa, il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha avviato un’intensa attività che coinvolge i settori della ricerca, della conservazione, della valorizzazione. Per il ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Tecnica e conservazione della pittura funeraria etrusca nel Parco Acheologico di Cerveteri e Tarquinia”. Venerdì 18 aprile 2025, alle 16, in Sala Fortuna, Maria Cristina Tomassetti presenta le attività del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia in relazione allo studio e alla conservazione dello straordinario patrimonio pittorico presente nei due siti. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Verranno esposti i risultati conseguiti fino a oggi concernenti la tecnica esecutiva della pittura murale tarquiniese, le nuove strategie che si stanno progettando o attuando per il piano di conservazione programmata e per la protezione dei fragili ambienti ipogei, sempre più soggetti al rapido cambiamento climatico e quanto è stato progettato nel museo Archeologico per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza della pittura etrusca.
Maria Cristina Tomassetti, funzionaria restauratrice – conservatrice parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia. Funzionaria del MiC, dal dicembre 2018, alla galleria nazionale dell’Umbria di Perugia e, dal 2022, al PACT, ha svolto per 20 anni attività di restauro e conservazione. Laureata all’Istituto Centrale per il Restauro, è stata docente all’ICR e all’università della Tuscia di Viterbo per materiali lapidei e mosaici, ma ha lavorato in maniera particolare sulla pittura murale, interessandosi di pittura antica, da quella preistorica nei siti nel Sahara sud-orientale, alla pittura faraonica in Egitto e Sudan, a quella medievale in Giordania e Turchia. È attualmente all’ultimo anno di un dottorato di ricerca sulla pittura etrusca tarquiniese.
Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte, riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”: VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Dal 17 al 19 ottobre 2024 Palazzo Vitelleschi, sede del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, ospiterà “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”, la VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia, promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e patrocinata dal ministero della Cultura e dalla direzione generale Musei. Negli anni trascorsi tra l’ultima edizione dei convegni del Parco e la successiva pubblicazione degli atti (2018, 2019), la ricerca archeologica, ordinata o frutto di casuali interventi sul territorio, ha prodotto nuove testimonianze, scoperte minime o significative che hanno ampliato il corpus e le conoscenze sulle terrecotte architettoniche dell’Italia antica. Riprendendo una soluzione consueta per le prime edizioni dei convegni, la nuova edizione è organizzata su base topografica ed integralmente incentrata su scoperte e riletture. L’incontro si svolge in due giorni: alle relazioni oggetto di discussione si accompagna l’edizione di notizie online, suddivise per temi topografici. Il terzo giorno è dedicato, come di consueto, a un sopralluogo al sito archeologico di Gravisca. Durante la giornata, i partecipanti avranno l’opportunità di discutere e analizzare gruppi selezionati di materiali provenienti da Gravisca e dalla Civita, esposti per l’occasione all’interno dei depositi Bruschi. A fine lavori, tutte le comunicazioni saranno pubblicate senza distinzione di spazio editoriale in un volume sottoposto a referaggio che si inserirà nella collana degli Atti.

Operazione Symes: alcuni dei reperti recuoerati dai carabinieri del TPC (foto emanuele antonio minerva / mic)
Si spazia dagli inediti vulcenti, presentati giovedì 17 da Simona Carosi, funzionaria archeologa referente di zona per la soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e da Carlo Regoli di Fondazione Vulci, databili dall’età etrusca a quella romana; al frammento di acroterio con amazzone a cavallo del tempio di Vigna Marini Vitalini a Cerveteri, di cui nello stesso pomeriggio del 17 parla la funzionaria archeologa territorialmente competente, Rossella Zaccagnini, insieme a Leonardo Bochicchio, già funzionario della Soprintendenza e oggi direttore dei parchi archeologici della Maremma. Zaccagnini e Bochicchio relazioneranno poi anche su altri frammenti di terrecotte architettoniche, parte dei materiali recuperati grazie all’operazione di sequestro del 2026, denominata Symes. Ciò offre spunto anche per ragionare in tema di tutela del patrimonio culturale e archeologico e di contrasto al traffico illecito e di danni al patrimonio stesso ad opera dei cosiddetti tombaroli. Beni trafugati e recuperati, restituiti al luogo di provenienza. E proprio l’operazione Symes ne è un esempio. Prende il nome dal noto trafficante internazionale d’arte Robert Symes e ha permesso di riportare in Italia ben 600 reperti provenienti da furti o prede dei tombaroli e localizzati molti anni dopo in musei, gallerie e collezioni private. E questi reperti sono vere e proprie deliciae: opere d’arte che richiamano tanto il significato intrinseco nella parola latina di vizi, gioie, piaceri. Capolavori per la loro bellezza, anche nel senso del termine di raffinatezze di stile e dei motivi ornamentali e iconografici. Un vocabolo che racchiude in sé la plurima anima di queste terrecotte; per la valenza artistica, architettonica, funzionale, estetica, ma anche storica e archeologica di fonte di memoria e cultura. Da qui il loro fascino.

Antefissa a testa femminile nimbata (fine VI secolo a.C.) dal santuario di Fondo Patturelli di Curti (Ce) (foto mic)
Il convegno tarquiniese, inoltre, è anche l’occasione per Daniele Federico Maras, già funzionario della soprintendenza dell’Etruria meridionale e oggi direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, per presentare nuove riflessioni su un gruppo di lastrine architettoniche dipinte di provenienza ceretana, appartenenti al cospicuo nucleo di materiali recuperati nel 2016 dai Carabinieri TPC e dalla diplomazia culturale, a suo tempo oggetto di una sezione della grande mostra del 2019 alla Centrale Montemartini. L’attività di tutela della Soprintendenza non si esaurisce con la protezione e conservazione, ma continua con studi e approfondimenti e con la diffusione dei risultati della ricerca.
Tarquinia. Al museo Archeologico nazionale serata tra musica, immagini e sapori con “Il sole a picco”, prose e poesie di Vincenzo Cardarelli

“Il sole a picco”: prose e Poesie di Vincenzo Cardarelli saranno protagoniste giovedì 22 agosto 2024 nelle suggestive penombre di Palazzo Vitelleschi, sede del museo Archeologico nazionale di Tarquinia tra musica, immagini e sapori, serata organizzata dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, dal Comune di Tarquinia e dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS). Ingresso 2 euro. Notte di a partire dalle 21.30 con letture di Federica Gallotta, voce Moà, interventi musicali del M° Luigi Polsini. Vini di Marco Muscari Tomajoli. Fotografie di Guido Sileoni. Info e prenotazioni: Info Point 0766/842282 – turismotarquinia@gmail.com











































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