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Ponte di Ferragosto. In 3 giorni 470mila ingressi nei musei e parchi statali di cui 161mila a Ferragosto. Sul podio assoluto tre siti di Roma: al primo posto il Colosseo con 76.860 ingressi, al secondo il Foro romano e il Palatino con 50.393 ingressi, e al terzo il Pantheon con 35.813 ingressi

Pubblico in coda per entrare a Pasqua al Colosseo o al Foro romano (foto PArCo)

Sono stati circa 470mila gli ingressi nei luoghi della cultura statali aperti nel lungo ponte del Ferragosto 2025. Nella sola giornata del 15 agosto i visitatori totali sono stati 161.278, in crescita rispetto allo scorso anno. Sul podio assoluto tre siti di Roma: al primo posto il Colosseo con 76.860 ingressi, al secondo il Foro romano e il Palatino con 50.393 ingressi, e al terzo il Pantheon con 35.813 ingressi.

Visitatori sempre numerosi agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici nei giorni 15-16-17 agosto 2025: Anfiteatro Flavio 76.860; Foro Romano e Palatino 50.393; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 35.813; area archeologica di Pompei 29.361; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 6.260; parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le Castella 5.031; Grotte di Catullo e museo Archeologico Di Sirmione 4.922; parco archeologico di Ercolano 4.913; museo e area archeologica di Paestum 3.791; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.506; Villa Adriana 2.443; Terme di Diocleziano 1.976; Terme di Caracalla 1.875; museo Archeologico di Venezia 1.328; musei nazionali di Cagliari 1.161; necropoli dei Monterozzi e museo archeologico nazionale di Tarquinia 995; Palazzo Massimo 822; area archeologica di Ostia antica 745; museo archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 721.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di agosto il Colosseo con 18.614 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito dal Pantheon (13.000 ingressi) e da Pompei (12.587)

Sono stati circa 213mila gli ingressi domenica 3 agosto 2025, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di agosto, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. La classifica assoluta ripropone ai primi tre posti lo stesso risultato e nello stesso ordine della prima domenica di luglio 2025, solo con numeri leggermente superiori: al primo posto il Colosseo con 18.614 ingressi, seguito dal Pantheon (13.000 ingressi) e da Pompei (12.587).

Visitatori al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 18.614; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 13.000; area archeologica di Pompei 12.587; Foro Romano – Palatino 12.460; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.066; museo e area archeologica di Paestum 2.599; Terme di Diocleziano 2.276; parco archeologico di Ercolano 2.216; Villa Adriana 1.842; Terme di Caracalla 1.833; area archeologica di Ostia antica 1.606; Palazzo Massimo 1.024; Palazzo Altemps 1.008; museo Archeologico nazionale di Taranto 811; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 770; museo Archeologico nazionale di Aquileia 683; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 637; museo delle Civiltà 513; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Cerite a Cerveteri 445; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 407; musei nazionali di Cagliari 363; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 321; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 315; parco archeologico di Sibari museo Archeologico nazionale della Sibaritide 302.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La luce oltre la siepe” di Oney Tapia e Maurizio Boldrini, con la partecipazione dell’atleta paralimpico Medaglia d’Oro a Parigi 2024. Segue passeggiata serale lungo la Via Sacra

Mercoledì 30 luglio 2025, alle 19.30, il parco archeologico del Colosseo propone una serata speciale con la partecipazione di Oney Tapia, atleta paralimpico Medaglia d’Oro a Parigi 2024, che presenterà in Curia Iulia, a Roma, il suo libro “La luce oltre la siepe” (edito dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna). Ingresso da largo della Salara Vecchia (angolo via dei Fori Imperiali). Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria qui https://docs.google.com/…/1FAIpQLSfCAHn5AAs…/viewform…. Programma dell’incontro. Introduce Andrea Schiappelli, funzionario del parco archeologico del Colosseo responsabile programma #SalusperArtem del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Andrea Romagnoli, direttore Opera di Religione della Diocesi di Ravenna; suor Veronica Donatello, responsabile del servizio nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità – CEI; Dino Angelaccio, coadiutore gruppo accessibilità dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità – Presidenza del Consiglio dei Ministri; Edoardo Schina, presidente Ancos Roma. Presentazione del libro “La luce oltre la siepe”: Rachele Bombace, giornalista dell’Agenzia Dire e Magazine Superabile, dialoga con gli autori Oney Tapia, campione paralimpico Medaglia d’Oro Parigi 2024, e Maurizio Boldrini, giornalista e docente di Giornalismo università di Siena. A seguire, dalle 21.30 alle 22, catering a cura de La Locanda dei Girasoli. Dalle 22 alle 22.30, passeggiata lungo la Via Sacra. Diretta streaming sul profilo Facebook del parco archeologico del Colosseo.

Copertina del libro “La luce oltre la siepe” di Oney Tapia e Maurizio Boldrini

Libro “La luce oltre la siepe”. Trovarsi improvvisamente a essere un uomo cieco, dopo un incidente sul lavoro e riuscire – con una forza di volontà inaudita – a trasformare quella che poteva essere una siepe e una barriera che lo avrebbe per sempre separato dalla vita, in un’occasione di una nuova esperienza. Oney Tapia, medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Parigi 2024, si racconta in questo suo nuovo libro. Rispondendo alle cento domande di Maurizio Boldrini, giornalista e docente, ricostruisce non solo gli attimi di quel terribile incidente. Il racconto muove dalla spensieratezza dell’adolescenza nella sua Cuba per poi descrivere il suo mutato rapporto con i sensi. Tante parole per dire delle sue molteplici attività sportive che lo hanno portato a essere protagonista sulla scena nazionale e internazionale fino al passaggio dal buio alle luci della notorietà mediatica che si accendono vincendo “Ballando con le stelle”. Un filo lega la dura riconquista dei gesti nel vivere quotidiano e la vitalità del suo essere testimone e campione di inclusione. Si legge d’un fiato come un romanzo, scandito con il ritmo di un documentario su questo personaggio.

Roma. L’architetto Simone Quilici è il nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo, già direttore del parco archeologico dell’Appia antica: “Un riconoscimento meritato per il suo impegno e la sua competenza”

Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto parco appia antica)

Dall’Appia Antica al Colosseo. Simone Quilici è il nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo su nomina del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2025/07/17/il-ministro-giuli-ha-nominato-i-direttori-dei-musei-di-prima-fascia-contessa-alla-galleria-dellaccademia-di-firenze-sirano-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-rinaldi-al-museo-nazion/). Subentra ad Alfonsina Russo che ha diretto il PArCo ad interim da quando è stata nominata, nell’agosto 2024, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale.  “Siamo lieti e orgogliosi di apprendere della nomina di Simone Quilici a Direttore del Parco Archeologico del Colosseo, un riconoscimento meritato per il suo impegno e la sua competenza”, scrivono al parco archeologico dell’Appia Antica (Roma). “Dal 2019 alla guida del parco archeologico dell’Appia Antica, architetto e paesaggista, dottore di ricerca in Progettazione urbana, territoriale e ambientale presso l’Università di Firenze, Simone Quilici ha dedicato anni di lavoro al recupero degli itinerari culturali e dei sistemi territoriali, contribuendo in modo determinante al riconoscimento della Via Appia Antica come 60° sito italiano del Patrimonio UNESCO, ottenuto lo scorso mese di luglio. A lui vanno le nostre più sincere congratulazioni, con l’augurio di continuare con passione e competenza il prezioso lavoro di tutela e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale”.

Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Diamo il benvenuto virtuale, in attesa di accoglierlo a Santa Maria Nova, all’architetto Simone Quilici, appena nominato nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo”, scrivono al PArCo. “Già direttore del parco archeologico dell’Appia antica, dove negli ultimi anni ha lavorato a molti importanti progetti tra cui l’iscrizione della via Appia nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, l’architetto Quilici ha inoltre una consolidata esperienza nel recupero di percorsi e itinerari culturali e storico-religiosi presso la Regione Lazio. Specializzato in Architettura del Paesaggio presso Sapienza Università di Roma, ha conseguito il Dottorato di ricerca in “Progettazione urbana, territoriale e ambientale” presso l’università degli Studi di Firenze, approfondendo il rapporto tra strade storiche e paesaggio con particolare attenzione ai sistemi territoriali attraversati dalla Via Appia antica”.

Simone Quilici con il team di Appia Antica 39 (foto appia antica 39)

Le congratulazioni all’architetto Simone Quilici arrivano da parte di tutta l’equipe di Appia Antica 39: “Mancherà molto al nostro progetto ma il suo contributo sarà prezioso per la lettura, la tutela e lo sviluppo del sito archeologico di Roma più famoso al mondo. Ad maiora!”

Il ministro Giuli ha nominato i direttori dei musei di prima fascia: Contessa alla Galleria dell’Accademia di Firenze, Sirano al museo Archeologico nazionale di Napoli, Rinaldi al museo nazionale Romano, D’Agostino ai musei Reali di Torino e Quilici al parco archeologico del Colosseo

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli (foto profilo FB)

La storica dell’arte Andreina Contessa, direttore dal 2017 del museo Storico e il parco del Castello di Miramare a Trieste e dal 2020 della direzione regionale Musei FVG, va a dirigere la Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.

L’archeologo Francesco Sirano, responsabile area dell’Alto Casertano: 1999-2014, struttura supporto Grande progetto Pompei: 2014-2016, responsabile dell’area flegrea (eccetto Pozzuoli centro): 2016, direttore del parco archeologico di Ercolano dal 2017 al 2025, passa alla direzione del museo Archeologico nazionale di Napoli.

L’archeologa Federica Rinaldi, direttore del museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve) 2010-2014, responsabile allestimento museo Archeologico nazionale del Mare a Caorle (Ve) 2014, in organico nella soprintendenza speciale di Roma 2015-2017, in organico al parco archeologico del Colosseo 2017-2025, responsabile museo Palatino 2018-2021, responsabile Colosseo 2020-2025, diventa direttore del museo nazionale Romano.

La storica dell’arte Paola D’Agostino, docente di Storia dell’arte a Napoli (università Suor Orsola Benincasa, Federico II) 2004-2009, Senior Research Associate al Met di New York 2009-2013, Assistant Curator in European Art alla Yale University Art Gallery 2013-2015, direttore dei musei del Bargello 2015-2025, passa a dirigere i musei Reali di Torino.

L’architetto e paesaggista Simone Quilici, direttore del parco archeologico dell’Appia antica 2023-2025, va a dirigere il parco archeologico del Colosseo.

Roma. Al Tempio di Venere e Roma al via la quarta edizione di “QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma”: dieci film italiani che raccontano il delicato rapporto tra favola e sogno. Ecco il programma

Torna a Roma “QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma”, la rassegna promossa da CSC – Cineteca Nazionale e parco archeologico del Colosseo. L’iniziativa è in programma da martedì 8 a venerdì 18 luglio 2025 nel Tempio di Venere e Roma ad ingresso libero, con accesso da piazza del Colosseo. La quarta edizione di “Quo Vadis? Al cinema nel cuore di Roma”, attraverso dieci film italiani, racconta il delicato rapporto tra favola e sogno, reso ancora più favolistico e onirico dalla splendida scenografia naturale. Ingresso libero fino a esaurimento posti – prenotazione consigliata su https://bit.ly/quovadis_2025. Biglietti disponibili 7 giorni prima della data della proiezione alle 11 e la mattina stessa nel giorno della proiezione alle 11. Accesso da piazza del Colosseo dalle 20. I film sono introdotti da esperti alle 20.45. La prenotazione decade alle ore 21.00: da quel momento i posti non occupati saranno assegnati al pubblico in attesa. Le proiezioni iniziano alle 21.30. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano (o inglese per i film in italiano).

IL PROGRAMMA. Martedì 8 luglio, 20.45 Incontro con Steve Della Casa. A seguire Sogni d’oro di Nanni Moretti (1981, 105′). Mercoledì 9 luglio, 20.45 Incontro con Massimo Gaudioso. A seguire Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone (2015, 128′). Giovedì 10 luglio, 20.45 Incontro con Tetyana Filevska e Maria Keil. A seguire Malevych di Daria Onyshchenko (2024, 90′). Venerdì 11 luglio, 20.45 Incontro con Flavio De Bernardinis. A seguire  di Federico Fellini (1963, 138′). Sabato 12 luglio, 20.45 Incontro con Alessandro Rossellini. A seguire Il miracolo di Roberto Rossellini (ep. de “L’amore”, 1948, 42′) e La ricotta Director’s cut di Pier Paolo Pasolini (ep. di “Ro.Go.Pa.G.”, 1963, 38′). Domenica 13 luglio, 20.45 Incontro con Gianrico Tondinelli. A seguire Casotto di Sergio Citti (1977, 106′). Martedì 15 luglio, 20.45 Incontro con David Grieco. A seguire Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini (1966, 85′). Mercoledì 16 luglio, 20.45 Incontro con Pedro Armocida. A seguire Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo (2020, 98′). Giovedì 17 luglio, 20.45 Incontro con Paola Minaccioni. A seguire Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani (2019, 96′). Venerdì 18 luglio, 20.45 Incontro con Maria Coletti. A a seguire ‘A Santanotte di Elvira Notari (1922, 60′). Accompagnamento musicale dal vivo del M° Michele Catania. Con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Elvira Coda Notari. Istituito con DM n. 85 del 28 marzo 2025. Gli incontri saranno moderati da Caterina Taricano.

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di luglio il Colosseo con 14.784 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito dal Pantheon (12.343 ingressi) e da Pompei (11.530)

Centinaia di migliaia di cittadini e turisti hanno visitato musei e parchi archeologici statali aperti gratuitamente per la #domenicalmuseo di luglio, godendo liberamente del patrimonio culturale nazionale. Una opportunità che ha permesso di ammirare, oltre alle collezioni permanenti, i nuovi spazi e le opere presenti nelle diverse mostre in corso nei luoghi della cultura statali: dalla mostra “Magna Mater” al Parco archeologico del Colosseo a “Corpi moderni” alle Gallerie dell’Accademia di Venezia con l’esposizione, tra l’altro, del celebre disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, alla mostra “Firenze e l’Europa” alle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Il Colosseo con 14.784 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito dal Pantheon (12.343 ingressi) e da Pompei (11.530).

Al museo Archeologico nazionale di Napoli in viista nel nuovo allestimento “Domus. Gli arredi di Pompei” (foto sergio siano)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.784; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.343; area archeologica di Pompei 11.530; Foro Romano e Palatino 8.918; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.000; Terme di Diocleziano 1.877; museo e area archeologica di Paestum 1.856; parco archeologico di Ercolano    1.796; museo Archeologico di Venezia 1.180; Palazzo Massimo 1.063; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.057; area archeologica di Ostia antica 972; Palazzo Altemps 857; Villa Adriana 788.

Roma. Al Tempio di Venere e Roma al via “Venere in Musica”, la rassegna musicale ideata dal parco archeologico del Colosseo: quattro concerti a ingresso gratuito in uno scenario unico al mondo. E una coda con l’omaggio a Bizet

Giunta alla sua IV edizione, torna dal 19 al 22 giugno 2025 “Venere in Musica”, la rassegna musicale ideata dal parco archeologico del Colosseo diretta da Alfonsina Russo, curata da Fabrizio Arcuri che firma la direzione artistica. Quattro assoluti protagonisti della musica internazionale – Vinicio Capossela, Malika Ayane, Salif Keita e Bombino – per quattro imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito, in uno scenario unico al mondo: il Tempio di Venere e Roma, il più grande edificio sacro costruito dai romani (e uno dei più grandi dell’antichità), voluto da Adriano, costruito a partire dal 121 d.C. e dedicato alla dea Roma Aeterna e alla dea Venus Felix. “Venere in Musica” è ormai uno degli appuntamenti più attesi dai Romani per salutare l’arrivo dell’estate; ma è anche un’occasione per i tanti turisti e visitatori che hanno l’opportunità di immergersi nelle meraviglie del patrimonio archeologico di Roma in orari inconsueti, lasciandosi rapire da nuovi colori, nuove sfumature oltre che da una musica densa di contaminazioni, commenta Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo. “Venere in Musica continua a presentare artisti che fanno della contaminazione l’anima della propria ricerca, pescando tra le eccellenze mondiali che si contraddistinguono per raffinatezza e studio delle proprie radici culturali. Anche quest’anno le atmosfere folk e indie si mescoleranno con le sonorità mondiali per offrire un panorama articolato e dal respiro globale”, dichiara Fabrizio Arcuri. Il pubblico potrà entrare gratuitamente nell’area del Tempio di Venere e Roma, dalla piazza del Colosseo, a partire dalle 20. Gli spettacoli avranno inizio alle 21 e termineranno alle 23. Per lo spettacolo del 19 giugno l’accesso è previsto alle 19.30.

CONCERTO DEL 19 GIUGNO 2025. “Venere in Musica” si apre giovedì 19 giugno 2025 con il concerto di un maestro della canzone d’autore, Vinicio Capossela, seconda tappa di “SIRENE. Richiami, emergenze e affioramenti”, una serie di speciali concerti estivi con formazioni e repertori diversi, in alcuni dei luoghi più suggestivi della nostra Penisola. “Le sirene sono sempre un richiamo, un segnale d’emergenza. Reali e favolose, portano nel proprio corpo la loro natura duplice e ambigua, mutante e sfuggente, di volta in volta creatura degli abissi e della luce, del mutismo e del canto, dell’oscuro dionisiaco e della bellezza apollinea. Sono la figura stessa dell’ambivalenza semantica dell’emergenza, che è sia pericolo che emersione, allo stesso tempo dannazione e salvezza, seduzione e redenzione”, racconta l’artista che aggiunge: “In questi tempi infausti, le segnalazioni di pericolo si sono moltiplicate, tra guerre, riarmi, sopraffazioni e ingiustizie sociali. Sirene intende allora ascoltare questi richiami, decifrarli, guardarli diritti negli occhi e così percorrere un periplo negli abissi delle emergenze attuali, nella speranza che all’immersione segua l’emersione”. Un tour particolarissimo, dunque, che ha tre declinazioni: il Mito, le Emergenze e la Frontiera. La tappa a Venere in Musica accade sotto il segno del Mito. Al fianco di Capossela Daniela Savoldi (violoncello), Alessandro “Asso” Stefana (chitarre), Raffaele Tiseo (violino) e Vincenzo Vasi (theremin, percussioni e “diavolerie varie”), in un repertorio che vuole entrare in risonanza con i luoghi e le rovine del passato che li abitano, indagando quel misterioso, rischioso e duplice canto del mito antico, sortilegio che immobilizza se non si adottano certi accorgimenti di fronte alla sua incantevole bellezza.

CONCERTO DEL 20 GIUGNO 2025. Protagonista della seconda serata di “Venere in Musica” 2025, venerdì 20 giugno 2025, sarà una delle voci femminili più amate dal pubblico italiano e internazionale, Malika Ayane. Reduce dallo straordinario successo del suo ultimo tour nei teatri, che ha registrato una lunga serie di sold out, per celebrare 15 anni di carriera, Malika Ayane arriva al Tempio di Venere e Roma con la sua sofisticata miscela di pop, soul, canzone d’autore e jazz. In equilibrio tra background classico, attitudine afroamericana, amore per la melodia e intensità emotiva, l’artista milanese ripercorrerà il suo vasto repertorio segnato da grandi successi, fino ad arrivare all’ultimo singolo uscito nel 2025, L’avresti detto mai, uno struggente brano composto per la colonna sonora del film di Guido Chiesa 30 notti con il mio ex.

CONCEETO DEL 21 GIUGNO 2025. Sabato 21 giugno arriva invece la Golden Voice of Africa, il supremo rinnovatore delle sonorità africane tradizionali, il cantante e musicista maliano Salif Keita. Discendente diretto del fondatore dell’impero del Mali, Sundiata Keita, la sua decisione di diventare cantante, in gioventù, creò scandalo all’interno di tutta la sua famiglia perché la musica è tradizionalmente riservata alla casta dei griot. Emarginato dalla sua comunità a causa del suo albinismo (segno di sfortuna nella cultura Mandinka), trovò successo sul piano internazionale fino a diventare esponente di punta della world music. Tutte le influenze acquisite durante la sua vita – rock, soul, la chanson francese, i ritmi afro cubani, tutto riletto in una prospettiva assolutamente africana – hanno trovato un nuovo e originalissimo approdo nel suo ultimo album So Kono, in cui per la prima volta nella sua carriera sperimenta la dimensione esclusivamente acustica. Nato da un’esperienza in Giappone e ispirato dalla spiritualità di un tempio Zen, un disco intimo ed essenziale che lo riconnette alle sue radici e alla sua chitarra.

CONCERTO DEL 22 GIUGNO 2025. Gran chiusura domenica 22 giugno con la stella del desert blues, definito dal New York Times “il Sultano delle sei corde” e riconosciuto da Noisey come “il più grande chitarrista al mondo”, oltre ad essere il primo artista nigerino a essere nominato ai Grammy Awards nel 2019. Stiamo parlando naturalmente di Goumour Almoctar, meglio conosciuto come Bombino, originario del Niger e cresciuto nella tribù Tuareg Ifoghas di Agadez, alle porte del Sahara, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Chitarrista e compositore influenzato da Jimi Hendrix e Mark Knopfler, le sue sonorità richiamano quelle dei Tinariwen, vicini suonatori del deserto, ma le sue melodie elettrizzanti, che racchiudono lo spirito della resistenza e della ribellione, trasudano un groove irresistibile. Il suo blues denso e magmatico lo ha reso un artista acclamato in tutto il mondo e lo ha portato a collaborare con artisti del calibro di Stevie Wonder, Keith Richards, Robert Plant, Dave Longstreth, Dan Auerbach e molti altri. L’ultimo album Sahel è il suo lavoro più personale, potente e politico ma anche il più vario dal punto di vista sonoro, perché rispecchia sempre più il complesso mosaico di culture e persone che compongono l’Africa subsahariana.

CONCERTO DEL 24 GIUGNO 2025. E dopo Venere in Musica 2025, il Tempio di Venere e Roma ospita il concerto del M° Pasquale Menchise “La Grande Musica tra Lirica e Pop. Omaggio a George Bizet per il 150° anniversario dalla morte”. Sul palco della serata-evento, l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno e l’Orchestra 131 della Basilicata accompagneranno il soprano Maria Vidal, il tenore Alessandro Fantoni e il mezzosoprano Loredana Ferrante. Nel corso della serata, spazio anche alle arie celebri che hanno fatto da colonna sonora al grande cinema: il concerto si aprirà con la Carmen, opera tra le più celebri di Bizet, la cui storia appare ancora drammaticamente attuale. Una donna libera, che decide di seguire il proprio cuore e che per questo viene uccisa da un uomo che non accetta il suo rifiuto. Tra gli ospiti della serata, oltre al tenore Piero Mazzocchetti, l’attore Cesare Bocci con un monologo contro il femminicidio. L’iniziativa è organizzata da Iniziative Associate Srl e Associazione Orchestra da Camera e Sinfonica Lucana, in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo. Con il contributo di: Fondazione Potenza Futura, Nei Restauro e Costruzioni Srl, EdilPiemme, Gruppo Macchia, Calceforte. Patrocini: Comune di Roma, Comune di Venosa, Associazione dei Lucani a Roma.

Roma. Estate sicura al parco archeologico del Colosseo: attivo il servizio di presidio medico in tre punti: all’anfiteatro flavio, al clivo Palatino e, novità, a largo della Salara Vecchia

Il presidio medico estivo all’anfiteatro flavio del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Da lunedì 16 giugno e fino al 16 settembre 2025 è attivo, all’interno del Parco archeologico del Colosseo, il servizio di presidio medico dedicato a visitatori e lavoratori per garantire assistenza sanitaria immediata durante tutto l’orario di apertura del sito archeologico, a conferma dell’impegno del Parco archeologico del Colosseo per la sicurezza di cittadini e visitatori durante la stagione estiva. Il presidio sarà attivo tutti i giorni dalle 10 alle 18 per 7 giorni su 7. La novità del 2025 è l’aggiunta di un ulteriore punto di presidio ai 2 già attivi negli anni precedenti: in tutto 3 presidi medici distribuiti nell’area archeologica confermano la volontà del Parco di garantire al proprio pubblico una permanenza sicura e protetta anche nei mesi più caldi. Presso il Colosseo, la postazione, presidiata da un medico esperto in tecniche di rianimazione e un infermiere, sarà adeguatamente allestita e dotata di tutte le attrezzature tecniche necessarie e un gazebo. L’area scelta, già utilizzata temporaneamente a questo scopo negli ultimi anni, è separata dal flusso del pubblico ma di facile accesso, e prevede l’installazione di un punto di erogazione elettrica e di una fontanella per l’acqua corrente.

Il presidio medico estivo al clivo Palatino del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Ben visibile all’inizio del clivo Palatino sarà allestita la seconda postazione, dotata di un’ambulanza, che vedrà la presenza di un autista soccorritore e di un medico esperto in tecniche di rianimazione a protezione dei visitatori desiderosi di spingersi lungo la salita del colle degli imperatori. La terza, nuova, area di presidio sarà invece disponibile dal 16 al 23 giugno presso l’ingresso di largo della Salara Vecchia (via dei Fori Imperiali) e successivamente dal 24 giugno presso la strada denominata “Foro Romano” (alle pendici del Campidoglio, nell’area del vico Iugario), anch’essa dotata di ambulanza, di un autista soccorritore e di ulteriori due soccorritori. Le due ambulanze di soccorso avanzato presteranno assistenza di primo intervento immediato in loco ma, qualora il caso lo richiedesse, potranno spostarsi presso il presidio ospedaliero più vicino o più adatto alla singola esigenza, per permettere le giuste cure del caso.

Roma. Aperta la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia, articolata tra Foro romano e Palatino, in sei sedi, per un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater

La figura della Magna Mater – la Grande Madre è al centro della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” articolata tra Foro romano e Palatino (foto PArCo)

I ministri della Cultura Amina Srarfi e Alessandro Giuli all’inaugurazione della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” al Foro romano e Palatino (foto emanuele antonio minerva / mic)

Dal 6 giugno al 5 novembre 2025, il parco archeologico del Colosseo ospita la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia. Promossa dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine Tunisien, la mostra, inaugurata alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e di M.me Amina Srarfi, titolare del Ministère des affaires culturelles -Tunisie وزارة الشؤون الثقافية – تونسè curata da Alfonsina Russo, Tarek Baccouche, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Sondès Douggui-Roux con Patrizio Pensabene, Aura Picchione e Angelica Pujia. Al centro dell’esposizione è la figura della Magna Mater – la Grande Madre – antica divinità dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, Grecia e Roma. La mostra ne ripercorre origini e trasformazioni, dal culto frigio all’adozione ufficiale a Roma nel 204 a.C., quando – secondo il responso dei Libri Sibillini – la sua immagine aniconica fu trasferita da Pessinunte al Palatino, divenendo simbolo di salvezza e rigenerazione per l’Urbe. La mostra riannoda, attraverso il filo rosso della memoria, le strette relazioni culturali esistenti nel mondo antico tra le due sponde del Mediterraneo. Zama, celebre per la battaglia decisiva della Seconda guerra punica (202 a.C.) fu anche un importante centro numidico e successivamente romano. E, al centro di questa esposizione, è il legame simbolico e religioso tra il santuario africano e quello romano del Palatino, cuore del culto della Magna Mater nell’Impero.

La Magna Mater del Palatino (foto PArCo)

L’allestimento nel Tempio di Romolo della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

Il percorso espositivo si snoda attraverso sei sedi all’interno del Parco, offrendo un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater. Particolarmente significativa è la sezione allestita nel Tempio di Romolo, che presenta per la prima volta al pubblico le opere provenienti dagli scavi di Zama Regia: straordinarie evidenze archeologiche della presenza del culto della Magna Mater nel Nord Africa romano. La Curia Iulia amplia la prospettiva alle province dell’Impero – dall’Egitto alle Gallie, dalla Tracia alla Britannia – con una riflessione sulla diffusione e trasformazione del culto in epoca tardoantica. Sul Palatino, alle Uccelliere Farnesiane, i visitatori possono esplorare le radici orientali della dea e la loro trasmissione nel mondo greco ed ellenistico, con un focus particolare sul carattere misterico del culto. Il Tempio della Magna Mater ospita una sezione dedicata all’introduzione del culto a Roma durante la Seconda guerra punica, che mette in evidenza i significati politici e storici dell’evento. Il Ninfeo della Pioggia propone un’installazione emozionale che restituisce suoni, gesti e simboli della ritualità romana legata al culto. Infine, al Museo del Foro Romano, la mostra si chiude con una selezione di opere d’arte che illustrano la fortuna iconografica, letteraria e filosofica della dea tra Rinascimento e Seicento.

I ministri Amina Srarfi e Alessandro Giuli alla mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto emanuele antonio minerva / mic)

L’allestimento nelle Uccelliere farnesiane della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

“La mostra Magna Mater tra Roma e Zama”, dichiara Alessandro Giuli, ministro della Cultura, “è un esempio concreto di diplomazia culturale tra Italia e Tunisia, realizzato nell’ambito del Piano Mattei. Frutto della cooperazione tra studiosi, istituzioni e restauratori dei due Paesi, dimostra come la valorizzazione del patrimonio condiviso possa diventare un efficace strumento di dialogo, ricerca e sviluppo sostenibile. Valorizzare la figura della Magna Mater grazie ai rinvenimenti tunisini e a questa mostra consente al nostro Ministero di dare vita a una manifestazione culturale la cui importanza travalica la sola archeologia, promuovendo lo studio storico di un’esperienza religiosa i cui valori e significati conservano una forte attualità, per tutte le culture che vivono affacciate sul grande Mare nostrum”. E Amina Srarfi, Ministre des affaires culturelles: “La mostra Magna Mater da Zama a Roma ricorda a tutti noi i valori cari alla Tunisia, dove la storia non riguarda solo Cartagine, ma anche tutte le altre regioni del Paese. Come capitale del mondo numidico, Zama era molto aperta alla storia del Mediterraneo e molto influenzata dalla romanizzazione. Come Cartagine, Hadrumète e Utique, era un luogo di fermento politico, economico e sociale. Questa mostra, i cui pezzi provengono da Zama Regia, riflette lo scambio culturale e religioso tra il mondo numidico e Roma al tempo dell’Africa romana”.

L’allestimento al ninfeo della Pioggia della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto PArCo)

“La concezione di questa esposizione”, dichiara Tarek Baccouche, direttore dell’Istituto nazionale del Patrimonio di Tunisi, “è il frutto di un lavoro collettivo di ricercatori, conservatori e restauratori delle due Istituzioni, italiana e tunisina. Essa offre ai lettori un mosaico di dati scientifici, tecnici, geografici, economici e patrimoniali sul sito di Zama e, attraverso di esso, sull’intera regione. Questa mostra e gli accordi istituzionali stipulati creano, da un lato, un legame tra i nostri Paesi, dall’altro un ponte che farà viaggiare ogni lettore nel tempo attraverso una visita virtuale a Zama”. E Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del Patrimonio culturale e direttore del parco archeologico del Colosseo, commenta: “Questa esposizione rappresenta un ponte prezioso tra culture e memorie antiche. Attraverso un percorso che si articola in più sedi del Parco, la mostra racconta le origini del culto, la sua diffusione nel mondo greco e romano e in tutto il Mediterraneo antico. Questo legame ha costituito la base per sviluppare un progetto di valorizzazione e di rilettura complessiva della storia e dell’archeologia attraverso la figura della Magna Mater”.