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Dagli Etruschi ai Gladiatori: il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli ha aperto e chiuderà idealmente la XXVI edizione degli Incontri di archeologia. Le grandi mostre, le nuove collezioni del Museo che cambia, il dialogo con il territorio, le tendenze più aggiornate degli studi di settore

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Paolo Giulierini, direttore del Mann, apre gli “Incontri di archeologia” 2020-2021 (foto Giuseppe Di Leva / Mann)


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Lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli che organizza gli “Incontri di archeologia” (foto Mann)

Lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli che organizza gli “Incontri di archeologia” (foto Mann)“Insieme, oggi come ieri, uniti e pronti a volare grazie alla cultura”: è uno dei tanti messaggi emersi dalla conferenza del direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, che il 15 ottobre 2020 ha inaugurato nel nuovo auditorium del museo la XXVI edizione degli Incontri di Archeologia (sempre alle 16, in auditorium) parlando di “Previsioni bestiali: leggere il futuro dal volo degli uccelli nel mondo etrusco”; e sarà sempre il direttore, nel cuore della primavera del prossimo anno, che illustrando il tema “I giochi gladiatori e il mondo etrusco” (15 aprile 2021), rintraccerà il fil rouge tra i due grandi eventi culturali della stagione 2020/2021 del MANN: la mostra sugli Etruschi e quella su Gladiatori. “Il Mann riparte con gli Incontri del giovedì, cosciente dell’importanza di valorizzare la ricerca scientifica e di comunicare in forma corretta le grandi novità dell’archeologia mondiale”, commenta Giulierini. “La storica rassegna, a cura dei Servizi Educativi (responsabile: Lucia Emilio), crea diverse finestre di approfondimento per provare a “guardare da vicino” l’arte antica”. Tutti gli eventi, gratuiti, sono organizzati in sicurezza e nel rispetto delle vigenti disposizioni anti-Covid: obbligatoria la prenotazione telefonica presso la Segreteria dei Servizi Educativi del Museo (tel. 0814422328/329, dal lunedì al venerdì, ore 9-15).

Pubblico distanziato agli “Incontri di Archeologia” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)
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Le famose sculture dei Corridori, provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, conservate al Mann (foto Luigi Spina)

Le grandi mostre, le nuove collezioni del Museo che cambia, il dialogo con il territorio, le tendenze più aggiornate degli studi di settore: sono tanti i temi  approfonditi nella ventiseiesima edizione degli Incontri di Archeologia che racconteranno al pubblico l’unità nella diversità dei capolavori del passato. Antonio De Simone effettuerà un bilancio delle conoscenze sulla Villa dei Papiri (29 ottobre 2020), Antonio Scognamiglio mostrerà tecniche e saperi per ridare luce alla bellezza grazie al restauro (12 novembre 2020), Maria Morisco descriverà  il lungo lavoro di riordino dei depositi museali (21 gennaio 2021), Grete Stefani si soffermerà sulle storie quotidiane dischiuse dalle antiche suppellettili (25 marzo 2021).

Il castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto Pafleg)

Una visione olistica dell’arte antica per travalicare i confini delle città vesuviane, rappresentando le tante anime della Campania felix:  Cuma, dalle origini al presente, nell’analisi di Matteo D’Acunto (26 novembre 2020); il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, tra ricerca ed innovazione, nella strategia del direttore Fabio Pagano (14 gennaio 2021); Nola, che riecheggia il Ginnasio di Atene, nella lezione di Mario Cesarano (4 marzo 2021). 

Il gruppo dei Tirannicidi nella collezione Farnese del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Anche per l’offerta culturale 2020/2021, gli Incontri di Archeologia prevedono alcuni eventi legati ad una parola chiave: per quest’edizione, il collezionismo, declinato secondo diverse accezioni.  Naturalmente, non potrà mancare il racconto del “Museo di Napoli. Collezione di Collezioni (1780-1980)” (l’incontro, previsto il 22 aprile 2021, sarà a cura di Andrea Milanese e dell’Ufficio Museografia del MANN); da non perdere anche la conferenza di Paola D’Alconzo sui soggetti pompeiani nel collezionismo del XVIII secolo (4 febbraio 2021), l’analisi di Federico Rausa su “I Farnese e l’antico” (18 febbraio 2021), l’excursus di Marco Nocca sui preziosi reperti della Collezione Borgia (11 marzo 2021).

Il direttore del Mann Paolo Giulierini con Maria Lucia Giacco, curatrice della collezione Magna Grecia (foto Graziano Tavan)

Non solo lectiones, ma anche occasioni per riflettere sul dialogo tra le arti: sarà inserita nell’ArcheoCineMann la proiezione di “Stonehenge” di N. Gilliam Smith​ (3 dicembre 2020), mentre “Il Vaso del caos” di Giovanni Greco (17 dicembre 2020) sarà un istrionico omaggio a Pirandello e Camilleri. Uno sguardo alle nuove collezioni per concludere la rassegna in maggio, svelando al pubblico anche alcuni reperti che saranno oggetto di riallestimento: giovedì 6, Carmela Capaldi si occuperà di statuaria campana, mentre il 13 sarà la volta di Maria Lucia Giacco con il focus sulle collezioni pompeiane. 

Parco dei Campi Flegrei: aperta al castello di Baia la mostra “Visioni per Piscina Mirabilis” che presenta i risultati del concorso di idee sul riuso dell’antica cisterna romana

La locandina della mostra “Visioni per Piscina Mirabilis” aperta al Castello di Baia

Si chiama “Visioni per Piscina Mirabilis”: è la mostra visitabile fino a dicembre nelle sale del Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, risultato del concorso bandito a gennaio, in collaborazione con il Parco archeologico dei Campi Flegrei e il Comune di Bacoli, da Re-Use Italy, il movimento nato con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle rovine antiche presenti in Italia attraverso un nuovo uso. Il bando invitava i partecipanti a ripensare la Piscina Mirabilis di Bacoli, antica cisterna romana, come Museo d’Arte Contemporanea. Sono stati ben 700 gli architetti, gli studenti, i progettisti e gli ingegneri che hanno partecipato con le loro idee. La giuria ha decretato 3 vincitori e 10 menzioni speciali. Le tre proposte sono il cuore della mostra al Castello di Baia.

L’interno della Piscina Mirabilis di Bacoli come è stato pensato da Simone Baccaglini e Marco Agosti vincitore del concorso di idee “Visioni per Piscina Mirabilis” (foto Pafleg)

Il primo posto se lo sono aggiudicati Simone Baccaglini e Marco Agosti con un progetto che pone al centro il ruolo svolto dall’acqua nell’antico edificio con lo spazio centrale adibito a sala espositiva a tutta altezza. I giochi di luce sono innumerevoli e la presenza di tiranti, che sostengono il tessuto e si adattano alla struttura metallica, garantiscono la massima flessibilità.  Le opere d’arte si adagiano sul pavimento, come detriti sul fondo del mare, e i visitatori possono “galleggiare” a varie altezze e vivere profondamente le opere e la cisterna stessa. In questo modo i turisti vengono a conoscere la cisterna da diverse altezze e i singoli spazi possono essere aperti anche per eventi notturni.

Il maxischermo all’esterno della Piscina Mirabilis di Bacoli come è stato pensato da Simone Baccaglini e Marco Agosti vincitore del concorso di idee “Visioni per Piscina Mirabilis” (foto Pafleg)

Sul rudere romano i due vincitori hanno pensato due modernissimi maxischermi che indicano la mostra in corso, le previsioni del tempo e di notte possono essere adibiti a cinema all’aperto. La piazza può essere utilizzata per convegni, proiezioni cinematografiche e feste, grazie al padiglione semicircolare in cui si trovano bar e servizi igienici.

Giornate europee del patrimonio 2020: tutti gli appuntamenti del parco archeologico dei Campi Flegrei, da Cuma a Baia, dal lago d’Averno alla Piscina Mirabilis, dal parco sommerso al museo archeologico

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee del Patrimonio 2020, iniziativa promossa dal MiBACT e dedicate al tema dell’educazione. Lo slogan scelto per questa edizione è “Imparare per la vita”. Durante il fine settimana del 26 e 27 settembre 2020 il Parco celebrerà l’attività di ricerca e ospiterà, laboratori, attività didattiche, spettacoli, aperture straordinarie dei siti e passeggiate archeologiche. Nella giornata di sabato 26 settembre è inoltre prevista un’apertura serale al Castello di Baia con il biglietto d’ingresso al costo simbolico di 1 euro. Tutti gli eventi sono contingentati a prevedono il rispetto delle misure di prevenzione del contagio da Covid-19 secondo la normativa vigente. A questo link è possibili visionare il programma dettagliato con tutte le istruzione per la prenotazione: http://www.pafleg.it/it/4405/news/237/giornate-europee-del-patrimonio-26-27-settembre.

La città bassa di Cuma oggetti di ricerche archeologiche (foto pafleg)

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020 a partire dalle 10 al Parco archeologico di Cuma sarà visitabile in maniera straordinaria la città bassa. Sarà l’occasione per approfondire gli studi e le ricerche archeologiche in corso, a cura dell’università di Napoli L’Orientale, dell’università di Napoli “Federico II”, del Centro Jean Bérard e dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Gli archeologi dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, diretti dal professor Carlo Rescigno, illustreranno i risultati delle ricerche, ancora in corso, sul Tempio A di Cuma, raro esempio di architettura sannitica della seconda metà del IV sec. a.C. L’università di Napoli “Federico II”, sotto la direzione della professoressa Carmela Capaldi, si soffermerà in particolare sulle fasi più antiche rinvenute nei saggi di approfondimento del settore nord-occidentale della foro. L’università di Napoli L’Orientale, con la direzione scientifica del professor Matteo D’Acunto, affronterà l’argomento dell’edilizia domestica nella zona dell’abitato a Nord del foro, disegnandone l’evoluzione dal villaggio pre-ellenico alla città greco-romana. Il Centre Jean Bérard di Napoli, guidato da Priscilla Munzi, si soffermerà in particolare sulle tombe di età tardo-repubblicana approfondendo aspetti antropologico-sociali legati alla convivenza di individui di origini greche, sannitiche e latine in un racconto che si definisce “All’insegna dell’Altro”.

Per la prima volta dopo diversi anni riapre al pubblico il parco archeologico di Liternum  a Giugliano. L’università della Tuscia, coordinata dal professor Salvatore De Vincenzo, sarà presente all’evento nelle mattinate di sabato e domenica per illustrare le ricerche compiute e le nuove acquisizioni che hanno arricchito il panorama di conoscenze sulla città antica, focalizzando in particolare sull’area del foro e sui monumenti circostanti.

Altre due aperture straordinarie saranno protagoniste della giornata di sabato 26: quella della Necropoli di Cappella al Monte di Procida e quella del Tempio di Apollo sul Lago d’Averno.

Due passeggiate archeologiche saranno protagoniste dell’iniziativa “Convergenze Flegree”, organizzata dal Parco in collaborazione con i comuni di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli e con il supporto logistico di Federalberghi Campi Flegrei. I  due percorsi convergeranno nel luogo simbolo della unicità e complementarietà del territorio flegreo, il Castello di Baia. Le passeggiate si svolgeranno in contemporanea lungo i nuovi e gli antichi percorsi pedonali ancora riconoscibili: una, denominata “L’antico percorso dei marinai Montesi”, attraverserà i Comuni di Monte di Procida e Bacoli facendo tappa alla Necropoli di Cappella, l’altra, dal titolo “Intorno alle cupole”, quelli di Pozzuoli e Bacoli con sosta al Tempio di Apollo sul Lago d’Averno.

Sabato 26 settembre 2020 sarà la volta dell’apertura serale straordinaria al costo speciale di 1 euro. “Dark Bubbles. Una serata “proiettati” nei resti sommersi di Baia” è una video immersione in notturna trasmessa in diretta nel Castello di Baia che illustrerà i nuovi mosaici, i lavori di restauro, lo sviluppo delle ricerche condotte nelle Terme del Lacus nel Parco sommerso di Baia. La serata sarà presentata dal direttore del Parco Fabio Pagano insieme a Enrico Gallocchio e Barbara Davidde dell’Istituto Centrare per il Restauro che ha coordinato la campagna di questa estate.

Il castello di Baia sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto pafleg)

Ci sarà spazio anche per le attività dedicate ai bambini. Tutto il week end alla Piscina Mirabilis a cura dell’ATS Stramirabili si terrà “StraMirabilis in famiglia – laboratorio di argilla per bambini” mentre al Tempio di Serapide l’ATI Macellum organizzerà un ricco programma di eventi e laboratori per tutta la famiglia. Ultimo evento domenica mattina dal titolo “FLEG Workout. Il movimento con la storia intorno. Dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia alla Tomba di Agrippina”. Il percorso proposto partirà dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e giungerà alla Tomba di Agrippina per far ritorno di nuovo al Castello con visita alla Terrazza superiore e alla sezione del Rione Terra. A cura di FLEG Workout.

Week-end al Parco archeologico dei Campi Flegrei. Per “Il Parco in Maschera” alle Terme di Baia tre sere con tre classici; alla Piscina Mirabilis di Bacoli laboratori didattici di argilla per famiglie e bambini; all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli visite teatralizzate con i “Ludi romani”

Al parco archeologico dei Campi Flegrei quello del 18, 19 e 20 settembre 2020 sarà un week end ricco di eventi. Venerdì, sabato e domenica tre appuntamenti con la rassegna di eventi estivi il “Parco in Maschera”, proposti dall’associazione Il Pozzo e il Pendolo che presenterà alle Terme romane di Baia, sempre con inizio alle 18, altrettanti spettacoli ispirati a tre grandi classici. Il 18 settembre 2020 andrà in scena “La verità in maschera. Uno, nessuno e centomila”, di Luigi Pirandello con Paolo Cresta; il 19 settembre sarà la volta di “La verità in maschera. Il gioco segreto”, di Elsa Morante con Rosaria de Cicco; il 20 settembre concluderà “La verità in maschera. L’amore ha più stanze di un bordello”, di Gabriel Garcia Marquez con Rosalba Di Girolamo, Giacinto Piracci, Giulio Martino. La prenotazione si può effettuare esclusivamente online seguendo le istruzioni riportate sul sito www.pafleg.it.

Sabato 19 e domenica 20 saranno dedicati anche ad attività per famiglie e bambini: alla Piscina Mirabilis di Bacoli si terrà un laboratorio di lavorazione dell’argilla con visita didattica che offrirà l’opportunità di riflettere sull’importanza del luogo e sul valore della sua recente riapertura. Un tuffo nella storia della Piscina Mirabilis con due simpatici personaggi di “Gutta&Lichene” che i piccoli visitatori conosceranno durante la visita. Il tour terminerà con i laboratori didattici di argilla. Durata 2 ore circa. Il tour è gratuito e adatto per bambini dai 4 ai 12 anni. Per partecipare all’evento è obbligatoria la prenotazione che puoi effettuare scrivendoci a prenotazioni@piscinamirabilisbacoli.it. L’ appuntamento per i piccoli ospiti è presso la villetta campi elisi in via Campi Elisi 1. Le attività del sabato inizieranno alle 16.30, quelle della domenica alle 10.30.

All’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, alle 16 sia per il sabato 19 che per la domenica 20, parte invece “Ludi romani” visita teatralizzata a cura di CoopCulture  alla scoperta della figura di gladiatori. Infami ed eroi, i gladiatori incarnavano miseria e splendore della società romana, fortuna e sciagura, decretata in pochi attimi, decisivi della sopravvivenza o di una morte atroce. “Dice un vecchio proverbio che il gladiatore decide le sue mosse nell’arena, glie le suggeriscono il volto dell’avversario, i movimenti delle mani, l’inclinazione stessa del corpo che egli studia attentamente” (Seneca, Epistulae Morales ad Lucilium, III, XII, 1).  A fronte di una impeccabile preparazione fisica, assicurata dal duro allenamento che si svolgeva nelle scuole gladiatorie, molto del combattimento si giocava sulla improvvisazione. Questa visita speciale coinvolge gli spettatori e li cala in uno dei momenti storici più densi e travolgenti del periodo romano, all’interno di un monumento straordinario che l’area Flegrea conserva: l’Anfiteatro Flavio. Vita e morte, uomo o bestia, eroe o infame. Di fronte al popolo solo lo spettacolo cruento era importante. Un archeologo e un gladiatore dialogano insieme al pubblico per raccontare, in una esperienza avvincente e unica, cosa accadeva veramente nelle arene. La visita teatralizzata si ispira anche alla mostra “Gladiatori” in programmazione imminente al Mann. Info: https://www.coopculture.it/events.cfm?id=1622.

Parco archeologico dei Campi Flegrei. Alle Terme romane di Baia Sista Bramini in “Gaia Flegrea. Spettacolo di narrazione, canto, percussioni, musica dal vivo, liberamente ispirato alle fonti classiche”: uno spettacolo ispirato ai miti primordiali in cui risuona il genius dei Campi Flegrei

La locandina dello spettacolo “Gaia Flegrea” con Sista Bramina alle terme romane di Baia

La locandina della rassegna “Parco in Maschera” nei luoghi del parco archeologico dei Campi Flegrei

Evento speciale de “Il Parco in Maschera” alle Terme romane di Baia. Il 12 settembre 2020 alle 20.30 il Parco archeologico delle terme di Baia ospiterà “Gaia Flegrea. Spettacolo di narrazione, canto, percussioni, musica dal vivo, liberamente ispirato alle fonti classiche”, scritto da Sista Bramini con musiche di Giovanna Natalini. La performance, coprodotta dal Parco e dall’associazione O Thiasos TeatroNatura e inserita all’interno della rassegna di eventi estivi “Il Parco in Maschera”, racconta la genesi della Terra con uno spettacolo ispirato ai miti primordiali in cui risuona il genius dei Campi Flegrei. La prenotazione si può effettuare esclusivamente online seguendo le istruzioni riportate sul sito www.pafleg.it. Tutte le info dello spettacolo qui: http://www.pafleg.it/it/4459/archivio-eventi/218/rassegna-il-parco-in-maschera-gaia-flegrea-di-sista-bramini A questo link il programma completo del Parco in Maschera: http://www.pafleg.it/getFile.php?id=721

Sista Bramin, autrice, regista, attrice e narratrice

Sista Bramini è autrice, regista, attrice e narratrice.  Dirige la compagnia O Thiasos TeatroNatura che ha fondato nel 1992 e la Sala CantieriScalzi di Roma. Pioniera di un ‘genere teatrale’ , il TeatroNatura, in cui un teatro a cielo aperto incontra  l’ambiente naturale e a cui si ricorre sempre più per ritrovare un legame autentico tra arte, radici culturali e qualificazione del paesaggio, interviene  in ambiti diversi: da quello artistico a quello della pedagogia teatrale e dell’educazione ambientale. Da trent’anni svolge il suo lavoro artistico, individuale e di ensemble, a contatto diretto e in stretta relazione con gli elementi naturali. Ha interpretato e diretto numerosi spettacoli presentati in parchi, riserve naturali, siti archeologici e aree da valorizzare, in Italia e all’estero. Da 15 anni dedica parte della sua ricerca artistica alla narrazione teatrale, in particolare sviluppando il racconto legato al mito classico.

Le Terme Romane di Baia ospitano lo spettacolo “Gaia Flegrea” con Sista Bramini (foto Pafleg)

“In Gaia Flegrea”, spiega Sista Bramini, “narro la terribile, meravigliosa scaturigine di Tutto, come Gaia danzando sul pirotecnico magma primordiale creò da sé stessa la Terra e il Cielo, e come dai loro cosmici amplessi, si generarono il Paesaggio, gli svettanti Alberi, i perfetti Animali e tra questi, nomadi e con una strana mente, anche noi: Umane e Umani. Narro di quando Gaia sprigionando calore divenne Flegrea rendendosi fertile e come, mentre le Umane e gli Umani imparavano a tessere e coltivare la Terra, istigò Crono, il figlio Tempo, a evirare il padre Urano che opprimeva ogni sviluppo con la sua insaziabile sensualità. E narro poi come i nuovi dei Olimpici sfidarono i Titani e, aiutati dalla brutalità dei Giganti e l’ingegno tecnologico ma cieco dei Ciclopi, spodestarono la Madre Terra. E ancora di come Gaia Flegrea nascose nell’incredibile Gigantomachia, perché potessimo scoprirlo, il segreto per evolvere e ritrovare un’armonia perduta. In Gaia Flegrea, intrecciandolo alla musica necessaria di Giovanna Natalini che con struggente forza originaria irrompe prima e oltre le mie parole, ho voluto creare un affresco narrativo fantasmagorico e vivo. Immergendoci nelle nostre radici come davanti ad un oracolo possiamo percepire qualche salutare indicazione sui tempi malsani in cui viviamo, ho voluto lanciare un appello al risveglio e al cambiamento di cui noi e il pianeta vivente che abitiamo abbiamo bisogno”.

“Parco in Maschera”: un’estate di musica, teatro, danza, reading letterari e incontri filosofici promossa dal parco archeologico dei Campi Flegrei nei luoghi più magici del patrimonio flegreo

La locandina della rassegna “Parco in Maschera” nei luoghi del parco archeologico dei Campi Flegrei

Il museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, l’anfiteatro Flavio di Pozzuoli, il parco archeologico delle Terme di Baia, il parco archeologico di Cuma, il tempio di Apollo sul Lago di Averno, la necropoli di Cappella Monte di Procida sono i luoghi scelti per le performance della kermesse “Parco in maschera: simbolo, espressione, creatività nell’estate dei Campi Flegrei” dal 31 luglio al 27 settembre 2020. Sarà proprio la cultura in ogni sua forma a farla da padrone al parco archeologico dei Campi Flegrei in questa estate 2020. Performance di musica, teatro, danza, reading letterari e incontri filosofici animeranno i luoghi del patrimonio archeologico flegreo. Gran parte della rassegna è stata costruita attraverso un avviso pubblico bandito a inizio giugno, subito dopo il lockdown, per valorizzare il contesto storico, artistico e culturale del Parco attraverso le attività di spettacolo e cultura. La maschera, nella sua formulazione e applicazione “protettiva” è di recente entrata prepotentemente nelle nostre vite, diventando una quotidiana compagna di viaggio e modificando comportamenti e attitudini relazionali, e sarà il filo conduttore di tutta la rassegna. Con le parole del direttore Fabio Pagano, ideatore del progetto: la maschera è magia, non a caso la parola deriva da “masca” (strega). La maschera è archetipo di comunicazione e dialogo, un modo per esprimersi tra uomini, mettersi in relazione con gli Dei, guardare il mondo con gli occhi di un altro, un ponte che ci conduce fuori dallo spazio e dal tempo. Ci mettiamo la maschera per rivelarci, non per nasconderci. ​ La prenotazione di tutti gli spettacoli è obbligatoria sul sito http://www.pafleg.it

“Il Parco archeologico dei Campi Flegrei è la sintesi di un paesaggio scolpito dalla natura e dall’uomo, la conseguenza di una terra vitale e creativa e di una storia intensa e prolungata”, scrive Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, nella presentazione di “Parco in Maschera”. “Luogo di giganti e nani, di sublime e ombra, di inferno e paradiso, di acqua e fuoco il Parco è terra di sinergiche dissonanze. 25 luoghi disseminati in un ampio territorio, un puzzle di monumenti e aree archeologiche che plasmano il racconto di una storia che travalica i propri confini. Limiti inesorabilmente labili che non impedirono ai Greci di fondare a Cuma la prima colonia greca in Occidente o ai Romani di portare l’intero mondo dentro il porto di Pozzuoli. Margini sfilacciati come quelli tra la terra e il mare che si contendono i resti dell’amena Baia. Qui mito e storia si rincorrono senza un chiaro nesso di causa ed effetto, qui materia e memoria si specchiano dando un senso compiuto alla percezione che, nella nostra società contemporanea, abbiamo del concetto stesso di patrimonio culturale. “Fingere è conoscersi” scriveva Ferdinando Pessoa. In questa strana estate 2020 abbiamo maturato un’inedita consuetudine con le maschere. Indossiamo mascher(in)e per proteggerci e schermarci e le sentiamo con un profondo ostacolo alla comunicazione. La maschera sembra aver perso quel ruolo mimetico e simbolico per assumere i connotati di un semplice strumento protettivo. La maschera è tuttavia un simbolo, un contenitore di significati, una parola che si sovrappone alla frase non detta, all’espressione non manifestata. La maschera è magia, non a caso la parola deriva da “masca” (strega). La maschera è archetipo di comunicazione e dialogo, un modo per esprimersi tra uomini, mettersi in relazione con gli Dei, guardare il mondo con gli occhi di un altro, un ponte che ci conduce fuori dallo spazio e dal tempo. Ci mettiamo la maschera per rivelarci, non per nasconderci”.

Il castello aragonese domina Baia: qui apre il 31 luglio “Parco in Maschera”

La rassegna si apre con Peppe Barra il 31 luglio 2020 al Castello di Baia. Lo spettacolo  si intitola “Tiempo” e ad aprire il sipario sarà Luca Pugliese nella sua ormai consolidata one man band session, affiancato dallo special guest Tony Esposito. A seguire il concerto, con la sua storica band, di Peppe Barra, sublime cantore del Tempo in tutte le sue accezioni. È invece prodotto dal Parco e dall’Associazione O Thiasos TeatroNatura “Gaia Flegrea”, spettacolo di narrazione, canto, percussioni, musica elettronica live liberamente ispirato alle fonti classiche, scritto da Sista Bramini, autrice teatrale che ha esplorato il mito in ogni sua forma, con musica di Giovanna Natalini. La performance andrà in scena alle Terme di Baia il 12 settembre 2020. L’Anfiteatro Flavio ospiterà il 3 agosto 2020 Totò Crooner, spettacolo a cura dell’associazione Luna Nova di e con Carmine Borrino, dedicato al principe della risata, ultima maschera della commedia dell’arte.

L’antro della Sibilla nel parco archeologico di Cuma

La danza sarà la protagonista il 5 agosto alla necropoli di Cappella a Monte di Procida e il 7 agosto al parco archeologico di Cuma con le performance “Memento” (coreografia di Antonio Colandrea) e “Cielo… nea gynaika” (coreografie di Emma Cianchi, Antonio Colandrea, Elena D’Aguanno, Macia del Prete, Nicolas Grimaldi, Claudio Malangone) a cura dell’associazione Art Garage. Due serate al Castello di Baia, a cura dell’associazione SFERA, saranno dedicate alla filosofia: il 4 agosto 2020 con Piccolo Teatro Filosofico, incontro dedicato alla memoria di Aldo Masullo, filosofo e intellettuale napoletano recentemente scomparso, che vede l’intervento del poeta Pasquale Panella e del filosofo Lucio Saviani; e l’11 agosto 2020 con la presentazione del nuovo libro di Massimo Cacciari, Il lavoro dello Spirito, edito da Adelphi. Con l’autore dialogherà il filosofo Nicola Magliulo. A fine agosto, il 25, 26 e 27, al tempio di Apollo sul Lago d’Averno l’associazione I.C.R.A project presenta il progetto interattivo e itinerante in tre atti Teatro Spiritico: “Avernus” con Lina Salvatore, Michele Monetta, Antonello Paliotti, la partecipazione del filosofo Gianni Garrera e i mimi dell’accademia Mediterranea di MimoDramma.

Lo spettacolare anfiteatro Flavio a Pozzuoli (foto parco archeologico dei Campi Flegrei)

Il primo week end di settembre all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli andranno in scena: sabato 5 “Ipazia. Atlete Invenzione”, spettacolo a cura dell’associazione Art Garage (coreografie di Laura Matano), e domenica 6 “Il canto sublime. Viaggio intorno Farinelli en travesti”, spettacolo di musica a cura dell’Ensemble Barocco Accademia Reale diretta da Giovanni Borrelli. Il 18, 19 e 20 settembre 2020 le Terme di Baia ospiteranno la rassegna “La verità in Maschera” a cura dell’associazione Teatro Il pozzo e il Pendolo: la prima serata andrà in scena “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello (con Paolo Cresta), la seconda “Il gioco segreto” di Elsa Morante (con Rosaria De Cicco) e la terza “L’amore ha più stanze di un Bordello” di Gabriel García Márquez (con Rosalba Di Girolamo, Giacinto Piracci e Giulio Martino). Concludono “Parco in Maschera” al foro del parco archeologico di Cuma il 25, 26 e 27 settembre 2020 tre spettacoli del Festival energie alter-native:  “InCoscienza” (regia di Sandro Dieli, scritto e interpretato da Valerio Strati),  “Solo, due, trio senza un piano di riferimento” (Angelo Adamo in concerto) e “Hipgnosis” (Alessandro Girotto in concerto).

La Piscina Mirabilis a Bacoli (foto parco archeologico dei Campi Flegrei)

“Parco in Maschera” è però anche un progetto allargato ai nuovi partner che stanno disegnando con noi nuovi modelli di gestione e valorizzazione di due luoghi simbolo del territorio flegreo. La Piscina Mirabilis di Bacoli si aprirà al pubblico per consentire “Una Mirabile Esperienza” (7-8-9 agosto 2020), una “Notte da Grand Tour” (12-13-26 agosto 2020) e una “Stramirabilis in Famiglia” (12-13-19-20-26-27 settembre 2020), a cura dell’ATS StraMirabilis (associazione Misenum, cooperativa sociale “Tre Foglie”, coop 4Art Consorzio di Cooperative sociali). Il cd. Tempio di Serapide/Macellum di Pozzuoli si accenderà per un “Overtures di luci e suoni” al Macellum nelle serate del 7 e 8 agosto 2020 e del 25 e 26 settembre 2020, a cura dell’ATI Macellum (Terra dei Miti, ApoRema, Graficamente, Amartea).

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei ha aperto al pubblico (dopo oltre un decennio) un nuovo percorso di visita al Parco Sommerso di Baia: possibilità di vedere le nuove scoperte

Il mosaico policromo a ottagoni scoperto nel parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)

La planimetria della zona “a” del parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)

Planimetria del nuovo percorso del Lacus Baianus nel Parco sommerso di Baia (foto pa-fleg)

Dopo innumerevoli scoperte, ultima quella dei due trapezofori in marmo, dal 10 luglio 2020 è aperta al pubblico una nuova area tutta da scoprire. Dopo quasi vent’anni dall’istituzione del Parco Sommerso, avvenuta nel 2002, il Parco archeologico dei Campi Flegrei ha infatti aperto al pubblico il nuovo percorso di visita al Parco Sommerso di Baia. Al centro tra il noto Ninfeo di Claudio e la Villa dei Pisoni, un intero nuovo isolato è stato indagato in questi ultimi mesi: ci troviamo di fronte a un complesso di oltre 2500 mq, affacciato sul Lacus Baianus, il bacino su cui in età romana si distendeva l’intero centro di Baia. Le indagini, tuttora in corso, hanno individuato un complesso termale, inserito probabilmente in una residenza privata, ancora in gran parte da indagare. “È un momento davvero importante per il Parco Sommerso di Baia”, ha dichiarato il direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. “Dopo oltre un decennio, apriamo un nuovo settore di visita. L’obiettivo è quello di rendere fruibile questa sito, unico nel suo genere, in tutta la sua estensione e soprattutto al più ampio numero di persone. È per questo che il nuovo percorso sarà visitabile anche tramite canoe e snorkeling. Il lavoro di ricerca che abbiamo avviato naturalmente non si esaurisce qui. Contiamo di aprire nuovi settori  nei prossimi anni per sfruttare a pieno le potenzialità del Parco Sommerso che sono davvero straordinarie”.

 

L’avvio della ricerca avviene nel 2018 con l’apertura delle indagini sul primo mosaico a tessere policrome individuato a Baia sommersa. Si tratta di un pavimento a disegno geometrico composto da ottagoni accostati, decorati al centro da fiori stilizzati, tutti diversi fra loro. Furono da subito avviate, insieme all’Istituto Centrale del Restauro di Roma, le prime attività di restauro per proteggere i resti in parte compromessi negli anni dalle correnti marine. L’equipe di restauratori dell’Istituto del MIBACT, guidata da Barbara Davidde, ha monitorato poi i resti e ha avviato, a partire dal 6 luglio 2020, il cantiere di restauro per la messa in sicurezza definitiva del pavimento. Per i visitatori si tratterà di una occasione unica: la visita al nuovo complesso e, contemporaneamente, la visione del cantiere attivo sui resti per tutto il mese di luglio. Tre finestre giornaliere durante la settimana permetteranno un incontro ravvicinato sia con il nuovo quartiere sommerso sia con gli operatori intenti a salvare il pavimento, datato al III sec. d.C. Durante il week end, e poi nei mesi successivi, il percorso rimarrà aperto con gli orari consueti del Parco Sommerso, e quindi con possibilità di visita, accompagnati dai diving autorizzati, durante tutta la giornata.

Sarà così possibile osservare i tre ambienti absidati che, con ampie finestre, offrivano un panorama sul Lacus Baianus ai frequentatori degli spazi termali: qui rimangono i resti dei pavimenti in lastre di marmo, ma anche basi e colonne, nello stesso prezioso materiale, nonché i gradini che permettevano la discesa a una delle vasche termali. Un’ampia banchina proteggeva le murature dal moto ondoso interno alla baia: possiamo leggere nei suoi resti, ben conservati, il rinforzo che questa struttura subì per limitare i primi effetti del bradisismo, che già alla fine dell’impero romano creava le prime evidenti problematiche. Sia il molo che i pavimenti furono infatti rialzati rispetto alle prime fasi di costruzioni dell’edificio, per evitare l’allagamento degli ambienti.

L’abbandono che nei secoli successivi subì tutta l’area per il continuo abbassamento del terreno ha fatto sì che alcuni degli elementi decorativi rimanessero qui abbandonati e sepolti dalla sabbia: tra questi i due trapezofori in marmo, ossia sostegni per un tavolo, recentissimamente rinvenuti in una delle stanze del complesso, decorati con eleganti protomi animali, probabilmente di pantera. Trasportati nei laboratori del museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, questi reperti saranno presto esposti alla visita, ma il progetto complessivo prevede l’esecuzione di calchi, come per le statue del ninfeo di Punta Epitaffio, da riposizionare nello stesso punto del rinvenimento e dunque fruibili durante la visita subacquea.

Il percorso si completa con la visione degli ambienti dello spazio residenziale, con un grande peristilio, di cui si riconosce il lungo ambulacro coperto e le colonne che lo sorreggevano, e i grandi vani, anch’essi decorati a mosaico che su di esso si aprivano. All’esterno di questi, sul lato affacciato verso il Lacus, possiamo ancora scorgere le bitte, forse dei proprietari del complesso, a cui potevano ormeggiare le imbarcazioni: un’ulteriore traccia del fervente mondo attivo a Baia tra il II sec. a.C. e il IV sec. d.C. che il mare ci ha conservato fino ai nostri giorni.

Il parco archeologico dei Campi Flegrei e l’associazione “Jazz and Conversation” organizzano l’edizione 2020 del Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei. Dopo 12 anni l’arena dell’Anfiteatro Flavio torna a ospitare i concerti: tre serate con alcuni tra i maggiori musicisti nazionali ed internazionali

La locandina del Pozzuoli Jazz Festival 2020

Pozzuoli Jazz Festival 2020, Festival dei Campi Flegrei. Rieccoci, dopo questi mesi di “chiusura”, drammatici e tanto diffi­cii ma., anche “significativi”, si propone la ripresa delle attività culturali e di spettacolo dal vivo, con una serie di prescrizioni necessarie a garanzia di tutti, spettatori e addetti ai lavori. “Chiusi ma non spenti”… ecco , proprio come indicava il parco archeologico dei Campi Flegrei per sue attività in tempi di quarantena. Il parco archeologico dei Campi Flegrei e l’associazione “Jazz and Conversation” organizzano l’edizione 2020 del Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei. “È grazie alla straordinaria azione del Parco archeologico dei Campi Flegrei, testimonianza stabile e acquisita dello spirito della nuova gestione dei beni culturali, che abbiamo avuto la possibilità di organizzare questa edizione della manifestazione PJF dei Campi Flegrei. Essa, grazie a questa felicissima collaborazione, si svolgerà nello straordinario scenario dell’Anfiteatro maggiore di Pozzuoli, che si riprende, così, il ruolo centrale nel panorama dei beni culturali del territorio flegreo”.

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei

“Mi piace pensare che la musica jazz sia la colonna sonora ideale del territorio flegreo”, dichiara il direttore del Parco, Fabio Pagano. “Una musica istintiva e raffinata al tempo stesso, armonica e dissonante, primitiva e contemporanea. Per questo, e per molto altro, il Parco, anche in questa stagione, ha fortemente voluto e sostenuto il Pozzuoli Jazz Festival. Ulteriore motivo di gioia e soddisfazione e che dopo tanti anni si potrà tornare a godere di uno spettacolo all’interno dell’area dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Il Pozzuoli Jazz Festival segnerà l’avvio della stagione di eventi del Parco che si preannuncia particolarmente nutrita e che verrà presentata la prossima settimana”. E il presidente dell’associazione “Jazz and Conversation” Antimo Civero: “Riprendere le attività di spettacolo dal vivo non è stata una cosa semplice, ma è diventata possibile grazie alla tenacia della nostra associazione (memorabile, in piena quarantena, la celebrazione dell’International Jazz Day – 30 aprile – con migliaia di visualizzazioni per 9 ore di musica sui social) e all’azione trainante del Parco Archeologico che ha iniziato le sue attività il 2 giugno e le proseguirà, alla ricerca della “normalità” nei mesi a seguire con questa e con altre interessantissime manifestazioni, prodotte dal genio locale e sostenute proprio da questo Ente”.

L’anfiteatro Flavio di Pozzuoli torna a ospitare il Pozzuoli Jazz Festival (foto Pafleg)

Dopo 12 anni l’arena dell’Anfiteatro Flavio torna ad essere luogo di spettacolo contemporaneo per ospitare, il 20, 24 e 25 luglio 2020, alle 20.30, alcuni tra i maggiori musicisti nazionali ed internazionali. Questa del Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei è la XI edizione. Ospiti delle tre serate alcuni tra i maggiori musicisti nazionali ed internazionali. Si accede con biglietto di ingresso al sito di 4 euro o con la card “MYFLEG”, sempre con prenotazione obbligatoria a questo link https://ecm.coopculture.it/index.php?option=com_snapp&view=products&snappTemplate=template3&catalogid=DC6FC537-FA3E-785A-5692-01734D8084B8&lang=it. La biglietteria si trova all’ingresso dell’Anfiteatro: evitare assembramenti e tenere la distanza di almeno un metro. Sarà tenuto l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. All’ingresso sarà rilevata la temperatura corporea, come prescritto dalle attuali direttive del settore, sarà impedito l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C. I posti a sedere sono distanziati tra loro di un metro, sia frontalmente che lateralmente. Tutti gli spettatori devono entrare nella sede del concerto indossando la mascherina (per i bambini valgono le norme generali) fino al raggiungimento del posto a sedere.

Il 20 luglio 2020 andrà in scena il progetto “Duets” che celebra le canzoni tratte dal songbook americano ed italiano, esaltando la maestria musicale di due meravigliosi musicisti: Massimo Moriconi, una vera e propria icona della musica italiana, e l’affermata voce partenopea, nuova stella del canto italiano e non solo, Emila Zamuner.

Il 24 luglio 2020 calcheranno il palco Giovanni Guidi (pianoforte) e Flo (voce). Un progetto pensato durante l’edizione estiva 2019 del Festival e che avrebbe dovuto avere il suo battesimo a dicembre 2019, durante l’edizione invernale del Festival. Cantautrice e attrice di teatro, Flo è una delle personalità più interessanti e versatili della “World music d’autore”. Giovanni Guidi un musicista internazionale dal talento cristallino, un vero “poeta” della musica, della bellezza e grande amico dei Campi Flegrei.

Il 25 luglio 2020 sarà il turno di nuovo e interessante progetto composto da due tra i più straordinari musicisti italiani e non solo: Luca Aquino – Giovanni Guidi DUO. I due artisti guideranno gli spettatoti tra le loro “canzoni” per cercare quello che non è ancora stato scoperto. “E così che vi porteremo nel nostro viaggio, dove le parole anche se esistono già, le potrete scegliere voi, ed ogni melodia sarà un pezzo di un racconto che riguarda tutti. La storia delle nostre vite.

Alla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico protagonista l’archeologia subacquea: 1a Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo in memoria di “Sebastiano Tusa”; 1° “Premio di Archeologia Subacquea Sebastiano Tusa”; lanciare un Itinerario Culturale Europeo dei siti archeologici subacquei

L’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso in un incidente aereo nel marzo 2019

Il segretario della Bmta Ugo Picarelli consegna alla vedova Valeria Li Vigni l premio “Paestum Mario Napoli” assegnato postumo a Sebastiano Tusa durante la XXII Bmta (foto bmta)

Novità alla XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum tra Centro Espositivo Savoy Hotel, Basilica, e Parco Archeologico, da giovedì 19 a domenica 22 novembre 2020: è in programma 1a Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo in memoria di “Sebastiano Tusa” con la partecipazione delle più note destinazioni archeologiche subacquee mediterranee e il 1° “Premio di Archeologia Subacquea Sebastiano Tusa”, che sarà assegnato alla scoperta archeologica dell’anno o quale riconoscimento alla carriera, alla migliore mostra in ambito scientifico internazionale, al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici, al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione. La conferenza e il premio seguono e sono diretto sviluppo di quanto avvenuto nell’ultima edizione – quella del 2019 – della BMTA in occasione della quale è stato assegnato postumo il Premio “Paestum Mario Napoli” a Sebastiano Tusa, per onorare la memoria del grande archeologo, dello studioso, dell’amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. È proprio in quegli stessi giorni che è nata l’idea di inserire, annualmente all’interno del programma, una iniziativa di carattere internazionale, volta a ricordare l’impegno e le progettualità di Sebastiano Tusa. Le iniziative in programma alla XXIII Bmta si svolgeranno in collaborazione con soprintendenza del Mare e fondazione “Sebastiano Tusa” della Regione Siciliana, Centro universitario europeo per i Beni culturali di Ravello, Icomos Italia, NIAS Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea dell’ICR Istituto centrale per il Restauro del MiBACT, parco archeologico dei Campi Flegrei, Accademia internazionale di Scienze e Tecniche subacquee, Istituto italiano di Archeologia subacquea, Gruppi Archeologici d’Italia, Archeoclub d’Italia.

Ma c’è dell’altro: valorizzare gli Itinerari culturali dei siti sommersi del Mediterraneo. La presenza del Centro universitario europeo per i Beni culturali di Ravello, costituitosi nel 1983 proprio sotto gli auspici del Consiglio d’Europa, e della soprintendenza del Mare della Regione Siciliana con i soggetti promotori assume particolare valenza per la certificazione di una rete dei siti sommersi nel “Programma degli Itinerari Culturali”, che fu avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987. Gli Itinerari Culturali, mettendo in pratica i valori del Consiglio d’Europa – “diritti umani, diversità culturale, dialogo e scambi interculturali” – sono un invito al viaggio e alla scoperta del ricco e variegato patrimonio culturale europeo, con lo scopo di creare una rete di persone e luoghi legati tra loro grazie a una storia e a un patrimonio comuni. Gli “Itinerari Culturali dei siti sommersi del Mediterraneo” (una rete che collegherà Campania, Puglia, Sicilia, Egitto, Grecia e Israele attraverso i siti di Baia Sommersa nel Parco Archeologico dei Campi Flegrei, delle Tremiti, di Ustica-Egadi-Pantelleria, di Alessandria d’Egitto, di Pavlopetri e di Caesarea Maritima) rappresentano una risorsa chiave per il turismo responsabile e lo sviluppo sostenibile, rispondendo alle attività e ai progetti innovativi richiesti dal Consiglio d’Europa nel quadro dei cinque settori d’azione prioritari, strategici per lo sviluppo locale e la valenza culturale dei territori: cooperazione in materia di ricerca e sviluppo; valorizzazione della memoria, della storia e del patrimonio europeo; scambi culturali e educativi per i giovani europei; pratiche artistiche e culturali contemporanee; turismo culturale e sviluppo culturale sostenibile. Ha assicurato la sua presenza alla Borsa Gabriella Battaini-Dragoni, vice Segretario generale del Consiglio d’Europa, che sin dall’inizio della sua brillante carriera alla Direzione Cultura fu artefice dello sviluppo del “Programma degli Itinerari Culturali Europei” (che partì nel 1987 con il riconoscimento del Cammino di Santiago di Compostela) e della costituzione dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, insediato a Lussemburgo nel 1998.

Archeosub nelle acque di Levanzo (foto Soprintendenza del Mare)

I siti sommersi sono meta di un numero sempre maggiore di turisti subacquei. Sono, infatti, circa 30 milioni i subacquei certificati a livello mondiale e circa 6 milioni quelli che si sono “tuffati” almeno una volta senza certificazione e si stima che oltre 3 milioni di “diver” fanno uno o più viaggi ogni anno. Il viaggiatore, oggi, è alla ricerca sempre più di un turismo esperienziale autentico a contatto con la natura e le identità territoriali, per cui un’anfora, un’ancora o una struttura antica conservatesi sott’acqua sono parte integrante del mondo naturale e non più solo manufatti. Il turismo archeologico in immersione ha, dunque, caratteristiche che per un verso lo rendono un’esperienza unica e per l’altro potenziano alcuni elementi presenti anche nel turismo abituale. Il primo è la conservazione dei luoghi: l’ecosistema marino è fragile e sensibile al turismo di massa. Il deterioramento della bellezza di alcune aree implica la cessazione delle attività turistiche, molto più in fretta di quanto avviene sulla terra. Il turismo archeologico subacqueo, per esplicare appieno le proprie potenzialità, richiede la presenza di un sistema turistico locale integrato ed efficiente, in cui attori diversi accettino di interagire, a parte la necessità di aree in cui sia già prevista una tutela giuridica del territorio di tipo ambientale. Il secondo è la relazione con la tecnologia: il turismo subacqueo è sì una pratica naturalistica, perché implica un contatto totale con l’ambiente, ma è anche, da subito, una pratica tecnologica, perché necessita di una serie di apparecchiature, di conoscenze e implica un rapporto con l’ambiente, che è sempre mediato dalla tecnica. Il mondo viene visto attraverso una maschera, in un rapporto immediatamente di tipo virtuale – mediato e immersivo – esattamente come quello che può essere stabilito con gli apparati di visualizzazione virtuale. Da qui a pensare pratiche di realtà aumentata il passo è breve.

I tablet con sensori subacquei sono l’ultima frontiera dell’archeologia subacquea

L’ultima frontiera del turismo subacqueo parla di unire ancora più strettamente la pratica di immersione in parchi archeologici e aree naturali con la tecnologia e progettare tour in realtà aumentata che i sub possono seguire direttamente nei siti sommersi, ma anche progettare tour subacquei in realtà aumentata restando sulla terra. Il progetto nasce dalla considerazione che ci sono ancora pochi itinerari o aree archeologiche subacquee attrezzate e fruibili al pubblico, sia in Italia che in campo internazionale. Per la verità molteplici sono i siti archeologici subacquei meta di visita, anche guidata, da parte dei diving club locali, ma si tratta di siti non tutelati e, comunque, privi di alcuna segnaletica ed organizzazione didattica propedeutica alla visita. La richiesta di certificazione al Consiglio d’Europa di un Itinerario Culturale Europeo ha, dunque, l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del turismo archeologico subacqueo per lo sviluppo locale delle tante destinazioni, anche lontane dalle località più note, che richiedono nuove offerte turistiche nel segno della tutela, delle esperienze autentiche e della sostenibilità.

A pochi giorni dalla scoperta del trapezoforo dalle acque di Baia, il Parco archeologico dei Campi Flegrei presenta il video del recupero del prezioso reperto dai fondali del mare

A pochi giorni dall’annuncio da parte del direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, della scoperta, sui fondali di Baia, nell’area del parco archeologico sommerso, di un trapezoforo, un sostegno per tavolo in marmo decorato con testa felina, ecco la pubblicazione del video che mostra il recupero del trapezoforo da parte dei tecnici del Parco archeologico dei Campi Flegrei supportati dalla Capitaneria di Porto – Locamare di Baia e dalla Naumacos Underwater Archaeology (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/06/24/parco-sommerso-di-baia-i-tecnici-del-parco-archeologico-dei-campi-flegrei-hanno-scoperto-un-trapezoforo-un-sostegno-per-tavolo-in-marmo-decorato-con-testa-felina-sara-esposto-al-museo-archeologico/).

Primi rilievi in laboratorio del trapezoforo scoperto nel Parco sommerso di Baia (foto Pa-Fleg)

Il trapezoforo, come aveva subito annunciato il direttore Pagano, “dopo i primi interventi conservativi necessari il reperto sarà mostrato, in anteprima, al pubblico all’interno del Museo archeologico del Castello di Baia per trovare poi una sua collocazione definitiva all’interno nel percorso espositivo”.