Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale ospita il convegno internazionale di studi “Choròi parálleloi. Percorsi sulla danza e lo spettacolo antico: filologia e visioni contemporanee”: occasione per approfondire il ruolo della danza nel mondo antico – tra riti, miti, spettacolo e vita quotidiana – e per metterla in dialogo con le pratiche performative moderne e contemporanee
Il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita, dal 3 al 5 luglio 2025, il convegno internazionale di studi “Choròi parálleloi. Percorsi sulla danza e lo spettacolo antico: filologia e visioni contemporanee”, promosso dall’associazione italiana per la Ricerca sulla Danza (AIRDanza), dal dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II” e dai parchi archeologici di Paestum e Velia. Un’occasione unica per approfondire il ruolo della danza nel mondo antico – tra riti, miti, spettacolo e vita quotidiana – e per metterla in dialogo con le pratiche performative moderne e contemporanee. Nell’ambito del convegno, giovedì 3 luglio 2025, alle 18.15, all’interno del museo di Paestum, lo spettacolo di danza “Il mare che ci unisce”, con le coreografie di Emma Cianchi – ArtGarageDanceCo, chiuderà la prima giornata del convegno con un momento performativo ispirato ai temi dell’incontro e della memoria condivisa. Partecipazione inclusa nel biglietto di ingresso e nell’abbonamento Paestum&Velia. La locuzione Choròi parálleloi riprende il titolo delle Vite parallele di Plutarco (Bìoi pa”rálleloi) per diventare sintesi significante di tutto ciò che il movimento scenico può comprendere (choròs nell’accezione coreutica, musicale, performativa a tutto tondo), in una costruzione non solo relativa alle molteplici diramazioni che le ricerche hanno intrapreso sul versante antico in direzione storica, archeologica, filologica, iconografica, musicale, ma soprattutto in funzione delle strade parallele lungo le quali di norma procedono gli studi classici e quelli delle discipline dello spettacolo: la necessità che queste vie invece si incontrino in un dialogo aperto a tutti gli aspetti della ricerca, percorrendo sentieri talvolta già spianati e/o costruendone altri laddove il processo non sia ancora avviato o necessiti di nuove visioni.
“Nel mondo classico la danza, con i suoi ritmi e movimenti, scandiva momenti cruciali della vita di un individuo e della comunità, dalla nascita alla morte, dal matrimonio alle iniziazioni religiose e sociali, dalla guerra al simposio”, dichiara il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. “Paestum conserva testimonianze importanti della presenza costante della danza nella realtà della polis, tra rilievi scultorei, pitture parietali, doni votivi e corredi funerari. Grazie alla sinergia con l’associazione italiana per la Ricerca sulla Danza e il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”, questo convegno si propone di ricreare quel dinamismo che caratterizzava la danza in antichità e di arricchirlo attraverso il dialogo con molteplici forme ed espressioni della danza moderna e contemporanea. Il progetto coniuga rigore e creatività, con un approccio che sono convinta contribuirà ad aprire nuove strade alla ricerca e alla valorizzazione del nostro patrimonio”.

Metopa con fanciulle a passo di danza nella processione pe la dea Hera dal tempio di Hera sul fiume Sele, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto graziano tavan)
Il convegno ospiterà proposte di lavoro ed esiti delle molteplici linee di ricerca sulla danza dell’antichità classica, tardoantica e medioevale, alla luce delle più recenti acquisizioni filologiche (fonti letterarie e documentarie, esegesi dei testi cristiani) e delle metodologie di indagine, nell’intento di proiettare gli studi storico-filologici su un terreno di dialogo non solo con le discipline dello spettacolo, ma anche della pratica performativa contemporanea, sia essa ricostruttiva o ‘esegetica’ attraverso l’incorporazione di antichi miti. L’indagine sulla danza nel mondo antico e medievale, anche in relazione alle attività internazionali degli ultimi decenni, si appresta a essere ripensata secondo prospettive culturali e ricettive che permettano di cogliere non solo aspetti strettamente legati agli ambiti teorico, storico, artistico, musicale e dei mestieri dello spettacolo, ma anche di relazionare questo passato e la sua evoluzione/dissoluzione nel teatro moderno e contemporaneo, attraverso l’analisi di prodotti che, dal XV secolo in poi, abbiano utilizzato e utilizzino i classici come intertesti e sottotesti, sì da permettere un dialogo tra ambiti di ricerca complementari attraverso le fonti documentarie, letterarie e iconografiche. I relatori, provenienti da diverse realtà internazionali (accademiche, didattiche, artistiche), intesseranno discussioni sui risultati delle più recenti ricerche di tipo archeologico, storico e filologico sulla danza nell’età antica e tardoantica fino alla fine del basso Medioevo nelle fonti librarie e documentarie di natura letteraria, filosofica, musicale, artistica, tecnica, contabile in seno alle rappresentazioni teatrali e non. Non mancheranno studi e riflessioni sulla ricezione del classico nel teatro dell’età moderna e contemporanea come indicatore di cultura occidentale, con particolare attenzione ai coreografi che hanno sviluppato una visione autonoma della ‘classicità’ attraverso la rilettura di miti e storie del patrimonio culturale greco-romano o della cristianità; focus su interpreti e tradizioni di repertori che hanno attraversato i secoli, con la conseguente sedimentazione di stratificazioni che ne hanno modificato (arricchito/stravolto/riscoperto) l’essenza originaria.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 3 LUGLIO 2025. Alle 15.30, apertura dei lavori. Saluti istituzionali Andrea Mazzucchi, direttore dipartimento di Studi umanistici università di Napoli “Federico II”; Alessandro Arcangeli, presidente associazione italiana per la Ricerca sulla Danza (AIRDanza); Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia. SESSIONE I Le forme della danza nello spettacolo del Mediterraneo antico, presiede Maria Venuso. Alle 16, Tiziana D’Angelo (direttore parchi archeologici di Paestum e Velia), Teresa Marino (funzionario archeologo parchi archeologici di Paestum e Velia), Rosaria Sirleto (archeologo ALES parchi archeologici di Paestum e Velia) “Danzare per la dea. Riti e culti nel santuario di Hera sul fiume Sele”; Francesca Maltomini (università di Firenze – Istituto Papirologico “G. Vitelli”, Firenze), Gabriella Messeri (università di Napoli “Federico II”) “L’apporto dei papiri (greci) alla conoscenza della danza antica”; Maria Tommasa Granese (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Salerno e Avellino) “Scene di danze rituali dal santuario di Francavilla Marittima (Cs)”; 17.30, pausa caffè; 17.45, Myriam Pilutti Namer (università Ca’ Foscari di Venezia) “Scolpire la danza nel marmo policromo: la Danzatrice di Perge”; Diana Perego (università Milano Bicocca) “Tespi primo danzatore. Analisi critica di fonti significative”; 20, cena.
PROGRAMMA VENERDÌ 4 LUGLIO 2025. SESSIONE II Corpi in scena: filologia e iconografia per la ricostruzione delle pratiche antiche, presiede Daniela Milo. Alle 10, Laura Gianvittorio-Ungar (università di Vienna) “The Hyperphysical Chorus”; Maria Chiara Scappaticcio (università di Napoli “Federico II”) “Populo saltata poemata (Ov. tr. 2.519). Poesia latina in scena tra Antichità e Tarda Antichità”; Gianluigi Bernardi (università di Padova) “Nonno di Panopoli, ovvero il palpito della danza”; 11.45, pausa caffè; 11.45, Manlio Marinelli (università di Torino) “La pratica del pantomimo nella testimonianza di Nonno di Panopoli”; Audrey Gouy (università di Lille) “Etruscan choròi from iconographical investigations to digital re-enactment”; Letizia Maria Dradi (AIRDanza-Conservatorio di Lugano) “Addomesticare il mito: stratificazioni coreografiche e corrispondenze iconografiche nelle rappresentazioni di Philomèle, Tragédie Lyrique di Louis de La Coste”; 13.30, pausa pranzo. SESSIONE III Stratificazioni ed eredità culturali del classico tra età moderna e contemporanea, presiede Angelo Meriani. Alle 15, Maria Cristina Esposito (AIRDanza) “Onore, destino, morte: lo schema del duello omerico nel Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi. Letture moderne e contemporanee”; Annalisa De Rosa, (Ph.D. università di Salerno, Liceo F. Sbordone, Napoli) “L’honestas della danza alla corte aragonese di Napoli: la pantomima di Luciano di Samosata nella traduzione di Calceopulo”; Lucio Maria Valletta (Ph.D. università di Napoli “Federico II”) “Sguardi molteplici e incroci di cammini: la ‘cultura del canto’ in Grecia antica tra antropologia storica e antropologia teatrale”; 16.30, pausa caffè; 17, Mary Anna Ball (studiosa indipendente) “Balanchine as Translator”; Michel Briand (università di Poitiers) “Queering and/or universalizing references to dance in Classical Antiquity: Paris 2024 Olympics vs. Berlin 1936”; 20 Cena.
PROGRAMMA SABATO 5 LUGLIO 2025. SESSIONE IV La fascinazione del mito in danza tra XIX e XXI secolo, presiede Paologiovanni Maione. Alle 9.30, Marco Argentina (università di Padova-università di Bologna) “Il ‘risveglio’ di Flora, dai Teatri Imperiali russi al Pavlova Ballet”; Vito Lentini (università di Torino) “Sylvia e l’incorporazione del mito nella coreografia d’oltremanica”; Aline Nari (coreografa e studiosa indipendente) “Altri Orfei: il mito di Orfeo nella rilettura dei coreografi contemporanei”; 11, pausa caffè; 11.30, Giulia Taddeo (università di Genova) “Persefone/Proserpina e la danza moderna nell’Italia fascista”; Ornella Di Tondo (AIRDanza) “Arrigo Boito, l’antica Roma e l’orchestica. Le danze e i movimenti scenici nell’incompiuto Nerone (1877- 1915, 1924)”; Riccardo Corcione (NABA Milano – università di Milano) “Amazzoni, dee ed Erinni: estetiche e politiche del femminile nelle riletture coreografiche di Enzo Cosimi”; 13, pausa pranzo; 14.30, Benedetta Colasanti (università di Firenze) “Tra Arcadia e rito collettivo. Virgilio Sieni dalla scena alla comunità”; Carlo Fanelli (università della Calabria) “Profanare il mito, rinnovare il rito. Mistery 11 – MA di Romeo Castellucci al santuario di Demetra e Core di Eleusi (Elefsina)”; Alessandra Sini (accademia nazionale di Danza-CTELA Université Côte d’Azur) “La classicità trasfigurata da Lucia Latour sulle scene di fine Novecento”.
Velia (Sa). All’area archeologica laboratorio “Il mattone a Velia: storie di terre crude e cotte”, nuovo appuntamento con i laboratori ceramici “Kéramos” dei parchi archeologici di Paestum e Velia
Nuovo appuntamento con i laboratori ceramici “Kéramos” ai parchi archeologici di Paestum e Velia. Domenica 29 giugno 2025, alle 11, nell’area archeologica di Velia, il laboratorio “Il mattone a Velia: storie di terre crude e cotte”. Un’edizione speciale, in collaborazione con l’associazione Pandora Artiste Ceramiste, dedicata alla tradizione costruttiva dell’antica città di Elea-Velia: un’occasione per scoprire, attraverso l’esperienza diretta, le tecniche di fabbricazione dei mattoni velini e il loro valore storico e culturale. La partecipazione al laboratorio è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Prenotazione obbligatoria: https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/il-mattone-a-velia-storie-di-terre-crude-e-cotte/
Paestum (Sa). Il parco archeologico è la prima tappa di “Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia”, nuovo programma de LA7 dedicato alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico italiano a bordo dei treni storici

Un momento delle riprese tra le colonne del Tempio di Nettuno a Paestum del programma “Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia” su LA7 (foto pa-paeve)
Domenica 29 giugno 2025, alle 11.45, su LA7 prende il via “Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia”, un nuovo programma dedicato alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico italiano a bordo dei treni storici. La prima tappa del viaggio è Paestum, cuore della Magna Grecia e luogo simbolo del parco archeologico: una terra in cui storia, archeologia e bellezza si incontrano tra templi millenari e paesaggi che raccontano il tempo. Dal tempio di Nettuno a quello di Hera, passando per la storia quotidiana dell’antica Poseidonia, la puntata condurrà lo spettatore tra le architetture doriche meglio conservate del Mediterraneo, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO e punto di riferimento per la ricerca, la tutela e la valorizzazione. In conduzione, la giornalista Stefania Capobianco, con la partecipazione dell’ing. Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione FS Italiane e AD di FS Treni Turistici Italiani. Un invito a viaggiare con lentezza, a riscoprire il legame tra passato e presente, e a lasciarsi guidare dalla bellezza.
Festa della Musica 2025 ai parchi archeologici di Paestum e Velia: due eventi distinti e suggestivi che intrecciano suoni, immagini e racconto. Ecco il programma
Il 21 giugno 2025, i parchi archeologici di Paestum e Velia celebrano la trentunesima edizione della Festa della Musica, organizzata da AIPFM – Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica, con il patrocinio del ministero della Cultura. La sera del solstizio d’estate, grazie al Piano di valorizzazione del MiC, i siti di Paestum e Velia aprono le loro porte in orario serale, offrendo al pubblico due eventi distinti e suggestivi che intrecciano suoni, immagini e racconto. Da una parte, la grande tradizione sinfonica italiana che risuona tra le colonne doriche del Tempio di Nettuno; dall’altra, l’eco del Mediterraneo che a Velia diventa suono, parola, visione.
Due modi diversi, ma complementari, di far dialogare il patrimonio con i linguaggi del contemporaneo. Biglietto serale “Festa della Musica” 15 euro. I concerti sono inclusi nell’abbonamento Paestum&Velia. Appuntamento alle biglietterie dei Parchi. Apertura serale straordinaria dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso e chiusura biglietteria ore 23.15). Da Paestum è disponibile un servizio navetta gratuito: partenza da Paestum a Velia ore 19, rientro da Velia a Paestum ore 23. A Velia una navetta, messa a disposizione gratuitamente dai Parchi, accompagna i visitatori dalla biglietteria all’area del Teatro e un’altra navetta, messa a disposizione dal Comune di Ascea, accompagna i visitatori dalla biglietteria all’area del Teatro.
PAESTUM: LA GRANDE MUSICA SINFONICA TRA LE COLONNE DEL TEMPIO DI NETTUNO. A Paestum, l’appuntamento è alle 21, al Tempio di Nettuno con il primo concerto della rassegna “San Pietro a Majella en plein air”, realizzata in collaborazione con il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, tra le istituzioni musicali più antiche e prestigiose d’Europa. Sul palco, l’Orchestra San Pietro a Majella, diretta da Leonardo Quadrini, con la partecipazione della pianista Floriana Alberico, in un programma che accende i riflettori su alcune gemme dimenticate del repertorio italiano tra Otto e Novecento: Ouverture per orchestra di Alessandro Vessella, pioniere della musica bandistica italiana; Concerto per pianoforte e orchestra di Alfonso Rendano, opera visionaria recentemente riscoperta; Tarantella op. 44 n.6 di Giuseppe Martucci, esempio perfetto di fusione tra folklore e raffinatezza classica; Vesuvius di Franco Alfano, poema sinfonico ispirato all’energia primordiale del vulcano partenopeo.
La rassegna musicale del Conservatorio proseguirà con altri tre appuntamenti, in programma sempre a Paestum: 5 luglio – Big Band del Conservatorio, diretta da Marco Sannini; 19 luglio – Orchestra San Pietro a Majella; 19 agosto – Ensemble di Flauti San Pietro (a Velia).
VELIA: “IL MEDITERRANEO E OLTRE. VIAGGI DI SUONI E DI PERSONE”. A Velia, la Festa della Musica diventa un viaggio culturale e sensoriale. Alle 20.30, il Teatro sull’Acropoli ospita un evento che intreccia arte e attualità, con uno sguardo aperto su storie, migrazioni e confini. A pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Rifugiato, l’appuntamento si carica di significato, trasformando la musica e il cinema in veicoli di riflessione e racconto.
La serata si apre con la proiezione del cortometraggio “Elea – La Rinascita”, un progetto cinematografico, che reinterpreta la narrazione della fondazione della città di Elea, tramandata da Erodoto e approfondisce le scoperte ancora in corso dello scavo archeologico e della mostra “Elea – La Rinascita”, per riflettere su temi quanto mai attuali: migrazione, conflitti e rinascita. Nato da un’idea di Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi, con la regia di Luigi Marmo e la sceneggiatura di Luca Apolito, il corto è realizzato in collaborazione con il Giffoni Film Festival e co-finanziato dalla Regione Campania. Segue un dialogo pubblico che intreccia le suggestioni del film a testimonianze in diretta da alcuni luoghi, epicentri delle tensioni nel Mediterraneo.
Gran finale con il concerto “Oltre i Confini del Suono” a cura del Quartetto Mediterraneo con Antonio Onorato – chitarre; Rosario Jermano – percussioni; Dario Deidda – basso e contrabbasso; Vincenzo Bavuso – synth e piano. Un live coinvolgente che fonde jazz, world music e sonorità ancestrali, trasformando la musica in un racconto collettivo, capace di superare confini e costruire ponti.
Velia (Sa). “Dai gelsi al digitale: Velia tra natura e innovazione”: un’intera giornata dedicata alla riscoperta del gelso, albero simbolo della tradizione agricola del Cilento. Omaggio ai gelsi del Cilento e presentazione della nuova App digitale del parco archeologico di Velia
L’appuntamento è alle 10 di venerdì 6 giugno 2025 alla biglietteria dell’area archeologica di Velia (Sa) per l’iniziativa “Dai gelsi al digitale: Velia tra natura e innovazione”, promossa dai parchi archeologici di Paestum e Velia, quando verranno presentate le diverse anime del sito in un evento che unisce natura e digitale. Velia non perde occasione per svelarsi e raccontare al pubblico i suoi mille volti: sito archeologico millenario, area naturalistica e patrimonio vegetale di eccezionale valore, fucina di sperimentazione per la valorizzazione e per le nuove tecnologie. Dopo la produzione di Oulios, l’olio extravergine del parco archeologico di Velia, prodotto dagli ulivi del sito attraverso una stretta collaborazione con importanti realtà agricole del territorio, la raccolta delle melagrane, dell’asparago e del finocchietto selvatico, un’intera giornata dedicata alla riscoperta del gelso, albero simbolo della tradizione agricola del Cilento. Un’occasione per vivere Velia in tutte le sue sfaccettature: dal respiro antico della sua natura al racconto digitale della sua storia millenaria. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.
L’evento è l’occasione per raccontare il ruolo del gelso nella tradizione contadina, del suo impiego nel ciclo della seta e dell’uso dei frutti nella cucina popolare. La giornata prevede un’attività di raccolta dei gelsi, una visita tematica alla scoperta degli alberi dell’area archeologica, un laboratorio creativo di pittura per ragazzi e la degustazione di piatti tipici realizzati con i frutti raccolti: alle 10.30, “Gli alberi guardiani di Velia”, visita tematica sui grandi alberi di Velia a cura dell’agronomo Luigi Vicinanza; alle 11.30, “Toni di gelso”, laboratorio creativo di pittura per ragazzi; alle 13, “Gelsi e altri gusti”, degustazione di prodotti a base di gelsi.
Accanto a questo omaggio alla tradizione agricola, il 6 giugno 2025 (presentazione alle 11.30) segna anche il debutto della nuova App digitale del parco archeologico di Velia, che rappresenta un importante passo avanti nel progetto di valorizzazione tecnologica avviato dal Parco e che già vede attiva l’applicazione dedicata al sito di Paestum. Pensata per offrire un’esperienza di visita ancora più coinvolgente e personalizzata, l’app propone un sistema di narrazione geolocalizzata che accompagna i visitatori lungo il percorso, ricostruendo la storia di Velia attraverso le sue diverse fasi. Scaricabile gratuitamente e disponibile per Android e iOS, con la geolocalizzazione attiva è possibile esplorare il sito archeologico in autonomia, scegliendo tra 7 percorsi tematici accuratamente studiati: 3 principali, Velia degli Individui, Velia delle Comunità e Velia delle Risorse e 4 secondari dedicati alle Fortificazioni, alle Tradizioni, alle Tecniche e alla Gestione Idrica. L’app offre inoltre due itinerari guidati per visitare Velia in 60 o 90 minuti e contiene contenuti esclusivi con video in 360°, ricostruzioni 3D, immagini ad alta risoluzione, audio-guide, testi descrittivi dettagliati e una sezione dedicata alla gamification per vivere un momento educativo ancora più divertente e interattiva. Particolare attenzione è riservata all’accessibilità: i contenuti sono disponibili in sei lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo e cinese) e in Lingua Italiana dei Segni (LIS), per garantire un’esperienza inclusiva, aperta a tutti e ricca di approfondimenti storici.
Chiude alle 14, “Nuovi ritrovamenti”, visita allo scavo sull’acropoli di Velia.
#domenicalmuseo e Festa della Repubblica: per il ponte di inizio giugno Pompei resta al primo posto (35mila ingressi complessivi) seguita da Pantheon (31.838 ingressi) e Colosseo (23.134 ingressi (ma solo mezza giornata il 2 giugno)
Sono stati circa 480mila gli ingressi in questa due giorni di aperture gratuite in occasione della #domenicalmuseo di giugno (255mila ingressi), l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese e dell’apertura straordinaria del 2 giugno 2025, festa della Repubblica (225mila ingressi). L’area archeologica di Pompei con 35.040 ingressi (20.000+15.040) si conferma sul primo gradino della classifica assoluta, seguita dal Pantheon con 31.838 ingressi (15.000+16.838) e dal Colosseo con 23.134 ingressi (15.835+7.299: ma il 2 giugno l’apertura è stata solo pomeridiana, dopo la sfilata per la festa della Repubblica).
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 35.040 (20.000+15.040); Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 31.838 (15.000+16.838); Colosseo. Anfiteatro Flavio 23.134 (15.835+7.299); Foro Romano e Palatino 16.365 (12.433+3.932); museo e area archeologica di Paestum 8.417 (5.847+2.570); museo Archeologico nazionale di Napoli 7.468 (4.468+3.000); parco archeologico di Ercolano 6.380 (3.722+2.658); Villa Adriana 6.130 (3.571+ 2.559); museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.604 (2.365+1.239); Terme di Caracalla 3.600 (2.051+1.549); Palazzo Altemps 2.674 (1.954+720); museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.611 (1.441+1.170); area archeologica di Ostia antica 2.580 (2.580+0); Terme di Diocleziano 2.405 (1.583+822); necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 2.320 (1.756+564); Palazzo Massimo 1.979 (1.288+691); parchi archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto 1.944 (964+980); museo Archeologico di Venezia 1.935 (1.935+0); museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403 (826+577); necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.332 (989+343); Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.304 (626+678); museo Archeologico nazionale di Ravenna 1.188 (1.188+0); museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.165 (860+305); museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 1.068 (1.068+0); Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.039 (609+430).
Paestum. Nel giorno dell’anniversario della scoperta della Tomba del Tuffatore (3 giugno 1968) esposti nella sala del museo Archeologico nazionale i piccoli oggetti – conservati nei depositi – trovati in tre tombe, nello stesso giorno e a poca distanza

Dettaglio della lastra superiore della Tomba del Tuffatore, conservata al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto graziano tavan)

Tiziana D’Angelo, nella sala della Tomba del Tuffatore, davanti agli oggetti da altre tre tombe scoperte nello stesso giorno (frame del video pa-paeve)
Il 3 giugno è una data importante per la storia dell’archeologia del Mediterraneo. Proprio in questo giorno, nel 1968, l’archeologo – e allora sovrintendente – Mario Napoli, scoprì nella necropoli di Tempa del Prete la “Tomba del Tuffatore”, straordinaria testimonianza pittorica di età classica, icona del museo Archeologico nazionale di Paestum. In un breve video il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, ripercorre quei momenti e i reperti che ne sono emersi, per ricordare che l’archeologia non è fatta solo di “grandi scoperte”, ma anche di piccoli ritrovamenti e che ogni frammento ha una storia da raccontare.

Stamnos proveniete da una delle tre tombe scoperte a Paestum nello stesso giorno della Tomba del Tuffatore, a poca distanza (frame del video pa-paeve)
“Non tutti sanno che quel giorno a pochi metri di distanza – ricorda D’Angelo -, vennero alla luce anche altre tre tombe, con piccoli oggetti sicuramente meno noti, ma altrettanto preziosi. Abbiamo recuperato dai depositi i loro corredi. Una di queste era la sepoltura di una donna vissuta nel IV sec. a.C. Tra gli oggetti che sono stati deposti al suo fianco c’è uno stamnos, un contenitore per liquidi, a figure rosse, e un piccolo peso da telaio in terracotta. L’archeologia è fatta di grandi e piccole storie di tutti i giorni, ognuna delle quali merita di essere raccontata”.
#domenicalmuseo e Festa della Repubblica ai parchi archeologici di Paestum e Velia con ingresso gratuito: ecco il programma e i servizi
Domenica 1° giugno 2025 torna l’appuntamento con la prima domenica del mese: un invito speciale a visitare gratuitamente i parchi archeologici di Paestum e Velia, luoghi straordinari dove ogni angolo racconta una storia.
A PAESTUM. Visite ai depositi del Museo, ore 10, 12, 15, 17, con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”: un’occasione unica per accedere a luoghi solitamente non visitabili e ascoltare racconti inediti legati ai tesori nascosti del Parco. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828 811023 o via mail: pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
A VELIA. Passeggiata sul Crinale degli Dei, ore 10. Un percorso archeo-paesaggistico che si snoda tra le terrazze sacre di Velia, l’Acropoli e l’entroterra. Un itinerario tra natura e storia, con scorci suggestivi sul paesaggio cilentano.
NAVETTA GRATUITA. Paestum e Velia on the road. Partenza da Paestum ore 16, ritorno da Velia ore 19.
Un servizio gratuito per scoprire entrambe le aree archeologiche in un solo giorno. Il ticket navetta va ritirato in biglietteria.
ACCESSIBILITÀ. Zoom Uphill. A disposizione dei visitatori con difficoltà motorie lo Zoom Uphill, veicolo elettrico off-road con quattro ruote motrici. Servizio su prenotazione obbligatoria. Per maggiori info clicca qui.
FESTA DELLA REPUBBLICA. Il programma della #domenicalmuseo 1° giugno 2025 viene riproposto anche lunedì 2 giugno 2025, in occasione della Festa della Repubblica, con ingresso gratuito.
Mercogliano (Av). Alla biblioteca nazionale del Palazzo Abbaziale del Loreto aperta la mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” a cura di Carla Maurano: esposti 65 reperti di età greco-romana, provenienti in gran parte dai depositi di Paestum e Velia, alcuni visibili al pubblico per la prima volta, testi antichi, pergamene, fogli di erbario e opere d’arte contemporanea

Il taglio del nastro della mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza”: al centro l’abate Riccardo Luca Guariglia, la curatrice Carla Maurano e il direttore dei parchi di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo (foto biblioteca montevergine)
Dal 24 maggio al 30 novembre 2025 alla biblioteca nazionale del Palazzo Abbaziale del Loreto a Mercogliano (Av), la mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza”, a cura di Carla Maurano, fortemente voluta ed organizzata dall’abate ordinario di Montevergine Riccardo Luca Guariglia e dalla biblioteca nazionale di Montevergine, che si sviluppa come un percorso integrato che attraversa secoli di storia per indagare il rapporto tra scienza, religione e cura dell’essere umano. Grazie alla preziosa collaborazione con i parchi archeologici di Paestum e Velia, il museo civico Palazzo dei Consoli di Gubbio, l’abbazia benedettina di Cava de’ Tirreni, e con immagini provenienti dall’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale (Palermo), l’esposizione presenta al pubblico reperti archeologici inediti, testi antichi, pergamene, fogli di erbario e opere d’arte contemporanea, molti dei quali esposti per la prima volta. Sono esposti 65 reperti di età greco-romana, provenienti in gran parte dai depositi di Paestum e Velia, alcuni visibili al pubblico per la prima volta, attraverso i quali si vuole raccontare il complesso sistema della guarigione nel mondo classico e l’impegno assunto dalle città per prendersi cura dei propri abitanti.

Allestimento della mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” a cura di Carla Maurano (foto proloco mercogliano)
“È una mostra di eccezionale importanza, che affronta con un approccio integrato temi diversi e mette al centro la relazione tra scienza e religione nel tempo e nello spazio”, dichiara l’Abate Riccardo Luca Guariglia, sottolineando il ruolo che il monachesimo ha avuto nella storia della Cura, intesa come medicina, supporto psicologico, forza della mente e dello spirito. “Grazie alla disponibilità della direttrice dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia, la dottoressa Tiziana D’Angelo, la mostra presenta per la prima volta reperti legati al culto di Asclepio, testi rari, vasi da farmacia e documenti di grande valore scientifico e storico”.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, illustra i reperti esposti alla mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” (foto annibale discepolo)
“Questa mostra affronta tematiche estremamente complesse e attuali legate alla salute pubblica, sia fisica sia mentale, attraverso periodi storici e contesti culturali differenti”, dichiara il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Siamo entusiasti e grati all’Abate Riccardo Luca Guariglia per averci coinvolto nella realizzazione di un progetto così importante, che ci ha consentito di esplorare e raccontare la città antica come spazio della cura. A Paestum e Velia non è solo la medicina, ma anche la filosofia e la religione a contribuire al benessere della comunità. Nella ceramografia, nella pittura parietale e nei doni votivi si ricostruisce una ricca tradizione medica che ha caratterizzato entrambi i siti, ma soprattutto si scoprono storie individuali e collettive di sofferenza, guarigione, resilienza e speranza”.

Un cratere da Paestum esposto alla mostra “Pharmakon: monaci eredi di cura e bellezza” (foto pa-paeve)
Tra i partner dell’esposizione anche il Comune di Gubbio, che ha contribuito con alcuni prestiti dal museo civico e con un percorso formativo elaborato insieme all’ISS Cassata Gattapone, alla biblioteca comunale Sperelliana e con la consulenza del dott. Giuseppe Marino Nardelli. “Le antiche pergamene, le cinquecentine, i fogli di erbario, trovano oggi posto in una mostra dove rivivono all’interno di un contesto che li inserisce in modo intelligente nella storia della Cura”, afferma don Carmine Allegretti, responsabile delle Biblioteche di Montevergine e Cava de’ Tirreni, tra gli organizzatori e anche ospite dell’esibizione. La curatela della mostra è affidata all’architetto Carla Maurano, che propone una lettura olistica e interdisciplinare del patrimonio legato alla cura e alla spiritualità, in linea con le più recenti raccomandazioni internazionali (UNESCO, ICOMOS) sulla valorizzazione del patrimonio culturale. “È la narrazione di come Scienza e Religione si incontrino nel nome della fragilità umana”, afferma Maurano, “un racconto che attraversa il passato e si proietta verso il futuro, in cui la Cura dell’uomo e quella del pianeta diventano un tutt’uno”.



































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