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Roma-Eur. Al Muciv la mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)” a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, e il convegno scientifico internazionale “150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore”. Ecco il programma.

Centocinquant’anni fa, nel 1876, inaugurava a Roma il museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà, che dal 2016 ne è l’erede, torna a quel momento fondativo non solo per celebrarne l’origine, ma per condividere con il pubblico le prospettive aperte dalla storia stratificata dell’istituzione: una vicenda che intreccia la storia culturale dell’Italia, le relazioni internazionali e l’evoluzione disciplinare, etica e formativa dei musei. Giovedì 19 marzo 2026, alle 19, al Muciv di Roma-EUR, inaugurazione della mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)” a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, in collaborazione con le funzionarie e i funzionari del museo e con la supervisione generale di Andrea Viliani. Dal 20 marzo al 28 giugno 2026, la mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)”, a ingresso libero, proporrà quindi un doppio itinerario: da un lato la ricostruzione del museo del 1876 e del progetto museografico pigoriniano; dall’altro la presentazione del museo di oggi, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni dedicate ai processi di aggiornamento, all’incremento dell’accessibilità fisica e cognitiva e alle pratiche di compartecipazione attivate dentro e fuori il museo. Attraverso documenti, reperti, arredi e dispositivi espositivi d’epoca, il percorso espositivo ricostruisce la genesi in Italia dell’archeologia preistorica e dell’etnografia, ripercorrendo le trasformazioni che hanno condotto all’attuale configurazione e missione del museo.

Ritratto di Luigi Pigorini ormai anziano (foto unipd)

La mostra è accompagnata da un convegno scientifico internazionale “150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore”, dal 19 al 21 marzo 2026, che vuole celebrare il primo secolo e mezzo dell’istituzione non come semplice ricorrenza, ma come occasione di riflessione critica. Ricordare il ruolo fondativo di Luigi Pigorini significa così guardare al passato per comprendere il presente e assumere, con responsabilità, il compito di connettere le proprie origini storiche alle prospettive in divenire. Un museo nato nel XIX secolo si configura oggi come un’istituzione che agisce nel presente e si proietta verso il futuro, con le sue molteplici storie ancora in corso.

Il museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

PROGRAMMA: I SESSIONE Luigi Pigorini e il suo tempo (1860-1925) – Giovedì 19 marzo 2026. Alle 14.30, saluti istituzionali; 15, relazioni introduttive: Massimo Tarantini, Michele Cupitò, Claudio Mancuso; 15.30, Angela Mutti, Maria Grazia Rossi, “Corso libero di paleoetnologia per servire ai profani. Luigi Pigorini e la divulgazione della novella scienza”; 15.45, Massimo Cultraro, “Vorrei servire il Regno d’Italia: Heinrich Schliemann e Luigi Pigorini”; 16, Maria Gloria Roselli, “Polemiche fiorentine dopo la fondazione del Museo Preistorico Etnografico a Roma”; 16.15, Coffee break; 16.30, Roberto Macellari, Giada Pellegrini, “Gaetano Chierici e Luigi Pigorini. Un difficile equilibrio nella dialettica degli scambi. Il contributo del Museo di Reggio Emilia alla formazione del Museo Preistorico Etnografico di Roma”; 16.45, Nicoletta Martinelli, Massimo Saracino, Alberta Facchi, “Lontano da Roma l’Esposizione Preistorica Veronese del 1876 e la costruzione della cultura scientifica nella provincia post-unitaria”; 17, Elisabetta Mangani, Filippo Comisi, “I materiali del Museo Kircheriano conservati nel museo fondato da Luigi Pigorini”; 17.15, Anna Depalmas, Noemi Fadda, “Luigi Pigorini e la Sardegna. Scoperte, ipotesi archeologiche e politiche culturali”; 17.30, discussione; 18.30, inaugurazione della mostra “Origine e Prospettive. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876-2026)”.

Il museo Preistorico ed Etnografico ospitato al Collegio Romano (foto archivio muciv)

Venerdì 20 marzo 2026. Alla 9.30, Sara Faralli, Andrea Gaucci, Silvia Paltineri, “La politica archeologica nell’Italia post-unitaria alla luce del carteggio tra Luigi Pigorini e Gian Francesco Gamurrini”; 9.45, Fabiana Dimpflmeier, Myriam Pilutti Namer, “Luigi Pigorini, Giacomo Boni e Lamberto Loria. L’impatto del modello dell’archeologia preistorica sull’etnografia italiana”; 10, Pierfrancesco Fedi, “Dalla Cina e dal Giappone: le variegate modalità di acquisizione dei pezzi cinesi e giapponesi del Museo Nazionale Preistorico Etnografico sotto la direzione di Luigi Pigorini”; 10.15, Massimo Casagrande, “Luigi Pigorini, i Taramelli e la Sardegna: mezzo secolo di collaborazioni”; 10.30, Mario Mineo, “La “Capanna Pigorini” e la problematica dei falsi nella costruzione dell’identità nazionale”; 10.45, Gloria Manenti, Marco Foravalle, “La Real Casa nelle collezioni del Museo di Pigorini. Legami e scambi di collezioni extra-europee (1878-1919)”; 11, Stefania Quilici Gigli, “Luigi Pigorini e il valore culturale del progetto di scavo a Norba”; 11.15, Coffee break; 11.30, Paola Poli, Elena Rodriguez, Alessandra Serges, “Una collezione da Verucchio nel Museo preistorico etnografico di Roma”; 11.45, Francesco Rubat Borel, “Un atlante del Bullettino di Paletnologia Italiana degli anni di Luigi Pigorini”; 12, Paolo Boccuccia, Francesca Candilio, Myriam Pierri, “Carissimo amico… i contatti internazionali di Luigi Pigorini attraverso i libri della sua biblioteca”; 12.15, Francesco di Gennaro, “Le antichità di Tolfa e Allumiere nella visione di G.A. Colini”; 12.30, discussione; 13, Pausa pranzo.

Il museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini” all’Eur di Roma (foto mibac)

II SESSIONE L’eredità di Pigorini dalla crisi alla rinascita (1925-1992). Alle 14.15, relazioni introduttive: Alessandro Guidi, Vito Lattanzi; 14.45, Stefano Pintor, Vincenza Scala, “Dalla gestione museale al recupero delle Navi di Nemi. L’attività scientifica di Ugo Antonielli”; 15, Myriam Pierri, Alessandro Quercia, Francesco Rubat Borel, “Il museo pigoriniano dal 1934 al 1954 tra regime, guerra, dopoguerra. Gli anni di Pietro Barocelli”; 15.15, Antonella Romani, “La tardiva ricezione della Preistoria nella manualistica scolastica. Una revisione critica dei programmi ministeriali e di un campione significativo di libri di testo dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra”; 15.30, Giulia Pessina, Francesca Manuela Anzelmo, Beatrice Falcucci, Silvia Florindi, Myriam Pierri, “La spedizione archeologica italiana in Perù (1959-1962) negli archivi del MUCIV-Museo delle Civiltà e dell’IIPP”; 15.45 Coffee break; 16, Anna De Santis, “Il Museo Nazionale Preistorico-Etnografico “Luigi Pigorini” e le ricerche di protostoria. La necropoli di Osteria dell’Osa”; 16.15, Giulia Recchia, Alberto Cazzella, “Salvatore Maria Puglisi e l’eredità di Luigi Pigorini nel secondo dopoguerra”; 16.30, Elisa Dalla Longa, Alberta Arena, Irene Baroni, Paolo Boccuccia, Diana Dobreva, Ivan Drnić, Michele Pacioni, “Collezioni museali, archivi e storia delle ricerche. I materiali Radmilli dalla Grotta del Gambero (Isola di Lastovo, Dalmazia) tra il MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma e il MNU di Padova”; 16.45, Claudio Giardino, “Analisi archeometallurgiche su reperti del Museo Nazionale Preistorico-Etnografico Luigi Pigorini”; 16.45, discussione.

Preistoria, storia dell’antropocene: il nuovo allestimento al Muciv – Palazzo delle scienze (foto giorgio benni)

III SESSIONE Dalla Soprintendenza Speciale al MUCIV-Museo delle Civiltà: musei, saperi disciplinari e politiche della cultura – Sabato 21 marzo 2026. Alle 9, relazioni introduttive: Andrea Cardarelli, Berardino Palumbo, Andrea Viliani; 9.45, Leandro Ventura, Francesco Rubat Borel, “2015-2017, dal Polo Museale al MUCIV-Museo delle Civiltà. Travagli e resilienza di un museo in una età di riforme”; 10, Giulia Cervi, Serena Francone, Alessandra Montedoro, Laura Tocci, “Tra passato e presente. La conservazione del materiale polimaterico dal Regio Museo Preistorico Etnografico al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 10.15, Michela Grimaldi, Myriam Pierri, Antonio Borrani, “Il metodo scientifico per Luigi Pigorini e la sua eredità nel MUCIV-Museo delle Civiltà”; 10.30, Rosa Anna Di Lella, “Rifondare un museo, riallestire una collezione. Per una storia critica del ri-allestimento del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini dagli Anni Sessanta a oggi”; 10.45, Coffee break; 11, Davide Domenici, “Storie di cose. La cultura materiale come terreno di dialogo interdisciplinare al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 11.15, Francesca Alhaique, Luca Bondioli, Antonio Tagliacozzo, Alessandra Sperduti, “Il Servizio di Bioarcheologia. Esperienze di laboratorio condiviso al MUCIV- Museo delle Civiltà”; 11.30, Lucia Borrelli, “Valorizzazione e reinterpretazione delle storiche collezioni del Museo di Antropologia dell’Università di Napoli Federico II”; 11.45, Francesca Manuela Anzelmo, “Archivi fotografici e diritto alla memoria. Rilettura storica e pratiche collaborative su alcune fotografie del Fondo Giglioli presso il MUCIV-Museo delle Civiltà”; 12, Gaia Delpino, Amarachi Cynthia Aniagu, Paolo Ricci, Ferdinando Spanò, Adriana Firrincieli, Alessandra Sperduti, “Restituire voci agli oggetti. Un olifante dell’antico regno di Dahomey come caso di studio multidisciplinare”; 12.15, Elisa Dalla Longa, Katalin Jankovits, Paolo Boccuccia, Myriam Pierri, Daniele Rossetti, Francesca Alhaique, “Luigi Pigorini e i reperti pre-protostorici da Ungheria, Serbia e Slovacchia al MUCIV-Museo delle Civiltà. Uno studio di archeologia interdisciplinare, storia degli studi e biografia delle collezioni”; 12.30, Camilla Fratini, Giulia Cantisani, Valeria Bellomia, “Tra archeologia ed etnografia. Nuove acquisizioni e pratiche collaborative per il riallestimento della collezione mesoamericana del MUCIV-Museo delle Civiltà”; 12.45 Pausa pranzo; 14, Laura Giuliano, “L’Asia a Roma. Fusione, dialogo e trasformazione delle collezioni orientali riunite al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 14.15, Fabiola Tambone, “Dal collezionismo privato al patrimonio pubblico. La collezione africana di Eugène Berman al museo pigoriniano”; 14.30, Ludovica Piazzi, Sara Visco, “Felice chi gli tocca. La rappresentazione del corpo femminile nelle insegne dei cocomerai delle collezioni di Arti e Tradizioni Popolari del MUCIV-Museo delle Civiltà. Problematiche e prospettive di allestimento”; 14.45, Chiara Cecalupo, “La collezione archeologica e etnografica del Museo della catacomba di Sant’Agata (Malta)”; 15, Marco Izzolino, “Verso un “museo liquido”. L’apporto del visitatore estraneo al contesto territoriale nella conoscenza, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale”; 15.15, Matteo Lucchetti, “Metodologia contemporanea per le collezioni nazionali del MUCIV-Museo delle Civiltà. Nuovi linguaggi e prospettive per riscrivere storie e creare nuove relazioni”; 15.30, Coffee break; 15.45, Cinzia Lamolinara, “Rendere visibile l’invisibile. Depositi museali etnografici e pratiche etiche di custodia condivisa 16.00 Emanuela Rossi – Indigenità contemporanea e patrimonio culturale. Il caso canadese 16.15 Alessandro Lupo – Le comunità indigene messicane e i musei. Luci e ombre di un secolare rapporto 16.30 Alessandra Sperduti, Luca Bondioli, Giusy Capasso, Claudio Cavazzuti, Viola Cecconi, Carmen Esposito, Luciano Fattore, Ivana Fiore, Melania Gigante, Eveline Guidi, Naomi Imposimato, Federica Iovino, Jessica Melchiorre, Alessia Nava, Serena Vaccaro, Francesca Alhaique – “Quel popolo ebbe il costume di bruciare i propri morti” (L. Pigorini). Conservare, analizzare e valorizzare le sepolture a cremazione al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 16.45, Eleonora D’agostino, “Folklore “non conforme” e collezionismo in Italia oggi”; 17, Francesca Coletti, Alessandro Ciccola, Ilaria Serafini, Michela Grimaldi, “Dalla vocazione di Luigi Pigorini al futuro della ricerca museale. Indagini archeometriche sui tessuti copti del MUCIV-Museo delle Civiltà”; 17.15, discussione.

 

Roma-Eur. Il museo delle Civiltà ricorda Filippo Maria Gambari a un anno dalla sua scomparsa presentando il libro “Riscopriamo Angera. La collezione Pigorini Violini Ceruti”: evento esclusivamente on-line in diretta streaming

roma_muciv_libro-Riscopriamo-Angera_copertinaA un anno dalla scomparsa del direttore, Filippo Maria Gambari, Il museo delle Civiltà di Roma-Eur vuole ricordarlo presentando il volume “Riscopriamo Angera. La collezione Pigorini Violini Ceruti”: evento esclusivamente online venerdì 19 novembre 2021, alle 17, in diretta Streaming https://youtu.be/JLyPxjYVlSk. Il volume è dedicato alla collezione archeologica donata al Comune di Angera da Ugo Violini e Maria Grazia Ceruti nel 2017. Il patrimonio di famiglia, ora a disposizione della Comunità, comprende reperti archeologici, angeresi e non solo, appartenuti al celebre archeologo Luigi Pigorini, avo del donatore. A questi manufatti, che costituiscono il primo nucleo di beni archeologici di proprietà del Comune di Angera (VA), si aggiungono alcune lettere autografe di Luigi Pigorini, sconosciute ed edite per la prima volta in questo volume, pubblicate – tra i suoi ultimi contributi al campo degli studi – da Filippo Maria Gambari.

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Filippo Maria Gambari, direttore del Museo delle Civiltà di Roma-Eur, morto il 19 novembre 2020 (foto Muciv)

Filippo Maria Gambari, dalla primavera del 2017 è stato direttore del museo delle Civiltà, assicurando la complessa e ambiziosa creazione del museo autonomo dall’unione di quattro importanti musei: il Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, Arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”, Arte orientale “Giuseppe Tucci”, Alto Medioevo “Alessandra Vaccaro” ai quali si è in seguito aggiunto l’Italo Africano, intitolato a “Ilaria Alpi”. Nella concretizzazione di questo museo si è speso fino all’ultimo sempre con sincero e quotidiano entusiasmo e con grande professionalità e fiducia nei suoi collaboratori, nella convinzione che la sua missione fosse quella di rendere possibile quello che per molti è ritenuta solo un’utopia: un museo che metta al centro l’uomo e la sua forza civilizzatrice.

Alcuni reperti della collezione Pigorini-Violini-Ceruti nel museo civico Archeologico di Angera (Va) (foto civici musei di angera)
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Filippo Maria Gambari al museo civico Archeologico di Angera (Va) (foto civici musei angera)

Programma. Saluti istituzionali di Loretta Paderni, funzionario delegato dalla direzione generale Musei alla direzione del museo delle Civiltà; e di Alessandro Paladini Molgora, sindaco di Angera. Interventi: Barbara Grassi, funzionario archeologo SABAP CO-LC, su “Filippo M. Gambari, Soprintendente in Lombardia”; Cristina Miedico, MUDEC – museo delle Culture (Milano), su “Filippo M. Gambari ad Angera, tra culti, menù, itinerari e donazioni”; Anna Bernardoni, civico museo Archeologico di Angera (VA), su “L’allestimento della Collezione Pigorini Violini Ceruti, tra ricerca, accoglienza e partecipazione”; Mario Mineo, funzionario archeologo, museo delle Civiltà, su “Quattro lettere inedite di Luigi Pigorini”; Paolo Boccuccia, funzionario archeologo, museo delle Civiltà, su “Un convegno per ricordare Filippo M. Gambari”; Gaspare Baggieri, funzionario demoetnoantropologo, museo delle Civiltà, su “Noi del MuCiv a Dakar- un video girato in presa diretta: Filippo Maria Gambari a gennaio del 2020 firma l’accordo di collaborazione col Musée des Civilisations Noires à Dakar”.

Giornate europee dell’Archeologia. Al museo delle Civiltà a Roma-Eur si presenta live il numero 100 del BPI – Bullettino di Paletnologia Italiana in tre tomi con gli Atti del Convegno di Studi dedicato al bicentenario della nascita di Gaetano Chierici tenutosi a Reggio Emilia (19-21 settembre 2019). E sui canali social interventi sull’archeologia in Iran, Siria, India, Yemen, Tajikistan

Le copertine dei tre tomi del numero 100 del Bullettino di Paletnologia con gli Atti del convegno per il bicentenario di Gaetano Chierici (foto muciv)
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La locandina che promuove le iniziative per il bicentenario della nascita di Gaetano Chierici

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia il museo delle Civiltà a Roma-Eur presenta al pubblico le attività del mondo archeologico delle diverse sezioni del MuCiv. Venerdì 18 giugno 2021, alle 11, viene presentato il numero 100 del BPI – Bullettino di Paletnologia Italiana, prestigiosa rivista dedicata agli studi di preistoria ed etnografia fondata nel 1875 da Gaetano Chierici, Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel. Nei tre tomi, a cura di Mauro Cremaschi, Roberto Macellari e Giuseppe Adriano Rossi, sono raccolti gli Atti del Convegno di Studi dedicato al bicentenario della nascita di Gaetano Chierici tenutosi a Reggio Emilia (19-21 settembre 2019). Numerosi studiosi hanno contribuito ad approfondire la complessa figura di Gaetano Chierici (1819-1886), “scienziato” che ha tracciato il solco per la successiva ricerca preistorica in Italia, inserito a pieno titolo nel dibattito culturale del suo tempo. Studioso dalla mente aperta, convinto della correttezza di un approccio multidisciplinare, Gaetano Chierici può e deve ancora ispirarci; i suoi studi non lo separarono mai dall’impegno civile e politico, era insegnante, sacerdote e convinto sostenitore della nascita del nuovo stato. Evento in diretta sul canale YouTube https://youtu.be/Y9u-QEbJVzE. Interverranno: Maria Antonietta Fugazzola Delpino (già direttrice del Bullettino di Paletnologia Italiana), Roberto Macellari (coordinatore del Comitato Scientifico del Convegno), Giuseppe Adriano Rossi (coordinatore del Comitato Promotore delle Celebrazioni, presidente della Deputazione Reggiana), Monica Miari (presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria), Paolo Boccuccia (coordinatore della redazione tecnico-scientifica della rivista).

Vaso in terracotta dipinto: esempio di arte iranica dell’Età del Bronzo (foto muciv)

‍Social e web. Sul canale YouTube del Muciv, disponibili dalle 9 del 18 giugno 2021: Paola D’Amore su “Scavi italiani a Tell Afis/Hazrek (Siria settentrionale)” (https://youtu.be/QGEyd-x8Ix4); Michael Jung su “L’architettura islamica dello Yemen: gli studi della Missione Archeologica Italiana 1983-1989 e il nuovo progetto di ricerca” (https://youtu.be/UcLSST1_MMU); Paola Piacentini su “Arte iranica dall’Età del Bronzo ai Sasanidi” (https://youtu.be/zxSBve7NnRU).

Architettura rupestre brahmanica dell’India occidentale (foto muciv)

Nella sezione “Ultime dal Muvic” (https://museocivilta.beniculturali.it/category/ultime-dal-muciv/) disponibili dalle 9 del 18 giugno 2021: “Pitture murali della grotta 17 di Ajanta” di Laura Giuliano; “Architettura rupestre brahmanica dell’India occidentale” di Laura Giuliano; “Il progetto di ricerca archeologica in Tajikistan” di Giovanni Lombardo; “Shahr-i Sokhta, la città bruciata” di Giovanna Lombardo.

“…nel sotterraneo Mondo. La frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia”: a Brisighella raccolti in un volume gli atti del convegno di ottobre

Archeologi e speleologi fianco a fianco nelle grotte dell’Emilia-Romagna

“…nel sotterraneo Mondo”: atti del convegno di Brisighella del 2017

Geologi, archeologi, antropologi, speleologi, archeozoologi e archeobotanici si sono confrontati a tutto campo a Brisighella sulla frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna: il fascino emanato dal mondo incontaminato e in apparente equilibrio delle grotte trova nuovi spunti di interesse dalla frequentazione speleologica e dalla conoscenza delle testimonianze archeologiche che nelle varie epoche le società umane hanno lasciato all’interno di tali luoghi. Due giorni di convegno, nell’ottobre 2017,  che hanno fornito nuovi percorsi e opportunità alla valorizzazione del territorio (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/01/archeologia-storia-e-archeologia-nelle-grotte-dellemilia-romagna-convegno-e-mostre-a-brisighella-ra/). Sono passati pochi mesi e quei lavori sono stati raccolti nel volume “…nel sotterraneo Mondo. La frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia” a cura di Paolo Boccuccia, Rossana Gabusi, Chiara Guarnieri e Monica Miari, che sarà presentato venerdì 6 aprile 2018, alle 17.30, nel municipio di Brisighella (Ra). Ingresso libero. Intervengono: Davide Missiroli, sindaco di Brisighella; Massimiliano Costa, direttore Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola; Massimo Ercolani, presidente Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna; Paolo Boccuccia, Rossana Gabusi, Chiara Guarnieri, Monica Miari, soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Maurizio Cattani, docente di Preistoria e protostoria all’università di Bologna. Conclude: Manuela Rontini, consigliere regionale, presidente Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità. L’iniziativa è promossa da soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna; parco regionale della Vena del Gesso Romagnola e Comune di Brisighella, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria.

Ingresso grotta dei gessi (foto Francesco Grazioli)

Nella storia dell’uomo le grotte hanno sempre costituito un ambiente del tutto particolare: dall’assidua frequentazione nel periodo preistorico (con svariati utilizzi, abitazione, ricovero temporaneo o luogo di sepoltura), a una connotazione più prettamente religiosa dalla protostoria all’età romana, fino al rispetto sacrale (e talora magico) di cui erano ammantate in età medievale. Dal punto di vista archeologico, lo studio delle grotte si è intrecciato fin dall’Ottocento con le ricerche geologiche e ancor più speleologiche, contribuendo a perfezionare il metodo stratigrafico ormai imprescindibile anche in campo archeologico. Compito delle Soprintendenze è identificare i siti che conservano depositi archeologici e provvedere alla loro tutela; altrettanto importante sarebbe realizzare un sistema di controllo che le protegga dalle manomissioni di clandestini o persone non attrezzate per la ricerca archeologica e magari, dove possibile, valorizzarle.

A Brisighella il convegno “Frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia”

Curato dagli archeologi di SABAP-BO Paolo Boccuccia, Rossana Gabusi, Chiara Guarnieri e Monica Miari, il volume  “…nel sotterraneo Mondo. La frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna tra archeologia, storia e speleologia” pubblica gli atti dell’omonimo convegno di Brisighella del 6 e 7 ottobre 2017. Raccogliendo le testimonianze, gli studi e i dati più recenti di geologi, archeologi, antropologi, speleologi, archeozoologi e archeobotanici sulla frequentazione delle grotte in Emilia-Romagna, l’opera riflette sul rapporto intercorso nei secoli tra l’uomo e le grotte dando conto del lavoro svolto dagli speleologi nelle grotte dei Gessi reggiani, bolognesi e nella Vena del Gesso romagnola e diventando quindi valido strumento di lavoro per chiunque intendesse avvicinarsi a questo argomento. Il volume fa parte della collana DEA, Documenti ed Evidenze di Archeologia, curata dalla soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.