Roma. Museo nazionale Romano: a Palazzo Massimo il primo movimento di “ODISSEA” di Emilio Villa a cura di ArteStudio. Il secondo e il terzo movimento in novembre alle Terme di Diocleziano

Sabato 31 ottobre 2026, al museo nazionale Romano di Palazzo Massimo, nella Sala del Discobolo, debutta il primo movimento di “ODISSEA” di Emilio Villa, Sax e contrabbasso, a cura di ArteStudio, con la performance di Riccardo Vannuccini: lo spettacolo si articola in due turni di 25 minuti ciascuno, alle 20.30 e 21.30, con il biglietto speciale di 5 euro ed è realizzato nell’ambito delle aperture straordinarie del museo nazionale Romano con ingresso dalle 19 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 22). Il progetto prosegue anche nel mese di novembre 2026, con il secondo e il terzo movimento, e si svolgerà negli spazi del Chiostro michelangiolesco e del Chiostro Ludovisi delle Terme di Diocleziano, nelle date di sabato 14 e sabato 28 novembre 2026, con le stesse modalità di orario e di ingresso. Lo spettacolo è ideato nell’ambito del progetto “La Ferita e l’Arco” che ArteStudio realizza con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero della Cultura, la Regione Lazio e con la collaborazione del museo nazionale Romano, diretto da Federica Rinaldi. Gli interpreti di “ODISSEA” sono Rocco Cucovaz e Sabrina Biagioli, Luisa Vagniluca, Alessandra Marini, Teresa Noemi Bove e con Pietro Freddi (sax), Armando Bagalà e Dalila Specchio (contrabbasso); gli oggetti di scena e costumi a cura di Yoko Hakiko; le musiche originali scritte da Pietro Freddi. Partecipano al programma gli studenti dell’università la Sapienza-Dipartimento di Studi Interculturali e i giovani ospiti del Centro Sabelli.
Il poema omerico è raccontato per frammenti attraverso la straordinaria traduzione di Emilio Villa, che propone una lettura nuova liberando l’eroe greco dalle riduzioni letterarie per restituirlo alle sue origini performative: il testo omerico è interpretato come un percorso labirintico da minoico a marino che dalle acque muove e ritorna. Non solo opera letteraria, ma sintesi scenica dove parola, musica, danza e canto si fondono. “Dietro ai versi omerici dell’epica ionica ed eolica”, afferma Emilio Villa, “c’è tutta la sterminata area linguistica della civiltà micenea, del greco arcaico e delle lingue mesopotamiche. Quindi la mia traduzione tiene conto soprattutto del travaglio linguistico attraverso il quale l’Odissea si è formata”. “La Ferita e l’Arco” è un progetto vincitore del bando Giovani Idee nell’ambito del programma finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Composto da attività sceniche e laboratoriali, esplora il tema della relazione fra abitanti e città facendo dello spazio museale il luogo principale di nuove forme di cittadinanza attraverso un rapporto con la tradizione e il futuro culturale del nostro Paese, utilizzando la performance artistica nei luoghi d’arte come strumento di ricerca e comprensione della vicenda umana.
Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano), e on line, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023

Venerdì 16 ottobre 2026, alle 16, in presenza nella sala convegni di Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) e on line con diretta streaming sul canale YouTube del museo nazionale Romano al link https://www.youtube.com/@MuseoNazionaleRomano, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023, dedicato al ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale latino nel contesto dell’Ellenismo italico. I contributi mettono in luce la vitalità dei centri latini, la loro autonomia rispetto a Roma e il ruolo del Lazio nella diffusione di forme e modelli culturali tra Italia e Mediterraneo. Introduce e modera Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Presentano il libro Jacopo Bonetto (università di Padova), Elena Calandra (università di Pavia), Mauro Menichetti (università di Salerno). Saranno presenti i curatori e l’editore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee: atti del Convegno internazionale a Roma, 25-27 ottobre 2023. Nel nuovo scenario politico, economico e culturale che segue la fine dell’autonomia del nomen Latinum, la partecipazione del Lazio alla “romanizzazione” della Penisola e alla conquista del Mediterraneo si accompagna a un profondo rinnovamento della cultura e dell’identità delle sue antiche città. Il Convegno tenutosi nel 2023, che si è avvalso del contributo di numerosi studiosi italiani e stranieri, si è proposto di chiarire quale sia stato il ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale “latino” nel contesto dell’Ellenismo italico. La tematica è stata, finora, affrontata dal punto di vista di Roma, per la sua ovvia ed indiscussa egemonia e centralità, ma gli studi e le ricerche hanno da tempo dimostrato la spiccata vitalità dei centri latini durante il periodo ellenistico, con elementi di autonomia – e a volte, anche di precocità – rispetto alla stessa Roma, vitalità che, rapidamente, trasforma il Lazio in uno straordinario laboratorio di forme e modelli di grande originalità, destinati a connotare la costruzione dell’Italia romana come una vera e propria “latinizzazione” della Penisola e, di riflesso, delle regioni occidentali del Mediterraneo. Nel complesso, i temi e i materiali qui indagati e discussi offrono un aggiornato quadro documentario e interpretativo e contribuiscono a ricostruire un quadro qualitativo e quantitativo molto articolato delle manifestazioni culturali del Lazio, tra la fine del IV e il I sec. a.C., tanto nella prospettiva storica che in quella geografica.
Roma. Il museo nazionale Romano aderisce alle GEP 2026: ecco l’articolato programma nelle sedi di Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo

Il museo nazionale Romano anche quest’anno aderisce alle GEP – Giornate Europee del Patrimonio, la più grande manifestazione culturale europea promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con il coordinamento del ministero della Cultura. Nelle giornate del 26 e 27 settembre 2026, la manifestazione si svilupperà attorno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”: un invito a riflettere sulle sfide che interessano i beni culturali, materiali e immateriali, e sulla responsabilità condivisa di garantirne la cura, la valorizzazione e la trasmissione alle generazioni future. Il museo nazionale Romano aderisce all’iniziativa con l’apertura delle sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano sabato 26 settembre, dalle 19 alle 22.30 (ultimo ingresso ore 22), con ingresso al prezzo simbolico di 1 euro oltre a un ricco programma di eventi in calendario.
PROGRAMMA 26 SETTEMBRE 2026

Palazzo Altemps, alle 10.30, “Al Museo… tra benessere, arte e cultura”: visita e dance well per persone con malattia di Parkinson in collaborazione con ParkinZone Onlus. Prenotazione obbligatoria entro le 19 del venerdì precedente, scrivendo una mail a: info@parkinzone.org.

Palazzo Altemps, alle 20.30, “SAGGEZZA – Figure antiche per il mondo futuro”: spettacolo scritto da Sergio Basile e diretto da Yuri Napoli con la produzione di Imprenditori di Sogni. L’opera è ispirata al saggio di Michel Onfray “Saggezza. Saper vivere ai piedi di un vulcano”, nel quale il filosofo francese guarda ai protagonisti dell’antica Roma come esempi concreti di una filosofia capace di trasformarsi in comportamento, scelta, disciplina e stile di vita. L’attività è inclusa nel biglietto speciale a 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Terme di Diocleziano, dalle 10 alle 18, “Rievocazione storica. Alla corte di Massimiano: il ritorno dell’Imperatore alle Terme di Diocleziano” a cura dell’APS “Protectores Domini Nostri”. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare l’Imperatore Massimiano Erculeo in persona e i suoi soldati tra gli spazi del museo per scoprire non solo la storia della grandiosa opera da lui voluta e fondata ma anche la politica e la vita quotidiana del IV secolo d.C. L’evento è pensato per tutte le età e propone un viaggio immersivo nell’età tetrarchica integrato da banchi didattici con ricostruzioni storiche, materiali d’epoca e approfondimenti sull’architettura. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo.

Terme di Diocleziano, alle 16, in Sala Ottagona, visita guidata speciale alla mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana” a cura di Elisabetta Bruscolini. Il progetto espositivo racconta un capitolo poco noto della storia antica, la presenza di Roma nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I sec. a.C. e il V sec. d.C, invitando i visitatori a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d’arte e nuove tecnologie. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo con prenotazione direttamente in biglietteria, nel limite dei posti disponibili (max. 25 persone).

Terme di Diocleziano, alle 19 e alle 21, percorsi didattici a cura del personale del museo. Prenotazione direttamente in biglietteria. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone).

Terme di Diocleziano, alle 20, recital lirico di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il progetto nasce nel 2016 con l’obiettivo di favorire la trasmissione di sapere e promuovere le nuove promesse dell’opera lirica. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Palazzo Massimo, alle 20, percorsi didattici a cura del personale del museo. Prenotazione direttamente in biglietteria. La partecipazione all’attività è compresa nel biglietto speciale al costo simbolico di 1 euro, fino a esaurimento dei posti disponibili (max 25 persone).
PROGRAMMA 27 SETTEMBRE

Palazzo Altemps, alle 16, visita alla mostra “Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico£” con il curatore Pier Paolo Pancotto. Il percorso espositivo, curato da Pier Paolo Pancotto e Federica Rinaldi, propone 15 opere dell’artista in un dialogo site-specific ed emozionale con la collezione di sculture antiche del Museo. Un’occasione unica per approfondire la ricerca di Cantor sul tema della memoria e sulle dualità della vita quotidiana. L’attività è inclusa nel biglietto ordinario del Museo con prenotazione il giorno stesso in biglietteria, nel limite dei posti disponibili (max. 25 persone).
Roma. Per la Festa della Musica il museo nazionale Romano propone l’apertura serale straordinaria delle sedi museali di Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e delle Terme di Diocleziano con eventi speciali. Ecco il programma

Il museo nazionale Romano, diretto da Federica Rinaldi, partecipa alla 32a edizione della Festa della Musica, organizzata da AIPFM – Festa della Musica Italia e promossa dal ministero della Cultura, con l’apertura serale straordinaria delle sedi museali di Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e delle Terme di Diocleziano dalle 19 alle 22.30 che si terrà domenica 21 giugno 2026 con tema “La voce dei luoghi”.

Palazzo Altemps, ore 16.35-19.30 – Cortile: XXII RASSEGNA “Corinfesta” per la FESTA DELLA MUSICA a cura dell’Associazione Regionale Cori del Lazio – A.R.C.L. APS in collaborazione con il I Municipio di Roma Capitale. Una maratona di cori tra il cortile di Palazzo Altemps e il cortile di Palazzo Braschi. Programma: CORO DEL LUNEDÌ direttore Cesare Pocci, JAZZ IN TIME direttore Giuppi Paone, RUTULI CANTORES direttore Costantino Savelloni, CORO POLIFONICO CIMA E MASSENZIO direttore Giammarco Casani, I SINCOPATICI APS direttore Paolo Saginario, INSIEME VOCALE LO STRAMBOTTO direttore Costantino Savelloni, NOVARMONIA DI ROMA BAROCCA direttore Stefano Nerozzi. Ingresso libero al solo spazio del Cortile di Palazzo Altemps, senza prenotazione.

Palazzo Altemps, ore 20 – Sala Grande del Galata: concerto spettacolo della Compagnia di Danza Rinascimentale TRES LUSORES. Rievocazione storica de “L’Arte del Ballare ò de i Balletti” del M° Fabritio Caroso da Sermoneta (1526-1605), musiche e danze rinascimentali riprese e ricostruite fedelmente dagli antichi trattati del maestro sermonetano “Il Ballarino” del 1581 e “Nobiltà di Dame” del 1600. Spettacolo di Danze rinascimentali presentate dalla compagnia di Danza Rinascimentale Tres Lusores accompagnate dalle musiche del Complesso strumentale Fanfarra Antiqua diretto dal M° Carlo Vittori. Attività inclusa nel costo del biglietto al prezzo speciale di 5 euro per la Festa della Musica, senza prenotazione

Palazzo Massimo, ore 20: percorsi didattici a cura del personale del Museo. Attività inclusa nel costo del biglietto al prezzo speciale di 5.00 euro per la Festa della Musica, senza prenotazione

Terme di Diocleziano, ore 21: recital operistico a cura dei ragazzi di Fabbrica del Teatro dell’Opera di Roma. Attività inclusa nel costo del biglietto al prezzo speciale di 5.00 euro per la Festa della Musica, senza prenotazione
Roma. Per le GEA 2026 numerosi gli eventi proposti dal museo nazionale Romano nelle tre sedi di Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano. Ecco il programma

Tornano anche quest’anno, dal 12 al 14 giugno 2026, le Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) e il museo nazionale Romano partecipa con numerosi eventi e iniziative, per grandi e piccini, tra le sedi di Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano.
12 giugno 2026, a Palazzo Altemps, dalle 9 alle 19, giornata di studi “Dinu Adamesteanu e l’archeologia del paesaggio nel Mediterraneo” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi. Il dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, il museo nazionale Romano e l’Ambasciata di Romania in Italia, nell’ambito dell’Anno Culturale Romania-Italia e in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, dedicano una Giornata di Studi a ricordare la figura e l’opera di Dinu Adamesteanu, uno dei protagonisti dell’archeologia italiana del secondo dopoguerra. Archeologo romeno naturalizzato italiano, Dinu Adamesteanu ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo dell’archeologia del territorio e alla diffusione della ricognizione aerea applicata allo studio dei paesaggi antichi. Particolare rilievo ebbero le sue ricerche in Basilicata, dove promosse un innovativo programma di studio e tutela del patrimonio archeologico, con importanti risultati per la conoscenza delle città e del territorio della Magna Grecia, così come della Sicilia. La giornata di studi intende riflettere sull’eredità scientifica di Dinu Adamesteanu e sullo sviluppo delle metodologie di analisi territoriale nell’archeologia contemporanea.
12 giugno 2026, alle Terme di Diocleziano, alle 15.30: “Andiamo al Museo per Tutti: speciale Giornate Europee dell’Archeologia. Fateci Posto… al MNR”, evento conclusivo e premiazione dell’iniziativa dedicata a giovani con autismo a cura del Servizio Educativo del MNR e in collaborazione con Fateci Posto APS. Attività inclusa nel costo del biglietto con prenotazione.
13 e 14 giugno 2026, in tutte le sedi. “Andiamo al Museo da Grandi: Speciale Giornate Europee dell’Archeologia”. Visite guidate: Terme di Diocleziano, sabato 13, ore 10.30 e 16.30; sabato 13, ore 11 e 17 (English guided tour); domenica 14, ore 10.30 e 16.30. Palazzo Massimo, sabato 13, ore 17; domenica 14, ore 9.30 e 17. Palazzo Altemps, sabato 13, ore 10; domenica 14, ore 17. Prenotazione sul posto. Fino a esaurimento posti (max. 25 partecipanti), incluse nel costo del biglietto.

14 giugno 2026, alle Terme di Diocleziano, dalle 10.30 alle 16: rievocazione storica “Un giorno alle Terme” a cura di APS Protectores Domini Nostri, che a cura dell’APS Protectores Domini Nostri, offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere dal vivo la storia delle Terme di Diocleziano, della società romana e di scoprire l’evoluzione del complesso e delle sue trasformazioni attraverso i secoli fino alla nascita del museo nazionale Romano. . Inclusa nel costo del biglietto, senza prenotazione.
Roma. A Palazzo Massimo presentazione del libro “L’incendio delle navi di Nemi. Indagine su un cold case della Seconda Guerra Mondiale” a cura di Flavio Altamura e Stefano Paolucci, ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo che legge” a cura di Antonella Ferraro, Maria Letizia Caldelli e Giulia Cirenei, promosso dal museo nazionale Romano

Mercoledì 27 maggio 2026, alle 17, a Palazzo Massimo, presentazione del libro “L’incendio delle navi di Nemi. Indagine su un cold case della Seconda Guerra Mondiale” a cura di Flavio Altamura e Stefano Paolucci (Passamonti Editore), quarto e ultimo appuntamento nell’ambito del nuovo ciclo di conferenze “Il Museo che legge” a cura di Antonella Ferraro, Maria Letizia Caldelli e Giulia Cirenei, promosso dal museo nazionale Romano. Introduce Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Introduce Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Modera Agnese Pergola (mnr). Presentano Daniela De Angelis (DRM Lazio) e Giovanni Pietrangeli (museo nazionale della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano). Ingresso libero sino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria al link: https://ilmuseochelegge.eventbrite.it.

L’incendio delle navi di Nemi. Indagine su un cold case della Seconda guerra mondiale. È la sera del 31 maggio 1944, quattro giorni prima della liberazione di Roma. Sulle sponde del lago di Nemi, un furioso incendio divampa all’interno del Museo delle Navi Romane, fatto costruire da Mussolini per ospitare i due immensi scafi delle navi-palazzo dell’imperatore Caligola. Il museo resta in piedi, ma tutto il resto è ridotto a un cumulo di cenere. Quei magnifici reperti, unici nel loro genere e famosi in tutto il mondo, erano riemersi solo da pochi anni dalle acque del lago, che era stato addirittura svuotato per l’eccezionale impresa di recupero. La loro perdita è tragica, di valore incalcolabile per la scienza e la civiltà umana. Per indagare sulle cause del disastro viene istituita una commissione d’inchiesta, che emette presto il suo verdetto: il rogo delle navi è da imputare a un deliberato atto vandalico dei militari tedeschi che da qualche giorno avevano piazzato una batteria di cannoni vicino al museo. Ma le cose sono andate proprio così? Nel corso degli anni saranno in molti a contestare la versione ufficiale, convinti che i veri responsabili siano stati altri: chi incolpa gli sfollati che si erano rifugiati nel museo, chi accusa i partigiani che lo avrebbero incendiato in sfregio al dittatore fascista, chi punta il dito contro dei semplici ladruncoli che volevano coprire le tracce dei loro saccheggi. Chi ha ragione? Cos’è successo veramente in quelle drammatiche ore? È quanto si sono proposti di scoprire gli autori di questo lavoro, il primo dedicato all’argomento e frutto di oltre dieci anni di ricerche. La rilettura critica delle indagini svolte dagli inquirenti, la minuziosa ricostruzione degli avvenimenti che hanno preceduto e seguito l’incendio, nonché lo smantellamento sistematico di tutte le «verità» alternative avanzate nel tempo, sono soltanto le fasi preliminari di un coinvolgente processo investigativo che si snoda attraverso l’analisi di una vasta ed eterogenea documentazione inedita. In questa vera e propria controinchiesta, le risultanze della commissione subiscono una revisione radicale, mentre al loro posto si fa strada, e prende via via sempre più corpo e solidità, una nuova dinamica dei fatti tanto insospettata quanto da sempre sotto gli occhi di tutti.
Roma. A Palazzo Massimo quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”: ecco il programma
Mercoledì 6 maggio 2026, alle 17, a Palazzo Massimo a Roma, quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro promosso dal museo nazionale Romano. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. Il 6 maggio 2026, alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo, la direttrice del museo nazionale Romano Federica Rinaldi introduce e modera i contributi “Le lastre Campana del Museo Nazionale Romano: dai documenti d’archivio alla raccolta archeologica” di Agnese Pergola, Giulia Severini, Giulia D’Angelo, e “Un sepolcro perduto della via Cassia” di Luca Zizi.
Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda”: due giornate di interventi tra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio per una riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano. Ecco il programma
Il 17 e 18 aprile 2026, a Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) di Roma, il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda” che propone un’ampia riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano, affrontata attraverso un approccio multidisciplinare che integra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio. Dalla captazione alla distribuzione, dalla gestione pubblica e privata agli aspetti simbolici e culturali, l’acqua emerge come elemento centrale nella costruzione, nell’organizzazione e nella vita quotidiana delle città romane. Il programma si articola in due giornate di studio con la partecipazione di studiosi e specialisti provenienti da diverse istituzioni, e approfondisce temi quali: sistemi di approvvigionamento idrico e infrastrutture (acquedotti, condotti, cisterne); gestione e regolamentazione dell’acqua nelle città romane; paesaggi urbani legati all’acqua; casi studio da Roma, Ostia, Pompei e altre città dell’Italia romana; continuità e trasformazioni nell’uso dell’acqua nel tempo. Le sessioni si svolgono nelle giornate del 17 e 18 aprile, con interventi distribuiti tra mattina e pomeriggio e momenti di discussione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
PROGRAMMA 17 APRILE 2026. Alle 9.30, saluti di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Stefania Quilici Gigli. Presiede Andrea Giardina: L. Capogrossi Colognesi, E. Tassi, “La città romana e le sue acque”; L. Maganzani, “La regolamentazione dei condotti d’acqua pubblica nelle città romane, dal caput aquae alla destinazione finale”; S. Orlandi, “Le fistulae aquariae di Roma e il loro contributo agli studi prosopografici”; G.L. Gregori, D. Nonnis, “L’acqua dentro e fuori le città d’Italia nel suo riflesso epigrafico”; discussione; 11.45, coffee break. Presiede Gianluca Tagliamonte: F. D’Andria, “L’acqua a Castro, tra Messapi e Romani”; G. Scardozzi, “L’acqua nelle e per le città del Salento: i casi di Ugento e Lecce”; S. Quilici Gigli, “Tante aquae nelle città senz’acqua”; discussione. Alle 14.45, presiede Marcello Guaitoli: A. D’Alessio, “Ond’io, ch’era ora a la marina vòlto / dove l’acqua di Tevero s’insala… (Purgatorio, II, 100-101). L’acqua a Ostia dall’età arcaica al tardo impero; M. Spanu, “La città e il fiume: aspetti urbanistici nelle città di fondazione in Italia (IV-II sec. a.C.)”; G. Ceraudo, “Aquino, città dell’acqua”; discussione; 16.15, coffee break. Presiede Simone Quilici: B. Zarrao, F. Rinaldi, D. Rose, “La questione idraulica al Colosseo”; P. Quaranta, F. Coletti, “L’approvvigionamento idrico a servizio del Palazzo imperiale: conduzione, distribuzione”; R. Alteri, “Usi pubblici e privati dell’acqua tra Foro romano e Palatino”; L. Quilici, “Le Mura Aureliane nel superamento del Tevere a Testaccio”; discussione.
PROGRAMMA 18 APRILE 2026. Alle 9.30, presiede Patrizia Basso: M. Azzari, S. Campana, P. Liverani, D. Susini, “Roselle e l’acqua: fonti di approvvigionamento e gestione nella lunga durata”; G. Furlan, A. Borsato, “Aquileia, città d’acque (fiumi, canali, fosse)”; E. Giorgi, S. Morsiani, M. Cavalazzi, “Ravenna città d’acqua. L’evoluzione di un paesaggio urbano tra canali e acque interne in età antica”; discussione. Alle 11, coffee break. Presiede Patrizia Basso: J. Bonetto, G. Da Villa, “L’acquedotto di Nora: rilievo, studio e ricostruzione del monumento”; G. Falezza, “Acquedotti e distribuzione dell’acqua a Verona”; M.S. Busana, G. Mariotti, J. Turchetto, “L’acquedotto romano di Vicenza: tra dati di archivio e nuove acquisizioni”; G. Cera, “Castella aquarum: raccolta e distribuzione nelle città dell’Italia romana”. Alle 14.45, presiede Maria Luisa Marchi: F. Giletti, M. Covolan, “Pompei, la gestione dell’acqua, la percezione e l’utilizzo di quella piovana”; S. Cespa, “Metodologie e tecniche di conservazione dell’acqua: cisterne nelle città dell’Italia romana”; G. Renda, “Ut sine intermissione diebus noctibusque aqua fluat. L’acqua nell’arredo urbano dell’Italia romana”; discussione e chiusura dei lavori.
Roma. A Palazzo Massimo va in scena “Afrodite”, nuova performance di teatrodanza di ArteStudio con la direzione artistica di Riccardo Vannuccini, nell’ambito di “Una Stanza per Ofelia”, che offre una visione segreta e misteriosa di Afrodite: un’archeologia del guardare
Martedì 31 marzo 2026, alle 16, alle 17 e alle 18, nelle sale di Palazzo Massimo del museo nazionale Romano, va in scena “Afrodite”, nuova performance di teatrodanza di ArteStudio con la direzione artistica di Riccardo Vannuccini e realizzato nell’ambito di “Una Stanza per Ofelia”, un progetto co-finanziato dall’Unione Europea e con il sostegno del MIC e la collaborazione importante del museo nazionale Romano diretto da Federica Rinaldi. Evento incluso nel biglietto del museo. In scena Alessandra Marini, Pietro Freddi, Chiara Giangrande, Gabriele Guerra, Silvia Fasoli, Sofia Russotto, Maria Santuzzo, Sabrina Biagioli, Agata Alma Sala, Alba Bartoli, Maria Sandrelli con la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze del Centro Sabelli e della scuola Borgoncini Duca che aderiscono al progetto “Una Stanza per Ofelia”. Una performance di teatrodanza liberamente ispirata alla statua di Afrodite al bagno che, affascinante e di conturbante bellezza, sembra guardare le cose del mondo con leggerezza tutta femminile. Una posa in movimento che suggerisce libertà e presenza scenica. La performance intende proporre un’archeologia dello sguardo, ovvero gli artisti accompagneranno il pubblico nella visione segreta e misteriosa di Afrodite attraverso prospettive inedite del guardare e del conservare la memoria dello sguardo.
Il progetto di ArteStudio composto da attività sceniche e laboratoriali dedicato al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni e dei comportamenti riferibili alla violenza sulle donne e sulle persone fragili in genere, esplora qui il tema in una relazione fra abitanti e città facendo dello spazio museale il luogo principale di nuove forme di cittadinanza attraverso un rapporto in sensi con la tradizione e il futuro culturale del nostro Paese, utilizzando la performance artistica nei luoghi d’arte come strumento di ricerca e comprensione della vicenda umana e, in questo caso, stabilendo una relazione originale, interessata ed interessante, con gli spazi museali del Palazzo Massimo.
Roma. A Palazzo Massimo il museo nazionale Romano propone la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio (musei Vaticani) in vista della Giornata internazionale della donna, per il ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”
Ogni primo mercoledì del mese, il museo nazionale Romano promuove a Palazzo Massimo un incontro del ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. In vista della Giornata internazionale della donna, il 4 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo, la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio, del dipartimento di Antichità greche e romane dei Musei Vaticani, introdotta e moderata da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Lo Statuto del museo nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo promuove questo ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.






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