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Bronzetti nuragici all’asta a Londra. Il deputato Pili lancia l’allarme: “Stop ai traffici illegali del patrimonio sardo, Londra deve restituire i bronzetti”. La Camera approva un odg sulla direttiva europea che disciplina la restituzione dei beni archeologici

Uno dei bronzetti nuragici andati all'asta a Londra: il deputato Pili ha cercato di bloccarla

Uno dei bronzetti nuragici andati all’asta a Londra: il deputato Pili ha cercato di bloccarla

Un cavallo, due stambecchi, un bue e un muflone. Tutti sardi e tutti di bronzo. Più altre statuette. Pezzi di storia dell’Isola messi all’asta a Londra. La denuncia-allarme era stata lanciata dal deputato di Unidos Mauro Pili con una interrogazione urgente al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e degli Esteri Paolo Gentiloni con cui chiedeva di bloccare “immediatamente la svendita della civiltà nuragica”. “Quella decina di pezzi esclusivi messi in vendita in modo criptato da una nota casa d’aste londinese è un patrimonio inestimabile che appartiene al popolo sardo”, sottolineava il parlamentare sardo. “Bloccate immediatamente la svendita della civiltà Nuragica. Quella in vendita all’asta a Londra è refurtiva sottratta alla maestosa civiltà nuragica. È refurtiva sotto ogni punto di vista e va restituita senza se e senza ma alla Sardegna. Quella decina di pezzi esclusivi messi in vendita in modo criptato da una nota casa d’aste londinese è un patrimonio inestimabile che appartiene al Popolo Sardo e non vi è alcun motivo per essere nelle mani di trafficanti che a vario genere li detengono, comunque illegalmente. Si tratta di cimeli unici, testimonianze nuragiche che rappresentano una rapina a mano armata ai danni della Sardegna e della sua storia arcaica. Per questo motivo il governo deve smetterla di fregarsene e deve, invece, intervenire su questo traffico di reperti archeologici dalla Sardegna verso le case d’asta mondiali. Già nei mesi scorsi avevo denunciato la vendita di straordinari reperti archeologici di epoca nuragica tra Londra e New York”.

Il muflone "salvato" dalla dispersione e riportato sull'isola grazie alla fondazione Numet

Il muflone “salvato” dalla dispersione e riportato sull’isola grazie alla fondazione Nurnet

Solo quattro bronzetti nuragici sardi, tra quelli battuti all’asta a Londra, sono stati riportati sull’isola, acquistati dalla Fondazione di partecipazione Nurnet – La rete dei Nuraghi – e dal gruppo Facebook “Archeologia della Sardegna”, grazie al contributo di soci e privati cittadini. Si tratta di un cavallo, due stambecchi e un ariete datati IX-VI sec. a.C. e appartenuti al collezionista libanese Farid Ziade. Nel complesso i pezzi battuti oggi da Acr Auctions sono stati nove e tra questi: due sacerdoti, un guerriero, un offerente e cinque animali. “Abbiamo tentato inutilmente di far sospendere l’asta vergognosa – spiega Nicola Manca, presidente di Nurnet – partecipando e divulgando la raccolta firme. Ci siamo però trovati costretti a partecipare all’asta per restituire dignità alla nostra storia”. La Fondazione e gli appassionati iscritti al social network doneranno i bronzetti acquistati a un piccolo Comune sardo allo scopo di tutelare e valorizzare le piccole realtà “che nel corso di questi anni sono state dimenticate e abbandonate dalle istituzioni”, come dimostrato anche dal fatto “che nessuna di queste ultime abbia preso parte all’asta o tentato di fermarla”.

La Camera ha approvato un odg per far recepire direttiva Ue sulla restituzione dei beni archeologici

La Camera ha approvato un odg per far recepire direttiva Ue sulla restituzione dei beni archeologici

Ma Pili non si è dato per vinto. “I bronzetti nuragici devono tornare a casa senza aste e senza compravendite illegali e deprecabili sotto ogni punto di vista. La refurtiva non si compra, si deve restituire. Stop al traffico e al commercio di beni archeologici. Londra e tutti i paesi europei che detengono beni archeologici provenienti dalla Sardegna o dall’Italia li devono restituire”, ribadisce Pili annunciando che la Camera ha approvato l’ordine del giorno presentato dallo stesso ex governatore sardo, che obbliga il governo a recepire immediatamente la direttiva europea che disciplina la restituzione dei beni archeologici. “L’atto approvato – spiega Pili – impone al governo italiano di intervenire e applicare immediatamente la direttiva europea nel caso dei reperti di archeologia nuragica oggetto di denuncia per la vendita all’asta di Londra perseguendo la totale restituzione di tale patrimonio appartenente alla grande civiltà nuragica della Sardegna”.

Il mondo dei nuraghi rivive con “L’isola delle Torri”: mostra a Cagliari nel centenario della nascita di Lilliu

"L'isola delle Torri": a Cagliari una grande mostra sulla civiltà dei nuraghi

“L’isola delle Torri”: a Cagliari una grande mostra sulla civiltà dei nuraghi

L'archeologo Giovanni Lilliu, il "sardus pater"

L’archeologo Giovanni Lilliu, il “sardus pater”

La Sardegna e i nuraghi: un binomio indissolubile. Ma lo è altrettanto nuraghi e Lilliu, il professore che più di ogni altro ha fatto conoscere al mondo l’antica affascinante civiltà della Sardegna. Il “sardus pater” Giovanni Lilliu, accademico dei Lincei, che il 13 marzo avrebbe festeggiato i cento anni, con i suoi studi e le sue scoperte, è infatti lo studioso che più di ogni altro ha consentito di approfondire le conoscenze sulla civiltà nuragica. Ed è proprio partendo dai suoi lavori che Cagliari ha voluto rendere omaggio al professore nel centenario della sua nascita con la mostra “L’isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna”, inaugurata nella Cittadella dei Musei di Cagliari, alla presenza fra gli altri del sottosegretario ai Beni culturali e al Turismo, Francesca Barracciu (“Una grande mostra – ha detto – che vuole far conoscere le meraviglie e i misteri dei Nuraghi, orgoglio archeologico della Sardegna e dell’Italia”), il soprintendente dei beni culturali, Marco Minoja, e il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda.

La reggia nuragica di Barumini, il più famoso complesso della Sardegna

La reggia nuragica di Barumini, il più famoso complesso della Sardegna

Bronzetto della civiltà dei nuraghi in mostra a Cagliari

Bronzetto della civiltà dei nuraghi in mostra a Cagliari

“L’isola delle Torri” vuole raccontare, con un linguaggio nuovo, la Sardegna nuragica, utilizzando anche la comunicazione sul web, attraverso un sito dedicato, e sui social network. Il racconto dell’Isola – come spiega il soprintendente Marco Minoja – viene scandito da elementi che caratterizzano il periodo nuragico: la pietra, il metallo, l’acqua. È quindi un’occasione straordinaria per conoscere i risultati di un’intensa attività di ricerca e di un interesse sempre crescente da parte della comunità scientifica internazionale, che negli ultimi cinquant’anni hanno ampliato il patrimonio di conoscenze sulla archeologia nuragica. L’esposizione guarda indietro fra il secondo e il primo millennio avanti Cristo. Attraverso i tre temi individuati come filo conduttore (il metallo, l’acqua e la pietra), il percorso espositivo porta all’attenzione del visitatore gli aspetti fondamentali della civiltà nuragica: l’architettura, il mondo del sacro e quello funerario, le tecnologie costruttive, in particolare quelle idrauliche, la società, l’economia, il territorio, la metallotecnica, l’arte.

La mostra "L'isola delle Torri" a novembre sarà allestita al museo Pigorini di Roma

La mostra “L’isola delle Torri” a novembre sarà allestita al museo Pigorini di Roma

A quasi trent’anni dall’ultima grande esposizione dedicata alla civiltà nuragica a livello nazionale (Nuraghi a Milano, giugno-ottobre 1985) la mostra si qualifica dunque come un evento di estrema risonanza: nel collegamento ideale e costante con l’opera e la figura di Giovanni Lilliu, l’esposizione propone nuovi percorsi conoscitivi e ritrovamenti inediti, che guidano il grande pubblico all’interno del lungo arco cronologico, quasi mille anni (Età del Bronzo e del Ferro), in cui si dipana la storia della civiltà nuragica. I repertiesposti, talvolta ineditio comunque poco noti, provengono da tutta l’isola, ma anche da rinvenimenti effettuati in Italia e all’estero (Cipro, Spagna, Portogallo), all’interno di una fitta rete di contatti e scambi attraverso il Mediterraneo, che evidentemente a quei tempi non rappresentava una barriera, ma un potente veicolo di comunicazione. Alcuni importanti reperti provengono invece da sequestri effettuati nella penisola, usciti dalla Sardegna attraverso il mercato clandestino, e recuperati grazie all’attività di tutela svolta dal ministero per i Beni e le attività culturali tramite le soprintendenze e il Nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio. L’allestimento della mostra “L’isola delle Torri” sarà collegato a un ricco apparato didattico, supportato da tecnologie multimediali e impreziosito da ricostruzioni e filmati dei principali monumenti della civiltà nuragica. La mostra rimarrà aperta nel complesso di San Pancrazio di Cagliari fino al 30 settembre. A novembre la mostra attraverserà il mare e, fino a marzo 2015, sarà ospitata nelle sale del Museo Preistorico Nazionale Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, per la prima esposizione totalmente dedicata alla civiltà nuragica allestita fuori dalla Sardegna.