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Montebelluna. L’archeologa Giovanna Gambacurta, che ne sta curando lo studio, presenta per la prima volta al pubblico al museo civico la situla dei veneti antichi scoperta nel 2012 nella necropoli di Posmon: un ossuario con tre individui cremati, forse un cimelio di famiglia

La locandina dell’incontro al museo civico di Montebelluna per la presenta<ione della nuova situla scoperta nella necropoli di Posmon

L’archeologa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari

Una nuova situla in bronzo decorata è stata scoperta nella necropoli veneto antica di Montebelluna-Posmon. Si tratta della terza, e forse della quarta situla, da Montebelluna che diventa così il centro con più attestazioni di situle decorate in Veneto dopo Este. Giovanna Gambacurta, che sta curando lo studio della nuova situla, ne parla per la prima volta martedì 6 luglio 2021, alle 21, nel giardino del museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna. Iniziativa gratuita su prenotazione. Per info e prenotazioni: 0423 300465 – info@museomontebelluna.it. “Da Montebelluna vengono alcuni documenti veneti figurati”, ricorda l’archeologa Giovanna Gambacurta, docente di Etruscologia e antichità italiche all’università Ca’ Foscari di Venezia: “una cista, nota dall’800; il frammento di una situla con l’immagine di un carro, rinvenuto di recente in operazioni di restauro, una situla figurata edita nel 2014 da Elodia Bianchin e rinvenuta nella tomba 244 della necropoli di Posmon. In questa situla e nella cista vi sono scene di aratura, scene riconducibili probabilmente a forme di feste o ritualità e scene erotiche”. E arriviamo alla nuova scoperta: “La nuova situla – spiega Gambacurta – è stata rinvenuta nel 2012 nella necropoli di Posmon e reca una decorazione piuttosto differente dalle precedenti. Era usata come ossuario di una sepoltura e, straordinariamente, le analisi antropologiche hanno individuato dentro al situla le ossa cremate di tre individui, con ogni probabilità un uomo, una donna e una giovane adolescente, il tutto con un ricco corredo di oggetti personali. La cosa interessante è che la sepoltura si data alla seconda metà del V secolo senza tanti dubbi, mentre la situla è almeno 70 o più anni più vecchia, rappresenterebbe quindi un cimelio di famiglia, probabilmente ereditato e alla fine usata come ossuario”. La situla, che era in condizioni molto precarie, è stata subito sottoposta al restauro, per il quale sono stati necessari alcuni anni, cui è seguito lo studio dei materiali di corredo e delle ossa. E ora siamo arrivati al momento dello studio della situla. “La situla”, anticipa Gambacurta, “ha una decorazione figurata su tre registri, con la particolarità che non compaiono figure femminili e si tratta di una figurazione di carattere marziale, con un registro dedicato completamente ad una teoria militare. Alcuni dettagli in tutti e tre i registri, che sembrano legati da una logica narrativa unica, fanno presumere che si possa trattare di episodi bellici, schermaglie o forme di guerriglia, legate al controllo dei confini del territorio e in particolare forse al controllo della Valle del Piave, direttrice portante dei commerci nella piena età del Ferro”.

“Restituire il passato”: al museo civico di Montebelluna apre il nuovo percorso della sezione archeologica con importanti reperti inediti soprattutto dalla necropoli dei veneti antichi e romana di Posmon

Il museo civico di Storia naturale e di Archeologia di Montebelluna

Una fase degli scavi nella necropoli di Posmon

Sono passati più di quindici anni da quando, nel 2001, le campagne di scavo sistematiche della soprintendenza in località Posmon, confermarono la posizione di assoluta rilevanza  ricoperta da Montebelluna, città prima dei veneti antichi e poi romana, punto nevralgico lungo la via commerciale che collegava i centri veneti di pianura, e in particolare Padova, con i mercati alpini e transalpini. All’epoca furono individuate e recuperate più di 300 sepolture distribuite lungo un arco di tempo che va dal VI secolo a.C. fino alla piena età romana. Nel corso dello scavo i corredi furono prelevati a blocco insieme al terreno di riempimento delle sepolture per essere sottoposti a un più accurato e delicato scavo in laboratorio. Amministratori e archeologi si erano dati dieci anni per lo scavo in laboratorio delle tombe recuperate, il restauro e lo studio dei corredi, e il loro allestimento museale. Ci siamo. Sabato 23 settembre 2017 il museo civico di Storia naturale e di Archeologia di Montebelluna inaugura alle 18.30 il nuovo percorso espositivo con l’evento “Restituire il passato. Nuovi restauri al Museo Civico di Montebelluna”. La sezione archeologica del museo civico di Montebelluna continua dunque a rinnovarsi. Così dal 23 settembre 2017, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, al termine della cerimonia di inaugurazione sarà possibile visitare un nuovo percorso dedicato al restauro di importanti rinvenimenti archeologici inediti del territorio, allestito in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso. Sabato 23 e domenica 24, giornate europee del patrimonio, l’ingresso al museo sarà al prezzo speciale di 1 euro. Invece dalle 18.30 di sabato 23 ingresso gratuito fino al termine della cerimonia di inaugurazione.

Toro in bronzo di età romana dalla collina di Montebelluna (foto Archivio Soprintendenza ABAP-Ve-Met, vietata la riproduzione)

“I visitatori”, spiega Emanuela Gilli, conservatore archeologo del museo, “rimarranno stupiti dalla varietà e dalla bellezza dei nuovi reperti, che vengono restituiti grazie agli interventi conservativi effettuati presso il laboratorio di restauro della soprintendenza. Dalla preistoria all’età romana, le collezioni archeologiche saranno arricchite con inediti esemplari, alcuni di recente acquisizione, altri provenienti dagli scavi della necropoli preromana e romana di Posmon di Montebelluna, in via Cima Mandria”. E continua: “Dal territorio provengono alcuni rari esempi di asce preromane in rame e in bronzo, attestazioni non solo di una lunga diffusione di prodotti di elevata qualità, ma anche delle più antiche tecniche di lavorazione dei metalli, come dimostra il toro in bronzo del I secolo d.C., un vero capolavoro della bronzistica romana”. L’archeologa fa notare come la necropoli di Posmon continui a sorprendere con importanti corredi funerari connotati da eccezionali reperti, alcuni dei quali sono esposti nel nuovo percorso: in particolare, per il periodo dei Veneti antichi, il prezioso pugnale con fodero in lamina di bronzo decorato nello stile dell’arte delle situle (VI secolo a.C.), mentre, per la successiva età romana, una lamina inscritta (I secolo d.C.) menziona per la prima volta il magistrato municipale Lucio Orazio Longo, proveniente da Montebelluna. “Frammenti  di un passato, altrimenti perduto, che è possibile restituire alla comunità anche grazie all’intervento degli specialisti dei dipartimenti di Ingegneria industriale e dei Beni culturali dell’università di Padova, che hanno contribuito allo studio dei manufatti con le analisi specialistiche”.

Coltello con fodero decorato dalla necropoli di via Cima Mandria a Posmon di Montebelluna, tomba n. 118, del VI secolo a.C. (foto Archivio Soprintendenza ABAP-Ve-Met, vietata la riproduzione)

Dettaglio del coltello (foto Archivio Soprintendenza ABAP-Ve-Met, vietata la riproduzione)

Particolarmente soddisfatto il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, che ha inserito il progetto nelle attività di valorizzazione e divulgazione promosse dall’amministrazione comunale attraverso il museo civico: “Anno dopo anno con l’esposizione dei reperti di grande valore che emergono dal territorio come la Situla di età venetica, piuttosto che adesso il coltello figurato o la testa di toro di età romana di pregevole fattura, il museo diventa sempre di più museo di luogo e non locale, di respiro regionale e nazionale e questo è reso possibile grazie a due fattori: la professionalità dei dipendenti del nostro museo, in particolare della responsabile della sezione archeologica, Emanuela Gilli, e dal dialogo costante e fruttuoso con la soprintendenza”. E l’assessore alla cultura, Debora Varaschin: “Come assessore alla Cultura non posso che essere felice di poter ridare alla comunità l’opportunità di conoscere quello che il nostro territorio ci regala dal passato attraverso questi nuovi reperti che andranno ad arricchire la sezione di archeologia del museo civico di Montebelluna. Un doveroso ringraziamento a chi si è adoperato perché questo avvenisse, museo civico e soprattutto al lavoro conservativo della soprintendenza. Il nostro territorio è pieno di storia e il lavoro incessante di ricerca, restauro, conservazione di quanto emerge dal passato è per una comunità, il valore dato dalla conoscenza e consapevolezza del proprio passato”.