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Roma. A Palazzo Altemps il collezionismo, i ritrovamenti e il restauro protagonisti di “IL COLLEZIONISTA”, una performance a cura di Yoko Hakiko

Il collezionismo, i ritrovamenti e il restauro, martedì 28 aprile 2026, alle 16, 17, e 18, nel cortile di Palazzo Altemps a Roma, una delle sedi del museo nazionale Romano, saranno i protagonisti di “IL COLLEZIONISTA”, una performance a cura di Yoko Hakiko. Il programma è realizzato nell’ambito di “Una stanza per Ofelia”, un progetto co-finanziato dall’Unione Europea, con il sostegno del MIC e la collaborazione importante del museo nazionale Romano. L’intrigo di scale, corridoi e sale dell’edificio diventano, in questa performance, metafora della vicenda umana in cui gli artisti, in collaborazione con il pubblico, indagheranno quel flusso che trattiene passato e futuro. Il progetto di Artestudio esplora la relazione fra abitanti e città utilizzando la performance artistica nei luoghi d’arte come strumento di ricerca per costruire nuove forme di cittadinanza.

Natale di Roma. Il museo nazionale Romano lo celebra con appuntamenti alle Terme di Diocleziano e a Palazzo Altemps. Ecco il programma

In occasione del Natale di Roma – la leggendaria data del 21 aprile del 753 a.C. legata alla memoria della fondazione della città da parte di Romolo – il museo nazionale Romano apre le sue porte al pubblico con una serie di appuntamenti speciali, alle Terme di Diocleziano e a Palazzo Altemps, per celebrare insieme questa importante ricorrenza.

Le Terme di Diocleziano, martedì 21 aprile 2026, ospiteranno due importanti momenti di rievocazione storica curati dal Gruppo Storico Romano. Al centro della giornata ci saranno due appuntamenti simbolici e altamente evocativi, la rievocazione del Tracciato del Solco Primigenio e dei Palilia, che offriranno al pubblico un’esperienza immersiva tra storia, mito e tradizione, con figuranti in abiti d’epoca e ricostruzioni fedeli dei rituali antichi. Il Tracciato del Solco Primigenio: è il rito che sancisce la nascita dell’Urbe attraverso il gesto fondativo attribuito a Romolo, che segnò con un aratro il confine sacro della città, il cosiddetto pomerium. Sono previste due repliche della rievocazione del Tracciato del solco, alle 11.30 e alle 14.30. I Palilia (o Parilia): una delle più antiche festività della religione romana. Si svolgevano proprio il 21 aprile in onore della divinità Pale, protettrice dei greggi e dei pastori, diventando nel tempo parte integrante delle celebrazioni del Natale di Roma. Appuntamento alle 15.30. Partecipazione gratuita con prenotazione al link: https://natalediroma.eventbrite.it.

Nello spazio del teatro di Palazzo Altemps, alle 17.30, il concerto “2779 Ab Urbe Condita. Palilia”, con l’esibizione degli studenti e delle studentesse del Coro del Liceo Cavour, nell’ambito delle attività previste e progettate nell’Accordo di Partenariato esistente tra Il Museo e il Liceo che, attraverso la musica corale, crea rapporti di inclusione e crescita tra gli studenti. Il coro, composto di 35 studentesse e studenti del Liceo, è uno dei 15 cori che partecipa al Progetto “Un coro in ogni scuola” che, attraverso la musica corale, crea rapporti di inclusione e crescita tra gli studenti ed è realizzato dall’associazione Culturale Decanto. Il repertorio del Coro del Liceo Cavour, attivo da 5 anni, varia dal colto del ‘500, al popolare italiano e straniero, fino al pop arrangiato per sole voci a cappella. Il programma: 1. Benia Calastoria, Bepi de Marzi, 4 voci; 2. Viva la Vida, Coldplay, arr. Biciocchi-Versino, 5 voci; 3. Helplessly Hoping, Crosby, Still &Nash, arr. Dodo Versino, 4 voci; 4. Some Nights, Fun, Elaborazione: Caroni-D’Angelo-Filippini-Versino, 5 voci; 5. Ex’s and oh’s, E. King, arr. Dodo Versino, 5 voci; 6. Chi la gagliarda, donne, vo’ imparare?, Baldassarre Donato, Il Primo Libro di Canzon Villanesche alla Napolitana, № 13 (Venezia 1550), 4 voci; 7. Carol of the bells, M. Leontovich, 4 voci; 8. Drunken master, Medley piratesco, arm. Grifoncoro, 6 voci; 9. Rumour Has It, Adele, arr. Dodo Versino, 5 voci. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria al https://concerto21aprile.eventbrite.it.

 

Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda”: due giornate di interventi tra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio per una riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano. Ecco il programma

Il 17 e 18 aprile 2026, a Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) di Roma, il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda” che propone un’ampia riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano, affrontata attraverso un approccio multidisciplinare che integra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio. Dalla captazione alla distribuzione, dalla gestione pubblica e privata agli aspetti simbolici e culturali, l’acqua emerge come elemento centrale nella costruzione, nell’organizzazione e nella vita quotidiana delle città romane. Il programma si articola in due giornate di studio con la partecipazione di studiosi e specialisti provenienti da diverse istituzioni, e approfondisce temi quali: sistemi di approvvigionamento idrico e infrastrutture (acquedotti, condotti, cisterne); gestione e regolamentazione dell’acqua nelle città romane; paesaggi urbani legati all’acqua; casi studio da Roma, Ostia, Pompei e altre città dell’Italia romana; continuità e trasformazioni nell’uso dell’acqua nel tempo. Le sessioni si svolgono nelle giornate del 17 e 18 aprile, con interventi distribuiti tra mattina e pomeriggio e momenti di discussione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

PROGRAMMA 17 APRILE 2026. Alle 9.30, saluti di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Stefania Quilici Gigli. Presiede Andrea Giardina: L. Capogrossi Colognesi, E. Tassi, “La città romana e le sue acque”; L. Maganzani, “La regolamentazione dei condotti d’acqua pubblica nelle città romane, dal caput aquae alla destinazione finale”; S. Orlandi, “Le fistulae aquariae di Roma e il loro contributo agli studi prosopografici”; G.L. Gregori, D. Nonnis, “L’acqua dentro e fuori le città d’Italia nel suo riflesso epigrafico”; discussione; 11.45, coffee break. Presiede Gianluca Tagliamonte: F. D’Andria, “L’acqua a Castro, tra Messapi e Romani”; G. Scardozzi, “L’acqua nelle e per le città del Salento: i casi di Ugento e Lecce”; S. Quilici Gigli, “Tante aquae nelle città senz’acqua”; discussione. Alle 14.45, presiede Marcello Guaitoli: A. D’Alessio, “Ond’io, ch’era ora a la marina vòlto / dove l’acqua di Tevero s’insala… (Purgatorio, II, 100-101). L’acqua a Ostia dall’età arcaica al tardo impero; M. Spanu, “La città e il fiume: aspetti urbanistici nelle città di fondazione in Italia (IV-II sec. a.C.)”; G. Ceraudo, “Aquino, città dell’acqua”; discussione; 16.15, coffee break. Presiede Simone Quilici: B. Zarrao, F. Rinaldi, D. Rose, “La questione idraulica al Colosseo”; P. Quaranta, F. Coletti, “L’approvvigionamento idrico a servizio del Palazzo imperiale: conduzione, distribuzione”; R. Alteri, “Usi pubblici e privati dell’acqua tra Foro romano e Palatino”; L. Quilici, “Le Mura Aureliane nel superamento del Tevere a Testaccio”; discussione.

PROGRAMMA 18 APRILE 2026. Alle 9.30, presiede Patrizia Basso: M. Azzari, S. Campana, P. Liverani, D. Susini, “Roselle e l’acqua: fonti di approvvigionamento e gestione nella lunga durata”; G. Furlan, A. Borsato, “Aquileia, città d’acque (fiumi, canali, fosse)”; E. Giorgi, S. Morsiani, M. Cavalazzi, “Ravenna città d’acqua. L’evoluzione di un paesaggio urbano tra canali e acque interne in età antica”; discussione. Alle 11, coffee break. Presiede Patrizia Basso: J. Bonetto, G. Da Villa, “L’acquedotto di Nora: rilievo, studio e ricostruzione del monumento”; G. Falezza, “Acquedotti e distribuzione dell’acqua a Verona”; M.S. Busana, G. Mariotti, J. Turchetto, “L’acquedotto romano di Vicenza: tra dati di archivio e nuove acquisizioni”; G. Cera, “Castella aquarum: raccolta e distribuzione nelle città dell’Italia romana”. Alle 14.45, presiede Maria Luisa Marchi: F. Giletti, M. Covolan, “Pompei, la gestione dell’acqua, la percezione e l’utilizzo di quella piovana”; S. Cespa, “Metodologie e tecniche di conservazione dell’acqua: cisterne nelle città dell’Italia romana”; G. Renda, “Ut sine intermissione diebus noctibusque aqua fluat. L’acqua nell’arredo urbano dell’Italia romana”; discussione e chiusura dei lavori.

Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)

Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%.  Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.

Visitatori al parco archeologico di Ercolano nel ponte di Pasqua 2026 (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.

Roma. A Palazzo Altemps terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”: ecco il programma

L’8 aprile 2026, alle 17, a Palazzo Altemps a Roma, il terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. L’8 aprile 2026, alle 17, nel Teatro di Palazzo Altemps, la direttrice del museo nazionale Romano Federica Rinaldi introduce e modera gli interventi “I mosaici del Museo Nazionale Romano da via Emanuele Filiberto: nuovi dati dalle ricerche di archivio” di Chiara Giobbe e Raffaella Bucolo, e “Nuovi dati da vecchi scavi sull’edilizia abitativa dell’Esquilino. Il contributo della documentazione d’archivio alla ricomposizione di contesti archeologici perduti” di Andrea Grazian.

Roma. A Palazzo Massimo va in scena “Afrodite”, nuova performance di teatrodanza di ArteStudio con la direzione artistica di Riccardo Vannuccini, nell’ambito di “Una Stanza per Ofelia”, che offre una visione segreta e misteriosa di Afrodite: un’archeologia del guardare

Martedì 31 marzo 2026, alle 16, alle 17 e alle 18, nelle sale di Palazzo Massimo del museo nazionale Romano, va in scena “Afrodite”, nuova performance di teatrodanza di ArteStudio con la direzione artistica di Riccardo Vannuccini e realizzato nell’ambito di “Una Stanza per Ofelia”, un progetto co-finanziato dall’Unione Europea e con il sostegno del MIC e la collaborazione importante del museo nazionale Romano diretto da Federica Rinaldi. Evento incluso nel biglietto del museo. In scena Alessandra Marini, Pietro Freddi, Chiara Giangrande, Gabriele Guerra, Silvia Fasoli, Sofia Russotto, Maria Santuzzo, Sabrina Biagioli, Agata Alma Sala, Alba Bartoli, Maria Sandrelli con la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze del Centro Sabelli e della scuola Borgoncini Duca che aderiscono al progetto “Una Stanza per Ofelia”. Una performance di teatrodanza liberamente ispirata alla statua di Afrodite al bagno che, affascinante e di conturbante bellezza, sembra guardare le cose del mondo con leggerezza tutta femminile. Una posa in movimento che suggerisce libertà e presenza scenica. La performance intende proporre un’archeologia dello sguardo, ovvero gli artisti accompagneranno il pubblico nella visione segreta e misteriosa di Afrodite attraverso prospettive inedite del guardare e del conservare la memoria dello sguardo.

Performance di teatrodanza di ArteStudio nelle sale di Palazzo Massimo alle Terme a Roma (foto mnr)

Il progetto di ArteStudio composto da attività sceniche e laboratoriali dedicato al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni e dei comportamenti riferibili alla violenza sulle donne e sulle persone fragili in genere, esplora qui il tema in una relazione fra abitanti e città facendo dello spazio museale il luogo principale di nuove forme di cittadinanza attraverso un rapporto in sensi con la tradizione e il futuro culturale del nostro Paese, utilizzando la performance artistica nei luoghi d’arte come strumento di ricerca e comprensione della vicenda umana e, in questo caso, stabilendo una relazione originale, interessata ed interessante, con gli spazi museali del Palazzo Massimo.

Roma. Alle Terme di Diocleziano presentazione del libro “Le forme del sacro. Il riflesso delle pratiche religiose nell’epigrafia” a cura di Maria Letizia Caldelli, Gian Luca Gregori, David Nonnis, Silvia Orlandi, secondo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo che legge” promosso dal museo nazionale Romano

Mercoledì 25 marzo 2026, alle 17, alle Terme di Diocleziano a Roma, presentazione del libro “Le forme del sacro. Il riflesso delle pratiche religiose nell’epigrafia” a cura di Maria Letizia Caldelli, Gian Luca Gregori, David Nonnis, Silvia Orlandi (edizioni Quasar), secondo appuntamento nell’ambito del nuovo ciclo di conferenze “Il Museo che legge” a cura di Antonella Ferraro, Maria Letizia Caldelli e Giulia Cirenei, promosso dal museo nazionale Romano. Introduce Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Modera Sara Colantonio. Presentano Giorgio Ferri (Sapienza università di Roma) e Cecilia Ricci (università del Molise). Ingresso libero sino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria al link: https://museonazionaleromano.beniculturali.it/…/il…/.

Copertina del libro “Le forme del sacro. Il riflesso delle pratiche religiose nell’epigrafia” a cura di Maria Letizia Caldelli, Gian Luca Gregori, David Nonnis, Silvia Orlandi

Le forme del sacro. Il focus è dedicato alle iscrizioni sacre, come riflesso delle pratiche religiose, con un’attenzione alla specificità dei contesti: studiare la religione significa infatti studiare la pratica religiosa, e cioè soprattutto le iscrizioni sacre, che consentono di intravedere quello che è il nucleo essenziale della religione romana (e non solo): il rituale.  Leges sacrae, commentarii, acta, solo per citare alcune tipologie di testi, offrono una vasta messe di dati a partire dai quali si può tentare di ricostruire la pratica effettiva del culto; accanto al loro valore documentario, inducono a riflettere sulla funzione della scrittura nel contesto cultuale, che può avere anche il ruolo specifico di comunicare e fissare nella memoria, caratteristica della scrittura esposta.

 

Roma. Nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari la conferenza “Crypta Balbi. Nuovi dati dallo scavo archeologico e prospettive di valorizzazione” per il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” a cura di Federica Rinaldi e Saveria Petillo

Per il ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, dedicato alla presentazione dei cantieri del grande progetto “URBS, dalla città alla campagna romana”, a cura di Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e di Saveria Petillo, appuntamento mercoledì 18 marzo 2026, alle 17, nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari a Roma, la conferenza “Crypta Balbi. Nuovi dati dallo scavo archeologico e prospettive di valorizzazione”, in collaborazione con la Rettoria di S. Caterina de’ Funari e l’Istituto Romano di S. Michele. Intervengono Chiara Matteazzi, Tstudio Guendalina Salimei e BCD progetti, e Antonella Ferraro, a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si…

Roma. A Palazzo Massimo il museo nazionale Romano propone la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio (musei Vaticani) in vista della Giornata internazionale della donna, per il ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”

Ogni primo mercoledì del mese, il museo nazionale Romano promuove a Palazzo Massimo un incontro del ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. In vista della Giornata internazionale della donna, il 4 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo, la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio, del dipartimento di Antichità greche e romane dei Musei Vaticani, introdotta e moderata da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Lo Statuto del museo nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo promuove questo ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.

 

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di marzo nel podio della classifica assoluta tra il primo posto del Colosseo (15.876 ingressi) e il terzo di Foro Romano e Palatino (13.114 ingressi), come a febbraio, si inserisce al secondo posto la Reggia di Caserta con 13.671 ingressi

Sono stati 260mila gli ingressi domenica 1° marzo 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A marzo il podio della classifica assoluta è uguale a quella del mese precedente per il primo posto con il Colosseo (15.876 ingressi) e per il terzo con il Foro Romano-Colosseo (ingressi 13.114), mentre al secondo posto si inserisce la Reggia di Caserta (ingressi 13.671) che fa scalare il Pantheon al quarto posto.

Visitatori al museo Archeologico nazionale di Aquileia nei riaperti depositi arricchiti dalla mostra “Gli dei ritornano” (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.876 ingressi; Foro Romano e Palatino 13.114; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.957; area archeologica di Pompei 11.833; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.030; Terme di Caracalla 3.383; museo e area archeologica di Paestum 3.235; Terme di Diocleziano 3.157; parco archeologico di Ercolano 2.899; Villa Adriana 2.578; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.194; museo Archeologico di Venezia 2.160; Palazzo Massimo 2.097; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.968; Palazzo Altemps 1.853; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.563; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.071; museo delle Civiltà 1.022; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 853; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 785; museo Archeologico nazionale di Firenze 571; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 554; Scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 551; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 528; musei nazionali di Cagliari 513; anfiteatro e teatro romano di Lecce 513; Villa di Poppea-Oplontis 509; area archeologica del Teatro romano di Benevento 500; parco archeologico delle Terme di Baia 456; museo Archeologico nazionale di Pontecagnano e parco archeologico di Pontecagnano 437; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 408; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 362; museo Archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e parco archeologico di Egnazia 328; Antiquarium di Lucrezia Romana 305.