Archivio tag | museo nazionale di Archeologia del Mare a Caorle

Caorle. Al museo nazionale dell’Archeologia del Mare per il terzo appuntamento di “STORIE RIEMERSE. L’archeologia tra ricerca e racconto museale” presentazione della guida del museo Archeologico nazionale di Adria

caorle_archeologico_storie-riemerse_guida-del-man-di-adria_locandinaConto alla rovescia per il terzo appuntamento con “STORIE RIEMERSE. L’archeologia tra ricerca e racconto museale” al museo nazionale dell’Archeologia del Mare di Caorle: sabato 27 agosto 2022, alle 18.30, ospite è il museo Archeologico di Adria, con dialogo a due voci tra i due direttori, Federico Bonfanti e Alberta Facchi, in occasione della presentazione della nuova guida del MAN Adria, a cura di Alberta Facchi e Stefania Paiola. Testi di Giovanna Gambacurta e Loretta Zega. Schede tematiche di Sandra Bedetti, Fiorenza Bortolami, Alberta Facchi, Marta Franzin, Andrea Gaucci, Stefania Paiola, Cinzia Tagliaferro, Maria Cristina Vallicelli, Federica Wiel-Marin (vedi Adria. Al museo Archeologico nazionale presentazione della nuova Guida a cura di Alberta Facchi e Stefania Paiola per la collana “Quaderni della direzione regionale musei Veneto” | archeologiavocidalpassato). L’evento è gratuito. Per informazioni: tel. 042183149 o 3479941448, mail ddm-ven.museocaorle@beniculturali.it.

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare secondo appuntamento del ciclo di incontri “Storie riemerse – L’archeologia tra ricerca e racconto museale”: Alessandro Asta su “La memoria dell’Adriatico tra passato e futuro. Guida minima al patrimonio culturale subacqueo”

caorle_archeologico_storie-riemerse_memoria-dell-adriatico_locandinaDomenica 17 luglio 2022, alle 18.30, il museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle ospita il secondo appuntamento di “Storie riemerse. L’archeologia tra ricerca e racconto museale”. Per l’occasione, in via del tutto eccezionale e per la prima volta, sarà possibile visitare la prima sezione di archeologia subacquea e i depositi del Museo. Protagonista Alessandro Asta, funzionario archeologo della Sabap per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, con “La memoria dell’Adriatico tra passato e futuro. Guida minima al patrimonio culturale subacqueo”. L’ingresso per i partecipanti è gratuito e sarà consentito fino ad esaurimento dei posti a sedere disponibili. I tre appuntamenti in programma fino a settembre (17 luglio, 27 agosto, 24 settembre 2022) hanno come filo conduttore l’archeologia nella sua declinazione marittima/alto-adriatica, considerata sia sotto l’aspetto della tutela e della ricerca, sia sotto l’aspetto della valorizzazione museale e del racconto al grande pubblico dei dati e delle informazioni acquisite grazie agli scavi (subacquei e non). I tre incontri in programma (“La memoria dell’Adriatico”, “Un racconto a colori: il Man di Adria”, “Raccontare l’archeologia marittima: Caorle”) danno conto, con taglio divulgativo, di alcune avvincenti sfide passate, presenti e future, lanciate per far riemergere la storia e le vicende millenarie del nostro territorio, con particolare riguardo al rapporto tra l’uomo e il mare.

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare al via il ciclo di incontri “Storie riemerse – L’archeologia tra ricerca e racconto museale” con la conferenza di Carlo Beltrame su “Il brigantino Mercurio e la battaglia di Grado”

caorle_archeologico_storie-riemerse_brigantino-mercury_locandina

carlo-beltrame

Carlo Beltrame (università Ca’ Foscari)

Al via il ciclo di incontri “Storie riemerse – L’archeologia tra ricerca e racconto museale” promosso dal museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (Ve), che vede in programma quattro appuntamenti, fino a settembre: il filo conduttore che li unisce tutti è l’archeologia, nella sua declinazione marittima/alto-adriatica ma non solo, considerata sia sotto l’aspetto della tutela e della ricerca, sia sotto l’aspetto della valorizzazione museale e del racconto al grande pubblico dei dati e delle informazioni acquisite grazie agli scavi (subacquei e non), dando conto, con taglio divulgativo, di alcune avvincenti sfide passate, presenti e future, lanciate per far riemergere la storia e le vicende millenarie del nostro territorio, con particolare riguardo al rapporto tra l’uomo e il mare. Gli appuntamenti in programma sono il 25 giugno, il 16 luglio, il 27 agosto, il 24 settembre 2022, sempre alle 18.30, sempre al museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle, con ingresso gratuito e consentito fino ad esaurimento dei posti a sedere disponibili.

libro_The Mercurio_copertina

Copertina del libro “The Mercurio” di Carlo Beltrame

Il primo incontro, “Il brigantino Mercurio e la battaglia di Grado”, si terrà dunque sabato 25 giugno 2022, alle 18.30, al museo di Caorle, ed è dedicato alla presentazione del volume “The Mercurio” di Carlo Beltrame (università Ca’ Foscari di Venezia): dialogano con l’autore Alessandro Asta, funzionario della soprintendenza, e Federico Bonfanti, direttore del museo di Caorle. Il libro. Il brigantino italiano Mercurio stava scortando da Venezia la nave francese Rivoli da 80 cannoni alla sua prima spedizione, nel 1812, quando fu affondata da una nave inglese durante la battaglia di Grado. Da quando è stato individuato il relitto, il Mercurio è stato sede di numerosi scavi subacquei, iniziati nel 2001 e proseguiti dal 2004 al 2011 da parte di un’équipe dell’università Ca’ Foscari di Venezia, insieme alla locale Soprintendenza. Il loro lavoro ha rivelato una serie di reperti straordinari e ha fornito una visione unica della vita – e della morte – su un brigantino durante il periodo delle guerre napoleoniche. Questo volume offre una trattazione e un catalogo dei reperti forniti dal Mercurio, compresi i piani fotogrammetrici di prua e di poppa, insieme ad un’analisi della tecnica cantieristica, al dettaglio delle attrezzature e delle armi utilizzate e, unicamente, al dettaglio ravvicinato di trova collegato all’equipaggio stesso. Questo è uno dei pochi siti del Mediterraneo in cui sono stati conservati resti umani e, grazie al lavoro di antropologi, è stato persino possibile cercare di identificare uno degli uomini nominati nell’elenco dell’equipaggio. La scoperta di bottoni, calzature, oggetti preziosi e persino generi alimentari serve anche a far luce sulla vita quotidiana dell’equipaggio. Questo volume raccoglie così una ricchezza di informazioni archeologiche e storiche per raccontare la storia mai raccontata del Mercurio.

Avete da 6 a 14 anni? Nove musei archeologici tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia vi invitano al concorso “Instrumenta Design Junior 2020 – L’antico ispira il contemporaneo!”: immaginare un oggetto contemporaneo di uso quotidiano – spiegato in un video – dopo aver “intervistato” reperti antichi esposti in museo

La locandina del concorso “Instrumenta Design Junior 2020 – L’antico ispira il contemporaneo!”

Nove musei archeologici tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia invitano i loro giovani amici a partecipare al concorso “Instrumenta Design Junior 2020 – L’antico ispira il contemporaneo!”. L’iniziativa è rivolta a chi ha tra i 6 e i 14 anni (si può partecipare da soli, con i genitori o gli insegnanti e la classe) e vede coinvolti i musei archeologici di Este, Padova, Adria, Fratta Polesine, Venezia, Altino, Portogruaro, Caorle e Aquileia. Ogni museo ha individuato tre reperti antichi da “intervistare” per saperne di più e per stimolare la creatività dei giovani designer, invitati ad immaginare un oggetto contemporaneo di uso quotidiano. Vuoi conoscere i musei coinvolti? Vuoi scoprire quali reperti sono stati scelti? Guarda i video preparati dai singoli musei:

Entro il 15 giugno 2020 i partecipanti dovranno realizzare un video di massimo 3 minuti in cui spiegano il loro progetto (attenzione! il volto dei partecipanti non deve essere visibile) ed inviarlo all’indirizzo instrumentajunior@gmail.com. Gli elaborati verranno presentati dal 3 all’11 ottobre 2020 nei musei e rimarranno consultabili in rete fino al 31 maggio 2021. Si può consultare il sito alla pagina https://www.studiodarcheologia.it/musei/instrumenta-design-junior/ per scaricare regolamento, materiali e video. Per ulteriori informazioni lo Studio D – Archeologia Didattica Museologia invita a scrivere una email all’indirizzo dedicato instrumentajunior@gmail.com: “Aspettiamo con curiosità i vostri progetti!”.

Caorle (Ve). Apertura straordinaria del museo nazionale di Archeologia del Mare in occasione della 50.ma Fiera dell’Alto Adriatico: stand dedicato al Palaexpomar

Al Palaexpomar di Caorle la 50.ma edizione della Fiera dell’Alto Adriatico

A Caorle apre al Palaexpomar la 50.ma Fiera dell’Alto Adriatico e per l’occasione apre eccezionalmente, negli stessi giorni – dal 16 al 19 febbraio 2020 – il museo nazionale di Archeologia del Mare. L’accesso al museo sarà gratuito per i visitatori della Fiera (il 16 febbraio con ticket Fiera; dal 17 al 19 con pass Fiera). Domenica 16 febbraio il museo osserverà l’apertura dalle 10 alle 18. Nei giorni 17, 18, 19 il museo sarà aperto dalle 14 alle 18. Lo staff della Direzione regionale Musei sarà presente in Fiera nello stand del Comune- IAT per presentare ai visitatori il museo di Archeologia del Mare con video e depliant realizzati per l’occasione.

Timone di brigantino esposto al primo piano del museo nazionale di Archeologia del Mare (foto Pm-Veneto)

La sede del museo nazionale di Archeologia del Mare a Caorle (Ve) (foto Pm-Veneto)

Il Museo è articolato in due sezioni. La visita inizia con la prima parte espositiva TERREDACQUE da mostra a museo, allestita già nel 2014 dall’allora Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto. In queste sale, situate al primo piano del Museo, sono stati esposti i reperti più significativi rinvenuti a Caorle e in siti limitrofi, databili in un ampio arco cronologico che va dall’età del Bronzo recente (XIII—prima metà XII secolo a.C.) all’epoca moderna. Il progetto espositivo, elaborato dalla Soprintendenza, mirava a far conoscere ai visitatori l’evoluzione storico-archeologica dell’area: dal villaggio protostorico di San Gaetano al Portus Reatinum di Plinio al moderno centro di Caorle.

Il relitto del brick Mercurio affondato il 22 febbraio 1812 per l’esplosione della Santa Barbara colpito nella battaglia di Grado

Nelle sale al piano terra è invece raccontata la storia del brick Mercurio, un’imbarcazione da guerra a due alberi, armata con due vele quadre e una vela trapezoidale con un solo ponte, costruita in età napoleonica e ceduta dai Francesi alla flotta italiana. Il vascello saltò in aria il 22 febbraio del 1812, perché colpito al Santa Barbara, cioè nelle polveri poste a poppa, durante la battaglia di Grado, combattuta dagli Italo-francesi contro gli Inglesi. Solo tre marinai dell’intero equipaggio, costituito in particolar modo da Veneziani, riuscirono a salvarsi, gli altri morirono nella terribile esplosione. Il ruolo di bordo, conservato nell’Archivio di Stato di Venezia, ha fornito importanti informazioni sull’equipaggio, comandato da Giovanni Palicucchia. Da questo documento sappiamo che sulla nave era imbarcata anche una donna, la moglie dell’unico custode e che a bordo Francesco Martinelli e Lodovico Garbisa, entrambi veneziani, si occupavano dell’attività di calafataggio.

Il recupero del brick Mercurio nelle campagne della soprintendenza Archeologica del Veneto tra il 2004 e il 2011

In seguito al rinvenimento casuale a sette miglia da punta Tagliamento di un pezzo di artiglieria connesso allo sfortunato brick, la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto nel 2001 avviò indagini subacquee in cui furono individuate altre evidenze archeologiche così significative che portarono allo svolgimento dal 2004 al 2011 di campagne estive di scavo stratigrafico nell’area in cui affondò il Mercurio. Le indagini subacquee hanno permesso di ottenere moltissime informazioni sul relitto e hanno portato al recupero di utensili per la vita di bordo, di elementi dell’artiglieria, di due carronate del vascello, di una petriera, di armi, di munizioni e di oggetti personali del suo equipaggio. Gli importanti risultati scientifici conseguiti dal progetto di ricerca sviluppato dall’Università di Venezia hanno indotto il Polo museale del Veneto a dedicare una sezione del Museo Nazionale di Archeologia del Mare di Caorle a questo relitto.