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Vicenza. Doppio appuntamento col direttore Christian Greco di approfondimento della mostra “I creatori dell’Egitto eterno”: a Monte Berico e al museo Naturalistico Archeologico. Posti già esauriti. Gli altri incontri della rassegna “L’archeologia e la storia raccontano”

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Christian Greco, direttore del Museo Egizio e curatore della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” in Basilica Palladiana a Vicenza (foto comune di vi)

Week end a Vicenza con il direttore del museo Egizio di Torino. Christian Greco sabato 28 gennaio 2023, alle 20.30, nella sala del Quadro della Basilica di Monte Berico, sarà ospite della serata “L’eredità degli Egizi. Tra storia e mito”. Domenica 29 gennaio 2023, alle 17, al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza, apre la rassegna “L’archeologia e la storia raccontano”. Entrambi gli appuntamenti, a prenotazione obbligatoria, e già esauriti da tempo, sono a corollario della grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone” allestita in Basilica palladiana fino al 7 maggio 2023.

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L’ex refettorio conventuale del santuario di Monte Berico, con sullo sfondo il capolavoro del Veronese di recente restaurato, ospita l’incontro con il direttore del museo Egizio di Torino (foto comune di vi)

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Christian Greco, Francesco Rucco e Simona Siotto alla presentazione della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” in Basilica palladiana a Vicenza (foto graziano tavan)

Sabato 29 gennaio 2023: “L’eredità degli Egizi. Tra storia e mito”. L’iniziativa è organizzata dall’associazione di promozione sociale In Arte Veneto, in collaborazione con la Comunità dei Servi di Maria di Monte Berico, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Vicenza e con il supporto dell’assessorato alla partecipazione. La serata è un approfondimento della grande mostra in Basilica palladiana dedicata all’antico Egitto in cui 180 reperti, 160 provenienti dalle collezioni del Museo Egizio e 20 dal Louvre di Parigi, racconteranno Tebe, l’odierna Luxor, e Deir el-Medina, il villaggio, fondato intorno al 1500 a.C., dove scribi, disegnatori e artigiani lavoravano per costruire e decorare le tombe dei faraoni nelle Valli dei Re e delle Regine, plasmando l’immaginario dell’antica civiltà nata sulle rive del Nilo. La riflessione proposta sabato 28 gennaio, nell’ex refettorio conventuale, con sullo sfondo il capolavoro del Veronese di recente restaurato, porrà l’accento sulla ricchezza del lascito spirituale della cultura egizia nell’età antica, prendendo in esame alcune istanze che sopravvivono in modi diversi nella civiltà contemporanea. Moderato dalla giornalista Nicoletta Martelletto, il confronto di carattere multifocale coinvolgerà Francesco Rucco, sindaco di Vicenza; Simona Siotto, assessore alla Cultura; padre Gino Alberto Faccioli, della comunità dei Servi di Maria di Monte Berico; Chiara Visentin, presidente della Biblioteca civica Bertoliana; e Agata Keran, curatrice del museo d’Arte sacra di Monte Berico. Ciascuno dei partecipanti al dialogo offrirà un proprio focus, partendo dal proprio orizzonte di operatività e di ricerca. Intervalleranno gli interventi le letture poetiche curate da due attori, Alessia Bartolomucci e Gianrico Tondinelli.

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Il faraone Ramses II tra il dio Amon e la dea Mut, gruppo in granito dal tempio di Amon a Karnak (XIX dinastia, regno di Ramses II, 1279-1213 a.C.), conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Da Iside a Cleopatra, dalla schiavitù d’Egitto al passaggio del Mar Rosso al tempo di Mosè, dalla faraonica Valle dei Re all’interreligioso Delta del Nilo, dove nacque la Bibbia dei Settanta e si costituì la maestosa Biblioteca di Alessandria, l’universo nilotico continua a sollecitare nuove riflessioni. Ma qualcosa della forma mentis dei creatori d’Egitto, proiettata all’eternità, può ancora essere raccolto e valorizzato nelle comunità globalizzate di oggi? Nell’arte europea spiccano soggetti e narrazioni che trovano la propria patria ideale nella terra nera e fertile dei faraoni, immaginata idealmente come luogo pieno di ricchezze d’arte e naturali e dilaniato da passioni irrefrenabili, associate in particolare al mitico volto di Cleopatra. Come non ricordare gli affreschi nel veneziano Palazzo Labia, dipinti nel XVIII secolo da Giambattista Tiepolo, che ricordano l’amore dell’ultima regina dell’antico Egitto con Marco Antonio? Filologicamente inconsistenti, queste fantasie hanno animato per secoli i salotti alla moda, lasciando un segno nell’arte, nel teatro e nella musica. Sul piano religioso, nella cultura ebraico-cristiana esistono sostanziali e molteplici punti di tangenza con l’antico Egitto. Analizzare queste assonanze comporta un ritorno spirituale nel deserto di Tebaide, dove nacquero i presupposti del monachesimo cristiano, attraverso la contemplazione ascetica dei santi Macario, Pacomio e Antonio abate, i cui nomi risuonano familiari in un cenobio come quello di Monte Berico. La mostra vicentina offre, dunque, una formidabile occasione per riflettere attorno a un’eredità immane spesso fraintesa, ma anche in questi “fraintendimenti” e continue riscritture comunque feconda di conseguenze culturali ad ampio raggio, in grado di mantenere un messaggio forte oltre il proprio tempo, che non cessa a essere una miniera di idee per il futuro.

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L’ingresso del museo Naturalistico Archeologico di Vicenza in contra’ Santa Corona (foto comune di vi)

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Christian Greco, direttore del museo Egizio e curatore della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” in Basilica Palladiana a Vicenza (foto comune di vi)

Domenica 29 gennaio 2023: “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”. Il Gruppo archeologico CRT propone un nuovo ciclo di conferenze organizzate in collaborazione con l’assessorato alla cultura e i Musei Civici di Vicenza che si tiene al museo Naturalistico Archeologico, a cadenza mensile, la domenica alle 17. La rassegna “L’archeologia e la storia raccontano” affronta temi eterogenei su cui relazioneranno alcuni prestigiosi studiosi in ambito archeologico. Domenica 29 gennaio Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino e curatore della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” apre dunque il ciclo con un percorso a ritroso di 3300 anni, quando le tombe e il corredo funerario che accompagnavano i faraoni nel viaggio ultraterreno venivano realizzati da menti e mani esperte che, con il loro lavoro, hanno creato l’immagine che abbiamo tutt’oggi di quella civiltà.

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I Chiostri di Santa Corona, al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza, ospitano la rassegna “L’archeologia e la storia raccontano” del gruppo archeologico CRT (foto comune di vi)

vicenza_gruppo-crt_rassegna-l-archeologia-e-la-storia-raccontano_locandinaGli altri appuntamenti della rassegna. Domenica 26 febbraio 2023, Claudia Cenci, funzionario archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, prenderà in considerazione “L’antefissa fittile della Potnia theron”, ossia “la Signora degli animali”, approfondendo la storia e i significati di questo importante ritrovamento vicentino, risalente all’epoca romana e recentemente, esposto in via definitiva al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza. Domenica 26 marzo 2023, Luca Fezzi, professore di Storia romana all’università di Padova, intratterrà il pubblico trattando il tema “La straordinaria vita di Cesare”, narrando gli aspetti poco noti della personalità del grande condottiero. Domenica 16 aprile 2023 avrà come protagonista il mondo affascinante, e spesso sottovalutato, dei rinvenimenti subacquei: Michele Stefanile, archeologo alla Scuola Superiore Meridionale di Archeologia, farà il punto su “L’archeologia subacquea nel porto romano di Puteoli”, con un focus sulle nuove ricerche e scoperte. Infine, domenica 28 maggio 2023, Maria Giuseppina Lauro, archeologa al Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, prenderà in considerazione Castel Porziano e la Villa di Plinio: si tratta di un’area archeologica di particolare interesse per le sue infrastrutture di epoca romano-imperiale, con il susseguirsi di ricchissime ville lungo il litorale, di cui la più nota è quella appartenuta a Plinio il Giovane. L’ingresso alle conferenze è gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti. Per informazioni e prenotazioni inviare una mail gruppoarcheologico.crt@gmail.com  oppure scrivere un messaggio o un whatsapp al 3515409028.

Vicenza. Convegno “Dialoghi intorno alla donna, tra passato e presente” promosso dal Gruppo Archeologico C.R.T.: sabato al teatro Astra confronto tra esperti, domenica al museo Archeologico Naturalistico inaugurazione dell’esposizione permanente della Potnia theron

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Due giorni a Vicenza per il convegno “Dialoghi intorno alla donna, tra passato e presente” organizzato per il 26 e il 27 novembre 2022 dal Gruppo Archeologico C.R.T. di Vicenza. Sabato 26 convegno al teatro Astra in contra’ Barche 55 e domenica 27 presentazione e inaugurazione dell’esposizione permanente della Potnia theron al museo Naturalistico Archeologico in contra’ Santa Barbara 4. L’ingesso è gratuito, ma con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti, che sono limitati, soprattutto quelli di domenica mattina al museo Naturalistico Archeologico. Le prenotazioni possono essere fatte via email all’indirizzo: gruppoarcheologico.crt@gmail.com, oppure inviando un messaggio al numero 3515409028, indicando, in entrambi i casi, i nomi delle persone per le quali si prenota e il giorno di interesse (sabato, domenica, entrambi).

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Sabato 26 al Teatro Astra, inizio alle 9. Dopo i saluti, intervengono: Federica Fontana (università di Ferrara) e Annaluisa Pedrotti (università di Trento) su “Donne sciamane e contadine. La figura femminile nella preistoria”; Alessia Fassone (museo Egizio di Torino) su “Donne d’Egitto, belle e influenti”. Dopo la pausa caffè, Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) su “Donne etrusche: fascino millenario tra mito, archeologia e storia”. Intermezzo dell’attrice Martina Pittarello (Ardea) con letture di brani tratti dalle fonti greche. Quindi Flavia Frisone (università del Salento) su “Sapere da donne, sapere di donne nel mondo greco”. Nel pomeriggio, alle 14.30, apre l’attore Edoardo Billato con letture di brani tratti dalle fonti latine. Quindi Francesca Ghedini (università di Padova) su “Una donna di potere: Giulia Domna”; Luisa Consolaro (psichiatra, psicoterapeuta) su “La mutata condizione femminile: riflessi psicologici e sociali”; Myriam Guglielmo (violinista della Società del Quartetto) esegue Romance Opera 23 di Mrs H.H.A. Beach “Il femminile della musica classica americana”. Quindi Vita Scifo (sindacato Polizia di Stato) su “La donna nel cambiamento del suo ruolo e la consapevolezza delle difficoltà”. Chiude Benedetta Colasanto (percussionista della Società del Quartetto) per “Ritmo è percussione, è vita, è donna” esegue “To the Gods of Rhythm” di N.J. Zivkavich (steel drum e metalli – body percussion e voce che recita la poesia “Sorridi donna” di Alda Merini).

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Domenica 27 novembre l’evento “Dialoghi intorno alla donna, tra passato e presente” si trasferisce al museo Naturalistico e Archeologico, per la presentazione e l’inaugurazione dell’esposizione permanente della Potnia theron al museo Naturalistico Archeologico. Alle 10, dopo il saluto delle autorità, intervengono Giulia Pelucchini (Sabap Vr-Vi-Ro) e Viviana Frisone (museo Archeologico Naturalistico Vicenza) su “La Potnia Theron, un reperto restituito alla comunità”; la coreografa Giovanna Donnagemma (Quadrivium Danza) con “Danza sacra / rituale per la dea”; Antonio Di Lorenzo (giornalista) su “Maria Teresa Fortuna: archeologa straordinaria (e sfortunata)”. Chiude la due giorni la visita alla nuova esposizione della Potnia Theron.

Preistoria. Nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia (Vr), millenni di convivenza tra l’uomo, il lupo e l’orso delle caverne: ecco i risultati della nuova campagna di scavo del team di Ca’ Foscari diretto da Elena Ghezzo

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): discussione sulla metodologia di scavo (foto di Massimo Arvali / unive)

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Elena Ghezzo dell’università Ca’ Foscari

L’obiettivo del team di Ca’ Foscari, guidato da Elena Ghezzo, era di mettersi sulle tracce dell’orso delle caverne nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo (Vr), in Lessinia: dove per 10mila anni (tra 30 e 20mila anni fa) sono convissuti uomo e animali (Preistoria. Team di Ca’ Foscari, guidato da Elena Ghezzo, sulle tracce dell’orso delle caverne nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia: dove per 10mila anni (tra 30 e 20mila anni fa) sono convissuti uomo e animali | archeologiavocidalpassato). A quasi un anno e mezzo dall’avvio delle ricerche la prima esplorazione delle profondità della Grotta di Veja ha portato alla luce più di 200 resti di orso, lupo e tasso oltre a tracce di frequentazione umana negli ultimi 10-12mila anni. La grotta si trova a Nord di Verona, nel Parco della Lessinia. È una cavità carsica che ha avuto origine in un periodo più recente di 38 milioni di anni fa per l’azione di acque ipogee. Finora studiata parzialmente, è in grado di raccontare molto dei millenni di convivenza tra uomo e fauna e dell’ambiente dell’area prima, durante e dopo l’ultimo evento glaciale. Le attività di ricerca, riavviate nel 2021 grazie all’università Ca’ Foscari Venezia, sono entrate nel vivo con una campagna appena conclusa che ha coinvolto 8 operatori che si sono alternati durante due settimane per scavo, documentazione e vaglio del materiale. Hanno partecipato allo scavo Giulia Santini e Matteo Novella, studenti rispettivamente di Ca’ Foscari e dell’università di Padova, Massimo Arvali e Daniele Davolio del Gruppo Speleologico San Marco, Michele Bassetti della società CORA ricerche, Andrea Pereswiet Soltan della Polish Academy of Science e Andrea Villa dell’Istitut Català de Paleontologia, Viviana Frisone, curatrice del museo archeologico di Vicenza, Francesco Sauro geologo e speleologo, e Mara Bortolini dottoranda al dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari.

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): primo dente di micromammifero trovato durante il vaglio del materiale (foto di Massimo Arvali / unive)

L’area di scavo si trova nella porzione più interna alla grotta, alla fine del ramo principale, ad una profondità lineare di circa 180 metri dall’ingresso. Il condotto è completamente buio e frequentato oggi solo da pipistrelli del genere Miniopterus e Myotis, e coleotteri caratidi. “Ci siamo addentrati nel fondogrotta in un’area mai indagata prima”, racconta Elena Ghezzo, ricercatrice “Marie Curie” a Ca’ Foscari (progetto REFIND) e responsabile dello scavo. “Aavevamo un doppio fine: recuperare e documentare il record fossilifero e stratigrafico messo in luce da scavi abusivi, e creare un momento di didattica intensiva rivolto agli studenti universitari che hanno partecipato alle operazioni di scavo”.

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): momento di campionamento (foto di Giulia Santini / unive)

I risultati. “Abbiamo verificato tracce di frequentazione umana negli ultimi 10-12 mila anni”, spiega la paleontologa. “Inoltre, in soli 2 metri cubi circa di materiale asportato, sono stati recuperati più di 200 resti fossili di orso, lupo e tasso, ed alcuni reperti minori sono ancora in via di determinazione”. I prossimi passi includeranno ulteriori radiodatazioni dei reperti provenienti dagli strati profondi, probabilmente risalenti a prima dell’ultima glaciazione (oltre 20 mila anni fa), e lo studio molecolare di alcuni materiali, oltre ad analisi chimiche rivolte a capire i processi di accumulo e alla caratterizzazione del sedimento. Il materiale fossile, infatti, presenta una conservazione peculiare strettamente legata al contesto di fondogrotta, che ha favorito la conservazione dello smalto dentario (lo strato esterno dei denti) e dei carboni, a scapito delle ossa.

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Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): vaglio dei materiali di scavo (foto di Massimo Arvali / unive)

Uno scavo sostenibile. “Lavorare in una zona così profonda ha comportato un enorme sforzo per garantire la sicurezza e il coordinamento di tutte le persone coinvolte”, aggiunge Elena Ghezzo. “È stata essenziale la pianificazione pre-scavo e il contributo in posto degli speleologi, mentre il gruppo di ricerca ha lavorato garantendo il minimo disturbo alla fauna ipogea e il massimo rendimento nella raccolta dati. Ad esempio, è stata realizzata una linea telefonica attiva in continuo tra interno ed esterno grotta e sono state utilizzate solo lampade a batteria per evitare di usare generatori elettrici che avrebbero disturbato la fauna e il flusso turistico all’interno del parco. Inoltre, il vaglio preliminare del materiale di scavo è stato effettuato in loco, sfruttando il torrente che scorre al di sotto del ponte di Veja”.

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Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo (Vr): una delle due aree indagate negli scavi della seconda metà del Novecento (foto unive)

Collaborazioni, sponsor e patrocini. Lo scavo ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sant’Anna d’Alfaedo, del G.S.S.M., della Società Paleontologica Italiana, dalla associazione culturale Benetticeras e del museo di Paleontologia di Sant’Anna d’Alfaedo. La campagna di scavo 2022 è stata portata avanti grazie ai fondi del progetto “Marie Curie” REFIND e al fondo CeSAV per scavi di ateneo. I permessi di scavo sono stati rilasciati dalla soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Verona Rovigo e Vicenza, e dal parco naturale regionale della Lessinia. “Ringraziamo in particolar modo la famiglia Lavarini della Trattoria di Veja che ci ha accolto, ospitato e saziato durante le faticose giornate di scavo”, conclude Elena Ghezzo, “il sindaco Raffaello Campostrini per aver fornito le transenne di sicurezza, e tutti i turisti e curiosi che ci hanno incalzato e spronato con domande e curiosità sul nostro lavoro sul campo”.

Vicenza. Al museo Naturalistico Archeologico la mostra “Palafitte e Piroghe del Lago di Fimon. Legno, territorio, archeologia”: nuova luce sulla vita degli uomini e delle donne che abitavano attorno al lago di Fimon da 7000 a 3000 anni fa

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Locandina della mostra “Palafitte e Piroghe del Lago di Fimon. Legno Territorio Archeologia” al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza fino al 31 maggio 2023

Al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza nella mostra “Palafitte e Piroghe del Lago di Fimon. Legno, territorio, archeologia” protagonista assoluto è il legno, quello utilizzato nelle imbarcazioni, il nelle case su palafitta, nelle strutture che servivano per bonificare le sponde del lago. Aperta il 19 marzo 2022, fino al 31 maggio 2023 i visitatori potranno scoprire i villaggi preistorici del Lago di Fimon sulle tracce degli appassionati e degli studiosi che nel corso degli anni hanno recuperato ed esaminato centinaia di reperti. Realizzata in onore di Gastone Trevisiol, ricercatore la cui attività si è svolta principalmente nelle Valli di Fimon e a cui si deve il ritrovamento di molti dei reperti esposti in mostra, l’esposizione è organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, dai Musei Civici di Vicenza e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza.

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Il taglio del nastro all’inaugurazione della mostra “Palafitte e piroghe del lago di Fimon” (foto sabap-vi)

La mostra è stata realizzata grazie a un comitato scientifico composto dai maggiori esperti italiani di preistoria e di antiche abitazioni e imbarcazioni, oltre che dai protagonisti delle ricerche archeologiche sul Lago di Fimon, provenienti dal ministero della Cultura e da numerose università e da laboratori all’avanguardia. La cooperativa sociale Scatola Cultura, si è occupata dell’allestimento e della didattica. La mostra gode del patrocinio e del contributo della Regione del Veneto (per gli studi dendrocronologici dei legni di Fimon tramite la legge regionale 50/84), del contributo di Fondazione Roi per le attività didattiche per scuole e famiglie, di Zordan s.r.l. per allestimento curato da Scatola Cultura. Ha il patrocinio di Provincia di Vicenza, Comune di Arcugnano, Accademia Olimpica e dei Siti preistorici palafitticoli dell’arco alpino UNESCO.

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L’allestimento della mostra “Palafitte e Piroghe del Lago di Fimon. Legno Territorio Archeologia” è stato curato da Scatola Cultura (foto sabap-vi)

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La presentazione della mostra al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza: al centro, Carpanese, Tinè, Siotto, Pellizzari (foto sabap-vi)

Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla Cultura Simona Siotto, il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza Vincenzo Tinè, il sindaco di Arcugnano Paolo Pellizzari, il conservatore del museo Naturalistico-Archeologico Viviana Frisone, e Valentina Carpanese per Scatola Cultura. Erano presenti Romano Trevisiol, figlio di Gastone Trevisiol a cui la mostra è dedicata, e il comitato scientifico della mostra. “La mostra, frutto della collaborazione fra istituzioni e studiosi di provenienze diverse, è un ottimo esempio di come si possa lavorare insieme per obiettivi comuni: la ricerca, la conservazione e la valorizzazione di beni culturali”, dichiarato Simona Siotto. “Quello che possiamo vedere oggi nelle sale del museo è frutto di ricerche all’avanguardia tradotte in linguaggio accessibile a tutti. L’allestimento gradevole e coinvolgente rende la mostra particolarmente adatta all’attività didattica rivolta alle scuole e ad iniziative educative che potranno essere progettate in relazione a specifiche esigenze di approfondimento. L’approfondimento dedicato all’uso del legno in epoca preistorica sarà sicuramente di interesse poiché tra l’altro interessa un territorio vasto coinvolgendo in particolare il Lago di Fimon nel Comune di Arcugnano, luogo di ritrovamento di molti reperti di grande interesse per gli studiosi”.

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La vetrina dedicata ai primi protagonisti delle ricerche nelle valli di Fimon (Vi) (foto sabap-vi)

La mostra si sviluppa da nuovi studi sui frammenti di legno recuperati nel Novecento e da recenti indagini archeologiche condotte con le più moderne metodologie che hanno consentito di gettare nuova luce sulla vita degli uomini e delle donne che abitavano attorno al lago di Fimon da 7000 a 3000 anni fa. Racconta come gli importanti reperti di Fimon sono stati recuperati, conservati e, oggi, studiati. La preistoria del Lago di Fimon è anche la preistoria della carpenteria del legno e racconta di come le radici di questo sapere artigianale affondino nel passato che l’archeologia moderna può rivelare e raccontare. Tra gli oggetti più significativi esposti ci sono i resti di una piroga monossile risalente a circa 5000 anni fa identificata nei reperti lignei raccolti nell’Ottocento. Si tratta di uno dei reperti eccezionalmente conservati che permetteranno al visitatore di comprendere quante cose accomunano il lontano mondo della preistoria e l’epoca attuale: piroghe monossili del tutto simili a quelle di Fimon venivano costruite fino a poche centinaia d’anni fa e negli ultimi anni vi è una forte spinta alla bioedilizia e all’uso di materiali naturali ed ecosostenibili nelle costruzioni. La mostra, attraverso l’archeologica, consente di approfondire la conoscenza della carpenteria del legno che è sempre stata poco nota, attraverso la conservazione dei legni del lago di Fimon che è qualcosa di eccezionale e unico: questo è stato possibile grazie all’ambiente umido e quindi anaerobico, condizione ideale che si è creata nella torbiera di Fimon. Solitamente, infatti, il legno, materiale organico e quindi deperibile, non si conserva quasi mai nei depositi archeologici ma viene consumato dal passare del tempo.

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In mostra a Vicenza uno dei pali delle palafitte di Fimon recuperati da Paolo Lioy nella seconda metà dell’Ottocento, recentemente restaurato (foto sabap-vi)

Nella mostra “Palafitte e piroghe del Lago di Fimon” è esposto di un reperto eccezionale: uno dei pali delle palafitte di Fimon recuperati da Paolo Lioy nella seconda metà dell’Ottocento, recentemente restaurato. Segue poi la presentazione degli altri frammenti lignei recuperati durante le ricerche archeologiche più recenti. La mostra parla di come questi reperti siano arrivati fino ad oggi, raccontando dell’estrazione della torba e dei principali protagonisti della ricerca nelle Valli di Fimon: tra questi vi è Gastone Trevisiol, al quale la mostra è dedicata. Un pannello didattico racconta in maniera approfondita le numerose analisi archeologiche e scientifiche che vengono realizzate sul legno archeologico per scoprirne ogni aspetto. Infine, quattro vetrine presentano i principali siti archeologici del Lago di Fimon grazie ai reperti rinvenuti.

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In mostra postazioni interattive e approfondimenti video per conoscere meglio il territorio, le ricerche e i reperti (foto sabap-vi)

Un’installazione inedita audio interattiva di Andrea Santini e Marianna Anoardi introduce i visitatori alle tematiche grazie ad un’esperienza sensoriale. Altre postazioni interattive permetteranno ai visitatori di toccare con mano il legno, mentre approfondimenti video permetteranno di conoscere meglio il territorio, le ricerche e i reperti. Con la collaborazione di Veneto Agricoltura, in alcuni vasi collocati nel portico del chiostro del museo, si possono vedere sei alberi appartenenti alle specie che vivevano attorno al Lago di Fimon tra il Neolitico e l’Età del Bronzo. Sono previste delle attività educative rivolte a bambini e famiglie ogni prima domenica del mese. Le proposte sono gratuite grazie al contributo della fondazione Giuseppe Roi. Info e prenotazioni: 3483832395 didattica.museivicenza@scatolacultura.it. Le attività didattiche per bambini e ragazzi verranno inserite anche nel Poft – Piano dell’offerta formativa territoriale per l’anno 2022-23, con particolare attenzione alle diverse abilità cognitive e disabilità. La mostra si può visitare dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 17 da settembre a giugno, dalle 10 alle 14 in luglio e agosto. L’ingresso è compreso nel biglietto per il museo: intero 3 euro, ridotto e scuole 2 euro. Info biglietti https://www.comune.vicenza.it/cit…/scheda.php/42724,217959. Informazioni: 0444222815, museonatarcheo@comune.vicenza.it.

Vicenza sulle tracce di Augusto: l’11 e il 12 ottobre due giornate di studio per il bimillenario della morte del primo imperatore di Roma

A Vicenza studiosi "sulle tracce di Augusto" nel bimillenario del primo imperatore romano

A Vicenza studiosi “sulle tracce di Augusto” nel bimillenario del primo imperatore romano

Vicenza sulle tracce di Augusto. Quello di sabato 11 e domenica 12 ottobre a Vicenza sarà il più grande evento, per il Veneto, dedicato alla celebrazione del bimillenario della morte di Augusto, il primo imperatore di Roma, deceduto a Nola il 19 agosto del 14 d.C. L’associazione Crt-Gruppo Archeologico di Vicenza, che da anni organizza cicli di conferenze in città, e l’associazione internazionale Rodopis-Experience Ancient History, formata da giovani studiosi che mirano a promuovere, attraverso vari tipi di attività, la diffusione della cultura classica in ambito universitario ed extrauniversitario, hanno organizzato due giornate di studio dal titolo “Sulle tracce di Augusto”, animate sia da uno spirito di indagine scientifica, sia dalla volontà di divulgare lo stato attuale delle ricerche. Nella due giorni si alterneranno relazioni di giovani universitari (dottorandi, post dottorandi, ricercatori) a visite guidate al museo Naturalistico Archeologico di Vicenza e ai principali siti di Vicenza romana. Le relazioni avranno luogo in orario mattutino (dalle 9 alle 12.45) al teatro Astra (sede concessa dal Comune, collaboratore dell’iniziativa). Le visite guidate, gestite dagli archeologi dell’Associazione per la didattica museale Ardea e dai volontari dall’Associazione Ctg-La Rua di Vicenza, si terranno invece nei due pomeriggi, dalle 15 alle 17.30 (necessaria la prenotazione al teatro durante le due mattinate); esse mireranno a dare concretezza alle nozioni storiche emerse durante le sessioni mattutine, calandole nel nostro contesto urbano. Gli interventi della prima mattinata analizzeranno la politica e l’ideologia augustea, nonché la controversa personalità di Augusto, uomo dal grande carisma, acume politico e spregiudicata determinazione nel perseguire i propri obiettivi, in grado di assumere in pochi anni un immenso potere fino ad inaugurare (nel 27 a.C.) la stagione dell’impero. La seconda mattinata (che contemplerà anche la presenza di Mariolina Gamba, ispettrice della soprintendenza ai Beni archeologici del Veneto) sarà invece tutta dedicata alla X Regio (una delle “regioni” in cui Augusto divise l’Italia intorno al 7 d.C., e denominata oggi comunemente Regio X Venetia et Histria), alla quale apparteneva anche il municipium di Vicetia.

Il criptoportico sotto piazza Duomo  una delle testimonianze di Vicenza romana

Il criptoportico sotto piazza Duomo una delle testimonianze di Vicenza romana

L’intero evento – la cui preparazione ha impegnato la segreteria scientifica e organizzativa per otto mesi – è stato ideato per tutti gli appassionati che potranno parteciparvi liberamente e gratuitamente. L’obiettivo dichiarato dai curatori è quello di fornire a tutti gli appassionati un’opportunità di riflessione e approfondimento sulle nostre radici storiche e culturali e al contempo di dialogo (nel dibattito che chiuderà le sessioni mattutine) con i giovani studiosi di scienze dell’antichità, la cui professionalità l’evento intende valorizzare e promuovere pubblicamente, al di fuori del più ristretto ambito accademico di addetti ai lavori.

La pianta di Vicenza con evidenziate le testimonianze del periodo romano

La pianta di Vicenza con evidenziate le testimonianze del periodo romano

Le giornate di studio hanno la regia scientifica di Anna Busetto (dottore di ricerca in “Civiltà e tradizione greca e romana” e membro del consiglio direttivo di Rodopis), Elena Marzola (docente di storia dell’arte al liceo artistico “Boscardin” e di archeologia classica e paleocristiana all’Issr di Monte Berico, nonché presidente del Crt) e di Edoardo Bedin (archeologo afferente alle Università di Padova e di Reading, socio operativo di Rodopis e membro del consiglio direttivo del Crt), con il sussidio organizzativo di Grazia Presti e Michelangelo Zucchini (entrambi del Crt). I patrocinatori dell’evento, oltre al Comune di Vicenza, sono il liceo statale “Antonio Pigafetta” e la Deputazione di storia patria per le Venezie. Numerosi e prestigiosi anche gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa fin dalle sue prime fasi, credendo nella qualità e nel valore del progetto: Carrozzeria Pagoda di Longare, 50&Più – Associazione Ultracinquantenni – Confcommercio Vicenza, Ordine dei Notai di Vicenza, Rotary Club Vicenza Berici, Rotary Club Padova Contarini, Gianluigi Visentin – Private Banker Banca Fideuram, Troisi Assicurazioni, Lions Club La Rotonda – Leo Club Vicenza, Telemar, Libreria Traverso, Grassi Pietre, Farmacia Dott. Albiero, Loison, Acorm, Tipografia Campisi.

I resti del basolato di una strada romana in centro a Vicenza

I resti del basolato di una strada romana in centro a Vicenza

IL PROGRAMMA. SABATO 11 OTTOBRE 2014 Dopo i i saluti delle autorità locali, Elena Marzola (CRT) e Anna Busetto (Rodopis) introducono i lavori. La I SESSIONE, con A. Busetto come moderatore, è dedicata a “La politica e l’ideologia del principato”: 9.30, Dall’impero romano all’impero fascista: duemila anni di potere augusteo, con LORENZO DE VECCHI (Università di Trieste); 10.15, Cento di questi anni! Le feste delle “imperatrici” e il calendario dopo Augusto, con IRENE SOMÀ (Università di Bologna); 10.45, Pausa caffè; 11.15, Tutti i colori di Augusto. La ricerca del colore dimenticato ed il significato del colore nella mentalità dei romani, con SARA LENZI (Università di Firenze); 11.45, La disperata ricerca di un successore? Alcune riflessioni su un passaggio di poteri da riconsiderare, con ALESSANDRO RONCAGLIA (Università di Bologna) Seguono la discussione e la pausa pranzo. Nel pomeriggio la II SESSIONE con visite guidate alla Vicenza romana e al museo Naturalistico-Archeologico tra le 15 e le 17.30.

Anfore romane emerse nello scavo del cortile di Palazzo Chiericati a Vicenza

Anfore romane emerse nello scavo del cortile di Palazzo Chiericati a Vicenza

DOMENICA 12 OTTOBRE 2014. L’introduzione dei lavori è affidata sempre a Marzola e Busetto. La I SESSIONE, con E. Marzola come moderatore, focalizza “La X Regio in età augustea”: alle 9.45, L’istituzione della X Regio e il suo ruolo nella conquista augustea dell’alto e medio Danubio, con MARCO ROCCO (Università di Padova); 10.15, La X Regio orientale nell’Italia augustea. Aspetti dell’organizzazione e della gestione del territorio, con STEFANO MAGNANI (Università di Udine); 10.45 Pausa caffè; 11.15, Il municipium di Vicetia in età augustea e giulio-claudia, con MARIOLINA GAMBA (soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto); 11.45, I veterani di Augusto nella colonia di Ateste: aspetti di vita economica e sociale nell’età augustea, con FILIPPO BOSCOLO (Università di Padova); seguono discussione e pausa pranzo. Nel pomeriggio, la II SESSIONE con visite guidate alla Vicenza romana e al museo Naturalistico-Archeologico tra le 15 e le 17.30.