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Torino. Al museo Egizio quinto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso”: protagoniste la dea Anuket e le altre divinità venerate sull’isola Elefantina di Aswan nella mostra curata da Paolo Del Vesco “Un santuario portatile per la dea Anuket”

Suggestiva immagine dell’ingresso della mostra “Un santuario portatile per la dea Anuket”, quinto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” (foto museo egizio)

È dedicato alla dea Anuket e alle altre divinità venerate sull’isola Elefantina di Aswan il quinto appuntamento di “Nel laboratorio dello studioso”, il ciclo di mostre bimestrali dedicato all’attività scientifica condotta da curatori ed egittologi del dipartimento Collezione e Ricerca del Museo Egizio di Torino. La nuova mostra, dal titolo “Un santuario portatile per la dea Anuket”, è debuttata il 14 gennaio 2022 all’Egizio. Al centro dell’esposizione un piccolo santuario in legno, risalente al tempo del faraone Ramses II (ca. 1279-1213 a.C.), dedicato alla dea Anuket e ad altre divinità venerate nell’importante centro religioso di Elefantina, presso Aswan, nell’Egitto meridionale. L’ottimo stato di conservazione, la presenza di un portico con due colonne sulla facciata e le decorazioni sulle pareti, tra cui una scena con navigazione fluviale della barca sacra della dea Anuket, sono alcuni degli elementi che rendono il manufatto un oggetto unico nel suo genere.

La mostra “Un santuario portatile per la dea Anuket” è curata da Paolo Del Vesco (foto museo egizio)
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L’archeologo Paolo Del Vesco, curatore al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

La mostra è stata curata da Paolo Del Vesco, curatore e archeologo del museo Egizio dal 2014, con esperienze di scavo in Italia, Siria, Arabia Saudita, Egitto e Sudan. In particolare, Del Vesco ha partecipato alle missioni archeologiche del museo Egizio a Saqqara e a Deir el-Medina e ha collaborato alla realizzazione delle mostre “Missione Egitto 1903-1920. L’avventura archeologica M.A.I. raccontata” (2017- 2018) e “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo” (2018) e delle nuove sale dell’Egizio “Alla ricerca della vita. Cosa raccontano i resti umani?” (2021). Sono previste due visite guidate da un’ora con il curatore della mostra: la prima il 25 gennaio 2022 e la seconda il 1° marzo 2022, entrambe alle 16.30. La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). La mostra si conclude il 20 marzo 2022.

Il santuario portatile della dea Anuket conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Il santuario in scala ridotta proviene dal sito di Deir el-Medina, il villaggio che durante il Nuovo Regno ospitava gli artigiani che realizzavano le tombe della Valle dei Re e delle Regine, e apparteneva ad un certo Kasa, un membro di questa particolare comunità. Lo stesso Kasa, suo figlio Nebimentet e altri loro familiari sono raffigurati sulle pareti esterne del piccolo santuario, mentre si prodigano in offerte in onore della dea Anuket, dal caratteristico copricapo svasato di piume di struzzo, faceva parte, insieme al dio a testa di ariete Khnum e alla dea Satet, della triade divina venerata nell’area di Elefantina. La devozione verso queste tre divinità era particolarmente sviluppata poiché si credeva che esse garantissero e controllassero il fenomeno naturale in assoluto più importante per la prosperità della civiltà egiziana: la piena annuale del Nilo e la conseguente inondazione dei campi.

L’allestimento della mostra “Un santuario portatile per la dea Anuket” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
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Le due tele di Lorenzo Delleani del 1871 con il museo Egizio e il museo di Scienze naturali (foto museo egizio)

Oggetti di questo tipo sono estremamente rari. Per altri esempi di santuari lignei in scala ridotta, ma appartenenti ad epoca diversa e comunque privi del portico frontale a colonne, bisogna scomodare il ricchissimo corredo funebre del faraone Tutankhamon. La particolarità e la bellezza del piccolo santuario della dea Anuket, che arrivò a Torino con la collezione Drovetti intorno al 1824, colpì anche il pittore Lorenzo Delleani: nel suo dittico del 1871, intitolato “I Musei” ha ritratto lo scorcio di una sala dell’Egizio dell’epoca, riproducendo in primo piano proprio questo oggetto. Un dettaglio che i visitatori possono scorgere all’inizio del percorso di visita del museo Egizio, nelle sale dedicate alla storia della collezione, dove il dipinto è attualmente in esposizione.

In mostra alcune stele che testimoniano la vita religiosa della comunità di Deir el-Medina (foto museo egizio)

A far da corollario al santuario sono esposte alcune stele che testimoniano la vita religiosa della comunità di Deir el-Medina. Spiccano fra queste una stele dedicata al sovrano divinizzato Amenhotep I e a sua madre, la regina Ahmose Nefertari, considerati numi tutelari del villaggio, una stele dedicata ad una manifestazione della dea Hathor ed una realizzata in onore della dea serpente Meretseger, “colei che ama il silenzio”. Altri oggetti in mostra ci parlano poi di culti legati ad una sfera più domestica e familiare: piccole stele e busti che testimoniano, ad esempio, la devozione verso gli antenati, o figurine femminili in terracotta impiegate in rituali connessi con la fertilità, con la protezione della maternità e la cura di punture di scorpioni o morsi di serpenti.

Torino. Conferenza egittologica on line al museo Egizio con la curatrice Susanne Töpfer su “Passaporto per l’Aldilà al femminile: le donne e il Libro dei Morti”

Sebbene conosciamo più copie per uomini che per donne, il Libro dei Morti non era una composizione funeraria prodotta esclusivamente per l’élite egiziana maschile. Copie del Libro dei Morti scritte o adattate da donne sono note dalla fine del Secondo Periodo Intermedio al Periodo Romano. Giovedì 13 gennaio 2022 nell’incontro on line “Passaporto per l’Aldilà al femminile: le donne e il Libro dei Morti”, nuovo appuntamento con le conferenze del ciclo “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti”, Susanne Töpfer, curatrice del museo Egizio, ci guida nella scoperta dei Libri dei Morti “al femminile”: introduce Federica Facchetti, curatrice del museo Egizio. Appuntamento alle 18. La conferenza si tiene on line sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.

Il papiro di epoca tolemaica della collezione Drovetti con il Libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino
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Susanne Töpfer, responsabile della collezione papirologica del museo Egizio di Torino

Ci sono circa 2300 manoscritti “Libro dei Morti” con proprietari conosciuti, di questi il 61,4% è per gli uomini, il 22,8% per le donne e il 15,8% per i proprietari di sesso non specificato. Naturalmente, questo è solo un piccolo campione del numero totale di manoscritti del Libro dei Morti che sono stati prodotti nel corso della storia egiziana, la grande maggioranza dei quali è andata perduta, e ci sono un certo numero di esemplari, specialmente in collezioni private, che non si conoscono, e molto altro verrà sicuramente alla luce in futuri scavi. Lo scopo di questo contributo è presentare una panoramica delle note proprietarie del Libro dei Morti, dei loro titoli e rapporti di parentela, e della qualità e del contenuto delle loro copie, dall’inizio alla fine della tradizione.

Torino. Il museo Egizio fa il bilancio di un anno difficile: dal numero dei visitatori ai progetti espositivi, dagli incontri alle attività social

Sono stati 398336 i visitatori del museo Egizio di Torino nel 2021, a fronte di 274 giorni di apertura. Nel 2020 si erano registrati 241139 visitatori, in 185 giorni di apertura. In ottemperanza alle disposizioni governative per contrastare l’epidemia di Covid-19, il Museo nel 2021 è rimasto chiuso al pubblico 96 giorni, a fronte di 181 giorni nel 2020. I mesi in cui l’Egizio ha registrato più visitatori sono stati agosto, con 53433 visitatori, ottobre con 58271 visitatori, malgrado la capienza nei musei sia tornata al 100 per cento a metà mese, e novembre con 60473 persone. L’entrata in vigore del Green pass dal 6 agosto non ha quindi inciso negativamente sugli ingressi al museo. Per quanto riguarda le festività natalizie, tra il 26 e il 31 dicembre hanno visitato l’Egizio 16315 persone.

La copertina del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso” del museo Egizio di Torino

L’Egizio ha affrontato l’incertezza, legata all’evoluzione della pandemia, puntando su progetti espositivi e sul rinnovamento dell’esposizione permanente.  Lo scorso aprile ha preso il via un ciclo di mostre temporanee, dal titolo “Il laboratorio dello studioso”, un viaggio a puntate dietro le quinte del museo, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca dell’Egizio.

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Sala “Alla ricerca della vita” nel museo Egizio di Torino: una delle sei mummie scelte e studiate per presentare le varie fasi della vita nell’Antico Egitto (foto museo egizio)

A giugno, grazie al contributo della Consulta per i beni artistici e culturali, il Museo si è arricchito di una nuova sala, chiamata “Alla ricerca della vita”: attraverso lo studio di sei mummie di età diverse, dall’infanzia alla terza età, si dipana il racconto della vita nell’antico Egitto. Focus della nuova sala è anche il tema dell’esposizione dei resti umani e delle implicazioni etiche che ne derivano, sulla scorta di un confronto con la comunità scientifica internazionale e con il pubblico del museo. Da ottobre sono tornate in presenza le conferenze di approfondimento sulla collezione e gli scavi archeologici, con protagonisti accademici internazionali e curatori dell’ente. Il Museo ha lanciato due cicli di incontri, che proseguiranno nel 2022 in presenza e on line, con l’intento di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi.  

Sul sito del museo Egizio di Torino è possibile fare un “virtual tour” della mostra “Archeologia invisibile”

È proseguito nel 2021 inoltre l’impegno del Museo sul digitale. In crescita i follower su tutti i social network: su Facebook sono 244197 (erano 236028 nel 2020), su Instagram 90200 (nel 2020 76306) su Linkedin 15mila (nel 2020 10446) su Twitter 32.336 (30889 nel 2020) e infine sono 16200 gli iscritti al canale YouTube del Museo (erano 13293 l’anno scorso).  In primavera è stato lanciato il Virtual Tour che permette di visitare da remoto le sale che costituiscono il cuore della collezione torinese, quelle dedicate al villaggio di Deir el-Medina e alla tomba di Kha. Si tratta di un tour virtuale che propone una serie di modelli 3D dei reperti, che possono quindi essere visualizzati da molto vicino, con un livello di dettaglio inedito e ben 18 video di approfondimento sulla collezione. E infine a dicembre ha debuttato on line una parte dell’Archivio storico fotografico del Museo. Egittologi o semplici appassionati in pochi click possono ora visionare e utilizzare gratuitamente materiale inedito del Museo. Si tratta di lastre fotografiche di inizio Novecento, catalogate e digitalizzate, che documentano il momento esatto in cui i reperti archeologici conservati a Torino sono stati ritrovati in Egitto. Gli scatti in bianco e nero sono stati realizzati nel corso delle Missioni archeologiche italiane, in 14 località in Egitto dal 1903 al 1937, missioni che portarono a Torino oltre 30mila reperti. Tre anni di lavoro hanno consentito di digitalizzare e sistematizzare un primo nucleo di 1500 fotografie, su un patrimonio di 45mila documenti.

Torino. Al museo Egizio visita guidata in inglese con curatore alla mostra “Gatti, falchi e anguille: i bronzi votivi per mummie animali”

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Johannes Auenmüller curatore del museo Egizio e della mostra “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali” (foto museo egizio)

Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? Ogni reperto può celare mille storie e gli studiosi possono rivelarcele in modo appassionante e coinvolgente e farci sentire più vicini ai tesori che il Museo Egizio custodisce nelle sale e nei magazzini. In questa visita Johannes Auenmüller, curatore della mostra “Gatti, falchi e anguille: i bronzi votivi per mummie animali” farà scoprire ai partecipanti 5 bronzi raffiguranti 5 animali diversi, ognuno dei quali si distingue per storia, funzione e “contenuto”! Appuntamento il 30 dicembre 2021 e il 5 gennaio 2022, alle 16.30. Costo 7 euro a persona + ingresso, durata 60 min. I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 25 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radio guida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza. La visita è in lingua inglese.

I cinque bronzi votivi di mummie di animali esposti nella mostra al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al centro dell’esposizione “Gatti, falchi e anguille: i bronzi votivi per mummie animali” (che chiude il 9 gennaio 2022): un gatto bronzeo che contiene ancora resti di una mummia; un contenitore ancora sigillato e inscritto, simile ad una cappella, su cui poggia un toporagno; e ancora i contenitori di un falco, un geco e un’anguilla-serpente, che contenevano mummie ormai perdute.  Stele, statuette votive e amuleti raffiguranti animali e dèi compongono il resto dell’esposizione. Gli antichi egizi credevano che le anime degli animali fossero dei messaggeri tra le persone e gli dèi. Gli animali pertanto venivano mummificati e depositati dai sacerdoti in speciali cimiteri nel corso di processioni religiose (vedi Torino. Al museo Egizio quarto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso”: protagonisti gli animali nella mostra curata da Johannes Auenmüller “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali” | archeologiavocidalpassato). 

Torino. Al museo Egizio visita guidata “La Geografia dell’anima”, viaggio interiore per esplorare un “territorio” lontano e affascinante alla scoperta dell’anima e della personalità nella cultura egizia

Visite guidate “La geografia dell’anima” al museo Egizio di Torino

Dal 26 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022 nuova visita guidata “La Geografia dell’anima” al museo Egizio di Torino. Un viaggio interiore per esplorare un “territorio” lontano e affascinante, che non viene tracciato sulle mappe, non è raggiungibile a piedi, neppure a bordo di una nave: alla scoperta dell’anima e della personalità nella cultura egizia. Un percorso di visita inedito, disegnato per il museo Egizio dalla Scuola Holden, la scuola di narrazione fondata da Alessandro Baricco. I visitatori esplorano i concetti di anima e di personalità nella cultura egizia: grazie alla guida di un egittologo imparano a distinguerne le componenti costitutive e a conoscere le peripezie a cui l’anima è soggetta per garantirsi vita eterna nell’Aldilà. Un’occasione preziosa per fare luce sugli aspetti più intimi della cultura egizia, alla base del profondo credo di sopravvivenza nell’Aldilà. Le visite sono alle 11 e alle 15. Costo: 8 euro a persona + biglietto d’ingresso. Prenota la visita cliccando QUI

“A Natale regala arte e cultura!”: da RavennAntica al museo Egizio, dal MArTa al Mann, dal parco archeologico del Colosseo alla Regione Campania. Ecco alcune opportunità

“A Natale regala arte e cultura!”. È lo slogan lanciato dalla Fondazione RavennAntica, presieduta da Giuseppe Sassatelli, ma può essere esteso a molti altri musei che in questi giorni promuovono abbonamenti e regali a tema. Ne vediamo qualcuno. Cominciamo da RavennAntica. “Il Natale si avvicina! Regala ai tuoi cari e ai tuoi amici un’esperienza unica alla scoperta del patrimonio culturale di Ravenna e Classe con il nostro Buono Regalo! Grazie a questa opportunità è possibile ammirare la Domus dei Tappeti di Pietra, il Museo Tamo Mosaico, la Cripta Rasponi e Giardini pensili della Provincia, il Mausoleo di Teodorico, il Museo Nazionale di Ravenna, il Battistero degli Ariani, il Palazzo di Teodorico, il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, il Museo Classis Ravenna e l’Antico Porto di Classe. Regalarlo è semplice: scegli l’importo del Buono Regalo e procedi all’acquisto. Il gioco è fatto!”. Il Buono Regalo è un credito spendibile nell’acquisto di ingressi ai monumenti, audioguide e visite guidate: a ogni Buono Regalo corrisponde un codice che funziona come sconto al momento dell’acquisto di biglietti e servizi, online oppure di persona alle biglietterie. Il Buono Regalo è un file scaricabile e stampabile. Il valore del Buono Regalo può essere personalizzato, da un minimo di 5 euro a un massimo di 500 euro. Il Buono Regalo funziona come un codice sconto da utilizzare al momento dell’acquisto di biglietti o servizi, l’importo del buono regalo viene scalato dal costo totale degli acquisti effettuati. Chi riceve il Buono Regalo può decidere come utilizzarlo: può prenotare online l’ingresso ai monumenti che preferisce oppure andare fisicamente alle biglietterie. Ha validità 18 mesi, non è nominale e può essere personalizzato: potete scegliere voi l’importo! Per tutte le info e per l’acquisto: + 39 320 9539916 oppure clicca qui

Parco archeologico del Colosseo. “Regali dell’ultimo istante? Nulla di meglio della nostra Membership Card! La card è una tessera annuale che consente ai suoi possessori l’ingresso illimitato e gratuito alle aree archeologiche e ai monumenti, nonché l’accesso a interessanti appuntamenti mensili proposti in esclusiva quali visite dedicate, incontri e convegni, anteprime e iniziative speciali. È disponibile in 3 tagli differenti (Individual, Young, Family & Friends) e può essere acquistata presso le biglietterie del Parco archeologico del Colosseo oppure online (https://parcocolosseo.it/sostieni-e-partecipa/membership/). L’offerta esclusiva per i possessori della Membership Card, con l’ingresso illimitato per 12 mesi all’area del Palatino, al Foro Romano e al Colosseo, include eventi dedicati che vengono segnalati in un calendario aggiornato settimanalmente con tutte le attività organizzate. Per i  membri della community ogni giorno sarà inoltre possibile praticare al PArCo discipline come Yoga, Tai Chi e meditazione, da soli o con un gruppo di altri membri della community. 

taranto_MArTa_Christmas-card_foto-martaMuseo Archeologico nazionale di Taranto. La Gift Card del MArTA per donare cultura con un viaggio nel tempo: la MArTA Christmas Card contiene un codice che consentirà di viaggiare lungo la storia dei reperti del MArTA. In cambio, chi donerà cultura riceverà l’attestato di MArTA Ambassador, diventando così un vero e proprio mecenate della cultura e contribuendo alla realizzazione di progetti scientifico-culturali e di formazione. La gift card del MArTA si ottiene a seguito di una semplice donazione volontaria ed è acquistabile anche dai possessori di 18app.

Museo Egizio di Torino. “Non è mai troppo presto per entrare a far parte della nostra community! Con You&ME anche i più giovani possono vivere un anno alla scoperta del museo Egizio e di tutti i suoi segreti in compagnia di una guida di eccezione: la potente dea Sekhmet. Insieme alla membership card, che consente accessi illimitati in museo, i giovani Member Under 14 riceveranno a casa un passaporto da completare con timbri speciali, rilasciati dalla dea leonessa in persona. Diventare Member Under 14 significa coltivare una passione, approfondire la conoscenza della civiltà egizia e sostenere fin da piccoli un patrimonio che appartiene a tutta l’umanità! Scopri i benefit che abbiamo pensato per i Member Under 14 e per regalare 365 giorni di ricerca, scoperta e passione: https://museoegizio.it/sostieni/membership/”.

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Il gioco RischiaThot del museo Egizio di Torino

“Stai cercando gli ultimi regali di Natale? Regala RischiaThot – Il GiocaQuiz sull’Antico Egitto! Chi erano i faraoni? Come sono state costruite le piramidi? Chi fu la prima mummia? Da che lato si leggevano i geroglifici? Divertiti a sfidare i tuoi amici sulla storia e i misteri dell’Antico Egitto, con le 150 domande del RischiaThot, il gioco di carte realizzato in collaborazione con il Museo Egizio! Ogni carta è arricchita da spassose illustrazioni che renderanno la battaglia di enigmi ancora più irresistibile. https://shop.museoegizio.it/…/rischiathot-antico-egitto…”.

Museo Archeologico nazionale di Napoli. “Dona cultura, dona un abbonamento Openmann family e…a dicembre partecipi gratis alle attività didattiche promosse da CoopCulture!”. Ne avevamo già parlato (vedi Natale 2021 al museo Archeologico nazionale di Napoli: Presepe continuum, nuove mostre (da Dante al giocattolo nel mondo antico) e una nuova campagna di abbonamento OpenMANN per essere protagonisti nel 2022 con tre nuove sezioni, la Campania Romana, e grandi mostre, dalla Sardegna Megalitica e alla civiltà bizantina | archeologiavocidalpassato): dal 6 dicembre 2021 è ripartita la campagna di abbonamento all’Istituto. Il claim scelto è “Vieni al Mann a dicembre e torna per tutto il 2022”.  Da lunedì 6, in biglietteria e on-line, è possibile acquistare la card annuale a prezzi promo: 16 euro per un adulto, 28 euro per due over 25 anni (opzione family), 3 euro per ragazzi dai 18 ai 24 anni e per tutti gli studenti universitari, senza limiti di età. L’abbonamento OpenMann ha la validità di 365 giorni dalla data di attivazione e consente accessi illimitati al Museo, per visitare mostre temporanee e collezioni permanenti. Dal 4 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022, chi sottoscriverà una card family potrà partecipare gratuitamente, sino ad esaurimento posti, ai laboratori didattici per bambini proposti da Coopculture. Inoltre, l’abbonamento garantisce di visitare con il 25% di sconto gli oltre trenta siti culturali della rete Extramann, ricevendo una newsletter mensile con le offerte dedicate. Tra le strenne natalizie prodotte dal Museo anche il volume a fumetti “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa) e il calendario della Scuola Italiana di Comix.

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Mercante in fiera: la carta con l’Ercole Farnese al Mann (foto scabec)

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Mercante in fiera: la carta con il trono a Palazzo Reale di Napoli (foto scabec)

Regione Campania. “Quest’anno le festività natalizie avranno un fascino ancora più speciale! Fino al 6 gennaio 2022, acquistando un pass 365 Campania Artecard riceverete in regalo un’edizione speciale del “Mercante in Fiera” dedicato alle bellezze artistiche della nostra regione”. Ideato e progettato da Scabec – Regione Campania nell’ambito di Campania Artecard, in collaborazione con Dal Negro, con il supporto di UniCredit – Official Sponsor di Campania Artecard e in partnership con Temi Spa – GLS. Tutte le info https://www.scabec.it/attivita/mercante-in-fiera-edizione-campania. Ecco la special edition del Mercante in Fiera in una versione illustrata della Campania in omaggio per Natale. Non più l’ancella, lo stambecco e la pagoda, ma l’abbazia, l’arco, le catacombe, l’anfiteatro, i templi, ovvero l’Abbazia del Goleto, l’Arco di Traiano di Benevento, le Catacombe di Napoli, l’Anfiteatro Campano di Capua, il Parco archeologico di Velia e molti altri. Il cofanetto del Mercante in Fiera edizione Campania, include 40 carte ed ognuna rappresenta uno dei luoghi della cultura campana, in una combinazione in cui si esaltano siti molto noti alternati a quelli meno conosciuti e non sempre inseriti nei tradizionali circuiti turistici.

Torino. Notte al museo Egizio cullati dalle note dell’Aida: la rassegna “Regio Metropolitano” fa tappa alla Galleria dei Re con il concerto “Aida in Quintetto”

La Galleria dei Re al museo Egizio ospita il concerto “Aida in quintetto” nell’ambito della rassegna “Regio Metropolitano”
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Il logo della rassegna “Regio Metropolitano”

Il ricco programma della rassegna “Regio Metropolitano” sabato 18 dicembre 2021 fa tappa al museo Egizio di Torino che, per l’occasione, osserverà un’apertura straordinaria dalle 19.30 alle 21: il pubblico in visita sarà accolto nella Galleria dei Re dal concerto “Aida in Quintetto” che verrà ripetuto più volte nel corso della serata. L’ingresso alla sala sarà fino a esaurimento posti (solo in piedi). Non è richiesta la prenotazione della performance musicale, ma è obbligatorio acquistare on line il biglietto per la visita del Museo. In “Aida in Quintetto” si esibisce il Quartetto del Teatro Regio di Torino, formato da Stefano Vagnarelli e Marco Polidori violini, Alessandro Cipolletta viola e Relja Lukic violoncello, al quale per l’occasione si unisce Carlo Caputo al pianoforte. In programma, l’esecuzione di una selezione musicale tratta dall’opera Aida; le trascrizioni per quintetto sono a cura di Giulio Laguzzi e Andrea Mauri. Sarà indubbiamente suggestivo avere la possibilità di passeggiare nella Galleria dei Re, tra luci soffuse, specchi e riflessi, ammirando le statue millenarie e cullati dalle note più celebri dell’Aida di Verdi. La selezione, opportunamente studiata, permetterà di assaporare il carattere più “intimo” dell’opera, che fu commissionata dal viceré d’Egitto in occasione dell’inaugurazione del Canale di Suez e del nuovo Teatro del Cairo, dove fu rappresentata alla vigilia di Natale del 1871. Per l’occasione il Museo e le mostre temporanee saranno aperte e visitabili fino alle 22.

Torino. Al primo Report integrato del museo Egizio assegnato un riconoscimento nell’ambito degli Oscar di Bilancio

Era stato messo on line la scorsa estate, il primo bilancio integrato del museo Egizio di Torino, nato per unire la rendicontazione qualitativa e quantitativa delle proprie attività, e in particolare per analizzare e misurare gli elementi che ne determinano il valore oltre gli indicatori che tradizionalmente costituiscono il bilancio (vedi Torino. Pubblicato il primo bilancio integrato del museo Egizio: visione a 360° delle proprie numerose attività, dalla ricerca all’inclusione sociale | archeologiavocidalpassato). Un impegno che non è passato inosservato.

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La consegna della targa al museo Egizio di Torino agli Oscar di Bilancio (foto FERPI)

Al primo Report integrato del museo Egizio è stato infatti assegnato un riconoscimento nell’ambito della 57ma edizione dell’Oscar di Bilancio, appuntamento annuale che premia le aziende più virtuose nelle attività di reporting e cura dei rapporti con gli stakeholder, promosso da Ferpi, insieme a Borsa Italiana e Università Bocconi. Nel corso della cerimonia, A2A e Message, sponsor ufficiali dell’edizione 2021 dell’Oscar di Bilancio, hanno consegnato una targa al museo Egizio con la seguente motivazione: “Il bilancio è frutto di un processo partecipato e di svolta per l’impostazione del piano triennale 2021-24.  È molto ben rappresentata la consonanza tra i valori della Fondazione e la declinazione delle attività operative riportate come in un ‘libro di bordo’.  È apprezzabile l’analisi del contesto, delle reti e l’approccio alla valutazione dell’impatto”.

Primo Report integrato del museo Egizio di Torino: il gruppo di lavoro con Silvia Cendron, Alice Dinegro, Michele Drocco, Elisa Fanetti, Francesca Guercilena (foto museo egizio)

Nato appunto dalla volontà di unire la rendicontazione qualitativa e quantitativa delle attività del Museo, il Report integrato 2020 è il frutto di un lavoro di squadra condotto da: Silvia Cendron, Alice Dinegro, Michele Drocco, Elisa Fanetti, Francesca Guercilena. Il report va ben oltre le rilevazioni economiche tradizionali, basate su dati come i ricavi di biglietteria e vuole offrire un’analisi a 360 gradi su rischi, opportunità, attività di ricerca e di inclusione sociale. “Siamo orgogliosi del riconoscimento ricevuto”, dichiara la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin, “perché il Report integrato ha l’obiettivo ambizioso di raccontare ciò che è stato il 2020 per il museo Egizio, quali cambiamenti abbia prodotto e come l’istituzione abbia cercato di adattarsi alle sollecitazioni di un contesto che è radicalmente cambiato. La realizzazione di questo documento è stata un’occasione preziosa per riflettere sul modello di gestione, che fino al 2019 ci aveva consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati e di crescere in modo costante. È vero che nel 2020 è cambiato tutto, ma forse è più corretto dire che dal 2004 il museo Egizio non ha mai smesso di evolvere e che ora ci attendono nuove sfide: dal digitale al ruolo che i musei devono rivestire nella contemporaneità”.

Torino. Al museo Egizio presentazione, in presenza e in streaming on line, del libro  “I carnet degli egittologi” di Chris Naunton: dai primi viaggiatori ai cacciatori di tesori agli illustri studiosi attraverso i loro taccuini originali

L’antico Egitto è da sempre fonte di fascinazione sin dalla più tenera età, l’idea di scoprirne i tesori, dipanarne la storia partecipando a rocambolesche spedizioni una fantasia irrinunciabile. “I carnet degli egittologi” di Chris Naunton, edito da Ippocampo Editore contribuisce proprio alla costruzione di questo immaginario: una raccolta delle storie delle donne e degli uomini che per primi hanno dissotterrato tesori e templi, portando alla luce una civiltà che pareva dimenticata per sempre. Per presentare il volume lunedì 13 dicembre 2021, alle 18, nella sala Conferenze del museo Egizio Andrea Fanciulli, il curatore dell’edizione italiana del libro, dialogherà con l’autore Chris Naunton in collegamento da remoto, per dipanare i segreti che hanno portato alla creazione di questa splendida narrativa. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Conferenza in inglese con traduzione simultanea. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

La copertina del libro “I carnet degli egittologi” di Chris Naunton, edizione italiana a cura di Andrea Fanciulli
Chris Naunton

L’egittologo di Chris Naunton

“I carnet degli egittologi” di Chris Naunton. Monumentali rovine e templi semisepolti dalla sabbia si ergono qua e là nella sconfinata Valle del Nilo. La bellezza di quel maestoso paesaggio incantò i primi viaggiatori, presto seguiti da cacciatori di tesori e illustri studiosi: alla meraviglia subentrò l’urgenza di documentare le scoperte, attraverso schizzi e descrizioni ricche di pathos. I primi avventurieri ebbero il merito di attirare l’attenzione dell’Occidente verso la civiltà dell’Antico Egitto, fino ad allora ignorata. Spettò poi agli egittologi dare un senso a ogni reperto, grazie anche alla collaborazione di architetti, artisti, ingegneri e fotografi… senza dimenticare la manodopera incaricata degli scavi. Le illustrazioni di questo libro sono tratte quasi interamente dai taccuini originali. Il risultato è una narrazione in presa diretta di quella eccezionale stagione, documentata attraverso le testimonianze dei suoi maggiori protagonisti, uomini e donne dalle storie più diverse. Alcuni, come Athanasius Kircher, furono esimi studiosi che mai videro l’Egitto, altri, come il gigante Belzoni, uomini energici pronti a calarsi in gallerie sotterranee fra mummie e ossa umane. Ad accomunarli tutti fu la stessa profonda passione per la grande civiltà dei faraoni, lentamente riportata alla luce dopo un oblio più che millenario.

Torino. Al museo Egizio Gersande Eschenbrenner Diemer  su “From the basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir el-Medina woodcraft from a comprehensive study”. Conferenza in inglese introdotta dal direttore Christian Greco, in presenza e on line in collaborazione con Acme

L’Istituto francese di Archeologia Orientale del Cairo (IFAO) ospita nei suoi sotterranei un’importante collezione di oggetti, la maggior parte dei quali sono il risultato degli scavi dell’inizio del XX secolo. Lo studio di questa eccezionale collezione è ora ripreso da vari specialisti la cui missione è quella di inventariare, documentare e pubblicare questa documentazione a lungo dimenticata. Martedì 30 novembre 2021, alle 18, in sala conferenze, nuovo appuntamento del museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME, associazione Amici e Collaboratori del museo Egizio: Gersande Eschenbrenner Diemer di ArScAn Laboratory UMR 7041 Nanterre (France) terrà in inglese la conferenza “From the basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir el-Medina woodcraft from a comprehensive study” introdotta dal direttore Christian Greco. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo.

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Gersande Eschenbrenner Diemer

Realizzato inizialmente nell’ambito del progetto di collaborazione PERCEA Bois tra il 2017 e il 2018, lo studio completo di questa collezione viene ora condotto nell’ambito del progetto EBENES, che riunisce diversi istituti di ricerca internazionali, missioni archeologiche e specialisti di materiali lignei. Durante la sua conferenza, la dott.ssa Gersande Eschenbrenner Diemer ci accompagnerà nel sito di Deir el-Medina, dove i materiali lignei riscoperti nei sotterranei dell’IFAO e sul campo vengono analizzati grazie al lavoro di un team di sei egittologi (in stretta collaborazione con l’IFAO e il museo Egizio) che stanno cercando di ridisegnare uno scenario artigianale poco conosciuto: quello del legno nel Nuovo Regno.