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18 maggio 2019: Notte Europea dei Musei: ingresso al costo simbolico di 1 euro. E Festa dei Musei sul tema “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”. Ecco il programma dell’Egizio di Torino, dell’Archeologico di Napoli, degli Archeologici del Polo della Calabria, dei Civici di Pavia, e dei parchi archeologici del Colosseo, di Pompei e di Ercolano

18 maggio 2019: Giornata internazionale dei Musei sul tema “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”

Notte dei Musei: ingresso simbolico a 1 euro

Dopo il successo delle passate edizioni, sabato 18 maggio 2019 si celebra la quarta edizione della Festa dei Musei, grande evento nazionale organizzato dal ministero per i Beni e le attività culturali nel terzo fine settimana di maggio. Per l’occasione, i musei, i complessi monumentali, le aree e i parchi archeologici proporranno un ricco calendario di iniziative e attività aperte al pubblico. Qui di seguito ne presentiamo alcune. La sera molti istituti aderiranno alla quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei, con tre ore di apertura straordinaria serale e ingresso al costo simbolico di 1 euro. L’iniziativa, patrocinata dal Consiglio d’Europa e da Icom, coinvolge nella stessa sera 3200 musei in 30 Paesi, con lo scopo di promuovere l’identità culturale europea in tutti gli Stati dell’Unione. Come tema di riflessione per la giornata, la Direzione generale musei condivide con Icom Italia il tema della Giornata internazionale dei Musei “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”, traduzione italiana del tema proposto per la Conferenza generale di Kyoto 2019. La Giornata Internazionale dei Musei 2019 si concentrerà sul nuovo ruolo dei musei come attori attivi nelle loro comunità di riferimento. Il ruolo dei musei nella società sta cambiando. I musei continuano a reinventarsi nella loro ricerca per diventare più interattivi, partecipativi, orientati alla comunità, flessibili, adattabili e mobili; sono diventati centri che funzionano come hub culturali in cui creatività e conoscenza sono affiancate e dove i visitatori possono anche co-creare, condividere e interagire. Pur preservando le loro missioni primarie – raccolta, conservazione, comunicazione, ricerca, esposizione – i musei hanno trasformato le loro pratiche per rimanere più vicini alle comunità di riferimento. Oggi i musei cercano modi innovativi per affrontare questioni sociali contemporanee. Agendo a livello locale, i musei possono difendere e mitigare i problemi globali, affrontando le sfide della società contemporanea in modo proattivo. Come istituzioni nel cuore della società, i musei hanno il potere di stabilire un dialogo tra culture, costruire ponti per un mondo pacifico e contribuire allo sviluppo sostenibile. Mentre i musei crescono sempre di più nel loro ruolo di hub culturali, essi stanno anche trovando nuovi modi per valorizzare le loro collezioni, le loro storie e le loro eredità, creando tradizioni che avranno un nuovo significato per le generazioni future e rilevanza per un pubblico contemporaneo sempre più diversificato a livello globale.

Festa dei Musei al museo Egizio di Torino

Giornata internazionale dei Musei al museo Egizio di Torino. Il 18 maggio 2019, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei promossa da Icom, il museo Egizio rimarrà aperto straordinariamente fino alle 23 e a partire dalle 18.30 l’ingresso al museo sarà per tutti a 5 euro. Durante la serata saranno disponibili dei mini tour guidati gratuiti dal titolo: “Umanisti o scienziati?”, una visita di 40 minuti, guidata da egittologi, dedicata alla mostra temporanea Archeologia Invisibile e alla nuova area restauro al secondo piano del museo. Nel corso della guida i visitatori comprenderanno come le scienze naturali e l’archeologia siano intimamente connessi tra loro. Giunti all’area restauro sarà possibile vedere un restauratore a lavoro su di un sarcofago e fargli tutte le domande, anche le più curiose, sul suo lavoro! Visite dalle 18.30 alle 22 ogni 30 minuti. Le prenotazioni ai tour avverranno la sera stessa, al desk in Ipogeo.

La Notte dei Musei ai musei Civici di Pavia

Pavia e le grandi civiltà del passato, tra Collezionismo privato e il lavoro dell’Archeologo. Sabato 18 maggio 2019, ai Musei Civici di Pavia, alle 21.30, un tour inedito tra le sale della Sezione Archeologica + la visione del capolavoro di Giorgio De Chirico “Gli Archeologi”, esposto nella mostra temporanea “De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose”. Il focus della visita guidata: la figura e l’attività dell’Archeologo, la sua missione e la riscoperta del mondo antico nell’età moderna e contemporanea. Il tour avrà inizio nella mostra, dove verrà illustrata ai visitatori la celebre opera di De Chirico, e subito dopo proseguirà nella Sezione Archeologica. Ritrovo: Biglietteria dei Musei Civici di Pavia. Costo: 4 euro + biglietto d’ingresso al Museo e Mostra 6 euro (10 euro complessive). Max 25 persone. Prenotazione obbligatoria: visiteguidate@vieniapavia.it / 375 570 9240

Una spettacolare immagine dall’alto del Colosso, icona di Roma

Il Parco archeologico del Colosseo fa il punto su arte e benessere. Frequentare i luoghi d’arte fa bene. A tutti, senza dubbio. Ma alcune categorie di visitatori possono trarre benefici particolari dall’osservazione delle opere d’arte e dal partecipare ad attività realizzate all’interno di contesti storici e archeologici, luoghi capaci di suscitare nuovi stimoli cognitivi. In tale ambito, studi recenti – pubblicati in occasione del convegno dedicato al tema dal Fresco Parkinson Institute Italia nel 2018 – concordano sul fatto che le persone affette dalla malattia di Parkinson rientrino a tutti gli effetti tra questi potenziali beneficiari. Per fare il punto della situazione sul binomio ormai irrinunciabile tra arte e benessere, fisico e psichico, il Parco archeologico del Colosseo ha ideato e organizzato sabato 18 maggio 2019 dalle 9.30, nella sede della Curia Iulia nel Foro Romano, il convegno “Salus per Artem – Salute per mezzo dell’arte”. Una giornata di incontri, laboratori e buone pratiche per affrontare il tema dei principi e degli effetti dell’arteterapia per il Parkinson, per dare voce non solo ai protagonisti di questo nuovo approccio alla cura delle malattie neurodegenerative ma anche alle persone interessate dalla malattia offrendo un segnale ancora più forte di attenzione, ascolto e inclusione. “Abbiamo pensato che la Giornata internazionale dei Musei di Icom fosse il giorno più adatto per approfondire il tema della frequentazione dei luoghi d’arte come terapia parallela all’assunzione di medicinali e anche come forma di riscatto per le categorie di pubblico più svantaggiate”, afferma Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo e aggiunge: “non a caso, per questa edizione 2019, il Museo è definito un HUB culturale, ovvero uno spazio sempre più inclusivo, capace di coinvolgere le categorie di visitatori più “fragili”, concretamente calato nella realtà della comunità locale”. Ed è proprio con questo spirito che il Parco archeologico del Colosseo ha sviluppato a partire da quest’anno il progetto di riabilitazione “Park-in-PArCo”, condotto in collaborazione con l’associazione Parkin Zone Onlus nell’ambito de “Il PArCo fuori dal PArCo”. Il progetto rientra in un più ampio quadro di attività affinché venga garantita una sempre maggiore accessibilità a tutte le fasce della popolazione, in un’ottica di inclusione e apertura. Nei primi sei mesi le persone con malattia di Parkinson hanno avuto modo di partecipare ad attività riabilitative (yoga, teatro, Dance Well, e altro) negli spazi del Museo Palatino e della Curia Iulia al Foro Romano, seguite da un team di professionisti. Le attività proseguiranno anche per tutta l’estate anche all’aperto, sulla terrazza del Tempio di Venere e Roma e nella splendida cornice della Vigna Barberini.

La locandina del convegno “Salus per artem” alla Curia Iulia del Foro Romano

Il convegno nasce da un’idea di Andrea Schiappelli con Francesca Boldrighini, Elisa Cella, Giulia Giovanetti, Federica Rinaldi e Francesca Pandolfi. Tra i relatori del convegno si segnalano, per la prima sessione, Antonio Pisani, Fondazione santa Lucia e UniRoma2, Michele Meglio, IRCCS Neuromed, Parkin Zone Onlus, e Nicola Modugno neurologo e direttore di Parkin Zone Onlus che discuteranno di Parkinson, degli aggiornamenti nel trattamento della malattia e delle terapie riabilitative artistiche. Annalisa Cicerchia di UniRoma2 tratteggerà il quadro generale sul binomio cultura-salute nel nostro Paese. La seconda sessione si concentrerà sulle esperienze nazionali nel campo delle terapie artistiche. Ad aprirla Gabriella Cetorelli, con un intervento sulle attività della Dg Musei del MiBAC in tema di accessibilità del patrimonio statale. Giulia Maria Paola Baldassarre del Fresco Parkinson Institute, insieme al ballerino di fama internazionale Roberto Casarotto, parleranno invece della Dance Well. A seguire il racconto delle attività organizzate con l’Associazione Parkinson Parthenope, “ParkinArte” a Palazzo delle Esposizioni e il percorso riabilitativo al Parco archeologico del Colosseo. Il convegno diventerà inoltre, nella sua sessione finale, un’occasione di incontro tra i pazienti e le associazioni regionali, con Parkinson Giovanile Roma PGR Onlus, Azione Lazio Parkinson, Azione Parkinson Ciociaria, e Bradirapidi Onlus. In chiusura si terrà una classe di Dance Well, aperta a tutti i presenti. Dance Well è un progetto nato nel 2013 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, nell’ambito del progetto europeo ACT YOUR AGE per la promozione del dialogo intergenerazionale e dell’invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza è sostenuto dal Comune di Bassano con la sua Casa della danza e in partnership con il Nederlandse Dansagen Festival di Maastricht (Olanda) e il Dance House Lemesos (Cipro). Dance Well ha come obiettivo l’inclusione e il benessere, attraverso la danza contemporanea, di persone con il Parkinson.

I laboratori di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli

La mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” al Mann

Festa dei Musei e Notte dei Musei al MANN. “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”: sarà questo il tema della “Festa e notte dei Musei 2019”, quarta edizione dell’appuntamento annuale che il Mibac dedica alla promozione del patrimonio culturale italiano. Sabato 18 maggio il museo Archeologico nazionale di Napoli parteciperà alla manifestazione garantendo tre ore di apertura serale (dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22) al costo simbolico di 1 euro, salvo le gratuità previste dalla legge: così, anche dopo il tramonto, sarà possibile visitare le collezioni permanenti e le tre esposizioni temporanee in programma ( “Canova e l’antico”; “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”; “Nel Vulcano. Cai Guo-Qiang e Pompei”). In coerenza con il fil rouge tematico del 2019, l’Archeologico di Napoli dedicherà al futuro della tradizione le due tipologie di eventi in calendario sabato prossimo: in tre turni (ore 20.30; 21.15; 22) sarà possibile partecipare agli appuntamenti “Dietro le quinte. Il restauro in diretta”, visitando le diverse sezioni dei laboratori del Mann; alle 21, ancora, percorso guidato all’esposizione “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” per riscoprire, in collaborazione con Comicon, l’arte di Hugo Pratt. Entrambi gli eventi, per cui è obbligatoria la prenotazione (contattare, da lunedì a venerdì, i Servizi Educativi del Museo al numero 081/4422124; sabato, rivolgersi all’infopoint del Mann: 081/4422149), declineranno, in maniera diversa, il motivo della valorizzazione del patrimonio, in proiezione verso il domani: se le attività di restauro sono imprescindibili per conservare e difendere la bellezza degli antichi reperti, la magia dell’opera di Hugo Pratt riesce a coniugare il concetto di classico con il moderno linguaggio del fumetto. I visitatori, che parteciperanno alla “Festa dei Musei e Notte dei Musei 2019”, saranno invitati a condividere la loro esperienza sulle piattaforme social del Mann, utilizzando gli hashtag #FestadeiMusei2019 #NottedeiMusei #IMD2019 #MiBAC #museitaliani. Domenica 19 maggio 2019 sarà un’altra giornata ad accesso gratuito all’Archeologico, nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo: dopo il record presenze del 12 maggio (8.372 ingressi, dato più alto mai registrato), cittadini e turisti avranno non soltanto la possibilità di trascorrere il tempo libero al MANN, ma anche di partecipare all’OpenMann Fest. In biglietteria, infatti, sarà venduta la card di abbonamento annuale a prezzi promo (15 euro per adulti; 13 per giovani dai 18 ai 25 anni; 30 per famiglie di due adulti over 25 anni); ogni mille visitatori, ancora, sarà data in cadeau una tessera OpenMann.

Alla Palestra Grande di Pompei la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”

È “Festa dei Musei” nei siti archeologici vesuviani del Parco archeologico di Pompei. Il 18 maggio 2019, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal ministero dei Beni e delle Attività culturali le aree archeologiche di Pompei, la Villa San Marco a Stabia, la Villa di Poppea ad Oplontis e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti in via straordinaria per la “Notte Europea dei Musei”, dalle 20,30 alle 22,30 (chiusura biglietterie alle ore 22) con ingresso a 1 euro (gratuito a Stabia e per i minori di 18 anni, come da normativa vigente).
Doppia opportunità per i visitatori di POMPEI che potranno accedere sia dall’ingresso di Piazza Anfiteatro sia da Porta Marina con il pagamento di un biglietto unico per i due itinerari. Da Piazza Anfiteatro sarà possibile visitare presso la Palestra Grande l’allestimento dei reperti provenienti dalla località Moregine, una scelta di reperti organici dell’area vesuviana e la mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”, dove sono esposti, in un elegante percorso di stili e civiltà, monili provenienti da Delos e dalle altre Cicladi, accanto a gioielli rinvenuti nei siti archeologici vesuviani. Entrando da Porta Marina, si potrà accedere all’Antiquarium, edificio dell’’800 che ospita mostre temporanee quali “Alla ricerca di Stabiae” e “Tesori sotto i lapilli”, oltre alla mostra permanente al piano terra “Sacra Pompeiana”, dedicata ai santuari urbani ed extraurbani. La visita si concluderà in alcuni ambienti della Villa Imperiale dove sono allestiti ricostruzioni di arredi e oggetti d’uso.

Villa San Marco a Stabia di notte

A STABIA, sarà visitabile la villa San Marco (I sec. a.C. – I sec. d.C.), tra le più grandi ville romane residenziali della zona, con una superficie di 11.000 mq, illuminata per l’occasione.

La Villa di Poppea a Oplontis di notte

A OPLONTIS è prevista l’apertura della Villa di Poppea, tra i più splendidi esempi di villa dell’aristocrazia romana, attribuita a Poppea Sabina, moglie dell’imperatore Nerone.

Nell’Antiquarium di Boscoreale la mostra “Il villaggio protostorico di Longola”

Mentre all’Antiquarium di BOSCOREALE oltre alla visita del museo, è proposta la novità della mostra “Il villaggio protostorico di Longola” dedicata all’ antico insediamento perifluviale attivo dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., unico per l’ Italia meridionale e rinvenuto casualmente nel 2000 durante i lavori per l’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. La mostra espone reperti connessi alle principali attività produttive, e non solo, dell’abitato di Longola, tra cui per la prima volta sono esposte al pubblico due piroghe monossili rinvenute nell’area della darsena del villaggio, e alcuni esemplari di mangiatoie per animali e ruote di carro, viva testimonianza della vita quotidiana degli abitanti.

La locandina de La Notte dei Musei al Parco archeologico di Ercolano

Notte Europea dei Musei 2019 al Parco Archeologico di Ercolano. Nell’ambito della Festa dei Musei 2019, il Parco Archeologico di Ercolano aderisce anche quest’anno alla quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei che si terrà il 18 maggio 2019: manifestazione a carattere nazionale, patrocinata dal Consiglio d’Europa e da Icom e che coinvolge migliaia di musei di 30 paesi di tutta Europa con lo scopo di promuovere l’identità culturale europea. Il tema proposto quest’anno dall’Icom per la Giornata internazionale dei Musei (IMD) è “Musei come hub culturali: il futuro della tradizione”. La sera del 18 maggio 2019, a partire dalle 19.45 e fino alle e 24 (ultimo ingresso da corso Resina alle 22.30) il Parco archeologico di Ercolano sarà accessibile in una visita suggestiva al chiaro di luna con visite guidate, condotte da guide turistiche accompagnate dal personale di vigilanza del Parco, che guideranno nel Parco in un itinerario che toccherà i principali edifici del sito archeologico, con partenze ogni 10 minuti. L’ingresso avverrà esclusivamente da corso Resina, il biglietto avrà un costo simbolico di 1 euro e potrà essere acquistato esclusivamente la sera del 18 maggio presso la biglietteria del Parco. La biglietteria sarà in funzione dalle 19.45 fino alle 23 con ultimo ingresso da corso Resina alle 22.30. La Direzione si riserva per ragioni di sicurezza del monumento e salvaguardia dell’ordine pubblico di chiudere l’accesso anche prima dell’orario indicato. “Ripartono così le aperture serali del Parco Archeologico di Ercolano con una stagione densa di appuntamenti che renderemo noti prossimamente”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Rinnoveremo la formula della visita in notturna, guide esperte multilingue, illuminazione artistica di grande effetto e con fantasiose sorprese che renderanno davvero unica quest’esperienza. Nostri partner saranno, oltre all’Herculaneum Conservation Project, la Regione Campania con SCABEC, il Comune di Ercolano, il MAV e la Pro Loco Herculaneum”. Per la Notte dei Musei i visitatori avranno il piacere di visitare eccezionalmente aperti anche di notte la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”, collezione di circa 100 preziosi monili e una scelta degli arredi delle case della città antica in esposizione all’Antiquarium del Parco e il Padiglione che custodisce la barca romana rinvenuta a Ercolano sull’antica spiaggia con una serie di oggetti collegati al mare e alle attività marinare. Per la serata saranno accessibili le aree di parcheggio degli Istituti scolastici Iovino e Rodinò e di Villa Favorita, ma non il parcheggio comunale di via dei Papiri Ercolanesi.

La locandina della Giornata dei Musei all’Archeologico “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Ecco i musei del Polo museale della Calabria, diretto da Antonella Cucciniello, che hanno aderito alla Giornata Internazionale dei Musei 2019 di sabato 18 maggio 2019. Il museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di VIBO VALENTIA partecipa alla celebrazione della Giornata Internazionale dei Musei 2019 con iniziative mirate a mettere in rete le competenze degli artisti del territorio, le associazioni ed i cittadini. Il programma di sabato 18 maggio 2019: alle 15.30, “La ceramica di Gerocarne tra tradizione e innovazione”, laboratorio con il ceramista Domenico Sabatino, l’artista Antonio La Gamba e gli artisti della bottega Limen; alle 17, laboratorio dedicato a Unione Ciechi e Ipovedenti; alle 18, concerto del coro “Voci di luce” dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti di Catanzaro: “Un viaggio tra cultura, integrazione e conoscenza dell’altrui”.

La Giornata dei Musei a Crotone e Capo Colonna

L’evento consentirà di visitare sia il museo Archeologico nazionale di CROTONE, sia il museo Archeologico nazionale di CAPO COLONNA con orario continuato dalle 9 alle 23. E per le famiglie con bambini tra i 6 e i 12 anni al museo di via Risorgimento verrà organizzato il laboratorio didattico Archeogiocando: un modo divertente di far scoprire la storia e l’archeologia in maniera istruttiva, ma allo stesso tempo in maniera creativa. L’attività, che verrà svolta all’interno del museo, è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel. 0962.23082; email: pm-cal.crotone@beniculturali.it). I partecipanti saranno coinvolti in una visita tematica e permetterà loro di avere un primo approccio con i reperti del museo che possono essere connessi con i giochi e i passatempi antichi. Subito a seguire si entrerà nel vivo dei giochi antichi, andando a riprodurne alcuni (in particolare utilizzando gli astragali!). L’intento è quello di imparare giocando! Le attività saranno condotte da personale dell’ufficio didattico del Polo Museale della Calabria e si svolgeranno in due momenti alle 10.30 e alle 16.30.

La Giornata dei Musei a Scolacium

Il museo di KAULONÍA aderisce alla Notte Europea dei Musei, promossa dal Mibac, con un’apertura straordinaria dalle 20 alle 23 e la proposta di una visita guidata alle sale espositive. In particolare, verranno messi in evidenza reperti costituiti da offerte di armi fatte alla divinità, in virtù di un voto o di un sacrificio propiziatorio, ed altarini domestici, quali strumenti della pratica quotidiana del culto, che attestano come, nel corso dei secoli, essi abbiano rappresentato la manifestazione di una prassi religiosa, pur con forme diverse, che è tutt’ora in uso. Ingresso a 1 euro. Al museo del Territorio di Palazzo Nieddu a Locri, che fa parte dei musei e parco Archeologico nazionale di LOCRI (Reggio Calabria), dalle 20 alle 23, “Nella notte dei Musei la Locride si racconta”. Al museo e parco Archeologico nazionale di SCOLACIUM (Roccelletta di Borgia, Catanzaro), dalle 9 alle 20, “Caccia al Tesoro Archeologica”, scoprire i tesori del parco attraverso un’innovativa caccia al tesoro con codici QR.; dalle 20 alle 23, al museo Archeologico nazionale di Scolacium, e non al parco per ragioni di sicurezza, apertura straordinaria serale per la Notte Europea dei Musei.

Con la mostra “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria viaggio nel tempo attraverso la casa degli antichi greci, i suoi spazi, gli arredi, ma anche i suoi abitanti

La locandina della mostra “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria

La sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria

“Un affascinante viaggio nel tempo attraversando la casa greca, per conoscerne la distribuzione degli spazi, gli arredi, gli oggetti d’uso quotidiano comune, ma anche i suoi protagonisti, accolti dal benvenuto dei padroni di casa, con le donne affacciate alla finestra avvolte nei loro himatia”: nelle parole di Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (MArRC) sta tutto il senso della mostra “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia”, aperta fino al 18 novembre 2018, a cura dello stesso Malacrino e dell’archeologo del MArRC, Maurizio Cannatà. Tra le attività di valorizzazione del MArRC, la mostra “Oikos” si inserisce nel programma delle celebrazioni del 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale. “Il tema della casa e dell’abitare nel mondo greco antico (dall’età arcaica, VIII sec. a.C., all’età ellenistica, I sec. a.C.), in un percorso espositivo transmediale”, spiegano i promotori, “diventa il viatico per far conoscere e promuovere le tradizioni e il patrimonio culturale dell’Italia meridionale, rafforzando il senso di appartenenza alla comune identità europea mediterranea”.

Nel video postato su Youtube da Holly Reggio ben si coglie la valenza della mostra reggina “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia”, che presenta oltre 100 preziosi reperti, con prestiti dai musei Archeologici nazionali di Napoli e di Taranto, dal museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, dai parchi Archeologici di Paestum e dei Campi Flegrei e dal museo Archeologico dell’Antica Kaulon che fa riferimento al Polo museale della Calabria, esposti in un allestimento con strumenti multimediali. Attraverso pannelli didattici, ricostruzioni grafiche e digitali dell’architettura e degli ambienti e video in 3D di descrizione di momenti di vita quotidiana, i visitatori sono accolti nell’oikos, nella casa e nella famiglia degli antichi Greci.

Il suggestivo allestimento della mostra “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia”

Il filo conduttore è l’oikos, termine che “per i Greci era la casa intesa come spazio fisico di vita dei suoi abitanti e, al tempo stesso, la famiglia con i suoi beni e i suoi legami con il territorio”, spiega Malacrino. “Attraverso la scelta espositiva dell’allestimento abbiamo voluto ricreare le forme dell’abitare nel mondo greco antico. È un coinvolgente ritorno al passato, alle fonti delle nostre tradizioni di vita e di famiglia occidentale mediterranea. Varcata la soglia d’ingresso dell’oikos nel mondo magnogreco e siceliota – continua-, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta delle abitudini di vita dei Greci d’Occidente, per comprendere il senso delle cose che oggi ci testimoniano quel tempo”. La ricostruzione grafica di una facciata contrassegna l’inizio del percorso, con la donna alla finestra avvolta nel suo himation raffigurata nella piccola ma preziosissima lekythos di Taranto, con uno sguardo misterioso, che invita a compiere un viaggio meraviglioso.

La sale espositive del MArRC dedicate alla mostra “Oikos”

“La casa è per i Greci antichi l’espressione dell’identità della comunità dei suoi abitanti”, interviene Maurizio Cannatà, uno dei curatori della mostra. “E si evolve nel tempo a seconda di come cambia la società. Nella lingua greca non esiste un termine equivalente al latino familia. Esiste un unico termine, oikos. E ciò significa che rispetto ai legami di sangue prevale l’appartenenza al gruppo familiare, cellula base della società. Nel corso dei secoli, nel mondo greco antico in Calabria e in Sicilia, si modifica l’organizzazione strutturale degli spazi della casa, ma non cambia la funzione degli ambienti rispetto ai ruoli all’interno della famiglia. L’uomo, cittadino, politico, atleta e guerriero, vive nell’andron i momenti conviviali, delle relazioni esterne, nel simposio. La donna sovrintende ai lavori domestici e ha nel gineceo il suo regno indiscusso”.

Il celebre mosaico pavimentale del drago proveniente dall’antica Kaulon

Tra gli oltre cento reperti in mostra, spicca il celebre mosaico del drago dall’andron dell’omonima casa dell’antica Kaulon, giunto a Reggio Calabria – lo ricordiamo – in cambio della testa della Testa della Sfinge della Passoliera ora esposta al museo Archeologico nazionale di Kaulonia (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/08/10/la-testa-della-sfinge-della-passoliera-torna-per-la-prima-volta-a-casa-prestito-del-marrc-al-museo-dellantica-kaulon-dove-paolo-orsi-scopri-la-bellissima-scultura-in-terracotta-del-vi-sec/). Nel settore maschile della casa, dove – come detto – si tenevano i banchetti, troviamo il sontuoso cratere attico a figure rosse con scena di danza della collezione Sant’Angelo del museo Archeologico nazionale di Napoli. Mentre nel gineceo possiamo ammirare la splendida anfora del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa; il monumentale lebes gamikos, vaso a figure rosse attribuito al “Pittore di Afrodite” dal museo Archeologico nazionale di Paestum; e la pittura su marmo delle “Giocatrici di Astragali” da Ercolano: sono tutti elementi che rimandano al ruolo della donna, regina della casa per l’oikonomia domestica, e del gineceo, che rappresenta – parole di Vitruvio – “la sala in cui la padrona di casa lavora la lana insieme alle schiave addette a questa mansione”.

La testa della Sfinge della Passoliera torna per la prima volta a casa: prestito del MArRC al museo dell’antica Kaulon, dove Paolo Orsi scoprì la bellissima scultura in terracotta del VI sec. a.C. all’inizio del Novecento

La Testa della Sfinge della Passoliera esposta temporaneamente a Kaulonia, dove fu rinvenuta da Paolo Orsi

Angela Acordon, direttore del Polo museale della Calabria

Lo sguardo enigmatico che si sublima in un sorriso ambiguo: quello della Sfinge della Passoliera, bellissima scultura in terracotta di età arcaica, la cui testa fu rinvenuta a Kaulonia (Reggio Calabria) agli inizi del Novecento dall’archeologo Paolo Orsi. Il prezioso reperto è normalmente esposto al MArRC, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ma dal 10 agosto 2018 per la prima volta è esposta nel luogo dove è stata rivenuta un secolo fa, al museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon, su precisa richiesta del direttore del Polo museale della Calabria, Angela Acordon, e del direttore del museo di Kaulonia, Rossella Agostino. Ciò è stato possibile grazie a uno scambio istituzionale tra Polo museale della Calabria – museo Archeologico nazionale di Kaulonia e il MArRC: così mentre il mosaico pavimentale del Drago da Kaulonia va a Reggio Calabria tra i reperti esposti nella mostra “Oikos. La casa in Magna Grecia e Sicilia” (dal 10 agosto al 18 novembre 2018), la Testa della Sfinge della Passoliera rimane esposta a Kaulonia. La Testa della Sfinge fu rinvenuta, si diceva, da Paolo Orsi in fosse di scarico insieme a elementi architettonici pertinenti a un santuario extraurbano demolito già in antico, costituito da più edifici databili tra la fine VI e la prima metà V secolo a.C.. Parti di questi elementi architettonici caratterizzati dalla presenza di teste leonine dalla vivace policromia, oggi costituiscono un interessante settore espositivo del museo archeologico di Kaulonia che fa parte del Polo Museale della Calabria. La Testa, richiesta in prestito, è un bellissimo esempio di scultura in terracotta, policroma – forse, elemento decorativo forse, offerta votiva – databile alla seconda metà del VI secolo a.C. che ha sempre affascinato i visitatori del museo reggino fin dai tempi della sua prima esposizione. La sua importanza e il legame con il sito della Passoliera già documentato, nell’esposizione museale cauloniate, per il direttore Acordon costituiscono un’opportunità importante per poter ammirare un reperto mai esposto nel territorio in cui fu rinvenuto. L’esposizione della sfinge sarà supportata nei mesi della durata del prestito da iniziative ed attività collaterali curate dalla direzione del museo.

Monasterace (Rc): apertura straordinaria del museo Archeologico dell’antica Kaulon per ammirare il mosaico pavimentale della sala dei draghi e dei delfini

Dettaglio del drago del pavimento musivo della sala dei draghi e dei delfini dell’antica Kaulon

Locandina dell’evento del 1° e 2 agosto 2018

Due giorni speciali per un mosaico speciale. Il Polo Museale della Calabria, nell’ambito delle iniziative del Piano di Valorizzazione 2018 del MiBAC, promuove, al museo Archeologico dell’antica Kaulon, l’apertura eccezionale al pubblico del mosaico pavimentale de La Sala dei draghi e dei delfini nei giorni 1 e 2 agosto 2018 (dalle 9 alle 14; dalle 16 alle 20. Per informazioni e visite guidate: Cooperativa Vivikaulon – cell. 3400742442; 3287378995; 3493549565). “L’iniziativa”, spiega Angela Acordon, direttore del popolo museale, “che ha visto la collaborazione della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia, del Comune di Monasterace, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica e della Delegazione di Spiaggia di Monasterace, della Cooperativa Vivikaulon-Servizi aggiuntivi museo Archeologico di Kaulonía, è stata possibile anche grazie alla sponsorizzazione di Restauro opere d’arte Giuseppe Mantella e della ditta Falcomar, che si ringraziano per la disponibilità e sensibilità”. Le giornate del 1° e 2 agosto, nelle intenzioni del Polo Museale della Calabria, vogliono non solo offrire al pubblico un’ulteriore l’occasione per prendere visione di manufatti di particolare fascino e suggestione archeologica, ma ricordare anche la valenza del patrimonio storico-archeologico del territorio calabrese e reggino in particolare.

Dettaglio del delfino nel mosaico pavimentale della sala dei draghi e delfini nell’antica Kaulon

Il mosaico della cosiddetta Sala dei Draghi e dei Delfini, realizzato con tessere policrome, di particolare interesse scientifico per la sua fattura, per la ricercatezza del tema figurativo e per le dimensioni, è da considerarsi tra le testimonianze più significative riconducibili al centro magno-greco di Kaulonía, identificato dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del Novecento e localizzato nell’odierna cittadina di Monasterace Marina. Testimonianze oggi conservate nell’area del parco archeologico dedicato allo stesso centro e situato in contrada Runci, lungo la Strada Statale 106, nel comune di Monasterace ai piedi della suggestiva Collina del Faro. Dopo la scoperta, a cura della soprintendenza Archeologica della Calabria, nel 2012, nell’ambito delle attività di ricerca condotte nel sito di Kaulonia, il mosaico ad oggi ricordato come uno dei più importanti e dei più antichi ritrovati in Magna Grecia, è stato ricoperto per una sua opportuna tutela e conservazione, dopo un intervento di restauro conservativo finalizzato alla messa in sicurezza delle parti più deteriorate.

La scoperta della sala dei draghi e dei delfini nell’antica Kaulon

Il mosaico, di circa 30 mq, databile tra fine IV – inizio III secolo a.C., costituisce il piano pavimentale centrale di un lungo vano con piscina per il bagno caldo di un edificio termale, eretto su un edificio pubblico già esistente, munito di ambienti di rappresentanza e di servizio. Colpisce la particolare ricchezza dei motivi e dei soggetti decorativi scelti – delfini, draghi, ippocampi – e la loro composizione armoniosa con particolari tecnici quali l’uso di lamine in piombo per delineare i profili dei delfini. Lo schema compositivo del mosaico – realizzato con tessere policrome in pietra naturale, ceramica e terracotta di varie forme e dimensioni – pone al centro sei medaglioni con motivi floreali, delimitati da più listelli colorati, la cui particolare composizione dà luogo a una visione prospettica, mentre sul lato occidentale e meridionale sono disposti stretti e lunghi pannelli con figure di animali marini (draghi, delfini e ippocampo) affrontati per coppie. Un particolare decorativo è costituito inoltre, in prossimità dell’accesso alla sala, da una rosetta circolare a 12 petali.

Primo maggio in Calabria all’insegna dell’archeologia: ecco parchi e musei aperti

Il parco archeologico di Capo Colonna a Crotone

Primo maggio in Calabria all’insegna dell’archeologia. Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, comunica infatti che in occasione della festività del 1° maggio 2018 rimarranno aperti al pubblico i musei e le aree archeologiche statali di propria competenza: museo Archeologico nazionale di Amendolara (Cosenza), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico nazionale di Crotone, apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cosenza), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico dell’antica Kaulon a Monasterace (Reggio Calabria), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico Lametino a Lamezia Terme (Catanzaro), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico nazionale di Locri (Reggio Calabria), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium a  Roccelletta di Borgia (Catanzaro), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico e antiquarium “Archeoderi” a Bova Marina (Reggio Calabria), apertura al pubblico: martedì 1° maggio, 17-18.30; museo Archeologico Metauros di Gioia Tauro (Reggio Calabria), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile.

Museo Navigante, la goletta Oloferne approda a Crotone. Il Polo museale della Calabria ha aderito con i musei Archeologici di Capo Colonna e dell’antica Kaulon

La goletta Oloferne dell’associazione La Nave di Carta della Spezia (foto Paolo Maccione)

Il logo del museo Navigante nato nel dicembre 2017 mettendo in rete 58 musei italiani del Mare e della Marineria

Un mese di navigazione dall’Alto Adriatico con rotta prima verso Sud, fino allo Ionio, per poi risalire il Tirreno e raggiungere il porto francese di Sète, nella regione dell’Occitania, vicino a Montpellier. Ora la goletta Oloferne è in vista delle coste calabre con il suo “carico” speciale: il museo Navigante nato per valorizzare il patrimonio culturale marittimo italiano. Il due alberi costruito nel 1944 nel cantiere Russo di Messina, che rappresenta un prezioso reperto della tradizione marinara italiana ed è oggi attrezzata a barca-scuola per promuovere, come strumento educativo e di inclusione sociale, progetti di diffusione della cultura del mare e della navigazione, sbarca sabato 10 febbraio 2018 a Crotone. L’imbarcazione è salpata da Cesenatico il 9 gennaio scorso (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/01/04/nasce-il-museo-navigante-ben-58-musei-del-mare-e-della-marineria-ditalia-fanno-rete-e-ora-salpa-con-la-goletta-oloferne-alla-scoperta-del-patrimonio-culturale-marittimo-italiano-molti-sono/) e, nel circumnavigare l’intera penisola italiana dall’Adriatico al Tirreno, sta facendo tappa nelle principali città e nei borghi marinari, per terminare il suo viaggio – come detto – a Sète in Francia, dove, in rappresentanza dei musei italiani, il museo Navigante sarà ospite della manifestazione marittima Escale à Sète per far conoscere i luoghi e le tradizioni del nostro patrimonio marinaro.

Il parco archeologico di Capo Colonna a Crotone

Angela Acordon, direttore del Polo museale della Calabria

Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, ha aderito al Museo Navigante che sta promuovendo un censimento nazionale dei musei che hanno a tema il mare e la marineria italiana e che prevede anche l’adesione all’associazione dei Musei del Mare e della Marineria d’Italia.  A rappresentare il Polo Museale della Calabria  ci sono il museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, e il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon (Monasterace Marina), diretto da Rossella Agostino, entrambi con sezioni dedicate all’archeologia subacquea. Sempre sabato 10 febbraio 2018, alle 9, al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna, d’intesa con il Comune di Crotone, la Capitaneria di Porto e l’Istituto Nautico, verrà illustrata l’iniziativa. Nel pomeriggio di sabato sarà possibile a scuole e cittadinanza salire a bordo della goletta Oloferne per visitare l’imbarcazione e la mostra didattica che racconta la storia della marineria e della navigazione in Italia.

Nasce il museo Navigante: ben 58 musei del Mare e della Marineria d’Italia fanno rete. E ora salpa con la goletta Oloferne alla scoperta del patrimonio culturale marittimo italiano. Molti sono i musei archeologici: conosciamoli meglio

Il logo del museo Navigante nato nel dicembre 2017 mettendo in rete 58 musei italiani del Mare e della Marineria

Maria Paola Profumo, presidente dell’AMMM, Associazione Musei marittimi del Mediterraneo

Nasce la rete dei musei del Mare e della Marineria d’Italia. Cinquantotto musei del mare e della marineria insieme in un comune progetto per valorizzare il patrimonio culturale marittimo italiano. È nato così il museo Navigante – una iniziativa promossa dal Mu.MA-Galata di Genova, il museo della Marineria di Cesenatico, l’associazione La Nave di Carta della Spezia e l’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo – che ha riunito musei, pubblici e privati. E il 9 gennaio 2018, con l’inizio dell’Anno del patrimonio culturale Europeo, il museo Navigante salpa, a bordo della goletta Oloferne, per far rotta dall’Adriatico al Tirreno, con tappe in tutte le regioni costiere, e arrivare infine a Sète (Francia) in occasione della manifestazione Escale à Sète in rappresentanza dei musei italiani. “Finalmente abbiamo un primo censimento dei musei del Mare e della Marineria italiani, privati e pubblici, ad arricchire la rete dei musei Marittimi del Mediterraneo e le reti regionali che si stanno costituendo, dalla Catalana alla Ligure, dal Golfo del Leone alla Campania”, interviene Maria Paola Profumo, presidente dell’AMMM di cui il Galata è capofila. “Sono stati catalogati per quattro grandi categorie: storico-navale, archeologico, naturalistico ed etnografico. Ne è emerso un panorama molto ricco, diversificato e molto attivo. Il nostro obiettivo è far scoprire e promuovere il patrimonio marinaro, materiale e immateriale: barche, reperti, cimeli ma anche, e soprattutto, memorie di lavoro, di migrazioni, di comunità che di mare hanno vissuto e vivono”.

La goletta Oloferne dell’associazione La Nave di Carta della Spezia (foto Paolo Maccione)

La goletta Oloferne dell’associazione La Nave di Carta della Spezia, una sorta di museo vivente e galleggiante, è una imbarcazione a due alberi che diventa così un prolungamento del museo del Navigante e collegherà tutte le realtà italiane. La goletta – come si diceva – prenderà il mare il 9 gennaio, salpando da Cesenatico, facendo prima rotta su Trieste per poi discendere tutto l’Adriatico e risalire il Tirreno, facendo tappi nei porti dei musei per approdare poi a marzo a Genova, al Galata, che della rete è capofila. “Quello che vogliamo evidenziare con il museo Navigante”, spiega Davide Gnola, direttore del museo della Marineria di Cesenatico, premiato nel 2017 tra i migliori musei italiani (Premio ICOM-Italia), “è che i musei marittimi sono fattori di sviluppo nei territori. Se vogliamo migliorare la nostra offerta di turismo culturale, in un Paese che ha 8mila chilometri di coste e una tradizione marittima secolare, non possiamo trascurare i nostri musei e le nostre barche storiche”. Passato, presente e futuro si fondono nel museo Navigante che, in attesa di mollare gli ormeggi, è anche sui social network: su FB, su Twitter, su Instagram e su Youtube. @museonavigante.it

L’ex chiesa di San Francesco a Chioggia ospita il museo della Laguna Sud

Dei 58 musei entrati in rete con il museo Navigante, che verranno toccati dalla goletta Oloferne, molti sono archeologici o comunque espongono preziosi reperti archeologici. Scopriamoli un po’ meglio, seguendo idealmente la rotta della goletta dal Nord Adriatico, allo Ionio, al Tirreno, per finire nel canale di Sicilia. Il primo che incontriamo, il museo nazionale di Archeologia Subacquea a Grado (Gorizia), in realtà è ancora un cantiere: progettato nel 1987 dopo il ritrovamento del relitto di una nave romana del III secolo d. C. naufragata  con il suo carico di  anfore per il trasporto di olio, vino e pesce, il museo aprirà quest’anno, 2018. Al piano terra è previsto l’alloggio per il relitto della nave, al primo piano la mostra permanente dei reperti del carico. Tra i pezzi più importanti la statua di Poseidone e il contrappeso della stadera con Minerva. Anche più a sud, a Caorle (Venezia), il museo nazionale dell’Archeologia del mare, è ancora in allestimento e aprirà nei primi mesi del 2018. Nelle quattro sale espositive per complessivi 560 mq saranno raccolti reperti archeologici rinvenuti al largo di Caorle, tra i quali il relitto di una nave romana, anfore, vasellame e frammenti di ancora in piombo. Il primo museo aperto lo troviamo a Chioggia (Venezia). Nell’ex convento di San Francesco fuori le mura (XIV sec.) è allestito il museo della Laguna Sud. Inaugurato nel maggio 1997, si sviluppa su tre piani. Anfore, vasellame e monete testimoniano i commerci in età preromana; mentre una riproduzione della mappa del Sabbadino, ingegnere della Serenissima, riproduce gli squeri, ossia gli antichi cantieri navali chioggiotti, e le saline medievali dove si raccoglieva il prezioso sal Clugiae.

Il museo del Mare a San Benedetto del Tronto

Il museo della Regina, a Cattolica (Rimini), è stato istituito nel 2000 in un antico Hospitale per pellegrini. Composto da due sezioni, una archeologica dove sono esposti reperti recuperati durante gli scavi della Nuova Darsena e una di marineria organizzata per percorsi tematici: imbarcazioni e la loro costruzione, modi e forme del navigare, aspetti etno-antropologici della tradizione marinaresca della città. Ci sono modelli di grandi dimensioni dei principali tipi di barche della marineria tradizionale adriatica, che nei cantieri cattolichini raggiunse alcune delle sue vette più alte. Il museo del Mare di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) raccoglie in un unico polo cinque musei, nati in decenni diversi, a partire dal 1956. Quattro delle cinque sezioni trovano ospitalità nel complesso del Mercato Ittico all’ingrosso, risalente al 1935, alla radice del molo nord mentre la pinacoteca del mare con  quadri, dipinti, fotografie della civiltà marinara è ospitata a Palazzo Piacentini. L’antiquarium Truentinum (il museo archeologico) racconta lo sviluppo del territorio sambenedettese dal neolitico al fenomeno dell’incastellamento. Nel museo delle Anfore sono esposti per tipologia e in ordine cronologico gli antichi “contenitori” recuperati lungo tutto il Mediterraneo dalle reti della marineria locale.

Il museo del Mare Antico a Nardò, nel Salento

Il museo del Mare Antico di Nardò (Lecce) nasce dopo il ritrovamento, nel 1982, in località Santa Caterina, a pochi metri di profondità, del relitto di una nave oneraria romana datata, in base al carico di anfore, al II sec. a.C., affondata contro la scogliera di Punta dell’Aspide, a 300 metri dalla costa. Il museo ha una sezione di archeologia subacquea, incentrato proprio sul relitto di S. Caterina, con settori che mettono in evidenza i rapporti commerciali marittimi e terrestri dell’antica Neretum in età ellenistica. Sempre a Nardò, ma nella frazione di Santa Maria al Bagno, nei locali di un ex asilo, è stato istituito nel 2015 il museo Acquario del Salento, che apre una finestra sulle profondità della costa salentina, sia dal punto naturalistico sia archeologico. Ben 17 vasche di acqua marina organizzate in quattro ambienti tematici: la grotta sommersa; la sala della costa; la sala del mare aperto con il relitto di una nave oneraria di epoca romana; la sala del mare profondo con relitti di due navi e un aereo della Seconda guerra mondiale.

Il museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone) c’è anche una sezione di archeologia subacquea. Realizzato a seguito delle campagne di scavo effettuate dalla soprintendenza Archeologia negli anni 1999-2001 che hanno messo in luce i resti di età romana e le fondamenta del tempio greco di età classica dedicato al culto di Hera Lacinia, il museo espone contesti archeologici relativi al grande santuario che si sviluppò sul promontorio di Capo Colonna tra VII secolo a.C. e VI secolo d.C. Il santuario si trovava sul lembo estremo del promontorio dagli antichi greci denominato Lacinio, posto in uno dei tratti più frastagliati e frequentati della costa jonica calabrese. Numerosi relitti (databili tra il VI sec. a.C. e il III sec.d.C.) sono presentanti all’interno di una sezione appositamente dedicata all’archeologia subacquea con esposizione open space di circa 200 mq. Qui si trova   una parte del carico di marmi trasportati dalla nave naufragata presso Punta Scifo e databile al III sec. d.C., oltre ad altre suppellettili rinvenute durante lo scavo del relitto e oggetti prelevati da altri contesti sottomarini. Anche il museo Archeologico dell’antica Kaulon a  Monasterace (Reggio Calabria) ha una ricca sezione dedicata all’archeologia subacquea. Nel percorso espositivo la storia della colonia magno-greca di Kaulonia è illustrata dall’età di fondazione  fino ad età ellenistico-romana. Numerosi i reperti subacquei tra cui, ancore e resti di colonne lavorate da aree limitrofe all’odierno museo situato a poca distanza dalla costa nei pressi di Punta Stilo dove c’è il faro.

Il suggestivo Castello Santa Severa ospita il nuovissimo museo del Mare e della navigazione antica

Risalendo il Tirreno, sulle coste laziali, si incontra il museo della Navi romane di Fiumicino (Roma) al momento purtroppo chiuso. Dovrebbe riaprire nel 2019 per ospitare cinque relitti di imbarcazioni di età romana, rinvenuti durante i lavori di costruzione dell’aeroporto Leonardo da Vinci, fra il 1958 e il 1965, oltre a una serie di materiali relativi alle tecniche di costruzioni navali, le rotte, i porti, la vita di bordo e a tutta la rete commerciale del Mediterraneo. Un po’ più a nord, a Castello di Santa Severa (Roma), c’è il nuovissimo museo del Mare e della navigazione antica, che nel 2017 ha rinnovato negli spazi e nell’allestimento l’antiquarium Navale, istituito 23 anni prima. Ben sette nuove sale ospitano oltre cento reperti distribuiti lungo un percorso espositivo e didattico che introduce il visitatore al tema dell’archeologia subacquea e della navigazione antica illustrando i diversi aspetti della “vita sul mare e per il mare”. Il museo è destinato a conservare e valorizzare le testimonianze archeologiche provenienti dai fondali del litorale cerite compreso tra Alsium e Centumcellae, con particolare riferimento al porto di Pyrgi. La prima sala, “Dal fondo del mare la storia degli uomini”, con una ricca collezione di anfore romane introduce, tramite diorami, alla vita antica sul mare e per il mare. La seconda sala, “Gli antichi sugli oceani”, è dedicata alle esplorazioni e alle scoperte geografiche degli antichi uomini del Mediterraneo. La terza, “Le navi e le navigazioni più antiche” introduce alla marineria etrusca, fenicia e greca illustrando i principali relitti del Mediterraneo e le tecniche costruttive delle imbarcazioni. “Idraulica e navigazione” è il tema della quarta sala che ospita gli apparati di sentina delle navi romane con specifico riferimento alle pompe idrauliche. Vi si trova la ricostruzione di una pompa di sentina del tipo a bindolo funzionante. Nella quinta sala si affronta il tema “Nel porto e sulle navi a vela” con approfondimenti sulle manovre e sulle andature delle navi “a vela quadra” in funzione dei venti e delle correnti. La vita a bordo della navi romane è l’argomento della sesta sala (“La vita sul mare e per il mare”) che ospita una ricca collezione di ceppi di ancora originali provenienti dai fondali del litorale cerite e dal porto di Pyrgi. Di grande qualità ed interesse la ricostruzione in scala al vero della stiva di una nave oneraria del I secolo a.C., di medio tonnellaggio, con carico di anfore e vasellame. Nell’ultima sala, “Pyrgi sommersa”, sono illustrate le ricerche in corso sul fondale pyrgense e il progetto “Pyrgi Sommersa” curato dal museo civico in collaborazione con la soprintendenza e il centro studi Marittimi del gruppo archeologico del Territorio Cerite.

Una delle navi restaurate ed esposte nella Sala V del museo delle Navi antiche di Pisa

Una delle scoperte più importanti dell’ultimo scorcio del Novecento, le antiche navi di Pisa, costituiscono il cuore del museo delle Navi agli Arsenali medicei di Pisa. Il museo che ospiterà 30 navi romane con il loro carico di anfore, ceramiche, vetri, metalli, strumenti di bordo, scavate e restaurate in oltre 16 anni di lavori, è ancora in allestimento, ma il cantiere dal dicembre 2016 è visitabile su prenotazione. Era infatti il 1998 quando, poco fuori l’antica cerchia delle mura di Pisa, verso il mare, le Ferrovie iniziarono lavori di scavo a fianco della stazione di Pisa San Rossore. Immediatamente emersero oggetti di legno di cui gli archeologi compresero l’eccezionale importanza. Il Mibact, in accordo con la Rete Ferroviaria Italiana, iniziò subito una indagine archeologica nell’area. A circa tre metri di profondità emerse un’impressionante serie di relitti di navi. Nel 1999 RFI decise, necessariamente, di spostare altrove l’edificio. Si aprì quindi un grande cantiere di scavo, concluso nel 2016, che ha restituito circa trenta imbarcazioni di epoca romana e con esse importantissime testimonianze sui commerci, sulle tecniche di navigazione antica.

Ancora esposta al museo del Mare di Licata

La nave punica esposta al museo Archeologico regionale Lilibeo-Marsala

Il nostro viaggio virtuale a bordo della goletta Oloferne si chiude sulle coste siciliane. A Licata (Agrigento) c’è il museo del Mare, nato per iniziativa del locale gruppo archeologico Finziade che, dal 2012, si è dotato di un nucleo subacqueo. I lavori di recupero, condotti sotto la supervisione della soprintendenza del Mare, presso il sito dell’isolotto San Nicola e della Secca Poliscia (tuttora in corso) hanno riportato a galla reperti archeologici databili tra il periodo protostorico e l’età medievale che ora sono musealizzati nei locali comunali del chiostro di Sant’Angelo. La collezione più importante  è quella delle ancore:  due ancore a gravità a un foro, tre a gravità a tre fori, due ceppi litici, sei ceppi in piombo e una contrammarra plumbea. Tra le ancore in ferro, una di epoca romana del tipo a freccia, una bizantina, un’ancora Trotman (XIX secolo) e un ammiragliato (XX secolo). Tra gli oggetti restituiti dal mare una delicata gemma in pasta vitrea con incisa una figura umana sdraiata. Seguendo la costa, verso Ovest, c’è Sciacca (Agrigento) che dall’aprile 2017 ospita un nuovo museo del Mare in cui si incrociano storie di legalità ripristinata, archeologia subacquea, ricerca storica. Il museo di Sciacca, che ancora non è stato intitolato, è un esempio di allestimento lineare ed elegante che valorizza le collezioni che provengono in parte da reperti recuperati dalla Guardia di Finanza e, in parte, dalle ricerche subacquee coordinate dalla soprintendenza del Mare. Il pezzo più antico è una rarissima tazza in terracotta del II millennio a. C., scoperta nel mare di Sciacca. Nella prima delle due sale (sala delle anfore) le testimonianze della vivacità dei traffici marittimi dell’antichità: anfore puniche, tardo repubblicane e imperiali, olearie africane grandi, vinarie greco-italiche, romane dell’adriatico e bizantine. Nella seconda sala otto cannoni in bronzo e ferro della seconda metà del XVI sec., oltre a diverse parti strutturali della nave, stoviglie, strumenti di bordo. Prima di doppiare capo Boeo, si getta l’ancora a Marsala (Trapani), che fu potente colonia fenicia chiamata Lilibeo. In un edificio storico, il Baglio Anselmi, stabilimento vinicolo del XIX secolo, è allestito il museo Archeologico regionale di Lilibeo – Marsala (Trapani) che si trova all’interno del Parco archeologico di Lilibeo. I locali furono acquisiti al Demanio regionale e adibiti a museo nel 1986 per esporre il relitto della Nave punica (III sec. a.C) e illustrare la storia della città antica. Nel marzo del 2017 è stato inaugurato il nuovo percorso espositivo, completamente rimodulato e arricchito di reperti provenienti da recenti scavi e del relitto della nave tardo-romana di Marausa (IV sec. d. C). Il percorso  dedicato alle collezioni subacquee comprende la saletta Porti di Lilibeo, sala Nave Punica, sala Nave di Marausa. Terra e mare si fondono in queste sale che custodiscono oggetti del passato strappati al mare come  la statua di guerriero, di epoca romano-imperiale, e un tesoretto aureo recuperati dal mare di capo Boeo, le anfore dal porto o gli elmi in bronzo, dal mare di capo San Vito. L’ultimo tratto di navigazione ci porta a Favignana, nelle isole Egadi, dove nell’ex stabilimento Florio, costruito nella seconda metà dell’Ottocento per iniziativa del senatore Ignazio Florio, all’epoca il più importante e moderno stabilimento industriale per la lavorazione del tonno, oggi è il museo del Mare più grande d’Italia con una superficie di quasi 20mila mq e 18 sale espositive. Alcune sale conservano le antiche imbarcazioni usate per la pesca del tonno, altre  reperti archeologici, altre ancora testimonianze della famiglia Florio. Nell’Antiquarium reperti archeologici provenienti dalle acquee delle Egadi, due sale dedicate a testimonianze della Battaglia delle Egadi del 241 a.C, con rostri romani ed elmi di tipo Montefortino.

Calabria. Aperta al museo Archeologico dell’antica Kaulon la nuova sezione numismatica. Esposte le monete magno-greche restaurate tra cui i famosi stateri in argento

Il museo Archeologico nazionale dell’Antica Kaulon a Monasterace (Reggio Calabria)

A due anni e mezzo dall’inaugurazione, il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon, nel Comune di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, ha ampliato la propria offerta culturale: dalla fine di agosto c’è un nuovo spazio espositivo dedicato alle testimonianze numismatiche.  “Il museo Archeologico dell’antica Kaulon”, ricorda il direttore Rossella Agostino, “integra e approfondisce la visita del parco archeologico dell’antica città. Allestito come mostra permanente, custodisce e conserva i reperti rinvenuti nelle varie campagne di scavo effettuate nel territorio dell’antica colonia achea di Kaulon: da quelle di inizio ’900 di Paolo Orsi fino a quelle più recenti avviate dagli anni ’80 nell’abitato e nelle aree sacre e tuttora in corso”.

Moneta in argento della zecca di Kaulonia del VI sec. a.C.

La nuova sezione numismatica, il cui allestimento è stato curato da Giorgia Gargano, vuole raccontare la “storia” della circolazione monetale cauloniate con le testimonianze numismatiche che il sito ed il territorio del centro magno-greco di Kaulonia nei decenni di ricerche ha restituito. Durante gli scavi a Kaulon sono state infatti trovate numerose monete in bronzo, successivamente raccolte nella collezione numismatica di Rodolfo Cimino: 181 reperti fittili e metallici e di 238 monete di età greca, romana e medievale, materiali che vennero raccolti a partire dal 1942 da Rocco Giordano, ex conservatore onorario dell’area archeologica di Kaulon. Famosi sono gli stateri d’argento di Kaulonia, con un dio su un lato e un cervo sull’altro. Le monete sono state restaurate da Villalba Mazzà.

Locride. Tre serate-evento in agosto al museo e parco Archeologico dell’antica Kaulon (Monasterace) con apertura serale, mostre e incontri

Il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon annesso al parco Archeologico nel territorio di Monasterace (RC)

Estate 2017 speciale al museo Archeologico e parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria) con aperture serali ed eventi. “Anche il museo dell’antica Kaulon, ricadente nel comune di Monasterace (Reggio Calabria)”, spiega Rossella Agostino, direttore del museo Archeologico e parco Archeologico dell’antica Kaulon, che ha disposto alcune prestigiose iniziative, “aderisce al piano di valorizzazione programmato dal MiBACT finalizzato ad un prolungamento di apertura serale dei musei statali non autonomi che fanno riferimento ai Poli museali. Un’iniziativa che permette orari prolungati per le visite a musei e luoghi di cultura in un periodo, quello estivo appunto,  maggiormente frequentato dai turisti”. Si inizia il 10  agosto 2017 con il prolungamento dell’apertura serale dalle 20 alle 23, e la mostra “Il castello di Monasterace. Dal Restauro la Storia” in collaborazione con  il dipartimento PAU, Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Comune di Monasterace e la cooperativa ViviKaulon- Servizi aggiuntivi museo di Kaulon. Una settimana dopo, il 18 agosto 2017, prolungamento apertura serale dalle 20 alle 23, con la mostra “La Moda ha una storia da raccontare” a cura di  Digi. Art e  cooperativa ViviKaulon – Servizi aggiuntivi museo di Kaulon. Infine il 22 agosto 2017, con il prolungamento dell’apertura serale dalle 20 alle 23, il museo di Kaulon allestisce un nuovo spazio per le testimonianze numismatiche con conversazione a cura di Giorgia Gargano, Ispettore onorario ai beni numismatici della Calabria.

“Alla scoperta del patrimonio calabrese: musei e parchi archeologici”, ciclo di incontri a Capo Colonna

Il parco archeologico di Capo Colonna a Crotone

Gregorio Aversa, direttore del museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna

Agosto dedicato alla scoperta dei musei e dei parchi archeologici calabresi. Dal 1° al 22 agosto 2017 al museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, che per l’occasione rimarrà aperto al pubblico fino alle 23, si terrà il ciclo di incontri “Alla scoperta del patrimonio calabrese: musei e parchi archeologici”, promossi dal museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna in collaborazione con il comune di Crotone. L’iniziativa nasce dalla volontà di presentare e valorizzare alcuni tra i vari presidi archeologici della Calabria che conservano resti di grande valore forse non ancora abbastanza conosciuti. Parteciperanno a questa importante proposta mirata alla conoscenza e alla promozione dei tanti tesori che contraddistinguono la Calabria alcuni esperti del settore. Ecco il ricco programma. 1° agosto 2017, ore 18.30: incontro con Adele Bonofiglio, direttore del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, del museo Archeologico nazionale di Amendolara e del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia. 8 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Maria Cerzoso, direttore del museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. 18 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Fabrizio Mollo, curatore scientifico e allestimento del museo di Blanda di Tortora e curatore allestimento del museo dei Brettii e del Mare di Cetraro. 22 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, del  Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, del museo e parco Archeologico “Archeoderi” di Bova Marina e del museo Archeologico di Metauros di Gioia Tauro.