Archivio tag | museo civico "Giovanni Marongiu" di Cabras

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la lectio magistralis “Il corredo di Kha e Meryt a 120 anni dalla scoperta” con Christian Greco chiude il Festival Letterario OFF

Giovedì 30 luglio 2026, alle 21, al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), il Festival Letterario OFF, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama, chiude con Christian Greco, egittologo e direttore del museo Egizio di Torino, protagonista della lectio magistralis “Il corredo di Kha e Meryt a 120 anni dalla scoperta”. L’incontro sarà dedicato a uno dei più importanti ritrovamenti dell’archeologia egizia. Prenotazione al link: https://tr.ee/p0w50p.

Cabras (Or). Alla vigilia della grande mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, al museo “Marongiu”, il direttore Maras fa qualche anticipazione e invita tutti a visitarla

I Greci la chiamavano “l’Isola dalle vene d’argento”: la Sardegna era una terra ricca di risorse minerarie, al centro delle rotte che attraversavano il Mediterraneo antico. Proprio il commercio dei metalli rappresentò una delle principali connessioni tra Sardegna ed Etruria. Navi, uomini e merci solcavano il Tirreno dando vita a una fitta rete di relazioni. È da questo dialogo che prende forma la mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, nella nuova sala del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), che verrà inaugurata per l’occasione, da sabato 18 luglio a lunedì 9 novembre 2026. La mostra, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, propone un percorso che racconta il legame tra due grandi civiltà del Mediterraneo attraverso reperti, manufatti e testimonianze archeologiche.

A poche ore dall’inaugurazione, il direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze e co-curatore della mostra Daniele Maras ci regala qualche anticipazione sulla mostra “Tyrrhenòs e Sardò” invitando il pubblico a visitarla.

“Le statue a grandezza naturale di Casale Marittimo e della Pietrera, cioè le più antiche sculture a grandezza naturale dell’Italia peninsulare”, spiega Daniele Maras, “andranno a incontrare, tra poco, i Giganti di Mont’e Prama. Quindi le più antiche sculture a grandezza sopra il vero dell’Occidente mediterraneo. È un incontro spettacolare all’interno di una grande iniziativa. Una mostra organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama insieme con il museo Archeologico nazionale di Firenze dal titolo Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Speriamo che tutti possano partecipare e invitiamo tutti a essere presenti a questa grande iniziativa che porta la Sardegna e la Toscana di nuovo a essere unite dopo migliaia di anni di tempo”.

Cabras (Or). Visita guidata speciale con Carlo Tronchetti alla sala di Mont’e Prama e ai Giganti nel museo civico “Giovanni Marongiu”

È l’occasione per scoprire la storia di Mont’e Prama e dei suoi Giganti con Carlo Tronchetti al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). L’11 luglio 2026 sarà possibile infatti visitare il museo civico “Giovanni Marongiu” partecipando alla visita guidata a cura di Carlo Tronchetti. L’archeologo, che ha partecipato alla campagna di scavo più significativa di Mont’e Prama, farà riscoprire ai partecipanti la storia e l’archeologia esplorando la sala del Museo dedicata all’area archeologica e la sala del Paesaggio dove si trovano i Giganti di Mont’e Prama. L’ingresso è a pagamento con prenotazione obbligatoria al link: https://tr.ee/gKUFwI.

Cabras (Or). Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna vince il premio del pubblico del Sardegna Archeofilm Festival, chiuso con la consegna del premio “Archeociak. Raccontami la storia” e del premio “Firenze Archeofilm 2026”

Il regista Antonio Sanna con il premio Sardegna Archeofilm Festival per il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” (foto fondazione mont’e prama)

Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” del regista Antonio Sanna (Italia, 49’) ha vinto il premio del pubblico del Sardegna Archeofilm Festival, manifestazione organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva – Giunti Editore. Dal 30 giugno al 5 luglio 2026, il Sardegna Archeofilm Festival ha trasformato il nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” in una sala cinematografica sotto le stelle, proponendo documentari italiani e internazionali, incontri con registi, archeologi e studiosi e approfondimenti dedicati al rapporto tra ricerca, cinema, memoria e territorio. Dalla preistoria europea alle grandi città dell’antica Cina, dalle civiltà dell’America meridionale alle tradizioni popolari italiane, fino alle storie dell’archeologia e del patrimonio della Sardegna, le opere presentate hanno mostrato la capacità del cinema documentario di rendere accessibili temi complessi senza rinunciare al rigore scientifico. Con la premiazione dei giovani partecipanti ad Archeociak, il riconoscimento dedicato a Carlo Tronchetti, il voto del pubblico e il racconto del viaggio internazionale dei Giganti, la serata conclusiva ha riassunto le diverse anime della manifestazione: divulgazione, formazione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio.

Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna, dedicato a una figura fondamentale dell’archeologia a lungo rimasta lontana dai riflettori, restituisce visibilità e riconoscimento a un protagonista della storia della Sardegna, autore fin da giovanissimo di importanti scoperte. Tra queste spicca il ritrovamento, nel 1962, del Tofet di Monte Sirai, avvenuto quando Zara aveva appena sedici anni. Nel corso della sua attività come assistente tecnico della Soprintendenza partecipò inoltre a numerose campagne di scavo, dal Pozzo Sacro di Santa Cristina al rinvenimento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore, sviluppando una straordinaria capacità di leggere il territorio e riconoscere le tracce del passato.

Al secondo posto si è classificato il film francese “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” del regista Alexis de Favitski (Francia, 52’), al terzo posto il documentario “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina” con la regia di Stéphane Bégoin (Francia-Cina, 52’).

La consegna del premio “Archeociak. Raccontami una storia” al Sardegna Archeofilm Festival 2026 (foto fondazione mont’e prama)

Il Premio “Archeociak. Raccontami la storia”. L’ultima serata ha riunito cinema, ricerca scientifica, formazione e partecipazione del pubblico. Ad aprire, l’atto conclusivo della rassegna è stata la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, promosso in collaborazione con l’Associazione Culturale Babel e rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della Sardegna. Il premio è stato assegnato a “Il Signore del Sale”, con una sceneggiatura dedicata a Luigi Benvenuto Dol, il pioniere francese delle saline sarde. Il progetto cinematografico è stato realizzato dalle classi 5A e 5E della scuola primaria dell’istituto Comprensivo di Sinnai. Il concorso di scrittura cinematografica è dedicato alla valorizzazione dell’archeologia e della storia della Sardegna. “Il Signore del Sale” riporta alla luce una figura straordinaria e quasi dimenticata della Sardegna dell’Ottocento: Monsieur Luigi Benvenuto Dol, imprenditore originario di Martigues, erede di storiche saline francesi, che nel 1854 scelse la Sardegna come terra della propria vita e delle proprie imprese. La premiazione si è svolta alla presenza di Paolo Carboni, direttore artistico dell’associazione Babel e della docente della scuola di Sinnai Valeria Zedda. A seguire la proiezione del cortometraggio “La pietra del tempo”, realizzato dagli alunni della classe 5E della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo di Uta con il coordinamento di Simona Rotella, vincitore del premio Archeociak nel 2025.

Nicola Castangia e Carlo Tronchetti col premio Firenze Archeofilm consegnato a Cabras al Sardegna Archeofilm (foto fondazione mont’e prama)

Il Premio “Firenze Archeofilm 2026” a Nicola Castangia e Carlo Tronchetti. La serata è proseguita con la consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, diretto da Nicola Castangia e risultato vincitore del premio del pubblico nell’edizione fiorentina della rassegna. Alla cerimonia hanno partecipato l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in un incontro condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Il documentario, con soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni e consulenza scientifica di Giorgio Murru, ripercorre attraverso la voce dello stesso Tronchetti una lunga stagione della ricerca archeologica in Sardegna. Dagli scavi condotti a partire dal 1977 nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros, emerge il racconto umano e professionale di uno dei protagonisti dell’archeologia isolana. Immagini storiche d’archivio, riprese aeree e ricostruzioni virtuali accompagnano un racconto nel quale il rigore della ricerca si intreccia con ricordi, incontri e aneddoti personali. Il riconoscimento ricevuto a Firenze e consegnato simbolicamente a Cabras conferma la capacità del documentario di portare la storia dell’archeologia sarda oltre i confini dell’Isola e di raggiungere un pubblico ampio attraverso il linguaggio del cinema.

Film “Il viaggio dei Giganti”: Anthony Muroni, presidente della fondazione Mont’ePrama, col regista Fabio Ortu (foto fondazione mont’e prama)

“Il viaggio dei Giganti” chiude la quinta edizione. A concludere il programma è stata la proiezione fuori concorso di “Il viaggio dei Giganti”, documentario diretto da Fabio Ortu e Andrea Marras che racconta il viaggio delle statue di Mont’e Prama dalla scoperta e dal recupero dei frammenti fino alla loro affermazione come ambasciatori della civiltà nuragica nel mondo. Il cuore dell’opera è il trasferimento di una parte delle sculture di Mont’e Prama dal museo archeologico di Cagliari al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras. Un viaggio concreto, seguito nelle sue diverse fasi, ma anche un ritorno dal forte valore culturale e simbolico: i Giganti lasciano il luogo nel quale erano stati custoditi ed esposti per ricongiungersi agli altri elementi del complesso statuario nel territorio in cui furono scoperti. Il documentario è una testimonianza corale di tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per il raggiungimento di un risultato straordinario, a partire da tutto il team della Fondazione Mont’e Prama che ha voluto raccontare l’emozione della riunificazione del complesso statuario nella casa di Cabras.  Un itinerario materiale e simbolico che attraversa ricerca, restauro, tutela, valorizzazione e promozione internazionale, mostrando come le sculture rinvenute nel Sinis siano diventate un riferimento dell’identità culturale della Sardegna e uno strumento di dialogo con pubblici e istituzioni di altri Paesi. La proiezione, che ha strappato un lungo applauso, ha rappresentato una conclusione coerente con il percorso costruito dal Festival: partire dall’archeologia e dalle testimonianze del passato per interrogarsi sul loro significato contemporaneo e sulle nuove forme attraverso le quali possono essere conosciute e condivise.

Cabras (Or). Entra nel vivo la quinta edizione del Festival internazionale dell’Archeologia, dedicato al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama: ecco il ricco programma della tappa al museo “Marongiu”

Dal 24 al 29 giugno 2026 la Fondazione Mont’e Prama accoglie studiosi e appassionati nel segno della ricerca e della partecipazione con la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia, una manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dedicati al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità. Il Festival si è aperto mercoledì 24 giugno 2026 a Santu Lussurgiu (Or), nella cornice della Chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes, con una serata inaugurale dedicata al rapporto tra storia locale e grande storia mediterranea. Protagonisti studiosi di rilievo internazionale come Giampaolo Mele e Franco Cardini, seguiti dal concerto Amaius, produzione originale che unirà le sonorità di Elena LeddaMauro Palmas e altri importanti musicisti sardi. Con il Festival Internazionale dell’Archeologia, la Fondazione Mont’e Prama conferma ancora una volta il proprio impegno nel costruire un modello culturale capace di mettere in relazione ricerca, territorio, comunità locali e grandi reti internazionali, facendo della Sardegna un punto di riferimento nel dibattito contemporaneo sulla valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo.

Dal 25 al 28 giugno 2026 il Festival si sposta a Cabras (Or), nel nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu”, trasformando ancora una volta il Sinis in uno spazio di confronto culturale internazionale. Al centro del programma ci saranno i grandi temi del mare come luogo di connessione tra civiltà, le nuove ricerche archeologiche in corso nel territorio di Mont’e Prama e Cabras, il dialogo tra archeologia, tutela del patrimonio e cooperazione scientifica internazionale. Tra gli ospiti attesi figurano, tra gli altri,  e numerosi archeologi, storici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni culturali sarde, italiane ed europee. Una particolare attenzione sarà dedicata anche ai grandi progetti espositivi e scientifici promossi dalla Fondazione Mont’e Prama, al percorso di valorizzazione internazionale della civiltà nuragica e al racconto delle nuove campagne di ricerca che stanno contribuendo a ridefinire la conoscenza del patrimonio archeologico del Sinis.

Gran finale lunedì 29 giugno 2026 nel Teatro di Tharros (Or), con un evento speciale che unirà archeologia, musica e spettacolo: il tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con l’esecuzione dei Carmina Burana da parte dell’Orchestra Roma Sinfonietta e del Coro Polifonico Pierluigi da Palestrina di Cabras, in uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale sardo.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Tra il Sinis e Ustica”: l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Sebastiano Tusa. Linee di studio e di ricerca con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Valeria Li Vigni (presidente della Fondazione Sebastiano Tusa), Ennio Turco (soprintendente del Mare), Roberto La Rocca (archeologo subacqueo della soprintendenza del Mare); “Storie dal Mare” con Attilio Mastino (storico, epigrafista, saggista, già rettore dell’università di Sassari), Ferdinando Maurici (storico, saggista), Pascal Arnaud (professore dell’università di Lione, massimo esperto di navigazione nel Mediterraneo); “Andar per mare. Terre, navi, rotte, uomini e Dei” con Massimo Cultraro (archeologo, egeista, direttore di ricerca CNR), Louis Godart (storico, filologo, accademico dei Lincei), Silvia Romani (storica, professoressa università statale di Milano). Introduzione e Intervallo musicale a cura della cantautrice Chiara Effe

PROGRAMMA DI SABATO 27 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico “G. Marongiu”, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Dioniso. Il Dio dei Misteri” di Cristoforo Gorno con Cristoforo Gorno (scrittore, autore e conduttore televisivo), Giorgio Ieranò (professore dell’università di Trento, saggista, traduttore teatrale), Laura Larcan (giornalista de Il Messaggero); “Ricerche archeologiche nel Sinis di Cabras. La prospezione archeologica e geofisica nella Laguna di Cabras.  Nuove acquisizioni” con Pier Giorgio Spanu (professore dipartimento Storia Scienze dell’uomo e della Formazione, università di Sassari), Rita Auriemma (professoressa dipartimento di Beni culturali, università del Salento), Maria Mureddu (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice scientifica progetto di ricerca), Paolo Emanuele Orrù (professore dipartimento di Scienze della Terra, università di Cagliari), Filiberto Chiabrando (professore dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino); “Lo scavo archeologico al Nuraghe Cannevadosu” con Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Maura Vargiu (archeologa, funzionaria SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice di scavo); “L’ipogeo di San Salvatore si racconta” con Paola Derudas (archeologa, università di Lund), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’Ipogeo di San Salvatore). Introduzione e intervallo musicale a cura di Federica Urracci Trio: “Un viaggio tra canzone d’autore, atmosfere soul e arrangiamenti eleganti” con Federica Urraci (voce), Alessio Sanna (tastiere) e Guglielmo Moro (percussioni)

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore. “Archeomafie: l’aggressione criminale e la salvaguardia dell’eredità culturale” con Tsao Cevoli (archeologo e giornalista), Lidia Vignola (archeologa, scrittrice, comunicatrice scientifica), Elena Anna Boldetti (soprintendente SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Monica Stochino (soprintendente SABAP per le provincie di Sassari e Nuoro); LE MOSTRE DELLA FONDAZIONE: “La riunione del corpus statuario di Mont’e Prama” con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Andrea Abis (sindaco di Cabras), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama); Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” con Paolo Giulierini (archeologo, etruscologo, direttore del museo di Cortona, direttore scientifico della mostra), Daniele Maras (archeologo, etruscologo, direttore del MAN di Firenze), Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Giorgio Murru (archeologo, storico, Fondazione Mont’e Prama, direttore del Menhir museum di Laconi); “Tharros. Time Upon Time al Museo Diocesano Arborense” con S.E. Mons. Roberto Carboni (arcivescovo della Diocesi di Oristano), Silvia Oppo (architetto, direttrice del museo diocesano Arborense), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama, curatore della mostra), Ilaria Orri (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice della mostra); Sardegna Isola Megalitica – Barcellona. Una straordinaria esperienza” con Viviana Pinna (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’area archeologica di Mont’e Prama), Stefano Giuliani (archeologo, DRM, direttore dell’Antiquarium Turritano), Manuela Puddu (archeologa, responsabile dell’Ufficio Didattica Educazione e Ricerca del MAN di Cagliari), Nicoletta Buffon (amministratore delegato di Villaggio Globale International). Introduzione e Intervallo musicale a cura di Angelica Perra Trio: “Estratti musicali dallo spettacolo Parole di Pietra – omaggio a Maria Lai” con Angelica Perra (flauto e voce), Gianluca Pischedda (violoncello e voce), Massimo Satta (chitarra).

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” l’incontro “Il Costume tradizionale di Cabras: un viaggio nel tempo tra origini, evoluzione e prospettive” con Matteo Poddi (ricercatore), sesto appuntamento della rassegna “I Giovedì al Museo”

Al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) giovedì 28 maggio 2026, alle 18, sesto appuntamento con “I Giovedì al Museo”, incontro su “Il Costume tradizionale di Cabras: un viaggio nel tempo tra origini, evoluzione e prospettive” con Matteo Poddi, docente di Lettere, che guiderà il pubblico in un viaggio nel tempo, esplorando le trame dell’abbigliamento tradizionale cabrarese per ricostruirne la genesi e le trasformazioni. Il tema proposto sarà il filo rosso di una narrazione più ampia che unirà il discorso sull’uso effettivo del costume, alle sue metamorfosi nel corso del tempo. Sarà l’occasione per approfondire non solo la distinzione tra abbigliamento quotidiano e festivo, ma anche per analizzarne tradizione e simbolismi che ritraggono la sfera sociale. Per partecipare all’evento è necessario prenotare al seguente link: https://www.eventbrite.com/e/1990391370168?aff=oddtdtcreator.

Matteo Poddi, docente di Lettere alla Scuola Secondaria di primo grado, dal 2007 conduce ricerche sull’abbigliamento tradizionale di Cabras e più in generale dell’oristanese, partecipando a mostre e convegni a tema. Oltre a diverse pubblicazioni, ha pubblicato un articolo incentrato sull’analisi delle differenze di classe nell’abbigliamento tradizionale di Cabras (Intrecci. Quaderni di Antropologia Culturale, 2, 2014).

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” l’incontro “Senza Frontiere: il network per la conservazione delle tartarughe marine” con Andrea Camedda (Cnr), quinto appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo” che ora diventano “I Giovedì al Museo”

“I Venerdì al Museo” diventeranno “I Giovedì al Museo”. Da questa settimana gli appuntamenti al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) si terranno il giovedì. Giovedì 21 maggio 2026, alle 18, l’incontro “Senza Frontiere: il network per la conservazione delle tartarughe marine” con Andrea Camedda, ricercatore del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) e al Centro di Recupero del Sinis (CReS), che approfondirà le attività di salvaguardia, monitoraggio e gestione delle tartarughe marine, con particolare attenzione alla specie Caretta caretta. Si parlerà dei casi di recupero degli esemplari in difficoltà, delle principali minacce che interessano la specie, come plastica, pesca accidentale e cambiamenti climatici, e delle collaborazioni internazionali che collegano il Mediterraneo ad altre esperienze di tutela nel mondo. Ingresso gratuito con prenotazione al link: https://tr.ee/59djX8.

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” il documentario “Anche le Statue muoiono” curato da Simone Cireddu, quarto appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo”

Venerdì 15 maggio 2026, nella sala conferenze del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras, alle 18, il documentario “Anche le Statue muoiono” curato da Simone Cireddu, quarto appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo”. Simone Cireddu, storico dell’immagine in movimento e videomaker, si occupa in particolare di avanguardie cinematografiche, sperimentazione audiovisiva, found footage e documentari di creazione. Il tema centrale ruota attorno al racconto di tre documentari onirici “Le Statues meurent aussi” di Renais & Marker (1953) e “Dahomey” (Orso d’Oro 2024) di Mati Diop. L’incontro, diretto da Cireddu, metterà in dialogo queste opere documentaristiche con l’obiettivo di mettere in luce il tema della mercificazione delle opere, del colonialismo e della restituzione dell’arte sottratta a un popolo. Ingresso gratuito con prenotazione al link https://sl1nk.com/p3w2dpe.

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la conferenza “Costruire relazioni con il passato: il progetto multimediale per Tharros time upon time” con Chiara Ligi, Ligi, direttrice artistica di Tokonoma Creative Studio, terzo appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo”

Venerdì 8 maggio 2026, nella sala conferenze del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras, alle 18.la conferenza “Costruire relazioni con il passato: il progetto multimediale per Tharros time upon time” con Chiara Ligi, Ligi, direttrice artistica di Tokonoma Creative Studio, terzo appuntamento della rassegna “I venerdì al Museo” che porta alla scoperta di come nasce la mostra “Tharros Time Upon Time”, un progetto multimediale che racconta la storia stratificata di Tharros attraverso reperti, archivi, immagini, video e installazioni. La mostra “Tharros Time Upon Time”, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con l’Arcidiocesi di Oristano, presente al Museo Diocesano di Oristano e visitabile fino al 21 giugno 2026, rappresenta un percorso espositivo che propone un’immersione totale nella vita di Tharros. Oggetti della vita domestica, strumenti di lavoro, gioielli e amuleti raccontano la quotidianità delle persone che hanno abitato la città. Grazie alla tecnologia multimediale, alle installazioni e all’impostazione grafica curata da Tokonoma, il progetto permette di offrire ai visitatori un’esperienza immersiva capace di rendere il passato più vivo e accessibile. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione al link https://www.eventbrite.it/e/costruire-relazioni-con-il-passato-tokonoma-creative-studio-tickets-1988815193782?aff=oddtdtcreator

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la conferenza “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, secondo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”

Secondo appuntamento al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) con i “Venerdì al Museo”: venerdì 24 aprile 2026, alle 18, nella sala conferenze del museo civico di Cabras, l’incontro “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle attività di ricerca e scavo della Fondazione Mont’e Prama: dalle prospezioni nello stagno di Cabras fino allo scavo del Nuraghe Cannevadosu. Un’occasione per approfondire il lavoro sul campo e le nuove ricerche sul territorio. “Il nuraghe Cannevadosu è il primo ad essere indagato nel Sinis, e le prospezioni nello stagno danno conto del cambiamento della morfologia della laguna negli anni, grazie all’uso di tecnologie moderne”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “L’indagine non è solo un atto di recupero monumentale, ma una ricerca volta a comprendere la vita quotidiana e le strutture sociali in età nuragica. Desideriamo che la comunità sia coinvolta sugli sviluppi delle nostre ricerche scientifiche, sempre con l’obiettivo di fornire una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale di questo territorio”. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/le-ricerche-della-fondazione-monte-prama-tickets-1987902484845?aff=ebemoffollowpublishemail&ref=eemail&utm_campaign=following_published_event&utm_content=follow_notification&utm_medium=email&utm_source=eventbrite