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Taranto. Al museo Archeologico nazionale per le Giornate europee del Patrimonio uno scrigno di opportunità, fatto di incontri, visite guidate e spettacoli: tutto su prenotazione al costo solo di un euro

Il 25 e 26 settembre 2021 sarà un week end di festa al MArTA. Gli ultimi sabato e domenica di settembre, infatti, saranno sotto l’egida delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Tema di quest’anno è “Tutti inclusi!”, un richiamo forte a quell’Heritage: all inclusive scelto dal Consiglio d’Europa e condiviso da tutti i paesi aderenti alla manifestazione. È un appello alla partecipazione culturale che deve riguardare tutti i cittadini includendo ogni fascia d’età, gruppi etnici, minoranze o persone con disabilità di vario genere. Ma l’all inclusive prende in considerazione anche il fattore economico. Per questa ragione in quelle giornate sarà possibile fruire del nostro importante patrimonio culturale a prezzi simbolici. Il programma del MArTA per sabato 25 e domenica 26 settembre sarà così uno scrigno di opportunità, fatto di incontri, visite guidate e spettacoli che opportunamente prenotati sulla piattaforma www.shopmuseomarta.it, costeranno solo un euro. Questo il programma nel dettaglio.

Gli Ori di Taranto sono la collezione più famosa del Marta (foto MArTa)

Sabato 25 settembre. “TESORI per TUTTI!”. Orari: 16.30 e 20.30. I “Tesori mai visti” saranno accessibili a tutti, con traduzione simultanea in Lingua dei Segni Italiana (LIS) a cura dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Taranto ed esperienza tattile con stampe 3D dei reperti, a cura del curatore Funzionario Archeologo del MArTA Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “I CAPOLAVORI DEL MArTA”. Orari: 16, 18 e 20.30. Visita guidata alle collezioni a cura dello staff del MArTA. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “ARTISTI AL MArTA!”. Orario: 18. Laboratorio di disegno al tratto nelle sale espositive per imparare a riprodurre i capolavori del MArTA, a cura dello staff del Museo, Dino Tursi e Marisa Vuozzo. Luogo di svolgimento: II Piano Sala I, I Piano Sale IX-XII. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. taranto_MArTa_artisti-al-MArTa_foto-MArTa“TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”. Orari: 18, 20 e 22.30. Visita guidata alla mostra con accompagnamento del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala mostre del MArTA (piano terra). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “KOMMOTIKÈ TECHNE. Moda, cosmesi e cura del corpo nella Taranto greca e romana”. Orari: 17 e 21. Visita guidata tematica e multisensoriale a cura dello staff del Museo, Giovanni Pietro Marinò, Vita Negro e Francesco Villani. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

taranto_MArTa_per-primo-amore_locandina“IL LABORATORIO DI RESTAURO INCONTRA IL PUBBLICO”. Orari: 17-23. A cura dell’operatore di restauro Mario Pazzano del Laboratorio di Restauro del MArTA e del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “PER PRIMO AMORE”. Lettere sull’amore: spettacolo teatrale di Teatro Koreja nel chiostro del MArTA. Orari: 20 e 21.15. Durata: 45 minuti. Luogo di svolgimento: chiostro del MArTA. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. Arianna, Enone, Fillide e Medea: donne innamorate, abbandonate o tradite accompagneranno lo spettatore in un viaggio nel tempo attraverso la tragedia antica e il mito. Un lavoro ricco di desiderio, passione e dolcezza.

Visite guidate alla scoperta dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Domenica 26 settembre 2021. “TESORI per TUTTI!”. Orario: 16.30. I “Tesori mai visti” saranno accessibili a tutti, con traduzione simultanea in Lingua dei Segni Italiana (LIS) a cura dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Taranto ed esperienza tattile con stampe 3D dei reperti, a cura del curatore Funzionario Archeologo del MArTA Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “I CAPOLAVORI DEL MArTA”. Orario: 16.30 e 18. Visita guidata alle collezioni a cura dello staff del MArTA. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

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Locandina della mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” fino al 9 gennaio 2022 al MArTa

“ARTISTI AL MArTA!”. Orario: 18. Laboratorio di disegno al tratto nelle sale espositive per imparare a riprodurre i capolavori del MArTA, a cura dello staff del Museo, Dino Tursi e Marisa Vuozzo. Luogo di svolgimento: II Piano Sala I, I Piano Sale IX-XII. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”. Orari: 18 e 19. Visita guidata alla mostra con accompagnamento del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala mostre del MArTA (piano terra). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

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Visite guidate nel laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

“KOMMOTIKÈ TECHNE. Moda, cosmesi e cura del corpo nella Taranto greca e romana”. Orario: 17. Visita guidata tematica e multisensoriale a cura dello staff del Museo, Giovanni Pietro Marinò, Vita Negro e Francesco Villani. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “IL LABORATORIO DI RESTAURO INCONTRA IL PUBBLICO”. Orario: 17-20. A cura dell’operatore del restauro Mario Pazzano del Laboratorio di Restauro del MArTA e del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

Taranto. Il museo Archeologico nazionale si aggiudica il Travellers’ Choice Best of the Best conferito da Trip Advisor per il 2021

Il museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA si aggiudica il Travellers’ Choice Best of the Best 2021, ovvero il riconoscimento conferito da Trip Advisor per le esperienze più richieste ed apprezzate in tutto il mondo. Il risultato è il frutto di milioni di recensioni di viaggiatori, passate al vaglio dalla più grande piattaforma di viaggi del mondo. Negli anni dell’emergenza Covid, i viaggi, le esperienze di visita, la fruizione dei beni culturali, sono cambiate. Il turismo di prossimità è diventato importante. Quest’anno il MArTA conquista la categoria de “il meglio del meglio” e rientra di fatto nel 10% delle esperienze mondiali maggiormente consigliate in relazione all’offerta fornita, al servizio offerto, alla qualità e alla soddisfazione dei visitatori, alle attrazioni e alle esperienze proposte. Per stabilire i vincitori dei premi Travellers’ Choice Best of the Best, Tripadvisor usa un algoritmo che tiene conto della qualità, della quantità e dell’attualità delle recensioni e delle opinioni pubblicate dai viaggiatori su Tripadvisor in un periodo di 12 mesi e pertanto assegna il premio riferendosi alle esperienze di viaggio 2020. Eccellere in questo periodo significa aver dato alla crisi mondiale l’opportunità di trasformarsi in una occasione di analisi e crescita – spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti – e l’esperienza di visita al museo è diventata anche l’introduzione proseguire il viaggio sul territorio. È una vittoria che tutto lo staff del museo, i nostri collaboratori ed esperti esterni, condividono con il territorio – dice ancora la direttrice – e che ci fa comprendere che Taranto sta rinascendo grazie alla cultura.

Il Salone del Restauro di Ferrara approda per la prima volta in Puglia con Restauro in Tour: tre giorni ricchi di appuntamenti alla Fiera del Levante di Bari in presenza (prenotazione obbligatoria e Green Pass) e in streaming. Il museo Archeologico nazionale di Taranto presenta il restauro dei materiali dall’ipogeo di Genoviva che saranno presto esposti al pubblico, e il parco archeologico del Colosseo due video sui restauri green dell’Arco di Settimio Severo e della Basilica Emilia

Si svolgerà dall’1 al 3 settembre 2021, alla Fiera del Levante di Bari, l’edizione “in Tour” del Salone del Restauro di Ferrara. Dopo i vari rinvii dovuti alla prolungata chiusura dei quartieri fieristici è una delle prime manifestazioni che si svolgono in presenza. La manifestazione, nata nel 1991 e per 26 edizioni svoltasi presso Ferrara Fiere, approda per la prima volta in Puglia come il più importante evento internazionale dedicato al mondo dei beni culturali e ambientali. Tre intense giornate espositive organizzate in modalità “live&digital”, quindi in presenza all’interno del Nuovo Padiglione della Fiera del Levante tramite “meeting space” di varie dimensioni, con il supporto di una piattaforma digitale, che permette alle aziende partecipanti di allargare le opportunità di business in ogni parte del mondo ed incrementare le relazioni internazionali su larga scala soprattutto nei confronti degli operatori che per motivi legati ancora a limitazioni di spostamento non potranno partecipare “in presenza”. Parallelamente a “Restauro in tour” si svolge la terza “Restoration week” organizzata da Agenzia ICE in collaborazione con Assorestauro: dal 30 agosto al 4 settembre 2021 uno spettacolare percorso guida delegati internazionali, sia presenti in loco che collegati in modalità virtuale tramite streaming video, a visitare i principali cantieri di restauro italiani presenti a Napoli, Pompei, Bari e Matera. “Restauro in tour” e la “Restoration week” sono il cuore del “Progetto Restauro Made in Italy” nato nel 2019 grazie al contributo e al supporto dell’Agenzia ICE, braccio operativo del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale che hanno espresso la volontà di riconoscere il settore Restauro come un’eccellenza del Made in Italy e si sono posti l’obiettivo di promuoverne e valorizzarne il brand a livello mondiale. Tutto il programma è visibile a questo indirizzo: https://www.salonedelrestauro.com/programma/. Per visualizzarli in diretta streaming: piattaforma digitale https://salonedelrestauro.meeters.space/. Obbligatoria la registrazione (serve anche per ricevere i pass per accedere in fiera) qui https://salonedelrestauro.meeters.space/sign-up.

Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

taranto_marta_restauro-in-tour_convegno-le-mille-vite-dei-reperti_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Taranto è presente all’edizione speciale del Salone Internazionale del Restauro di Ferrara quest’anno in versione “in Tour”. Il MArTA di Taranto giunge all’appuntamento barese con un lavoro intenso dedicato al restauro e importanti riconoscimenti ottenuti quest’anno nella ricerca e innovazione digitale (Premio Gianluca Spina 2021) e nella fruizione (Travellers’ Choice Best of the Best TripAdvisor). Il museo di Taranto sarà protagonista della prima giornata di lavori del Salone con il convegno “Heritage and sustainability – Il Restauro del Patrimonio edilizio storico culturale italiano, un’ispirazione per il mondo” nella Sala 2 del Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari, con una relazione dal titolo: “Le mille vite dei reperti di un contesto archeologico tarantino. Dall’oblio alla pubblica fruizione”. “Si tratta di un’anteprima a tutti gli effetti”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, “perché per la prima volta in maniera compiuta e più dettagliata presenteremo un grande lavoro di recupero e restauro di un contesto archeologico che farà parte del nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Taranto. Si tratta dei materiali di scavo che dal 1968 sono conservati all’interno dei depositi del MArTA e riguardano l’ipogeo “Genoviva”, una delle più importanti tombe a camera tarantine del periodo tardo-classico/alto-ellenistico, che proprio sul finire degli anni ‘60, in via Polibio a Taranto, portò alla luce una delle scoperte più interessanti compiute in area cittadina. I reperti dell’ipogeo Genoviva presto, dunque, torneranno ad essere esposti al pubblico e per il conseguimento di tale importante obiettivo di studio, ricerca, educazione e valorizzazione il MArTA ha attivato un rapporto di collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, affiancando al valore culturale e di tutela dell’intervento una altrettanto significativa funzione formativa nei confronti di giovani studenti che hanno potuto completare il loro percorso di formazione nell’ambito del restauro archeologico confrontandosi con un contesto di grande interesse scientifico e storico-culturale”. Il convegno al Salone Internazionale del Restauro “in tour” alla Fiera del Levante di Bari si svolge il 1° settembre 2021, dalle 16.35 alle 17.30 nella Sala 2 del Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari. Relatori la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, i funzionari archeologi del MArTA, Sara Airò e Lorenzo Mancini, e la dottoressa in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Alessandra De Matteis. Programma convegni: https://www.salonedelrestauro.com/programma/. Per visualizzarli in diretta streaming: piattaforma digitale https://salonedelrestauro.meeters.space/.  Obbligatoria la registrazione (serve anche per ricevere i pass per accedere in fiera) qui https://salonedelrestauro.meeters.space/sign-up.

Anche il parco archeologico del Colosseo partecipa alla manifestazione Restauro in Tour con due video documentari di approfondimento sulle attività di restauro ecosostenibile in corso presso l’Arco di Settimio Severo (video di Mario Cristofaro con Federica Rinaldi e Alessandro Lugari) e la Basilica Emilia (video di Mario Cristofaro con Fiorangela Fazio), nel segno dell’impegno “green” avviato da tempo. Nel restauro dell’arco di Settimio Severo si sta sperimentando il processo di ristabilimento della coesione con bio-consolidamento tramite batteri carbonatogeni. Il sistema, sviluppato dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con un consorzio di diversi istituti (università di Granada, la società di restauro di Lisbona Nova Conservaçao e l’Istituto centrale per il Restauro di Roma) non richiede l’applicazione di microrganismi ma si basa sull’utilizzo del formulato Mixostone, in grado di stimolare l’attività calcinogenica degli ecosistemi microbici che si instaurano nei materiali lapidei. Tale metodo interpreta al massimo il criterio ecologico del biorestauro, permettendo di ottenere il risanamento della pietra sfruttando il potenziale metabolico del materiale.

Il restauro degli elementi architettonici della Basilica Emilia: un cantiere ecosostenibile. Per restaurare gli elementi architettonici della Basilica Emilia nel Foro Romano – che a loro volta costituiscono un significativo intervento di restauro del passato, poiché rimontati nel secolo scorso in una “quinta” che è divenuta ormai parte del paesaggio storico del Foro Romano – è stato messo a punto un progetto di restauro che punta sulla ecosostenibilità e sulla compatibilità delle attività di conservazione e restauro. La novità del progetto consiste nell’installazione di un cantiere pilota per far sì che tutte le fasi dell’intervento siano svolte mediante il ricorso a metodologie green e compatibili con i materiali e le attività di fruizione del parco archeologico del Colosseo.

Il museo Archeologico nazionale di Taranto nei giorni del Ferragosto fa il boom di presenze. La direttrice Eva Degl’Innocenti: “Risultati positivi. Grazie alle vacanze in Puglia e nei luoghi della cultura, anche Taranto in questi ultimi anni ha riscoperto, tra le altre, una vocazione turistica rinnovata”

La nuova identità visiva e digitale del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTa
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Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)

Il museo Archeologico nazionale di Taranto nei giorni del Ferragosto fa il boom di presenze. È il risultato del gradimento dei visitatori, nonostante le prescrizioni anti-Covid limitino il numero di accessi e la durata della visita, che ha fatto registrare l’importante risultato di quasi +50% rispetto all’anno 2020. “Sono risultati positivi”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, “considerato che l’inedita condizione dettata dalla pandemia e dalle regole anti-Covid ha ridotto la capienza del Museo al circa il 10% rispetto alla normalità. Un sold out registrato già alcuni giorni prima del periodo ferragostano e che conferma anche il trend di crescita registrato da tutti i musei italiani. Il museo è un luogo sicuro e protetto considerato che entrano 15 persone alla volta ogni mezz’ora e l’accesso ai piani di esposizione consente di creare delle vere e proprie bolle Covid-free negli ampi spazi delle 25 sale che ospitano i reperti – continua la direttrice – dalla preistoria, alla città greca, passando per l’importante collezione degli Ori di Taranto e dalla sezione dedicata agli atleti e guerrieri con la tomba dell’atleta di Taranto, fino alla città romana e per concludere con il Medioevo. Ha vinto la cultura e Taranto ha accolto i numerosi turisti stranieri che quest’anno hanno fatto tappa nella città bimare anche grazie all’approdo delle navi da crociera”.

Lo sguardo di meraviglia davanti a una vetrina degli ori di Taranto (foto MArTA)
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Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

“L’offerta si è duplicata – afferma ancora la direttrice Eva Degl’Innocenti – perché nel costo del biglietto d’accesso alle collezioni è inserita la possibilità di visitare nell’area delle esposizioni temporanee, al piano terreno del MArTA, anche la mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto”, dedicata a due importanti civiltà dell’Italia antica Magna Grecia ed Etruschi. La mostra, curata dalla direttrice Eva Degl’Innocenti e dal funzionario archeologo del MArTA, Lorenzo Mancini, in collaborazione con la direttrice del museo “Isidoro Falchi” di Vetulonia, Simona Rafanelli, propone nell’esposizione tarantina anche la ricostruzione in scala 1:1 della tomba a tumulo di Poggio Pelliccia, monumentale complesso funerario etrusco nel territorio di Vetulonia”. La mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” sarà visitabile fino al 9 gennaio 2022. L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto di accesso al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

“Grazie alle vacanze in Puglia e nei luoghi della cultura, anche Taranto, che in questi ultimi anni ha riscoperto, tra le altre, una vocazione turistica rinnovata, è stata premiata dal successo di presenze e gradimento dei turisti. È il frutto di un lavoro di squadra, composto da tanti tasselli. Piccoli e grandi. Per tale ragione il nostro sito – conclude la direttrice -, ma anche la nostra comunicazione sui social (da TikTok a Facebook oTripAdvisor) ha voluto condividere con tutti voi il grande patrimonio di Taranto”.

Premio Francovich 2021. La commissione ha scelto i sei musei-siti da votare. Ecco l’elenco e le modalità di voto

A Tourisma 2020 la delegazione di Sant’Eulalia e la commissione Sami del premio Francovich (foto Graziano Tavan)
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Riccardo Francovich, l’iniziatore dell’archeologia medievale in Italia: a lui è dedicato il premio Sami

Sono aperte le votazioni per il Premio Francovich 2021. La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) ha bandito la IX edizione del premio intitolato alla memoria dell’archeologo medievista Riccardo Francovich (1946 – 2007), conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti ed efficacia nella comunicazione. La Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), composta da Eva Degl’Innocenti (direttrice museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA), Francesca Morandini (musei Civici d’Arte e Storia di Brescia – Fondazione Brescia Musei), Fabio Pagano (direttore parco archeologico dei Campi Flegrei – MIC), Piero Pruneti (direttore Archeologia Viva), Giuliano Volpe (professore di Metodologia della ricerca archeologica, università di Bari), Anna Maria Visser (professore di Museologia, università di Ferrara). La Commissione ha selezionato i seguenti sei musei-siti: chiesa inferiore di San Sepolcro a Milano; Castel Lagopesole, Potenza; museo di Classe a Ravenna; parco rupestre “Lama D’Antico” – Fasano (Br); museo dell’Opera del Duomo di Pisa; museo medievale di Montalbano Elicona, Messina. È possibile votare una sola volta (fornendo un massimo di 2 preferenze). Votazioni aperte sino al 12 settembre 2021. La premiazione avverrà durante il prossimo “tourismA” (17-19 dicembre 2021): la foto del post si riferisce alla passata edizione. Leggi e vota: http://archeologiamedievale.unisi.it/…/premio-riccardo… 

Taranto. Nel weekend di Ferragosto il museo Archeologico nazionale non riposa: visite guidate nelle sale con i capolavori del MArTa. Accesso con il Green Pass anche alla mostra “Taras e Vatl”

Nei giorni delle Feriae Augusti (riposo di Augusto) il museo Archeologico nazionale di Taranto invece non riposa. Dotati di Green Pass, come previsto dal DPCM del 23 luglio 2021, sarà infatti possibile visitare il MArTa che per il week end del 14 e 15 agosto 2021 ha previsto percorsi guidati. Alle 17 del 14 agosto e alle 11 del 15 agosto 2021, sono infatti previste visite guidate nelle sale espositive che ospitano i capolavori del MArTA: la sezione dedicata ai celebri Ori di Taranto, quella degli “Atleti e Guerrieri” con il famoso sarcofago contente i resti umani del famoso Atleta di Taranto, la sezione romana, e quella dedicata alla preistoria, solo per citarne alcune. Un percorso guidato che regalerà alcune sorprese e che consentirà di entrare in contatto con oltre i ventimila anni di storia conservati in uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Le visite guidate dovranno essere prenotate attraverso il servizio di e-ticketing www.shopmuseomarta.it e consentiranno l’accesso anche alla mostra (piano terreno) “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” e all’esposizione (secondo piano) di partiture musicali “So Strange … so music. La Musica si vede”.

Taranto. Dal 6 agosto al museo Archeologico nazionale si entra con il Green Pass

Dal 6 agosto 2021, in ottemperanza alle disposizioni governative (D.L. del 23 luglio 2021), per accedere al museo Archeologico nazionale di Taranto è obbligatorio per i visitatori esibire il Green Pass corredato da un valido documento di identità. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Per informazioni sul Green Pass:https://www.dgc.gov.it/web/

Taranto. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, secondo atto del progetto culturale unico tra il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia e il MArTa, con la presentazione quasi integrale del corredo del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia del quale per la prima volta è proposta la ricostruzione in scala 1:1

Eva degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, e Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, al centro delal foto di gruppo alla vernice della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” al MArTa (foto MArTa)
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Locandina della mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” fino al 9 gennaio 2022 al MArTa

Taras & Vatl, atto secondo. A un mese dall’apertura al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (fino al 7 novembre 2021), dove il mondo magno-greco e quello etrusco si incontrano tra similitudini e importanti correlazioni con oltre cento reperti che raccontano l’antica colonia spartana ma anche i popoli indigeni pugliesi, in un percorso espositivo che integra la narrazione etrusca con quella magno-greca (vedi Vetulonia. Inaugurata la mostra-evento 2021: “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Due giganti delle civiltà antiche a confronto con oltre cento reperti: la colonia spartana di Taras-Taranto e la potente città etrusca di Vatl-Vetulonia. Le tappe di un progetto di studio su Etruschi e Magna Grecia | archeologiavocidalpassato), è stata inaugurata al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”, fino al 9 gennaio 2022.

Due giganti dell’Italia antica, la colonia spartana di Taras-Taranto e Vatl-Vetulonia, la famosa città della Dodecapoli etrusca, protagonisti del Mediterraneo, sono al centro di un Evento culturale unico, a cura di Eva Degl’Innocenti (direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto) e Simona Rafanelli (direttrice del museo civico Archeologico di Vetulonia) articolato in due mostre (una al museo civico Archeologico di Vetulonia, l’altra al museo Archeologico nazionale di Taranto) e un Convegno internazionale che si terrà a Taranto dal 17 al 19 novembre 2021. Oltre a testimoniare la fruttuosa collaborazione fra i due Musei archeologici, il progetto è espressione della volontà di stabilire una solida interazione fra realtà territoriali distinte attraverso il dialogo intrecciato fra due antiche civiltà, quella magnogreca e quella etrusca, proiettato storicamente nel bacino del Mediterraneo.

Fibula a sanguisuga in oro con teoria di cavalieri dal tumulo etrusco di Poggio Pelliccia, conservata al museo civico Etrusco “Isidoro Falchi” di Vetulonia (foto p. nannini / sapab si-gr-ar)

Nucleo dell’esposizione tarentina è la presentazione quasi integrale del corredo del tumulo di Poggio Pelliccia, monumentale complesso funerario innalzato nel territorio vetuloniese, in uso tra metà VII e metà del V sec. a.C., del quale viene proposta l’inedita ricostruzione in scala 1:1 della camera e di buona parte del dromos di accesso. La scelta è giustificata dalla varietà degli oggetti deposti nella tomba, che sebbene pesantemente saccheggiata ha restituito materiali sufficienti a far capire l’ampiezza della rete commerciale entro la quale Vetulonia era inserita tra età orientalizzante ed età classica, e a comprendere il livello di benessere raggiunto dalle élites locali tra l’età orientalizzante e l’età classica (VII-V sec. a.C.).

La ricostruzione in scala 1:1 del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia nella mostra “Taras e Vatl” al MArTa (foto MArTa)
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Veduta aerea del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia a Vetulonia (foto p. nannini / sabap si-gr-ar)

“È la prima volta che si offre alla fruizione pubblica una ricostruzione in scala reale 1:1 di un monumentale complesso funerario di questo tipo. Attraverso il dromos – corridoio – di accesso, il visitatore arriva alla camera funeraria della tomba a tholos dove scopre gli straordinari reperti provenienti proprio dal sito del territorio di Vetulonia”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti. “Una porta del tempo che abbiamo ricostruito, grazie all’arte e alla tecnica della cartapesta di artisti e artigiani di Putignano e Massafra, valorizzando anche questo importante patrimonio del territorio pugliese”.

Applique in bronzo raffigurante un leone dal tumulo etrusco di Poggio Pelliccia conservata al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (foto p. nannini / sabap si-gr-ar)

Un corredo “internazionale”. Oltre ai vasi di bucchero, che rappresentano la produzione vascolare “nazionale” etrusca, si segnalano quelli provenienti “dall’estero”, ovvero da Corinto (brocche da vino e contenitori di profumi) e dalla Grecia orientale (Rodi, Samo, Chio), anche con pezzi preziosi, quali i calici di Chio e il raro vasetto configurato a testa di aquila, prodotto raffinato delle fabbriche di Rodi. Si aggiungono vasi importati da Atene, con pezzi antichi e di pregio. Dallo scacchiere asiatico provengono altri oggetti, tra i quali una rara anforetta, prodotta in Lidia. Le oreficerie, realizzate a Vetulonia, e i resti di cofanetti d’avorio danno un’idea del livello di benessere raggiunto dalle élites locali in età arcaica.

Leoncino in faience da una sepoltura infantile dell’area dell’Arsenale Militare di Taranto, conservata al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto m. gallandra. / archeogeo)

Dalle necropoli urbane di Taranto. La seconda sezione della mostra “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto” illustra i costumi funerari e la cultura materiale di Taranto nel medesimo orizzonte cronologico (VII-V sec. a.C.) in cui la tomba di Poggio Pelliccia sembra essere rimasta in uso. Attraverso l’esposizione di corredi delle necropoli urbane dell’antica colonia fondata da Sparta, normalmente conservati nei depositi del museo Archeologico nazionale, si apprezza la dimensione della rete di relazioni culturali e commerciali che in età arcaica e classica facevano capo alla colonia spartana, coinvolgendo i centri del Mediterraneo che, negli stessi anni, intrattenevano rapporti con l’Etruria.

Parure in oro da Ruvo di Puglia esposta nella mostra “Taras e Vatl” (foto MArTa)

Il mare unisce e racconta gli oggetti esposti nella mostra, tra cui reperti provenienti dall’Asia Minore e dalle isole dell’Egeo, narrando le profonde affinità tra le due importanti civiltà, a cominciare dall’artigianato artistico della produzione orafa a cui fa riferimento anche la mostra tarantina. Accanto alla sezione dedicata a Vetulonia, vi sono le testimonianze provenienti da Taranto e dall’importante tradizione orafa locale raccontata anche nel sito peuceto di Ruvo di Puglia. Si possono, infatti, ammirare anche i reperti legati al rapporto tra l’antica colonia spartana e i popoli indigeni pugliesi ed una ricostruzione in miniatura della sepoltura magno greca di un fanciullo, con costumi funerari e corredi riferibili allo stesso orizzonte cronologico del sito di Poggio Pelliccia.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, nuovo appuntamento con il progetto FISH. & C.H.I.P.S. Conferenza on line su ’Piatti da pesce e pesci nel piatto, ieri e oggi’’ con Giuseppina Gadaleta (università di Bari) e Giambattista Bello (biologo marino)

Sette reperti conservati al museo Archeologico nazionale di Taranto e a breve esposti nella mostra organizzata nell’ambito del progetto FISH. & C.H.I.P.S. documentano una singolare tipologia di vaso a figure rosse noto come “piatto da pesce”, un contenitore pressoché piano e munito di incavo centrale, quasi sempre decorato con figure di pesci, molluschi e crostacei commestibili, realizzato soprattutto ad Atene, in Sicilia e in Italia meridionale durante il IV secolo a.C. e ritrovato talvolta in contesti abitativi ma soprattutto cultuali e funerari, dove la versione figurata del piatto-tagliere adatto al trasporto e al servizio di seafood evocava probabilmente la reale offerta di animali marini in occasione di riti. Di ‘’Piatti da pesce e pesci nel piatto, ieri e oggi’’ si parlerà nella nuova conferenza on line per i “Mercoledì del MArTA” mercoledì 21 luglio 2021, alle 18, nell’ambito del progetto FISH. & C.H.I.P.S. Dopo l’introduzione da parte della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, a relazionare saranno Giuseppina Gadaleta (università di Bari) e Giambattista Bello (biologo marino). Appuntamento sui canali Facebook e YouTube del MArTA alle 18.

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Giuseppina Gadaleta (università di Bari)

“Nella città di Taranto, certamente contrassegnata da una fiorente attività di pesca e di cui è nota la consuetudine di allestire sontuosi banchetti”, spiega la prof.ssa Giuseppina Gadaleta, “furono attive le botteghe di ceramisti e ceramografi che introdussero nel repertorio vascolare a figure rosse “apulo” la pratica di modellare e dipingere simili oggetti. Colpisce, tuttavia, l’assenza di dati relativi a contesti tarantini che ne abbiano restituito testimonianza”.

Piatto con rappresentazione di pesci e molluschi conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)

“Fa eccezione”, continua, “uno degli esemplari in mostra, rinvenuto frammentario, restaurato e rimasto a lungo nascosto nei depositi e pertanto schedato nei repertori con un certo margine di incertezza e senza indicazioni di rinvenimento. Solo recentemente il piatto è stato recuperato, restituendo agli studiosi e al pubblico la possibilità di osservarlo direttamente e approfondirne la valutazione con riferimento allo stile, al verosimile contesto nonché agli animali marini rappresentati. Questi sono quattro: due pesci, un crostaceo e un mollusco cefalopode. Sono raffigurati naturalisticamente, cosicché è possibile individuare ciascuna specie con un buon grado di approssimazione. Le considerazioni che ne scaturiscono riguardano l’ambiente marino da cui questi prodotti alieutici provengono; quindi, la possibile modalità di pesca, il loro valore alimentare (si tratta di organismi marini eduli di un certo pregio) e, più in generale, l’alimentazione dei Tarantini”.

Al via il 3° Roselle Archeofilm con proiezioni serali nell’area archeologica, e pomeridiane a Grosseto nel Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. In programma otto film e tre conversazioni con protagonisti dell’archeologia

Tre serate sotto le stelle per viaggiare nel tempo e nello spazio restando comodamente seduti in poltrona. Dopo il successo delle scorse edizioni, dal 16 al 18 luglio 2021, “va in scena” il terzo appuntamento con Roselle ArcheoFilm – Premio “O. Fioravanti”, ingresso gratuito, prenotazione consigliata. Ricco e coinvolgente il programma di questa edizione che attraverso sapienti regie e grandi produzioni internazionali permette al pubblico di entrare in contatto con storie, uomini e civiltà che hanno fatto la storia o meglio le storie. Tra i temi del Festival le ultime scoperte sulla piramide di Cheope, le più antiche tracce dei Celti, la nascita delle città in Mesopotamia e la ri-nascita del museo di Baghdad, il rinvenimento di alcune sulle vette dell’Himalaya, la ricostruzione in 3D della straordinaria Selinunte “Ripartire dalla cultura”. Soddisfazione da parte del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che commenta: “Anche quest’anno il Comune promuove e contribuisce alla realizzazione di Roselle Archeofilm – Premio O. Fioravanti. Un appuntamento che s’inserisce perfettamente tra le nostre iniziative per incoraggiare la cultura in questa importante stagione di ripartenza”.

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

E Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm: “Anche in questa edizione di Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti abbiamo proposto opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto rappresentative di realtà storico-archeologiche diversissime. Gran parte di questi film sono stati premiati in festival internazionali. Tra questi è recentissima la menzione speciale al film Il popolo delle dune, del regista David Geoffroy, al TAC International Film Festival in Oregon (Usa) per la sensibilità verso i mutamenti climatici (a Roselle il film è in programma sabato 17 luglio 2021, alle 21.15). Proponiamo queste opere non solo per aggiungere virtute e canoscenza a favore di un pubblico sempre più numeroso, ma per aumentare la sensibilità verso il territorio, il paesaggio storico e il patrimonio archeologico, quest’ultimo troppo spesso interessato da trafugamenti che alimentano il mercato clandestino. E la Toscana ne ha subito purtroppo le conseguenze per secoli, impreziosendo i grandi musei, non ultimo il Louvre”.

L’area archeologica di Roselle in una panoramica dall’alto (foto archelogia viva)
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Roselle Archeofilm nell’area archeologica (foto roselle archeofilm)

In programma tre serate (alle 21.15) nell’area archeologica di Roselle e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con direzione regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Il Festival, sostenuto da Santina Grotto, si svolge con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con museo Archeologico e d’Arte della Maremma, fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema. Ogni sera in programma oltre ai film, anche una conversazione con i protagonisti dell’archeologia tra cui Susanna Sarti, direttore area archeologica nazionale di Roselle; Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto; Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Informazioni: 0564.402403 (area Archeologica nazionale di Roselle), 0564.488752 (museo Archeologico e d’Arte della Maremma).

Frame del film “Il mondo di Cheope” di Florence Tran
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Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle (foto mibact)

Programma serale. Venerdì 16 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52’).  La piramide di Cheope. La grandiosità dell’edificio affascina ma suscita anche le teorie più irrazionali, basate sulla negazione di due secoli di ricerca. È il momento di raccontare i fatti scientifici, mostrarli, fornire le chiavi di lettura che permettano di coinvolgere, allo stesso tempo, la passione e lo spirito critico degli spettatori. Segue il film “Selinunte, città tra due fiumi” di Antonino Pirrotta, Alessandra Ragusa (Italia, 22’). Com’era Selinunte nel periodo del suo massimo splendore? Le ricostruzioni 3D dell’acropoli che si alternano alle riprese dal vero, danno un’idea di come doveva apparire prima della sua distruzione. Un racconto ricco di storia dove si intrecciano arte, cultura, mitologia e culti arcaici e nel quale Selinunte, anche se virtualmente, ritrova il suo antico splendore. Conversazione con Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle.

Il film “Il popolo delle dune” di David Geoffroy ha vinto tra l’altro il XIV premio “Paolo Orsi” alla XXX rassegna internazionale del cinema archeologico
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Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma (foto maam)

Programma serale. Sabato 17 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “I popoli delle dune” di David Geoffroy (Francia, 52’). Su una spiaggia normanna, alcune scoperte archeologiche senza precedenti guidano una squadra di archeologi sulle orme di un popolo celtico la cui cultura sembra differire da quella dei loro vicini del resto della Gallia. Ma non c’è tempo da perdere: l’erosione del mare rischia di distruggere per sempre le ultime tracce della vita degli uomini e delle donne che vissero qui tra II e I secolo a.C. Segue il film “La memoria di un filo” di Franco Zaffanella (Italia, 30’). Il film nasce dalla curiosità atavica di ripercorrere un percorso sperimentale di vita primitiva, consapevoli che la sperimentazione diretta è la chiave necessaria per capire la cultura di un popolo. L’obiettivo prefissato è la realizzazione di un indumento, partendo dalla semina di piantine di lino. Conversazione con Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma.

Una scena del film “Mesopotamia. In memoriam” di Alberto Castellani
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Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

Programma serale. Domenica 18 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Mesopotamia in memoria. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia, 50’). Il film è un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e sulla stagione della nascita della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito. Segue l’assegnazione del premio “Olivo Fioravanti” 2021. Segue il corto “The Sound of that Beat Nazione” di Mirko Furlanetto (Italia, 5”). Una madre accompagna per la prima volta il figlio a visitare il Museo Nazionale di Baghdad, con lo scopo di spiegargli l’importanza di questo luogo. In un territorio in “ripartenza”, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio archeologico e artistico rappresentano il “battito” di una Nazione. Conversazione con Eva Degl’Innocenti, direttore del museo Archeologico nazionale di Taranto, e Simona Rafanelli, direttore del museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia.

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Il regista Olivier Vandersleyen

Programma pomeridiano. Proiezioni fuori concorso in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Venerdì 16 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, museo di Storia naturale della Maremma (str. Corsini 5). Film “I primi uomini dell’Himalaya” di Clark Liesl (Regno Unito, 50’). In Nepal migliaia di grotte ospitano tombe con mummie estremamente ben conservate, oltre a manoscritti, ceramiche e gioielli. Ma la scoperta più incredibile si trova nel DNA rinvenuto che spiega come questi homo sapiens sapiens siano riusciti ad adattarsi e sopravvivere a un clima estremo e a tale altitudine. Sabato 17 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, Polo culturale Le Clarisse (via Vinzaglio 27). Il film “La Stele della Tempesta” di Olivier Vandersleyen (Belgio, 64’). Cinquant’anni fa l’egittologo Vandersleyen tradusse una stele rinvenuta in Egitto poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. La stele descrive la terribile tempesta che invita chiaramente a badare alle Piaghe d’Egitto, come descritto nel libro dell’Esodo…