Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il libro “Heinrich Schliemann a Napoli” che restituisce la figura dello scopritore di Troia ma anche il suo profondo legame con la città partenopea e i siti vesuviani

Tutti conoscono il nome di Heinrich Schliemann, il mitico scopritore di Troia e poi di Micene, Tirinto e Orcomeno. Al pensiero di Micene i nostri ricordi vanno alla “maschera d’oro di Agamennone”, raffigurata nel libro di storia della terza elementare. Meno noto è il suo legame con Napoli, dove morì nel 1890. Di quest’ultimo aspetto, soprattutto, si parla nel libro “Heinrich Schliemann a Napoli” (Francesco D’Amato Editore) con saggi di Umberto Pappalardo, Sybille Galka, Amedeo Maiuri, Carlo Knight, Lucia Borrelli, Massimo Cultraro, e una nota di Paolo Giulierini. Il libro “Heinrich Schliemann a Napoli” sarà presentato mercoledì 22 settembre 2021, alle 17, nel Giardino delle Fontane del museo Archeologico nazionale di Napoli. Interverranno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Umberto Pappalardo (direttore del Centro Internazionale di Studi Pompeiani), Massimo Cultraro (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Lucia Borrelli (Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’università Federico II). Il giornalista Carlo Avvisati de “Il Mattino” modererà il dibattito. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione inviando una mail a info@damatoeditore.it.


Heinrich Schliemann con gli scavatori riportano alla luce l’antica Troia sulla collina di Hisarlik in Turchia
Il nome di Troia ci riporta invece al liceo, all’Iliade e alll’Odissea, alla questione omerica, dove ci si domandava: ma Omero sarà mai esistito? E come era possibile che un cantore della fine dell’VIII secolo (la scrittura fu introdotta intorno al 750 a.C.) potesse descrivere con tanti dettagli una città messa a ferro e fuoco intorno al 1250 a.C., ovvero 500 anni dopo? Tanti interrogativi Schliemann non se li pose, guidato dalla fede assoluta nella veridicità di Omero e bene armato di zappa e pala (come lui stesso scrive), scavò sulla collina di Hissarlik, in Turchia, e trovò Troia. Ma Schliemann è stato anche lo scopritore della “civiltà micenea”, restituendo all’umanità ben mille anni di storia dei quali, prima di lui, non si conoscevano – al di fuori dei racconti omerici – le testimonianze concrete.


Copertina del libro “Heinrich Schliemann a Napoli”
Questo valore di Schliemann quale “artefice” o “restitutor” della storia è ben delineato nel primo saggio di Sybille Galka, cuore e anima della Società e del Museo “Heinrich Schliemann” di Ankerhagen, che fu la città dove egli trascorse la sua prima infanzia. Seguono un saggio del celebre archeologo Amedeo Maiuri, che fu soprintendente di Pompei ed Ercolano (e non solo) e direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e uno di Umberto Pappalardo sulla sua intensa attività di viaggiatore: infatti Schliemann fece scorrerie per il mondo immaginabili per un uomo di quell’epoca, giungendo in America (dove prese la cittadinanza), Africa, India, Cina e Giappone.

Heinrich Schliemann, morto a Napoli nel 1890
Venne anche almeno dieci volte a Napoli, non solo perché da qui prendeva la nave per raggiungere la sua casa ad Atene, ma anche perché amava questa città. Nonostante Napoli non fosse più la splendida capitale europea del secolo XVIII ma fosse divenuta nell’Ottocento socialmente molto problematica, c’erano tante cose da vedere: Pompei, Ercolano, il Museo Archeologico, il Teatro San Carlo e poi il Vesuvio, Sorrento, Capri e tanto altro ancora! Non è quindi un caso che morì proprio a Napoli, a Natale del 1890, prima di imbarcarsi per Atene… voleva ancora rivedere le nuove scoperte di Pompei e le nuove acquisizioni del museo Archeologico nazionale. In Italia aveva conosciuto dapprima a Pompei il giovane ispettore Giuseppe Fiorelli, che avrebbe poi rivisto a Napoli come direttore del Museo Nazionale e nuovamente a Roma in qualità di direttore generale delle Antichità del nuovo Regno d’Italia. Con Fiorelli ebbe dunque un lungo sodalizio, testimoniato da un frequente scambio epistolare. Carlo Knight spiega perché alcune di queste lettere, proprio alcune fra le più importanti, non ci sono pervenute. Possedute dal napoletano Domenico Bassi, che nel 1927 le pubblicò nell’ormai raro libro “Il carteggio” di Giuseppe Fiorelli. In Italia ne sono custoditi solo due esemplari, uno a Milano e uno a Venezia, qui riprodotto in appendice insieme alle trascrizioni dei diari di viaggio napoletani, i cui originali sono custoditi oggi presso l’American Academy di Atene.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale la mostra sul designer vicentino Cleto Munari: 140 gioielli per tracciare un viaggio artistico che “contamina” celebri espressioni dell’arte contemporanea partendo dall’amore per l’antico

È un legame prezioso (e l’aggettivo non è casuale) quello che unisce la mostra “Cleto Munari. Jewelry Design” e il museo Archeologico nazionale di Napoli: da mercoledì 22 settembre 2021 al 9 gennaio 2022, nella Sala del Plastico di Pompei, saranno esposti 140 gioielli e orologi per raccontare l’estro di un maestro italiano dell’arte dell’oreficeria (e non solo). Imprenditore creativo, inventore, designer, mecenate, Cleto Munari nasce a Gorizia nel 1930 e fa di Vicenza, la città di Palladio, il centro del proprio viaggio professionale come “Golden Boy” del Made in Italy: un percorso fatto di incontri unici, tra cui spicca l’imprimatur dato dall’architetto Carlo Scarpa, contribuisce a definire uno stile che resterà inconfondibile dalla metà degli anni Settanta sino ad oggi. Al Mann, nell’allestimento curato da Alba Cappellieri, saranno presentati, in un itinerario diacronico, gioielli che costituiscono pezzi unici (massimo nove esemplari per monile), con un focus dedicato all’arte di ogni epoca. Nella giornata inaugurale di mercoledì (prenotazione obbligatoria: info@cletomunari.it), è possibile incontrare i curatori; alle 16, messaggio di apertura del direttore del museo, Paolo Giulierini. Tra gli special guest, anche Laura Inghirami, founder di Donna Jewels e giovane voce dell’eccellenza italiana del gioiello.

Oro 18k, diamanti, corallo, onice, agata, lapislazzuli, cristallo di rocca, ebano, sono soltanto alcuni dei materiali con cui Munari “gioca” per definire un design senza tempo: nella Sala del Plastico, ecco 110 oggetti disegnati e prodotti da Cleto, 30 monili firmati da artisti internazionali (Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Marcello Jori, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Riccardo Dalisi, Michele De Lucchi) e prodotti dallo stesso Munari, con un’anteprima mondiale della collezione di undici gioielli realizzati da Marcello Jori per il brand vicentino.

Al Mann, anche il design dell’oreficeria parlerà il linguaggio della cultura antica, sempre presente nella postmodernità: da non perdere, nelle scintillanti vetrine, l’anello “Rome and you” con elementi architettonici classici, l’anello con omaggio a Palmira ed al suo patrimonio “spezzato”, l’inno d’amore ad Atene, culla di civiltà, con l’Anello Cariatidi. E, ancora, forme ardite che rimandano alla rappresentazione metafisica delle piazze di De Chirico, invocando, come da titolo di un’opera, quel caos ordinato che solo l’arte sa dare. Per non dimenticare, anche un gioiello sul ventennale dell’11 settembre 2001.
Roma. “Roma Napoli. La Grande Archeologia”: incontro on line alla Domus Aurea (dove c’è la mostra con “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” con l’Atlante Farnese del Mann) Alfonsina Russo e Paolo Giulierini per confrontare, confermare e rinnovare le sinergie tra il parco archeologico del Colosseo e il museo Archeologico nazionale di Napoli

L’occasione è data dall’eccezionale prestito dal Mann della scultura dell’Atlante Farnese per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”, curata da Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio, prodotta da Electa. Iniziative, progetti, impegni saranno i temi al centro dell’incontro “Roma Napoli. La Grande Archeologia” che consente di confrontare, confermare e rinnovare le sinergie tra due delle grandi realtà del ricco patrimonio archeologico italiano. Appuntamento martedì 21 settembre 2021, alle 11, alla Domus Aurea. Incontro dalla Sala Ottagona della Domus Aurea con Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Modera Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera. L’incontro sarà trasmesso dalle 11 in diretta sulla pagina Facebook del PArCo. Per seguire i lavori collegarsi a www.facebook.com/ParcoColosseo. La mostra, il cui allestimento e interaction design sono progettati da Dotdotdot, resterà aperta fino al 7 gennaio 2022. Si sviluppa nella Sala Ottagona, vero e proprio capolavoro dell’architettura romana imperiale, e nei cinque ambienti limitrofi accessibili attraverso grandi velari su cui si sviluppa il progetto allestitivo, oltre alle Stanze di Achille a Sciro e di Ettore e Andromaca ancora preziosamente affrescate, dove si possono ammirare tracce delle cosiddette “grottesche”. Alle proiezioni digitali che coinvolgono l’intero spazio, si aggiunge il progetto di sound design. Un’approfondita ricerca storica sulla musica dell’antica Roma e sulle melodie proprie del Rinascimento dà origine a una colonna sonora composta ed eseguita in tempo reale, con tool digitali di musica generativa che evocano suoni di strumenti del passato e scale musicali proprie dell’epoca antica. Ne risulta un paesaggio sonoro armonico con melodie classiche, dove anche il silenzio diventa un importante elemento narrativo.
Napoli. Nel giorno del 700mo anniversario dalla morte di Dante il museo Archeologico nazionale presenta la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann”: 56 reperti, in gran parte inediti; due sezioni espositive, tra mito e storia. Progetto di valorizzazione con un podcast dedicato

Lo scorso marzo, in occasione del Dantedì 2021 e delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il museo Archeologico nazionale di Napoli aveva presentato in anteprima digitale, su Facebook ed Instagram, alcune opere dell’esposizione dedicata a “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann” (vedi Napoli. In occasione del Dantedì 2021 il museo Archeologico nazionale presenta on line della mostra “Divina Archeologia” (dal 14 settembre), mitologia e storia della Divina Commedia nelle collezioni del Mann. Giulierini: “Racconteremo Dante e il mondo classico. E anche il rapporto del nostro territorio con Virgilio e l’immaginario del Sommo Poeta” | archeologiavocidalpassato). “Annunciamo nel DanteDì la data simbolica scelta per l’inaugurazione della mostra, il 14 settembre 2021”, aveva spiegato il direttore Paolo Giulierini. Il 14 settembre 2021 la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN” non apre (sarà in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli dal 29 ottobre 2021 al 10 gennaio 2022: 56 reperti, di cui 40 selezionati dai depositi, manufatti in gran parte poco conosciuti al pubblico o inediti). Ma in questa data emblematica, il direttore Paolo Giulierini traccia le linee guida dell’esposizione: “Perché Dante al museo Archeologico nazionale di Napoli? Divina archeologia, che abbiamo voluto annunciare proprio in occasione del 14 settembre, data della morte del Sommo Poeta 700 anni fa, vuole essere un cammino dantesco originale e pieno di scoperte.

L’affresco da Ercolano con Achille e il centauro Chirone, conservato al Mann (foto Giorgio Albano)
Dante, che fu a Napoli due volte come ambasciatore presso Carlo II d’Angiò, nella Commedia come in altre sue opere ci parla infatti di argomenti e personaggi rappresentati negli straordinari reperti del nostro Museo. Da creature fantastiche, come Cerbero, Medusa, Eracle, Diomede, Ulisse, Teseo, Minosse, il Minotauro, le Arpie, a personaggi storici, a partire da Virgilio, Cesare, Costantino, Traiano. E su una volta del museo c’è anche lui, Dante. Tanti sono poi gli spunti per itinerari dedicati, a Napoli e in Campania, dalla tomba di Virgilio, ai Campi Flegrei, fino alla vicina piazza Dante, dalla facciata del duomo alla Biblioteca nazionale di Napoli che custodisce uno dei primi manoscritti della Commedia. La nostra narrazione è arricchita anche da una serie di podcast che ci condurranno con i loro protagonisti all’interno e all’esterno del Mann”.

La mostra, realizzata con il contributo della Regione Campania, si avvarrà della consulenza scientifica del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”, in particolare con il professore Gennaro Ferrante, responsabile scientifico dell’Illuminated Dante Project, e delle collaboratrici Fara Autiero e Serena Picarelli. Al team della “Federico II” sono affidate l’analisi e la scelta delle immagini tratte dai manoscritti medievali della Commedia: queste miniature saranno parte integrante del percorso espositivo, instaurando così un dialogo suggestivo tra il reperto classico ed il mondo al tempo di Dante. Alighieri ed i suoi contemporanei, infatti, studiavano la classicità quasi esclusivamente grazie alle fonti letterarie e, per questo, l’esposizione creerà una saldatura ideale tra espressioni culturali diverse (vasi, statue, affreschi, monete) che hanno “tradotto”, con il proprio linguaggio, la fortuna millenaria della tradizione mitologica.

L’esposizione, che potremo ammirare nelle sale degli affreschi del Mann, sarà articolata in due sezioni: “I racconti del mito” e “I personaggi del mito e della storia”. Nella prima parte dell’allestimento, a cura di Valentina Cosentino (segreteria scientifica del museo), saranno illustrati cinque miti, legati a cinque personaggi significativi del poema dantesco: Achille, Teseo, Ercole, Enea, Ulisse. La seconda sezione sarà immaginata come una galleria di ritratti dei personaggi reali o fantastici che Dante incontra nel suo viaggio ultraterreno: quattro le “categorie” narrate, con mostri, dei, figure storiche, scrittori.


La giornalista e scrittrice Cinzia Dal Maso

Il regista Andrea W. Castellanza
Un allestimento e non solo: il 14 settembre, su Spreaker e sulla pagina Facebook del Mann, viene lanciata la prima delle sei puntate della serie “Divina Archeologia podcast”, promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli e realizzata da Archeostorie e NW.Factory.media. Per questo podcast introduttivo, dedicato a Virgilio, ecco un suggestivo viaggio dal presunto sepolcro del poeta a Piedigrotta, giungendo al Lago D’Averno, a Castel dell’Ovo ed, infine, in un ricongiungimento ideale, alle sale del nostro Istituto: musica e parole in un percorso che si svilupperà in altri cinque racconti, diffusi sulle piattaforme podcast e sui canali del Mann, a partire dall’inaugurazione della mostra. Sei puntate, dunque, che raccontano Dante guardandolo da lontano, dal punto di vista di quegli antichi che lui ha usato come metafore di umani vizi e virtù. Ogni puntata è un filo teso tra le epoche per cogliere continuità, connessioni, diversità, stravolgimenti. I brevi testi evocativi di Cinzia Dal Maso e Andrea W. Castellanza, interpretati da attori di vaglia, sono inseriti in un ambiente sonoro che, ideato e realizzato da Erica Magarelli e Francesco Sergnese con la regia di Paolo Righi, è esso stesso racconto. Il risultato è un vero e proprio “podcast narrativo” dove tutto, parole suoni e musiche, concorre armonicamente allo svolgersi del racconto. Divina Archeologia Podcast si ascolta sul sito web del Mann (www.mannapoli.it) e su tutte le piattaforme podcast.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale, nell’apertura serale, viene presentato in forma di pièce teatrale il videogame “Father&Son”, il primo di argomento archeologico lanciato da un museo (con quasi 5 milioni di download). Il video di Lucio Fiorentino sulla pièce sarà sui social a ottobre


Il videogame del Mann “Father and son” (foto mann)
“Father and son”: il videogame del museo Archeologico nazionale di Napoli diviene spettacolo teatrale. Dopo 4,8 milioni di download, per una frontiera di condivisione che travalica i confini europei spaziando verso Oriente, a partire dalla Cina, il videogame dei record (è stato il primo videogioco di argomento archeologico lanciato da un Museo), si fa spettacolo teatrale. Il gioco, voluto da direttore del Mann, Paolo Giulierini, e progettato dall’associazione TUOMuseo con il game designer Fabio Viola, sarà presentato in forma di pièce giovedì 9 settembre 2021 in occasione delle aperture serali dell’Istituto: due i turni delle performance (ore 20.30 e 21.30), a cura di Teatringestazione, per un itinerario che seguirà il viaggio di scoperta del giovane Michael; sarà proprio il ragazzo che, come nel game, esplorerà le sale del Museo, per ritrovare segni del padre, archeologo scomparso eppur presente grazie ai “messaggi” dell’arte. Per partecipare, obbligatoria la prenotazione telefonando ai Servizi Educativi del Mann (sino a giovedì, ore 10-13.30: 0814422329). Lo spettacolo è organizzato da Camilla Stellato; la regia è di Anna Gesualdi e la drammaturgia è di Giovanni Trono; l’assistente di produzione è Roberta Ruggiero. Il regista Lucio Fiorentino ha realizzato il video della pièce, che sarà anche presentata sui social a partire dal prossimo ottobre.
Videogame glocal (scaricato da numerosi utenti asiatici, è anche stato tradotto in una suggestiva versione in napoletano), “Father and son” conserverà, anche nella rilettura teatrale ideata da Ludovico Solima (“Università della Campania Luigi Vanvitelli”), il felice connubio tra comunicazione dei contenuti archeologici e veicolazione di un messaggio simbolico. In gruppi di venti persone per turno, con la guida dell’attore che interpreta Michael (Giovanni Trono), gli spettatori partiranno dal Giardino delle Fontane, seguendo il racconto anche attraverso cuffiette wireless: proprio da qui, giungeranno le voci registrate del ragazzo e di suo padre.

Tappe di questo viaggio, che rimanderà ad un percorso di speleologia (Michael Indosserà un caschetto da speleologo), saranno il Salone della Meridiana, le Sale degli Affreschi, per poi “scendere” in Sezione Egizia ed esplorare alcuni punti simbolo della Collezione Farnese (Sala dei Tirannicidi e Sala del Toro).
Napoli. Al museo Archeologico nazionale agosto 2021 si chiude con 32mila visitatori. Giulierini: “L’estate della rinascita continua”. A settembre, aperture serali al giovedì e la promozione congiunta con International Swimming League

Agosto 2021 al museo Archeologico nazionale di Napoli segna 32mila visitatori. “Si chiude un mese di agosto ricco di segnali positivi per la ripresa del turismo a Napoli, in Campania, come in tutte le città d’arte italiane”, interviene il direttore Paolo Giulierini sul dato ingressi nel periodo clou dell’estate partenopea. “Il Mann ha fatto la sua parte pianificando nei mesi scorsi un’offerta estiva di mostre importanti, dai Gladiatori a Moebius, che da sole potevano valere un viaggio. E siamo stati premiati con 32mila presenze, numeri significativi che nei giorni di Ferragosto si sono avvicinati alla stagione pre-Covid e che, rispetto al 2020, ci regalano una forte carica di ottimismo. Ci attende un settembre ricchissimo di iniziative dentro e fuori il Museo, la prosecuzione delle aperture serali del giovedì. L’estate della rinascita continua”.


Sin da inizio agosto, sono stati allestiti dei gazebo per riparare dal caldo in attesa di entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Il trend numerico in crescita (+75% rispetto all’agosto 2020, che si concluse con poco più di 18mila visitatori) riflette la ripartenza reale e simbolica del Mann: durante questo mese, il Museo ha presentato al pubblico non solo le grandi mostre, ma anche i tesori delle collezioni permanenti, tra cui, proprio grazie alle procedure di accesso con Green Pass, è tornato fruibile il Gabinetto Segreto (si visita tutti i giorni, eccetto martedì, dalle 9 alle 14). Ad ingresso del Museo, sin da inizio agosto, sono stati allestiti dei gazebo per riparare i visitatori dal caldo. Vita e partecipazione nelle sale del Mann, ma non solo: già pronta la ristampa del volume per ragazzi “Gladiatori”, pubblicato lo scorso marzo da Franco Cosimo Panini su idea e progetto dei Servizi Educativi dell’Archeologico; le illustrazioni del libro sono a cura di Mario Testa per la Scuola Italiana di Comix.


Il famoso Vaso Blu da Pompei conservato al Mann (foto Mann)
Non si ferma, naturalmente, la programmazione culturale nel segno delle aperture serali del giovedì: il 2 settembre 2021, dalle 20 alle 23, sarà possibile visitare collezioni permanenti ed esposizioni del Mann al costo simbolico di 2 euro. Durante la serata, possibile degustare l’aperitivo dionisiaco presso il MannCaffè: a chi sceglierà questo gustoso aperibox con specialità del territorio (prezzo: 5 euro), verrà dato in omaggio un bicchiere di “Vino Blu”, un Taurasi DOCG Riserva offerto dal Museo ed ispirato al celebre Vaso Blu dell’Archeologico (la produzione è delle Cantine Di Meo). Dalle 20.30, inoltre, partirà la visita guidata “Lo cunto di Dioniso”, a cura di Coopculture (prenotazione obbligatoria, telefonando, dalle ore10 alle 13.30, ai Servizi Educativi del MANN: 0814422329. L’itinerario avrà il prezzo di 7 euro; l’offerta del percorso e dell’Aperibox costerà 10 euro). Tra arte e sport: dal 1° al 30 settembre, al via anche la promozione congiunta con la manifestazione International Swimming League-ISL. I visitatori del Museo e gli abbonati OpenMANN potranno acquistare online i tagliandi della gare a prezzi promo, mentre gli spettatori della Piscina Scandone accederanno al Museo con ticket ridotto di 7.5 euro. Sui social del Mann e di ISL, inoltre, saranno condivise le grafiche di abbinamento tra le squadre ed i reperti del Museo a tema marino.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale riapre, dopo 16 mesi, il Gabinetto Segreto, per piccoli gruppi col Green Pass. Giulierini: “Un dono simbolico a cittadini e turisti”. A Ferragosto museo aperto con le grandi mostre e le collezioni permanenti

Sarà la novità per tutti gli ospiti del Ferragosto partenopeo al Mann: riapre il Gabinetto Segreto del museo Archeologico nazionale di Napoli. Dall’11 agosto 2021, le sale dedicate ai reperti con soggetto erotico saranno nuovamente fruibili: in gruppi di otto persone presenti in collezione, sarà possibile ammirare nuovamente le sale che ospitano i 250 reperti a soggetto erotico ritrovati durante gli scavi nelle città vesuviane. “Un dono simbolico a cittadini e turisti presenti in città a Ferragosto”: così il direttore del Mann, Paolo Giulierini, commenta la riapertura del Gabinetto Segreto, non più fruibile da febbraio 2020, sin dai primi momenti, dunque, della pandemia di Coronavirus. La raccolta, che sarà visibile tutti i giorni (eccetto martedì, riposo settimanale) dalle 9 alle 14, è “restituita” oggi al pubblico grazie all’applicazione delle nuove disposizioni sul Green Pass, in modo che possa essere garantito un percorso da vivere in tutta sicurezza.


La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli
Il museo Archeologico nazionale di Napoli si potrà visitare anche domenica 15 agosto 2021 con i consueti orari (9-19.30): dopo aver ammirato i centosessanta reperti presentati nel Salone della Meridiana con la grande mostra “Gladiatori”, è da non perdere, nella sezione Preistoria e Protostoria, il percorso dedicato a Jean Giraud, celebre nel mondo del fumetto e dell’arte con lo pseudonimo di Moebius. In tema vacanziero, nell’esposizione “Moebius. Alla ricerca del tempo”, presente un focus sulle città italiane: Napoli, Venezia e Milano sono rappresentate grazie alla fantasia e ai colori del Maestro francese, che invita quasi il pubblico a condividere un viaggio sulle ali dei nuovi linguaggi della comunicazione. L’evento, promosso in rete con COMICON, è stato realizzato nell’ambito del progetto universitario Obvia-Out of boundaries viral art dissemination.

Superando le sale della Sezione Preistoria e Protostoria, ancora un itinerario alla scoperta delle radici antichissime della regione campana con il nuovo allestimento “La Piana Campana, terra senza confini”: qui ottocento reperti, in parte inediti, abbracciano un arco temporale che va dall’Età del Bronzo al III sec. a.C.

Per i più piccoli, nel Braccio Nuovo del Museo, obbligatoria la sosta negli spazi di “Gladiatorimania”, con un passaggio suggestivo, nella saletta Ambassador, per scoprire l’ installazione “Gladiatori di carta” di Sara Lovari e Mauro Maurizio Palumbo. Gli appassionati di arte contemporanea, infine, possono ritrovare, nella collezione Farnese, le creazioni di “P. P. P. Possibile Politica Pubblica” di Sasha Vinci, mentre nelle sale 94 e 95 è in programma, sino al 30 settembre, “Leib corpo vivente” di Danilo Ambrosino.
Napoli. Dal 4 agosto è attivo il nuovo sito web del museo Archeologico nazionale di Napoli: interfaccia user friendly, contenuti scientifici collezione per collezione, progetti digitali e video per una comunicazione integrata. Giulierini: “Il nostro racconto in divenire”


Nuovo sito web del Mann: affresco delle Danzatrici dalla villa di Cicerone a Pompei (foto mann)
Dal 4 agosto 2021 online il nuovo sito web del museo Archeologico nazionale di Napoli. Basterà cliccare su museoarcheologiconapoli.it per navigare nelle pagine di un sito profondamente rinnovato, nell’interfaccia digitale e non solo: user friendly ed accessibile, il portale avrà aree ad hoc non solo per i classici servizi al visitatore, ma anche per servizi scientifici, media e stampa. “Ci piace definire la partenza del nuovo sito internet del MANN come l’apertura di un nuovo cantiere, questa volta digitale”, commenta Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “Quello che scoprirete online dai prossimi giorni non è solo un contenitore ricchissimo di immagini e informazioni con una elegante veste grafica, di facile consultazione e interazione. È il nostro racconto in divenire: per questo abbiamo voluto un sito in evoluzione, dinamico, che, partendo dal cuore di Napoli, rafforzasse il dialogo con il pubblico di tutto il mondo, dove tornare e ritornare a navigare per scoprire sempre nuove sorprese, approfondimenti, offerte. E con orgoglio possiamo definirlo un sito realizzato in house: ideazione e redazione, così come la gestione, sono infatti frutto del lavoro della straordinaria squadra del MANN, impegnata nel piano triennale di digitalizzazione e innovazione dei musei”.


Nuovo sito web del Mann: parete a tappeto da Villa Arianna di Stabia
Focus, ancora, sulle ricerche portate innanzi dal Museo, sugli itinerari digitali con Google Arts&Culture e le MANN Stories, sul gaming e sulla produzione audio-video dedicata: il sito permetterà un rapido collegamento con la pagina YouTube, per rivedere spot, presentazioni digitali, incontri di archeologia e cortometraggi artistici come il ciclo “Antico Presente” di Lucio Fiorentino.


Nuovo sito web del Mann: la pagina dei Servizi educativi (foto mann)
Una summa del viaggio culturale tracciato sino ad oggi, con sosta “obbligatoria” nelle aree sulla storia del Museo e delle collezioni, piano per piano: in ogni sezione, prevista una selezione di contenuti abbinati ad immagini-guida per orientare a priori l’itinerario di visita. Il sito, che avrà una versione anche in inglese, prevedrà anche un collegamento con gli istituti della rete Extramann ed una finestra di approfondimento sul MANN nel mondo, con i principali progetti di internazionalizzazione del Museo.
Estate a Napoli: dal museo Archeologico nazionale ai siti della rete Extramann. Ogni giorno, premiati due visitatori (alle 9 e alle 14) con un voucher per scoprire gratis tante attrazioni culturali nell’area metropolitana di Napoli

Da domenica 1° agosto 2021 partirà una nuova campagna di promozione del circuito Extramann che, nell’ambito del progetto universitario “Obvia- Out of boundaries viral art dissemination”, mira a valorizzare la rete dei siti culturali cittadini. Un invito concreto a conoscere e vivere il patrimonio storico-artistico partenopeo: tutti i giorni, il primo visitatore che acquisterà un biglietto del museo Archeologico nazionale di Napoli alle 9 e, nella fascia pomeridiana alle 14, riceverà in dono un voucher valido per quindici siti Extramann. Il voucher permetterà di avere un ingresso gratuito, da utilizzare sino al 15 settembre, nelle seguenti attrazioni culturali, localizzate nell’area metropolitana di Napoli: Complesso Monumentale Sant’Anna dei Lombardi; Catacombe di Napoli/ San Gennaro e San Gaudioso; MAS/ Museo Arti Sanitarie e Farmacia Storica; Fondazione Arciconfraternita San Giuseppe dei Nudi; Museo Civico Gaetano Filangieri; Museo del Tesoro di San Gennaro; Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco; Acquedotto Augusteo del Serino; Chiesa di Santa Luciella ai Librai; Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo- Complesso Museale dell’Arte della Seta; Necropoli Ellenistica; Fondazione Ente Ville Vesuviane. Bicycle House offrirà al vincitore del voucher un tour di gruppo (l’itinerario durerà 2 ore e trenta minuti e sarà obbligatoria la prenotazione, scrivendo a bicyclehouse.na@gmail.com), Napulitanata concederà un ingresso gratuito ad uno spettacolo, la Fondazione Pietà de’ Turchini permetterà di riservare un posto per un concerto entro dicembre 2021. Basterà, dunque, recarsi in ciascuno dei menzionati siti, con il voucher timbrato dalla biglietteria del Mann, per iniziare un viaggio affascinante alla scoperta del territorio: suggerita la consultazione dei portali web e dei canali social di ciascun partner per verificare orari settimanali e modalità di accesso. Tutti i siti Extramann, coinvolti nell’iniziativa, condivideranno sui propri social la grafica pensata ad hoc per la campagna e realizzata da Annamaria Di Noia (Servizi Educativi Mann). Nel prossimo autunno, saranno promosse ulteriori iniziative per creare nuovi percorsi di visita targati Extramann: i progetti rientreranno nel framework “Obvia”, di cui è referente scientifico Daniela Savy (Università degli Studi di Napoli Federico II).



Commenti recenti