Per gli iscritti alla Newsletter della Fondazione Aquileia sconto esclusivo per vedere il film “Pompei. Eros e Mito” di Pappi Corsicato, al cinema solo il 29, 30 e il 1° dicembre

Il film “Pompei. Eros e Mito”, diretto dal poliedrico Pappi Corsicato, è in uscita al cinema solo il 29, 30 novembre e 1° dicembre 2021. Questo lo avevamo già detto. Ma c’è una piccola novità: per gli iscritti alla newsletter di Fondazione Aquileia c’è uno sconto esclusivo: basta inserire sul sito il codice POMP4489AD60DA al momento della prenotazione su https://www.nexodigital.it/pompei-eros-e-mito-2/. Prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del parco archeologico di Pompei e con la partecipazione del museo Archeologico nazionale di Napoli, il film “Pompei. Eros e Mito” è un viaggio che ci guida indietro nel tempo di duemila anni. Vengono messi a nudo i miti e i personaggi che hanno contribuito a rendere immortale questo sito archeologico unico al mondo che l’UNESCO ha inserito nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Dalla storia d’amore tra Bacco e Arianna nella celebre Villa dei Misteri al rapporto ambiguo tra Leda e il Cigno, dalle lotte gladiatorie sino alla disperata ricerca dell’immortalità di Poppea Sabina (seconda moglie dell’imperatore Nerone), il docu-film metterà in scena e analizzerà anche i lati meno noti e più segreti della città.
Il museo Archeologico nazionale di Napoli a Paestum, nello stand alla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, presenta in anteprima la mostra “Sardegna Isola Megalitica” e il percorso immersivo e multisensoriale NURAGICA

Imponenti architetture nuragiche, piante che riecheggiano la flora sarda, foto di reperti e visori per conoscere, grazie alla realtà virtuale immersiva, le meraviglie di una terra dalla cultura millenaria: sino a domenica 28 novembre 2021, il museo Archeologico nazionale di Napoli è presente alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum (25-28 novembre 2021) con uno stand dedicato alla mostra “Sardegna Isola Megalitica- Dai menhir ai nuraghi, storie di pietra nel cuore del Mediterraneo “, che sarà in programma al Mann dal 10 giugno all’11 settembre 2022. La grande esposizione sarà affiancata dall’experience NURAGICA, che racconterà la storia della civiltà sarda in un format innovativo e tecnologico. “Siamo qui a Paestum per presentare uno splendido evento al Mann”, spiega il direttore Paolo Giulierini, “dove l’archeologia della Sardegna sarà narrata non solo con un ricco progetto scientifico, ma anche con un suggestivo percorso multimediale. L’archeologia nuragica costituisce un punto di riferimento per la cultura del Mediterraneo e nasce dalla fusione di tanti popoli, ciascuno portatore di una specificità identitaria”.

Un percorso di approfondimento con due anime. In primis, “Sardegna Isola Megalitica”, che concluderà a Napoli il suo tour internazionale dopo Berlino, San Pietroburgo e Salonicco. La mostra è promossa, nell’ambito di un importante progetto di Heritage Tourism finanziato con fondi europei POR FESR 2014-2020, dalla Regione Autonoma Sardegna- assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio con il museo Archeologico nazionale di Cagliari e la Direzione regionale Musei della Sardegna, insieme al Mann e ai musei ospitanti dei vari Paesi. L’esposizione ha ottenuto il patrocinio del MAECI e del MIC ed è realizzata con la collaborazione della Fondazione di Sardegna e il coordinamento generale di Villaggio Globale International. La mostra ha inoltre ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana. “Sardegna Isola Megalitica” presenta quasi 200 reperti delle antiche culture megalitiche e nuragiche dell’isola. I manufatti, provenienti dai musei di Cagliari, Nuoro e Sassari, tracciano un affascinante viaggio alla scoperta di civiltà ancora in parte ignote, sviluppatesi nell’isola al centro del Mare nostrum.

NURAGICA, poi, proporrà un percorso immersivo e multisensoriale, creato ad hoc per il museo Archeologico: un viaggio guidato in cui il mondo dei nuragici riprenderà vita grazie a spettacolari scenografie e ambientazioni in scala reale che riprodurranno i principali siti archeologici dell’Isola. Così alla Bmta, sulle pareti dello stand del Mann, è possibile scoprire alcune immagini dei reperti in allestimento per “Sardegna Isola Megalitica”; i visitatori, nel corner del museo, hanno anche l’occasione di indossare i visori oculus, che permettono quasi di attraversare un antico villaggio isolano, avendo così un’anteprima dell’experience di NURAGICA.
Arriva (con un anno di ritardo causa Covid-19) in anteprima esclusiva al cinema “Pompei. Eros e Mito” di Pappi Corsicato, un viaggio indietro nel tempo di duemila anni tra miti e personaggi che hanno reso immortale questo sito archeologico unico al mondo


Affresco pompeiano con “Leda e il Cigno” conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Il regista Pappi Corsicato
Con un anno di ritardo causa Covid-19, arriva in anteprima esclusiva al cinema “Pompei. Eros e Mito” di Pappi Corsicato, solo il 29, il 30 novembre e il 1° dicembre 2021, distribuito da Nexo Digital. Era stato infatti programmato per il 9, 10, 11 novembre 2020, ma in quei giorni era già scattato il lockdown con chiusura dei cinema. Nexo Digital ci riprova confidando che i contagi non aumentino oltre i limiti di sicurezza. Il film “Pompei. Eros e Mito” è diretto dal poliedrico Pappi Corsicato. Prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del parco archeologico di Pompei e con la partecipazione del museo Archeologico nazionale di Napoli, “Pompei. Eros e Mito” è un viaggio che ci guida indietro nel tempo di duemila anni. Vengono messi a nudo i miti e i personaggi che hanno contribuito a rendere immortale questo sito archeologico unico al mondo che l’Unesco ha inserito nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Dalla storia d’amore tra Bacco e Arianna nella celebre Villa dei Misteri al rapporto ambiguo tra Leda e il Cigno, dalle lotte gladiatorie sino alla disperata ricerca dell’immortalità di Poppea Sabina (seconda moglie dell’imperatore Nerone), il docu-film metterà in scena e analizzerà anche i lati meno noti e più segreti della città. Gli stessi che nel XVIII secolo portarono la Chiesa Cattolica a nascondere alcuni dei reperti più scandalosi e scabrosi recuperati duranti gli scavi.

Gladiatori a Pompei nel film “Pompei. Eros e mito” di Pappi Corsicato (foto di Federica Belli)
A condurci attraverso le strade di Pompei sarà una narratrice d’eccezione: la pluripremiata Isabella Rossellini. La sua presenza e la sua voce accompagneranno gli spettatori in un percorso elegante e serrato che mostrerà come i miti e le opere ritrovate abbiano ammaliato e influenzato artisti come Pablo Picasso e Wolfgang Amadeus Mozart. Arricchiscono il percorso tra storia e arte anche le rievocazioni dei miti in chiave contemporanea ideate da Pappi Corsicato: Bacco, Arianna, Teseo, Leda, solo per citarne alcuni, indossano abiti moderni e sono sospesi in un tempo che appartiene sia al passato che al presente, per mostrare quanto l’eredità di Pompei sia ancor oggi una continua fonte di ispirazione artistica.


Massimo Osanna, già direttore generale del parco archeologico di Pompei (foto Still)
La colonna sonora originale del docu-film, in uscita per Nexo Digital/Sony Masterworks è firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, che ormai da anni si cimenta raccontando in musica l’arte mondiale, tanto da essere stato premiato ai Nastro d’Argento 2019 con una Menzione Speciale per le colonne sonore originali dei film. Tra gli interventi del film quelli di Massimo Osanna, all’epoca direttore generale del parco archeologico di Pompei; Andrew Wallace-Hadrill, professore emerito di Studi classici, università di Cambridge; Catharine Edwards, professore di Studi classici e Storia antica – Birkbeck, università di Londra; Darius Arya, direttore American Institute for Roman Culture; Ellen O’Gorman, professore associato di Studi classici, università di Bristol.


Carlo di Borbone: promosse gli scavi di Ercolano e Pompei
Era il 1748 quando re Carlo III di Borbone promosse i primi scavi ufficiali a Pompei a seguito dei primi ritrovamenti della vicina Ercolano. Fu da quel momento che cominciarono a riemergere con sempre maggior chiarezza i dettagli della catastrofe del 79 d.C., anno in cui il Vesuvio seppellì intere città, tra cui Pompei ed Ercolano, e tutto il territorio circostante. Nel corso degli scavi di Pompei sono stati rinvenuti tesori, statue, affreschi, mosaici, reperti di vita quotidiana, ma anche ville e abitazioni private che ancor oggi ci raccontano la vita di una città vivace, con giardini, fontane e imponenti apparati decorativi. Sarà lungo queste antiche vie e grazie alle opere conservate al Mann – museo Archeologico nazionale di Napoli, che si avrà modo di conoscere la vita degli abitanti di Pompei prima dell’eruzione. Attenzione particolare sarà dedicata al Gabinetto Segreto del Mann, istituito dai Borbone per custodire i reperti più “scandalosi” ed esplicitamente erotici.

Le storie esplorate sono quelle di uomini e donne di cui ci restano tracce concrete perché quando il flusso piroclastico ad altissima temperatura che investì Pompei ne provocò la morte istantanea per shock termico, i corpi delle vittime rimasero nella posizione in cui si trovavano lasciando la propria impronta dopo la decomposizione. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, poco più di un centinaio di calchi sono stati realizzati da queste impronte, ispirando poeti e artisti, tra cui lo stesso Roberto Rossellini, che dedicò alla scoperta di alcuni calchi una celebre scena del “Viaggio in Italia”.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale gli studenti di Archeologia classica tornano a incontrarsi al museo e confrontarsi con i capolavori conservati, come dall’epoca di Fiorelli: al via il ciclo di seminari “Il Museo come libro da sfogliare”, nuova proposta didattica

“Seminari al Mann: la ripresa di una tradizione”: con questo intervento Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, mercoledì 24 novembre 2021, alle 9, introdurrà il ciclo di incontri “Il Museo come libro da sfogliare”, nuova proposta didattica promossa nell’ambito del corso di laurea triennale in Archeologia, Storia delle Arti e Scienze del Patrimonio culturale dell’università di Napoli “Federico II”. Gli eventi, a cura di Bianca Ferrara, sono realizzati in collaborazione con i Servizi Educativi e Ricerca del Mann. Gli appuntamenti didattici rappresentano un’occasione di confronto per allievi di tutte le accademie napoletane, dall’ateneo federiciano all’Orientale e al Suor Orsola: si ripropone, dunque, una tradizione che, dall’epoca di Fiorelli, portava gli studenti di archeologia classica ad incontrarsi al Museo per mettere alla prova, sul campo, le conoscenze acquisite dai libri.


Affresco con danzatrici conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Tanti gli argomenti che saranno affrontati durante le lezioni: Andrea Mazzucchi descriverà gli itinerari di ricerca proposti dal dipartimento di Studi umanistici nell’ambito prettamente archeologico (mercoledì 24 novembre 2021, alle 10); a seguire, Luigi Cicala approfondirà le caratteristiche della scelta del corso di laurea (alle 10.30), mentre Bianca Ferrara analizzerà alcuni capolavori tra le sculture del Mann. Appuntamento anche mercoledì 1° dicembre 2021: dalle 9 , in programma la lezione di Giovanna Greco sulla colonizzazione greca letta attraverso i reperti del Museo, il dibattito su archeologia e storia condotto da Mauro de Nardis e il focus di Marialucia Giacco sui depositi museali. Venerdì 10 dicembre 2021, sempre dalle 9, viaggio tra affreschi e mosaici del Mann, a cura di Bianca Ferrara, per poi approfondire, con Laura Forte, il lavoro di scavo nei depositi come premessa all’allestimento di mostre. In mattinata, previsto anche l’intervento di Valerio Petrarca su etnografia e archeologia.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “19:34. Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta”, progettata nel 2020 per celebrare il quarantennale dal terremoto dell’Irpinia, e saltata a causa della chiusura dei musei per il lockdown

Un anno dopo, causa pandemia. Apre lunedì 22 novembre 2021, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Napoli, la mostra “19:34. Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta” (22 novembre 2021- 3 maggio 2022) programmata per il quarantennale del terremoto dell’Irpinia (1980). Realizzata in collaborazione con Marechiaro film, patrocinata dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, la mostra si rivolge in particolare ai giovani e alle scuole. Progettata nel 2020 per celebrare il quarantennale dal terremoto, a causa della chiusura dei musei per il lockdown, ‘19.34’ è stata presentata con un’anteprima on line il 23 novembre 2020. L’esposizione, che rientra nel percorso “Il MANN e la memoria”, è stata promossa nell’ambito del Piano Operativo Complementare – POC 2014-2020 della Regione Campania.

Il percorso espositivo si sviluppa in quattro sale (accanto al Salone della Meridiana) e presenta oltre cento scatti inediti, tratti dall’archivio della regista napoletana, allora giovane fotoreporter. Dalle prime immagini in ‘presa diretta’, scattate poche ore dopo il terremoto del 23 novembre, al dramma delle popolazioni dell’Irpinia, scene di distruzione si legano a segnali di speranza e testimonianze di solidarietà; accompagnano le fotografie, in bianco e nero, le parole e le voci dei giornalisti che raccontarono quelle ore tragiche. L’esposizione di un calco di Pompei sottolinea il legame del catastrofico evento con la storia antica di una terra abituata da sempre a tremare. Ancora, un video ripercorre gli effetti che ebbe il sisma sulle collezioni del Mann, sottolineando anche le opportunità che nacquero per i giovani studiosi in quegli anni. Il percorso espositivo si chiude con l’illustrazione delle recenti ricerche sull’antisismica, condotte con l’Università Federico II per garantire la sicurezza delle opere: anche in questo ambito, il Mann è al centro di una rete internazionale con il Getty Museum in California e gli istituti culturali del Giappone.
Politiche e modalità di fruizione dei beni culturali in chiave turistica: il museo Archeologico nazionale di Taranto alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e a TourismA – Salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale

Il binomio cultura-turismo sarà al centro di due prossimi eventi che a Paestum e a Firenze metteranno in correlazione best practices, politiche e modalità di fruizione dei beni culturali in chiave turistica. Per questa ragione il museo Archeologico nazionale di Taranto sarà presente sia alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum – BMTA che sia alla tre giorni del Salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale di Firenze – TourismA.

Giovedì 25 novembre 2021, nella sala Nettuno, alla XXIII edizione del Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, parteciperà dalle 11.30 alle 15.30 al convegno “I Beni Culturali e il turismo culturale dopo la pandemia”. Venerdì 26 novembre 2021, nella sala MiC della stessa BMTA, la direttrice Eva Degl’Innocenti terrà alle 14.20 la relazione su “Tutta un’altra storia. Fruizione inclusiva del patrimonio archeologico” con un focus sul progetto FISH & C.H.I.P.S.

Sabato 18 e domenica 19 dicembre 2021, il MArTA si racconta a Firenze, nell’ambito di TourismA, il Salone dell’Archeologia e del turismo Culturale. Sabato 18 dicembre 2021, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, sarà relatrice nell’evento, organizzato dall’ANA- Associazione Nazionale Archeologi, dal titolo “Archeologia al tempo del Covid-19: la digitalizzazione del patrimonio archeologico alla luce del Pnrr” che si terrà dalle 14.30 alle 18. Domenica 19 dicembre 2021, dalle 11.50 alle 13.30, nella sala convegni del Palazzo dei Congressi di Firenze, la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, insieme ai direttori del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo, e di Anna Maria Marras, ricercatrice dell’università di Torino e componente ICOM Italia della Commissione Tecnologie Digitale per il patrimonio culturale, parteciperà alla tavola rotonda “Musei Archeologici e culture digitali”.
Napoli. Nel Giardino delle Camelie del museo Archeologico nazionale allestita la scultura “Il sogno dell’eroe” di Christian Leperino, che diviene parte della collezione permanente del Mann

“Il sogno dell’eroe” giunge nel Giardino delle Camelie del museo Archeologico nazionale di Napoli. Da sabato 20 novembre 2021, la scultura che l’artista Christian Leperino dedica al concetto di eroismo diverrà parte della collezione permanente del Mann. Il legame tra antico e contemporaneo inquadra uno degli asset strategici dell’Archeologico: oggi, grazie ad un atto di mecenatismo possibile con Artbonus, la creatività di Leperino trova collocazione definitiva in uno dei cuori green del nostro Istituto. Donata dall’imprenditore Gianfranco D’Amato, la statua, che è alta circa tre metri, è stata modellata in argilla, gesso e cera, per poi essere fusa in bronzo; frammenti di barche e architetture in disuso sono innestati all’interno dell’opera. Sono questi materiali “compositi” che hanno permesso all’artista di dare sinuosità e forza ai corpi dei personaggi: una vittoria alata, che riecheggia un’antica Nike, è sostenuta (ed abbracciata) da un bambino. Il sogno dell’eroe, cui è intitolata la creazione di Leperino, è volo e peso al tempo stesso: colpiscono la distensione dell’ala e il gesto liberatorio della vittoria, mentre una catena, posta al lato del personaggio, suggerisce come superare un traguardo nasca sempre da un peso “condizionante”. Una scultura polisemantica tra gli alberi del Giardino delle Camelie: non casuale l’allestimento dell’opera che, nell’idea dell’artista, vuole rappresentare un simbolo della storia, spesso contraddittoria, di Napoli. Pittore e sculture, Christian Leperino insegna Scultura all’Accademia di Belle arti. Sue opere sono presenti in collezioni museali e spazi pubblici, tra i quali museo MADRE di Napoli, MMOMA-Moscow Museum of Modern Art, IICT di Tokyo, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Suzzara, Stazione di Napoli-Mergellina, Cattedrale dell’Assunta, Castello Aragonese di Ischia.

“Nel creare la statua, mi sono ispirato alla chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, chiamata dal popolo Misericordiella. Un piccolo gioiello del Barocco napoletano, ma di più remota fondazione medioevale, la Misericordiella nella sua lunga storia ha vissuto decadenze e splendori. Da quasi cento anni era chiusa, abbandonata all’incuria e al degrado, depredata e trasformata in discarica, quando nel 2015 ho deciso di prendermene cura e di riportarla a nuova vita, liberandola dall’oblio e da tonnellate di macerie”, commenta Christian Leperino. La chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, peraltro, è sede del Centro per l’Arte Contemporanea SMMAVE, che fa parte del circuito ExtraMann, la rete di siti culturali coordinati per la promozione del territorio nell’ambito del progetto Obvia (referente: Daniela Savy/ università di Napoli Federico II). Anche nella scultura “Il sogno dell’eroe” di Leperino, la creatività contemporanea presenta mille rimandi: l’artista aggiunge di aver assunto come modello il Perseo di Benvenuto Cellini e, a ridosso dell’anniversario della scomparsa di Maradona, lascia intravedere un parallelo con l’idolo calcistico, il (sempre) bambino che sognava di diventare campione.
Paestum. Parte dalla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico la proposta di un Itinerario Europeo del Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo nell’ambito della prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo. All’archeologa Lina G. Mendoni, ministro greco della Cultura, il premio “Paestum Mario Napoli”

Parte dalla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), che si terrà a Paestum dal 25 al 28 novembre 2021, la proposta di un Itinerario Europeo del Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo, che coinvolgerà quattro regioni italiane e altrettanti Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Nel corso della prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo (venerdì 26 novembre 2021 al Tabacchificio Cafasso) sarà presentata ufficialmente la candidatura di certificazione dell’Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”, che coinvolgerà Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Grecia, Egitto, Israele e Turchia. In particolare, i siti archeologici subacquei di Baia Sommersa nei Campi Flegrei e Parco Sommerso di Gaiola (Campania); Isole Egadi, Pantelleria, Plemmirio e Ustica (Sicilia); Egnazia, Isole Tremiti, San Pietro in Bevagna (Puglia); Capo Rizzuto (Calabria); Pavlopetri e Peristera (Grecia); Alessandria d’Egitto (Egitto); Cesarea Marittima (Israele); Kizlan (Turchia). L’Itinerario rappresenta una risorsa chiave per il turismo responsabile e sostenibile, rispondendo ai requisiti richiesti dal Consiglio d’Europa e con la considerazione che ci sono ancora pochi siti attrezzati e fruibili al pubblico, sia in Italia che nel resto del Mediterraneo. La richiesta di certificazione al Consiglio d’Europa ha, dunque, l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del turismo archeologico subacqueo, che può offrire al viaggiatore un’esperienza inedita nel segno dell’archeologia.


Ugo Picarelli, direttore della Bmta
La candidatura nasce da un’intuizione di Ugo Picarelli, direttore e fondatore della BMTA: “L’itinerario va a colmare un vuoto, dal momento che tra i 45 itinerari attualmente certificati non ce n’è uno dedicato all’archeologia”, ha spiegato Picarelli. “Grazie all’archeologo Sebastiano Tusa, che nel 2004 ha istituito la Soprintendenza del Mare in Sicilia, ho compreso le grandi potenzialità di sviluppo turistico ed economico offerte dal patrimonio sommerso. La Sicilia vanta 23 itinerari in 16 località, frutto del grande lavoro di Sebastiano, ma è manchevole sul fronte dello sviluppo dei servizi turistici integrati nelle località di interesse per cui, almeno per adesso, non può offrire un vero prodotto turistico”. Picarelli ha, poi, posto l’accento sulle opportunità offerte “da Baia Sommersa nei Campi Flegrei e dal Parco di Gaiola, a Napoli” che, con la mediazione di Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico di Napoli (Mann), potranno innescare “un processo di sviluppo dei territori costieri campani noti per il patrimonio sommerso”.


Louis Godart, accademico dei Lincei e componente del consiglio scientifico della “Maison de l’histoire européenne” al Parlamento Europeo
Sulla valenza culturale di questo Itinerario si è soffermato Louis Godart, accademico dei Lincei e componente del consiglio scientifico della “Maison de l’histoire européenne” al Parlamento Europeo. “L’Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage” insiste su un aspetto fondamentale legato alla riscoperta dell’immenso patrimonio archeologico e storico legato al Mare Nostrum”, ha sottolineato Godart. “È essenziale far conoscere la ricchezza rappresentata dai reperti, che da millenni giacciono sui fondali del Mediterraneo e che gli scavi subacquei condotti ovunque, e in particolare nelle acque dell’Italia e della Grecia, hanno riportato e stanno riportando alla luce”. Godart si è impegnato, in qualità di esperto, designato dalla Commissione e dal Parlamento Europeo per contribuire alla grande Conferenza sul Futuro dell’Europa, a “sostenere la candidatura di questa iniziativa di fronte alle istanze europee”. “La ricerca archeologica subacquea è una disciplina relativamente giovane, ma è già riuscita a riportare alla luce testimonianze di straordinario valore, che cambiano radicalmente le nostre conoscenze sul passato del Mediterraneo”, ha precisato Godart. “Il ritrovamento dei Bronzi di Riace, per esempio, ha rivoluzionato le nostre conoscenze sulla statuaria greca e anche sui rapporti tra Grecia e Magna Grecia. La scoperta del relitto di Ulu Burun, databile al II millennio a.C. lungo le coste della Turchia, permette oramai di illustrare in modo concreto non solo l’intensità dei rapporti tra il Vicino Oriente e l’Egeo, ma anche la diffusione della scrittura in ambito non palaziale. Lo scavo del compianto Sebastiano Tusa ha riportato alla luce le straordinarie testimonianze della battaglia delle Egadi del 10 marzo 241 a.C. e aperto una nuova pagina nel grande libro della storia”.


L’archeologo subacqueo Luigi Fozzati, coordinatore scientifico della Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo
Luigi Fozzati, coordinatore scientifico della Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo, ha invece posto l’accento sull’importanza di preservare i siti di archeologia subacquea, disciplinando anche il flusso turistico. “I siti sommersi sono meta internazionale di un numero sempre maggiore di turisti subacquei”, ha spiegato Fozzati. “Sono circa 30milioni i subacquei certificati a livello mondiale e circa 6milioni quelli che si sono tuffati almeno una volta senza certificazione. La crescita esponenziale di questa attrazione pone già alcuni problemi o esigenze primarie: tutela, conservazione, manutenzione e ricerca scientifica devono avere la precedenza assoluta. Il turismo archeologico, per svolgere appieno le proprie potenzialità, esige un sistema turistico locale integrato ed efficiente, nel quale attori diversi accettino e sappiano interagire nell’ambito di un’équipe interdisciplinare che comunque preveda sempre la presenza di restauratori e manutentori professionali”. Fozzati ha, poi, precisato che “non va trascurato l’elemento tecnologia: il turismo archeologico subacqueo è da subito anche una pratica tecnologica, in quanto necessita di una serie di apparecchiature”.


L’archeologa Lina G. Mendoni, ministro della Cultura e dello Sport della Grecia
Sulla valorizzazione dei siti di archeologia sommersa punta anche l’archeologa Lina G. Mendoni, ministro della Cultura e dello Sport della Grecia, che alla prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo riceverà il premio “Paestum Mario Napoli”. In particolare il ministro greco focalizza l’attenzione su Pavlopetri, al largo della costa della Laconia meridionale, e Peristera, nelle Sporadi, che vanta il primo museo sottomarino della Grecia, inaugurato nell’agosto 2020. “Il patrimonio archeologico subacqueo in Grecia è enorme e valorizzarlo è uno degli obiettivi principali del Ministero della Cultura e dello Sport greco che negli ultimi anni, in collaborazione con gli enti locali, ha avviato una campagna di valorizzazione e riqualificazione dei siti archeologici subacquei in varie zone del Paese, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed internazionale. Lo scopo principale di questa campagna è quello di rendere i siti sottomarini, sia vicino alla costa che in mare aperto, accessibili e attraenti non solo per la comunità subacquea ma anche per il grande pubblico. Pavlopetri e Peristera sono due siti in cui sono già state realizzate le necessarie opere infrastrutturali, nell’ambito di progetti pilota volti a rendere accessibile a tutti i due siti, anche attraverso sistemi di imaging digitale”. Il ministro ellenico ha, poi, sottolineato: “Sostenibilità, sviluppo controllato e distribuzione uniforme dei flussi turistici durante tutto l’anno, e non su base stagionale, sono i principi chiave delle politiche attuate dal ministero della Cultura e dello Sport ellenico. Questo è particolarmente vero per i siti costieri e sottomarini che sono per natura più vulnerabili e sono sempre più minacciati dagli effetti dei cambiamenti climatici”.




















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