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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Sette anni a Villa Giulia”, con Valentino Nizzo: primo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”. Piccolo bilancio dell’ex direttore, ora docente all’Orientale di Napoli

roma_villa-giulia_ciclo-chi-cerca-ritrova_locandina-2024Sarà proprio Valentino Nizzo, l’indimenticato e indimenticabile direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ad aprire la seconda stagione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. Il museo Etru ha infatti confermato per il 2024 gli incontri divulgativi tenuti da esperti e studiosi di diverse discipline per presentare al grande pubblico la ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia come protagonisti. I professionisti del mondo dell’archeologia, della storia dell’arte e del restauro presenteranno le loro ricerche a curiosi, studenti e specialisti per diffondere la conoscenza dei loro studi, raccontare esiti e condividere ipotesi, offrendo nuovi spunti di lettura sui temi proposti. Tra i temi affrontati ci sarà la tomba Galeassi, i guerrieri etruschi di Vulci, le novità emerse dagli studi d’archivio e molto altro ancora. Da gennaio a dicembre, 10 conferenze su esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile. Gli appuntamenti si tengono in Sala Fortuna sempre alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Intanto si possono rivedere online le conferenze del 2023 https://www.youtube.com/playlist….

roma_villa-giulia_ciclo-chi-cerca-ritrova_sette-anni-a-villa-giulia_valentino-nizzo_locandinaAppuntamento dunque con la prima conferenza del 2024 “Sette anni a Villa Giulia”, venerdì 19 gennaio 2024, in Sala Fortuna alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Protagonista Valentino Nizzo, già direttore del museo nazionale Etrusco, ripercorrerà i 7 anni trascorsi alla direzione di uno dei musei archeologici più prestigiosi del mondo, presentando i risultati di quanto realizzato finora e i progetti in corso a Villa Giulia. film_sette-anni-in-tibet_locandina“Questa bella iniziativa dei servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”, spiega Nizzo, “era partita prima che il mandato finisse anticipatamente. Era stata immaginata come l’occasione per fare il punto della situazione, in vista dei due anni che mancavano, sui progetti compiuti, su quelli in corso e su quelli ancora da compiere. Il settimo anno era appena iniziato ma mi piaceva troppo il riferimento cinematografico al quasi omonimo romanzo Sette anni in Tibet, anche in virtù – scherza – delle lapalissiane somiglianze con il protagonista del suo adattamento cinematografico”. Poi passa a scorrere l’album dei ricordi: “L’esperienza meravigliosa di Villa Giulia è stata effettivamente molto simile a una lunga scalata, con tanti territori ancora inesplorati e la necessità di mettere davanti a tutto le esigenze di una struttura delicatissima, dalle grandi potenzialità in buona parte inespresse, molte ancora tutte da interpretare come il recupero delle Concerie Riganti. Passo dopo passo e spesso in modo laboriosamente silente, la squadra del museo, sempre purtroppo molto esigua ma fortemente motivata, è riuscita a mettere in fila i tasselli di quello che sin da subito è apparso un tetris molto complesso.

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Il direttore Valentino Nizzo nel 2022 davanti al sarcofago degli Sposi con un gruppo di studenti in visita al museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

A ottobre – ricorda – abbiamo ultimato finalmente il complicatissimo trasloco e riallestimento della biblioteca e di una parte degli archivi che ha comportato un lunghissimo intervento di recupero degli spazi e riorganizzazione dei materiali. Non abbiamo fatto in tempo nemmeno a inaugurarli impegnati come eravamo nella mostra sui Castellani a Milano e in quella su Spina a Roma. Le incertezze degli ultimi mesi e l’esigenza di garantire la continuità non lo hanno consentito ma spero presto sia possibile farlo perché con questi strumenti il museo ha acquisito spazi fondamentali per lo studio e la ricerca. Questo lavoro è andato di pari passo con la razionalizzazione e il riscontro dei magazzini che già ad agosto avrebbe dovuto portare il museo a disporre di un deposito d’eccellenza accessibile straordinariamente al pubblico. Poi un imprevisto ha reso necessarie delle verifiche statiche che fortunatamente hanno avuto esiti negativi ma non mi hanno dato la soddisfazione di veder completato anche questo pezzo fondamentale del mosaico. Sarà anche l’occasione – conclude – per salutare chi vorrà/potrà esserci tra le tante persone che mi hanno sostenuto in questi splendidi anni aiutandomi a superare con il sorriso e l’affetto tante difficoltà”.

Valentino Nizzo direttore del Museo archeologico di Villa Giulia - Roma

Valentino Nizzo, nel 2023, quando era direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Valentino Nizzo ha compiuto gli studi all’università “Sapienza” di Roma dove ha conseguito laurea, specializzazione e dottorato di ricerca in Etruscologia. Dopo un biennio post-dottorale in “Archeologia Globale” all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, nel 2010 è diventato funzionario archeologo per il ministero della Cultura, prima al museo Archeologico nazionale di Ferrara e poi alla direzione generale Musei. Nel 2017 ha vinto la selezione internazionale per la direzione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che ha diretto fino al dicembre 2023. In qualità di esperto altamente qualificato nel settore, ha insegnato presso diverse università italiane tenendo corsi di museologia, comunicazione ed etruscologia. Ha partecipato a numerosi scavi archeologici e ottenuto vari premi e borse di studio. Ha inoltre più di 200 pubblicazioni (parzialmente accessibili online: https://sumitalia.academia.edu/ValentinoNizzo). I suoi interessi vertono sulle problematiche storico-culturali delle civiltà etrusco-italiche, sulla prima colonizzazione greca, sul confronto tra archeologia e antropologia, sull’ideologia funeraria e sui meccanismi di comunicazione archeologica. Attualmente è professore associato di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Napoli L’Orientale.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” doppia visita guidata: al mattino, sugli Etruschi e il vino con Stefania De Majo; al pomeriggio, su Spina con Alessandra Leonardi

roma_villa-giulia_natale-all-etru_logo-locandinaDoppio appuntamento, giovedì 4 gennaio 2024, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le visite guidate del ciclo “Natale all’Etru”. Una alla mattina, alle 11, la seconda al pomeriggio alle 16. Le visite guidate sono gratuite, comprese nel costo del biglietto. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo salvo disponibilità.

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Particolare della coppa con Dioniso seduto in trono fra menadi danzanti e tralci di vite(520-510 a.C.) del Gruppo di Leagros, proveniente dalla Tomba a camera 13, necropoli di Celle, Falerii Veteres, conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

“Il dono di Dioniso. Gli Etruschi e il vino”: per il ciclo “Natale all’Etru”, giovedì 4 gennaio 2024, alle 11, Stefania De Majo presenterà aspetti poco noti del vino che, protagonista di miti e tavole imbandite, assume nel mondo antico un incredibile valore simbolico, sia come espressione di uno status, sia come oggetto rituale. Dall’arte (e dall’ebbrezza) del dio greco Dioniso gli Etruschi impareranno a sfruttare al meglio il dono della viticoltura, divenendo grandi produttori e consumatori del prezioso liquido. In questa visita scopriremo le usanze, gli oggetti e le tradizioni legate al vino etrusco.

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Cratere attico a figure rosse con scene di commiato dalla Tomba 18 C della Valle Pega di Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-er)

“Spina. Città etrusca”: per il ciclo “Natale all’Etru”, giovedì 4 gennaio 2024, alle 16, Alessandra Leonardi porterà i partecipanti a Spina, città etrusca perduta negli echi del Mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po: un excursus sull’origine storica e mitologica, usanze e rituali, ascesa e caduta della città lagunare gemella del porto di Pyrgi e collegata al Santuario di Delfi, il più importante del mondo ellenico.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre la mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, terza e ultima tappa delle celebrazioni per il Centenario della scoperta di Spina: oltre 700 opere tra cui prestiti inediti (come il frammento di tripode vulcente proveniente dall’Acropoli di Atene esposto per la prima volta in Italia accanto alla celeberrima Hydria Ricci)

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Locandina della mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia dal 10 novembre 2023 al 7 aprile 2024

Con un’apertura serale straordinaria fino alle 24 (ultimo ingresso ore 23) con biglietto al costo di 5 euro, venerdì 10 novembre 2023, alle 20, prende il via al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma la mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, terza e ultima tappa delle celebrazioni per il Centenario della scoperta di Spina, l’importante centro etrusco dell’Adriatico venuto alla luce nel 1922 nei pressi di Comacchio.

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Locandina della mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Ferrara dal 22 dicembre 2022 al 23 aprile 2023

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Locandina della mostra “Spina 100. Dal mito alla scoperta” al museo del Delta antico dal 1° giugno al 16 ottobre 2022

Dopo le due esposizioni dello scorso anno tenutesi rispettivamente a museo del Delta Antico di Comacchio (vedi Comacchio. A Palazzo Bellini apre la mostra “Spina 100. Dal mito alla scoperta” per le celebrazioni nazionali del centenario della scoperta della città etrusca di Spina (1922-2022) | archeologiavocidalpassato) e al museo archeologico nazionale di Ferrara (vedi Ferrara. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra “Spina etrusca: un grande porto nel Mediterraneo”, culmine delle celebrazioni Spina100: racconta di una città costruita sull’acqua e votata alla navigazione per mare, potente centro dell’alto Adriatico in dialogo paritario con l’Atene di età classica | archeologiavocidalpassato), sarà così lo straordinario contesto del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a chiudere la serie di eventi in programma, con un percorso espositivo multimediale, arricchito da opere provenienti da istituzioni italiane ed estere, che racconteranno l’eccezionale contributo scientifico dato dagli scavi di Spina alla conoscenza dell’archeologia e della storia del Mediterraneo. E mireranno a riannodare i fili della conoscenza attorno agli Etruschi e alle loro relazioni culturali, commerciali e sociali, allargando lo sguardo alle città dell’Etruria tirrenica.

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Dettaglio dell’Hydria Ricci (530 a.C.) proveniente dalla necropoli della Banditaccia di Cerveteri e conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Nelle sale della mostra, aperta al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia fino al 7 aprile 2024, trovano spazio oltre 700 opere provenienti da istituti culturali italiani ed esteri, tra cui prestiti inediti (come il frammento di tripode vulcente proveniente dall’Acropoli di Atene con l’apoteosi di Eracle, esposto per la prima volta in Italia accanto alla celeberrima Hydria Ricci), in dialogo con i reperti delle collezioni permanenti e dei depositi del museo, in un accostamento significativo tra immaginario mitico e storia condivisa.

spina100_logoL’esposizione rientra nel progetto del centenario di Spina che ha già previsto numerose iniziative scientifiche e divulgative coordinate dal comitato promotore e dalla direzione generale Musei , in collaborazione con istituti territoriali del ministero della Cultura, enti locali e università, fra cui la direzione regionale Musei Emilia Romagna e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e per le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara, con le amministrazioni locali (il Comune di Comacchio, il Comune di Ferrara e la Regione Emilia Romagna) e le università nazionali e internazionali che da anni effettuano ricerche sull’insediamento.

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Le Valli di Comacchio che conservano le tracce dell’antica città etrusca di Spina (foto http://www.rivadelpo.it)

Fino al 1922 Spina era poco più di una leggenda, persa nel tempo nonostante diverse fonti letterarie ne avessero testimoniato la grandezza. Grazie all’avvio dei lavori di bonifica della Valle Trebba e poi agli scavi di Valle Pega, nell’arco di pochi decenni Spina tornava finalmente alla luce con oltre quattromila sepolture per lo più intatte e uno dei più importanti nuclei al mondo di ceramiche di importazione attica.

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Dettaglio del monumentale cratere della tomba 579 di Valle Trebba e conservato al museo del Delta antico a Comacchio (foto etru)

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Altorilievo in terracotta dal frontone posteriore del Tempio A di Pyrgi (Santa Severa) (470-460 a.C.) con episodi del mito dei Sette contro Tebe: Zeus (al centro) fulmina Capaneo mentre Atena (a sinistra) si allontana alla vista di Tideo che morde il cranio di Melanippo (in basso), conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Adriatico e Tirreno, Spina e Pyrgi, porti strategici che intrecciano le loro vicende con le dibattute origini degli Etruschi. Immaginario mitico e storia condivisa si uniscono quindi e si raccontano attraverso oltre 700 opere in mostra, provenienti da istituti culturali italiani ed esteri, in dialogo con gli oggetti delle collezioni permanenti e dei depositi del Museo. Fra i prestiti inediti, per la prima volta in Italia il frammento di tripode vulcente proveniente dall’Acropoli di Atene con l’apoteosi di Eracle, esposto accanto alla celeberrima Hydria Ricci. Parimenti straordinario e inedito l’accostamento tra il monumentale cratere della tomba 579 di Valle Trebba e il coevo Altorilievo di Pyrgi con due tra le più significative raffigurazioni del mito dei Sette contro Tebe. Un progetto condiviso, fortemente voluto dal ministero della Cultura, che ha coinvolto studiosi di primo piano e impegnato numerose istituzioni di livello sia nazionale che internazionale. L’esposizione sarà presto raccontata nella sezione dedicata del sito web istituzionale www.spina100.museoetru.it

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale nel giorno del finissage della mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” arriva il catalogo

ferrara_archeologico_mostra-spina-etrusca-finissage_locandinaGiovedì 31 agosto 2023, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, è il giorno del finissage della mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”. Questo era già stato annunciato (vedi Ferrara. Al museo Archeologico nazionale finissage della mostra “Spina etrusca: un grande porto nel Mediterraneo” con due visite guidate, un brindisi e uno spettacolo di danza etrusca | archeologiavocidalpassato).

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Al museo Archeologico nazionale di Ferrara il catalogo della mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” (foto drm-emilia-romagna)

Ma c’è una novità. È arrivato il catalogo della mostra. “Siamo in tremendo ritardo”, ammettono al museo Archeologico nazionale di Ferrara, “ma è così voluminoso che ci sono voluti diversi mesi di gestazione per farlo venire alla luce e proprio come in uno scavo archeologico gli studiosi hanno speso tutte le energie a loro disposizione. Il risultato è straordinario perché stiamo parlando di ben 508 pagine per un volume che è a tutti gli effetti un compendio di archeologia etrusca”.

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Al museo Archeologico nazionale di Ferrara il catalogo della mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” (foto drm-emilia-romagna)

Il catalogo si può acquistare in museo solamente il 31 agosto 2023, in occasione del finissage della mostra, grazie alla presenza della Libreria Sognalibro di Ferrara. E dal 1° settembre 2023 alla libreria Sognalibro di Ferrara. E online al link https://www.ibs.it/spina-etrusca-grande…/e/9788898816262.

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale finissage della mostra “Spina etrusca: un grande porto nel Mediterraneo” con due visite guidate, un brindisi e uno spettacolo di danza etrusca

ferrara_archeologico_mostra-spina-etrusca_allestimento_1_foto-drm-emilia-romagnaAllestimento della mostra “Spina etrusca” al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-emilia-romagna)

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Ricostruzione di un’abitazione di Spina (foto università di zurigo)

Quattro mesi non erano stati sufficienti ad accogliere le migliaia di visitatori giunti al museo Archeologico nazionale di Ferrara per “scoprire” la Spina etrusca, scoperta un secolo fa, nella tarda primavera del 1922, durante le bonifiche dei bacini lagunari attorno a Comacchio: tra operai al lavoro e trincee colme di acque di risalita, riemerse dall’oblio la ricca città portuale degli Etruschi fondata in prossimità del delta del Po alla fine del sesto secolo a.C., sommersa per secoli dalle acque dolci e dal fango e perduta alla conoscenza diretta degli uomini. Solo le fonti antiche e i poeti (Boccaccio e Carducci, per fare qualche nome) ne conservarono memoria fino a cento anni fa. “L’impresa archeologica più importante nell’ambito dell’Italia settentrionale preromana”: così Nereo Alfieri, primo direttore del museo Archeologico di Ferrara, avrebbe chiosato quarant’anni dopo, nel 1960, l’epica vicenda degli scavi di Spina. Così, visto appunto il successo di pubblico, la mostra “Spina etrusca: un grande porto nel Mediterraneo” (vedi Ferrara. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra “Spina etrusca: un grande porto nel Mediterraneo”, culmine delle celebrazioni Spina100: racconta di una città costruita sull’acqua e votata alla navigazione per mare, potente centro dell’alto Adriatico in dialogo paritario con l’Atene di età classica | archeologiavocidalpassato), che rappresenta il culmine delle celebrazioni per il centenario della scoperta della città di Spina, vero spartiacque della archeologia etrusca, ad aprile 2023 era stata prorogata di quattro mesi, praticamente raddoppiando il tempo espositivo (Ferrara. Al museo Archeologico nazionale prorogata al 31 agosto la mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”. Il direttore Trocchi: “Un successo oltre le aspettative”. Il direttore regionale Musei Cozzolino: “Un atto dovuto, nonostante il grosso sforzo amministrativo”. Aperta una nuova sezione sui sequestri da scavi illegali | archeologiavocidalpassato).

ferrara_archeologico_mostra-spina-etrusca-finissage_locandinaMa ora siamo giunti al finissage della mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”: e per il 31 agosto 2023, ultimo giorno di apertura, la direzione regionale Musei dell’Emilia Romagna e il museo Archeologico nazionale di Ferrara ha organizzato un pomeriggio-sera speciale. La giornata verrà scandita da due visite guidate gratuite, a cura dei servizi educativi del museo, rispettivamente alle 17.15 e alle 17.30, prenotabili telefonando al numero 0532 66299. Al termine delle visite guidate il direttore del Museo, Tiziano Trocchi, inviterà il pubblico ad un brindisi e ad assistere allo spettacolo di danza etrusca organizzato dall’ associazione storica Herentas.

Questo video della direzione regionale Musei dell’Emilia-Romagna svela il backstage della mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” allestita al museo Archeologico nazionale di Ferrara, attraverso le interviste del direttore del Museo, Tiziano Trocchi, e di Elisabetta Govi, docente dell’università di Bologna.

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Ceramiche esposte nella mostra “Spina etrusca: un grande porto del Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-emilia-romagna)

“Il successo della mostra ha sorpassato le nostre aspettative”, aveva spiegato il direttore Tiziano Trocchi. “Per fornire alcune cifre di riferimento, nelle giornate di Pasqua e lunedì dell’Angelo gli ingressi al Museo sono aumentati del 51% e del 73% rispetto alle stesse giornate dell’anno scorso. Questo conferma non solo l’aspettato richiamo dell’iniziativa, ma anche e soprattutto il ruolo centrale di Palazzo Costabili come punto di aggregazione culturale della città di Ferrara, che intendiamo consolidare nei nostri futuri programmi”.  Soddisfatto anche il direttore regionale Musei Emilia-Romagna, Giorgio Cozzolino: “La proroga di più di quattro mesi ha richiesto uno sforzo amministrativo notevole, data l’eccezionalità e la quantità di prestiti, più di 250, e la varietà dei prestatori. Tuttavia è stato un atto dovuto, come omaggio alla grande accoglienza della città di Ferrara, che si conferma sito d’elezione per l’organizzazione di grandi mostre a livello nazionale ed internazionale”.

“Rituali funerari etruschi e romani alla scoperta delle necropoli delle antiche città di Spina, Kainua e Sassina”: tre appuntamenti tra Ferrara, Marzabotto e Sarsina

ferrara-marzabotto-sarsina_rituali-funerari-etruschi-e-romani_locandina“Rituali funerari etruschi e romani alla scoperta delle necropoli delle antiche città di Spina Kainua e Sassina”: tra luglio a settembre 2023 tre appuntamenti da non perdere per gli amanti dell’archeologia per scoprire alcuni dei più bei musei e aree archeologiche del mondo etrusco e romano della regione Emilia-Romagna, dal museo Archeologico nazionale di Ferrara, al museo nazionale Etrusco di Marzabotto fino al museo Archeologico nazionale di Sarsina. Il percorso, diviso in tre tappe, affronterà i rituali funerari etruschi e romani e sarà a cura di Federica Timossi, archeologa direttrice del museo Archeologico nazionale di Sarsina e responsabile delle collezioni del museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Le visite guidate daranno modo, al pubblico interessato, di approfondire attraverso le tracce archeologiche, i gesti e i riti che accompagnavano l’ultimo saluto nell’antichità. Domenica 9 luglio 2023, alle 15.30, museo Archeologico nazionale di Ferrara, visita guidata alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”; domenica 13 agosto 2023, alle 16.30, museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e area archeologica di Kainua (Bo), visita guidata all’area archeologica della città etrusca, con partenza dalla necropoli est domenica 24 settembre 2023, alle 16.30, museo Archeologico nazionale di Sarsina (FC), visita guidata al Museo che ospita i monumenti funerari e i reperti della necropoli della città romana di Sassina. Le visite guidate sono gratuite con pagamento del biglietto di ingresso al museo. Numero massimo di partecipanti a visita: 20 persone. Per la prenotazione contattare le biglietterie dei rispettivi musei: Ferrara 0532 66299, Marzabotto 051.932353, Sarsina 0547 94641. “Partendo dalla straordinaria mostra Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo allestita al museo Archeologico nazionale di Ferrara”, commenta Federica Timossi, “proporrò un percorso alla scoperta delle necropoli di queste tre città e di come venivano vissute dalle società antiche. Attraversando tre differenti realtà archeologiche, afferenti alla direzione regionale Musei Emilia-Romagna, partiremo dal mondo etrusco con i reperti rinvenuti a Spina e la necropoli est di Kainua fino ad approdare ai riti di età romana testimoniati dai monumenti dell’antica Sassina”.

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale prorogata al 31 agosto la mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”. Il direttore Trocchi: “Un successo oltre le aspettative”. Il direttore regionale Musei Cozzolino: “Un atto dovuto, nonostante il grosso sforzo amministrativo”. Aperta una nuova sezione sui sequestri da scavi illegali

ferrara_archeologico_mostra-spina-etrusca-prorogata_locandinaNon siete riusciti a vedere la grande mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Ferrara? Fate ancora in tempo. Domenica 23 aprile 2023, infatti, l’esposizione non chiuderà come previsto inizialmente. Dato il grande successo della mostra a Palazzo Costabili, il museo Archeologico nazionale di Ferrara e la Direzione regionale Musei Emilia-Romagna hanno annunciato la proroga al 31 agosto 2023. Questo evento di indubbio richiamo rappresenta il culmine delle celebrazioni per il centenario della scoperta della città di Spina, vero spartiacque della archeologia etrusca.

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Allestimento della mostra “Spina etrusca” al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-emilia-romagna)

“Il successo della mostra ha sorpassato le nostre aspettative”, spiega il direttore Tiziano Trocchi. “Per fornire alcune cifre di riferimento, nelle giornate di Pasqua e lunedì dell’Angelo gli ingressi al Museo sono aumentati del 51% e del 73% rispetto alle stesse giornate dell’anno scorso. Questo conferma non solo l’aspettato richiamo dell’iniziativa, ma anche e soprattutto il ruolo centrale di Palazzo Costabili come punto di aggregazione culturale della città di Ferrara, che intendiamo consolidare nei nostri futuri programmi”.  Soddisfatto anche il direttore regionale Musei Emilia-Romagna, Giorgio Cozzolino: “La proroga di più di quattro mesi ha richiesto uno sforzo amministrativo notevole, data l’eccezionalità e la quantità di prestiti, più di 250, e la varietà dei prestatori. Tuttavia è stato un atto dovuto, come omaggio alla grande accoglienza della città di Ferrara, che si conferma sito d’elezione per l’organizzazione di grandi mostre a livello nazionale ed internazionale”. Il percorso di visita si rinnoverà per includere anche una sezione sui sequestri da scavi illegali nell’area della necropoli. Altro fattore di indubbio richiamo sarà la prossima pubblicazione di un catalogo della mostra, che includerà firme importanti dell’archeologia etrusca e la cui presentazione al pubblico avverrà nel mese di maggio.

San Pietro in Casale (Bo). Al via le “Conferenze al Fabbroni”: tre incontri al museo Casa Fabbroni. Ecco il programma

san-pietro-al-casale_casa-fabbroni_ciclo-conferenze_locandinaAl museo Casa Frabboni in via Matteotti 169 di San Pietro in Casale (BO) al via “Conferenze al Frabboni”, ciclo di conferenze con introduzione di Valentina Di Stefano, funzionaria archeologa della Sabap-Bo. Ingresso gratuito. Info e prenotazioni: Servizio Musei, Unione Reno Galliera – tel. 0518904829 / musei@renogalliera.it.

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Concetta Caruso con il libro “101 Storie Svelate” (foto mnr)

Si inizia giovedì 23 marzo 2023, alle 20.30, con “Oltre le parole: (ri)dare vita alle iscrizioni del museo nazionale Romano”. Presentazione a cura di Carlotta Caruso del museo nazionale Romano. Dietro le poche parole incise sulla pietra si celano le vite di persone vissute molti secoli fa. Con l’idea di ricercare quelle vite e ricostruire le loro storie, il museo nazionale Romano ha ideato, a partire dal marzo 2020, durante i mesi di lockdown, la rubrica #StoriedaMNR. Il successo di queste storie, basate su un attento lavoro di ricostruzione mescolata a elementi immaginari, ha dimostrato come le epigrafi possano esercitare sul grande pubblico un fascino inatteso. Dalla rubrica social è nato oggi un libro, “101 Storie svelate”, pubblicato dal Servizio Educativo del museo nazionale Romano.

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Locandina della mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Ferrara dal 22 dicembre 2022 al 23 aprile 2023

Secondo appuntamento giovedì 30 marzo 2023, alle 20.30: “Spina etrusca, un grande porto del Mediterraneo – mostra al museo Archeologico nazionale di Ferrara dal 21.12.2022 al 23.04.2023”. Presentazione a cura di Tiziano Trocchi, direttore del Museo. L’incontro intende raccontare il ruolo di Spina quale nodo fondamentale nella rete di contatti e traffici che connettevano le principali città del Mediterraneo di età arcaica e classica, sottolineando l’eccezionalità del porto adriatico di Spina e mettendone in luce similarità e differenze con i grandi insediamenti etruschi del Tirreno e con la città gemellata di Cerveteri.

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Copertina del libro “Archeosocial 2.0” di Antonia Falcone

Terzo appuntamento venerdì 5 maggio 2023, alle 20.30: “Archeosocial 2.0” a cura dell’archeologa Antonia Falcone. Archeosocial è stato il primo volume interamente dedicato alla comunicazione social delle discipline archeologiche, scritto da archeologi per archeologi. La nuova edizione aggiornata con la curatela di Antonia Falcone è uno strumento agile e utile per muoversi in un mondo, quello delle piattaforme social, in costante movimento.

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale quarta visita guidata con Menotti Passarella alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”

ferrara_archeologico_mostra-spina-etrusca_quarta-visita-guidata_locandinaQuarta visita guidata alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Ferrara, che celebra i cent’anni della scoperta della città etrusca sorta sul delta del Po. La visita sarà effettuata da Menotti Passarella domenica 22 gennaio 2023. Incontro all’entrata del museo Archeologico nazionale di Ferrara, Palazzo Costabili, alle 14.50-15. Il termine della visita è previsto per le 17 circa. Costo della visita guidata 10 euro adulti, bambini fino a 10 anni gratuito, minorenni ridotto 5 euro. Chi fosse interessato contatti il 348.3963900 (anche Whatsapp e Telegram). La visita sarà effettuata con qualunque numero di partecipanti. Il biglietto per l’ingresso da fare al momento, costa 8 euro, e consentirà l’accesso al museo Archeologico nazionale di Ferrara, alla mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” e al museo nazionale Etrusco di Marzabotto.

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Preziose ceramiche a figure rosse dagli scavi di Spina (foto drm-emilia-romagna)

La mostra racconta di una città costruita sull’acqua e votata alla navigazione per mare, potente centro dell’alto Adriatico in dialogo paritario con l’Atene di età classica, porto dalla strategia aggressiva a controllo delle rotte verso occidente. Come il tragitto per mare dal Pireo fino al Delta del Po, su imbarcazioni percorse da marinai, cariche di contenitori di vino e profumi, ricche di raffigurazioni mitiche ben note agli Etruschi: così comincia il percorso espositivo, accompagnato dalle narrazioni mitologiche che ambientavano qui, alla foce dell’Eridano (antico nome del fiume Po), le tristi vicende di Fetonte e di Icaro, degli eroi greci civilizzatori per antonomasia, Diomede ed Eracle. Gli spineti si facevano seppellire con ricchi corredi di materiali ceramici e bronzei di provenienza eterogenea, che evocavano analoghe scelte nel rituale condivise con le élites aristocratiche degli altri grandi centri etruschi della Penisola. È una rete complessa di echi, di rimandi, somiglianze ed evocazioni quelle che si dipana tra gli oggetti delle tombe da Spina e da Pisa, Adria o Cerveteri. Due mari, Tirreno e Adriatico, due porti, e lo stesso privilegio: come ci tramandano Dionigi e Strabone, entrambe le città etrusche di Spina e Pyrgi (Cerveteri), a cui la mostra dedica un’intera sezione, ebbero l’onore di costruire un donario nel santuario panellenico di Delfi. Sono esposti, tra gli altri, materiali provenienti dal Metropolitan Museum di New York.

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale terza visita guidata con Menotti Passarella alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”

ferrara_archeologico_mostra-spina-etrusca_terza-visita-guidata_locandinaTerza visita guidata alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, che celebra i cent’anni della scoperta della città etrusca sorta sul delta del Po. Appuntamento sabato 14 gennaio 2023 con Menotti Passarella all’entrata del museo Archeologico nazionale di Ferrara, Palazzo Costabili, alle 14.50-15. Il termine della visita è previsto per le 17: Costo della visita guidata 10 Euro adulti, bambini fino a 10 anni gratuito, minorenni ridotto 5 euro. Chi fosse interessato contatti il 348.3963900 (anche Whatsapp e Telegram). La visita sarà effettuata con qualunque numero di partecipanti. Il biglietto per l’ingresso da fare al momento, costa 8 euro, e consentirà l’accesso al museo nazionale di Ferrara, alla mostra “Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo” e al museo nazionale Etrusco di Marzabotto.

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Ceramiche esposte nella mostra “Spina etrusca: un grande porto del Mediterraneo” al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-emilia-romagna)

La mostra racconta di una città costruita sull’acqua e votata alla navigazione per mare, potente centro dell’alto Adriatico in dialogo paritario con l’Atene di età classica, porto dalla strategia aggressiva a controllo delle rotte verso occidente (vedi Ferrara. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra “Spina etrusca: un grande porto nel Mediterraneo”, culmine delle celebrazioni Spina100: racconta di una città costruita sull’acqua e votata alla navigazione per mare, potente centro dell’alto Adriatico in dialogo paritario con l’Atene di età classica | archeologiavocidalpassato). Come il tragitto per mare dal Pireo fino al Delta del Po, su imbarcazioni percorse da marinai, cariche di contenitori di vino e profumi, ricche di raffigurazioni mitiche ben note agli Etruschi: così comincia il percorso espositivo, accompagnato dalle narrazioni mitologiche che ambientavano qui, alla foce dell’Eridano (antico nome del fiume Po), le tristi vicende di Fetonte e di Icaro, degli eroi greci civilizzatori per antonomasia, Diomede ed Eracle. Gli spineti si facevano seppellire con ricchi corredi di materiali ceramici e bronzei di provenienza eterogenea, che evocavano analoghe scelte nel rituale condivise con le élites aristocratiche degli altri grandi centri etruschi della Penisola. È una rete complessa di echi, di rimandi, somiglianze ed evocazioni quelle che si dipana tra gli oggetti delle tombe da Spina e da Pisa, Adria o Cerveteri. Due mari, Tirreno e Adriatico, due porti, e lo stesso privilegio: come ci tramandano Dionigi e Strabone, entrambe le città etrusche di Spina e Pyrgi (Cerveteri), a cui la mostra dedica un’intera sezione, ebbero l’onore di costruire un donario nel santuario panellenico di Delfi. Sono esposti, tra gli altri, materiali provenienti dal Metropolitan Museum di New York.