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Venezia. I preziosi reperti (oltre 700) sono arrivati a Palazzo Ducale per la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. La inaugura il ministro Giuli. La curatrice Squarcina anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” importanza, caratteristiche e obiettivi della mostra

La testa di Leucotea da Pyrgi pronta per partire per Venezia dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Ultimi controlli al museo Archeologico nazionale di Adria prima della partenza dei reperti per Venezia (foto drm-ven)

Al museo Archeologico nazionale di Ferrara imballaggio di un cratere da Spina con destinazione Venezia (foto drm-er)

La bella testa femminile di Leucotea, la dea bianca del mare, la divinità dell’Aurora e della fertilità, che doveva far parte di un rilievo più grande che decorava la facciata del tempio A del santuario di Pyrgi (Santa Severa), antico porto di Caere (Cerveteri), ha lasciato la “sua casa”, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con destinazione Venezia. Ma anche bronzetti, l’Eracle di Contarina, l’Apoteosi di Eracle, sono usciti dal museo Archeologico nazionale di Adria per raggiungere il palazzo dei Dogi. Dove sono arrivati anche vasi e reperti da Spina conservati al museo Archeologico nazionale di Ferrara. Sono solo alcuni esempi dei reperti archeologici di straordinario valore, molti provenienti da scavi recenti, concessi in prestito da prestigiose istituzioni museali italiane, che si potranno ammirare nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, a cura di Chiara Squarcina, Margherita Tirelli in collaborazione con Fondazione Luigi Rovati con il patrocinio dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e italici, ospitata a Palazzo Ducale di Venezia dal 6 marzo al 29 settembre 2026: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l’acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario. Il percorso espositivo accompagna il pubblico dai grandi santuari etruschi costieri e termali – da Pyrgi a San Casciano dei Bagni – ai porti adriatici di Adria e Spina, fino ai principali luoghi sacri del Veneto antico, come Montegrotto, Lagole, Este e Altino, documentando pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il progetto si configura come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, capace di coniugare rigore scientifico, divulgazione e innovazione, concludendo con l’installazione We are bodies of water, realizzata da Fondazione Bonotto con la collaborazione scientifica del museo di Storia naturale di Venezia, dedicata al fragile ecosistema lagunare veneziano.

Dopo la presentazione a gennaio a Roma, al ministero della Cultura (vedi Venezia. A Palazzo Ducale la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Margherita Tirelli e Chiara Squarcina. Presentazione ufficiale al ministero della Cultura a Roma | archeologiavocidalpassato), giovedì 5 marzo 2026, inaugurazione della mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari: alle 12, nella Sala dello Scrutinio, a Palazzo Ducale: Intervengono Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia; Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati; Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia e curatrice dell’esposizione; Margherita Tirelli, curatrice dell’esposizione. Conclusioni di Alessandro Giuli, ministro della Cultura.

Proprio Chiara Squarcina spiega ad archeologiavocidalpassato.com l’importanza di questa mostra che esplora il ruolo fondamentale dell’acqua nelle pratiche religiose e nella vita sociale di Etruschi e Veneti nel I millennio a.C.

“Questa mostra – spiega Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è particolarmente interessante non solo per gli oltre 700 reperti – ricordo che saranno presentati 58 reperti provenienti dagli scavi di San Casciano dei Bagni non ancora visitabili quindi un nucleo completamente inedito -, ma soprattutto perché il percorso racconterà i vari siti legati al culto dell’acqua, come Pyrgi, Spina, Montegrotto Terme, Lagole, Altino, dove noi avremmo questa volontà di accogliere il visitatore e portarlo alla conoscenza del mondo etrusco, del mondo veneto antico, attraverso l’acqua. E non ultimo, la motivazione è che la grande sfida sarà questo arazzo che proviene dalla Fondazione Luigi Bonotto, un arazzo inedito, realizzato per la mostra, che vuole creare questa connessione e sottolineare il mondo archeologico. Il passato è qualcosa di vivo, è una grande eredità, un’importante testimonianza, una memoria che dobbiamo mantenere viva con rispetto e attenzione”.

“Questa mostra – sottolinea Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è molto importante perché per la prima volta pone in dialogo due civiltà, la civiltà etrusca e la civiltà veneto antica. Questo ci permette di sviluppare, ma soprattutto condividere quali connessioni esistevano. E la partenza sono proprio i santuari legati al culto dell’acqua. Quindi l’acqua è questa grande fibra ottica dove corrono condivisioni, riflessioni, e soprattutto anche contradditori, tra la civiltà etrusca e la civiltà dei Veneti antichi”.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale visita accompagnata “Alla scoperta di Adria antica. Il percorso sulle Olimpiadi nell’antichità al MAN Adria”

Sabato 21 febbraio 2026, alle 15 e alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) visita accompagnata “Alla scoperta di Adria antica. Il percorso sulle Olimpiadi nell’antichità al MAN Adria”. Il terzo sabato di ogni mese, il personale del museo accompagna i partecipanti nella visita delle sale. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Info e prenotazioni 0426 21612 o drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

 

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale nuovo percorso tematico in concomitanza con le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: “In armonia con l’inverno: natura, sport e salute”, alla scoperta dei reperti più “sportivi” della collezione adriese

“In armonia con l’inverno: natura, sport e salute”: nuovo percorso tematico tra le vetrine del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) dal 25 gennaio al 22 febbraio 2026, in concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Il museo propone un’avventura all’insegna dell’antico, della storia dello sport e dei valori olimpici. È proprio il logo dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 a guidare i visitatori alla scoperta dei reperti più “sportivi” della collezione adriese, raccontando le Olimpiadi antiche attraverso le eleganti raffigurazioni di atleti nella ceramica greca, la celebre testimonianza della Tomba della Biga, gli oggetti e le suppellettili utili alla cura del corpo. Non rimane che andare alla caccia dei talloncini identificativi sparsi tra le vetrine.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale visita accompagnata “Alla scoperta di Adria Antica”

Sabato 17 gennaio 2026, alle 15 e alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) visita accompagnata “Alla scoperta di Adria Antica”: appuntamento per il terzo sabato di ogni mese con il personale del museo che accompagna i partecipanti nella visita delle sale. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Info e prenotazioni: 0426 21612 o drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale la conferenza di Sandra Bedetti “I luoghi del primo Cristianesimo ad Adria” in collaborazione con il Gruppo Archeologico “F.A. Bocchi”

Sabato 13 dicembre 2025, alle 16.30, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), la conferenza “I luoghi del primo Cristianesimo ad Adria” a cura di Sandra Bedetti, in collaborazione con il Gruppo Archeologico “F.A. Bocchi” di Adria. Ingresso gratuito su prenotazione. Info e prenotazioni: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it. “Sarà un aggiornamento su un tema più volte dibattuto ma sempre ricco di nuovi spunti – anticipa Sandra Bedetti – che fa da ponte tra archeologia e storia antica con il medioevo. Un tema che da marzo di quest’anno ha trovato nuova espressione nel rinnovato museo Diocesano della Cattedrale di Adria”.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova con Scatola Cultura. Ecco il programma

Una nuova risorsa digitale per un turismo culturale sostenibile e di comunità nel territorio rodigino. È la piattaforma Patricom che sarà presentata domenica 16 novembre 2025, alle 16.30, in sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria, in via Badini 59 ad Adria (Ro), nell’ambito del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in partenariato con l’impresa culturale Scatola Cultura. Il programma: I LUOGHI DEL CINEMA NEL POLESINE, nuove narrazioni per un turismo sostenibile. Presentazione pubblica dei testi e delle videointerviste sul cinema del Polesine realizzati nell’ambito della ricerca. A cura di Giulia Lavarone, Farah Polato e Martina Nisticò, con la collaborazione del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria. ARCHEOVENETO, il portale per conoscere l’archeologia nel Veneto. Presentazione pubblica del portale web dedicato al patrimonio archeologico regionale, con particolare riferimento alla provincia di Rovigo. A cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto e Vittoria Scaroni, con la collaborazione della Regione del Veneto, la direzione regionale Musei nazionali del Veneto e le soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio con sede a Padova Verona e Venezia. Interverrà all’incontro Stefania Paiola, in rappresentanza dell’impresa culturale Scatola Cultura. Alle 18 verrà offerto un piccolo rinfresco a tutti i presenti. Sono invitati a partecipare tutti gli interessati.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale visita guidata “Alla scoperta di Adria antica”

Sabato 15 novembre 2025, alle 15 e alle 17. Visita guidata “Alla scoperta di Adria antica” a cura dello staff del museo. Evento ricorrente ogni terzo sabato del mese. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Prenotazione: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale apre il percorso tematico “All’ombra degli dei” alla scoperta della religione antica attraverso i reperti legati al culto e alla ritualità

Da sabato 25 ottobre 2025 a giovedì 15 gennaio 2026 il museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) è arricchito da “All’ombra degli dei”, un percorso tematico a tappe, a cura dello staff del Museo, che guida i visitatori nella religione antica attraverso i reperti legati al culto e alla ritualità. Sabato 25 ottobre 2025, alle 15, visita guidata al percorso “All’ombra degli dei”,  a cura dello staff del Museo. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Prenotazione: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Esclusivo. Su un calice etrusco esposto al museo Archeologico nazionale di Adria raffigurata una nave che va incontro a un mostro marino. La direttrice Facchi: “Ecco il significato di questo eccezionale oggetto votivo”

Museo Archeologico nazionale di Adria: vetrina con al centro il calice etrusco in bucchero con nave e mostro graffiti (foto graziano tavan)

Al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), al secondo piano, al centro di una vetrina dedicata a Ceramica e iscrizioni etrusche ad Adria campeggia una coppa rovesciata. Si tratta di un calice etrusco in bucchero nero-grigio (inizi V sec. a.C.), parte della Collezione Bocchi (scavi in via San Francesco e in via Ex Riformati), che è esposto capovolto. E non è un errore.Questa scelta espositiva focalizza il “nuovo” utilizzo del calice diventato un oggetto votivo che ha molto da raccontare, come assicura Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria. Ed è proprio lei a illustrare ad archeologiavocidalpassato.com il significato di questo oggetto che presenta, graffita, la raffigurazione di una nave etrusca e, in posizione opposta, di un mostro marino.

Museo Archeologico nazionale di Adria: dettaglio della nave etrusco graffita su calice etrusco in bucchero (foto graziano tavan)

Museo Archeologico nazionale di Adria: dettaglio del mostro marino graffito su calice etrusco in bucchero (foto graziano tavan)

“Questo è un calice in bucchero di inizi del V secolo – spiega Alberta Facchi – che solitamente veniva utilizzato da questa parte, quindi la sua collocazione naturale è questa, ma è diventato un oggetto votivo. È stato rovesciato, probabilmente conteneva delle offerte che sono state donate agli dei Inferi, ed è stata graffita una scena. È stata graffita la linea del mare lungo tutta la circonferenza della coppa del calice. È stata poi graffita una nave. Una nave che si riconosce molto bene con le vele spiegate, anche le sartie, con i due timoni, due remi che servivano a poppa per direzionare la nave. E con due file di remi. Quindi proprio una nave etrusca, una nave che “aiutava” la vela con i remi. Questa nave sta andando in questa direzione. E, seguendo la linea del mare, dalla parte opposta cosa c’è? C’è un mostro marino. Cioè c’è un essere al di sotto della linea del mare, un essere anguiforme con la coda bicaudata, e con le fauci aperte, con la bocca aperta. Si può forse leggere questa scena proprio come una raffigurazione di una nave che inconsapevolmente sta andando incontro a un mostro. Può essere un dono votivo di ringraziamento per uno scampato pericolo del mare, o può essere un dono per ingraziarsi gli dei per un viaggio in mare che si dovrà fare. Ad ogni modo è particolarmente toccante perché simboleggia le paure dei marinai nell’affrontare lunghi viaggi nel mare”.

Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi al via “Padusa incontri” promossi dal CPSSAE su “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”. Ecco il programma

Quattro conferenze dedicate a “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”: sono il programma di “PADUSA INCONTRI”, ciclo di conferenze per la valorizzazione del patrimonio dei beni archeologici, storici ed etnografici polesani, proposto dal CPSSAE per l’anno 2025. Appuntamento in Sala Flumina del museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, alle 16, sabato 4 ottobre, sabato 18 ottbre, sabato 15 novembre e venerdì 21 novembre 2025. Il tema di quest’anno sono dunque i fiumi e le vie d’acqua, visti come vettori e connettori attraverso i quali le comunità entravano in relazione con persone, beni materiali e idee anche di provenienze estremamente lontane. Gli incontri, realizzati in collaborazione con il Comune di Rovigo – Museo dei Grandi Fiumi, l’Accademia dei Concordi di Rovigo, e Aqua. Ambiente Cultura Turismo, saranno introdotti e moderati dai soci del CPSSAE Paolo Bellintani, Sandra Bedetti, Alessandra Marcante e dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, Alberta Facchi.

Primo appuntamento sabato 4 ottobre 2025: “Acque e terre emerse nel Polesine medievale” con Raffaele Peretto, già direttore del museo dei Grandi Fiumi, e Giorgio Osti, sociologo UniPD. Dal passato più prossimo e da Rovigo, dove sembra essersi persa la memoria del rapporto città/fiume che invece caratterizzò l’origine del capoluogo polesano.

Secondo appuntamento sabato 18 ottobre 2025: “Un fiume di soldi. Monete e traffici in età antica lungo il Po” con Andrea Stella (numismatico – UniPD) e da Raffaele Peretto (CPSSAE). Lungo vie d’acqua viaggiarono soldi (e soldati) in età romana. La monetazione è una fonte documentaria che ci parla non solo di scambi commerciali ma anche della mobilità delle persone da un capo all’altro dell’impero.

Terzo appuntamento sabato 15 novembre 2025: “Dal Nilo al Po: le origini del vetro in Europa” con Paolo Bellintani (archeologo – CPSSAE) e Ivana Angelini (archeometrista – UniPD). in occasione del Festival “Sulle vie dell’ambra 2025 – ambra e vetro trasparenze erranti”, sposteranno l’attenzione sulla tematica del vetro: dall’Egitto, una delle regioni originarie di questa piro-tecnologia, all’antico delta del Po, in particolare a Frattesina, dove ebbe avvio la prima manifattura vetraria d’Europa.

A conclusione del ciclo, venerdì 21 novembre 2025: “Insediamenti navigazione e portualità lungo l’arco alto Adriatico prima della romanizzazione” con Silvia Paltineri (archeologa – UniPD) e Giovanna Gambacurta (archeologa – UniVE) parleranno di navigabilità e delta padano al tempo di Adria etrusca.