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“Alla scoperta del patrimonio calabrese: musei e parchi archeologici”, ciclo di incontri a Capo Colonna

Il parco archeologico di Capo Colonna a Crotone

Gregorio Aversa, direttore del museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna

Agosto dedicato alla scoperta dei musei e dei parchi archeologici calabresi. Dal 1° al 22 agosto 2017 al museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), diretto da Gregorio Aversa, che per l’occasione rimarrà aperto al pubblico fino alle 23, si terrà il ciclo di incontri “Alla scoperta del patrimonio calabrese: musei e parchi archeologici”, promossi dal museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna in collaborazione con il comune di Crotone. L’iniziativa nasce dalla volontà di presentare e valorizzare alcuni tra i vari presidi archeologici della Calabria che conservano resti di grande valore forse non ancora abbastanza conosciuti. Parteciperanno a questa importante proposta mirata alla conoscenza e alla promozione dei tanti tesori che contraddistinguono la Calabria alcuni esperti del settore. Ecco il ricco programma. 1° agosto 2017, ore 18.30: incontro con Adele Bonofiglio, direttore del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, del museo Archeologico nazionale di Amendolara e del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia. 8 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Maria Cerzoso, direttore del museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. 18 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Fabrizio Mollo, curatore scientifico e allestimento del museo di Blanda di Tortora e curatore allestimento del museo dei Brettii e del Mare di Cetraro. 22 agosto 2017, ore 18.30: incontro con Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, del  Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, del museo e parco Archeologico “Archeoderi” di Bova Marina e del museo Archeologico di Metauros di Gioia Tauro.

Festa dei Musei. Il Polo Museale della Calabria propone “Musei in Contes(x)t: raccontare l’indicibile

Il logo dell’iniziativa del Polo museale della Calabria per la Festa dei Musei

Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, aderisce alla Festa dei Musei con una ricca programmazione che coinvolge le sedi presenti nel territorio calabrese. Le iniziative, promosse di concerto dal direttore del Polo e dai direttori dei musei, si terranno sabato 20 e domenica 21 maggio 2017 e verteranno sul tema Musei in Contes[x]t: raccontare l’indicibile. Ecco il programma.

La sede del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia

Museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia  (Vibo Valentia): Festa e notte dei Musei 2017. Sabato 20 maggio 2017, alle 19, al Castello Normanno Svevo concerto del conservatorio di musica “F.Torrefranca” di Vibo Valentia: diretti dal maestro Antonio La Torre si esibiscono il Quartetto hermoso composto da Domenica Franzè (violino); Lorenzo Albanese (fisarmonica); Matteo Milanese (contrabbasso); Gianluca Cusaco (percussioni); e il Quintetto di fisarmoniche costituito da Luca Colantonio (1 fisarmonica); Lorenzo Albanese (2 fisarmonica); Gianni Gagliardi (3 fisarmonica); Antonio Saulo (4 fisarmonica); Giuseppe Gualtieri (5 fisarmonica) con la partecipazione in qualità di solisti del soprano Angela Romeo e del tenore Saverio Alessio diretti. Sabato 20 e domenica 21 maggio 2017, l’associazione artistico-culturale “Nove Art”  di Vibo Valentia partecipa all’evento della festa dei Musei con una Mostra Collettiva d’arte, per valorizzare l’arte in tutte le sue forme e, allo stesso tempo, promuovere  gli artisti locali, in una versione culturale strategica che vuole l’arte al servizio del territorio. Arte e territorio, per stimolare la partecipazione e contribuire allo sviluppo culturale della città. Espongono: Amalia Alia, Giuseppe Barillaro,  Francesca Buffone, Italo Cosenza,  Saverio Di Francia, Tonino Denami, Loredana Elia, Lena Emanuele, Celeste Fortuna, Domenico Garrì, Antonino Gaudioso, Antonio Giannini, Beniamino Giannini, Giuseppe Giannini, Paola Ecoart Siciliano, Patrizia Tamburro, Antonio Tambuscio, Grazia Varone.

Museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium (Roccelletta di Borgia, Catanzaro): domenica 21 maggio 2017, alle 17.30, conferenza/incontro su “Lievito Madre – Il fermento del pane” da un reportage di Andrea Imbrauglio. Partecipano: Gregorio Aversa: direttore Parco Archeologico Scolacium; Andrea Imbrauglio, autore del progetto.

Museo nazionale Archeologico della Sibaritide (Cassano all’Ionio, Cosenza): sabato 20 maggio 2017, visite guidate con apertura straordinaria dalle 20 alle 23. Domenica 21 maggio 2017, visite guidate. Alle 17.30, al museo Archeologico, concerto del conservatorio di musica “F.Torrefranca” di Vibo Valentia diretto dal maestro Antonio La Torre con il Quartetto hermoso composto da Domenica Franzè (violino); Lorenzo Albanese (fisarmonica); Matteo Milanese (contrabbasso); Gianluca Cusaco (percussioni); e con il Quintetto di fisarmoniche costituito da Luca Colantonio (1 fisarmonica); Lorenzo Albanese (2 fisarmonica); Gianni Gagliardi (3 fisarmonica); Antonio Saulo (4 fisarmonica); Giuseppe Gualtieri (5 fisarmonica) con la partecipazione in qualità di solisti del soprano Angela Romeo e del tenore Saverio Alessio diretti. Alle 17, al parco archeologico, Caccia al tesoro di Smindiride di Sibari.

Il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon a Monasterace

Museo Archeologico e parco archeologico dell’antica Kaulon (Monasterace, Reggio Calabria): sabato 20 maggio 2017, dalle 9 alle 12, “Didattica al museo: il reperto archeologico dal positivo al negativo” a cura dei Servizi educativi del museo Archeologico di Kaulon; dalle 20 alle 23, visite guidate al museo Archeologico.

Museo Archeologico nazionale di Crotone (Crotone): sabato 20 maggio 2017, dalle 9.30 alle 13, laboratori e didattica per bambini; dalle 17 alle 20, incontro col direttore del museo Gregorio Aversa e visite guidate. Domenica 21 maggio 2017, dalle 9 alle 19.30, apertura ordinaria.

Museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone): sabato 20 maggio 2017, dalle 9 alle 20, apertura ordinaria; dalle 20 alle 23, apertura straordinaria serale. Domenica 21 maggio 2017, dalle 9 alle 19, apertura ordinaria.

Museo Archeologico Lametino (Lamezia Terme, Catanzaro): sabato 20 maggio 2017, dalle 9 alle 13, apertura ordinaria; dalle 19 alle 23, apertura straordinaria.

Magna Grecia. Già migliaia di visitatori a soli tre mesi dalla riapertura del parco archeologico di Sibari danneggiato nel gennaio 2013 dall’esondazione del fiume Crati. Spesi 18 milioni per pulire, riqualificare e valorizzare l’intera area. I reperti al museo Archeologico nazionale della Sibaritide

Il parco archeologico di Sibari riaperto dopo 1500 giorni di lavori per i danni causati dall’esondazione del fiume Crati

Gli sforzi sono stati premiati. A tre mesi dalla riapertura, sono oltre 3mila i visitatori del museo Archeologico nazionale della Sibaritide e dell’area archeologica del Parco del Cavallo. Un successo di attenzione e interesse dopo più di 1500 giorni di chiusura, dall’ormai lontano 18 gennaio 2013, a causa dell’esondazione del fiume Crati. L’area è stata rimessa a nuovo e ha potuto riguadagnare l’antico splendore con in più nuovi tesori riemersi durante l’esecuzione di lavori per 18 milioni di euro. “Tanti visitatori anche al momento si tratta di numeri in gran parte legati al turismo scolastico calabrese e delle regioni limitrofe e non al turismo culturale proveniente da fuori regione o dall’estero”, spiega la direttrice Adele Bonofiglio. “Ma già i ponti di aprile e maggio hanno segnato un ulteriore forte incremento di visitatori, con presenze di croceristi e di numerose associazioni”.

Sommerso da acqua stagnante e fango: così appariva il parco archeologico di Sibari dopo l’esondazione del Crati nel gennaio 2013

Chiara Braga sul sito archeologico di Sibari

Mosaico del Parco archeologico di Sibari, ripulito dal fango dell’esondazione del 2013

Era – come detto – il gennaio 2013 quando il sito di Sibari, nel Cosentino, fu danneggiato dell’esondazione del fiume Crati. Le campagne di scavi che si sono succedute nel corso degli anni hanno portato alla luce reperti riferibili alle tre città sorte in quei luoghi. Sybaris, antica polis magno greca, realizzata nel 720 a.C. e distrutta nel 510 a.C. dai crotoniani; Thurii, fondata nel 443 a.C. dai sibariti che, dopo la distruzione di Sybaris, non si erano dispersi, e infine, nel 194 a.C., sullo stesso sito dove erano state edificate Sybaris e Thurii, la città romana di Copia. Nei mesi successivi l’esondazione del Crati erano stati compiuti notevoli sforzi per fare defluire l’acqua che si era accumulata. Ma un anno dopo la Procura della Repubblica di Castrovillari emise 40 avvisi di proroga delle indagini. I reati ipotizzati a carico degli indagati sono stati omissione di atti d’ufficio, danneggiamento colposo, invasione di terreni, danneggiamento di beni culturali e realizzazione di opere in assenza di autorizzazione. Intanto nel febbraio 2014, visitando l’area archeologica ancora coperta dal fango, Chiara Braga, responsabile Ambiente del Pd, rinnovò l’impegno in un accorato appello: “I beni culturali e archeologici rappresentano una delle maggiori ricchezze del nostro Paese e perciò devono essere tutelati e salvaguardati. Lavoreremo insieme a chi oggi ha la responsabilità dei ministeri competenti per dare delle risposte immediate a quest’area che ha bisogno di recuperare una delle sue bellezze più importanti che è un pezzo della propria storia, ma anche del proprio futuro perché investendo sulla cultura e su questa ricchezza archeologica e storica si può creare davvero un’occasione di sviluppo e di attrazione turistica per questo territorio”. Ma Braga sottolineava anche che “non è necessario solo rimettere in funzione e rendere agibile di nuovo quest’area archeologica, ma anche evitare che nuovi eventi meteorologici o intense piogge facciano finire sott’acqua un’altra volta queste realtà. Perciò la prevenzione, la manutenzione, la pulizia degli argini dei fiumi, la sicurezza del nostro territorio rappresentano un impegno prioritario che come partito sosteremo e che crediamo debba stare nel Patto di Governo 2014”. Ma in quel mese cadde il governo Letta e nacque il governo Renzi con Franceschini al dicastero dei Beni culturali.  Così in aprile i parlamentari del Pd Andrea Marcucci, Rosa Maria Di Giorgi e Vincenzo Cuomo, rispettivamente presidente e componenti della commissione Cultura a Palazzo Madama, spronano nuovamente il Governo perché “mantenga gli impegni presi sul parco archeologico di Sibari”: “Nei mesi scorsi la commissione Istruzione pubblica, Beni culturali del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il governo a garantire che il Parco archeologico di Sibari possa tornare al più presto alle condizioni precedenti all’alluvione del gennaio 2013 che ha colpito l’intera area causando ingenti danni e disagi. A seguito dell’esondazione del fiume Crati sono stati stanziati 5 milioni di euro (4 milioni di euro dal Commissario straordinario per il rischio idrogeologico e 1 milione di euro dalla Provincia di Cosenza) per la sistemazione idraulica, che, tuttavia, interesserà solo un tratto molto limitato del corso del fiume. Inoltre, il Mibact ha stanziato 300mila euro per superare l’emergenza, aspirando lo strato superficiale di fango e ristabilendo la fruibilità del sito. Secondo il soprintendente regionale sono tuttavia necessari ulteriori interventi e stanziamenti per circa 5 milioni di euro (aggiuntivi rispetto ai 2 milioni stanziati per gli interventi post alluvione) per di rimuovere il fango essiccato che ha coperto l’intero sito, ripristinando almeno lo stato precedente all’alluvione”.

Fango tra le vestigia del parco archeologico di Sibari

Mario Caligiuri, assessore regionale

Nel novembre 2014 una nuova alluvione, ma per fortuna, come poté constatare in un immediato sopralluogo agli scavi del parco archeologico di Sibari e al museo della Sibaritide l’assessore regionale alla Cultura della Calabria, Mario Caligiuri, il maltempo non ha causato particolari disagi. Intanto si torna a parlare di finanziamenti: “Cosi fondi disponibili si è avviata una ulteriore rimozione del fango nelle parti ancora interessate, che si prevede possa essere conclusa entro l’autunno del 2015”, spiegò Caligiuri. “Inoltre, stanno per partire altri interventi, tra i quali la ristrutturazione dei locali dell’accoglienza e la messa in sicurezza dell’argine del fiume, quest’ultimo da parte della provincia di Cosenza. Anche per il museo nazionale di Sibari i lavori sono iniziati, sia per quanto riguarda un consistente ampliamento che l’installazione dei pannelli solari con il rifacimento del tetto. Sono anche stati consegnati i lavori per i nuovi depositi dei reperto archeologici. L’importo complessivo delle opere finanziate è di 18 milioni di euro, tutte appaltate. Di queste già consegnate oltre 7 milioni di euro e da consegnare circa 10 milioni di euro lordi. Inoltre a queste cifre va aggiunto anche l’intervento sull’efficientamento energetico di 1 milione e seicentomila euro, i cui lavori, come detto, sono già in corso”.

Veduta d’insieme del parco archeologico di Sibari

Autorità all’inaugurazione del parco archeologico di Sibari

E si arriva al febbraio 2017: a 4 anni dall’alluvione che sommerse l’area, il Parco archeologico di Sibari torna fruibile dopo una serie di lavori – costati 18 milioni  – per pulire, riqualificare e valorizzare l’intera area – con reperti di età romana e magnogreca – e il museo Archeologico nazionale della Sibaritide. “Sono molto orgogliosa della restituzione di questo importantissimo sito”, il commento del sottosegretario al Mibact, Dorina Bianchi. “È un sito unico di cui usufruiranno turisti non solo calabresi ma provenienti dall’Italia e dal mondo. La cultura, insieme al turismo, può creare un solido sviluppo non solo culturale ma soprattutto economico. Ed è questo quello su cui il Mibac sta puntando”. E il presidente della Regione Mario Oliverio: “Qui c’è un patrimonio culturale che merita di essere valorizzato perché la nostra terra, attraverso realtà che hanno una proiezione internazionale, può diventare più attrattiva”. Conosciamo allora un po’ meglio il parco archeologico di Sibari, in provincia di Cosenza, il sito di una delle più ricche e importanti città greche della Magna Grecia, i cui reperti sono conservati nel museo Archeologico nazionale della Sibaritide. Nella zona del “Parco del Cavallo” restano alcuni tra i resti più significativi, risalenti all’età romana. Si tratta di un quartiere organizzato in due grandi plateiai e un teatro. Nelle zone “Prolungamento Strada” e “Casa Bianca” si trovano altre sezioni. “Casa Bianca” in particolare ha una zona edificata del IV secolo a.C., con una torre circolare. Stombi infine mostra una zona urbana a insediamento misto, solo in parte riedificata dopo il 510 a.C., con alcune fondazioni di età arcaica, tra le quali un edificio, pozzi e fornaci.

Alla scoperta dei Brettii, antico popolo italico che popolò la Calabria dal IV sec. a.C.: incontro al museo della nazionale Archeologico della Sibaritide

La mappa degli insediamenti dei Brettii in Calabria (museo dei Brettii e degli Enotri, Cosenza)

A parlare dei Brettii, un popolo italico noto anche come Bruttii o Bruzi, sono alcuni storici antichi come Strabone, Diodoro Siculo e Giustino. Ricordano che i Brettii comparvero in Calabria intorno alla seconda metà del IV sec. a.C. espandendosi nella terra degli Enotri ai danni delle colonie greche della costa. Pare che essi fossero dei servi-pastori dei Lucani da cui si separarono in seguito ad una ribellione e, dedicatisi dapprima al brigantaggio e alle scorrerie, successivamente si riunirono in una Confederazione che elesse come capitale (metròpolis) Cosenza (circa 356 a.C.). Nonostante vari tentativi di resistenza all’espansione romana in Italia meridionale, che li videro anche alleati dei Cartaginesi durante la seconda guerra punica (219-202 a.C.), non ebbero la capacità di opporsi alla conquista definitiva del Bruzio (fine del III sec. a.C.).

Una sala del museo nazionale Archeologico della Sibaritide

Al tema “I Brettii: storia, cultura, evidenze archeologiche” è dedicato l’incontro di sabato 1° aprile 2017, alle 17, a Cassano allo Ionio (Cosenza), nella sala convegni del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio. All’iniziativa, indetta dalla Società Italiana per la Protezione dei Beni culturali (Sipbc onlus) sezione Calabria “Luigi De Luca” con il patrocinio della Deputazione di Storia patria per la Calabria e la collaborazione del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, parteciperanno: Adele Bonofiglio, direttore museo nazionale Archeologico della Sibaritide, che relazionerà su “Note sul percorso espositivo del Museo Archeologico di Sibari”; Carmine Gesualdo, comandante Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Cosenza; Franco Liguori, presidente Sipbc onlus Calabria; Gian Piero Givigliano, docente università della Calabria, “Identità e vicende storiche dei Brettii attraverso le fonti letterarie”; Armando Taliano Grasso, docente università della Calabria, “Città fortificate brettie tra Thuri e Kroton”; Maria Cerzoso, direttore museo dei Brettii e degli Enotri, “Cosenza, metropoli dei Brettii”.

I parchi archeologici e i musei del Polo della Calabria, da Sibari a Capo Colonna, da Scolacium a Kaulonia, da Locri a Vibo Valentia, protagonisti con uno stand e un incontro a Tourisma 2017

Lo stand del Polo museale della Calabria a Tourisma 2017

Lo stand del Polo museale della Calabria a Tourisma 2017

Il parco archeologico di Scolacium

Il parco archeologico di Scolacium

Portale della chiesa di san Francesco a Gerace

Portale della chiesa di san Francesco a Gerace

I parchi archeologici raccontano la vita di centri coloniali quali Sibari, Capo Colonna di Crotone, Scolacium, Kaulonìa, Locri, i cui resti conservati dall’azione del tempo o portati alla luce con le indagini di scavo sono da sempre protagonisti nei  manuali di archeologia dalla protostoria ad età greca e poi romana. O ancora, il parco Archeoderi di Bova Marina che documenta significativamente anche la presenza ebraica nel versante ionico meridionale calabrese.  Senza dimenticare il museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, il museo della Sibaritide, il museo di Crotone, il museo di Scolacium, il museo di Locri e quello dell’antica Kaulonìa che completano la narrazione dei parchi attraverso i percorsi espositivi allestiti nelle sale che illustrano la quotidianità della vita di colonie magno-greche e municipia romani. Questa è la Calabria archeologica che è stata una star a TourismA 2017 con il Polo museale della Calabria presente con uno stand e promotore dell’incontro “Parliamo di Calabria” curato da Angela Acordon, direttore del Polo museale, con gli interventi di Rossella Agostino, direttore dei musei Archeologici nazionali di Locri e di Kaulon; Gregorio Aversa, direttore dei musei Archeologici nazionali di Crotone, Capo Colonna, e Scolacium; e Adele Bonofiglio, direttore dei musei Archeologici nazionali della Sibaritide e di Vibo Valentia: i quali hanno evidenziato il rilevante patrimonio storico, artistico, monumentale e archeologico con un’attenta disamina delle peculiarità delle strutture ricadenti nel Polo. Attenzione anche per i musei Archeologici più piccoli, ma altrettanto ricchi di manufatti e di storia: Amendolara, Lamezia, Gioia Tauro. E se il museo di Mileto presenta al visitatore testimonianze di età medievale-normanna, edifici di culto quale, la Cattolica di Stilo e la chiesa di San Francesco di Gerace sono architettonicamente e storicamente significative testimonianze per l’età bizantina e tardo-medievale. La fortezza di Le Castella a Isola Capo Rizzuto documenta la presenza del controllo costiero dall’antichità all’età moderna. “Infine – conclude Acordon – la Galleria Nazionale di Cosenza, sede centrale del Polo, che ospita testimonianze pittoriche di vari periodi tra i quali, dipinti sei-settecenteschi di scuola napoletana e pittori, anche calabresi, che frequentavano la corte borbonica mantenendo rapporti con ambienti culturali di respiro europeo”.

Giornate Europee del Patrimonio 2016. Le proposte del Polo museale della Calabria da Locri a Vibo Valentia, dalla Sibaritide a Kaulon a Crotone

giornate-europee-patrimonioAnche il Polo Museale della Calabria, guidato dal direttore delegato Nella Mari, partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e condivise dal MiBACT, con interessanti iniziative che si terranno sabato 24 e domenica 25 settembre 2016. Vediamole insieme.

locri-locandina-gep-2016Museo e Parco Archeologico di Locri. Mostra “Forme e colori nel Parco Archeologico”, esposizione delle opere di Luca Dall’Olio. Nel dettaglio: sabato 24 settembre 2016. Alle 11 incontro del maestro Luca Dall’Olio con gli allievi del Liceo Artistico “Oliveti – Panetta” di Locri e del Liceo Artistico “Pitagora” di Siderno. Inaugurazione della mostra, alle 20.30, nel complesso museale “Casino Macrì”, Forme e colori nel Parco archeologico, che evidenzia quanto sia variegato e sfaccettato l’orizzonte del patrimonio culturale nazionale. Forme: architettura, scultura, coroplastica, produzioni vascolari, pitture, opere musive. Colori: caratteri identitari di un artista oltre le mode ed il tempo, colori “dalla terra” sin dalle prime manifestazioni dell’uomo preistorico ai giorni nostri. Intervengono: Rossella Agostino, direttore del museo; Leonardo Arone, funzionario restauratore e curatore dell’evento e Maria Macrì, storico dell’arte. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 24 ottobre 2016. Apertura straordinaria serale dalle 20 alle 23 al prezzo simbolico di 1 euro.

L'eccezionale lyra trovata da Paolo Orsi nella necropoli di località Lucifero a Locri

L’eccezionale lyra trovata da Paolo Orsi nella necropoli di località Lucifero a Locri

Museo Archeologico nazionale “V. Capialbi” di Vibo Valentia. Due mostre: “ReSONAnT” e “Il paesaggio archeologico attraverso le collezioni del Museo Archeologico di Vibo Valentia”. Nel dettaglio: sabato 24 settembre 2016. Visite guidate alle 20.15 e alle 22.15 alla mostra ReSONAnT: “Ritmi e Suoni: l’arte ritrovata” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/07/13/la-musica-antica-rinasce-a-vibo-valentia-con-la-mostra-resonant-ritmi-e-suoni-larte-ritrovata-dallo-scavo-archeologico-alle-fonti-letterarie-e-iconografiche-fino-agli-stru/). Dalle 21 alle 22, performance di musicisti del conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia. Apertura straordinaria serale dalle 20 alle 23 al prezzo simbolico di 1 euro. Domenica 25 settembre 2016. Inaugurazione, alle 11, della mostra Il paesaggio archeologico attraverso le collezioni del Museo Archeologico di Vibo Valentia, a cura di Adele Bonofiglio, direttore del museo. Visite guidate alle 17.15 e alle 18.30. Orari e costi ordinari.

Museo nazionale Archeologico della Sibaritide. La mostra “Grotte archeologiche e siti rupestri dalla Sibaritide al Pollino e ai monti dell’Orsomarso” e presentazione del libro “La Tomba di Erodoto” di Domenico Marino e dibattito sul futuro della ricerca archeologica a Sibari. Nel dettaglio: sabato 24 settembre 2016. Alle 18, inaugurazione della mostra Grotte archeologiche e siti rupestri dalla Sibaritide al Pollino e ai Monti dell’Orsomarso, a cura di Felice Larocca del Centro di Ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”. Partecipano Adele Bonofiglio, direttore del museo, e Domenico Pappaterra, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino. Apertura straordinaria serale dalle 20 alle 23 al prezzo simbolico di 1 euro. Domenica 25 settembre 2016. Dalle 18, “Dove si trova la tomba di Erodoto?”: presentazione del volume “La Tomba di Erodoto” di Domenico Marino. Segue dibattito sul futuro della ricerca archeologica a Sibari. Intervengono: Adele Bonofiglio, direttore del museo; Mario Pagano, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone; Domenico Marino, curatore del volume La Tomba di Erodoto; Gino Mirocle Crisci, rettore UNICAL; il prof. Pier Giovanni Guzzo; Giuseppe Roma, docente UNICAL; Enrico Marchianò, presidente Club Unesco Cosenza “B. Telesio” e Gianni Papasso, sindaco di Cassano allo Ionio. Le visite guidate e i laboratori didattici saranno curati dall’associazione “Itineraria Bruttii”. Orari e costi ordinari.

Museo e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria). Conversazione su “Templi d’identità” domenica 25 settembre 2016 alle 17.30: la conversazione “Templi d’identità” prende spunto dalla ristampa del volume di P. Orsi sull’antica Caulonia e offre l’occasione per una serie di riflessioni sulla valorizzazione e conoscenza del patrimonio culturale regionale. Partecipano, fra gli altri, il responsabile del territorio per la soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Reggio Calabria e Vibo Valentia, Alfredo Ruga, e la direttrice del museo dei Brettii e degli Enotri, Marilena Cerzoso. L’iniziativa è a cura del museo Archeologico di Kaulon e dell’associazione Alia Nova-Stignano.

crotone-e-capo-colonna-locandina-gep-2016Museo Archeologico nazionale di Crotone. Conferenza “Beni Culturali e società civile: esperienze dall’Oriente” sabato 24 settembre 2016, alle 10.30, al museo Archeologico nazionale di Crotone, con Costanza De Simone. Attiva da anni in Medio Oriente e in Egitto per diverse istituzioni e in particolare per conto dell’Unesco e del CNR, la studiosa parlerà della propria esperienza di tecnico del settore nel contribuire alla salvaguardia del patrimonio di una delle zone più a rischio al mondo. Apertura straordinaria dalle 20 alle 23 al prezzo simbolico di 1 euro.

Museo e Parco Archeologico di Capo Colonna (Crotone). Domenica 25 settembre 2016, dalle 15, è stata organizzata una passeggiata archeo-ecologica che permetterà di visitare l’oasi, il promontorio e il museo archeologico. Con l’occasione il museo Archeologico di Capo Colonna sarà aperto con orario continuato dalle 9 sino alle 23, sempre ad ingresso gratuito.

Notte Europea dei Musei 2016. Le proposte del Polo museale della Calabria: da Vibo Valentia alla Sibaritide, dall’’antica Kaulon a Locri

21 maggio 2016: è la notte europea dei musei

21 maggio 2016: è la notte europea dei musei

Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Tecce, partecipa alla Notte dei Musei 2016, indetta dal MiBACT, con numerose iniziative che coinvolgono le sue sedi di competenza. Vediamole in breve.

La locandina della Notte dei Musei all''Archeologico di Vibo Valentia

La locandina della Notte dei Musei all”Archeologico di Vibo Valentia

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” – Vibo Valentia

Dalle 20 alle 20.45 visita al museo e alle sue collezioni. Alle 21 l’ensemble di fiati del Conservatorio di Musica “Torrefranca” di Vibo Valentia, diretto dal Maestro Luca Lucchetta, presenta Aulos in musica: fiati al Castello. Dalle 22.15 alle 23 si potranno ammirare Le Necropoli, nuovo spazio espositivo dedicato a reperti provenienti dalla necropoli greca di Hipponion.

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Il museo della Sibaritide promuove, in collaborazione con l’associazione socio culturale no-profit Streata Majstra di Cassano all’Ionio (Cosenza), un progetto per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico. Il programma prevede visite guidate a partire dalle 20; mostra fotografica Immagini senza tempo sulle tradizioni, la gastronomia e il dialetto cassanesi. Dalle 22, nell’area antistante la struttura museale, Vini che passione, uno spazio appositamente dedicato alla degustazione di prodotti tipici locali e di vini provenienti da diversi vitigni locali.

Museo e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

La serata sarà dedicata alla presentazione di Work in Progress: il racconto dell’allestimento del Museo Archeologico dell’Antica Kaulon, proiezione del video che narra le fasi dell’allestimento del museo e dei restauri di alcuni significativi reperti realizzati nel laboratorio dello stesso museo.

La locandina della Notte dei Musei all'archeologico di Locri

La locandina della Notte dei Musei all’archeologico di Locri

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri – Locri (Reggio Calabria)

L’iniziativa prevede, in collaborazione con l’associazione Italiana Sommelier (AIS), una serata dedicata alla cultura dell’olio e del vino. Si terranno, infatti, il convegno I contenitori dell’olio e del vino e la mostra Olio e vino: una tradizione secolare, allestita nei locali del museo archeologico e aperta al pubblico fino a tutto il mese di luglio. La serata si concluderà con il concerto Loccisano Duo – Special Guest Francesco Sicari. Sarà possibile, altresì, visitare il Parco e il Complesso museale Casino Macrì.

Museo Archeologico Nazionale di Crotone – Crotone

Il sito sarà aperto al pubblico dalle 20 alle 23 per consentirne una maggiore fruizione.

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna – Crotone

Il sito sarà aperto al pubblico dalle 20 alle 23 per consentirne una maggiore fruizione.

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Il sito sarà aperto al pubblico dalle 20 alle 23 per consentirne una maggiore fruizione.

Il Toro cozzante di Sibari tra i capolavori esposti al museo Egizio di Torino nella mostra “Pompei e l’Egitto” che apre il 1° marzo

la statuetta in bronzo del Toro Cozzante scoperta nel 2004 negli scavi al Parco archeologico di Sibari

la statuetta in bronzo del Toro Cozzante scoperta nel 2004 negli scavi al Parco archeologico di Sibari

Il Toro cozzante del museo Archeologico nazionale della Sibaritide è giunto a Torino per essere esposto al museo Egizio nella mostra “Pompei e l’Egitto”, che si terrà dal 1° marzo al 4 settembre 2016. La statuetta in bronzo, ritenuta, insieme ai Bronzi di Riace, una delle scoperte più importanti per la bronzistica magnogreca, raffigura un toro in atto di caricare, appunto “cozzante”, ed è il simbolo della colonia di Thurii, riprodotto come emblema sulle monete della città. Realizzato con tecniche a fusione e databile tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., presenta integrazioni di restauro che ne attestano l’utilizzo anche in età romana. I restauri effettuati sul manufatto in epoca romana documentano una persistenza nella Sibaritide della koiné culturale greca, che sarà, per un lungo arco di tempo, tratto distintivo e caratterizzante dell’intero territorio.

Il Toro cozzante nell'allestimento espositivo al museo archeologico della Sibaritide

Il Toro cozzante nell’allestimento espositivo al museo archeologico della Sibaritide

Distatere di Thurii con il Toro cozzante

Distatere di Thurii con il Toro cozzante

Il bronzetto è stato rinvenuto nel Parco Archeologico di Sibari (Cosenza), nel corso della campagna di scavi del 2004, diretta da Emanuele Greco, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene. Il Toro Cozzante, simbolo della leggendaria Sybaris distrutta dai crotoniati sotto 4 metri di fango fluviale, e sul quale sono state rinvenute tracce di un restauro effettuato in epoca romana, è stato ritrovato in un grande edificio pubblico del I secolo a.C. della colonia romana di Copia. Dunque il Toro Cozzante è la rappresentazione simbolica della continuità spirituale e culturale tra le antiche colonie greche di Sybaris e Thourioi, edificata, quest’ultima, nel V secolo a.C. dagli ateniesi di Pericle sopra i resti del primo impianto distrutto dai crotoniati. Il fatto poi che anche in epoca romana, la statuetta fosse conservata in un grande edificio pubblico, lascia credere che ci fosse una continuità non solo urbanistica, ma anche storica e amministrativa con la città latina. L’immagine di un toro cozzante, che all’epoca della colonia ateniese di Thourioi era simbolo della prosperità e dell’opulenza raggiunta dal primo insediamento acheo, venne infatti rappresentato sui coni monetali del IV secolo a.C. Rispetto alle altre ben più famose statue di bronzo rinvenute in Calabria, Bronzi di Riace e Filosofo di Porticello, del Toro Cozzante di Thourioi si conosce appieno il contesto storico di riferimento, che però non lascia individuare la scuola artigiana che ha prodotto lo splendido manufatto. Si tratta di un’opera di elevata qualità artistica che possiamo porre a confronto solo con originali greci in marmo o con raffigurazioni monetali o in terracotta, ma non con gli altri originali bronzei, che purtroppo sono andati perduti, o forse non ancora rinvenuti.