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Avete da 6 a 14 anni? Nove musei archeologici tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia vi invitano al concorso “Instrumenta Design Junior 2020 – L’antico ispira il contemporaneo!”: immaginare un oggetto contemporaneo di uso quotidiano – spiegato in un video – dopo aver “intervistato” reperti antichi esposti in museo

La locandina del concorso “Instrumenta Design Junior 2020 – L’antico ispira il contemporaneo!”

Nove musei archeologici tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia invitano i loro giovani amici a partecipare al concorso “Instrumenta Design Junior 2020 – L’antico ispira il contemporaneo!”. L’iniziativa è rivolta a chi ha tra i 6 e i 14 anni (si può partecipare da soli, con i genitori o gli insegnanti e la classe) e vede coinvolti i musei archeologici di Este, Padova, Adria, Fratta Polesine, Venezia, Altino, Portogruaro, Caorle e Aquileia. Ogni museo ha individuato tre reperti antichi da “intervistare” per saperne di più e per stimolare la creatività dei giovani designer, invitati ad immaginare un oggetto contemporaneo di uso quotidiano. Vuoi conoscere i musei coinvolti? Vuoi scoprire quali reperti sono stati scelti? Guarda i video preparati dai singoli musei:

Entro il 15 giugno 2020 i partecipanti dovranno realizzare un video di massimo 3 minuti in cui spiegano il loro progetto (attenzione! il volto dei partecipanti non deve essere visibile) ed inviarlo all’indirizzo instrumentajunior@gmail.com. Gli elaborati verranno presentati dal 3 all’11 ottobre 2020 nei musei e rimarranno consultabili in rete fino al 31 maggio 2021. Si può consultare il sito alla pagina https://www.studiodarcheologia.it/musei/instrumenta-design-junior/ per scaricare regolamento, materiali e video. Per ulteriori informazioni lo Studio D – Archeologia Didattica Museologia invita a scrivere una email all’indirizzo dedicato instrumentajunior@gmail.com: “Aspettiamo con curiosità i vostri progetti!”.

“Storia del profumo, profumo della storia”: all’Archeologico di Fratta Polesine un’affascinante mostra racconta tremila anni di profumi dall’età greco-romana alla grande profumeria di oggi. Da reperti unici ai manifesti liberty. Prevista anche un’esperienza olfattiva

Al museo Archeologico di Fratta Polesine la mostra "Storia del profumo, profumo della Storia"

Al museo Archeologico di Fratta Polesine la mostra “Storia del profumo, profumo della Storia”

Tremila anni di profumi, attraverso i loro contenitori: da quelli preziosissimi in alabastro, pasta vitrea o ceramica decorata dell’età greca e romana, come aryballoi, alabastra e lekythoi, a quelli più recenti, dove cominciano a “pesare” i marchi della grande profumeria planetaria di oggi. Insieme a oggetti, libri, antichi formulari e farmacopee, strumenti multimediali ed esperienze sensoriali. Ecco l’originale mostra “Storia del Profumo, profumo della storia” che il Comune di Fratta Polesine, l’università di Ferrara e il Polo museale veneto con la fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo propongono al museo Archeologico nazionale nelle barchesse di Villa Badoer a Fratta Polesine (Rovigo) dal 17 settembre 2016 al 26 marzo 2017. Si scopre così che la storia, quella con la S maiuscola, non è fatta solo di battaglie, incoronazioni e altri grandi eventi. È fatta anche di profumi. Chissà, ad esempio, se la Storia sarebbe stata la stessa nel caso in cui Cleopatra non avesse usato i suoi mitici unguenti profumati! La mostra, curata da Federica Gonzato con Chiara Beatrice Vicentini, Silvia Vertuani e Stefano Manfredini, affronta diversissime storie, tutte incentrate sul profumo e sull’arte profumiera. L’esposizione è arricchita da prestiti concessi dai musei Archeologici nazionali di Venezia, Adria, Portogruaro e dal museo Correr. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione nel progetto scientifico e come prestatori di accademia italiana di Storia della Farmacia, Sistema museale di ateneo e CosMast dell’università di Ferrara, biblioteca comunale Ariostea di Ferrara, centro studi etnografici “Vittorino Vicentini”, fondazione Musei civici di Venezia-Museo del Profumo e del Costume di Palazzo Mocenigo. La parte interattiva della mostra è stata realizzata con il contributo economico e tecnico di: AmbrosiaLab, Cura Marketing GmbH Innsbruck, ViaVai, Mavive, The Merchant of Venice.

I quattro curatori della mostra "Storia del profumo": Federica Gonzato, Chiara Beatrice Vicentini, Silvia Vertuani e Stefano Manfredini

I quattro curatori della mostra “Storia del profumo”: Federica Gonzato, Chiara Beatrice Vicentini, Silvia Vertuani e Stefano Manfredini

Quattro i campi d’indagine in cui si articola la mostra, come spiegano i quattro curatori. Si parte dalla ricerca archeologica, l’analisi delle fonti storiche e delle testimonianze iconografiche lungo i secoli, fino ai messaggi pubblicitari e alla studio della produzione odierna di aromi e profumi (tradizione e innovazione), approfondendo il tema grazie all’apporto scientifico e didattico fornito dalla collaborazione con laboratori specialistici, corsi di specializzazione post laurea specialistici e dipartimenti universitari. “Punto di partenza”, scrive Gonzato, “è il patrimonio archeologico del Mediterraneo orientale e la ricostruzione delle tecniche utilizzate a cavallo fra antico e medio Bronzo (II millennio a.C.) per la produzione di essenze, fra cui gli aromi da resina di pino, rosmarino, alloro, mirto, anice e bergamotto, piante tipiche di Cipro e del Mediterraneo, ricostruendo la storia delle tecniche e del gusto olfattivo attraverso i secoli fino ad oggi”. In questo compito – continuano gli archeologi – “ci guidano i reperti archeologici e le fonti storiche e linguistiche, a partire dalle tavolette in Lineare B, che ricordano la produzione di olii profumati ad suo cultuale offerti a divinità, e a seguire altre fonti classiche, quali il Trattato degli odori di Teofrasto, testo base della profumeria antica, le testimonianze di Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia o quelle conservate in Dioscuride in De materia medica”.

Un manifesto Liberty pubblicitario di un profumo

Un manifesto Liberty che racconta delle qualità di un profumo

Obiettivo dei curatori è “presentare il tema in riferimento alle varie epoche storiche, lungo il medioevo fino all’età odierna, ricostruendo il percorso di questo fondamentale aspetto della vita sociale attraverso i codici e le conoscenze relative a erbe aromatiche (ma anche curative) lungo i secoli. I profumi di oggi, infatti, provengono da una lunghissima tradizione che, nonostante i cambiamenti di tecniche di produzione o di modalità di conservazione ed uso, non hanno dimenticato le loro origini e determinate profumazioni, come ad esempio il bergamotto, sopravvivono e continuano ad essere utilizzate senza perdere la loro freschezza, manifestando così l’esistenza di un patrimonio culturale comune che dall’antichità giunge fino a noi”. Nell’antichità come oggi, i profumi erano commerciati in lussuosi e costosi contenitori, che, oltre a sottolineare la preziosità del contenuto, rappresentavano anche un espediente per attrarre l’acquirente. “Per questo abbiamo ritenuto opportuno inserire una sezione dedicata ai manifesti pubblicitari della Belle Epoque. I legami, chiaramente visibili, fra l’industria profumiera di oggi e la produzione di olii essenziali nel Mediterraneo antico conferma la persistenza di un gusto olfattivo comune che dal Mediterraneo centro-orientale si diffuse a partire dal II millennio a.C. e ancor oggi costituisce la base di alcune fragranze particolarmente apprezzate ed utilizzate in Europa. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il profumo è uno strumento di comunicazione sociale: attraverso il profumo è possibile comunicare una particolare immagine di sé e, allo stesso modo il profumo altrui può costituire una specifica informazione nelle relazioni sociali, utilizzando un codice ben conosciuto all’interno della stessa cultura”. Lo studio dei profumi, e quindi degli odori – concludono Gonzato, Vicentini, Vertuani e Manfredini, “è uno studio di storia della cultura e del comportamento, della medicina, dell’igiene, del culto e dell’immaginario erotico. Tramite i reperti esposti in mostra si propone una lettura attraverso i secoli di un prodotto che ha fortemente influenzato la nostra cultura, i commerci, la letteratura e la ricerca medica”.

Un calendarietto profumato del 1910

Un calendarietto profumato del 1910

Nella sezione base la “Storia del profumo”, in collaborazione con Mavive, Museo del Profumo e del Costume, Palazzo Mocenigo Venezia, si va dalla preistoria all’età romana, percorrendo l’antropologia dell’olfatto e il rapporto tra profumo e società. Si arriva alla cultura bizantina e ai profumi d’Oriente e Occidente. Una sezione è dedicata a Venezia e alle sue fragranze. Sezioni dedicate ai segreti dell’arte profumatoria, alla cosmetica nel Rinascimento, all’Acqua di Colonia. Dai profumi raccontati dalle fonti archeologiche e dai reperti si passa al mondo dei profumi nella pubblicità con tanto materiale del Liberty che comprendono 13 quadri Manifesto pubblicitario, da quelli della ditta Migone 1898 fino ai saponi profumati 1895 ai calendarietti profumati Bertelli, dal 1904 al 1939.

La raccolta di petali delle preziosissime rose di Taif

La raccolta di petali delle preziosissime rose di Taif

La mostra non offre solo reperti e documenti rari, ma garantisce anche esperienze coinvolgenti. Come cimentarsi in “nasi”, alla scoperta delle diverse essenze, immaginando le loro composizioni. Si potranno annusare essenze diverse, tutte d’origine vegetale. Compresa quella della mitica Rosa Centifolia, varietà che coltivata a Grasse, in Provenza, offre la fragranza che rende unico Chanel n.5. La maison parigina ha l’opzione sull’intera produzione della famiglia Muol, miglior produttore di Centifolia, per i prossimi 100 anni. Per ottenere 1,5 kg di essenza vengono sacrificate centinaia di migliaia di rose, per l’esattezza una tonnellata di petali, per un controvalore economico a molti zeri. L’olio essenziale della rosa di Taif è il più costoso al mondo e se ne producono solamente 16 kg all’anno al costo di oltre 50mila euro al kg. La produzione è destinata in gran parte al re della Arabia Saudita. Nulla di nuovo in questo: i profumi e l’arte profumiera hanno sempre affascinato le famiglie reali. Questa passione contagiò tra le tante Caterina Sforza e Caterina dé Medici, ma soprattutto Isabella d’Este marchesa di Mantova, che nella città lombarda frequentava il suo rinomato laboratorio di profumeria, componendo lei stessa le preziose essenze. Venezia era una capitale dei profumi. Qui venivano fatte arrivare le essenze più rare, provenienti da paesi lontani. Qui operavano celebri essenzieri: qui, non a caso, venne edito I Notandissimi Secreti de l’Arte Profumatoria. Correva l’anno 1555 ed era per l’Occidente il primo ricettario ufficiale dell’arte cosmetica.

Giornata nazionale dell’Archeologia. Domenica 7 dicembre nei musei archeologici del Veneto visite guidate, eventi speciali e ingresso gratuito

Strada romana nell'area archeologica di Altino: domenica itinerario archeologico

Strada romana nell’area archeologica di Altino: domenica itinerario archeologico

Domenica 7 dicembre in Veneto le aree archeologiche di Altino, Concordia Sagittaria, Feltre, Montegrotto Terme, San Basilio di Ariano Polesine e Vicenza, e il laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino aderiscono alla Giornata nazionale dell’archeologia, del patrimonio artistico e del restauro. ALTINO  Dalle 14: itinerario attraverso le aree archeologiche; dalle 16: itinerario archeologico virtuale nelle sale del Museo. A cura di Mariolina Gamba, funzionario archeologo per Altino della soprintendenza. Accesso alle aree dal museo archeologico nazionale di Altino. CONCORDIA SAGITTARIA Alle 11: passeggiata archeologica nell’antica Iulia Concordia con sosta all’area dei Signini. A cura di studio D archeologia.

Domenica si può accedere al laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino di Este

Domenica si può accedere al laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino di Este

ESTE Porte aperte al laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino di Este. Visite guidate a cura del restauratore Stefano Buson. Orario: 15.15 – 16.15 – 17.15 – 18.15. Il laboratorio di restauro è operativo dal 1979 e svolge la propria attività su materiali archeologici provenienti dal territorio veneto. Il campo di applicazione comprende corredi funerari, materiali d’abitato e da santuario in ceramica, bronzo, ferro, argento, oro, vetro, osso-corno, corallo e pietra. Si consiglia la prenotazione (tel. 0429.2085). Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. FELTRE Alle 10.30 e 14.30: visita guidata all’area archeologica di Feltre, durante la quale sarà illustrato il complesso delle strutture archeologiche sottostanti il sagrato del Duomo, nella loro articolazione dalla fase di romanizzazione a quella medievale. Saranno inoltre illustrati i criteri che hanno determinato l’individuazione di particolari soluzioni strutturali e tecniche per la realizzazione dell’area archeologica. Numero massimo di 25 partecipanti per ciascuno dei due turni. Si consigla la prenotazione, allo 0439.83879, da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 10.30. All’area archeologica si accede dal sagrato del Duomo (via Vecellio). A cura della soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, con la collaborazione dell’associazione “Il Fondaco per Feltre”.

Il punto informativo Aquae Patavinae di Montegrotto Terme

Il punto informativo Aquae Patavinae di Montegrotto Terme

MONTEGROTTO TERME Alle 10:30: conferenza alla sede Iat  in viale Stazione, 60; seguiranno un percorso archeologico lungo viale Stazione, e la visita al Punto Informativo “Aquae patavinae” alla stazione dei treni di Terme Euganee / Abano / Montegrotto. Un itinerario inedito attraverso i luoghi diinteresse archeologico di Montegrotto Terme con Marianna Bressan e Benedetta Prosdocimi, archeologhe della soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.

L'area di San Basilio

L’area di San Basilio

SAN BASILIO DI ARIANO POLESINE Alle 10.30: vista guidata agli scavi, a cura di Giovanna Gambacurta, direttore del museo archeologico nazionale di Adria. L’area archeologica si trova presso la SP 44.

Il criptoportico di Vicenza

Il criptoportico di Vicenza

VICENZA Alle 10.30 e 11.30: visita guidata al Criptoportico di piazza Duomo e passeggiata fino a corso Fogazzaro. Da una delle aree archeologiche più suggestive della città ai resti dell’acquedotto di recente valorizzazione. Per ragioni di sicurezza è previsto un numero massimo di 15 partecipanti per ciascuno dei due turni di visita. A cura di Cinzia Rossignoli, funzionario di zona della soprintendenza.

Un prezioso vetro conservato al museo archeologico di Adria: domenica visita guidata e caccia al tesoro

Un prezioso vetro conservato al museo archeologico di Adria: domenica visita guidata e caccia al tesoro

INGRESSO GRATUITO Domenica 7 dicembre, è anche previsto l’ingresso gratuito nei musei archeologici nazionali del Veneto con alcune iniziative collegate. Museo Archeologico Nazionale di Adria: alle 16.30: Artigiani e artisti del vetro, relazionerà l’ingegnere Michele De Bellis; 15.30 e 17: L’archeologia per “La città della Speranza” – visite guidate per adulti e caccia al tesoro per i bambini dai 5 ai 12 anni. Ingresso, visita e attività gratuite, è gradita la prenotazione; per info, Studio D: 346.3257139. Museo Archeologico Nazionale di Altino: alle 16: “il Natale prima del Natale: le festività romane dalla dea Strenna alla Befana”. Animazione archeologica per famiglie a cura dell’associazione Studio D Archeologia. Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine: alle 11.30: inaugurazione della mostra fotografica “Fratta. Momenti”; proiezione di un filmato con gli scorci più suggestivi di Fratta Polesine (a cura del Fotoclub di Adria); 15.30: il prof. Gianfranco Cordella, presidente del Foto Club di Adria, presenterà “IRAN. Da Persepolis a Qom”, reportage fotografico dedicato all’Iran, con particolare focus sugli aspetti culturali. Evento in occasione della XX Settimana dei Beni Culturali in Polesine. Museo nazionale Concordiese di Portogruaro “Giochiamo con l’archeologia – Memory al Museo”, laboratorio di disegno al Museo con alcuni oggetti della vita quotidiana di età romana. Alle 15.30:  accoglienza dei partecipanti; 16.00 – 17.30: laboratorio di disegno tenuto da Daniela Gambolò, a cura di Associazione Accordi – Associazione Studio D Archeologia. Info e prenotazioni cell. 346 3010609

La notte dei Musei – Aperture serali e iniziative nei musei e nelle aree archeologiche nazionali del Veneto

notte-musei14Anche quest’anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo aderisce alla Notte dei Musei 2014, iniziativa collegata alla Nuit européenne des musées. Sabato 17 maggio, i cinque musei Archeologici nazionali del Veneto e alcune aree archeologiche prolungheranno pertanto il loro orario di apertura fino alle 24. A partire dalle 20, e per tutta la serata, il biglietto d’ingresso avrà il prezzo simbolico di 1 euro. Durante l’apertura serale saranno inoltre organizzate in ciascun museo iniziative gratuite di valorizzazione e divulgazione (visite guidate tematiche, letture e altro).

Museo Archeologico Nazionale di Adria Ore 21.30 – SPIRITI DIVINI – Un viaggio nel mondo del vino nell’antichità. Visita guidata tematica. Iniziativa in collaborazione con l’associazione StudioD. Si consiglia la prenotazione (telefonare al Museo – 0426.21612)

Museo Archeologico Nazionale di AltinoOre 21.30 – Percorsi tra toilette, vestiti e gioielli degli Altinati antichi Iniziativa in collaborazione con l’associazione StudioD

Museo Nazionale Atestino di Este Ore 18 – Concerto dell’Ensemble del liceo musicale “C. Marchesi” Direzione: prof.ssa Maria Grazia Seren. Ingresso gratuito. Ore 19 – La voce delle cose. I reperti del museo nazionale Atestino di Este si raccontano. Percorso archeologico con recitazione di brani di letteratura classica e contemporanea. Commento archeologico a cura del direttore del museo nazionale Atestino e Studio D. Lettura recitata dei brani a cura del gruppo teatrale “Laboratorio Elisa” del liceo “G.B. Ferrari” di Este. Ingresso gratuito. Ore 21 – La voce delle cose. I reperti del museo nazionale Atestino di Este si raccontano. Percorso archeologico con recitazione di brani di letteratura classica e contemporanea. Commento archeologico a cura del direttore del museo nazionale Atestino e Studio D. Lettura recitata dei brani a cura del gruppo teatrale “Laboratorio Elisa” del liceo “G.B. Ferrari” di Este. Ingresso 1 euro.

Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro Ore 15.30 – Visite guidate alle collezioni museali A cura di Gr.A.V.O. e Fondazione “A. Colluto”. Ingresso gratuito. Ore 17 – “Interazioni” Inaugurazione della mostra di arte contemporanea dell’artista Elena Ortica. Ingresso gratuito Dalle 20 alle 24 – La voce e la forma delle cose Visita guidata animata tra i reperti del museo e della mostra “Interazioni”, a cura della direzione del Museo e di Studio D Friuli. Recita Marzia Bonaldo (Ass. Culturale Mondonovo). La performance sarà sviluppata in tre turni (ore 20.45, ore 21.45, ore 22.45), per un massimo di 30 persone per ciascun turno. Iniziative collegate alla X edizione di “Terre dei Dogi in festa”

Area Archeologica di Concordia – Cattedrale Ore 20-24 – apertura straordinaria.Ingresso gratuito. Ore 21 – “Da centro veneto a fulcro della cristianità. Storia di una colonia” Visita guidata della dott.ssa Benedetta Prosdocimi (soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto).

Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine Ore 18.30 – Concerto al Buio L’evento sarà un’esperienza unica durante la quale, al buio, si potrà apprezzare la magnificenza del suono del violino senza l’ausilio della vista, proprio come solo i non vedenti riescono a fare. Ingresso 15 euro fino ad esaurimento posti. Vivamente consigliata la prenotazione. Ore 21.30 – Suoni dal Passato Percorso tattile e sonoro che evoca il passato “rumoroso” del villaggio di Frattesina e della villa di Arcole, a cura dell’Associazione Culturale Studio D.

Area Archeologica del Criptoportico di Vicenza Apertura straordinaria dalle 20 alle 24 Le visite avranno luogo ogni mezz’ora, con gruppi di 15 persone per volta.

 

“Le sculture romane del museo archeologico nazionale Concordiese” di Elena Di Filippo Balestrazzi

Sculture al museo archeologico nazionale Concordiese

Sculture al museo archeologico nazionale Concordiese a Portogruaro

L’occasione è di quelle ghiotte per incontrare alcuni dei massimi esperti di arte classica, collezionismo antiquario e museografia e al contempo visitare uno dei complessi archeologici più importanti del Veneto, quello di Concordia Sagittaria con il relativo Museo archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro. Giovedì 27 febbraio 2014, dalle 10.30, nelle sale museali del municipio di Concordia Sagittaria, Elena Francesca Ghedini, direttore del dipartimento di Archeologia dell’università di Padova, e Irene Favaretto (Università di Padova) presenteranno il volume “Le sculture romane del Museo Nazionale Concordiese” di Elena Di Filippo Balestrazzi. Seguirà, dalle 15, una visita guidata al museo nazionale Concordiese di Portogruaro, alla presenza dell’autrice (ingresso gratuito).

La copertina del volume di Elena Di Filippo Balestrazzi

La copertina del volume di Elena Di Filippo Balestrazzi

Elena di Filippo Balestrazzi

Elena di Filippo Balestrazzi

Il museo di Portogruaro è nato per ospitare le consistenti raccolte di reperti archeologici provenienti dalla città di Iulia Concordia. In occasione del recente riordino degli archivi del museo, voluto dalla direzione generale per favorire lo studio e la comprensione dei materiali conservati, l’autrice si è dedicata allo studio delle sculture muovendo dalla storia dell’acquisizione e dell’inventariazione di ogni reperto. Le schede elaborate comprendono descrizione dello stato di conservazione, analisi stilistica e iconografica, confronto con la bibliografia disponibile. L’autrice considera, in relazione alle diverse datazioni, talvolta problematiche, l’individuazione dei personaggi rappresentati, le funzioni probabili, l’esistenza di botteghe locali, i rapporti con le tradizioni ellenistica, nord-adriatica, italica e romana, le possibilità di una precoce “romanizzazione” precoloniale.  La collezione storica del museo si compone di più “anime”; un nucleo si costituì a partire dalla fine del ‘700 con la raccolta Muschietti, una famiglia di collezionisti locali.

Francesca Ghedini

Francesca Ghedini

Irene Favaretto

Irene Favaretto

La raccolta, nella seconda metà dell’800, venne donata, per lascito testamentario, al Comune di Portogruaro che la conservò presso il Municipio. Sullo scorcio del XIX secolo, a seguito dei fortunati scavi nell’area urbana e nel cd. “Sepolcreto dei militi” di Concordia Sagittaria, grazie all’attività di Dario Bertolini e su volere di Giuseppe Fiorelli, all’epoca a capo della Direzione Generale per gli scavi e i monumenti, si procedette con l’individuazione di una struttura consona in cui raccogliere il materiale di nuovo rinvenimento e quello dislocato nelle diverse sedi concordiesi (Municipio) e portogruaresi (Seminario, casa Muschietti). Il Comune acquisì l’area di via Seminario, di proprietà del Seminario vescovile, ed il Ministero finanziò la costruzione del Museo Concordiese, la cui prima pietra venne posta nel 1885 e che fu poi inaugurato il 28 ottobre 1888. Il Museo, riaperto completamente nel 1986 dopo lavori di restauro e di parziale riallestimento, presenta oggi un’esposizione del materiale rinnovata nelle vetrine, mentre nella sala dei reperti lapidei si è mantenuto il vecchio ordinamento che costituisce di per sé una suggestiva testimonianza dell’approccio collezionistico dell’epoca.

I "tre littori" nell'atrio del museo Concordiese

I “tre littori” nell’atrio del museo Concordiese

Atrio. L’atrio ospita interessanti manufatti lapidei, tra i quali degno di nota è il rilievo con tre littori, vestiti di tunica corta e di mantello, facenti parte di una più ampia scena di sacrificio. E’ datato al I sec. d.C. Un’ara intitolata a Marcus Acutius Noetos presenta sui fianchi bellissimi bassorilievi rappresentanti due uccelli ai lati di un vaso da cui escono tralci di vite animati da uccellini. Da un pezzo segato di quest’ara è stata ricavata nel XIII secolo una scultura raffigurante una Madonna in trono con Bambino, la cui pertinenza all’ara si deve a Dario Bertolini.

La grande sala (basilica) del museo Concordiese

La grande sala (basilica) del museo Concordiese

Sala 1 (Basilica).La sala ospita la maggior parte dei reperti provenienti da Concordia. I materiali sono esposti lungo le navate di sinistra e di destra, secondo un ordine cronologico progressivo. Nella navata centrale si distinguono frammenti di parti architettoniche di edifici pubblici (come parte dell’architrave riferita al teatro della città con iscrizione del I sec. d.C.); capitelli e rocchi di colonne; reperti della necropoli romana di Concordia che si sviluppava lungo la via Annia fuori dalla cinta muraria (stele architettoniche ad edicola – come quella della famiglia dei Cornelii -, cippi sepolcrali – come quello di F. Galla, detto anche del porcinarius, in cui sono rappresentati una coscia di maiale e gli attrezzi del mestiere -, frammenti di soffitti di camere funerarie – come quella a cassettoni, decorata al centro dalla scena di Ganimede rapito dall’aquila); spicca su tutti la statua femminile acefala in marmo di Luni, forse pertinente ad un ciclo statuario, in prossimità della quale sono esposti pavimenti musivi a motivi geometrici del I sec. d.C. e a motivi figurati (Tre Grazie) del III sec. d.C. Nella navata sinistra sono numerose le iscrizioni, sia pagane sia cristiane, relative a semplici cittadini o a notabili che nel centro cittadino occuparono cariche pubbliche: le iscrizioni sono incise su basi la cui collocazione museale lungo la navata serve per ricordare la loro collocazione originaria lungo le strade e negli spazi pubblici più importanti della città. Nella navata destra, infine, si trova la maggior parte dei reperti (sculture, sarcofagi, stele, iscrizioni databili tra la fine del IV ed il V sec. d.C.) rinvenuti nel “Sepolcreto dei militi” scavato tra il 1873 ed il 1876: è esposta una scelta dei 260 sarcofagi lì originariamente presenti e reinterrati.